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senza zuccheri raffinati

Preparazione dei pasti per la settimana // Meal prep for the week

Questo post è stato creato in collaborazione con Panasonic

“Meal prep”, di che si tratta? Del preparare una buona quantità di cibo che duri per 7 giorni e che aiuti a gestire i pasti infrasettimanali senza dover perdere troppo tempo in cucina quando di tempo, fra studio, lavoro ed altro, non ce n’è!

Da un paio di mesi, abbiamo imparato a dedicare un paio di ore della domenica per occuparci di questo piccolo “rito”. Capita che, alle volte, non riusciamo a farlo, dobbiamo ammetterlo. Ma quando organizziamo il nostro frigo con metodo e impegno, gestire i nostri pasti quotidiani e far conciliare il mangiar sano e, allo stesso tempo, veloce, con i nostri impegni diventa estremamente facile e ci sentiamo più rilassate.

Poiché ne abbiamo parlato più volte sul web, abbiamo finalmente deciso (fra, appunto, un impegno e l’altro), di dedicarvi un vero e proprio post qui sul blog. Con consigli su come conservare e ricette che permettano di potersi godere pasti sani, veloci e bilanciati per 7 giorni senza rinunciare a niente.

Fondamentale per il nostro meal prep, è stato l’ausilio degli elettrodomestici Panasonic (sapete che siamo molto trasparenti quando si tratta di partnership: è da un po’ che collaboriamo con questo brand e continuiamo a promuoverlo perché, in tutta onestà, ci troviamo veramente bene, i prodotti sono davvero di alta qualità e il rapporto con i prezzi è ottimo!): questi ci hanno infatti consentito di preparare pasti sani e nutrizionalmente bilanciati senza però dover spendere troppo tempo. Il microwave ci ha aiutato per le cotture veloci e le diverse impostazioni (cottura, riscaldamento, vapore e grill) che ci hanno permesso di ottenere tanti modi di cucinare diversi. L’estrattore è stato invece grande di grande ausilio per zuppe e un velocissimo latte di cocco homemade (senza bisogno di alcuna garza!). Ancora, l’hand blender – che ha sia una ciotola per tritare che un boccale per frullare – è stato l’ideale per tagliuzzare e impastare in pochi secondi e senza sporcarci troppo le mani in un lasso di tempo limitato!

In questo post, abbiamo incluso nella sezione seguente qualche opzione per i nostri lettori vegetariani e vegani e idee in più da tenere a portata di mano o per rendere i propri pasti ancora più sazianti. Vi lasciamo dunque alla lettura!

Meal prep

"Meal prep", di che si tratta? Del preparare una buona quantità di cibo che duri per 7 giorni e che aiuti a gestire i pasti infrasettimanali senza dover perdere troppo tempo in cucina quando di tempo, fra studio, lavoro ed altro, non ce n'è! Scopri di più (insieme a 12 ricette facili per la settimana) nel post sul blog che abbiamo creato con Panasonic Italia 😉🥑 scoprite di più qui: https://www.naturalmentebuono.com/2018/10/preparazione-dei-pasti-per-la-settimana-meal-prep-for-the-week.html #panasonickitchen #experiencefresh #handblenderMXS401 #microwaveNNGD38

Pubblicato da Naturalmente buono su Lunedì 22 ottobre 2018

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Pane con burro di mandorle e fichi // Almond butter + fig bread (Grain free, Paleo, Sugar free)

La più piccola di noi è appena tornata da due settimane immersa nel blu del mare pugliese e, dopo quindici giorni di meritato relax, giri fra le spiagge del Salento e mille altre esperienze che l’hanno fatta tornare a casa con un enorme sorriso stampato sulle labbra, i capelli ricci e una leggera abbronzatura dorata, una delle prime cose che doveva necessariamente fare era mescolare un paio di ingredienti in una grande ciotola, metterli in uno stampo per plumcake e sfornare una torta deliziosa.

Il caso, poi, vuole che proprio oggi stia piovendo (il che significa temperature più basse e la possibilità di accendere il forno senza un mancamento) e un vasetto del migliore burro di mandorle di sempre arrivato qualche settimana fa grazie ad un pacchetto di Indigo Herbs pronto ad aspettarci in dispensa. Adocchiati poi dei fichi ciccioni, succosi e dolcissimi, già in testa si era figurato l’aspetto di un pane rustico e fantastico che doveva essere messo in atto.

