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Cioccolatini ripieni con nocciole e noci macadamia // Macadamia + hazelnut chocolate truffles (Vegan, Paleo, Low Sugar)

(English version below) San Valentino non è una di quelle “festività” particolarmente rilevanti a casa nostra. Non che abbiamo qualcosa in contrario, semplicemente la più piccola di noi che non ha mai avuto qualcuno con il quale condividerlo (sono una 20enne indipendente e, più o meno, contenta) e la più grande di noi, sebbene siano ormai quasi 21 anni che è sposata con il nostro uomo di casa, non è mai stata abituata a “festeggiarlo”.

Sappiamo però di non poter fare di tutta l’erba un fascio e che, nonostante noi ci limiteremo ad infornare un dolce, magari regalarci a vicenda un mazzo di fiori e guardare per l’ennesima volta Eternal Sunshine of the Spotless come da rito (oggi sono la bellezza di 14 anni dal San Valentino di Joel Barrish nella gelida spiaggia di Montauk), molti altri, invece, si regaleranno scatole di cioccolatini e passeranno una serata romantica insieme.

Qualche settimana fa noi abbia ricevuto il nostro “regalo di San Valentino”: una scatola piena di meraviglie (o almeno, il nostro genere di meraviglie) direttamente da Erbavoglio. Tra i mille adattogeni e funghi medicinali di cui vi parleremo presto – abbiamo proprio intenzione di fare un post sulla nostra esperienza con questi, ma ci vuole un po’ di tempo – abbiamo trovato anche una busta di noci macadamia e della stevia scura.

Ultimamente abbiamo una vera e propria passione per le noci macadamia: sono burrose, cremosissime e le infiliamo ovunque: le usiamo per fare lo yogurt, le mangiamo come snack, le frulliamo per farle diventare salse e, ovviamente, ci prepariamo un sacco di dolci. Perciò non potevamo non includerle nel nostro dolce di San Valentino.

E dolce di San Valentino è uguale ad una sola cosa, ovvero il cioccolato. Ci sono voluti pochi e semplici altri ingredienti (nocciole, cacao crudo, cocco e stevia scura – perfetta per mantenere bassissimo l’indice glicemico e concedersi anche un secondo cioccolatino a cuor leggero) per mettere insieme questi cioccolatini ripieni dal cuore cremoso e dall’esterno croccante. Perché se bisogna festeggiare, bisogna farlo con tutto l’amore possibile.  (altro…)

Waffles di mandorle e mesquite // Mesquite + almond grain free waffles (Paleo, Vegan)

(English recipe below) Abbiamo in cantiere la ricetta di questi waffles da ormai almeno 6 mesi ma, fra un impegno, la necessità di postare prima altre ricette, la pigrizia e la latitanza che ci hanno accompagnato nei mesi precedenti e delle foto che ci scordavamo sempre di scattare, abbiamo procrastinato fino ad oggi prima di condividerla qui con voi sul blog.

Come abbiamo anticipato sul nostro profilo instagram all’inizio della settimana, negli ultimi mesi abbiamo stravolto la nostra dieta al fine di risolvere alcuni problemi di salute (tra cui i ricorrenti fastidi di me, Marta, se ricordate i post in cui lamentavo forti difficoltà digestive). Dopo aver fatto analisi approfondite e aver consultato medici, nutrizionisti ed esperti, quello che ne è venuto fuori è che una dieta ricca in cereali e legumi come quella vegana che stavamo entrambe adottando, non era esattamente l’ideale per noi e che, piuttosto, poteva essere uno dei fattori influenti di quei problemi. Ne parleremo meglio in un altro post, dove spiegheremo nel dettaglio quelli che sono stati i nostri problemi e come (e quanto difficile sia stato) dover cambiare la nostra dieta. Questo come preambolo per dire che una delle cose da cui abbiamo tratto più beneficio è stato il ridurre drasticamente il nostro consumo di cereali (non carboidrati, attenzione!) in favore di grassi buoni. Allo stesso tempo, sebbene la nostra dieta non sia più esclusivamente plant-based, cerchiamo di mantenere gran parte delle nostre ricette e almeno uno o due dei nostri pasti quotidiani vegan pur adattandole al nuovo stile alimentare.

