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Kombucha con zenzero, menta e melagrana // Fizzy pomegranate kombucha with ginger and mint

Ieri sono diventati 20, tondi tondi. 20 con 3 candeline su una torta di zucca e mandorle; 20 affogati in un caffè americano nero bollente e in una tazza di tè verde alla vaniglia; 20 impacchettati in un tubino color argento e nascosti da un cardigan della mamma; 20 in un’agendina a fiori, pietre dure, un’orchidea, un mazzo di fiori, risate ad oltranza con il proprio gatto, tanti libri per l’anima e un bracciale con le campanelle.

Abbiamo deciso di organizzare un brunch per l’occasione, perché le cose convenzionali non ci piacciono mai e l’idea di cucinare e mettere tante candele sulla tavola ci piaceva troppo per lasciarcela sfuggire. Ed è così che ci siamo addormentate alle 3 di notte per glassare l’ultima infornata di biscotti (cioccolato e arancia, ça va sans dire) e svegliate alle 7 (mettendo qualcosa nello stomaco soltanto alle 12) per infornare patate al forno e agghindare a festa la tavola.

Avremmo voluto fare almeno una foto a tutto il ben di dio che c’era in tavola, alla torta alla zucca decorata con tanti fiori, ma visto il nostro solito ritardo nel fare tutto (e vista anche la fame ad una certa), il tempo e il pensiero di prendere la macchina fotografica è sfuggito. Non poteva però sfuggire la bevanda che ha accompagnato tutto il cibo sulla tavola!

Si tratta di una spremuta di melagrana diluita con kombucha (se non sapete di cosa si tratti: è una bevanda fermentata, si trova nel reparto frigo dei supermercati biologici ben forniti!) e profumata con zenzero, menta e scorza di limone tratta dal nuovo libro di Manuel Marcuccio “Il mio Natale è Vegan” ovvero una piccola (ma non così piccola!) raccolta di ricette natalizie completamente vegetali per chi ha deciso di fare questa scelta, per i curiosi, per chi mangia tutto, per gli intolleranti e per chi ha un’amico vegetariano o vegano e non ha idea di cosa cucinare. Il libro è diviso in 5 menù, ciascuno composto da 6 proposte, diversi: all’interno di questi aspettatevi sempre una bevanda (perché che Natale è senza un bel drink) e un dessert!

Anche se qui sul blog non se ne vedono spesso, siamo grandi fanatiche delle bevande in occasione delle festività, troviamo che sia un aspetto da non tralasciare assolutamente, perché un pasto è veramente perfetto quando curato in ogni suo dettaglio. Quando abbiamo visto che il nuovo libro di Manuel ne prevedeva una diversa per ogni menù, quindi, eravamo già certe che le avremmo sperimentate. La prima che abbiamo avuto occasione di provare è stata questa kombucha con melagrana, menta e zenzero. L’ abbiamo appunto servita durante il brunch (poiché ci serviva una bevanda non alcolica ma che fosse frizzantina ed accattivante) per il compleanno di Marta e, poiché è stata apprezzata veramente tanto, abbiamo deciso di postarla qui oggi sul blog con le nostre piccole modifiche! (altro…)

Burri di frutta secca al matcha, cacao e gingerbread // Flavored Nut Butters

This post was made in partnership with Panasonic

(English below) Quest’anno siamo state davvero latitanti qui sul blog – i motivi sono quelli di cui vi parliamo da mesi: i lancio e la totale dedizione al libro, l’università per Marta e l’ufficio per Mimma, la stesura di ricette per lavoro propriamente detto, una serie di altri lavoretti iniziati nel corso dell’anno e qualche motivo personale di cui, prima o poi, ci decideremo a parlare.

In questo lasso di tempo, abbiamo continuato a cucinare, a volte con più enfasi di prima, altre un po’ distrattamente. Abbiamo messo un po’ freno all’acquisto ossessivo-compulsivo di ricettari e speso una quantità di soldi più alta del previsto in piante e fiori. Ci siamo anche iscritte in palestra, sperando che questa avventura non termini alle prime due settimane come l’anno scorso ma, piuttosto, di essere costanti. E dobbiamo davvero dirlo: le nostre giornate, se prima costellate da talmente tanti attimi di serenità e quasi noia, sono diventate così piene che in qualche momento ci capita di rimpiangere quei momenti di nullafacenza.

