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Zuppa di zucca arrosto con “bacon” di mandorle // Roasted butternut squash soup with almond “bacon”

This post was created in partnership with Panasonic.

(English version follows) Dopo diverse settimane di nomadismo (ad inizio ottobre siamo volate a Londra e fino alla settimana scorsa ci trovavamo in giro per Italia per la promozione del nostro libro), non è poi così male tornare a casa. Continuiamo ad essere dell’opinione che, fosse per noi, potremmo continuare con questo ritmo per un bel po’ di tempo, che non c’è niente che ci elettrizza tanto quanto l’idea di salire su un aereo, ma amiamo l’idea di sapere ed esser certe che la nostra dimensione, quella che chiamiamo “casa”, è sempre lì ad attenderci.

Perciò, sebbene la nostra esperienza culinaria non avrebbe potuto essere delle migliori, fra porridge per tutti i gusti da 26grains e una “protein feast bowl” da Pride Kitchen a Londra (soprattutto, in quello splendido contesto di edifici di mille colori più uno e luci che è Neal’s Yard), e fra il cioccolato crudo di Grezzo a Roma e la melanzana con crumble di ceci da Botanica Lab a Bologna, tornare a metterci ai fornelli, anche semplicemente per preparare qualcosa di semplice ma estremamente confortante come una zuppa, non potrebbe essere più terapeutico. E siccome pur sempre del 31 Ottobre stiamo parlando, a base di cosa sarebbe potuta essere questa zuppa se non di zucca?

Si tratta di una ricetta semplice: della semplice zucca arrostita (abbiamo scelto di cuocerla al forno così da esaltare la sua naturale dolcezza) con cipolla e tante erbe e spezie come rosmarino, cardamomo e coriandolo. Ci è bastato poi renderla liscia e setosa frullandola con del brodo vegetale caldo, zenzero e curcuma freschi grazie al nostro hand-blender Panasonic e decorarla con yogurt di cocco, coriandolo fresco e “bacon di mandorle“.

Se siete abituati a scorrere fra ricette vegetariane e vegane (specialmente straniere), probabilmente conoscerete già il “bacon di cocco”: si tratta semplicemente di scaglie di cocco marinate in salsa di soia, sciroppo d’acero e fumo liquido e poi cotto in forno finché croccante. Eravamo partite noi stesse con l’idea di prepararlo da aggiungere come topping a questa zuppa, se non fosse stato per un piccolo inconveniente: niente cocco in scaglie nella nostra dispensa. Fruga e fruga ancora, abbiamo trovato, però, delle mandorle in scaglie: e quindi, “bacon” di mandorle sarebbe stato. Inoltre, niente fumo liquido per noi ma, piuttosto, sale e paprika affumicati. Con le dosi della ricetta, otterrete una buona quantità di questo mix croccante, salato e così delizioso che non riuscirete a fare a meno di mangiarlo semplicemente a manciate come snack o, ad esempio, sbriciolato sul vostro avocado toast mattutino.

ZUPPA DI ZUCCA ARROSTO CON BACON DI MANDORLE
vegan, senza glutine, senza grani, paleo
PORZIONI: 2

Ingredienti:
per la zuppa di zucca:
600g di zucca violina
550g di brodo vegetale
2 cipolle rosse
1 rametto di romarino
1 cucchiaino di zenzero fresco grattugiato
1 cucchiaino di curcuma fresca grattugiata
1/2 cucchiaino di cardamomo in polvere
1/2 cucchiaino di coriandolo in polvere
1/2 cucchiaino di paprika in polvere
1 cucchiaio di olio di cocco o di avocado
sale rosa dell’himalaya
2 cucchiai di olio di cocco, per guarnire
coriandolo fresco, per guarnire

per il bacon di mandorle:
160g di mandorle in scaglie
1 cucchiaio di tamari
1 cucchiaio di sciroppo d’acero
1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
1 cucchiaino di sale affumicato
1/2 cucchiaino di paprika affumicata
1/2 cucchiaino di aglio in polvere

Procedimento:
Inizia con il “bacon” di mandorle: in una ciotola, condisci le mandorle in scaglie con la tamari, l’olio, lo sciroppo d’acero, la paprika, l’aglio in polvere e il sale affumicato. Mescola bene finché tutto sarà ben condito.
Preriscalda il forno a 160°C. Metti le mandorle in una teglia foderata con carta forno e infornale per circa 12 minuti o finché croccanti, mescolandole ogni 3 minuti così che non si brucino.
Sforna e lascia raffreddare.
Sbuccia e taglia grossolanamente la zucca. Taglia a spicchi le cipolle. Preriscalda il forno a 200°C. Condisci la zucca e le cipolle con sale, rosmarino, cardamomo, coriandolo, paprika e olio di cocco o di avocado e arrostisci per circa 30 minuti. Nel frattempo, scalda il brodo finché sarà bollente.
Nel boccale del frullatore ad immersione metti le verdure arrosto, lo zenzero e la curcuma e copri con il brodo. Frulla fino ad ottenere una crema liscia.
Dividi la zuppa in due ciotole, guarniscile con un cucchiaio di yogurt di cocco per ciotola, una manciata di “bacon” di mandorle e del coriandolo fresco.