Questi waffles sono nati ben prima di questo grande cambiamento, ma avere la certezza di una ricetta deliziosa e già testata che non ci facesse “mancare niente” è stato decisamente di conforto. Se poi siete lettori o lettrici frequenti di questo blog, saprete sicuramente quanto la colazione sia il nostro pasto preferito e quello a cui, molto probabilmente, teniamo in assoluto di più in tutta la giornata (non si dice “iniziare col piede giusto” mica per niente, no?!).

I nostri nuovi waffles to-go sono a base di farina di mandorle, un po’ di arrowroot, semi di lino e polvere di mesquite, ovvero baccelli della pianta di Mesquite polverizzati che hanno un naturale sapore dolce e che consentono di aggiungere dolcezza pur avendo un indice glicemico basso e mantenendo i waffles senza zuccheri aggiunti in quanto si tratta di un dolcificante integro (un po’ come i datteri, che conservano ancora polpa e fibre) e non estratto o raffinato. Qualora non doveste averla sotto mano, potete tranquillamente sostituirla, come vi consigliamo nelle note, con zucchero di cocco o di datteri. Sono profumati con un tocco di vaniglia (che non riusciamo mai ad escludere dai nostri dolci…è troppo buona!) e, per legare il tutto, abbiamo usato semplicemente un po’ di latte di mandorle e un goccio di olio di cocco. Sono perciò totalmente grain free, senza glutine e paleo pur restando vegan e senza zuccheri aggiunti: insomma, buoni, sani e adatti a tutti! (altro…)

Crackers di mandorle, sesamo e curcuma // Turmeric, almond and sesame crispread

(English recipe below) Se c’è una cosa che non deve mai mancare a casa nostra, si tratta sempre di qualcosa da sgranocchiare. Che sia mentre stiamo cucinando e i primi morsi della fame si fanno sentire, di uno snack durante il pomeriggio o qualcosa con cui accompagnare i nostri pasti. E se spesso mandorle e noci risolvono questo bisogno senza troppi problemi, ci sono le volte durante i quali siamo cerca di qualcosa di più sfizioso, di più salato, magari che accompagni quel dip che abbiamo appena preparato o che possa essere da sostituto del pane quando questo a casa manca.

Ormai avrete appreso che non siamo esattamente il tipo di persona che spesso soddisfa le proprie esigenze al supermercato (sebbene ormai, soprattutto nei negozi biologici, ci siano ormai proposte valide, buone e sane), ma, piuttosto, siamo quelle che sentono sempre il bisogno di mettere le mani in pasta e autoprodurre quanto più possibile.

In una mattina pigra, all’accorgerci della mancanza di qualsiasi sotto forma di snack o pane in casa, sono nati questi crackers che abbiamo adorato così tanto da finirli in una giornata. E sembrerebbe averli adorati anche la maggior parte di voi senza nemmeno averli assaggiati, visto il successo che hanno scatenato una volta postati su instagram. Così, visto che abbiamo promesso che avremmo postato a breve la ricetta, eccoci qui a condividerla con voi.

Si tratta di crackers che soddisfano tutte le esigenze: sono senza glutine, vegani e paleo e, soprattutto, deliziosi. Sono approvati anche dal nostro uomo di casa che spesso storce il naso di fronte a cose come curcuma e semi di chia. Sono a base di farina di mandorle, semi di sesamo e, appunto, semi di chia (perciò ricchi di grassi buoni e proteine vegetali!) e profumati con spezie come timo secco, curcuma, paprika e pepe nero. Sono estremamente croccanti, perfetti da sgranocchiare così perché già saporitissimi ma ancora più buoni se accompagnati con un “formaggio” di noci macadamia, un pizzico di peperoncino e dei germogli. Sono un po’ come le ciliegie: inizi con una e non finisci più! Con questa ricetta direte addio ai crackers sugli scaffali del supermercato, assicurato! (altro…)

Estratto di finocchio, sedano e zenzero // Fennel, celery and ginger juice

This post was made in partnership with Panasonic

L’anno nuovo inizia sempre con i migliori propositi: mangiare sano, andare in palestra, essere meno nervosi, leggere di più e oziare meno, fare possibilmente più cose che ci piacciono e meno che non. Personalmente, i nostri sono quelli di star bene su tutto e portare a termine almeno tante cose belle quanto quelle che abbiamo avuto l’opportunità di vivere l’anno scorso.

