Browsing Tag

zuppe

Zuppa di zucca arrosto con “bacon” di mandorle // Roasted butternut squash soup with almond “bacon”

This post was created in partnership with Panasonic.

(English version follows) Dopo diverse settimane di nomadismo (ad inizio ottobre siamo volate a Londra e fino alla settimana scorsa ci trovavamo in giro per Italia per la promozione del nostro libro), non è poi così male tornare a casa. Continuiamo ad essere dell’opinione che, fosse per noi, potremmo continuare con questo ritmo per un bel po’ di tempo, che non c’è niente che ci elettrizza tanto quanto l’idea di salire su un aereo, ma amiamo l’idea di sapere ed esser certe che la nostra dimensione, quella che chiamiamo “casa”, è sempre lì ad attenderci.

Perciò, sebbene la nostra esperienza culinaria non avrebbe potuto essere delle migliori, fra porridge per tutti i gusti da 26grains e una “protein feast bowl” da Pride Kitchen a Londra (soprattutto, in quello splendido contesto di edifici di mille colori più uno e luci che è Neal’s Yard), e fra il cioccolato crudo di Grezzo a Roma e la melanzana con crumble di ceci da Botanica Lab a Bologna, tornare a metterci ai fornelli, anche semplicemente per preparare qualcosa di semplice ma estremamente confortante come una zuppa, non potrebbe essere più terapeutico. E siccome pur sempre del 31 Ottobre stiamo parlando, a base di cosa sarebbe potuta essere questa zuppa se non di zucca?

Si tratta di una ricetta semplice: della semplice zucca arrostita (abbiamo scelto di cuocerla al forno così da esaltare la sua naturale dolcezza) con cipolla e tante erbe e spezie come rosmarino, cardamomo e coriandolo. Ci è bastato poi renderla liscia e setosa frullandola con del brodo vegetale caldo, zenzero e curcuma freschi grazie al nostro hand-blender Panasonic e decorarla con yogurt di cocco, coriandolo fresco e “bacon di mandorle“.

Se siete abituati a scorrere fra ricette vegetariane e vegane (specialmente straniere), probabilmente conoscerete già il “bacon di cocco”: si tratta semplicemente di scaglie di cocco marinate in salsa di soia, sciroppo d’acero e fumo liquido e poi cotto in forno finché croccante. Eravamo partite noi stesse con l’idea di prepararlo da aggiungere come topping a questa zuppa, se non fosse stato per un piccolo inconveniente: niente cocco in scaglie nella nostra dispensa. Fruga e fruga ancora, abbiamo trovato, però, delle mandorle in scaglie: e quindi, “bacon” di mandorle sarebbe stato. Inoltre, niente fumo liquido per noi ma, piuttosto, sale e paprika affumicati. Con le dosi della ricetta, otterrete una buona quantità di questo mix croccante, salato e così delizioso che non riuscirete a fare a meno di mangiarlo semplicemente a manciate come snack o, ad esempio, sbriciolato sul vostro avocado toast mattutino.

ZUPPA DI ZUCCA ARROSTO CON BACON DI MANDORLE
vegan, senza glutine, senza grani, paleo
PORZIONI: 2

Ingredienti:
per la zuppa di zucca:
600g di zucca violina
550g di brodo vegetale
2 cipolle rosse
1 rametto di romarino
1 cucchiaino di zenzero fresco grattugiato
1 cucchiaino di curcuma fresca grattugiata
1/2 cucchiaino di cardamomo in polvere
1/2 cucchiaino di coriandolo in polvere
1/2 cucchiaino di paprika in polvere
1 cucchiaio di olio di cocco o di avocado
sale rosa dell’himalaya
2 cucchiai di olio di cocco, per guarnire
coriandolo fresco, per guarnire

per il bacon di mandorle:
160g di mandorle in scaglie
1 cucchiaio di tamari
1 cucchiaio di sciroppo d’acero
1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
1 cucchiaino di sale affumicato
1/2 cucchiaino di paprika affumicata
1/2 cucchiaino di aglio in polvere

