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Brownies al tahini // Tahini brownies (Vegan, Grain free, Paleo friendly)

Lo sappiamo: dopo la pasqua siamo tutte in cerca di ricette leggere per smaltire gli eccessi e rimetterci in forma per l’estate. Ma, proprio parlando di smaltire gli eccessi, bisognerà trovare il modo di usare tutto quel cioccolato rimasto dalle uova di pasqua, no?! Anche perché, diciamocelo: condividere una teglia di brownies è decisamente più facile del condividere del cioccolato nella sua forma pura, quindi in questo modo potrete concedervi un brownie senza essere costrette a mangiare tutto quel cioccolato da sole…ci sembra un buon compromesso, no?

Anche questa ricetta, come i biscotti che avete tanto amato postati qualche settimana fa, sono a base del nostro amato tahini: combinato con latte di cocco, cioccolato e un tocco di eritritolo (per una versione low sugar. Altrimenti sentitevi liberi di usare dello zucchero di cocco), danno vita ad uno dei dessert più “decadenti” – nell’eccezione positiva del termine – che abbiamo mai creato. Sono dei brownies estremamente fondenti, si sciolgono in bocca e, serviti con una cucchiaiata di panna di cocco e qualche fragola, vi porteranno direttamente in paradiso.

Come abbiamo anche scritto nelle note (ma ripetiamo anche qui che non fa mai male), sappiamo che se state usando del cioccolato rimasto dalle uova di pasqua, è davvero poco probabile che voi abbiate trovato un uovo con cioccolato fondente al 100%. Piuttosto, magari vi sarete ritrovati con del cioccolato al 70%. In quel caso, se quello che volete ottenere è un risultato molto fondente e intenso, vi basterà diminuire di 30g la quantità di dolcificante (che sia zucchero di cocco o eritritolo) prevista. Se invece preferite un gusto più dolce (non c’è niente di male!), lasciate tutto come da ricetta e semplicemente sostituite il cioccolato scuro al 100% con del cioccolato al 70%. Vi lasciamo alla ricetta e buona infornata di brownies a tutti! (altro…)

Superfood drinks con erbe adattogene // 3 Adaptogenic Tonics

(English recipes below) Se ci seguite sul nostro profilo instagram avrete probabilmente notato quanto, negli ultimi tempi, abbiamo perso la testa per gli adattogeni e le bevande calde e avvolgenti. È da un bel po’ di tempo, ormai, che alla nostra routine quotidiana si è aggiunta una tazza di matcha alla mattina e, se siamo a casa e possiamo perciò concederci le cose con calma e tranquillità, un’altra “pozione” – preferibilmente, nel pomeriggio, senza caffeina.

Ma, cosa sono gli adattogeni? Si tratta di erbe, o, come nel caso di chaga e reishi, di funghi medicinali, dal valore nutritivo estremamente concentrato e potente, in grado di aumentare e migliorare le condizioni psicofisiche. Il che significa che, se soffrite di sbilanciamenti ormonali, avete bisogno di qualcosa che migliori le vostre prestazioni, siete spesso sotto tono o, ancora, state affrontando un momento particolarmente stressante della vostra vita, potrebbe decisamente una buona idea e di grande aiuto iniziare ad introdurle.

Prima di iniziare, una premessa è importante: gli adattogeni sono diversi per tutti – il che significa che ciò che può essere estremamente utile per qualcuno, potrebbe essere poco tollerato da un altro. Altra grande nota da fare è che, come abbiamo scritto sopra, queste erbe o funghi sono estremamente potenti. Il che significa che non bisogna mai esagerare con le dosi consigliate solo perché si tratta di qualcosa di naturale e che, soprattutto, bisogna introdurle gradualmente (iniziate sempre con 1/4 di cucchiaino ed aumentate pian piano senza mai superare 1 o 2 cucchiaini al giorno, in base all’erba che state usando) perché il proprio corpo possa apprezzarne i benefici. Ancora, gli adattogeni funzionano quando usati con costanza: non aspettarvi che da un giorno all’altro possano immediatamente cambiare le carte in tavola. Ultimo, ma decisamente non ultimo: la qualità è tutto. È per questo che noi abbiamo deciso di usare i prodotti di Erbavoglio: sono biologici, di prima scelta e, soprattutto, le persone che ci sono dietro sono competenti ed estremamente preparate.