Proprio per via del nostro essere sempre “in a hurry”, a volte di capita di avere davvero poco tempo per concederci un pasto ben pensato come vorremmo o anche semplicemente di preparare qualcosa di goloso per quando ne abbiamo bisogno. È da questo che è nata la necessità di ideare questi burri di frutta secca di vari gusti realizzati con il nostro food processor Panasonic: sono decisamente perfetti da usare come base per una bevanda calda senza dover impazzire per cercare mille ingredienti fra uno sportello e l’altro ma anche semplicemente da spalmare su una bella fetta di pane di farro o senza glutine per una colazione veloce ma decisamente non triste.

Abbiamo pensato a tre gusti. Il primo è un burro di macadamia al matcha e vaniglia: nelle mattine nelle quali la più piccola di noi ha lezione alle 8.00 e svegliarsi alle 6.00 è imperativo (e dovendo fare un po’ tutto di corsa, perché guai ad uscire più tardi delle 7.15 visto il rischio di trovarsi imbottigliati nel traffico o di perdere la metropolitana), difficilmente riesce a mettere qualcosa sotto i denti. Sebbene infatti la colazione rimanga il suo pasto preferito, mangiare di fretta e sotto stress per poi digerire male non è un’opzione – ed è qui che il burro di macadamia al matcha è la sua soluzione: frullato per qualche secondo con acqua calda (ma non bollente!), le permette di mettere un po’ di grassi e sana caffeina nello stomaco senza difficoltà così da riuscire a reggere le prime ore senza addormentarsi e poi mangiare qualcosa a metà mattina. Per un boost in più, abbiamo aggiunto un po’ di maca e ashwagandha.

Il secondo è un burro di noci pecan al gingerbread, quindi speziato con cannella, zenzero, chiodi di garofano e cardamomo: non c’è niente di meglio di spezie calde come queste ora che si avvicina il Natale. Anche questo si può tranquillamente frullare con dell’acqua calda e magari un goccio di caffè per una bevanda che possa coccolare in queste prime giornate di reale freddo, ma noi lo abbiamo anche adorato come topping per il porridge e lo abbiamo persino usato per condire pancakes e french toast!

Ultimo ma non ultimo, il preferito della più grande di noi: la crema spalmabile di anacardi con cacao e datteri: se la più piccola di noi al mattino presto ha lo stomaco chiuso, la più grande non riesce davvero ad uscire da casa senza aver messo i denti su qualcosa. Perciò, quando ci siamo dimenticate di preparare dello yogurt di anacardi o non abbiamo comprato il nostro yogurt di cocco preferito e c’è davvero poco tempo sia per preparare un porridge che persino per sbucciare un avocado, la versione sana e rivisitata di pane e crema al cioccolato (non c’è neanche bisogno di nominarla…) è l’opzione perfetta. Inoltre, si tratta di una crema dolcificata esclusivamente con 2 datteri: il resto della dolcezza viene dagli anacardi e dalla vaniglia, non c’è bisogno di aggiungere zuccheri! E ovviamente, non stiamo neanche a dirvi che salvezza sia quando alla fine di una giornata dura, sappiamo di avere un vasetto di questa in frigo… (altro…)

Zuppa di zucca arrosto con “bacon” di mandorle // Roasted butternut squash soup with almond “bacon”

This post was created in partnership with Panasonic.

(English version follows) Dopo diverse settimane di nomadismo (ad inizio ottobre siamo volate a Londra e fino alla settimana scorsa ci trovavamo in giro per Italia per la promozione del nostro libro), non è poi così male tornare a casa. Continuiamo ad essere dell’opinione che, fosse per noi, potremmo continuare con questo ritmo per un bel po’ di tempo, che non c’è niente che ci elettrizza tanto quanto l’idea di salire su un aereo, ma amiamo l’idea di sapere ed esser certe che la nostra dimensione, quella che chiamiamo “casa”, è sempre lì ad attenderci.