Procedimento:
Inizia con il “bacon” di mandorle: in una ciotola, condisci le mandorle in scaglie con la tamari, l’olio, lo sciroppo d’acero, la paprika, l’aglio in polvere e il sale affumicato. Mescola bene finché tutto sarà ben condito.
Preriscalda il forno a 160°C. Metti le mandorle in una teglia foderata con carta forno e infornale per circa 12 minuti o finché croccanti, mescolandole ogni 3 minuti così che non si brucino.
Sforna e lascia raffreddare.
Sbuccia e taglia grossolanamente la zucca. Taglia a spicchi le cipolle. Preriscalda il forno a 200°C. Condisci la zucca e le cipolle con sale, rosmarino, cardamomo, coriandolo, paprika e olio di cocco o di avocado e arrostisci per circa 30 minuti. Nel frattempo, scalda il brodo finché sarà bollente.
Nel boccale del frullatore ad immersione metti le verdure arrosto, lo zenzero e la curcuma e copri con il brodo. Frulla fino ad ottenere una crema liscia.
Dividi la zuppa in due ciotole, guarniscile con un cucchiaio di yogurt di cocco per ciotola, una manciata di “bacon” di mandorle e del coriandolo fresco.

ENGLISH

It’s autumn: leaves are falling from trees, weather gets colder and we finally can start turning on the oven in the kitchen and having warm meals. Also, pumpkin season is finally here and one of our favorite way to eat it is soup. Roasting the butternut squash in the oven with spices allow the veggies to caramelize and be sweeter and heartier. Also, this means way less effort but so much flavor. You just need to put the veggies in the oven and heat some stock and then blend it until nice and creamy! It’s really easy as 1 2 3. Here the soup is paired with some crunchy, salty nut “bacon” made with almonds instead of the usual coconut.With this recipe, you’ll get way more almond bacon than you need for the soup, but you won’t be disappointed: eat it, like us, in the morning on avocado toast or just put it in a bag for a quick snack while you’re out!

ROASTED BUTTERNUT SQUASH SOUP WITH ALMOND BACON
vegan, gluten free, grain free, paleo
SERVES: 2

Ingredients:
600g butternut squash, peeled and chopped
550g vegetable stock
2 red onions
1 stalk of rosemary
1 tsp fresh grated ginger
1 tsp fresh grated turmeric
1/2 tsp ground cardamom
1/2 tsp ground coriander
1/2 tsp paprika
1 tbsp avocado or coconut oil
pink himalayan salt
2 tbsp coconut yogurt, to garnish
fresh cilantro, to garnish

for the almond “bacon”:
160g almond flakes
1 tbsp tamari
1 tbsp maple syrup
1 tbsp extra virgin olive oil
1 tsp smoked sea salt
1/2 tsp smoked paprika
1/2 tsp garlic powder

Method:
Start with almond “bacon”: in a bowl, season almond flakes with tamari, olive oil, maple syrup, smoked salt and paprika and mix it well until all seasoned. Preheat oven to 160°C. Place almonds on a baking tray covered with parchment paper and bake them in the oven for about 12 minutes or until crunchy but not burned, stirring them every 3 minutes. Peel and roughly chop the butternut squash. Chop the onions. Preheat oven to 200°C. Season chopped butternut squash and onions with salt, rosemary, ground cardamom, ground coriander and paprika and roast it for about 30 minutes. In the meantime, heat the stock until very hot. In the jug of the hand blender, put the roasted veggies, fresh grated ginger and turmeric and the hot vegetable stock and blend until you get a smooth soup. Divide the soup into 2 bowls, garnish them with 1 tbsp coconut yogurt per bowl, one handful almond “bacon” and some fresh cilantro.

SalvaSalva

SalvaSalva

SalvaSalva

Vellutata di zucchine, piselli e latte di cocco con crackers di avena e semi // Zucchini, pea and coconut soup with seedy oat crackers

Per qualche strana ragione, sebbene la più piccola di noi giri per la città in maniche corte e vestitini quasi fosse già arrivata l’estate e le giornate siano tutt’altro che fresche, ci stiamo ritrovando a mangiare molte più zuppe in queste ultime settimane di quanto non abbiamo fatto questo inverno.

Sarà che, inevitabilmente, per via della preparazione del libro ci siamo ritrovate a mangiare meno cibo caldo di quanto avessimo voluto e che, dopo una giornata passata a cucinare, persino mettere tutto in pentola e aspettare che cuocesse sembrava troppo faticoso e lungo da preparare per due stomaci vuoti impazienti come i nostri, o, ancora, che il nostro inverno non è stato quasi per niente rigido – tanto da non fare il cambio stagione, tranne che per un paio di maglioni -. Insomma, ritrovato un po’ più di tempo, abbiamo dovuto recuperare tutte le zuppe perse.

