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Preparazione dei pasti per la settimana // Meal prep for the week

Questo post è stato creato in collaborazione con Panasonic

“Meal prep”, di che si tratta? Del preparare una buona quantità di cibo che duri per 7 giorni e che aiuti a gestire i pasti infrasettimanali senza dover perdere troppo tempo in cucina quando di tempo, fra studio, lavoro ed altro, non ce n’è!

Da un paio di mesi, abbiamo imparato a dedicare un paio di ore della domenica per occuparci di questo piccolo “rito”. Capita che, alle volte, non riusciamo a farlo, dobbiamo ammetterlo. Ma quando organizziamo il nostro frigo con metodo e impegno, gestire i nostri pasti quotidiani e far conciliare il mangiar sano e, allo stesso tempo, veloce, con i nostri impegni diventa estremamente facile e ci sentiamo più rilassate.

Poiché ne abbiamo parlato più volte sul web, abbiamo finalmente deciso (fra, appunto, un impegno e l’altro), di dedicarvi un vero e proprio post qui sul blog. Con consigli su come conservare e ricette che permettano di potersi godere pasti sani, veloci e bilanciati per 7 giorni senza rinunciare a niente.

Fondamentale per il nostro meal prep, è stato l’ausilio degli elettrodomestici Panasonic (sapete che siamo molto trasparenti quando si tratta di partnership: è da un po’ che collaboriamo con questo brand e continuiamo a promuoverlo perché, in tutta onestà, ci troviamo veramente bene, i prodotti sono davvero di alta qualità e il rapporto con i prezzi è ottimo!): questi ci hanno infatti consentito di preparare pasti sani e nutrizionalmente bilanciati senza però dover spendere troppo tempo. Il microwave ci ha aiutato per le cotture veloci e le diverse impostazioni (cottura, riscaldamento, vapore e grill) che ci hanno permesso di ottenere tanti modi di cucinare diversi. L’estrattore è stato invece grande di grande ausilio per zuppe e un velocissimo latte di cocco homemade (senza bisogno di alcuna garza!). Ancora, l’hand blender – che ha sia una ciotola per tritare che un boccale per frullare – è stato l’ideale per tagliuzzare e impastare in pochi secondi e senza sporcarci troppo le mani in un lasso di tempo limitato!

In questo post, abbiamo incluso nella sezione seguente qualche opzione per i nostri lettori vegetariani e vegani e idee in più da tenere a portata di mano o per rendere i propri pasti ancora più sazianti. Vi lasciamo dunque alla lettura!

Meal prep

"Meal prep", di che si tratta? Del preparare una buona quantità di cibo che duri per 7 giorni e che aiuti a gestire i pasti infrasettimanali senza dover perdere troppo tempo in cucina quando di tempo, fra studio, lavoro ed altro, non ce n'è! Scopri di più (insieme a 12 ricette facili per la settimana) nel post sul blog che abbiamo creato con Panasonic Italia 😉🥑 scoprite di più qui: https://www.naturalmentebuono.com/2018/10/preparazione-dei-pasti-per-la-settimana-meal-prep-for-the-week.html #panasonickitchen #experiencefresh #handblenderMXS401 #microwaveNNGD38

Pubblicato da Naturalmente buono su Lunedì 22 ottobre 2018

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Pane con burro di mandorle e fichi // Almond butter + fig bread (Grain free, Paleo, Sugar free)

La più piccola di noi è appena tornata da due settimane immersa nel blu del mare pugliese e, dopo quindici giorni di meritato relax, giri fra le spiagge del Salento e mille altre esperienze che l’hanno fatta tornare a casa con un enorme sorriso stampato sulle labbra, i capelli ricci e una leggera abbronzatura dorata, una delle prime cose che doveva necessariamente fare era mescolare un paio di ingredienti in una grande ciotola, metterli in uno stampo per plumcake e sfornare una torta deliziosa.