Perciò, sebbene la nostra esperienza culinaria non avrebbe potuto essere delle migliori, fra porridge per tutti i gusti da 26grains e una “protein feast bowl” da Pride Kitchen a Londra (soprattutto, in quello splendido contesto di edifici di mille colori più uno e luci che è Neal’s Yard), e fra il cioccolato crudo di Grezzo a Roma e la melanzana con crumble di ceci da Botanica Lab a Bologna, tornare a metterci ai fornelli, anche semplicemente per preparare qualcosa di semplice ma estremamente confortante come una zuppa, non potrebbe essere più terapeutico. E siccome pur sempre del 31 Ottobre stiamo parlando, a base di cosa sarebbe potuta essere questa zuppa se non di zucca?

Si tratta di una ricetta semplice: della semplice zucca arrostita (abbiamo scelto di cuocerla al forno così da esaltare la sua naturale dolcezza) con cipolla e tante erbe e spezie come rosmarino, cardamomo e coriandolo. Ci è bastato poi renderla liscia e setosa frullandola con del brodo vegetale caldo, zenzero e curcuma freschi grazie al nostro hand-blender Panasonic e decorarla con yogurt di cocco, coriandolo fresco e “bacon di mandorle“.

Se siete abituati a scorrere fra ricette vegetariane e vegane (specialmente straniere), probabilmente conoscerete già il “bacon di cocco”: si tratta semplicemente di scaglie di cocco marinate in salsa di soia, sciroppo d’acero e fumo liquido e poi cotto in forno finché croccante. Eravamo partite noi stesse con l’idea di prepararlo da aggiungere come topping a questa zuppa, se non fosse stato per un piccolo inconveniente: niente cocco in scaglie nella nostra dispensa. Fruga e fruga ancora, abbiamo trovato, però, delle mandorle in scaglie: e quindi, “bacon” di mandorle sarebbe stato. Inoltre, niente fumo liquido per noi ma, piuttosto, sale e paprika affumicati. Con le dosi della ricetta, otterrete una buona quantità di questo mix croccante, salato e così delizioso che non riuscirete a fare a meno di mangiarlo semplicemente a manciate come snack o, ad esempio, sbriciolato sul vostro avocado toast mattutino.

ZUPPA DI ZUCCA ARROSTO CON BACON DI MANDORLE
vegan, senza glutine, senza grani, paleo
PORZIONI: 2

Ingredienti:
per la zuppa di zucca:
600g di zucca violina
550g di brodo vegetale
2 cipolle rosse
1 rametto di romarino
1 cucchiaino di zenzero fresco grattugiato
1 cucchiaino di curcuma fresca grattugiata
1/2 cucchiaino di cardamomo in polvere
1/2 cucchiaino di coriandolo in polvere
1/2 cucchiaino di paprika in polvere
1 cucchiaio di olio di cocco o di avocado
sale rosa dell’himalaya
2 cucchiai di olio di cocco, per guarnire
coriandolo fresco, per guarnire

per il bacon di mandorle:
160g di mandorle in scaglie
1 cucchiaio di tamari
1 cucchiaio di sciroppo d’acero
1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
1 cucchiaino di sale affumicato
1/2 cucchiaino di paprika affumicata
1/2 cucchiaino di aglio in polvere

Procedimento:
Inizia con il “bacon” di mandorle: in una ciotola, condisci le mandorle in scaglie con la tamari, l’olio, lo sciroppo d’acero, la paprika, l’aglio in polvere e il sale affumicato. Mescola bene finché tutto sarà ben condito.
Preriscalda il forno a 160°C. Metti le mandorle in una teglia foderata con carta forno e infornale per circa 12 minuti o finché croccanti, mescolandole ogni 3 minuti così che non si brucino.
Sforna e lascia raffreddare.
Sbuccia e taglia grossolanamente la zucca. Taglia a spicchi le cipolle. Preriscalda il forno a 200°C. Condisci la zucca e le cipolle con sale, rosmarino, cardamomo, coriandolo, paprika e olio di cocco o di avocado e arrostisci per circa 30 minuti. Nel frattempo, scalda il brodo finché sarà bollente.
Nel boccale del frullatore ad immersione metti le verdure arrosto, lo zenzero e la curcuma e copri con il brodo. Frulla fino ad ottenere una crema liscia.
Dividi la zuppa in due ciotole, guarniscile con un cucchiaio di yogurt di cocco per ciotola, una manciata di “bacon” di mandorle e del coriandolo fresco.