Le ricette di oggi, perciò, sono delle bevande confortanti per poter integrare queste potenti erbe nella propria routine quotidiana: il primo è un “tonico” speziato con cannella, zenzero, cardamomo e vaniglia e reso estremamente potente grazie all’he shou wu, una radice usata da sempre nella medicina cinese per contrastare i segni dell’invecchiamento e gli stati d’ansia e nervosismo, e al tribolo, erba adatta a regolare gli ormoni, sia per le donne che per gli uomini. Il secondo è il nostro “go-to” matcha latte reso ancora più verde grazie alla moringa, superfood ricchissimo di ferro e proteine, e reso più dolce grazie a cannella e vaniglia. Infine, una cioccolata ai funghi medicinali, con chaga e reishi, entrambi grandi alleati del sistema immunitario, e mesquite, una radice naturalmente dolce ed un basso indice glicemico. (altro…)

Cioccolatini ripieni con nocciole e noci macadamia // Macadamia + hazelnut chocolate truffles (Vegan, Paleo, Low Sugar)

(English version below) San Valentino non è una di quelle “festività” particolarmente rilevanti a casa nostra. Non che abbiamo qualcosa in contrario, semplicemente la più piccola di noi che non ha mai avuto qualcuno con il quale condividerlo (sono una 20enne indipendente e, più o meno, contenta) e la più grande di noi, sebbene siano ormai quasi 21 anni che è sposata con il nostro uomo di casa, non è mai stata abituata a “festeggiarlo”.

Sappiamo però di non poter fare di tutta l’erba un fascio e che, nonostante noi ci limiteremo ad infornare un dolce, magari regalarci a vicenda un mazzo di fiori e guardare per l’ennesima volta Eternal Sunshine of the Spotless come da rito (oggi sono la bellezza di 14 anni dal San Valentino di Joel Barrish nella gelida spiaggia di Montauk), molti altri, invece, si regaleranno scatole di cioccolatini e passeranno una serata romantica insieme.

Qualche settimana fa noi abbia ricevuto il nostro “regalo di San Valentino”: una scatola piena di meraviglie (o almeno, il nostro genere di meraviglie) direttamente da Erbavoglio. Tra i mille adattogeni e funghi medicinali di cui vi parleremo presto – abbiamo proprio intenzione di fare un post sulla nostra esperienza con questi, ma ci vuole un po’ di tempo – abbiamo trovato anche una busta di noci macadamia e della stevia scura.

Ultimamente abbiamo una vera e propria passione per le noci macadamia: sono burrose, cremosissime e le infiliamo ovunque: le usiamo per fare lo yogurt, le mangiamo come snack, le frulliamo per farle diventare salse e, ovviamente, ci prepariamo un sacco di dolci. Perciò non potevamo non includerle nel nostro dolce di San Valentino.

E dolce di San Valentino è uguale ad una sola cosa, ovvero il cioccolato. Ci sono voluti pochi e semplici altri ingredienti (nocciole, cacao crudo, cocco e stevia scura – perfetta per mantenere bassissimo l’indice glicemico e concedersi anche un secondo cioccolatino a cuor leggero) per mettere insieme questi cioccolatini ripieni dal cuore cremoso e dall’esterno croccante. Perché se bisogna festeggiare, bisogna farlo con tutto l’amore possibile.  (altro…)

Waffles di mandorle e mesquite // Mesquite + almond grain free waffles (Paleo, Vegan)

(English recipe below) Abbiamo in cantiere la ricetta di questi waffles da ormai almeno 6 mesi ma, fra un impegno, la necessità di postare prima altre ricette, la pigrizia e la latitanza che ci hanno accompagnato nei mesi precedenti e delle foto che ci scordavamo sempre di scattare, abbiamo procrastinato fino ad oggi prima di condividerla qui con voi sul blog.