ENGLISH

It’s autumn: leaves are falling from trees, weather gets colder and we finally can start turning on the oven in the kitchen and having warm meals. Also, pumpkin season is finally here and one of our favorite way to eat it is soup. Roasting the butternut squash in the oven with spices allow the veggies to caramelize and be sweeter and heartier. Also, this means way less effort but so much flavor. You just need to put the veggies in the oven and heat some stock and then blend it until nice and creamy! It’s really easy as 1 2 3. Here the soup is paired with some crunchy, salty nut “bacon” made with almonds instead of the usual coconut.With this recipe, you’ll get way more almond bacon than you need for the soup, but you won’t be disappointed: eat it, like us, in the morning on avocado toast or just put it in a bag for a quick snack while you’re out!

ROASTED BUTTERNUT SQUASH SOUP WITH ALMOND BACON
vegan, gluten free, grain free, paleo
SERVES: 2

Ingredients:
600g butternut squash, peeled and chopped
550g vegetable stock
2 red onions
1 stalk of rosemary
1 tsp fresh grated ginger
1 tsp fresh grated turmeric
1/2 tsp ground cardamom
1/2 tsp ground coriander
1/2 tsp paprika
1 tbsp avocado or coconut oil
pink himalayan salt
2 tbsp coconut yogurt, to garnish
fresh cilantro, to garnish

for the almond “bacon”:
160g almond flakes
1 tbsp tamari
1 tbsp maple syrup
1 tbsp extra virgin olive oil
1 tsp smoked sea salt
1/2 tsp smoked paprika
1/2 tsp garlic powder

Method:
Start with almond “bacon”: in a bowl, season almond flakes with tamari, olive oil, maple syrup, smoked salt and paprika and mix it well until all seasoned. Preheat oven to 160°C. Place almonds on a baking tray covered with parchment paper and bake them in the oven for about 12 minutes or until crunchy but not burned, stirring them every 3 minutes. Peel and roughly chop the butternut squash. Chop the onions. Preheat oven to 200°C. Season chopped butternut squash and onions with salt, rosemary, ground cardamom, ground coriander and paprika and roast it for about 30 minutes. In the meantime, heat the stock until very hot. In the jug of the hand blender, put the roasted veggies, fresh grated ginger and turmeric and the hot vegetable stock and blend until you get a smooth soup. Divide the soup into 2 bowls, garnish them with 1 tbsp coconut yogurt per bowl, one handful almond “bacon” and some fresh cilantro.

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Insalata di quinoa, zucca e ceci arrosto // Roasted squash + chickpeas quinoa salad

Questo post è stato creato in collaborazione con Zucchi

Torniamo dopo quasi 2 mesi sulle pagine di questo blog con il pasto che meglio potrebbe descriverci: un’insalata. Sono stati dei mesi impegnativi (lo sappiamo che lo diciamo sempre), durante i quali sono successe così tante cose che per raccontarle qui non basterebbe un solo post. Fra le varie cose, la più piccola di noi ha finalmente deciso, quasi all’ultimo minuto, com’è solita fare, di iscriversi all’università, precisamente alla facoltà di Scienze della Comunicazione.

Capirete bene, quindi, che fra lavoro, libro (e le relative presentazioni!), ufficio per la mamma e università per la figlia, il tempo da dedicare al nostro piccolo spazio (che rimane, sempre e comunque, il nostro primo amore) si è ridotto consapevolmente. Ma non è per questo motivo che ce lo lasceremo sfuggire: d’altronde, abbiamo ancora un’insalata di zucchine e melanzane che aspetta da luglio di essere pubblicata – e dobbiamo davvero farlo prima che non ci sia più traccia di questi ortaggi per poterla preparare! – e il tanto promesso post su Praga con relativa ricetta inclusa. Oltre questi, degli splendidi waffles a base di farina di mandorle, una zuppa di zucca, dei flatbreads di verdure e molto altro.
Per fortuna, nella vita, esistono delle scadenze, motivo per il quale tutte queste ricette, promettiamo, non tarderanno più di tanto ad arrivare.

Approfittiamo di uno dei pochi momenti di tempo libero in questa settimana frenetica (che ci ha viste, per via delle presentazioni del libro, prima a Roma, poi a Bologna e adesso a Cervia) per aggiornare il blog e postare questa insalata che è stata uno dei piatti più frequenti che abbiamo preparato la scorsa settimana fra un servizio per un giornale ed un altro.