Dopo però l’indulgenza delle feste e in vista degli incombenti fritti di capodanno, qualcosa di detox e purificante era obbligatoria. Crediamo in generale che, adottando una dieta sana per il 98%, non ci sia bisogno di intraprendere diete (intese come percorso mirato alla perdita di peso) per la maggior parte dei casi, ma questo non significa che un periodo di leggerezza per lo stomaco, con lo scopo di ripristinare la propria digestione e, magari, sistemare piccoli problemi di salute, non possa essere necessario. Negli ultimi mesi abbiamo lavorato noi stesse sulla nostra dieta proprio per motivi simili (migliorare problemi di salute e la nostra digestione), stravolto la nostra alimentazione al fine di poter stare meglio e possiamo dire di star raggiungendo la meta che ci eravamo presupposte.

Ed è per questo che, in collaborazione con Panasonic, abbiamo pensato ad una ricetta che potesse andar bene un po’ per tutti gli “stili” alimentari, che fosse super sana e che potesse essere d’aiuto per disintossicare l’organismo (insieme ad una dieta sana e bilanciata, si intende!), preparata con lo slow juicer.

Si tratta di un estratto di sole verdure a base di finocchio, sedano e zenzero. Qualcuno potrà chiedersi: perché niente frutta? Perché non aggiungere un po’ di mela, pera o arancia? La verità è che crediamo che gli estratti siano efficaci e soprattutto sani se basati esclusivamente su verdura (possibilmente a basso indice glicemico e quindi evitando carote e barbabietole). Gli estratti con grandi quantità di frutta, infatti, hanno un alto indice glicemico e apportano gli stessi zuccheri che magari potrebbero fornire 3 o 4 mele, senza il vantaggio però delle fibre che aiutano a sentirsi sazi e a regolare il picco glicemico. Si tratta sempre di frutta e non di merendine confezionate, vero, ma un eccesso di zuccheri non è mai una cosa positiva, neanche quando si tratta di “zuccheri naturali”.

Perché però fosse bevibile e non avesse un sapore terribile, abbiamo combinato sedano e finocchio, due verdure dal gusto fresco e piacevole e grandi alleate di qualsiasi detox per le loro proprietà digestive e drenanti, insieme ad un pizzico di zenzero e limone perché è pur sempre periodo di influenze (e anche perché il loro sapore è semplicemente delizioso!). Ne è venuto fuori un estratto estremamente sano e buono che abbiamo davvero adorato. Provate a berlo tutte le mattine, prima di ogni altra cosa, per almeno una settimana (o magari due) e vedrete come la vostra pelle risulterà più chiara e la vostra digestione migliorata!

Ultimo ma non di ultima importanza, su instagram abbiamo indetto un giveaway perché anche uno di voi potesse beneficiare di un estrattore. Trovate alla fine del post il vincitore! (altro…)

Frittelle di patate dolci con yogurt al tahini // Sweet potato latkes with tahini yogurt

Se dovessimo trovare una parola per fare un bilancio di quest’anno, questa sarebbe decisamente l’aggettivo “pieno”. È stato un 2017 ricco di avvenimenti, soddisfazioni, sogni nel cassetto realizzati e, in generale, cose belle. In primis la consegna e la pubblicazione del nostro libro di cucina edito da EIFIS editore, per il quale abbiamo lavorato, sudato e a volte anche pianto dall’agosto 2016. Vederlo stampato su carta, essendo consapevoli di tutto ciò che c’è stato dietro, ritrovarlo negli scaffali delle nostre librerie preferite, riscoprirlo tramite gli occhi delle nostre amiche più fidate: crediamo non ci sia soddisfazione più grande o traguardo più importante (o comunque, finora non ne abbiamo esperito alcuno) di questo dopo aver dedicato tutto il nostro cuore per più di 4 anni a questo blog. Ancora, c’è stata la nomina e la premiazione come miglior Healthy Food Blog ai Cucina Blog Awards 2017 de il Corriere della Sera (ecco, forse questo può essere messo pari merito alla pubblicazione del nostro libro grazie a tutte le emozioni e la riconoscenza che ci ha consentito di provare). E a questi due avvenimenti sono conseguiti il nostro piccolo blog tour per l’Italia (che proseguirà del 2018!) e la felicità di poter finalmente abbracciare non più soltanto virtualmente alcune tra le amiche più care e genuine che abbiamo conosciuto via web in questi anni. Il 2018 è stato l’anno di Parigi, Milano, Praga, Londra, Roma e Bologna. Ha sancito l’inizio del nostro iniziare a lavorare seriamente grazie al blog. È stato l’anno dei cambiamenti, delle cadute e delle risalite, dei 20 anni della più piccola di noi due. E perciò, nonostante siamo le prime a lamentarci sempre, non possiamo che essere grate per questo 2017 e augurarci che questo nuovo anno sia almeno tanto bello quanto quello passato.