Il caso, poi, vuole che proprio oggi stia piovendo (il che significa temperature più basse e la possibilità di accendere il forno senza un mancamento) e un vasetto del migliore burro di mandorle di sempre arrivato qualche settimana fa grazie ad un pacchetto di Indigo Herbs pronto ad aspettarci in dispensa. Adocchiati poi dei fichi ciccioni, succosi e dolcissimi, già in testa si era figurato l’aspetto di un pane rustico e fantastico che doveva essere messo in atto.

Trattenersi dal mangiare tutta quella meraviglia di burro di mandorle crude è stato davvero, davvero difficile, ma è stato per una buona causa. La torta infatti è venuta una meraviglia, morbida e perfetta per la colazione, con un delicato aroma di mandorle che si sposa alla perfezione con i fichi dolci e carnosi senza essere stucchevole grazie all’assenza di dolcificanti. Abbiamo aggiunto anche un paio di fichi secchi (di quelli raccolti durante la vacanza in Salento e poi essiccati dolcemente al sole) all’impasto per rendere il tutto più gradevole e i sapori più rotondi ed, effettivamente, possiamo dire che è stata una saggia scelta.

Gli ingredienti sono davvero basici: burro di mandorle, farina di cocco (quella secca e assorbente), latte vegetale, uova biologiche, fichi e un pizzico di bicarbonato. That’s it! Super sana, ricca di proteine e grassi buoni e con un bassissimo indice glicemico. Convinti?! (altro…)

Cookies al tahini, cocco e cioccolato // Tahini + coconut chocolate chip cookies (Vegan, Paleo, Low Sugar)

Ormai 10 anni fa, quando ancora l’esistenza dell’hummus ci era sconosciuta e i burri di frutta secca non erano all’ordine del giorno, la più grande di noi spuntò a casa con un vasetto di una crema scura e molto densa. Aveva letto che faceva molto bene e aveva deciso di mangiarla a colazione la mattina, spalmata sul pane insieme alla marmellata al posto del burro. Sul barattolo di vetro stava scritto “tahini” ed il sapore era così intenso e amaro che la più piccola di noi neanche osava avvicinarcisi.

Dieci anni dopo e mille cose cambiate, se ci fosse un premio per questa categoria, la più piccola di noi vincerebbe sicuramente il primo posto nella classifica dei “più grandi consumatori di tahini”. Per chi non sapesse di cosa si tratta, è un burro di frutta secca a base di semi di sesamo ed è, seriamente, una delle cose dalle quali abbiamo più dipendenza. Dovrebbero venderlo con un’etichetta con su scritto “attenzione: crea dipendenza”.

Negli anni abbiamo imparato a conoscere bene questo ingrediente, a renderci conto che il tahini chiaro è infinitamente più buono di quello scuro (molto più versatile, meno amaro e si presta benissimo sia al dolce che al salato), ad essere schizzinose e ricercare sempre quelli più lisci e meno granulosi, ad amarlo così tanto da mangiarlo semplicemente con la verdura cruda (ma anche a cucchiaiate). Un’altra cosa della quale ci siamo rese conto è che, in versione dolce, la morte sua è con il cioccolato (e anche con le banane, diciamocelo).

Siccome ultimamente il processo creativo in cucina è più alto che mai – e, di pari merito, la nostra dipendenza da tahini è alle stelle – abbiamo pensato che fosse arrivata l’ora di metterci all’opera per creare i biscotti al tahini più buoni di sempre e che fossero adatti alle nostre esigenze, ovvero deliziosi ma con un basso contenuto di zuccheri. Per ovviare a questo, abbiamo usato l’eritriotolo: un dolcificante dall’aspetto e dal sapore pressoché identico allo zucchero di barbabietola, se non per il fatto che ha un indice glicemico pari a zero e va benissimo anche per i diabetici o per chi sta cercando di ridurre il contenuto di zucchero nella propria alimentazione. Cosa super importante, poiché qui ci preoccupiamo sempre di promuovere un’alimentazione sana, l’eritritolo non è un dolcificante sintetico e malefico come l’aspartame ma, piuttosto, deriva dalla fermentazione del mais. Se vi viene difficile recuperarlo, potete usare tranquillamente dello zucchero di cocco. Per il resto, abbiamo usato burro di cocco (non olio!) per naturale dolcezza, un pizzico di vaniglia che ci sta sempre bene e poco arrowroot per tenere insieme il tutto. E ovviamente, cioccolato. Tanto, tantissimo cioccolato. Ne sono venuti fuori dei biscotti così buoni che nel giro di 5 giorni li abbiamo preparati (e divorati) la bellezza di 3 volte. Non fateveli sfuggire! (altro…)