Questa ricetta è un po’ una via di mezzo tra il voler fare e l’essere troppo pigri per farlo: sia la zuppa che i crackers sono estremamente facili da fare, ma combinati insieme creeranno un piatto davvero buono, soddisfacente e che vi lascerà increduli per quanto la sua facilità nel realizzarla sia direttamente proporzionale alla sua bontà e, soprattutto, al relax dovuto all’aver passato davvero poco tempo ai fornelli (perché, diciamocelo, cucinare ci piace, ma quando abbiamo delle giornate piene l’unica cosa che vorremmo fare è stare sdraiate sul divano).

Per quanto riguarda la vellutata, tutto ciò che vi basterà fare è infilare piselli, zucchine, cipollotti in una pentola, aggiungere acqua e latte di cocco (se volete potete anche scaldare prima tutto con un po’ d’olio e poi unire acqua e latte di cocco), portare ad ebollizione e cuocere 5 minuti. Poi frullare con una generosa quantità di menta et voilà: la zuppa è pronta. Per i crackers di avena e semi ci vorrà un po’ più di tempo, ma semplicemente perché devono cuocere in forno: inoltre potete prepararli qualche giorno prima – ne otterrete una bella quantità – e tenerli in frigo (così da evitare che gli oli dei semi irrancidiscano) e, una volta preparata la zuppa, semplicemente sbriciolarli sopra. Volendo ancora, potete preparare anche la zuppa qualche giorno prima in grandi dosi e stiparla in frigo: potete a questo punto decidere di mangiarla fredda (è stratosferica) o di scaldarla un attimo. Più facile di così non si può! (altro…)

Zuppa di funghi crudi con riso alla curcuma + Raw mushroom soup with turmeric rice

(English recipe below) Ogni volta che torniamo da un viaggio, i mesi successivi ci portiamo dietro una sorta di nostalgia che inizia ad affievolirsi soltanto quando iniziamo ad organizzare la prossima partenza. Capita soltanto a noi? Più visitiamo nuove città (o ne riscopriamo altre dove eravamo già state), il bisogno di viaggiare diventa sempre più impellente, tanto da iniziare a sentirci quasi “soffocate” se non prendiamo un aereo almeno una volta ogni 3 – 4 mesi. Non deve essere sempre una vacanza “lunga” o una meta estera, ci accontentiamo anche di 24h in una città italiana, ma ne abbiamo bisogno.

Alla nostalgia della vacanza passata, si sommano i bei ricordi accumulati durante quel periodo, le lunghe passeggiate, gli aneddoti, le sventure (perché, nonostante tutto, c’è sempre qualcosa che non va) e i piatti mangiati.

Questa zuppa qui, in realtà, non l’ha mangiata nessuna di noi due, ma, invece, è stata la saggia scelta di un uomo di casa infreddolito e bisognoso di scaldarsi in una gelida Parigi. Perché sì, nonostante guanti pesanti e infiniti strati di maglioni e sciarpe, non avere freddo in quella città a gennaio è scientificamente impossibile. E siamo davvero curiose di capire quale segreto celino le parigine per uscire con le gambe scoperte anche con -5 gradi.

Ma tornando alla zuppa. Quando è arrivata fumante sul tavolo di PH7 EQUILIBRE la enorme scodella di zuppa per il nostro uomo di casa abbiamo subito allungato i nostri cucchiai per assaggiarla e riscaldarci un po’. Siamo rimaste davvero sorprese da quanto fosse buono e confortevole quel piatto e, subito, abbiamo chiesto quali fossero gli ingredienti, e lì ci è arrivata la risposta che aspettavamo: la chiave era la semplicità, il minimo sforzo per il massimo risultato.

Si tratta infatti di una semplicissima zuppa di funghi prataioli crudi, frullata con del brodo vegetale bollente (in questo caso, si tratta di un brodo molto basico infuso con alloro, timo e rosmarino) così che la zuppa risulti calda nonostante i funghi non vengano, tecnicamente, cotti. Per il resto, basta aggiungere un po’ di tamari per il gusto umami, del riso integrale cotto con un pizzico di curcuma per rendere il tutto più nutriente e sostanzioso e cospargere con dei germogli di porro per esaltare il sapore et voilà, avrete una zuppa estremamente facile, leggera, con pochissimi ingredienti e tanto confortante, che nonostante il sole inizi a farsi vedere, le temperature sono ancora bassine… (altro…)

Vellutata di finocchi e miso con lenticchie al limone // Miso fennel soup with lemony lentils

Vi è mai capitato di essere talmente ossessionati da una ricetta da prepararla e mangiarla almeno una volta al giorno? A noi sì, e anche piuttosto spesso. È successo, per esempio, nel caso di questa insalata o di questo hummus, e adesso tocca alla nostra nuova zuppa preferita.

