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Pane con burro di mandorle e fichi // Almond butter + fig bread (Grain free, Paleo, Sugar free)

La più piccola di noi è appena tornata da due settimane immersa nel blu del mare pugliese e, dopo quindici giorni di meritato relax, giri fra le spiagge del Salento e mille altre esperienze che l’hanno fatta tornare a casa con un enorme sorriso stampato sulle labbra, i capelli ricci e una leggera abbronzatura dorata, una delle prime cose che doveva necessariamente fare era mescolare un paio di ingredienti in una grande ciotola, metterli in uno stampo per plumcake e sfornare una torta deliziosa.

Il caso, poi, vuole che proprio oggi stia piovendo (il che significa temperature più basse e la possibilità di accendere il forno senza un mancamento) e un vasetto del migliore burro di mandorle di sempre arrivato qualche settimana fa grazie ad un pacchetto di Indigo Herbs pronto ad aspettarci in dispensa. Adocchiati poi dei fichi ciccioni, succosi e dolcissimi, già in testa si era figurato l’aspetto di un pane rustico e fantastico che doveva essere messo in atto.

Trattenersi dal mangiare tutta quella meraviglia di burro di mandorle crude è stato davvero, davvero difficile, ma è stato per una buona causa. La torta infatti è venuta una meraviglia, morbida e perfetta per la colazione, con un delicato aroma di mandorle che si sposa alla perfezione con i fichi dolci e carnosi senza essere stucchevole grazie all’assenza di dolcificanti. Abbiamo aggiunto anche un paio di fichi secchi (di quelli raccolti durante la vacanza in Salento e poi essiccati dolcemente al sole) all’impasto per rendere il tutto più gradevole e i sapori più rotondi ed, effettivamente, possiamo dire che è stata una saggia scelta.

Gli ingredienti sono davvero basici: burro di mandorle, farina di cocco (quella secca e assorbente), latte vegetale, uova biologiche, fichi e un pizzico di bicarbonato. That’s it! Super sana, ricca di proteine e grassi buoni e con un bassissimo indice glicemico. Convinti?! (altro…)

Cookies al tahini, cocco e cioccolato // Tahini + coconut chocolate chip cookies (Vegan, Paleo, Low Sugar)

Ormai 10 anni fa, quando ancora l’esistenza dell’hummus ci era sconosciuta e i burri di frutta secca non erano all’ordine del giorno, la più grande di noi spuntò a casa con un vasetto di una crema scura e molto densa. Aveva letto che faceva molto bene e aveva deciso di mangiarla a colazione la mattina, spalmata sul pane insieme alla marmellata al posto del burro. Sul barattolo di vetro stava scritto “tahini” ed il sapore era così intenso e amaro che la più piccola di noi neanche osava avvicinarcisi.

Dieci anni dopo e mille cose cambiate, se ci fosse un premio per questa categoria, la più piccola di noi vincerebbe sicuramente il primo posto nella classifica dei “più grandi consumatori di tahini”. Per chi non sapesse di cosa si tratta, è un burro di frutta secca a base di semi di sesamo ed è, seriamente, una delle cose dalle quali abbiamo più dipendenza. Dovrebbero venderlo con un’etichetta con su scritto “attenzione: crea dipendenza”.

Negli anni abbiamo imparato a conoscere bene questo ingrediente, a renderci conto che il tahini chiaro è infinitamente più buono di quello scuro (molto più versatile, meno amaro e si presta benissimo sia al dolce che al salato), ad essere schizzinose e ricercare sempre quelli più lisci e meno granulosi, ad amarlo così tanto da mangiarlo semplicemente con la verdura cruda (ma anche a cucchiaiate). Un’altra cosa della quale ci siamo rese conto è che, in versione dolce, la morte sua è con il cioccolato (e anche con le banane, diciamocelo).