Come abbiamo anticipato sul nostro profilo instagram all’inizio della settimana, negli ultimi mesi abbiamo stravolto la nostra dieta al fine di risolvere alcuni problemi di salute (tra cui i ricorrenti fastidi di me, Marta, se ricordate i post in cui lamentavo forti difficoltà digestive). Dopo aver fatto analisi approfondite e aver consultato medici, nutrizionisti ed esperti, quello che ne è venuto fuori è che una dieta ricca in cereali e legumi come quella vegana che stavamo entrambe adottando, non era esattamente l’ideale per noi e che, piuttosto, poteva essere uno dei fattori influenti di quei problemi. Ne parleremo meglio in un altro post, dove spiegheremo nel dettaglio quelli che sono stati i nostri problemi e come (e quanto difficile sia stato) dover cambiare la nostra dieta. Questo come preambolo per dire che una delle cose da cui abbiamo tratto più beneficio è stato il ridurre drasticamente il nostro consumo di cereali (non carboidrati, attenzione!) in favore di grassi buoni. Allo stesso tempo, sebbene la nostra dieta non sia più esclusivamente plant-based, cerchiamo di mantenere gran parte delle nostre ricette e almeno uno o due dei nostri pasti quotidiani vegan pur adattandole al nuovo stile alimentare.

Questi waffles sono nati ben prima di questo grande cambiamento, ma avere la certezza di una ricetta deliziosa e già testata che non ci facesse “mancare niente” è stato decisamente di conforto. Se poi siete lettori o lettrici frequenti di questo blog, saprete sicuramente quanto la colazione sia il nostro pasto preferito e quello a cui, molto probabilmente, teniamo in assoluto di più in tutta la giornata (non si dice “iniziare col piede giusto” mica per niente, no?!).

I nostri nuovi waffles to-go sono a base di farina di mandorle, un po’ di arrowroot, semi di lino e polvere di mesquite, ovvero baccelli della pianta di Mesquite polverizzati che hanno un naturale sapore dolce e che consentono di aggiungere dolcezza pur avendo un indice glicemico basso e mantenendo i waffles senza zuccheri aggiunti in quanto si tratta di un dolcificante integro (un po’ come i datteri, che conservano ancora polpa e fibre) e non estratto o raffinato. Qualora non doveste averla sotto mano, potete tranquillamente sostituirla, come vi consigliamo nelle note, con zucchero di cocco o di datteri. Sono profumati con un tocco di vaniglia (che non riusciamo mai ad escludere dai nostri dolci…è troppo buona!) e, per legare il tutto, abbiamo usato semplicemente un po’ di latte di mandorle e un goccio di olio di cocco. Sono perciò totalmente grain free, senza glutine e paleo pur restando vegan e senza zuccheri aggiunti: insomma, buoni, sani e adatti a tutti! (altro…)

Estratto di finocchio, sedano e zenzero // Fennel, celery and ginger juice

This post was made in partnership with Panasonic

L’anno nuovo inizia sempre con i migliori propositi: mangiare sano, andare in palestra, essere meno nervosi, leggere di più e oziare meno, fare possibilmente più cose che ci piacciono e meno che non. Personalmente, i nostri sono quelli di star bene su tutto e portare a termine almeno tante cose belle quanto quelle che abbiamo avuto l’opportunità di vivere l’anno scorso.

Dopo però l’indulgenza delle feste e in vista degli incombenti fritti di capodanno, qualcosa di detox e purificante era obbligatoria. Crediamo in generale che, adottando una dieta sana per il 98%, non ci sia bisogno di intraprendere diete (intese come percorso mirato alla perdita di peso) per la maggior parte dei casi, ma questo non significa che un periodo di leggerezza per lo stomaco, con lo scopo di ripristinare la propria digestione e, magari, sistemare piccoli problemi di salute, non possa essere necessario. Negli ultimi mesi abbiamo lavorato noi stesse sulla nostra dieta proprio per motivi simili (migliorare problemi di salute e la nostra digestione), stravolto la nostra alimentazione al fine di poter stare meglio e possiamo dire di star raggiungendo la meta che ci eravamo presupposte.

Ed è per questo che, in collaborazione con Panasonic, abbiamo pensato ad una ricetta che potesse andar bene un po’ per tutti gli “stili” alimentari, che fosse super sana e che potesse essere d’aiuto per disintossicare l’organismo (insieme ad una dieta sana e bilanciata, si intende!), preparata con lo slow juicer.

Si tratta di un estratto di sole verdure a base di finocchio, sedano e zenzero. Qualcuno potrà chiedersi: perché niente frutta? Perché non aggiungere un po’ di mela, pera o arancia? La verità è che crediamo che gli estratti siano efficaci e soprattutto sani se basati esclusivamente su verdura (possibilmente a basso indice glicemico e quindi evitando carote e barbabietole). Gli estratti con grandi quantità di frutta, infatti, hanno un alto indice glicemico e apportano gli stessi zuccheri che magari potrebbero fornire 3 o 4 mele, senza il vantaggio però delle fibre che aiutano a sentirsi sazi e a regolare il picco glicemico. Si tratta sempre di frutta e non di merendine confezionate, vero, ma un eccesso di zuccheri non è mai una cosa positiva, neanche quando si tratta di “zuccheri naturali”.