Quanto alla ricetta, è un’idea veramente semplice qualora foste in cerca di un antipasto dell’ultimo minuto per stasera o per il pranzo di domani. Si tratta di delle frittelle (o latkes) a base di patate dolci grattugiate (noi, proprio perché si tratta di una ricetta da preparare in poco e nulla, abbiamo usato la lama per grattugiare del nostro food processor), cipollotto e paprika. Le abbiamo cotte nel forno a microonde della Panasonic che, negli ultimi mesi, ci ha spesso “salvato la vita”. Abbiamo usato un doppio metodo di cottura per far sì che fossero non solo ben cotte, ma anche croccanti e deliziose pur rimanendo leggere. Per accompagnarle e renderle ancora più sfiziose, una salsa a base di yogurt (abbiamo usato quello di cocco), succo di limone e tahini. E chiaramente tantissimi chicchi di melagrana, che a Capodanno non possono mai mancare e sono decisamente di buon auspicio.

Vi facciamo quindi i nostri più cari e sinceri auguri di buon anno, per un 2018 che sia brillante! (altro…)

Cena di fine estate // End of summer dinner party

This post was made in partnership with Panasonic

È da decisamente troppo tempo che non ci facciamo vive qui sul blog: vuoi per una cosa, vuoi per un’altra, questo spazio è restato in pausa forzata decisamente per troppo tempo. Sono successe talmente tante cose in questi mesi che elencarle tutte è impossibile, ma ci siamo ritrovate con una serie di ricette e di post (sì, quel famoso post su Praga!) da ultimare senza mai riuscire a trovare effettivamente il tempo di farlo.

Tra la decisamente infinita carrellata di novità, di cui prima o poi vi parleremo, c’è l’uscita imminente del nostro libro. Proprio la settimana scorsa, infatti, ci sono arrivate a casa la bellezza di 100 copie rappresentanti il coronamento di un anno (tra consegna del manoscritto, impaginazione e pubblicazione) di lavoro. È incredibile quanto possa essere realmente soddisfacente il leggersi e vedersi su carta stampata (soprattutto quando ciò avviene per più di 250 pagine!). Rimaniamo sempre della convinzione che ci saremmo potute superare anche di più, ma una vota preso in mano il libro tutte le incertezze sono svanite e un grande senso di soddisfazione ha preso il loro posto. Non è importato più nulla, se non il fatto che siamo riuscite a raggiungere un traguardo che qualche anno fa avremmo creduto impossibile, siamo riuscite a realizzare uno dei sogni della nostra vita. E cosa potremmo chiedere più di questo in questo momento?

Accantoniamo un attimo il discorso libro, però, al quale dedicheremo un post apposito, completo di date per il tour promozionale e dettagli su ciò che troverete dentro, per presentarvi il post di oggi: è l’uno settembre, fine ufficiale del concetto di estate – quale modo migliore, perciò, per chiudere in bellezza l’estate se non con una cena estremamente colorata, magari da consumare in terrazzo con i propri amici più cari, raccontandosi di ciò che è successo durante l’estate e lasciandosi cullare dai primi accenni di vento?

Era da tanto che pensavamo ad un post simile e abbiamo pensato di realizzarlo veramente grazie alla collaborazione con Panasonic e al lancio del nuovissimo hand blender. Era da un anno infatti che il nostro vecchio frullatore ad immersione era definitivamente deceduto nel tentativo di preparare un gelato di banane con le banane congelate, ed era un anno che ne eravamo del tutto sprovviste. Se cucinate perennemente e senza mai fermarvi come noi, saprete bene quanto un frullatore ad immersione sia fondamentale in cucina: potete quindi immaginare quanto l’anno passato sia stato difficile. Così, quando abbiamo avuto per le mani il nostro nuovo hand blender, decisamente superiore a quello precedente e completo anche di frusta e box per triturare le verdure, usarlo per qualsiasi cosa ci venisse in mente era necessario: e così abbiamo fatto.