ENGLISH

It’s autumn: leaves are falling from trees, weather gets colder and we finally can start turning on the oven in the kitchen and having warm meals. Also, pumpkin season is finally here and one of our favorite way to eat it is soup. Roasting the butternut squash in the oven with spices allow the veggies to caramelize and be sweeter and heartier. Also, this means way less effort but so much flavor. You just need to put the veggies in the oven and heat some stock and then blend it until nice and creamy! It’s really easy as 1 2 3. Here the soup is paired with some crunchy, salty nut “bacon” made with almonds instead of the usual coconut.With this recipe, you’ll get way more almond bacon than you need for the soup, but you won’t be disappointed: eat it, like us, in the morning on avocado toast or just put it in a bag for a quick snack while you’re out!

ROASTED BUTTERNUT SQUASH SOUP WITH ALMOND BACON
vegan, gluten free, grain free, paleo
SERVES: 2

Ingredients:
600g butternut squash, peeled and chopped
550g vegetable stock
2 red onions
1 stalk of rosemary
1 tsp fresh grated ginger
1 tsp fresh grated turmeric
1/2 tsp ground cardamom
1/2 tsp ground coriander
1/2 tsp paprika
1 tbsp avocado or coconut oil
pink himalayan salt
2 tbsp coconut yogurt, to garnish
fresh cilantro, to garnish

for the almond “bacon”:
160g almond flakes
1 tbsp tamari
1 tbsp maple syrup
1 tbsp extra virgin olive oil
1 tsp smoked sea salt
1/2 tsp smoked paprika
1/2 tsp garlic powder

Method:
Start with almond “bacon”: in a bowl, season almond flakes with tamari, olive oil, maple syrup, smoked salt and paprika and mix it well until all seasoned. Preheat oven to 160°C. Place almonds on a baking tray covered with parchment paper and bake them in the oven for about 12 minutes or until crunchy but not burned, stirring them every 3 minutes. Peel and roughly chop the butternut squash. Chop the onions. Preheat oven to 200°C. Season chopped butternut squash and onions with salt, rosemary, ground cardamom, ground coriander and paprika and roast it for about 30 minutes. In the meantime, heat the stock until very hot. In the jug of the hand blender, put the roasted veggies, fresh grated ginger and turmeric and the hot vegetable stock and blend until you get a smooth soup. Divide the soup into 2 bowls, garnish them with 1 tbsp coconut yogurt per bowl, one handful almond “bacon” and some fresh cilantro.

SalvaSalva

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Chia fresca con estratto di frutta e verdura // Fresh juice chia fresca

This post was made in partnership with Panasonic

(English recipe below) Siamo tornate da due settimane dal nostro viaggio a Praga (e vi promettiamo che venerdì arriverà un post colmo di fotografie e consigli) eppure tutto ciò che abbiamo fatto, oltre che portare a termine un paio di lavori, è stato programmare altre vacanze. Succede soltanto a noi che, più ci capita di partire e prendere l’aereo, più sentiamo il bisogno di farlo sempre più frequentemente? Nel frattempo, mentre riordiniamo le idee e cerchiamo una nuova meta verso la quale approdare, il modo migliore per staccare la spina è chiudere tutto e trascorrere un po’ di tempo al mare.

Questi ultimi giorni, qui in Sicilia (ma abbiamo visto un po’ in tutta Italia) sono stati davvero roventi. Abbiamo dovuto necessariamente investire un po’ di soldi in un nuovo ventilatore (perché sì, praticamente i ventilatori in casa nostra hanno un tempo di vita di massimo due anni e, nonostante viviamo in Sicilia da tutta la vita, non abbiamo un condizionatore a casa) e nutrirci di cibo fresco e leggero.

Ed ecco che, in questa estate bollente, l’estrattore sembrerebbe essere la panacea per tutti i mali. Pensate a succhi freschi, ricchi di vitamine, magari perfetti anche da congelare e trasformare in ghiaccioli o semplicemente da tenere in frigo e bere all’occasione ogni qualvolta che ci si sente un po’ a terra! Quando perciò abbiamo ricevuto questo estrattore Panasonic, già sapevamo che la nostra estate avrebbe avuto tutt’altro sapore e sarebbe stata decisamente più facile da affrontare. Oltre ad essere davvero un bell’oggetto da tenere in cucina (perché, diciamocelo, anche l’occhio ha la sua parte!) e a girare davvero lentamente, altro bonus point è il fatto che non contiene lame, così che il succo non si ossidi velocemente.

