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Brownies al tahini // Tahini brownies (Vegan, Grain free, Paleo friendly)

Lo sappiamo: dopo la pasqua siamo tutte in cerca di ricette leggere per smaltire gli eccessi e rimetterci in forma per l’estate. Ma, proprio parlando di smaltire gli eccessi, bisognerà trovare il modo di usare tutto quel cioccolato rimasto dalle uova di pasqua, no?! Anche perché, diciamocelo: condividere una teglia di brownies è decisamente più facile del condividere del cioccolato nella sua forma pura, quindi in questo modo potrete concedervi un brownie senza essere costrette a mangiare tutto quel cioccolato da sole…ci sembra un buon compromesso, no?

Anche questa ricetta, come i biscotti che avete tanto amato postati qualche settimana fa, sono a base del nostro amato tahini: combinato con latte di cocco, cioccolato e un tocco di eritritolo (per una versione low sugar. Altrimenti sentitevi liberi di usare dello zucchero di cocco), danno vita ad uno dei dessert più “decadenti” – nell’eccezione positiva del termine – che abbiamo mai creato. Sono dei brownies estremamente fondenti, si sciolgono in bocca e, serviti con una cucchiaiata di panna di cocco e qualche fragola, vi porteranno direttamente in paradiso.

Come abbiamo anche scritto nelle note (ma ripetiamo anche qui che non fa mai male), sappiamo che se state usando del cioccolato rimasto dalle uova di pasqua, è davvero poco probabile che voi abbiate trovato un uovo con cioccolato fondente al 100%. Piuttosto, magari vi sarete ritrovati con del cioccolato al 70%. In quel caso, se quello che volete ottenere è un risultato molto fondente e intenso, vi basterà diminuire di 30g la quantità di dolcificante (che sia zucchero di cocco o eritritolo) prevista. Se invece preferite un gusto più dolce (non c’è niente di male!), lasciate tutto come da ricetta e semplicemente sostituite il cioccolato scuro al 100% con del cioccolato al 70%. Vi lasciamo alla ricetta e buona infornata di brownies a tutti! (altro…)

Cookies al tahini, cocco e cioccolato // Tahini + coconut chocolate chip cookies (Vegan, Paleo, Low Sugar)

Ormai 10 anni fa, quando ancora l’esistenza dell’hummus ci era sconosciuta e i burri di frutta secca non erano all’ordine del giorno, la più grande di noi spuntò a casa con un vasetto di una crema scura e molto densa. Aveva letto che faceva molto bene e aveva deciso di mangiarla a colazione la mattina, spalmata sul pane insieme alla marmellata al posto del burro. Sul barattolo di vetro stava scritto “tahini” ed il sapore era così intenso e amaro che la più piccola di noi neanche osava avvicinarcisi.

Dieci anni dopo e mille cose cambiate, se ci fosse un premio per questa categoria, la più piccola di noi vincerebbe sicuramente il primo posto nella classifica dei “più grandi consumatori di tahini”. Per chi non sapesse di cosa si tratta, è un burro di frutta secca a base di semi di sesamo ed è, seriamente, una delle cose dalle quali abbiamo più dipendenza. Dovrebbero venderlo con un’etichetta con su scritto “attenzione: crea dipendenza”.

Negli anni abbiamo imparato a conoscere bene questo ingrediente, a renderci conto che il tahini chiaro è infinitamente più buono di quello scuro (molto più versatile, meno amaro e si presta benissimo sia al dolce che al salato), ad essere schizzinose e ricercare sempre quelli più lisci e meno granulosi, ad amarlo così tanto da mangiarlo semplicemente con la verdura cruda (ma anche a cucchiaiate). Un’altra cosa della quale ci siamo rese conto è che, in versione dolce, la morte sua è con il cioccolato (e anche con le banane, diciamocelo).