In questi giorni di insolito e decisamente poco simpatico freddo (percepita 4 gradi, a Palermo, per una settimana è un evento davvero raro), tutto ciò di cui abbiamo sentito il bisogno è stato cibo caldo e confortante, perciò pasti come porridge fumanti, tea e infusi bollenti, cioccolate calde con mille superfood dentro, verdure arrosto e zuppe o vellutate che potessero alleviare un po’ il gelo esterno sono stati i benvenuti.

La vellutata di cui vi parliamo oggi è un’altra delle meraviglie preparate dalle sapienti mani di Susanna al corso tenuto a Milano quasi un mese fa. È cremosa, ricca grazie al latte di cocco e fa bene al pancino grazie a tutti i probiotici del miso (ecco, qualora stesse cercando ancora un paio di ricettine per riprendervi da tutto il pandoro mangiato a Natale e Capodanno, questa fra proprio al caso vostro).

La ricetta, poi, è così semplice e davvero poco “impegnativa” (non dovrete stare nemmeno a soffriggere o mescolare, basta dimenticarvi le verdure in forno per una mezzoretta, poi una frullatina e via!) che conquisterà anche il più pigro in cucina. La dolcezza del finocchio arrosto e del latte di cocco – che, inoltre, conferisce cremosità senza bisogno di aggiungere ingredienti come panna o patate – si sposa perfettamente con il gusto agre e pungente del miso. Aggiungete poi un pezzetto di zenzero e, oltre ad avere una pietanza nutrizionalmente fantastica per la quale il vostro stomaco vi ringrazierà di certo, renderete tutto ancora più equilibrato.

Tornate da Milano, quindi, non abbiamo fatto altro che frullare in continuazione finocchi arrosto e, per renderla un pasto leggero ma completo, aggiunto un paio di cucchiai di lenticchie beluga al limone (e, volendo, anche una fetta di pane di farro integrale di pasta madre), ma sono totalmente opzionali. Al contrario, se lo avete per le mani, vi consigliamo caldamente di aggiungere qualche ciuffetto di aneto e, magari, per un po’ di croccantezza, un misto di semi come canapa e girasole (ma anche zucca e sesamo nero!). (altro…)

Daal di lenticchie rosse con mandorle salate // Red lentil + salted almonds daal

dahl

(English version below) Dal nostro viaggio a Copenhagen siamo tornate con tanta voglia di esplorare tutta la penisola scandinava e circa 10kg in più…in valigia. La bilancia infatti non ci ha fatto alcun brutto scherzo (che fra tutto quel camminare, andare in bici e trasportare valige estremamente pesanti sarebbe stato piuttosto difficile), ma non possiamo negare di aver temuto che fossero proprio i nostri stessi bagagli a farcene uno ancor più brutto in aeroporto. Per fortuna, tutto è filato liscio e siamo riuscite a riportare a casa il nostro piccolo patrimonio. Tra piatti, ciotole, tazze, posate e un’incredibile varietà di tè (siamo soltanto noi a credere che si trovi molta più varietà e che spesso sia anche più buono il tè all’estero?), non potevamo non portarci dietro anche due splendidi ricettari, fra i quali quello di Grœd. Se avete letto il post sulla nostra vacanza danese, forse vi ricorderete di quanto abbiamo elogiato questo posto (d’altronde, eravamo partite già con la certezza che lo avremmo adorato), tanto da fare in modo che la nostra prima ed ultima colazione, per iniziare e finire con il piede giusto, fossero inevitabilmente a base di porridge. Grœd, infatti, è un locale che serve porridge e un’infinita varietà di cerali risottati, e il libro non potrebbe essere diverso. Tra le infinite e decisamente eccitanti e gustose alternative che ci si sono prospettate, una fra tutte, sin dal primo istante, è stata la prescelta. Adesso, è vero, quella del daal è una ricetta piuttosto semplice e conosciuta, ma c’è un motivo se noi abbiamo deciso di preparare proprio questa: è da quando lo abbiamo visto segnato nel loro menu a Copenhagen che lo abbiamo desiderato e, poiché la voglia di provare diversi locali era tanta e il daal non è esattamente una di quelle cose che desideri mangiare per colazione, abbiamo dovuto rimandare fino al nostro ritorno a casa. (altro…)