Una piccola precisazione da fare sugli estrattori, è necessaria: quando preparate un estratto, ricordate sempre di non usare semplicemente frutta, ma di aggiungere sempre una buona parte di verdure. Questo perché un estratto di sola frutta tende ad avere un indice glicemico, in quanto viene privato delle fibre del frutto stesso che saziano più a lungo. Ecco perché, nel caso della nostra chia fresca (che, per chi non lo sapesse, altro non è che una “limonata” ai semi di chia), l’utilizzo di verdure come lattuga romana e cetriolo, frutta molto acquosa come anguria e ananas (così da perdere meno fibre possibili!) e, soprattutto, l’utilizzo di semi di chia che aggiungono fibre, sono fonte di proteine e acidi grassi omega-3 e che quindi saziano più facilmente e abbassano l’indice glicemico, rende questi estratti non solo rinfrescanti e ideali durante le afose giornate estive, ma estremamente salutari!

Tutto quello che ci basta, quindi, in questi giorni, è afferrare una di queste bottigliette, infilarla nella borsa del mare insieme ad un telo e una ciotola di fretta fresca, e guidare fino alla spiaggia per goderci un po’ di sana pace, farci accarezzare dalla brezza marina, rilassarci, perderci nel rumore delle onde e brindare alla giornata appena trascorsa. (altro…)

Vellutata di finocchi e miso con lenticchie al limone // Miso fennel soup with lemony lentils

Vi è mai capitato di essere talmente ossessionati da una ricetta da prepararla e mangiarla almeno una volta al giorno? A noi sì, e anche piuttosto spesso. È successo, per esempio, nel caso di questa insalata o di questo hummus, e adesso tocca alla nostra nuova zuppa preferita.

In questi giorni di insolito e decisamente poco simpatico freddo (percepita 4 gradi, a Palermo, per una settimana è un evento davvero raro), tutto ciò di cui abbiamo sentito il bisogno è stato cibo caldo e confortante, perciò pasti come porridge fumanti, tea e infusi bollenti, cioccolate calde con mille superfood dentro, verdure arrosto e zuppe o vellutate che potessero alleviare un po’ il gelo esterno sono stati i benvenuti.

La vellutata di cui vi parliamo oggi è un’altra delle meraviglie preparate dalle sapienti mani di Susanna al corso tenuto a Milano quasi un mese fa. È cremosa, ricca grazie al latte di cocco e fa bene al pancino grazie a tutti i probiotici del miso (ecco, qualora stesse cercando ancora un paio di ricettine per riprendervi da tutto il pandoro mangiato a Natale e Capodanno, questa fra proprio al caso vostro).

La ricetta, poi, è così semplice e davvero poco “impegnativa” (non dovrete stare nemmeno a soffriggere o mescolare, basta dimenticarvi le verdure in forno per una mezzoretta, poi una frullatina e via!) che conquisterà anche il più pigro in cucina. La dolcezza del finocchio arrosto e del latte di cocco – che, inoltre, conferisce cremosità senza bisogno di aggiungere ingredienti come panna o patate – si sposa perfettamente con il gusto agre e pungente del miso. Aggiungete poi un pezzetto di zenzero e, oltre ad avere una pietanza nutrizionalmente fantastica per la quale il vostro stomaco vi ringrazierà di certo, renderete tutto ancora più equilibrato.

Tornate da Milano, quindi, non abbiamo fatto altro che frullare in continuazione finocchi arrosto e, per renderla un pasto leggero ma completo, aggiunto un paio di cucchiai di lenticchie beluga al limone (e, volendo, anche una fetta di pane di farro integrale di pasta madre), ma sono totalmente opzionali. Al contrario, se lo avete per le mani, vi consigliamo caldamente di aggiungere qualche ciuffetto di aneto e, magari, per un po’ di croccantezza, un misto di semi come canapa e girasole (ma anche zucca e sesamo nero!). (altro…)

Succo anti-infiammatorio alla curcuma // Anti-inflammatory turmeric juice

Era da ormai un mese che ci ripromettevamo di scrivere questo post, e finalmente ci siamo riuscite. Perché, visto che forse ancora non l’avevamo accennato qui sul blog, i primi di Dicembre, all’alba del compleanno della più piccola di noi, abbiamo trascorso poco più di 24 ore in quel di Milano. E poiché siamo quasi in procinto di prendere un nuovo aereo, era fondamentale che questo post venisse alla luce.