Gelato mousse al cioccolato // Chocolate mousse nice cream

(English recipe below) È da decisamente troppo tempo che non ci facciamo vive da queste parti. Fra le valigie, la nostra piccola fuga a Praga (alla quale presto dedicheremo un post pieno zeppo di fotografie – al momento ne abbiamo contate una sessantina – e di consigli su dove andare a mangiare) e l’inevitabile lavoro da portare a termine previa scadenza una volta tornata a casa, non siamo riuscite a tornare qui sul blog prontamente quanto avremmo voluto. Ma adesso siamo qui con la ricetta migliore e goduriosa con la quale potessimo tornare qui sul blog.

Io, Marta, non sono mai stata una fanatica del gelato al cioccolato, non che il cioccolato in sé non mi piaccia (anche se recentemente abbiamo scoperto una piccola intolleranza..), ma il gelato non è mai rientrato fra i miei gusti preferiti. Piuttosto quello al pistacchio, quello allo yogurt e quello alla cannella, ma quello al cioccolato no. Tutto questo, chiaramente, prima di provare a farlo da noi nella sua versione vegetale.

Forse è strano il fatto che, nelle loro versioni vegetali, certi classici per i quali non siamo mai andate matte come, appunto, il gelato al cioccolato, ma anche la maionese (sì, non siamo ragazze da maionese, a meno che non si tratti di quella di anacardi) o il latte, acquistino tutt’altra sfumatura e si facciano amare particolarmente. Sarà forse dovuto al fatto che, seppur corpose e per niente “light”, le alternative vegetali risultano, per quanto ci riguarda, risultano sempre incredibilmente più facili da digerire. Per fare un esempio (che decisamente attinge a fatti realmente accaduti), siamo stati – noi due e l’uomo di casa – capaci di divorare l’intera quantità di questo gelato, in porzioni esattamente identiche, in tre. E no, non al posto della cena, ma semplicemente come dessert.

Non crediate però che quello che vi stiamo proponendo oggi sia un gelato “skinny” o poco ricco, anzi, tutt’altro: è talmente denso, ricco e cremoso da sembrare una mousse e fare quasi fatica a sciogliersi senza, però, essere un mattone. Anzi. L’uomo di casa (che è estremamente pignolo, ma lo si ama lo stesso) ne è andato talmente matto che, quando lo abbiamo rifatto per la seconda volta, ha continuato a tirar fuori la vaschetta nei due giorni successivi per mangiarlo come dessert ad ogni fine pasto, fino a spazzolarlo via completamente). Quindi sappiate che se siete intolleranti al lattosio/vegan/cercate un’alternativa al solito gelato a base casearia, questo è esattamente ciò che fa per voi e che non vi farà rimpiangere neanche per un secondo quello classico.

Grazie al burro di frutta secca (in questo caso, vi consigliamo caldamente quello di mandorle o di nocciole per un gusto che ricordi un po’ il “bacio”), al latte di cocco (usate quello intero!) e, chiaramente, ad un buon cioccolato fondente – per la cronaca, non si tratta di alcuna sponsorizzazione, ma noi usiamo il cioccolato al 75% della Vivani: è dolcificato con zucchero di cocco e troviamo che sia estremamente di qualità -, il vostro gelato avrà una cremosità tale da non poter essere paragonato ad altro se non ad una mousse. Questo gelato è così ricco che ne basta davvero poco per esserne soddisfatti, ma siamo seri: chi è capace di limitarsi ad una piccola porzione di fronte ad un gelato al cioccolato? (altro…)