Zuppa fredda di avocado, spinaci e latte di cocco

zuppa fredda avocado spinaci latte di cocco

(English version below) Zuppa? In estate? Certo, ma ovviamente fredda! Un po’ di tempo fa, durante il nostro periodo di latitanza dal blog, abbiamo deciso che, se non potevamo interagire qui sul blog, lo avremmo allora fatto nella nostra pagina Facebook. In questo modo, oltre a riportare alla luce alcune delle nostre ricette estive preferite (e, soprattutto, quell’incredibile crema di verdure grigliate della quale vi parlavamo l’estate scorsa), siamo riuscite ad aggiornarvi sui nostri movimenti in cucina. E proprio a proposito di questo, avevamo promesso una ricetta dalle infinite sfumature di verde facile e veloce, di quelle che anche quando sei sotto esami prepari in pochissimo tempo senza stressarti troppo o doverti accontentare di un pasto triste e senza sapore. Basta un frullatore (anche ad immersione) e giusto un paio di ingredienti come avocado, spinaci e latte di cocco – insomma, ci conoscete, sapete bene quanto ciascuno questi sia indispensabile nella nostra cucina… – e in poco e niente riesci a tirar fuori una zuppa fredda da urlo: avocado e latte di cocco la rendono incredibilmente e squisitamente cremosa, gli spinaci e il succo di lime contrastano e bilanciano la dolcezza data dal latte di cocco. Insomma, questo “gazpacho” (che gazpacho non si pu? definire, poich? manca tutto ci? che lo renderebbe tale) ci ha colpite talmente tanto che quasi avremmo voluto pubblicarlo subito, ma abbiamo dovuto pazientare, studiare, prenderci cura delle nostre erbe in balcone perch? ne esaltassero ancor pi? il sapore, per, finalmente, proporvelo oggi.

(altro…)

Zuppa di piselli, menta e latte di cocco

IMG_2775

Il post di oggi non sarebbe dovuto essere questo: avremmo voluto (e dovuto) parlarvi e raccontarvi della nostra vacanza, delle nostre impressioni e delle nostre esperienze culinarie. A causa del nostro solito ritardo – o anche perfezionismo, dipende dai punti di vista.. -, per?, ci siamo trovate, ormai al limite delle nostre scadenze, con una ricetta da perfezionare e delle foto che non ci lasciavano soddisfatte. Ancora una volta quindi procrastiniamo questo post che noi stesse tanto attendiamo di scrivere e poter ultimare, ma non lasciamo vuote le pagine del blog. Da un paio di settimane, infatti, al nostro solito e amato mercato del sabato mattina, in una Sicilia in cui, questo inverno, le temperature abituali oscillano fra i 18 e i 20?C, abbiamo avuto il piacere di trovare i primi piselli freschi da pi? dei nostri produttori di fiducia. E, dopo un primo impiego nella prima e immancabile frittella?dell’anno, ci siamo lasciate ispirare dalla piantina di menta che brilla di un verde intenso?che sta sul davanzale della nostra cucina e da una delle mille (e una pi?) lattine di latte di cocco che ultimamente sembrerebbero essere un ingrediente fondamentale ed immancabile nella nostra cucina: perch? s?, non essendo mai state grandi estimatrici di panna o latte nelle zuppe, affidandoci sempre a del buon vecchio e caro brodo vegetale (o acqua) e magari una patata o due per dare consistenza, abbiamo trovato nel latte di cocco il degno sostituto di un ingrediente che non abbiamo mai amato. Cos? ne ? venuta fuori una zuppa dalla consistenza perfetta, vellutata, morbida al palato, con un’impercettibile ma delicata dolcezza perfettamente bilanciata dalle foglie di menta – e da un accenno di succo di limone! – che ci ha conquistate talmente tanto da portarci subito a segnare gli ingredienti per poi trascriverla qui. Qualora non doveste ancora trovare dei piselli freschi, usate tranquillamente quelli surgelati, ma non perdetevi questa zuppa! (altro…)