Siccome ultimamente il processo creativo in cucina è più alto che mai – e, di pari merito, la nostra dipendenza da tahini è alle stelle – abbiamo pensato che fosse arrivata l’ora di metterci all’opera per creare i biscotti al tahini più buoni di sempre e che fossero adatti alle nostre esigenze, ovvero deliziosi ma con un basso contenuto di zuccheri. Per ovviare a questo, abbiamo usato l’eritriotolo: un dolcificante dall’aspetto e dal sapore pressoché identico allo zucchero di barbabietola, se non per il fatto che ha un indice glicemico pari a zero e va benissimo anche per i diabetici o per chi sta cercando di ridurre il contenuto di zucchero nella propria alimentazione. Cosa super importante, poiché qui ci preoccupiamo sempre di promuovere un’alimentazione sana, l’eritritolo non è un dolcificante sintetico e malefico come l’aspartame ma, piuttosto, deriva dalla fermentazione del mais. Se vi viene difficile recuperarlo, potete usare tranquillamente dello zucchero di cocco. Per il resto, abbiamo usato burro di cocco (non olio!) per naturale dolcezza, un pizzico di vaniglia che ci sta sempre bene e poco arrowroot per tenere insieme il tutto. E ovviamente, cioccolato. Tanto, tantissimo cioccolato. Ne sono venuti fuori dei biscotti così buoni che nel giro di 5 giorni li abbiamo preparati (e divorati) la bellezza di 3 volte. Non fateveli sfuggire! (altro…)

Frittelle di patate dolci con yogurt al tahini // Sweet potato latkes with tahini yogurt

Se dovessimo trovare una parola per fare un bilancio di quest’anno, questa sarebbe decisamente l’aggettivo “pieno”. È stato un 2017 ricco di avvenimenti, soddisfazioni, sogni nel cassetto realizzati e, in generale, cose belle. In primis la consegna e la pubblicazione del nostro libro di cucina edito da EIFIS editore, per il quale abbiamo lavorato, sudato e a volte anche pianto dall’agosto 2016. Vederlo stampato su carta, essendo consapevoli di tutto ciò che c’è stato dietro, ritrovarlo negli scaffali delle nostre librerie preferite, riscoprirlo tramite gli occhi delle nostre amiche più fidate: crediamo non ci sia soddisfazione più grande o traguardo più importante (o comunque, finora non ne abbiamo esperito alcuno) di questo dopo aver dedicato tutto il nostro cuore per più di 4 anni a questo blog. Ancora, c’è stata la nomina e la premiazione come miglior Healthy Food Blog ai Cucina Blog Awards 2017 de il Corriere della Sera (ecco, forse questo può essere messo pari merito alla pubblicazione del nostro libro grazie a tutte le emozioni e la riconoscenza che ci ha consentito di provare). E a questi due avvenimenti sono conseguiti il nostro piccolo blog tour per l’Italia (che proseguirà del 2018!) e la felicità di poter finalmente abbracciare non più soltanto virtualmente alcune tra le amiche più care e genuine che abbiamo conosciuto via web in questi anni. Il 2018 è stato l’anno di Parigi, Milano, Praga, Londra, Roma e Bologna. Ha sancito l’inizio del nostro iniziare a lavorare seriamente grazie al blog. È stato l’anno dei cambiamenti, delle cadute e delle risalite, dei 20 anni della più piccola di noi due. E perciò, nonostante siamo le prime a lamentarci sempre, non possiamo che essere grate per questo 2017 e augurarci che questo nuovo anno sia almeno tanto bello quanto quello passato.

Quanto alla ricetta, è un’idea veramente semplice qualora foste in cerca di un antipasto dell’ultimo minuto per stasera o per il pranzo di domani. Si tratta di delle frittelle (o latkes) a base di patate dolci grattugiate (noi, proprio perché si tratta di una ricetta da preparare in poco e nulla, abbiamo usato la lama per grattugiare del nostro food processor), cipollotto e paprika. Le abbiamo cotte nel forno a microonde della Panasonic che, negli ultimi mesi, ci ha spesso “salvato la vita”. Abbiamo usato un doppio metodo di cottura per far sì che fossero non solo ben cotte, ma anche croccanti e deliziose pur rimanendo leggere. Per accompagnarle e renderle ancora più sfiziose, una salsa a base di yogurt (abbiamo usato quello di cocco), succo di limone e tahini. E chiaramente tantissimi chicchi di melagrana, che a Capodanno non possono mai mancare e sono decisamente di buon auspicio.