Per il menù, abbiamo pensato a cibo quanto più semplice e stesso tempo colorato e raffinato potesse venirci in mente: per iniziare non poteva mancare una “snack board” ovvero un tagliere con “formaggi” fermentati di frutta secca (a base di mandorle e noci di macadamia) e un delizioso hummus di melanzane affumicate (probabilmente, l’hummus più cremoso che abbiamo mai preparato!) da accompagnare con frutta, olive, verdura e crackers di semi. Siamo poi rimaste su qualcosa di molto leggero, reinventando i classici “spaghetti” di zucchine in una chiave decisamente più gourmet dei classici pomodorini con olio e sale: ci siamo ispirate ad uno dei piatti mangiati a Praga, cercando di ricreare tutti i sapori e le sfumature che avevamo trovato in quella pietanza (salsa al miso e pomodoro, funghi marinati, “parmigiano” di noci) e, dopo diversi tentativi, possiamo dire di avercela fatta. Quanto all’immancabile dessert, avendo finalmente delle fruste a disposizione, non potevamo finalmente montare l’aquafaba e scoprire cosa ne sarebbe venuto fuori? Siccome le meringhe sono decisamente troppo dolci per noi e, però, una mousse classica al cioccolato fondente sarebbe stata un po’ scontata, quello che abbiamo pensato è stato “e se, sì, facessimo una mousse ma al cioccolato bianco? E se il cioccolato bianco lo creassimo noi?!”: detto fatto; ne è uscita fuori una mousse deliziosa, decisamente bilanciata e estremamente soffice e spumosa.

Vi lasciamo dunque a questa infinita caterva di ricette, promettendovi che ci faremo sentire quanto prima da queste parti per parlarvi finalmente di Praga, dedicare l’importanza che si deve al nostro libro e molto altro. Buona fine estate! (altro…)

Pizza di zucchine con crema di rucola e semi di zucca // Vegan grain free zucchini pizza crust

(English recipe follows) Torniamo finalmente a pubblicare dopo una settimana e mezzo di silenzio durante la quale ci siamo trovate a fare i conti con un blog che andava di testa sua e che apriva pubblicità decisamente poco gradevoli ogni volta che si tentava di accedere ad una pagina. Dopo l’ansia e il terrore iniziali (siamo molto drammatiche), abbiamo preso atto di ciò che stava succedendo e ci siamo affidate a qualcuno di decisamente più esperto di noi per risolvere il problema. Adesso dovrebbe funzionare tutto per bene, ma qualora si aprissero pagine fastidiose tentando di entrare sul sito, fatecelo sapere.

Nonostante tutto, però, non abbiamo smesso un attimo di cucinare e abbiamo sfornato una serie di piatti che non si sono rivelati un disastro dopo l’altro ma che, in realtà, erano tutti davvero buoni e non vediamo l’ora di condividere qui sul blog. Così, nell’indecisione di cosa postare oggi, abbiamo fatto un piccolo sondaggio su instagram (avete risposto in tantissimi e la cosa non ha potuto che riempirci di gioia) su cosa avreste preferito vedere qui sul blog, e questa “pizza di zucchine” è risultata vincente.

Un paio di settimane fa, la più piccola di noi si era assolutamente convinta di voler provare a creare una “pizza” che avesse come ingrediente principale le zucchine (un po’ come quella di cavolfiore, ma con le zucchine) ma la più grande non ne era particolarmente convinta, perciò si era limitata ad assecondarla senza particolare interesse. Qualche sera dopo, completamente senza idee su cosa cucinare per la cena, la più piccola ha deciso che era arrivato il momento di provare a creare questa fantomatica pizza di zucchine. Le abbiamo quindi grattugiate, strizzate per bene e poi mescolate con farina di cocco, lievito alimentare in scaglie e semi di lino. L’impasto si presentava niente male, perciò l’abbiamo steso, cotto da un lato e poi dall’altro e, siccome in quel momento eravamo in cerca di qualcosa di molto veloce che risolvesse la nostra cena, ci siamo limitate a condirlo con uno dei nostri vasi di conserva di pomodoro preparata l’anno scorso, un po’ di verdure arrostite ed un “formaggio” di noci macadamia che avevamo in frigo del quale vi racconteremo presto: il risultato è stato sorprendente, e indovinate chi, dopo tanto scetticismo, se ne è innamorata perdutamente?