Trattenersi dal mangiare tutta quella meraviglia di burro di mandorle crude è stato davvero, davvero difficile, ma è stato per una buona causa. La torta infatti è venuta una meraviglia, morbida e perfetta per la colazione, con un delicato aroma di mandorle che si sposa alla perfezione con i fichi dolci e carnosi senza essere stucchevole grazie all’assenza di dolcificanti. Abbiamo aggiunto anche un paio di fichi secchi (di quelli raccolti durante la vacanza in Salento e poi essiccati dolcemente al sole) all’impasto per rendere il tutto più gradevole e i sapori più rotondi ed, effettivamente, possiamo dire che è stata una saggia scelta.

Gli ingredienti sono davvero basici: burro di mandorle, farina di cocco (quella secca e assorbente), latte vegetale, uova biologiche, fichi e un pizzico di bicarbonato. That’s it! Super sana, ricca di proteine e grassi buoni e con un bassissimo indice glicemico. Convinti?! (altro…)

Porridge di carote e frutta secca, senza cereali // Grain free carrot oatmeal

Lo sappiamo, lo sappiamo: non scriviamo da queste parti da davvero troppo tempo. Sarà che ultimamente ci siamo affidate ad instagram, che è più veloce ed immediato, e, viste le nostre giornate decisamente piene, si rivela essere il motore più adatto per continuare a parlare di cibo e a condividere ricette nonostante la frenesia del momento.

Questo continua ad essere però il nostro spazio preferito, quello dove possiamo buttare giù righe e righe senza alcun problema, sproloquiare e condividere in maniera profonda il nostro amore per il cibo.

E siccome oggi è stata una di quelle giornate da dimenticare, tra un iPhone caduto due volte (e, per due volte, graffiatosi), un paio di discussioni, una caffettiera bruciata e lacrime varie, il modo migliore per scaricare tutto quello stress è rifugiarsi in questo spazio che ci sta tanto caro.

Qualche giorno fa abbiamo ricevuto una bella box da parte di Frutta Web (che, se non conoscete, dovete assolutamente conoscere – spediscono frutta e verdura freschissima e davvero particolare, da quella biologica a quella esotica, in pochi giorni direttamente a casa vostra!) contenente radici miste (carote bianche, carote viola, patate viola), germogli e fiori eduli, così fresca e ricca di colori (e sapori!) da mozzare davvero il fiato. Tra i vari ingredienti e le mille cose che avremmo voluto preparare, appena abbiamo visto le carote bianche e quei delicatissimi fiori, un pensiero fisso si è situato nella nostra testa: un porridge. Però non di avena (che, di questi tempi, non consumiamo), ma proprio di carote. Con cocco e mandorle, per esaltare il gusto dolce e aggiungere una sfumatura di spore nocciolata. Con tanti fiori eduli e frutti di bosco sopra. Insomma, un bel modo per fare il pieno di verdure fin dal mattino, aggiungendo grassi buoni e proteine vegetali…cosa si può chiedere di più?

Il risultato è stato un porridge cremosissimo, così naturalmente dolce (grazie ad ingredienti che, di loro, conferiscono dolcezza) che non abbiamo davvero sentito il bisogno di aggiungere niente che lo dolcificasse ancora di più.

Altro bonus point? Visto che è estate e la voglia di ciotole calde diminuisce (ma non sparisce del tutto, sbagliamo?!), potete tranquillamente cuocere il porridge e poi metterlo in frigo per mangiarlo freddo la mattina dopo! Sarà ugualmente buonissimo e più adatto al caldo di questi giorni. (altro…)

Superfood drinks con erbe adattogene // 3 Adaptogenic Tonics

(English recipes below) Se ci seguite sul nostro profilo instagram avrete probabilmente notato quanto, negli ultimi tempi, abbiamo perso la testa per gli adattogeni e le bevande calde e avvolgenti. È da un bel po’ di tempo, ormai, che alla nostra routine quotidiana si è aggiunta una tazza di matcha alla mattina e, se siamo a casa e possiamo perciò concederci le cose con calma e tranquillità, un’altra “pozione” – preferibilmente, nel pomeriggio, senza caffeina.