Perché però fosse bevibile e non avesse un sapore terribile, abbiamo combinato sedano e finocchio, due verdure dal gusto fresco e piacevole e grandi alleate di qualsiasi detox per le loro proprietà digestive e drenanti, insieme ad un pizzico di zenzero e limone perché è pur sempre periodo di influenze (e anche perché il loro sapore è semplicemente delizioso!). Ne è venuto fuori un estratto estremamente sano e buono che abbiamo davvero adorato. Provate a berlo tutte le mattine, prima di ogni altra cosa, per almeno una settimana (o magari due) e vedrete come la vostra pelle risulterà più chiara e la vostra digestione migliorata!

Ultimo ma non di ultima importanza, su instagram abbiamo indetto un giveaway perché anche uno di voi potesse beneficiare di un estrattore. Trovate alla fine del post il vincitore! (altro…)

Burri di frutta secca al matcha, cacao e gingerbread // Flavored Nut Butters

This post was made in partnership with Panasonic

(English below) Quest’anno siamo state davvero latitanti qui sul blog – i motivi sono quelli di cui vi parliamo da mesi: i lancio e la totale dedizione al libro, l’università per Marta e l’ufficio per Mimma, la stesura di ricette per lavoro propriamente detto, una serie di altri lavoretti iniziati nel corso dell’anno e qualche motivo personale di cui, prima o poi, ci decideremo a parlare.

In questo lasso di tempo, abbiamo continuato a cucinare, a volte con più enfasi di prima, altre un po’ distrattamente. Abbiamo messo un po’ freno all’acquisto ossessivo-compulsivo di ricettari e speso una quantità di soldi più alta del previsto in piante e fiori. Ci siamo anche iscritte in palestra, sperando che questa avventura non termini alle prime due settimane come l’anno scorso ma, piuttosto, di essere costanti. E dobbiamo davvero dirlo: le nostre giornate, se prima costellate da talmente tanti attimi di serenità e quasi noia, sono diventate così piene che in qualche momento ci capita di rimpiangere quei momenti di nullafacenza.

Proprio per via del nostro essere sempre “in a hurry”, a volte di capita di avere davvero poco tempo per concederci un pasto ben pensato come vorremmo o anche semplicemente di preparare qualcosa di goloso per quando ne abbiamo bisogno. È da questo che è nata la necessità di ideare questi burri di frutta secca di vari gusti realizzati con il nostro food processor Panasonic: sono decisamente perfetti da usare come base per una bevanda calda senza dover impazzire per cercare mille ingredienti fra uno sportello e l’altro ma anche semplicemente da spalmare su una bella fetta di pane di farro o senza glutine per una colazione veloce ma decisamente non triste.

Abbiamo pensato a tre gusti. Il primo è un burro di macadamia al matcha e vaniglia: nelle mattine nelle quali la più piccola di noi ha lezione alle 8.00 e svegliarsi alle 6.00 è imperativo (e dovendo fare un po’ tutto di corsa, perché guai ad uscire più tardi delle 7.15 visto il rischio di trovarsi imbottigliati nel traffico o di perdere la metropolitana), difficilmente riesce a mettere qualcosa sotto i denti. Sebbene infatti la colazione rimanga il suo pasto preferito, mangiare di fretta e sotto stress per poi digerire male non è un’opzione – ed è qui che il burro di macadamia al matcha è la sua soluzione: frullato per qualche secondo con acqua calda (ma non bollente!), le permette di mettere un po’ di grassi e sana caffeina nello stomaco senza difficoltà così da riuscire a reggere le prime ore senza addormentarsi e poi mangiare qualcosa a metà mattina. Per un boost in più, abbiamo aggiunto un po’ di maca e ashwagandha.

Il secondo è un burro di noci pecan al gingerbread, quindi speziato con cannella, zenzero, chiodi di garofano e cardamomo: non c’è niente di meglio di spezie calde come queste ora che si avvicina il Natale. Anche questo si può tranquillamente frullare con dell’acqua calda e magari un goccio di caffè per una bevanda che possa coccolare in queste prime giornate di reale freddo, ma noi lo abbiamo anche adorato come topping per il porridge e lo abbiamo persino usato per condire pancakes e french toast!