Siccome ultimamente il processo creativo in cucina è più alto che mai – e, di pari merito, la nostra dipendenza da tahini è alle stelle – abbiamo pensato che fosse arrivata l’ora di metterci all’opera per creare i biscotti al tahini più buoni di sempre e che fossero adatti alle nostre esigenze, ovvero deliziosi ma con un basso contenuto di zuccheri. Per ovviare a questo, abbiamo usato l’eritriotolo: un dolcificante dall’aspetto e dal sapore pressoché identico allo zucchero di barbabietola, se non per il fatto che ha un indice glicemico pari a zero e va benissimo anche per i diabetici o per chi sta cercando di ridurre il contenuto di zucchero nella propria alimentazione. Cosa super importante, poiché qui ci preoccupiamo sempre di promuovere un’alimentazione sana, l’eritritolo non è un dolcificante sintetico e malefico come l’aspartame ma, piuttosto, deriva dalla fermentazione del mais. Se vi viene difficile recuperarlo, potete usare tranquillamente dello zucchero di cocco. Per il resto, abbiamo usato burro di cocco (non olio!) per naturale dolcezza, un pizzico di vaniglia che ci sta sempre bene e poco arrowroot per tenere insieme il tutto. E ovviamente, cioccolato. Tanto, tantissimo cioccolato. Ne sono venuti fuori dei biscotti così buoni che nel giro di 5 giorni li abbiamo preparati (e divorati) la bellezza di 3 volte. Non fateveli sfuggire! (altro…)

Muffins alla zucca, noci e cranberries // Pumpkin, walnut and cranberries muffins

Domani finalmente partiremo per la nostra ormai obbligatoria sebbene davvero breve (stavolta staremo persino meno di quanto siamo state a Londra l’anno scorso) fuga invernale. La verità è che più partiamo – anche se per un giorno, come il mese scorso a Milano -, più non riusciamo a farne a meno e sentiamo il bisogno di evadere dalla nostra realtà quotidiana.

Non potevamo però sparire e non passare da queste parti per un piccolo saluto e, poiché conservavamo questa ricetta da un po’, quale migliore occasione se non postarla oggi, in previsione della nostra colazione di domani che dovrà sostenerci fino al pomeriggio?

Qualche settimana fa, infatti, è uscito il nuovo numero di Taste&More, la splendida rivista online con la quale collaboriamo da ormai alcuni mesi. All’interno del magazine troverete tantissime ricette realizzate con semi nutrienti oppure per zuppe calde, perfette in questo periodo dell’anno, tisane fatte in casa e dolci senza uova (con un’introduzione accurata su come sostituirle senza stress nei dolci).

Chiaramente, potevamo noi non avanzare una nostra proposta proprio in questa categoria?! I nostri muffins vegan alla zucca con noci e cranberries sono golosi ma abbastanza nutrienti da essere mangiati per colazione o per merenda. Abbiamo usato infatti fiocchi d’avena integrali (usate quelli senza glutine, se siete intolleranti o celiaci), tritati e ridotti in farina, e dolcificato con sciroppo d’acero e un po’ di succo d’arancia, che con cioccolato e cranberries si sposa alla perfezione. Inoltre, sono anche senza olio ma risultano morbidissimi grazie alla purea di zucca, perciò sono anche leggerissimi! Il cioccolato sopra, però, era d’obbligo…altrimenti che dolce alla zucca è?

Vi lasciamo qui sotto il link alla rivista dentro la quale troverete la ricetta…a presto! (altro…)

Torta di carote e noci vegan // Vegan walnut carrot cake (gluten free)

(English version below) Poteva non essere una torta di carote quella che avrebbe festeggiato la più piccola di noi due? E se l’anno scorso ci siamo dimenticate di fotografare quella splendida torta raw ai frutti di bosco che era sparita in poco e niente (ma la ricetta è stata scritta e presto vedrete anche quella!) quest’anno ci siamo attrezzate, abbiamo messo un paio di fette da parte da non offrire agli ospiti e siamo riuscite a presentarvi questo dolce delizioso.