Ma, cosa sono gli adattogeni? Si tratta di erbe, o, come nel caso di chaga e reishi, di funghi medicinali, dal valore nutritivo estremamente concentrato e potente, in grado di aumentare e migliorare le condizioni psicofisiche. Il che significa che, se soffrite di sbilanciamenti ormonali, avete bisogno di qualcosa che migliori le vostre prestazioni, siete spesso sotto tono o, ancora, state affrontando un momento particolarmente stressante della vostra vita, potrebbe decisamente una buona idea e di grande aiuto iniziare ad introdurle.

Prima di iniziare, una premessa è importante: gli adattogeni sono diversi per tutti – il che significa che ciò che può essere estremamente utile per qualcuno, potrebbe essere poco tollerato da un altro. Altra grande nota da fare è che, come abbiamo scritto sopra, queste erbe o funghi sono estremamente potenti. Il che significa che non bisogna mai esagerare con le dosi consigliate solo perché si tratta di qualcosa di naturale e che, soprattutto, bisogna introdurle gradualmente (iniziate sempre con 1/4 di cucchiaino ed aumentate pian piano senza mai superare 1 o 2 cucchiaini al giorno, in base all’erba che state usando) perché il proprio corpo possa apprezzarne i benefici. Ancora, gli adattogeni funzionano quando usati con costanza: non aspettarvi che da un giorno all’altro possano immediatamente cambiare le carte in tavola. Ultimo, ma decisamente non ultimo: la qualità è tutto. È per questo che noi abbiamo deciso di usare i prodotti di Erbavoglio: sono biologici, di prima scelta e, soprattutto, le persone che ci sono dietro sono competenti ed estremamente preparate.

Le ricette di oggi, perciò, sono delle bevande confortanti per poter integrare queste potenti erbe nella propria routine quotidiana: il primo è un “tonico” speziato con cannella, zenzero, cardamomo e vaniglia e reso estremamente potente grazie all’he shou wu, una radice usata da sempre nella medicina cinese per contrastare i segni dell’invecchiamento e gli stati d’ansia e nervosismo, e al tribolo, erba adatta a regolare gli ormoni, sia per le donne che per gli uomini. Il secondo è il nostro “go-to” matcha latte reso ancora più verde grazie alla moringa, superfood ricchissimo di ferro e proteine, e reso più dolce grazie a cannella e vaniglia. Infine, una cioccolata ai funghi medicinali, con chaga e reishi, entrambi grandi alleati del sistema immunitario, e mesquite, una radice naturalmente dolce ed un basso indice glicemico. (altro…)

Cookies al tahini, cocco e cioccolato // Tahini + coconut chocolate chip cookies (Vegan, Paleo, Low Sugar)

Ormai 10 anni fa, quando ancora l’esistenza dell’hummus ci era sconosciuta e i burri di frutta secca non erano all’ordine del giorno, la più grande di noi spuntò a casa con un vasetto di una crema scura e molto densa. Aveva letto che faceva molto bene e aveva deciso di mangiarla a colazione la mattina, spalmata sul pane insieme alla marmellata al posto del burro. Sul barattolo di vetro stava scritto “tahini” ed il sapore era così intenso e amaro che la più piccola di noi neanche osava avvicinarcisi.

Dieci anni dopo e mille cose cambiate, se ci fosse un premio per questa categoria, la più piccola di noi vincerebbe sicuramente il primo posto nella classifica dei “più grandi consumatori di tahini”. Per chi non sapesse di cosa si tratta, è un burro di frutta secca a base di semi di sesamo ed è, seriamente, una delle cose dalle quali abbiamo più dipendenza. Dovrebbero venderlo con un’etichetta con su scritto “attenzione: crea dipendenza”.

Negli anni abbiamo imparato a conoscere bene questo ingrediente, a renderci conto che il tahini chiaro è infinitamente più buono di quello scuro (molto più versatile, meno amaro e si presta benissimo sia al dolce che al salato), ad essere schizzinose e ricercare sempre quelli più lisci e meno granulosi, ad amarlo così tanto da mangiarlo semplicemente con la verdura cruda (ma anche a cucchiaiate). Un’altra cosa della quale ci siamo rese conto è che, in versione dolce, la morte sua è con il cioccolato (e anche con le banane, diciamocelo).