Ultimo ma non ultimo, il preferito della più grande di noi: la crema spalmabile di anacardi con cacao e datteri: se la più piccola di noi al mattino presto ha lo stomaco chiuso, la più grande non riesce davvero ad uscire da casa senza aver messo i denti su qualcosa. Perciò, quando ci siamo dimenticate di preparare dello yogurt di anacardi o non abbiamo comprato il nostro yogurt di cocco preferito e c’è davvero poco tempo sia per preparare un porridge che persino per sbucciare un avocado, la versione sana e rivisitata di pane e crema al cioccolato (non c’è neanche bisogno di nominarla…) è l’opzione perfetta. Inoltre, si tratta di una crema dolcificata esclusivamente con 2 datteri: il resto della dolcezza viene dagli anacardi e dalla vaniglia, non c’è bisogno di aggiungere zuccheri! E ovviamente, non stiamo neanche a dirvi che salvezza sia quando alla fine di una giornata dura, sappiamo di avere un vasetto di questa in frigo… (altro…)

Scones alle mandorle senza farina // Grain free almond scones

In questi anni, il nostro rapporto si è consolidato più di quanto avremmo mai immaginato e sperato. Abbiamo trasformato una caduta, un piccolo momento difficile, in qualcosa di prezioso e unico. C’è sempre stato un bel rapporto fra di noi, una sorta di cordone ombelicale invisibile mai spezzato. Quell’appartenersi l’un l’altra come se ci fosse ancora qualcosa di fisico ad unirci e, perciò, il trovare serenità soltanto quando eravamo vicine. È qualcosa che non sappiamo esprimere a parole, ma possiamo spiegarla attraverso piccoli gesti, come il riuscire a prendere sonno immediatamente e serenamente soltanto riscaldando il piede tra quelli dell’altra.

La cucina ci ha unito. Questo blog ci ha unito. Il confrontarci, l’avere gusti simili, il fare qualcosa insieme, trasformarlo in una passione e condividere questa, trascorrendo inevitabilmente la maggior parte del nostro tempo insieme. È per questo che per noi, ormai, la festa della mamma è una convenzione, semplicemente una scusa per stare di più insieme e per creare momenti da inserire nella nostra galleria sentimentale dei ricordi. Perché in realtà non abbiamo bisogno di un giorno specifico per dimostrarci o ricordarci quanto ci vogliamo bene, perché lo facciamo ogni giorno.

Delle due, la più grande di noi è sicuramente la più romantica. Quella che chiede pancakes a forma di coniglietto il giorno di pasqua e che usa emoticon con gli occhi a cuoricino per ogni cosa. Considerando anche che è quella che predilige i dolci in casa e che difficilmente riesce a sopravvivere la mattina senza qualcosa di dolce, gli stampi a cuore della nuova linea di Le Creuset che abbiamo avuto il piacere di poter testare si sono rivelati perfetti: a parte che, va beh, inutile dire che Le Creuset è una garanzia, gli stampi valgono davvero ogni singolo centesimo di ciò che spenderete e vi dureranno anni. Sono estremamente resistenti e facili da lavare, perfetti anche per la mamma che, dopo essere stata festeggiata con un dolcetto, poi si troverà inevitabilmente a fare i piatti.

Tornando un attimo a ciò che stavamo dicendo a proposito della festa della mamma, nonostante abbiamo scritto quanto per noi sia ogni giorno, ci piace comunque festeggiarla, preparare qualcosa di buono e sorprendere e farci sorprendere da un piccolo regalo inaspettato (sì, Mamma, ti ho comprato una cosina) o da un mazzo di fiori. Quando ho dovuto perciò pensare a qualcosa di diverso dal solito da cucinare che fosse buono e, allo stesso tempo, sano e perfetto per la prima colazione. Quello che ne sono venuti fuori sono degli scones deliziosi, dal sapore intenso di mandorle e senza farina e cereali (perciò anche senza glutine). Abbiamo aggiunto pochissimo sciroppo d’acero grazie al naturale retrogusto dolce della frutta secca e, proprio perché risultano già adeguatamente dolcificati da soli (per lo meno, per i nostri gusti), vi consigliamo di servirli con della composta di frutta non dolcificata o dal gusto acidulo (in alternativa ai mirtilli, una di lamponi sarebbe davvero perfetta). Altrimenti, aggiungete una manciata di frutti di bosco o cranberries (ma, volendo, anche del cioccolato fondente…) all’impasto e serviteli direttamente così senza farcirli.  (altro…)