Dunque, cosa abbiamo fatto in queste 24 ore oltre a gelare di freddo (capiteci, due Palermitane che, abituate ad almeno 17 – 18 gradi a dicembre, catapultate in una città dove ne fanno massimo 6…)? C’è da dire, innanzitutto, che non era la nostra prima volta a Milano. Sarà stata forse la quinta o a sesta, perciò ci sentiamo di dire di conoscerla abbastanza bene e, a parte certe tappe obbligatorie perché affettive (Navigli, Duomo, Parco Sempione…), abbiamo deciso di vivere la città il più liberamente possibile. (altro…)

French toast al pan di zenzero // Vegan gingerbread french toast

Perché prima delle zuppe detox, le insalate leggere e i frullati verdi aspettiamo che passino capodanno e l’epifania, no? Le nostre vacanze natalizie sono sempre un po’ atipiche: a parte la sera della vigilia, che trascorriamo a casa della nonna materna/mamma della più grande di noi, Natale e Santo Stefano siamo solite passarli a casa, facendo un bel brunch con cibo dolce e salato e le leccornie trovate nelle calze e poi dimenticandoci della cena (fin quando, alle 18, inizia a brontolare lo stomaco e ci organizziamo con qualcosa di preparato all’ultimo momento). Decisamente non il tipico pranzo di Natale con 8 portate.

Quest’anno, per il nostro brunch, abbiamo puntato a cibo semplice ma d’effetto: pane integrale di farro fatto in casa, delle “rose” di avocado (tentativo fallito miseramente), hummus di barbabietola, paté di olive, crema spalmabile al ciccolato e zucchero di cocco, chia pudding (con frutti di bosco decisamente fuori stagione, ma una volta l’anno si può fare…no?), il nostro panettone, dei meravigliosi shortbreads all’olio di cocco che speriamo di condividere qui prima dell’epifania, giusto per darvi un’idea su come riempire la calza, tanto (troppo) cioccolato crudo trovato nelle calze e questo french toast qui.

Era da tanto che volevamo proporre un french toast vegano qui sul blog ed inizialmente l’idea era quella di proporvela con il nostro panettone (giusto per essere un po’ più indulgenti, che è Natale…). Poi abbiamo pensato che non tutti si sarebbero cimentati nell’esecuzione di un panettone vegano e che, dopo tutti i bagordi, rinunciare ad un’altra fetta del lievitato e proporvi qualcosa di relativamente più leggero sarebbe stato meglio. In ogni caso, però, era necessario che il nostro french toast (o pain perdu) conservasse un po’ dello spirito e dei profumi natalizi. E poiché quest’anno non siamo riuscite a proporvi in tempo una ricetta per gli omini di pan di zenzero (ma mai dire mai…), abbiamo fatto in modo che il mix di cannella, zenzero, noce moscata e chiodi di garofano finisse dritto della pastella nel french toast.

Ecco, proprio a proposito della pastella, volevamo qualcosa di nutriente e sano ed evitare amidi (che tutti abbiamo mangiato troppo raffinato in questi giorni…) per addensare. Come prima idea ci era venuto in mente il classico “uovo” di semi di lino/semi di chia ma poiché non sapevamo come avrebbe reso una pastella simile (senza alcun tipo di farina) una volta ‘fritto’ in olio di cocco, abbiamo cercato un’altra soluzione. A salvarci è stata sempre lei, la fantastica farina di ceci. Se con la farina di ceci ci si fa tranquillamente la “frittata”, perché allora non usarla per la nostra pastella che, tradizionalmente, dovrebbe essere a base di uova e latte (facilmente sostituito con latte di mandorla)? Non vi preoccupate del sapore: non sarà affatto invadente e le spezie e i dolcificanti naturali usati lo maschereranno e lo renderanno delizioso.