Siccome ultimamente il processo creativo in cucina è più alto che mai – e, di pari merito, la nostra dipendenza da tahini è alle stelle – abbiamo pensato che fosse arrivata l’ora di metterci all’opera per creare i biscotti al tahini più buoni di sempre e che fossero adatti alle nostre esigenze, ovvero deliziosi ma con un basso contenuto di zuccheri. Per ovviare a questo, abbiamo usato l’eritriotolo: un dolcificante dall’aspetto e dal sapore pressoché identico allo zucchero di barbabietola, se non per il fatto che ha un indice glicemico pari a zero e va benissimo anche per i diabetici o per chi sta cercando di ridurre il contenuto di zucchero nella propria alimentazione. Cosa super importante, poiché qui ci preoccupiamo sempre di promuovere un’alimentazione sana, l’eritritolo non è un dolcificante sintetico e malefico come l’aspartame ma, piuttosto, deriva dalla fermentazione del mais. Se vi viene difficile recuperarlo, potete usare tranquillamente dello zucchero di cocco. Per il resto, abbiamo usato burro di cocco (non olio!) per naturale dolcezza, un pizzico di vaniglia che ci sta sempre bene e poco arrowroot per tenere insieme il tutto. E ovviamente, cioccolato. Tanto, tantissimo cioccolato. Ne sono venuti fuori dei biscotti così buoni che nel giro di 5 giorni li abbiamo preparati (e divorati) la bellezza di 3 volte. Non fateveli sfuggire! (altro…)

Cioccolatini ripieni con nocciole e noci macadamia // Macadamia + hazelnut chocolate truffles (Vegan, Paleo, Low Sugar)

(English version below) San Valentino non è una di quelle “festività” particolarmente rilevanti a casa nostra. Non che abbiamo qualcosa in contrario, semplicemente la più piccola di noi che non ha mai avuto qualcuno con il quale condividerlo (sono una 20enne indipendente e, più o meno, contenta) e la più grande di noi, sebbene siano ormai quasi 21 anni che è sposata con il nostro uomo di casa, non è mai stata abituata a “festeggiarlo”.

Sappiamo però di non poter fare di tutta l’erba un fascio e che, nonostante noi ci limiteremo ad infornare un dolce, magari regalarci a vicenda un mazzo di fiori e guardare per l’ennesima volta Eternal Sunshine of the Spotless come da rito (oggi sono la bellezza di 14 anni dal San Valentino di Joel Barrish nella gelida spiaggia di Montauk), molti altri, invece, si regaleranno scatole di cioccolatini e passeranno una serata romantica insieme.

Qualche settimana fa noi abbia ricevuto il nostro “regalo di San Valentino”: una scatola piena di meraviglie (o almeno, il nostro genere di meraviglie) direttamente da Erbavoglio. Tra i mille adattogeni e funghi medicinali di cui vi parleremo presto – abbiamo proprio intenzione di fare un post sulla nostra esperienza con questi, ma ci vuole un po’ di tempo – abbiamo trovato anche una busta di noci macadamia e della stevia scura.

Ultimamente abbiamo una vera e propria passione per le noci macadamia: sono burrose, cremosissime e le infiliamo ovunque: le usiamo per fare lo yogurt, le mangiamo come snack, le frulliamo per farle diventare salse e, ovviamente, ci prepariamo un sacco di dolci. Perciò non potevamo non includerle nel nostro dolce di San Valentino.

E dolce di San Valentino è uguale ad una sola cosa, ovvero il cioccolato. Ci sono voluti pochi e semplici altri ingredienti (nocciole, cacao crudo, cocco e stevia scura – perfetta per mantenere bassissimo l’indice glicemico e concedersi anche un secondo cioccolatino a cuor leggero) per mettere insieme questi cioccolatini ripieni dal cuore cremoso e dall’esterno croccante. Perché se bisogna festeggiare, bisogna farlo con tutto l’amore possibile.  (altro…)

Waffles di mandorle e mesquite // Mesquite + almond grain free waffles (Paleo, Vegan)

(English recipe below) Abbiamo in cantiere la ricetta di questi waffles da ormai almeno 6 mesi ma, fra un impegno, la necessità di postare prima altre ricette, la pigrizia e la latitanza che ci hanno accompagnato nei mesi precedenti e delle foto che ci scordavamo sempre di scattare, abbiamo procrastinato fino ad oggi prima di condividerla qui con voi sul blog.