Torta vegana di mele, grano saraceno e yogurt // Vegan buckwheat + yoghurt apple cake

Ultimamente, le cose sembrerebbero andare estremamente bene. A parte un paio di progetti portati a fine termine dei quali vi parleremo prestissimo, la notizia che ha fatto brillare il nostro weekend è stata quella di essere finaliste nella sezione “HEALTHY” ai Cucina Blog Awards indetti dal corriere. Quando abbiamo letto il nostro nome accanto a quelli di molti altri blogger che stimiamo così tanto e le cui foto ci fanno sempre sognare ad occhi aperti, non potevamo praticamente crederci. Essere arrivate a questo punto della gara è una soddisfazione veramente enorme per noi. E non potremmo non ringraziarvi: se abbiamo raggiunto questa meta è grazie a voi, a voi che ci avete seguite e spronate ad andare avanti in questi anni e a voi che ci avete nominate! Per questo, vi chiediamo un ultimo piccolo favore se vi piace quello che facciamo e credete in noi: collegatevi a questo link ed esprimete una preferenza per ciascuna categoria (è necessario esprimerla per ogni categoria per poter votare), selezionando “Naturalmente buono” nella categoria Healthy.

Per il resto, anche tutto il resto sembrerebbe andare per il verso giusto. Unico piccolo grande neo, la digestione (o, per essere più precisi, la salute intestinale) di me, Marta, in questi giorni, non è esattamente delle migliori. Tendenzialmente, non becco mai un’influenza – davvero, questo inverno non ho preso una febbre e/o un raffreddore – e i miei unici “acciacchi” sono dovuti a qualche sporadico attacco di colite che, ormai ho imparato a gestire piuttosto bene. Ma qui si tratta di tutt’altra cosa: mi sveglio la mattina con un forte dolore sotto lo sterno e, l’unico pasto che, più o meno, riesco a tollerare è la colazione. Per il resto, qualsiasi cosa mangi (persino una foglia di finocchio, per dire) mi provoca un terribile bruciore allo stomaco che fatica ad andar via. E persino non mangiare non è un’opzione perché: 1) sono una di quelle persone che ha bisogno di almeno 3 pasti solidi durante il giorno altrimenti inizia davvero a sentirsi male, 2) non mangiare mi porta, inevitabilmente, alla fame. E se provo ad ignorarla, si presentano gli stessi sintomi che mi tormentano quando mangio qualcosa. Gli unici momenti durante i quali questo dolore si affievolisce (anche se non scompare mai) sono i momenti durante i quali non sono a casa. Ah, e l’unica cosa che allevia i miei problemi è il caffè, che avevo smesso di bere da 2 anni e che, adesso, sento il bisogno di bere 2 volte al giorno per riuscire a stare un po’ meglio. Buffo, eh? Onestamente, sono davvero preoccupata. Ho già programmato esami del sangue e per le intolleranze alimentari, ma non riesco ad essere veramente tranquilla. Sappiamo bene di non parlare spesso di queste cose qui sul blog, ma le cose non sono sempre limpide e, poiché questo è il nostro spazio, sentiamo il bisogno di essere delle persone vere tutto il tempo: è bello condividere foto di viaggi e di piatti colorati su instagram, ma la vita non è soltanto questo.