Mini quiches di polenta con “ricotta” di macadamia e fiori di zucca // Polenta quiches with macadamia ricotta and squash blossoms

Scriviamo questo post un po’ in extremis, mentre siamo impegnate a non scordarci di mettere la crema solare in borsa e cerchiamo disperatamente il nostro iPod (nascosto chissà dove…), prima di metterci in macchina per la bellezza di 4 ore per trascorrere qualche giorno al mare. Giorni senza computer, senza dover rispondere alle mail, senza pensare a niente. Dopo gli ultimi mesi, così carichi di lavoro, stress ed impegni da tutti i fronti, era proprio quello di cui avevamo bisogno.

Per fortuna, nonostante ci riduciamo a fare sempre tutto all’ultimo, ieri abbiamo preparato un paio di cose (come queste barrette!) da mangiare da portarci dietro per sforzarci il meno possibile, passare poco tempo davanti ai fornelli e avere sempre cibo buono e sano a portata di mano. Oltre a snack per la prima colazione, abbiamo messo nella nostra borsa avocado (immancabili e indispensabili), un pane di semi senza glutine, i nostri pancakes di piselli, tante verdure e queste piccole quiches.

Prepariamo la”ricotta” di noci macadamia e anacardi che farcisce queste tortine da ormai un paio di mesi e non potremmo esserne più soddisfatte: è ricca, cremosa, leggermente acidula grazie al succo di limone e perfetta da mettere ovunque. È diventata una di quelle cose che non manca mai nel nostro frigorifero: la spalmiamo sul pane con qualche fetta di pomodoro, basilico e un goccio di aceto balsamico e la usiamo in una finta e molto approssimata parmigiana di melanzane che, però, anche il nostro uomo di casa, super tradizionalista, ha apprezzato.

Poiché i fiori di zucca sono troppo belli (e buoni!) per lasciarseli sfuggire – e adesso sono proprio di stagione -, volevamo trovare un modo per utilizzarli in modo creativo. Uno degli abbinamenti più classici è, appunto, quello con la ricotta, e poiché noi avevamo in frigorifero ancora un po’ della nostra versione vegetale, perché non provare a metterli insieme? Per il resto, abbiamo aggiunto una base strepitosa che, fondamentalmente, consiste in una base di polenta pressata dentro degli stampi (noi abbiamo usato quelli Le Creuset) e poi messa al forno fino a renderla ferma e adatta a contenere un ripieno, e, una volta cotte, le abbiamo servite un leggero pesto di basilico che ha portato il piatto a tutt’altro livello (quindi, mi raccomando, non evitatelo se decidete di replicare questa ricetta!) (altro…)

Torta vegana di mele, grano saraceno e yogurt // Vegan buckwheat + yoghurt apple cake

Ultimamente, le cose sembrerebbero andare estremamente bene. A parte un paio di progetti portati a fine termine dei quali vi parleremo prestissimo, la notizia che ha fatto brillare il nostro weekend è stata quella di essere finaliste nella sezione “HEALTHY” ai Cucina Blog Awards indetti dal corriere. Quando abbiamo letto il nostro nome accanto a quelli di molti altri blogger che stimiamo così tanto e le cui foto ci fanno sempre sognare ad occhi aperti, non potevamo praticamente crederci. Essere arrivate a questo punto della gara è una soddisfazione veramente enorme per noi. E non potremmo non ringraziarvi: se abbiamo raggiunto questa meta è grazie a voi, a voi che ci avete seguite e spronate ad andare avanti in questi anni e a voi che ci avete nominate! Per questo, vi chiediamo un ultimo piccolo favore se vi piace quello che facciamo e credete in noi: collegatevi a questo link ed esprimete una preferenza per ciascuna categoria (è necessario esprimerla per ogni categoria per poter votare), selezionando “Naturalmente buono” nella categoria Healthy.