Vi facciamo quindi i nostri più cari e sinceri auguri di buon anno, per un 2018 che sia brillante! (altro…)

Hummus di barbabietola e miso + Paté di funghi // Miso beetroot hummus + mushrooms paté

(English version follows) Abbiamo davvero troppe ricette già pronte da postare prima di Natale e troppo poco tempo. Proprio per questo motivo ci vedete stranamente più attive del solito (magari poter essere sempre così) e pubblicare ogni due giorni per fare in modo che almeno un po’ di queste possano arrivare a destinazione in tempo.

Oggi una ricetta salata giusto per non postare esclusivamente cose dolci (anche se, siamo seri, il Natale è principalmente concentrato sui dolci!), considerando anche il grande post che, promettiamo, arriverà mercoledì (massimo venerdì!) qui sul blog.

Fra un panettone e l’altro (perché qui, a forza di sperimentare, consumiamo un panettone al giorno. E siamo soltanto tre persone) ci piace frullare verdure e legumi o frutta secca e preparare cremine spalmabili da mangiare con il nostro pane di farro a lievitazione naturale, con cracker di semi ma anche semplicemente con bastoncini di verdure crude come carote, sedano, ravanelli e perché no, anche delle foglie di indivia belga cruda. Metteteci un paio di olive di buona qualità e magari un paio di carciofini sott’olio fatti in casa (sono di stagione, quindi non avete alcuna scusa per non prepararli!) e l’aperitivo/antipasto è servito.

Proprio pensando a questo abbiamo pensato che un paio di dip per aprire il vostro pranzo di Natale fossero un’idea gustosa ma leggera (specie nel caso dell’hummus di barbabietola che, contenendo miso, ovvero una buona fonte di probiotici, aiuterà almeno un po’ il vostro stomaco ad affrontare più facilmente tutto ciò che verrà dopo – grazie Susanna!).

Venendo alle ricette, l’hummus di barbabietole e miso unisce la dolcezza delle barbabietole al gusto forte, salato e pungente del miso, rendendolo davvero equilibrato nel sapore. Per coloro che, invece, preferiscono qualcosa di più classico, abbiamo pensato ad un paté di funghi reso ricco da una manciata di anacardi, un goccio di vino bianco e un accenno di aceto balsamico. (altro…)

Quinoa con cavolo nero marinato e hummus di barbabietola // quinoa with marinated kale + beetroot hummus

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(English version below) La settimana scorsa ci siamo trovate a saltellare freneticamente per i corridoi del Naturasì senza poterci fermare. Il motivo? Il cavolo riccio, chiaro. Se abitate in Italia e siete dei foodblogger (o semplicemente salutisti o appassionati di cibo), sapete bene quanto sia quasi impossibile riuscire a trovarlo. Il suo cugino toscano, il cavolo nero, svolge egregiamente il suo ruolo senza farne sentire la mancanza (che sia quella nutrizionale o puramente legata al gusto), ma niente batte il fascino di qualcosa quasi impossibile da trovare. Quindi, dopo l’euforia iniziale e gli esatti 1,089 kg infilati compulsivamente dentro un sacchetto, un nuovo libro arrivato da poco nella buca della posta ci è venuto incontro. Partiamo dalla ricetta, che ci è stata decisamente d’aiuto in una sera in cui, tornate stanche ed affamate dopo la nostra lezione di pilates e con soltanto della quinoa cotta in precedenza, quel kilo di kale e pochi altri ingredienti, siamo riuscite ad assemblare un piatto delizioso e nutriente in meno di 15 minuti – che vediamo bene anche per una colazione salata. Ci è bastato, infatti, sostituire la quinoa ad il riso rosso previsto dalla ricetta, frullare velocemente dei ceci con delle barbabietolemassaggiare il kale per riuscire a quietare le nostre pance brontolanti. Quanto al libro, 26grains è il manoscritto della proprietaria dell’omonimo locale a Londra del quale, durante la nostra piccola tappa di 3 giorni e mezzo nella città, ci siamo talmente tanto innamorate da tornarci due mattine di seguito, ed è salito velocemente in cima alla lista dei nostri ricettari preferiti. Oltre alle foto splendide, pure ed essenziali, il libro è pieno di spunti ed ispirazione, piatti deliziosi che fanno l’occhiolino all’approccio fresco, “nudo” ed integrale della cucina danese. (altro…)