Dopo il piccolo sfogo, veniamo a questa torta qui che, per fortuna, abbiamo preparato qualche giorno prima che i problemi della più piccola di noi diventassero così invasivi e, in questo modo, anche lei è riuscita ad assaggiarla e stupirsi per quanto fosse buona. Probabilmente lo abbiamo già detto, ma non è una tipa da dolci e non è difficile che tutti i suoi pasti durante la giornata siano salati, con l’eccezione dello sporadico porridge con frutta fresca. Ma questa torta: è talmente buona che ne ha mangiate almeno tre fette e il nostro uomo di casa ha dovuto contenersi per non finire la teglia in una volta sola. Anche perché, diciamocelo, la maggior parte dei dolci vegani sono stratosferici e lussuriosi: torte crude al cioccolato e ai mirtilli (non abbiamo mai incontrato nessuno, neanche il tradizionalista più convinto, che non apprezzasse questo tipo di torte), mousse al cioccolato e avocado, brownies, energy balls… Però, ogni tanto, sentiamo il bisogno di qualcosa di più semplice e classico e, in questi casi, solo una cosa ci può soddisfare: una buona fetta di torta di mele. Abbiamo usato fiocchi d’avena senza glutine e farina di grano saraceno per renderla nutriente, integrale e ricca di fibre. Inoltre, dolcificandola con zucchero di datteri (datteri disidratati e macinati finemente, in modo tale da ricordare uno zucchero scuro) e purea di mele, questa torta contiene naturalmente zuccheri senza bisogno di dover ricorrere ad altri dolcificanti. Per il resto, abbiamo usato un po’ del nostro yoghurt di anacardi per renderla soffice e legare bene il tutto e perché, onestamente, sognavamo da un sacco una torta allo yogurt. Qualora non doveste aver fermentato anacardi, qualsiasi yogurt vegetale non dolcificato (preferibilmente quello di cocco) andrà bene. L’effetto “zucchero a velo”, invece, è dato da un po’ farina di cocco (e non cocco rapé) spolverata sopra. (altro…)

Yogurt fermentato di anacardi // Cultured vegan cashew yogurt

Una delle cose più difficili da sostituire quando non si mangiano più latticini è, secondo noi, lo yogurt. Ok, è vero: se siete amanti e grandi consumatori dei latticini in generale e perciò anche dei formaggi, vi mancheranno anche quelli. Ma, a nostro avviso, di quelli dopo un po’ diventa facile fare a meno, dello yogurt di meno: basti pensare a tutto quello che si può fare con questo – salsine fresche per accompagnare piatti salati, usarne un paio di cucchiai per servire un crumble, usarlo nei prodotti da forno e, semplicemente, mangiarlo la mattina con un po’ di granola e frutta fresca per una colazione sana, saziante e che fornisca una buona dose di probiotici, indispensabili per la flora batterica intestinale.

Qualcuno di voi potrà dire: beh, facile, c’è lo yogurt di soia! Adesso, se avete mai assaggiato lo yogurt di soia, saprete che non è affatto la stessa cosa: è più un budino dal gusto non definito. Inoltre, tralasciando il fatto che spesso sia addizionato da zuccheri e addensanti e che non sappia realmente di yogurt, sappiamo tutti che non possiamo mangiare tutta questa soia a cuor leggero: oltre ad avere un forte impatto ambientale, infatti, non fa bene neanche al nostro stomaco. Quindi che si fa?

Recentemente, abbiamo trovato al Naturasì dello yogurt di cocco: buono, piuttosto sano (contiene solo latte di cocco, fermenti e giusto l’1% di amido di tapioca) e dal sapore molto simile a quello dello yogurt. È la soluzione? Lo potrebbe anche essere, se non fosse per il fatto che, per quanto ci riguarda, il cocco a lungo andare ci sdegna e un vasetto da 125g costa la bellezza di 2,30. Non sappiamo voi, ma per noi è un po’ proibitivo comprare tutto questo yogurt di cocco (considerando che la più grande di noi, specie dopo essere stata in astinenza da yogurt per un anno, da quando ha trovato la sua alternativa vegetale preferita consuma questo ogni mattina a colazione).

Quindi, qual è la soluzione per ottenere un ottimo yogurt vegano e senza lattosio? Ma gli anacardi, ovviamente! È vero, gli anacardi non sono economicissimi, ma con 5 euro riuscirete a produrre circa 6 vasetti di yogurt: decisamente molto più abbordabile dello yogurt di cocco. Troviamo, inoltre, che il sapore sia molto più “neutro” e buono, che sia decisamente più cremoso senza l’aggiunta di alcun tipo di amido e che si avvicini in modo realmente impressionante a quello tradizionale. Guardando online, abbiamo trovato ricette che prevedevano poca acqua e spesso l’aggiunta di sciroppi/zuccheri/frutta e succo di limone per bilanciarne ed imitare il sapore dello yogurt, ma noi volevamo un prodotto più leggero e che potessimo utilizzare senza problemi sia nel salato che nel dolce: tutto quello di cui abbiamo avuto bisogno sono stati anacardi non tostati, dell’acqua non filtrata, dei probiotici piuttosto potenti (li abbiamo acquistati tramite amazon, qui in Italia se ne trovano difficilmente così potenti, ma non preoccupatevi: aggiungete abbastanza capsule sino ad arrivare alla quantità di batteri previsti dalla ricetta. All’inizio potrà risultare un po’ costoso utilizzare tutti quei probiotici, ma dalla seconda volta in poi vi basterà utilizzare un po’ dello yogurt preparato in precedenza!) e un pizzico di sale. That’s it. Ma non potete immaginare quanto sia buono, parola nostra!