Per il resto, anche tutto il resto sembrerebbe andare per il verso giusto. Unico piccolo grande neo, la digestione (o, per essere più precisi, la salute intestinale) di me, Marta, in questi giorni, non è esattamente delle migliori. Tendenzialmente, non becco mai un’influenza – davvero, questo inverno non ho preso una febbre e/o un raffreddore – e i miei unici “acciacchi” sono dovuti a qualche sporadico attacco di colite che, ormai ho imparato a gestire piuttosto bene. Ma qui si tratta di tutt’altra cosa: mi sveglio la mattina con un forte dolore sotto lo sterno e, l’unico pasto che, più o meno, riesco a tollerare è la colazione. Per il resto, qualsiasi cosa mangi (persino una foglia di finocchio, per dire) mi provoca un terribile bruciore allo stomaco che fatica ad andar via. E persino non mangiare non è un’opzione perché: 1) sono una di quelle persone che ha bisogno di almeno 3 pasti solidi durante il giorno altrimenti inizia davvero a sentirsi male, 2) non mangiare mi porta, inevitabilmente, alla fame. E se provo ad ignorarla, si presentano gli stessi sintomi che mi tormentano quando mangio qualcosa. Gli unici momenti durante i quali questo dolore si affievolisce (anche se non scompare mai) sono i momenti durante i quali non sono a casa. Ah, e l’unica cosa che allevia i miei problemi è il caffè, che avevo smesso di bere da 2 anni e che, adesso, sento il bisogno di bere 2 volte al giorno per riuscire a stare un po’ meglio. Buffo, eh? Onestamente, sono davvero preoccupata. Ho già programmato esami del sangue e per le intolleranze alimentari, ma non riesco ad essere veramente tranquilla. Sappiamo bene di non parlare spesso di queste cose qui sul blog, ma le cose non sono sempre limpide e, poiché questo è il nostro spazio, sentiamo il bisogno di essere delle persone vere tutto il tempo: è bello condividere foto di viaggi e di piatti colorati su instagram, ma la vita non è soltanto questo.

Dopo il piccolo sfogo, veniamo a questa torta qui che, per fortuna, abbiamo preparato qualche giorno prima che i problemi della più piccola di noi diventassero così invasivi e, in questo modo, anche lei è riuscita ad assaggiarla e stupirsi per quanto fosse buona. Probabilmente lo abbiamo già detto, ma non è una tipa da dolci e non è difficile che tutti i suoi pasti durante la giornata siano salati, con l’eccezione dello sporadico porridge con frutta fresca. Ma questa torta: è talmente buona che ne ha mangiate almeno tre fette e il nostro uomo di casa ha dovuto contenersi per non finire la teglia in una volta sola. Anche perché, diciamocelo, la maggior parte dei dolci vegani sono stratosferici e lussuriosi: torte crude al cioccolato e ai mirtilli (non abbiamo mai incontrato nessuno, neanche il tradizionalista più convinto, che non apprezzasse questo tipo di torte), mousse al cioccolato e avocado, brownies, energy balls… Però, ogni tanto, sentiamo il bisogno di qualcosa di più semplice e classico e, in questi casi, solo una cosa ci può soddisfare: una buona fetta di torta di mele. Abbiamo usato fiocchi d’avena senza glutine e farina di grano saraceno per renderla nutriente, integrale e ricca di fibre. Inoltre, dolcificandola con zucchero di datteri (datteri disidratati e macinati finemente, in modo tale da ricordare uno zucchero scuro) e purea di mele, questa torta contiene naturalmente zuccheri senza bisogno di dover ricorrere ad altri dolcificanti. Per il resto, abbiamo usato un po’ del nostro yoghurt di anacardi per renderla soffice e legare bene il tutto e perché, onestamente, sognavamo da un sacco una torta allo yogurt. Qualora non doveste aver fermentato anacardi, qualsiasi yogurt vegetale non dolcificato (preferibilmente quello di cocco) andrà bene. L’effetto “zucchero a velo”, invece, è dato da un po’ farina di cocco (e non cocco rapé) spolverata sopra. (altro…)