Come abbiamo anticipato sul nostro profilo instagram all’inizio della settimana, negli ultimi mesi abbiamo stravolto la nostra dieta al fine di risolvere alcuni problemi di salute (tra cui i ricorrenti fastidi di me, Marta, se ricordate i post in cui lamentavo forti difficoltà digestive). Dopo aver fatto analisi approfondite e aver consultato medici, nutrizionisti ed esperti, quello che ne è venuto fuori è che una dieta ricca in cereali e legumi come quella vegana che stavamo entrambe adottando, non era esattamente l’ideale per noi e che, piuttosto, poteva essere uno dei fattori influenti di quei problemi. Ne parleremo meglio in un altro post, dove spiegheremo nel dettaglio quelli che sono stati i nostri problemi e come (e quanto difficile sia stato) dover cambiare la nostra dieta. Questo come preambolo per dire che una delle cose da cui abbiamo tratto più beneficio è stato il ridurre drasticamente il nostro consumo di cereali (non carboidrati, attenzione!) in favore di grassi buoni. Allo stesso tempo, sebbene la nostra dieta non sia più esclusivamente plant-based, cerchiamo di mantenere gran parte delle nostre ricette e almeno uno o due dei nostri pasti quotidiani vegan pur adattandole al nuovo stile alimentare.

Questi waffles sono nati ben prima di questo grande cambiamento, ma avere la certezza di una ricetta deliziosa e già testata che non ci facesse “mancare niente” è stato decisamente di conforto. Se poi siete lettori o lettrici frequenti di questo blog, saprete sicuramente quanto la colazione sia il nostro pasto preferito e quello a cui, molto probabilmente, teniamo in assoluto di più in tutta la giornata (non si dice “iniziare col piede giusto” mica per niente, no?!).

I nostri nuovi waffles to-go sono a base di farina di mandorle, un po’ di arrowroot, semi di lino e polvere di mesquite, ovvero baccelli della pianta di Mesquite polverizzati che hanno un naturale sapore dolce e che consentono di aggiungere dolcezza pur avendo un indice glicemico basso e mantenendo i waffles senza zuccheri aggiunti in quanto si tratta di un dolcificante integro (un po’ come i datteri, che conservano ancora polpa e fibre) e non estratto o raffinato. Qualora non doveste averla sotto mano, potete tranquillamente sostituirla, come vi consigliamo nelle note, con zucchero di cocco o di datteri. Sono profumati con un tocco di vaniglia (che non riusciamo mai ad escludere dai nostri dolci…è troppo buona!) e, per legare il tutto, abbiamo usato semplicemente un po’ di latte di mandorle e un goccio di olio di cocco. Sono perciò totalmente grain free, senza glutine e paleo pur restando vegan e senza zuccheri aggiunti: insomma, buoni, sani e adatti a tutti! (altro…)

Biscotti al cocco e cioccolato // Coconut chocolate cookies

Questo post è stato creato in collaborazione con Zucchi

(English version below) Siamo soltanto noi o anche in voi, quando arriva il periodo natalizio, cresce a dismisura il bisogno biscotti (non torte, non muffins, ma proprio biscotti)? Non riusciamo a farne a meno, spesso con la prospettiva di girare con un pacchetto di biscotti misti in borsa da regalare al fortunato/a del giorno. Abbiamo già iniziato a preparare i nostri classici biscotti al cioccolato e arancia, quelli dei quali parliamo sempre e dei quali abbiamo finalmente condiviso la ricetta sul nostro libro, e poi ancora biscotti allo zenzero, lebkuchen e questi biscotti al cocco e cioccolato. E poi diciamocelo: preparare e regalare un pacchetto di biscotti significa regalare (e regalarsi) un angolo di tranquillità, la possibilità di coccolarsi con una tazza di infuso insieme ad un biscotto in un pomeriggio freddo.

Da un paio d’anni siamo ossessionate dal cocco nei dolci (probabilmente, da quando abbiamo iniziato ad usare l’olio di cocco e non abbiamo più smesso) e se c’è una cosa che adoriamo di Dicembre e del Natale, è che questa ossessione sembra quasi giustificata e nessuno può lamentarsene (ma davvero esiste qualcuno che si lamenta del cocco nei dolci?!). Perciò che ci fossero anche dei biscottini dove il cocco fosse protagonista nei nostri pacchetti regalo era imprescindibile, e così sono nati questi biscotti.