Abbiamo servito il nostro french toast delle mele speziate cotte velocemente sul momento e della panna di cocco. Le mele sono state fantastiche ma, per il nostro gusto, la panna di cocco è risultata un po’ eccessiva (ecco perché, anche se la vedrete in foto, non la vedrete menzionata nella ricetta). Piuttosto, aggiungete delle noci pecan tagliate grossolanamente e giusto ancora un tocco di sciroppo d’acero (e se lo avete o lo autoproducete, dello yogurt di cocco per contrastare un po’ la dolcezza): così, vi assicuriamo, il vostro french toast sarà davvero favoloso.
Ecco, magari non lo avete potuto preparare per Natale, ma avete ancora tempo per la colazione di capodanno, no? (altro…)

Tacos con fagioli neri, mais e avocado

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Una ricetta dolce la settimana scorsa ed una salata oggi, giusto per accontentare le entrambe le parti, che c’? chi pretende un entusiasmante e colorato piatto salato e chi ha bisogno di chiudere ogni pasto con un boccone dolce. Da settimane, ormai, non abbiamo fatto altro che desiderare un piatto fresco, nutriente ma leggero, ricco di verdure e giusto un po’ pungente al palato. Tutto ci?, nella nostra testa, si ? realizzato sotto la forma di sapori messicani, di qualcosa che ci portasse necessariamente con il pensiero al guacamole che tanto amiamo, con fagioli neri, dell’immancabile avocado e una pioggia di coriandolo fresco, che dopo l’iniziale scetticismo di questa estate abbiamo preso ad infilarlo un po’ ovunque. La nostra avventura con questo piatto ? iniziata in una delle pi? calde giornate di questa primavera, durante la quale la voglia di accendere i fornelli era pi? che nulla e tutto ci? che potessimo immaginare di mangiare si riduceva ad un’insalata ricca. Metti insieme un po’ di quel cavolo viola rimasto in frigo, dei pomodorini appena presi al mercato, del mais e altri ingredienti citati prima in pieno stile messicano per ottenere uno dei pasti pi? veloci e buoni che avessimo mai mangiato. Il tocco in pi?? Dello zenzero fresco grattugiato per rendere il tutto un po’ pi? piccante e legare per bene i sapori. Fatto sta che, questa insalata cos? “raffazzonata” all’ultimo momento ci ? piaciuta talmente tanto (soprattutto all’uomo di casa, che l’ha approvata a pieni voti facendo per? a meno del coriandolo, che lui appartiene a quella schiera di persone che il coriandolo proprio non lo tollerano) da farci decretare che,?per elevarla ancora di pi? e farla passare da semplice insalata a pasto da urlo, fosse necessario renderla “concreta” ed utilizzarla come ripieno di tortillas di mais. E poich? ormai lo sapete, non ci accontentiamo mai di ci? che troviamo al supermercato, ci siamo impuntate e abbiamo deciso di prepararle noi stesse, queste fantomatiche tortillas di mais. Procurateci la farina adatta (perch? si tratta di una farina di mais speciale), maldestramente abbiamo steso il nostro impasto tra due fogli di carta forno in mancanza dell’attrezzo apposito e abbiamo cotto le nostre tortillas. Ecco, se volete risparmiarvi questo lavoro un po’ stressante e renderlo un pasto realmente velocissimo, strizzate l’occhio a delle tortillas gi? pronte (o, perch? no, se non le doveste trovare anche a delle piadine) e utilizzate quelle o mangiatela semplicemente come un’insalata! Insomma, una volta avuto tutti gli elementi primi a disposizione, ? stato facile dare inizio alla nostra taco fiesta. Decisamente il cibo pi? festoso – e che rispetti la nostra filosofia dell’arcobaleno!! – e adatto per festeggiare la bellezza di tre anni dell’esistenza di questo spazio (che ha compiuto il suo compleanno proprio due giorni fa, il 24 aprile!!), non trovate?