Zuppa piccante di fagioli azuki, kale e quinoa

IMG_6098

Tempo fa parlavamo di tali “ingredienti feticci” dei quali la foodblogger ? sempre alla ricerca. Nella nostra lista si annoveravano crescione (al quale stiamo provvedendo) e coriandolo – che troviamo con difficolt? e abbiamo invano tentato di portarcene una piantina dalla Germania -. Pensandoci, per?, sono ben pi? i fatidici e introvabili ingredienti che desideriamo tanto, primo fra questi il kale. In italiano?cavolo riccio, il kale ? la fissazione degli ultimi anni dei paesi anglosassoni: dagli smoothie, alle chips e alle insalate, tutto gira intorno a questa verdura che sembrerebbe vantare incredibili propriet? nutrizionali e antiossidanti. Insomma, quando lo abbiamo visto l?, bello esposto sul banco orto-frutta del supermercato bio di fiducia, potete immaginare quanto contenere l’emozione sia stato difficile. Cos? ce ne siamo portate 3 bei mazzi a casa e abbiamo studiato su come poterlo impiegare: la scelta ? stata la pi? semplice e la pi? soddisfacente – una zuppa. Di quelle che non c’? neanche bisogno di avere la scusa del freddo per mangiarla perch? ? davvero buona. Se dovessimo descrivere il sapore del cavolo riccio, probabilmente lo assoceremmo alle foglie dei broccoli, d’altronde si tratta pur sempre della stessa famiglia. Dunque: zuppa. Buona, semplice, veloce, genuina. Con quinoa e fagioli azuki, per non farci mancare nulla. E una punta piccante, che non sta mai male. A voi!

(altro…)

Zuppa di pomodoro con uova in camicia

IMG_3067

Va bene, va bene, sappiamo cosa state pensando: non c’? esattamente quello che potrebbe definirsi un clima adatto per mangiare una zuppa. E come darvi torto?? Qui, si dice, non essere ancora arrivato il gran caldo, ma, onestamente, non riusciamo ad immaginare caldo pi? asfissiante. Tutto ci? che vorremmo ? una bevanda rinfrescante, possibilmente con qualche cubetto di ghiaccio (e nel frattempo, per?, ogni mattina il bollitore fischia per?segnalare?che l’acqua del t? ? pronta), una casa per le vacanze (ma siamo vincolate all’appartamento in citt?, aka unica casa in nostro possesso) e piatti freddi (ma mangiamo zuppe). Per?, per questa zuppa c’? un perch? e, soprattutto, ha un perch?. Il perch? che c’? consiste nel bisogno impellente, impaziente ed esigente di un perfetto uovo in camicia: dopo essere riuscite le prime volte, qualcosa infatti ? andato storto e tutto ci? che usciva fuori dalla pentola era un uovo strapazzato e bollito. Non chiedete in cosa consista questo uovo dalla doppia cottura, poich? ? inimmaginabile persino?per noi che siamo state in grado di portare a termine simile obbrobrio. Dopo esserci stufate di perdere cos? le nostre preziose uova (toglieteci tutto, ma non le uova…), ci siamo momentaneamente arrese alla semplicit? di due uova al tegamino. Le cose per? non potevano rimanere tali e ci siamo costruite una vera e propria cultura sulle uova in camicia: piccole bolle e vortici non troppo vigorosi, queste le regole principali. Si pu? dunque immaginare la felicit?, l’esaltazione e la soddisfazione di aver riacquisito quel potere che temevamo di aver perso. Il secondo perch?, quello che questa zuppa ha, ? che non si tratta di una zuppa per riscaldarsi, quanto pi? da mangiare, come abbiamo fatto noi, sedute su un tavolino che ha trovato il suo posto in un minuscolo balcone, con tanto di candela accesa. Possibilmente di sera, per cena, al fresco di un’impercettibile ma significativa brezza estiva. E poi, se si tratta di pomodori e basilico,?deve necessariamente trattarsi di un piatto estivo! (altro…)

La ribollita

IMG_5434

L’abbiamo probabilmente gi? detto, ma crediamo nel potere e nella gioia del cibo semplice. Quello che nella suo essere naturale e genuino riesce a confortare e appagare. Sforniamo quasi ogni due giorni il nostro pane integrale, fatto con il lievito madre, a ora di pranzo ? spesso una costante un semplice piatto di pasta con la salsa imbottigliata durante l’estate, e gli unici biscotti che entrano in casa sono quelli preparati da noi. Metterci alla prova con la cucina toscana ? stata una magnifica scoperta: sapori semplici, genuini, contadini. Ci siamo ritrovate cos? tanto in questo ricco, se pur povero, modo di mangiare che, proprio la zuppa pi? tipica, la ribollita, ci ha conquistate talmente tanto da riapparire nelle nostre scodelle da minestra appena due giorni dopo, giusto il tempo di mettere ammollo i legumi e impastare una nuova pagnotta di pane. (altro…)