Se ci conoscete, sapete bene che il tipo di pietanze che proponiamo in questo spazio presta sempre molta attenzione al lato nutrizionale di ciascun piatto. Perciò, in un mese come Ottobre, quando dopo le vaschette intere di gelato mangiate durante l’estate si fanno sentire e il “devo iscrivermi in palestra” diventa quasi obbligatorio, non potevamo non proporre da queste parti un piatto che rispecchiasse questo mood ma che lo facesse pesare decisamente meno.

Quello che ha reso veramente speciale questa ricetta, ricca di proteine vegetali grazie a legumi e quinoa, è stato l’arrostire insieme zucca e ceci con spezie e l’olio extravergine d’oliva aromatizzato all’arancia di Zucchi: ha un gusto delicato, l’aroma dell’arancia non è invasivo ma presente ed avvolgente e non potrebbe legarsi meglio che con zucca, nocciole e spezie “calde” come cumino e coriandolo(altro…)

Cena di fine estate // End of summer dinner party

This post was made in partnership with Panasonic

È da decisamente troppo tempo che non ci facciamo vive qui sul blog: vuoi per una cosa, vuoi per un’altra, questo spazio è restato in pausa forzata decisamente per troppo tempo. Sono successe talmente tante cose in questi mesi che elencarle tutte è impossibile, ma ci siamo ritrovate con una serie di ricette e di post (sì, quel famoso post su Praga!) da ultimare senza mai riuscire a trovare effettivamente il tempo di farlo.

Tra la decisamente infinita carrellata di novità, di cui prima o poi vi parleremo, c’è l’uscita imminente del nostro libro. Proprio la settimana scorsa, infatti, ci sono arrivate a casa la bellezza di 100 copie rappresentanti il coronamento di un anno (tra consegna del manoscritto, impaginazione e pubblicazione) di lavoro. È incredibile quanto possa essere realmente soddisfacente il leggersi e vedersi su carta stampata (soprattutto quando ciò avviene per più di 250 pagine!). Rimaniamo sempre della convinzione che ci saremmo potute superare anche di più, ma una vota preso in mano il libro tutte le incertezze sono svanite e un grande senso di soddisfazione ha preso il loro posto. Non è importato più nulla, se non il fatto che siamo riuscite a raggiungere un traguardo che qualche anno fa avremmo creduto impossibile, siamo riuscite a realizzare uno dei sogni della nostra vita. E cosa potremmo chiedere più di questo in questo momento?

Accantoniamo un attimo il discorso libro, però, al quale dedicheremo un post apposito, completo di date per il tour promozionale e dettagli su ciò che troverete dentro, per presentarvi il post di oggi: è l’uno settembre, fine ufficiale del concetto di estate – quale modo migliore, perciò, per chiudere in bellezza l’estate se non con una cena estremamente colorata, magari da consumare in terrazzo con i propri amici più cari, raccontandosi di ciò che è successo durante l’estate e lasciandosi cullare dai primi accenni di vento?

Era da tanto che pensavamo ad un post simile e abbiamo pensato di realizzarlo veramente grazie alla collaborazione con Panasonic e al lancio del nuovissimo hand blender. Era da un anno infatti che il nostro vecchio frullatore ad immersione era definitivamente deceduto nel tentativo di preparare un gelato di banane con le banane congelate, ed era un anno che ne eravamo del tutto sprovviste. Se cucinate perennemente e senza mai fermarvi come noi, saprete bene quanto un frullatore ad immersione sia fondamentale in cucina: potete quindi immaginare quanto l’anno passato sia stato difficile. Così, quando abbiamo avuto per le mani il nostro nuovo hand blender, decisamente superiore a quello precedente e completo anche di frusta e box per triturare le verdure, usarlo per qualsiasi cosa ci venisse in mente era necessario: e così abbiamo fatto.

Per il menù, abbiamo pensato a cibo quanto più semplice e stesso tempo colorato e raffinato potesse venirci in mente: per iniziare non poteva mancare una “snack board” ovvero un tagliere con “formaggi” fermentati di frutta secca (a base di mandorle e noci di macadamia) e un delizioso hummus di melanzane affumicate (probabilmente, l’hummus più cremoso che abbiamo mai preparato!) da accompagnare con frutta, olive, verdura e crackers di semi. Siamo poi rimaste su qualcosa di molto leggero, reinventando i classici “spaghetti” di zucchine in una chiave decisamente più gourmet dei classici pomodorini con olio e sale: ci siamo ispirate ad uno dei piatti mangiati a Praga, cercando di ricreare tutti i sapori e le sfumature che avevamo trovato in quella pietanza (salsa al miso e pomodoro, funghi marinati, “parmigiano” di noci) e, dopo diversi tentativi, possiamo dire di avercela fatta. Quanto all’immancabile dessert, avendo finalmente delle fruste a disposizione, non potevamo finalmente montare l’aquafaba e scoprire cosa ne sarebbe venuto fuori? Siccome le meringhe sono decisamente troppo dolci per noi e, però, una mousse classica al cioccolato fondente sarebbe stata un po’ scontata, quello che abbiamo pensato è stato “e se, sì, facessimo una mousse ma al cioccolato bianco? E se il cioccolato bianco lo creassimo noi?!”: detto fatto; ne è uscita fuori una mousse deliziosa, decisamente bilanciata e estremamente soffice e spumosa.