Siccome stiamo ancora sperimentando con un paio di ricette grain free, la prima lo è stata completamente, grazie all’utilizzo della farina di cocco (che, ricordiamo sempre, non è la stessa cosa del cocco rapé/cocco essiccato) e ci è piaciuta tantissimo. Volevamo però trovare una soluzione anche per chi non riesce a trovare la farina di cocco o per chi, come il nostro di casa, sente un po’ presente il gusto della farina di cocco e preferisce un sapore più tradizionale, neutro e rustico. Oggi stesso, perciò, abbiamo provato con la farina di grano saraceno (il che significa che, essendo questo uno pseudo-cereale, tecnicamente anche questa versione è senza veri e propri grani) e anche in queste vesti la pizza ci è piaciuta tantissimo.

Chiaramente, nulla vogliamo togliere alla sacra pizza, che adoriamo anche noi, ma questo è un modo carino e sano di nascondere verdura in una veste più appetitosa o da preparare quando si ha voglia di qualcosa che ricordi la pizza ma sia più leggero o, ancora, non si è pensato prima ad un impasto da lasciar lievitare.

Quanto al condimento, qui abbiamo deciso di fare qualcosa di meno tradizionale e proporvela con una crema di semi di zucca e rucola, ma fidatevi: con un po’ di passata di pomodoro, un paio di olive, due melanzanine grigliate, un goccio d’olio e una spolverata di origano sarà davvero meravigliosa. (altro…)

Panini di chufa senza cereali // Vegan + grain free tigernut buns

Era da un po’ che ci frullava per la testa l’idea di preparare un pane senza alcun tipo di cereale o pseudocereale. Abbiamo cercato un bel po’ online, ma la maggior parte delle ricette prevede una quantità esagerata di uova o davvero tanta farina di mandorle/frutta secca o, ancora, l’aggiunta di fiocchi d’avena (che sono un cereale) o di quinoa o grano saraceno che, pur non essendo tecnicamente dei grani (si tratta di semi, infatti) si comportano principalmente come se lo fossero.

Da quando la più piccola di noi ha avuto certi fastidiosi problemi di stomaco (ricordate quei dolori insopportabili sotto lo sterno appena sveglia di cui vi parlavamo?) e visti i forti attacchi di colite che, puntualmente, si fa viva ogni due/tre giorni, abbiamo cercato il più possibile di dare un po’ di respiro al suo stomaco, il ché ha significato due cose fondamentali: ridurre l’apporto di ceci che, a quanto pare, ultimamente non digerisce molto e ridurre quello di glutine e grani (senza però escludere pseudocereali come quinoa, grano saraceno e amaranto che invece sembrerebbe digerire senza particolari problemi) in favore di frutta secca, semi e avocado e legumi che riesce a digerire meglio come lenticchie, lupini e piselli. Ovviamente non la gestiamo come una cosa eccessivamente vincolante e “stretta” (quindi vi è tranquillamente spazio per le dovute eccezioni qui e lì) e, sebbene i fastidi non siano svaniti del tutto, dobbiamo dire che sicuramente al momento la situazione è davvero più gestibile.

E visto che, comunque, cerchiamo di fare in modo che la cosa sia il meno “pesante” da sopportare e che non sia mai triste, volevamo a tutti i costi cercare di elaborare dei panini senza grani che potesse mangiare ogni giorno e ogni quando ne sentisse il bisogno senza che la sua digestione venisse eccessivamente disturbata.

Quanto alla farina “strana” che vedete menzionata nel titolo della ricetta, si tratta di farina di Chufa o zigolo dolce (o, ancora, tigernut), ovvero un piccolo tubero che, appunto, non è né un grano né appartiene alla famiglia delle noci, perciò perfetta per il nostro esperimento (non che abbiamo qualcosa contro la frutta secca, ma visto che ne mangiamo abbondantemente ogni giorno tra latte vegetale, “burri” di mandorle o nocciole e, ancora, come snack e a conclusione dei pasti, volevamo evitare di sovraccaricare anche questi). È ancora un po’ difficile da trovare in supermercati – anche se bio – ma potete tranquillamente acquistarla qui *non si tratta di una sponsorizzazione, semplicemente questa è quella che abbiamo usato noi e che vi consigliamo. Il resto degli ingredienti invece sono farina di cocco (non cocco rapé – si tratta davvero di una cosa diversa!), polvere di fibra di semi di psillio (se usate la cuticola non polverizzata probabilmente avrete bisogno di aggiungerne un cucchiaio in più, ma non abbiamo provato), semi di lino e un goccio d’olio.