Yogurt fermentato di anacardi // Cultured vegan cashew yogurt

Una delle cose più difficili da sostituire quando non si mangiano più latticini è, secondo noi, lo yogurt. Ok, è vero: se siete amanti e grandi consumatori dei latticini in generale e perciò anche dei formaggi, vi mancheranno anche quelli. Ma, a nostro avviso, di quelli dopo un po’ diventa facile fare a meno, dello yogurt di meno: basti pensare a tutto quello che si può fare con questo – salsine fresche per accompagnare piatti salati, usarne un paio di cucchiai per servire un crumble, usarlo nei prodotti da forno e, semplicemente, mangiarlo la mattina con un po’ di granola e frutta fresca per una colazione sana, saziante e che fornisca una buona dose di probiotici, indispensabili per la flora batterica intestinale.

Qualcuno di voi potrà dire: beh, facile, c’è lo yogurt di soia! Adesso, se avete mai assaggiato lo yogurt di soia, saprete che non è affatto la stessa cosa: è più un budino dal gusto non definito. Inoltre, tralasciando il fatto che spesso sia addizionato da zuccheri e addensanti e che non sappia realmente di yogurt, sappiamo tutti che non possiamo mangiare tutta questa soia a cuor leggero: oltre ad avere un forte impatto ambientale, infatti, non fa bene neanche al nostro stomaco. Quindi che si fa?

Recentemente, abbiamo trovato al Naturasì dello yogurt di cocco: buono, piuttosto sano (contiene solo latte di cocco, fermenti e giusto l’1% di amido di tapioca) e dal sapore molto simile a quello dello yogurt. È la soluzione? Lo potrebbe anche essere, se non fosse per il fatto che, per quanto ci riguarda, il cocco a lungo andare ci sdegna e un vasetto da 125g costa la bellezza di 2,30. Non sappiamo voi, ma per noi è un po’ proibitivo comprare tutto questo yogurt di cocco (considerando che la più grande di noi, specie dopo essere stata in astinenza da yogurt per un anno, da quando ha trovato la sua alternativa vegetale preferita consuma questo ogni mattina a colazione).

Quindi, qual è la soluzione per ottenere un ottimo yogurt vegano e senza lattosio? Ma gli anacardi, ovviamente! È vero, gli anacardi non sono economicissimi, ma con 5 euro riuscirete a produrre circa 6 vasetti di yogurt: decisamente molto più abbordabile dello yogurt di cocco. Troviamo, inoltre, che il sapore sia molto più “neutro” e buono, che sia decisamente più cremoso senza l’aggiunta di alcun tipo di amido e che si avvicini in modo realmente impressionante a quello tradizionale. Guardando online, abbiamo trovato ricette che prevedevano poca acqua e spesso l’aggiunta di sciroppi/zuccheri/frutta e succo di limone per bilanciarne ed imitare il sapore dello yogurt, ma noi volevamo un prodotto più leggero e che potessimo utilizzare senza problemi sia nel salato che nel dolce: tutto quello di cui abbiamo avuto bisogno sono stati anacardi non tostati, dell’acqua non filtrata, dei probiotici piuttosto potenti (li abbiamo acquistati tramite amazon, qui in Italia se ne trovano difficilmente così potenti, ma non preoccupatevi: aggiungete abbastanza capsule sino ad arrivare alla quantità di batteri previsti dalla ricetta. All’inizio potrà risultare un po’ costoso utilizzare tutti quei probiotici, ma dalla seconda volta in poi vi basterà utilizzare un po’ dello yogurt preparato in precedenza!) e un pizzico di sale. That’s it. Ma non potete immaginare quanto sia buono, parola nostra!