Vi lasciamo dunque a questa infinita caterva di ricette, promettendovi che ci faremo sentire quanto prima da queste parti per parlarvi finalmente di Praga, dedicare l’importanza che si deve al nostro libro e molto altro. Buona fine estate! (altro…)

Chia fresca con estratto di frutta e verdura // Fresh juice chia fresca

This post was made in partnership with Panasonic

(English recipe below) Siamo tornate da due settimane dal nostro viaggio a Praga (e vi promettiamo che venerdì arriverà un post colmo di fotografie e consigli) eppure tutto ciò che abbiamo fatto, oltre che portare a termine un paio di lavori, è stato programmare altre vacanze. Succede soltanto a noi che, più ci capita di partire e prendere l’aereo, più sentiamo il bisogno di farlo sempre più frequentemente? Nel frattempo, mentre riordiniamo le idee e cerchiamo una nuova meta verso la quale approdare, il modo migliore per staccare la spina è chiudere tutto e trascorrere un po’ di tempo al mare.

Questi ultimi giorni, qui in Sicilia (ma abbiamo visto un po’ in tutta Italia) sono stati davvero roventi. Abbiamo dovuto necessariamente investire un po’ di soldi in un nuovo ventilatore (perché sì, praticamente i ventilatori in casa nostra hanno un tempo di vita di massimo due anni e, nonostante viviamo in Sicilia da tutta la vita, non abbiamo un condizionatore a casa) e nutrirci di cibo fresco e leggero.

Ed ecco che, in questa estate bollente, l’estrattore sembrerebbe essere la panacea per tutti i mali. Pensate a succhi freschi, ricchi di vitamine, magari perfetti anche da congelare e trasformare in ghiaccioli o semplicemente da tenere in frigo e bere all’occasione ogni qualvolta che ci si sente un po’ a terra! Quando perciò abbiamo ricevuto questo estrattore Panasonic, già sapevamo che la nostra estate avrebbe avuto tutt’altro sapore e sarebbe stata decisamente più facile da affrontare. Oltre ad essere davvero un bell’oggetto da tenere in cucina (perché, diciamocelo, anche l’occhio ha la sua parte!) e a girare davvero lentamente, altro bonus point è il fatto che non contiene lame, così che il succo non si ossidi velocemente.

Una piccola precisazione da fare sugli estrattori, è necessaria: quando preparate un estratto, ricordate sempre di non usare semplicemente frutta, ma di aggiungere sempre una buona parte di verdure. Questo perché un estratto di sola frutta tende ad avere un indice glicemico, in quanto viene privato delle fibre del frutto stesso che saziano più a lungo. Ecco perché, nel caso della nostra chia fresca (che, per chi non lo sapesse, altro non è che una “limonata” ai semi di chia), l’utilizzo di verdure come lattuga romana e cetriolo, frutta molto acquosa come anguria e ananas (così da perdere meno fibre possibili!) e, soprattutto, l’utilizzo di semi di chia che aggiungono fibre, sono fonte di proteine e acidi grassi omega-3 e che quindi saziano più facilmente e abbassano l’indice glicemico, rende questi estratti non solo rinfrescanti e ideali durante le afose giornate estive, ma estremamente salutari!

Tutto quello che ci basta, quindi, in questi giorni, è afferrare una di queste bottigliette, infilarla nella borsa del mare insieme ad un telo e una ciotola di fretta fresca, e guidare fino alla spiaggia per goderci un po’ di sana pace, farci accarezzare dalla brezza marina, rilassarci, perderci nel rumore delle onde e brindare alla giornata appena trascorsa. (altro…)

Gelato mousse al cioccolato // Chocolate mousse nice cream

(English recipe below) È da decisamente troppo tempo che non ci facciamo vive da queste parti. Fra le valigie, la nostra piccola fuga a Praga (alla quale presto dedicheremo un post pieno zeppo di fotografie – al momento ne abbiamo contate una sessantina – e di consigli su dove andare a mangiare) e l’inevitabile lavoro da portare a termine previa scadenza una volta tornata a casa, non siamo riuscite a tornare qui sul blog prontamente quanto avremmo voluto. Ma adesso siamo qui con la ricetta migliore e goduriosa con la quale potessimo tornare qui sul blog.

Io, Marta, non sono mai stata una fanatica del gelato al cioccolato, non che il cioccolato in sé non mi piaccia (anche se recentemente abbiamo scoperto una piccola intolleranza..), ma il gelato non è mai rientrato fra i miei gusti preferiti. Piuttosto quello al pistacchio, quello allo yogurt e quello alla cannella, ma quello al cioccolato no. Tutto questo, chiaramente, prima di provare a farlo da noi nella sua versione vegetale.