Consiglio fondamentale: non provate a far diventare questo impasto un pane intero o da cuocere dentro una teglia: succederanno cose spiacevoli. Vi diciamo soltanto che ci abbiamo provato per la bellezza di due volte ed entrambe le volte, nostro malgrado, abbiamo dovuto buttare i nostri tentativi: poiché infatti si tratta di un impasto senza glutine e senza alcun cereale o addensante, ha bisogno di cuocere a lungo e di ricevere calore da tutti i lati. Sappiamo che sarebbe davvero bello farne un pane da affettare e non doversi limitare a dei panini piccoli piccoli, ma per questa ricetta è necessario accontentarsi di questo.

La consistenza è sofficissima (se desiderate che siano un po’ più “fermi” e sodi, aspettate 24 ore dopo la cottura prima di tagliarli e consumarli) e il sapore delizioso, leggermente dolce senza aver bisogno di alcun dolcificante grazie al retrogusto mandorlato della farina di Chufa. Potete tranquillamente, però, decidere di accompagnarli a qualcosa di salato, preferibilmente con un sapore forte e deciso: noi li abbiamo adorati con tahini e composta di mirtilli o con un paté di broccoli e senape. A dire il vero, abbiamo anche preparato dei mini burger e li abbiamo usati come piccoli burger buns.

Sappiamo che gli ingredienti sono un po’ meno di facile portata rispetto a quelli che proponiamo di solito, ma se siete curiosi di provare nuovi ingredienti e vi piace sperimentare, vi consigliamo caldamente di procurarvi tutto e provare questi panini senza cereali! (altro…)

Tartufi vegan al cocco e cioccolato bianco // Vegan white chocolate + coconut truffles

(English recipe below) Senza neanche programmarlo, abbiamo trascorso tutta la settimana insieme in quanto la più grande di noi si è trovata a far fronte ad una brutta sciatica che, in questi giorni, l’ha tenuta bloccata a letto e incollata di fronte allo schermo dell’iPad e a Netflix, cosa che l’ha inevitabilmente portata a sognare (di notte – uno dei pochi momenti che non ha passato guardando serie tv -) di essere la compagna di Neal Caffrey e di andare a New York. A dirla tutta, mentre io, Marta, lavoro a questo post, lei continua a guardare indisturbata il suo White Collar (credo sia arrivata dalla seconda alla quarta stagione in appena 5 giorni). Mi pento ancora di averle insegnato come aprire Netflix sul suo tablet.

Ma veniamo a questi bon bon. Come probabilmente avrete capito dai post precedenti, una cosa che non può mancare mai a casa è qualcosa di dolce (e rigorosamente fatto in casa): non importa che sia una torta, dei biscotti o delle semplici barrette, ci deve essere. Un po’ perché se dovessimo avere un ospite inaspettato ci dispiacerebbe davvero non avere qualcosa da offrire, un po’ perché la più grande di noi sembra essere rassicurata dalla sicurezza che, in uno di quei momenti in cui ha soltanto bisogno di mettere sotto i denti un dolcetto, questo ci sia.

Abbiamo iniziato a preparare questi tartufini proprio per questo motivo: eravamo rimaste senza nulla e avevamo voglia di preparare qualcosa di facile e senza stress. La prima versione che abbiamo provato, ispirata da questa, era a base di cocco rapé, anacardi, burro di cacao e dolcificata con lo sciroppo d’acero. La seconda volta, invece, abbiamo voluto provare qualcosa di un po’ più “fancy” sostituendo lo sciroppo d’acero con lucuma e mesquite (noi abbiamo usato quelle GustoVivo, la qualità dei loro prodotti è decisamente superiore alla media di quelli che si trovano in giro) , delle “polverine magiche” che svolgono la funzione di dolcificanti senza però essere zuccheri aggiunti e avendo un basso indice glicemico. Se la prima volta, infatti, il sapore era più “autentico” e ricordava un po’ più quello di un cioccolato bianco vegan, la seconda abbiamo però ottenuto dei tartufi dal sapore più complesso e, secondo noi, più completo e con sfumature decisamente più interessanti, pur mantenendo, comunque, il richiamo al cioccolato bianco. Quanto alla mandorla pelata in mezzo, quella è totalmente facoltativa, ma se volete qualcosa che somigli tanto ai famosissimi  in commercio (credo abbiate intuito di quali stiamo parlando…), allora andate di mandorla!