Melanzane con tahini e i ceci di Valentina

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Ritorniamo in punta di piedi, dopo più di un mese assenti da questo spazio. Che fine abbiamo fatto? Tra esami di maturità e tanto (troppo) lavoro, sebbene il blog fosse sempre e comunque il nostro primo pensiero, abbiamo dovuto mettere un po’ di ordine alle nostre priorità, specie se dettate non dalla nostra volontà ma da impegni improrogabili. Insomma, quando hai una tesina non ancora pronta su cui lavorare ed un’intero programma da ripassare in pochi giorni, ti rendi conto che è il caso di staccare letteralmente un attimo la spina e concentrarsi sui libri – che poi, è incredibile quante delle più geniali idee culinarie siano venute in mente proprio mentre non ci si sforzava per trovarle.. -. Tra Plutarco, lo Zibaldone di Leopardi e amminoacidi essenziali, però, abbiamo avuto una decisamente piacevole distrazione: il libro “Sweet Kabocha” di Valentina, autrice dell’omonimo blog. Se ci conoscete, sapete bene quale sia il nostro stile di cucina: a parte la recente scelta vegana (sebbene la nostra alimentazione abbia sempre proteso verso una dieta quanto più vegetale), avete ormai imparato quanto la nostra cucina sia il pi? possibile salutare, integrale, con alimenti il meno raffinati possibile. Ed è proprio per questo che il libro di Valentina ci ha fatto impazzire già prima di averlo fra le mani: non c’è ricetta che non rifaremmo o ingrediente che non utilizzeremmo. Se aggiungete il fatto che si tratta di ricette vegane, la maggior parte senza glutine e, soprattutto, tutte adatte ad essere servite dentro una ciotola (c’è qualcuno che mangia ancora dai piatti?!), potrete perfettamente capire quanto il libro sia necessariamente un must nella vostra libreria. “Sweet kabocha – la mia cucina integrale in 100 ciotole vegan” ? suddiviso in quattro capitoli: colazione, pranzo, cena e spuntino e possiamo assicurarvi quanto ciascuna di queste ricette sia straordinaria. Nel nostro periodo di latitanza dal blog, infatti, sebbene sommerse di studio e impegni di ufficio, non ci siamo certe dimenticate di mangiare – e necessariamente di cucinare – piatti (o meglio, ciotole) che ci permettessero di continuare a studiare/lavorare: abbiamo infatti già avuto l’occasione di provare il suo miglio con asparagi e limone – che ci è piaciuto da morire, e che se fossimo riuscite a ritagliarci un po’ di spazio avremmo postato qualche settimana fa, quando ancora era possibile trovare degli asparagi… -, il cous cous di cavolfiore con i ceci, la zuppa di cannellini e harissa, la polenta di mais fresco e l’insalata di zucchine marinate. Altre ricette che non vediamo l’ora di testare sono l’oatgurt, la panzanella indiana, la granola di lenticchie, i tartufi di ceci al cioccolato (!!!), il tempeh zucca e fichi e il fattoush con il pane pita di cocco. Queste melanzane qui, invece, non si trovano affatto nel suo libro. Ma i ceci che le hanno rese tanto speciali, invece, sì.

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Falafel di piselli con salsa al tahini

falafel di piselli con salsa al tahini

Sembrerebbe finalmente essere arrivata la primavera: leggere giacche a vento sostituite ai cappotti (sebbene non ci sia stato un vero inverno, qui in Sicilia…), fresie?gialle come l’oro?che continuano a crescere sul nostro balcone, il frigo coloratosi di mille sfumature di verde – dal verde pi? scuro degli spinaci e delle bietole, a quello pi? chiaro e delicato di asparagi, piselli e fave -, germogli che tentano di diventare piante tra le grinfie di un gatto che sembrerebbe preoccuparsi di assumere la sua quotidiana dose di frutta e verdura quasi pi? di noi, attentando sempre a qualsiasi pianta voglia farsi spazio fra i vasi del nostro balcone. Non possiamo certamente negare che ci sembri piuttosto strano tutto questo sole, tutto questo (splendido!) fiorire senza aver avuto una vera e propria fase intermedia fra autunno e primavera e dobbiamo ammettere di diffidare non poco da questo sole che ha gi? cominciato a tingere il nostro naso e le nostre guance di rosso. Nel frattempo, indecise ancora se portarci dietro o meno una sciarpa o un ombrello in vista di un improvviso e repentino cambio di programma per quanto riguarda le temperature, continuiamo a trovare il nostro equilibrio e ad affondare le nostre certezze nello sgusciare baccelli. Che siano fave o piselli, la domenica mattina ? diventato talmente abitudinario da essere quasi obbligatorio il riunirsi attorno al tavolo della cucina e allestire gare impari su chi riesca a sgusciarne di pi?. Cos?, poich? questa storia delle polpette, ormai che ci abbiamo preso mano, sembrerebbe non essere destinata ad arrestarsi, buona parte di quei piselli ? diventata falafel. ? bastata un po’ di menta, dei semi di cumino e una deliziosa salsa al tahini per “comporre” per bene il tutto e incontrare quel sempre tanto temuto giudizio positivo (decisamente positivo!!) da parte dell’uomo di casa. (altro…)