PS: Settimana prossima posteremo una torta strepitosa preparata con questo yogurt perciò, se non consumate latticini, non volete spendere chissà quanti soldi per lo yogurt di cocco o non volete usare dello yogurt di soia, vi consigliamo caldamente di iniziare a prepararlo! (altro…)

Brownies crudi di polpa di nocciole al peperoncino // Raw hazelnut pulp chili brownies

I nostri weekend sono scanditi sempre dalla solita routine: il sabato è il momento del mercato, di visitare la nonna che sta al mare. Abbiamo il tempo di un pranzo veloce, poi qualche commissione da sbrigare nel pomeriggio. La sera, invece, è scandita dall’interminabile ed estenuante lavaggio di tutti i kg di verdure comprate. Le domeniche sono più rilassanti: abbiamo il tempo per una colazione lenta ed abbondante (per ora siamo un po’ in fissa con i pancakes…ci vorrete forse biasimare?!), preparare cibo e prodotti affini essenziali per sopravvivere durante la settimana, sfornare il pane e, la sera, dedicarci un po’ a questo spazio.

Il mercato del sabato mattina è una di quelle cose alle quali non sappiamo proprio rinunciare, tanto che, talvolta, quando partiamo siamo sempre un po’ dispiaciute di mancare al nostro solito appuntamento. Ci piace girare fra gli stand dei produttori biologici e locali dai quali ci riforniamo sempre: abbiamo imparato a capire chi ha le carote più buone, chi i finocchi più teneri, chi i carciofi più saporiti. Compriamo sempre anche una buona quantità di frutta secca (mandorle, nocciole, noci…tutte Siciliane e ben più saporite di quelle già sgusciate nei pacchetti dei supermercati!) e una dose generosa di funghi per il nostro uomo di casa che sembrerebbe non poter fare a meno, ogni domenica, del nostro risotto con funghi, miso e tahin (sì, in questo modo riusciamo a spacciargli miso e tahin senza che si lamenti, anzi!).

Il sabato sera, inoltre, mettiamo in ammollo sempre una buona dose di nocciole e anacardi così da preparare latte e yoghurt per la settimana. La mattina dopo basta frullare (e filtrare e strizzare, nel caso delle nocciole) e il lavoro è praticamente fatto. In questo modo, ognuno è contento: c’è chi può fare colazione con porridge cotto nel latte di nocciole con un po’ di uvetta e vaniglia (o cannella) e chi, dall’altro lato, può godersi una tazza di yoghurt di anacardi con granola e frutta fresca. Perché si sa, la colazione è il momento più importante della giornata.

Proprio perché prepariamo una copiosa produzione di latte di nocciole e, per ottenere un prodotto “pulito”, è necessario filtrarlo, rimaniamo sempre con una buona dose di scarto delle nocciole che, di certo, non abbiamo intenzione di buttare: si tratta infatti di una “farina” piuttosto asciutta ricca fibre, resa estremamente digeribile dall’ammollo, ricca di proteine e ormai decisamente meno grassa di una comune farina di frutta secca. Quando vogliamo preparare qualcosa di diverso dai soli crackers salati (che sì, adoriamo, ma finiscono talmente presto da farci sbuffare), la impastiamo con un po’ di cacao e datteri così da avere una buona dose di dolcetti sani, nutrienti ma molto golosi da tenere in frigo per la settimana – e soddisfare, quando ne sentiamo il bisogno, quell’irrefrenabile bisogno di cioccolato -.

Prepararli è davvero semplice e gli ingredienti sono tutti complementari fra loro: la polpa di scarto del latte di nocciole viene utilizzata come base “farinosa”, i datteri dolcificano e aiutano a tenere insieme il tutto, il cacao rende tutto più ricco e goloso, crema e olio di cocco aggiungono un po’ di grassi (ricordate che la polpa di nocciole è fortemente de-grassata in questo caso!), il tahin bilancia la dolcezza e la maca aggiunge un po’ di superfoods che ci fanno sempre bene! (altro…)