Forse è strano il fatto che, nelle loro versioni vegetali, certi classici per i quali non siamo mai andate matte come, appunto, il gelato al cioccolato, ma anche la maionese (sì, non siamo ragazze da maionese, a meno che non si tratti di quella di anacardi) o il latte, acquistino tutt’altra sfumatura e si facciano amare particolarmente. Sarà forse dovuto al fatto che, seppur corpose e per niente “light”, le alternative vegetali risultano, per quanto ci riguarda, risultano sempre incredibilmente più facili da digerire. Per fare un esempio (che decisamente attinge a fatti realmente accaduti), siamo stati – noi due e l’uomo di casa – capaci di divorare l’intera quantità di questo gelato, in porzioni esattamente identiche, in tre. E no, non al posto della cena, ma semplicemente come dessert.

Non crediate però che quello che vi stiamo proponendo oggi sia un gelato “skinny” o poco ricco, anzi, tutt’altro: è talmente denso, ricco e cremoso da sembrare una mousse e fare quasi fatica a sciogliersi senza, però, essere un mattone. Anzi. L’uomo di casa (che è estremamente pignolo, ma lo si ama lo stesso) ne è andato talmente matto che, quando lo abbiamo rifatto per la seconda volta, ha continuato a tirar fuori la vaschetta nei due giorni successivi per mangiarlo come dessert ad ogni fine pasto, fino a spazzolarlo via completamente). Quindi sappiate che se siete intolleranti al lattosio/vegan/cercate un’alternativa al solito gelato a base casearia, questo è esattamente ciò che fa per voi e che non vi farà rimpiangere neanche per un secondo quello classico.

Grazie al burro di frutta secca (in questo caso, vi consigliamo caldamente quello di mandorle o di nocciole per un gusto che ricordi un po’ il “bacio”), al latte di cocco (usate quello intero!) e, chiaramente, ad un buon cioccolato fondente – per la cronaca, non si tratta di alcuna sponsorizzazione, ma noi usiamo il cioccolato al 75% della Vivani: è dolcificato con zucchero di cocco e troviamo che sia estremamente di qualità -, il vostro gelato avrà una cremosità tale da non poter essere paragonato ad altro se non ad una mousse. Questo gelato è così ricco che ne basta davvero poco per esserne soddisfatti, ma siamo seri: chi è capace di limitarsi ad una piccola porzione di fronte ad un gelato al cioccolato? (altro…)

Smoothie adattogeno di ciliegie, barbabietola e lamponi // Cherry, raspberry and beet adaptogenic smoothie

WECK Droit 290ml – MCM Emballages

(English recipe follows) Era da un po’ che volevamo scrivere questo post: un post nel quale vi raccontassimo nel dettaglio del nostro libro, di quello che troverete al suo interno, quando potrete finalmente acquistarlo e molto altro. Quindi, iniziamo dalla cosa fondamentale: la data di uscita. Sappiamo di avervi dato, in questi mesi, delle date un po’ vaghe e non ben definite, dicendo una volta “giugno” e l’altra “luglio”, ma ora è ufficiale: il libro sarà preordinabile dal sito della casa editrice, Eifis, dal 28 Agosto (se volete già mettere le mani avanti e avere la vostra copia, cliccate qui) e in libreria dal 7 Settembre. Sappiamo che, rispetto ai tempi che avevamo indicato, risulta un po’ “in ritardo”, ma possiamo assicurarvi che, visto il successivo piccolo blog tour per promuovere il libro che sarebbe comunque avvenuto a Settembre, questa è stata la scelta migliore.

Per quanto riguarda il contenuto, all’interno del libro troverete 100 ricette vegane e senza soia, per sfatare il mito che chi decide di avere un’alimentazione a base vegetale si nutra soltanto di questa. 92 di queste sono interamente senza glutine (con una sezione dedicata ai dolci non soltanto senza uova e lattosio ma anche gluten free) e le restanti 8, invece, sono dedicate al nostro adorato lievito madre e realizzate, di conseguenza, con farina di farro. Troverete una divisione un po’ “stravagante” che speriamo non confondervi troppo e che possa farvi realmente entrare nella nostra dimensione e nella nostra cucina: il libro infatti non è suddiviso in pasti o stagioni ma, piuttosto, in ingredienti che amiamo, in sensazioni che ci comunica il cibo, in momenti della giornata o in “categorie” di cibo. In tutto, si tratta della bellezza di 12 capitoli.

Cosa troverete al suo interno? Beh, possiamo dirvi che siamo particolarmente soddisfatte dei nostri Croissant all’olio di cocco, dei Waffles di patate dolci e lenticchie rosse, del Paté di dulse e girasole e dei Cupcakes al cioccolato con ganache all’avocado. Troverete anche alcune delle ricette più apprezzate del nostro blog, come questa Crema spalmabile di verdure grigliate che potete preparare in questi mesi, mentre aspettate l’uscita del libro. Ah, il nome? Naturalmente Buono, che domande!