Quello che c’è stato prima e dopo il grande giorno è decisamente da dimenticare, ma il durante è stato decisamente piacevole. Prima di festeggiare, infatti, dobbiamo ammettere che lo sconforto nel sapere che la maggior parte delle persone con le quali la più piccola di noi avrebbe voluto festeggiare non avrebbe partecipato è stato accompagnato da una serie di pianti e riflessioni del tipo “io non farò nulla, starò soltanto con il mio gatto” o “non voglio nemmeno una torta” o, ancora, “il mio sarà un compleanno come quello di Bridget Jones” (e inevitabilmente, chiaramente, a quest’ultimo pensiero si è unito l’ascoltare senza sosta All by myself – sì, qui si tende a drammatizzare tutto). Se poi vogliamo aggiungere che, causa influenza, la notte prima del compleanno ha visto proprio la festeggiata non chiudere occhio con nausea e tutto ciò che questa porta (non lo volete davvero descritto…). Il dopo, invece, è stato davvero poco esaltante visto che avremmo voluto festeggiare insieme ma la più grande di noi è stata stroncata da una brutta influenza e la serata si è ridotta ad ingerire una quantità industriale di curcuma e al guardare serie tv al computer mentre lei dormiva.

Il durante, però, non sarebbe potuto andare meglio: sono venute a casa appena 8 persone, ma decisamente le più importanti e quelle che hanno permesso che il compleanno riuscisse davvero bene. Abbiamo cucinato fino all’ultimo momento (sebbene si trattasse di un dopocena potevamo permetterci di non servire almeno degli stuzzichini?). E tra immancabile guacamole, crackers di semi e delle tartine con un patè straordinario, una volta scoccata la mezzanotte non sarebbe stato un compleanno se non fosse arrivata una torta.

Una torta degna di questo nome e decisamente importanti, di quelle che, effettivamente, non sono mai state realmente il nostro genere ma che, una volta l’anno (o meglio, una volta ogni 19 anni), è necessario preparare. Non volevamo una torta al cioccolato (che, anche se poi finisce sempre per apprezzarle, non sono davvero il genere di Marta, piuttosto quello di Mimma) e la torta panna – di cocco, of course – e fragoline decisamente fuori stagione non è mai stata troppo esaltante per la più piccola di noi fin dai primi anni di vita, perciò l’opzione vincente si è rivelata una torta di carote. (altro…)

Cake marmorizzato alla zucca // Marble pumpkin bread (v + gf)

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(English version below) Quando ero più piccola, uno dei dolci che più detestavo – e che, chiaramente, la mamma preparava sempre – era la torta marmorizzata. Allo stesso tempo, però, ero una di quelle bambine che, anche se non amava qualcosa, lo teneva per se per paura che qualcuno potesse rimanerci male. Così, come finivo per farmi comprare e indossare scarpe che non mi piacevano senza dire nulla perché non volevo dire alla commessa che, sinceramente, le trovavo davvero brutte, così continuavo a mangiare la torta marmorizzata che mia madre preparava tanto volentieri e tanto spesso.

Ultimamente, stiamo amando le zucche più del solito (e, in realtà, più di sempre): in particolare, adoriamo quelle dalla polpa dura, dolce e piuttosto densa come la kabocha (mantovana), la red kuri o la hokkaido. Ci piacciono al vapore o arrostite e, onestamente, io le amo talmente tanto da mangiarle senza neanche un po’ di sale (anche se un pizzico di sale rende sempre tutto migliore).

Poiché abbiamo una quantità industriale di zucche a casa, per non farle andare a male, abbiamo subito pensato ad un dolce. E, tenendo conto dell’unica prerogativa che la più grande di noi aveva posto – “ci deve essere del cioccolato o del cacao, i dolci alla zucca mi piacciono soltanto se accoppiati al cioccolato” – la prima idea che ci è balzata per la testa è stata quella della torta marmorizzata. Il sapore ricorda davvero tanto quello della torta di cui parlavamo su ma, a differenza di quella, persino io – la stessa che non sopportava le torte marmorizzate e che, quando si preparano dolci, ne mangia una fetta e stop – l’ho adorata talmente tanto da mangiarne tre fette (erano davvero molto sottili, lo giuro!) di fila una domenica sera.