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Casseruola di pane e fagioli cannellini al forno

casseruola di pane e fagioli al forno

Toh! Un post di venerd?, chi l’avrebbe mai detto? La verit? ? che il sole cocente di cui vi parlavamo qualche giorno fa sembrerebbe, in questi giorni, avere avuto il bisogno di prendersi una pausa anche lui e farci approfittare di questa variazione meteorologica per salutare definitivamente l’inverno con una delle ricette calde che nelle ultime settimane ci ha pi? confortate. Se c’? una cosa che proprio non ci piace fare, quella ? buttare del cibo che, se reinterpretato, potrebbe essere ancora buono. Cos?, quando a casa rimane un po’ di quell’amato pane integrale al farro con lievito madre, che impastiamo regolarmente senza mai cedere all’idea di comprarlo – che poi, neanche ci piace pi?.. -, e quando questo diventa raffermo al punto tale da non poter essere pi? consumato, cerchiamo sempre qualche idea sfiziosa per riciclarlo. Cos?, cercando fra la vastit? di libri di cucina che in poco pi? di un anno abbiamo collezionato, sfogliando il libro di Anna, ? saltata fuori questa ricetta. L’abbiamo un po’ reinterpretata, come sempre, a nostro gusto e piacimento: abbiamo sostituito il latte di cocco in favore di un goccino d’olio di cocco (che, inaspettatamente, funziona in questo caso, sebbene si tratti di pomodori e fagioli, anche meglio di quello d’oliva, conferendo un vago sentore di dolcezza), abbiamo aggiunto una manciata di foglie verdi, che quelle non bastano mai e poco altro. Quello che ne ? venuto fuori ? stato un pasto caldo estremamente confortante, di quelli che metti su in poco pi? di 30 minuti, sano e semplicissimo da fare. Avendo la “fortuna” di abitare in una Sicilia dove l’inverno non si ? praticamente fatto sentire, siamo riuscite a trovare i primi pomodorini biologici, maturi e succosi, ma qualora non doveste trovarli, potete benissimo saltarli. Quanto alle foglie verdi, noi abbiamo utilizzato l’ultimo cavolo nero sulle quali siamo riuscite a mettere le mani, ma nei mesi futuri e in generale, pu? essere sostituito con qualsiasi verdura dalle foglie verdi scure che abbiate a portata di mano: spinaci e bietole, per nominarne alcuni. Ultimo ma non ultimo, la ricetta sar? ugualmente un successo anche se al posto dei cannellini doveste usare dei borlotti o, qualora vi ritrovaste senza pomodori pelati, con della salsa di pomodoro diluita con un po’ d’acqua fino ad ottenere la consistenza dei pelati frullati (in questo caso, ovviamente, diminuire il sale in cottura). E chiss?, magari in una fresca giornata estiva, si potrebbero aggiungere anche delle melanzane… Buona sperimentazione! (altro…)

Burger di ceci e cavolfiore in coppa di cavolo viola

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Qualora ci abbiate seguite in queste settimane, avrete probabilmente letto questo post?nel quale lamentavamo come, negli anni, avessimo avuto difficolt? nel trovare una ricetta di?burgers vegetali?che fosse adatta a noi e del nostro continuo procrastinare nell’inventare noi stesse una ricetta che potessimo farci andar bene. Detto fatto, una volta assemblato il primo burger, tutte le ricette che, negli anni, eravamo state troppo poco lecite nell’elaborare, sono sorte nella nostra testa come funghi. Cos?, dopo due settimane trascorse a “impolpettare” tutto ci? che ci passasse fra le mani, ? stato inevitabile che anche il blog “risentisse” della nostra attuale burger-mania. Quelli che vi proponiamo oggi li prepariamo gi? da un po’ di tempo e, cavolfiore dopo cavolfiore, ci siamo attrezzate per perfezionarli e renderli a prova di difetti. Dopo una serie di tentativi, infatti, siamo riuscite a raggiungere l’equilibrio perfetto fra ceci e cavolfiore: il cavolfiore, a dispetto di quanto si potrebbe pensare per via del suo gusto piuttosto intenso, non risulta affatto invadente, e svolge egregiamente la funzione “aggregante” che potrebbero svolgere delle patate o delle uova. Le spezie?poi sono state, probabilmente, la parte pi? importante da dosare affinch? questi burgers diventassero una delle idee salva-cena pi? quotate durante le nostre impegnate serate infrasettimanali. Quanto all’idea di infilare tutto dentro una foglia di cavolo viola?(o rosso?) e poi completare con avocado, germogli, coriandolo e ravanelli affettati, questa ? nata dall’esigenza di rispettare sempre quella famosa regola dell’arcobaleno di cui tanto vi abbiamo parlato, di sopperire alla mancanza di un panino e, diciamocelo, di rendere il tutto pi? bello, divertente e appetibile! (altro…)