Quanto allo smoothie che vi proponiamo oggi, invece, ci riallacciamo a quel bisogno di nutrici di cose fresche e leggere di cui parliamo ultimamente nei nostri post: con il caldo estivo, sebbene la fame, per noi, non diminuisca, il bisogno di cibo fresco e il consumo ancora più aumentato del solito di frutta e verdura aumenta.
Perché adattogeno? Perché abbiamo utilizzato due superfoods, in questo caso maca e ashwagandha, noti per le loro proprietà adattogene, ovvero la capacità di permettere al corpo di adattarsi alle situazioni di stress o di sforzo psicofisico e di supportarlo. Personalmente, abbiamo notato come proprio questi due in particolare siano fondamentali per noi e per i nostri bisogni e fungano quasi da “calmanti”quando il nostro corpo ci manda segnali di stanchezza/stress. Per il resto, le ciliegie, di cui per ora, essendo di stagione, facciamo grandi scorpacciate, non potevano proprio mancare. Abbiamo aggiunto della barbabietola, sfruttando così della verdura dal naturale sapore dolce, e dei lamponi perché il tutto non virasse troppo ad una dolcezza stucchevole e aggiungessero un tocco di acidità tale da esaltare gli altri sapori. (altro…)

Croccante all’amarena // Vegan chocolate covered + sour cherries popsicles

Siamo da poco tornate dalla nostra piccola vacanza (che poi, fondamentalmente, si è trattato di un giorno intero al mare e una piccola tappa a Scicli, niente di lungo o che ci permettesse di staccare realmente la spina per qualche giorno) e la prima cosa che abbiamo fatto è stato metterci nuovamente all’opera. Niente di assurdo, siamo abituate a questi ritmi, se non fosse che il caldo ci ha colte all’improvviso e ci siamo ritrovate a cucinare e stare ai fornelli senza sosta ansimando e tirandoci su con un sorso di kombucha e l’altro. Decisamente non il massimo.

Siccome sembrerebbe essere la #popsiclesweek (ovvero la settimana dei ghiaccioli) dovevamo assolutamente condividere qui sul blog questi gelati che, insieme ai biscotti gelato che vi abbiamo proposto qualche settimana fa, occupano gran parte del freezer per salvarci in giornate come questa, in cui ci sono 40 gradi e, se fosse per noi, non ci alzeremmo neanche dal letto visti i bassi livelli di energie dovuti alle temperature.

L’inspirazione per questi ghiaccioli viene dal nuovo libro di Romina di “Sugarless”: rawlicious. Avevamo in mente di preparare dei gelati corposi coperti da un bel guscio di cioccolato da tanto tempo, e appena abbiamo visto i suoi, con quella bella frutta secca croccante all’esterno a coronare il tutto, abbiamo deciso di farli subito.

In realtà, sebbene le ricette di Romina siano una certezza e qualsiasi delle sue meraviglie abbiamo cucinato sia sempre stata strepitosa, in questo caso ci siamo semplicemente lasciate ispirare dalla sua ricetta per poi procedere a modo nostro, utilizzando le amarene fresche che abbiamo trovato al mercato piuttosto che quelle secche e un cremosissimo gelato a base di anacardi, latte di cocco e sciroppo d’acero che prepariamo da un po’ e che ci lascia sempre incredibilmente soddisfatte e che, poiché non lo avevamo ancora postato da queste parti, ci tenevamo davvero a condividere. Per la copertura, invece, abbiamo utilizzato del buon cioccolato fondente al 100% (se preferite un gusto un po’ più dolce, sceglietene uno all’85%) e un mix di zucchero di cocco e mandorle tritate grossolanamente. Inutile dirlo: stratosferici. (altro…)

Mini quiches di polenta con “ricotta” di macadamia e fiori di zucca // Polenta quiches with macadamia ricotta and squash blossoms

Scriviamo questo post un po’ in extremis, mentre siamo impegnate a non scordarci di mettere la crema solare in borsa e cerchiamo disperatamente il nostro iPod (nascosto chissà dove…), prima di metterci in macchina per la bellezza di 4 ore per trascorrere qualche giorno al mare. Giorni senza computer, senza dover rispondere alle mail, senza pensare a niente. Dopo gli ultimi mesi, così carichi di lavoro, stress ed impegni da tutti i fronti, era proprio quello di cui avevamo bisogno.

Per fortuna, nonostante ci riduciamo a fare sempre tutto all’ultimo, ieri abbiamo preparato un paio di cose (come queste barrette!) da mangiare da portarci dietro per sforzarci il meno possibile, passare poco tempo davanti ai fornelli e avere sempre cibo buono e sano a portata di mano. Oltre a snack per la prima colazione, abbiamo messo nella nostra borsa avocado (immancabili e indispensabili), un pane di semi senza glutine, i nostri pancakes di piselli, tante verdure e queste piccole quiches.