Il cake marmorizzato alla zucca rientra decisamente tra i nostri “mai più senza”: è vegano e senza glutine (utilizzando della farina d’avena che abbia la certificazione gluten free), naturalmente dolcificata con sciroppo d’acero. Contiene anche una manciata di nocciole e la scorza di un’arancia, che rendono il tutto ancora più classificabile come comfort food e poi insomma…stiamo parlando di zucca e cioccolato! Un’accoppiata che mai può fallire. (altro…)

Crumble di nettarine e rosmarino // rosemary and nectarines crumble

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(English version below) Uno dei dolci che più amiamo in assoluto è sicuramente il crumble: estremamente versatile, veloce, facile e a prova di sbaglio. Che sia inverno, e che quindi si tratti di un confortante teglia con mele e cannella, o estate – e qui via libera a tutta la succosa frutta estiva -, il crumble è uno di quei dolci con i quali non si può sbagliare mai. Che basta “condire” un po’ di frutta da un lato e impastare briciole dall’altro in meno di cinque minuti, poi mettere tutto in una teglia e dimenticarselo in forno per una 40ina di minuti, mentre magari si guarda una puntata di Mr. Robot – la nostra ultima fissazione – o magari mentre si cena, così da avere un dessert in poco e niente quando si ha bisogno di una coccola dolce. Insomma, per noi il crumble rappresenta davvero il dolce perfetto, quello che ci ha salvate in più di un’occasione: durante il 18esimo compleanno della più piccola di noi, che dopo essersi resa conto che la “torta principale” non sarebbe mai bastata per soddisfare lo stomaco di tutti gli invitati, è stato proprio un crumble di mele a venirci incontro. E ancora durante numerose cene/pranzi, dopo esserci rese conto di non aver pensato ad un dolce e con poca fantasia, il crumble ha sempre rappresentato la nostra salvezza. Perché insomma, diciamocelo, chi non ha sempre, pur quando manca tutto, un paio di mele o altra frutta in frigo? E quale miglior modo per “salvare” della frutta troppo matura o poco saporita? Il crumble di oggi è quello che prepariamo da mesi ormai e che adattiamo a qualsiasi frutto ci capiti fra le mani: in questa versione con pesche e rosmarino, un abbinamento che abbiamo davvero adorato. Per quanto riguarda le briciole, invece, si tratta semplicemente di fiocchi d’avena, farina di mandorle, olio di cocco e sciroppo d’acero (insomma, ingredienti che si difficilmente mancano in dispensa…). Adesso, è vero che siamo in estate e meno si può accendere il forno, meglio si sta, ma per questo crumble vi consigliamo di fare un’eccezione!

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Barrette al cioccolato con caramello di datteri