Hummus di avocado

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Qualcuno ha detto hummus e avocado?? Ultimamente, l’hummus ? una di quelle cose che a tavola non manca mai: velocissimo da fare (bastano ceci cotti e pochi altri ingredienti) e successo garantito. Se poi bisogna far fronte ad un problema dettato dall’impossibilit? di mangiare pane senza un qualche condimento per la pi? piccola di noi, si potr? capire bene quanto questi sia un elemento fisso quanto necessario nel nostro frigo e nella nostra tavola. Alternativa all’hummus, ? puro e semplice avocado maturo come non mai, condito con un po’ di succo di limone, una grattata di sale rosa o fior di sale e un pizzico di peperoncino e poi spalmato generosamente su una bella fetta di pane. Se ci sono in casa, del coriandolo o dell’aneto tritato al coltello che lo rendono, se possibile, ancor pi? buono. Poi ci si chiede perch? i toast all’avocado vadano cos? di moda su instagram… ma di questo avremo modo di parlarne presto! Quando si ? trattato di unire classico hummus e un avocado maturo e cremoso – l’avocado ? uno degli ingredienti fissi nella nostra cucina, ne consumiamo met? a testa ogni giorno -, non ci abbiamo pensato due volte. ? una ricettina che si perde pi? tempo a dire che a fare: procuratevi del buon pane lievitato naturalmente (il nostro era il classico pane di farro che sforniamo in casa ogni due giorni) e avrete una colazione, uno spuntino, un’antipasto, un pranzo leggero o ci? che pi? vi aggrada in tempo zero. (altro…)

Carote arrostite con yogurt e tahini

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Ultimamente, per la pi? piccola di noi, sembra non esserci piacere pi? grande dell?affondare una carota arancione e croccante in un mare di tahini. Chiamatela follia, chiamatela stranezza, mentre c?? chi puccia il dito nella crema di cioccolato e chi va matto per l?accostamento banana – burro d?arachidi, io intingo carote nella crema di sesamo. E ne vado decisamente matta. Per quanto possa sembrare un po? assurdo, momentaneamente non trovo conforto maggiore dell?abbracciarsi della dolcezza della carota con il gusto deciso del tahini. Aggiungerei anche che, quando inizio, ? davvero difficile fermarmi. Poich? sentivo l?esigenza di far partecipe anche il blog di questa grande scoperta, era necessaria una ricetta che fosse un pelino pi? sfiziosa del limitarsi ad una carota in mano ed il barattolo di tahini pronta ad accoglierla dall?altra. E l?occasione si ? presentata quando ci ? passata sotto gli occhi questa ricetta di Ottolenghi: carote arrostite con yogurt e tahini, non poteva prospettarsi niente di pi? appetibile! Se poi ci sono anche cumino e coriandolo, che con questo ortaggio?stanno come il basilico al pomodoro, sei a cavallo. ? una ricetta che fa fronte a tutte le esigenze del palato: dolce per le carote, arrostite con lo sciroppo d?acero, forte e intenso per le spezie, acido per yogurt e limone, e ancora una nota salata che spezza quella che potrebbe essere un?eccessiva dolcezza. Abbiamo fatto piccole modifiche, ridotto e sostituito il miele con dello sciroppo d?acero, quello Canadese, che abbiamo tanto elogiato qualche post fa, e aggiunto la nota sapida e affumicata del sale Maldon. Se volete spingervi un po? oltre un semplice ortaggio immerso nel tahini, questa ricetta ? decisamente perfetta! (altro…)