Prepariamo la”ricotta” di noci macadamia e anacardi che farcisce queste tortine da ormai un paio di mesi e non potremmo esserne più soddisfatte: è ricca, cremosa, leggermente acidula grazie al succo di limone e perfetta da mettere ovunque. È diventata una di quelle cose che non manca mai nel nostro frigorifero: la spalmiamo sul pane con qualche fetta di pomodoro, basilico e un goccio di aceto balsamico e la usiamo in una finta e molto approssimata parmigiana di melanzane che, però, anche il nostro uomo di casa, super tradizionalista, ha apprezzato.

Poiché i fiori di zucca sono troppo belli (e buoni!) per lasciarseli sfuggire – e adesso sono proprio di stagione -, volevamo trovare un modo per utilizzarli in modo creativo. Uno degli abbinamenti più classici è, appunto, quello con la ricotta, e poiché noi avevamo in frigorifero ancora un po’ della nostra versione vegetale, perché non provare a metterli insieme? Per il resto, abbiamo aggiunto una base strepitosa che, fondamentalmente, consiste in una base di polenta pressata dentro degli stampi (noi abbiamo usato quelli Le Creuset) e poi messa al forno fino a renderla ferma e adatta a contenere un ripieno, e, una volta cotte, le abbiamo servite un leggero pesto di basilico che ha portato il piatto a tutt’altro livello (quindi, mi raccomando, non evitatelo se decidete di replicare questa ricetta!) (altro…)

Burger di lupini e zucchine con salsa di semi di canapa e aneto // Lupini beans + zucchini burgers with hemp dill sauce

This post was made in partnership with Panasonic.

(English recipe below) Ogni sabato, subito dopo la colazione, ci prepariamo per andare al mercato locale. Aspettiamo tutta la settimana questo momento: scandisce l’inizio del weekend ed è il nostro modo per lasciare alle spalle i pesanti giorni di lavoro e concentrarci su ciò che cucineremo lentamente e sul tempo che finalmente passeremo insieme. Ancora, adoriamo aggirarci fra uno stand e l’altro, ammirare i colori splendenti della frutta e della verdura (che, diciamocelo, in estate e, soprattutto qui in Sicilia, hanno tutt’altro aspetto). Conosciamo talmente bene i produttori locali e biologici dai quali ci riforniamo che ormai sappiamo bene quali sono i prodotti forti di ciascuno di loro. Crediamo sia questo il bello dell’acquistare al mercato locale: niente ha lo stesso sapore e, se qualcuno ha le carote più dolci e dalla consistenza migliore, qualcun altro ha i pomodori più succosi e saporite. È una cosa per la quale fremiamo talmente tanto da svegliarci prestissimo la mattina, sebbene poi ci troviamo sempre ad uscire ben più tardi dall’ora in cui ci siamo svegliate poiché i nostri ritmi sono ben diversi da quelli del nostro amato (ma decisamente ritardatario) uomo di casa.

Qualche settimana fa, parte del nostro bottino sono state delle zucchine verdissime e una manciata di pomodori di colori diversi (ma quanto sono belli i pomodori gialli?!) e, una volta tornate a casa, abbiamo pensato a quale fosse il miglior modo di cucinarli per esaltarli al massimo, decidendo, alla fine, di trasformare le zucchine in polpette e i pomodori in un fresco accompagnamento per bilanciare il tutto. È bastato davvero poco: abbiamo messo i nostri ingredienti dentro il nostro nuovo food processor Panasonic e frullato il tutto, poi dato forma ai nostri burger e li abbiamo cotti in forno mentre preparavamo una deliziosa salsina a base di semi di canapa e aneto.

Dobbiamo dirlo, e siamo completamente sincere: questo food processor è stato decisamente una svolta nella nostra cucina. Ne possedevamo già uno, ma era decisamente più grande, ingombrante e difficile da pulire. Il food processor Panasonic (e lo diciamo sinceramente, non perché si tratta di un post sponsorizzato) è decisamente l’ideale per la cucina di tutti i giorni: è abbastanza compatto e non vi toglierà chissà quanto spazio. Bonus point: si pulisce piuttosto facilmente, senza dover azionare la lavastoviglie solo per pulire tutti i suoi pezzi. Ma la cosa che ci ha sorpreso di più è la sua potenza: nonostante sembri piuttosto modesto, il suo motore è estremamente potente. Il test che, per noi, stabilisce quanto una macchina sia potente o meno è la sua capacità di trasformare in crema la frutta secca e questo è stato più veloce del nostro vecchio food processor. E poi insomma, dalle foto potete vedere che ha un design adorabile e che si sposa perfettamente con la nostra cucina, no?