La bellezza dei nostri tartufi, oltre al fatto che richiedono pochissimi ingredienti, è che la maggior parte della dolcezza deriva proprio dalla frutta secca, in quanto cocco e anacardi sono già piuttosto dolci senza bisogno di aggiungere altro. Quindi, oltre ad aver usato dolcificanti a basso indice glicemico, ne abbiamo utilizzato anche pochi: pochi zuccheri e decisamente tanto piacere. Questo teoricamente non dovrebbe significare che se ne possano 3 o 4 di fila, ma non vi neghiamo che noi lo abbiamo fatto, quindi basta chiudere un occhio e sembrerà di averne mangiato appena uno e mezzo (il che significa che, volendo, ci sarebbe spazio per ancora un altro…). (altro…)

Pancakes salati di piselli con tzatziki // Savory green pea pancakes with tzatziki

Siamo certe che molti dei nostri lettori siano come noi: appena vediamo una novità sui banchi dei supermercati biologici, dobbiamo subito metterci le mani sopra. Non importa se non abbiamo idea di cosa sia, come utilizzarlo o che sapore abbia, noi nel dubbio la mettiamo nel carrello. E questo è quello che è successo l’anno scorso quando, di fronte ad un pacco di farina di piselli verdi, abbiamo subito dovuto comprarla.

Abbiamo provato più volte ad usarla come avremmo fatto con la farina di ceci, ma il risultato è sempre stato piuttosto deludente: a differenza, infatti, di quella di ceci, non è altrettanto assorbente e tutto ciò che abbiamo provato a cucinare finiva spesso per essere troppo cotto o troppo secco e a spezzarsi facilmente.

Ieri sera, dopo aver quindi lasciato per quasi un anno quel pacchetto di farina di piselli mezzo usato nella nostra dispensa, in cerca di qualcosa da preparare per cena, lo abbiamo ritrovato lì in dispensa a farci l’occhiolino e dirci che era il caso di darle un altro tentativo, o presto avremmo dovuto vedercela con l’estate e le fastidiose farfalline che, ogni tot, decidono di costruire famiglia nei nostri pacchetti di farina.

L’idea iniziale era quella di prepararci delle crepes alternative a quelle di ceci che spesso prepariamo, ma l’impasto era decisamente troppo denso perché potesse diventare una bella crêpe sottile e morbida e, viste le esperienze precedenti, sapevamo che non avremmo potuto aggiungere altra acqua o sarebbe stato impossibile cuocerle in padella e che si sarebbero spezzate immediatamente non appena avremmo provato a girarle. Però ormai l’impasto era quello, avevamo usato la tanto temuta farina di piselli e non avevamo intenzione che ci passasse per la testa l’idea di gettare tutto dentro il cesto della spazzatura (odiamo davvero lo spreco di cibo). Quindi insomma, abbiamo provato a cuocere questo impasto piuttosto denso – sembra, piuttosto, quello di una torta – senza però farlo diventare crêpe ma lasciando che diventasse, piuttosto, una frittella: ed è così che è successa la magia.

Ci siamo innamorate talmente tanto di questi pancakes (come è possibile che non ci avessimo pensato prima?!) da cucinarli nuovamente oggi a pranzo, insaporendo ancor di più l’impasto “base” che prevedeva niente di più che farina di piselli, acqua, poco arrowroot e un goccio d’olio con dei cipollotti tagliati finemente – sono i nostri “eroi” in cucina e troviamo che tutto risulti migliore con un piccolo cipollotto dentro – e delle foglie di timo. Per il condimento, invece, abbiamo mantenuto lo stesso che avevamo preparato ieri sera e che era risultato vincente: un semplice tzatziki veg con il nostro yogurt di anacardi che, essendo molto fresco, cremoso e leggermente “tangy” è l’accompagnamento perfetto per un pancake a base di farina di legumi (che risultano sempre un po’ “pesanti”) e, soprattutto, nel caso di uno a base di farina di piselli per la sua naturale dolcezza. Asparagi grigliati – non possiamo farne proprio a meno per ora -, avocado e ravanelli hanno completato il tutto.

Insomma, se anche voi avete un pacchetto di farina di piselli comprato durante un raptus di “oh! una cosa nuova! devo averla!” lasciato a morire in dispensa, rispolveratelo e dategli un’altra chance e se, invece, non ce l’avete, corretelo a comprarlo perché questi pancakes vi salveranno davvero la cena (ma anche il pranzo veloce, il brunch o l’aperitivo) in quelle giornate durante le quali non avete idea di cosa cucinare e avete ben poco in frigorifero! (altro…)