Impastati in un momento di noia, dopo aver discusso distrattamente della voglia di preparare un nuovo tipo di dolcetti al cocco, questi biscotti sono risultati talmente buoni e vincenti da averli infornati una quantità esagerata di volte nel giro di pochi giorni: hanno una base di farina di farro e cocco rapé, sono dolcificati naturalmente con dello sciroppo d’acero e profumati con un tocco di vaniglia (ma devono gran parte della loro dolcezza al cocco) e resi morbidi con dell’olio di vinacciolo Zucchi, un olio leggero e delicato, olio delicato perfetto da utilizzare quando non si ricerca il sapore forte dell’olio d’oliva e il profumo invadente dell’olio di cocco. Infine, siccome sempre di cocco stiamo parlando, una colata di cioccolato sopra era decisamente obbligatoria.  (altro…)

Tartufi vegan al cocco e cioccolato bianco // Vegan white chocolate + coconut truffles

(English recipe below) Senza neanche programmarlo, abbiamo trascorso tutta la settimana insieme in quanto la più grande di noi si è trovata a far fronte ad una brutta sciatica che, in questi giorni, l’ha tenuta bloccata a letto e incollata di fronte allo schermo dell’iPad e a Netflix, cosa che l’ha inevitabilmente portata a sognare (di notte – uno dei pochi momenti che non ha passato guardando serie tv -) di essere la compagna di Neal Caffrey e di andare a New York. A dirla tutta, mentre io, Marta, lavoro a questo post, lei continua a guardare indisturbata il suo White Collar (credo sia arrivata dalla seconda alla quarta stagione in appena 5 giorni). Mi pento ancora di averle insegnato come aprire Netflix sul suo tablet.

Ma veniamo a questi bon bon. Come probabilmente avrete capito dai post precedenti, una cosa che non può mancare mai a casa è qualcosa di dolce (e rigorosamente fatto in casa): non importa che sia una torta, dei biscotti o delle semplici barrette, ci deve essere. Un po’ perché se dovessimo avere un ospite inaspettato ci dispiacerebbe davvero non avere qualcosa da offrire, un po’ perché la più grande di noi sembra essere rassicurata dalla sicurezza che, in uno di quei momenti in cui ha soltanto bisogno di mettere sotto i denti un dolcetto, questo ci sia.

Abbiamo iniziato a preparare questi tartufini proprio per questo motivo: eravamo rimaste senza nulla e avevamo voglia di preparare qualcosa di facile e senza stress. La prima versione che abbiamo provato, ispirata da questa, era a base di cocco rapé, anacardi, burro di cacao e dolcificata con lo sciroppo d’acero. La seconda volta, invece, abbiamo voluto provare qualcosa di un po’ più “fancy” sostituendo lo sciroppo d’acero con lucuma e mesquite (noi abbiamo usato quelle GustoVivo, la qualità dei loro prodotti è decisamente superiore alla media di quelli che si trovano in giro) , delle “polverine magiche” che svolgono la funzione di dolcificanti senza però essere zuccheri aggiunti e avendo un basso indice glicemico. Se la prima volta, infatti, il sapore era più “autentico” e ricordava un po’ più quello di un cioccolato bianco vegan, la seconda abbiamo però ottenuto dei tartufi dal sapore più complesso e, secondo noi, più completo e con sfumature decisamente più interessanti, pur mantenendo, comunque, il richiamo al cioccolato bianco. Quanto alla mandorla pelata in mezzo, quella è totalmente facoltativa, ma se volete qualcosa che somigli tanto ai famosissimi  in commercio (credo abbiate intuito di quali stiamo parlando…), allora andate di mandorla!

La bellezza dei nostri tartufi, oltre al fatto che richiedono pochissimi ingredienti, è che la maggior parte della dolcezza deriva proprio dalla frutta secca, in quanto cocco e anacardi sono già piuttosto dolci senza bisogno di aggiungere altro. Quindi, oltre ad aver usato dolcificanti a basso indice glicemico, ne abbiamo utilizzato anche pochi: pochi zuccheri e decisamente tanto piacere. Questo teoricamente non dovrebbe significare che se ne possano 3 o 4 di fila, ma non vi neghiamo che noi lo abbiamo fatto, quindi basta chiudere un occhio e sembrerà di averne mangiato appena uno e mezzo (il che significa che, volendo, ci sarebbe spazio per ancora un altro…). (altro…)