PS: Settimana prossima posteremo una torta strepitosa preparata con questo yogurt perciò, se non consumate latticini, non volete spendere chissà quanti soldi per lo yogurt di cocco o non volete usare dello yogurt di soia, vi consigliamo caldamente di iniziare a prepararlo! (altro…)

Brownies crudi di polpa di nocciole al peperoncino // Raw hazelnut pulp chili brownies

I nostri weekend sono scanditi sempre dalla solita routine: il sabato è il momento del mercato, di visitare la nonna che sta al mare. Abbiamo il tempo di un pranzo veloce, poi qualche commissione da sbrigare nel pomeriggio. La sera, invece, è scandita dall’interminabile ed estenuante lavaggio di tutti i kg di verdure comprate. Le domeniche sono più rilassanti: abbiamo il tempo per una colazione lenta ed abbondante (per ora siamo un po’ in fissa con i pancakes…ci vorrete forse biasimare?!), preparare cibo e prodotti affini essenziali per sopravvivere durante la settimana, sfornare il pane e, la sera, dedicarci un po’ a questo spazio.

Il mercato del sabato mattina è una di quelle cose alle quali non sappiamo proprio rinunciare, tanto che, talvolta, quando partiamo siamo sempre un po’ dispiaciute di mancare al nostro solito appuntamento. Ci piace girare fra gli stand dei produttori biologici e locali dai quali ci riforniamo sempre: abbiamo imparato a capire chi ha le carote più buone, chi i finocchi più teneri, chi i carciofi più saporiti. Compriamo sempre anche una buona quantità di frutta secca (mandorle, nocciole, noci…tutte Siciliane e ben più saporite di quelle già sgusciate nei pacchetti dei supermercati!) e una dose generosa di funghi per il nostro uomo di casa che sembrerebbe non poter fare a meno, ogni domenica, del nostro risotto con funghi, miso e tahin (sì, in questo modo riusciamo a spacciargli miso e tahin senza che si lamenti, anzi!).

Il sabato sera, inoltre, mettiamo in ammollo sempre una buona dose di nocciole e anacardi così da preparare latte e yoghurt per la settimana. La mattina dopo basta frullare (e filtrare e strizzare, nel caso delle nocciole) e il lavoro è praticamente fatto. In questo modo, ognuno è contento: c’è chi può fare colazione con porridge cotto nel latte di nocciole con un po’ di uvetta e vaniglia (o cannella) e chi, dall’altro lato, può godersi una tazza di yoghurt di anacardi con granola e frutta fresca. Perché si sa, la colazione è il momento più importante della giornata.

Proprio perché prepariamo una copiosa produzione di latte di nocciole e, per ottenere un prodotto “pulito”, è necessario filtrarlo, rimaniamo sempre con una buona dose di scarto delle nocciole che, di certo, non abbiamo intenzione di buttare: si tratta infatti di una “farina” piuttosto asciutta ricca fibre, resa estremamente digeribile dall’ammollo, ricca di proteine e ormai decisamente meno grassa di una comune farina di frutta secca. Quando vogliamo preparare qualcosa di diverso dai soli crackers salati (che sì, adoriamo, ma finiscono talmente presto da farci sbuffare), la impastiamo con un po’ di cacao e datteri così da avere una buona dose di dolcetti sani, nutrienti ma molto golosi da tenere in frigo per la settimana – e soddisfare, quando ne sentiamo il bisogno, quell’irrefrenabile bisogno di cioccolato -.

Prepararli è davvero semplice e gli ingredienti sono tutti complementari fra loro: la polpa di scarto del latte di nocciole viene utilizzata come base “farinosa”, i datteri dolcificano e aiutano a tenere insieme il tutto, il cacao rende tutto più ricco e goloso, crema e olio di cocco aggiungono un po’ di grassi (ricordate che la polpa di nocciole è fortemente de-grassata in questo caso!), il tahin bilancia la dolcezza e la maca aggiunge un po’ di superfoods che ci fanno sempre bene! (altro…)

Muffins alla zucca, noci e cranberries // Pumpkin, walnut and cranberries muffins

Domani finalmente partiremo per la nostra ormai obbligatoria sebbene davvero breve (stavolta staremo persino meno di quanto siamo state a Londra l’anno scorso) fuga invernale. La verità è che più partiamo – anche se per un giorno, come il mese scorso a Milano -, più non riusciamo a farne a meno e sentiamo il bisogno di evadere dalla nostra realtà quotidiana.