Tornando alla ricetta, la cosa bella di questi burger è che hanno davvero tantissime proteine vegetali in quanto abbiamo usato come legume principale i lupini: è vero, dovrete perdere un po’ di tempo a sgusciarli, ma sapete che hanno molte più proteine di ceci, lenticchie e fagioli? Aggiungete, come abbiamo fatto noi, lievito alimentare, semi di lino e una salsa a base di semi di canapa ed avrete ottenuto, oltre che ad un pasto buono e sano, un vero e proprio concentrato di proteine.

Lupini + zucchini veggie burgers

C'è un nuovo post sul blog! trovate la ricetta completa per questi burger vegan di lupini pieni di proteine vegetali sul blog https://www.naturalmentebuono.com/2017/06/burger-lupini-zucchine-salsa-semi-canapa-aneto-lupini-beans-zucchini-burgers-with-hemp-dill-sauce.html #sponsored #ad #panasonic #experiencefresh MUSIC CREDITS: Ukulele by BENSOUND http://www.bensound.com/royalty-free-…Creative Commons — Attribution 3.0 Unported— CC BY 3.0 http://creativecommons.org/licenses/b…Music provided by Audio Library https://youtu.be/G7HoUVcL5-U

Publié par Naturalmente buono sur vendredi 16 juin 2017

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Biscotti gelato con frozen yogurt alle fragole // Vegan strawberry froyo cookie sandwich

(Scroll down for english recipe) Sembrerebbe essere un anno fortunato sotto svariati fronti, ma un po’ meno sotto altri. Questi “altri” un po’ meno fortunati, riguardano principalmente lo stomaco di Marta che quest’anno non vuole avere pace. Dopo i fastidi di qualche mese fa, infatti, che sembravano essere stati spergiurati grazie ad un focus particolarmente attento (più del solito) a cosa mangiare e cosa no, questo weekend per la più piccola di noi è stato decisamente da dimenticare, a causa di una brutta intossicazione che, oltre ad una terribile nausea e al farle perdere una quantità incredibile di liquidi, ha fatto sì che l’unica cosa che riuscisse a mettere nello stomaco fosse riso basmati e zucchine al vapore – decisamente niente di troppo eccitante da condividere qui.

Per fortuna, però, avevamo in cantiere da un po’ questi meravigliosi biscotti gelato (di cui abbiamo preparato dosi così massicce da riempire eccessivamente il nostro freezer, dove adesso non c’è più spazio) e, una volta ripresa e tornata la voglia non soltanto di mangiare ma anche di pensare a qualcosa di più appetitoso di una zucchina al vapore, siamo qui adesso a condividere questa ricetta.

Anche se non è ancora arrivato il 21 giugno, visti i 40°C nella grande maggioranza delle città italiane, possiamo effettivamente affermare quanto l’estate sia già scoppiata. È la stagione del mare, delle vacanza dopo un anno di lavoro intenso, dei vestiti leggeri, delle insalate piatto unico, del “ma sì, ormai è tardi per la prova costume, ci penserò l’anno prossimo”, degli esami per molti, dell’uscita del nostro libro (!!!) e, imprescindibilmente, quella dei gelati. E siccome sappiamo quanto l’estate sappia essere calda qui in Sicilia, abbiamo pensato bene di prepararci e produrre gelati rinfrescanti come se non ci fosse un domani.

Quando si tratta di gelato, ci piace qualcosa che sia fresco e leggero ma che, allo stesso tempo, sia cremoso e ci lasci soddisfatte e appagate. Proprio per questo, il frozen yogurt per noi è sempre la risposta esatta. E poiché fuori, è sempre un po’ difficile trovare un gelato che rispecchi le nostre pretese ma che sia anche senza latticini, abbiamo ben pensato di prepararcelo noi stesse. È bastato frullare insieme fragole, yogurt di anacardi (ma abbiamo provato anche con lo yogurt di cocco e il risultato è stato ugualmente buono) e un goccio di sciroppo d’acero et voilà! ne è venuto fuori un perfetto frozen yogurt, vegan e tanto sano, da mangiare sempre. Poi, perché un frozen yogurt per i nostri standard era un po’ troppo semplice da proporre qui sul blog, abbiamo deciso di rendere il tutto un po’ più goloso e consistenze e infilarlo dentro un paio di biscotti ai fiocchi d’avena.

La cosa bella di questa ricetta è che racchiude due ricette in una: il gelato può essere mangiato in coppetta (o direttamente dentro la vaschetta con un cucchiaio) e i biscotti, a base di fiocchi d’avena, farina di grano saraceno, nibs di cacao e sciroppo d’acero sono poco zuccherini e perfetti per essere tranquillamente mangiati a colazione. Ecco, a dirla tutta, se avete un po’ di tempo per tirar fuori i gelati dal freezer preventivamente, potete tranquillamente mangiare uno di questi per colazione: d’altronde si tratta semplicemente di yogurt, frutta e fiocchi d’avena, no? ;-) (altro…)