Non potevamo però sparire e non passare da queste parti per un piccolo saluto e, poiché conservavamo questa ricetta da un po’, quale migliore occasione se non postarla oggi, in previsione della nostra colazione di domani che dovrà sostenerci fino al pomeriggio?

Qualche settimana fa, infatti, è uscito il nuovo numero di Taste&More, la splendida rivista online con la quale collaboriamo da ormai alcuni mesi. All’interno del magazine troverete tantissime ricette realizzate con semi nutrienti oppure per zuppe calde, perfette in questo periodo dell’anno, tisane fatte in casa e dolci senza uova (con un’introduzione accurata su come sostituirle senza stress nei dolci).

Chiaramente, potevamo noi non avanzare una nostra proposta proprio in questa categoria?! I nostri muffins vegan alla zucca con noci e cranberries sono golosi ma abbastanza nutrienti da essere mangiati per colazione o per merenda. Abbiamo usato infatti fiocchi d’avena integrali (usate quelli senza glutine, se siete intolleranti o celiaci), tritati e ridotti in farina, e dolcificato con sciroppo d’acero e un po’ di succo d’arancia, che con cioccolato e cranberries si sposa alla perfezione. Inoltre, sono anche senza olio ma risultano morbidissimi grazie alla purea di zucca, perciò sono anche leggerissimi! Il cioccolato sopra, però, era d’obbligo…altrimenti che dolce alla zucca è?

Vi lasciamo qui sotto il link alla rivista dentro la quale troverete la ricetta…a presto! (altro…)

Vellutata di finocchi e miso con lenticchie al limone // Miso fennel soup with lemony lentils

Vi è mai capitato di essere talmente ossessionati da una ricetta da prepararla e mangiarla almeno una volta al giorno? A noi sì, e anche piuttosto spesso. È successo, per esempio, nel caso di questa insalata o di questo hummus, e adesso tocca alla nostra nuova zuppa preferita.

In questi giorni di insolito e decisamente poco simpatico freddo (percepita 4 gradi, a Palermo, per una settimana è un evento davvero raro), tutto ciò di cui abbiamo sentito il bisogno è stato cibo caldo e confortante, perciò pasti come porridge fumanti, tea e infusi bollenti, cioccolate calde con mille superfood dentro, verdure arrosto e zuppe o vellutate che potessero alleviare un po’ il gelo esterno sono stati i benvenuti.

La vellutata di cui vi parliamo oggi è un’altra delle meraviglie preparate dalle sapienti mani di Susanna al corso tenuto a Milano quasi un mese fa. È cremosa, ricca grazie al latte di cocco e fa bene al pancino grazie a tutti i probiotici del miso (ecco, qualora stesse cercando ancora un paio di ricettine per riprendervi da tutto il pandoro mangiato a Natale e Capodanno, questa fra proprio al caso vostro).

La ricetta, poi, è così semplice e davvero poco “impegnativa” (non dovrete stare nemmeno a soffriggere o mescolare, basta dimenticarvi le verdure in forno per una mezzoretta, poi una frullatina e via!) che conquisterà anche il più pigro in cucina. La dolcezza del finocchio arrosto e del latte di cocco – che, inoltre, conferisce cremosità senza bisogno di aggiungere ingredienti come panna o patate – si sposa perfettamente con il gusto agre e pungente del miso. Aggiungete poi un pezzetto di zenzero e, oltre ad avere una pietanza nutrizionalmente fantastica per la quale il vostro stomaco vi ringrazierà di certo, renderete tutto ancora più equilibrato.

Tornate da Milano, quindi, non abbiamo fatto altro che frullare in continuazione finocchi arrosto e, per renderla un pasto leggero ma completo, aggiunto un paio di cucchiai di lenticchie beluga al limone (e, volendo, anche una fetta di pane di farro integrale di pasta madre), ma sono totalmente opzionali. Al contrario, se lo avete per le mani, vi consigliamo caldamente di aggiungere qualche ciuffetto di aneto e, magari, per un po’ di croccantezza, un misto di semi come canapa e girasole (ma anche zucca e sesamo nero!). (altro…)