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Forse da qualche parte l’abbiamo gi? scritto, ma qui in casa (e perci? anche sul blog) ci sono due esigenze fondamentali da rispettare sempre per quanto riguarda il soddisfacimento del nostro stomaco: da un lato c’? quella della pi? piccola di noi, che brama cibo salato e delizioso, sempre colorato, ricco di verdure e che non sia mai triste o banale ma, piuttosto, sempre allettante; dall’altra c’? quella della pi? grande,?alla quale giammai che si neghi un quadretto di cioccolato (e magari anche crudo, che qui non si parla mica con dilettanti, eh!) e che ha sempre bisogno della certezza che in casa ci sia qualcosa di dolce. A quest’ultima esigenza ? indissolubilmente legata la prerogativa che questo “qualcosa di dolce” sia rigorosamente fatto in casa e con caratteristiche ben precise quali l’essere delizioso e contemporaneamente quanto pi? naturale e sano. Ed ? proprio per venire incontro a questo bisogno che, finite quelle palline al cocco delle quali vi parlavamo qualche settimana fa, ci siamo messe all’opera per creare quella che potesse essere la pi? buona, decadente e sana barretta al cioccolato. Alla base uno strato cremoso e vagamente profumato al cocco di noci macadamia e coperto da un caramello appiccicoso, geniale e straordinario in quanto composto esclusivamente da due ingredienti datteri medjoul, grandi e morbidi, un sentore di burro?di arachidi?puro (senza zuccheri, sale, oli o altri strani additivi aggiunti) e giusto un’idea di fior di sale, che lo esalta ancora di pi?. Il fattore della croccantezza ? soddisfatto appieno da uno strato di nocciole tostate (ma, qualora voleste mantenere la ricetta ?completamente cruda, utilizzatene di non tostate). Per completare il tutto – e poich? perch? fosse un dolce che venisse incontro a tutte le esigenze della pi? grande, non poteva certo mancare, una generosa copertura di cioccolato che raccoglie tutte le delizie sopra citate.? (altro…)

Pancakes di banana e avena

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Se due settimane fa la nostra cucina era un continuo “impolpettare”, quella appena appena passata ? trascorsa tra frittelle e crepes, di qualsiasi genere, dolci e salate, dalle pi? semplici alle pi? elaborate. Ne abbiamo mangiate talmente tante (e anche, sinceramente, davvero buone) da, per?, stancarcene al punto tale di aver deciso di metter da parte il capitolo per un po’ di tempo. E in questo continuo sperimentare, tra prove pi? e meno convincenti, la mattina di Pasquetta ne ? uscita fuori questa ricetta. Banane, fiocchi d’avena, farina e latte di mandorle, ingredienti sempre a portata di mano, per dei pancakes talmente semplici da essere buonissimi. Cos?, piuttosto che arrostire carne – che per due che non mangiano carne da cinque anni non risulta una prospettiva particolarmente allettante -, ci siamo dedicate allo scaldare olio di cocco su padelle ben calde e rigirare frittelle alla banana, sormontate da una buona dose di mirtilli e lamponi?(ecco, forse non propriamente di stagione, ma decisamente il nostro modo preferito di mangiarli…). Il risultato ? stato talmente apprezzato da far esclamare persino ad una consumatrice ossessivo-compulsiva di porridge con burro di mandorle che, ecco, questi potrebbero diventare una abituale variante per la colazione della domenica. Quanto al gusto, i pancakes risultano gi? piuttosto dolci grazie alla banana e all’aroma dato dalle mandorle usate in tutte le sue varianti (farina e latte), perci? potreste semplicemente desiderare di mangiarli cos?, “nature”, con dei frutti di bosco o fragole per aggiungere un po’ di freschezza, come la pi? piccola di noi. Qualora, invece, vi doveste sentire?un po’ pi? indulgenti, come la pi? grande di casa,?e avere a casa ancora un po’ di quello sciroppo d’acero arrivato direttamente dal Canada per grazia di amiche speciali, versate un goccino di sciroppo d’acero sui pancakes ancora caldi e godetevi una colazione deliziosamente dolce. (altro…)

Raw vegan bounty balls

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Una volta tanto, mettiamo le mani avanti e vi suggeriamo in anticipo – piuttosto che, come sempre, all’ultimo momento – una ricetta con la quale potrete smaltire o meglio, riutilizzare (perch? smaltire non ? mai un problema, eh?), l’infinito cioccolato delle uova di pasqua che vi sar? rimasto a casa. Certo, magari non sar? proprio il cioccolato crudo o quello dolcificato con zucchero di cocco che vi consigliamo di usare qui, ma confidando che abbiate fatto i bravi e che abbiate scelto un buon cioccolato fondente, diciamo almeno al 70%, si potrebbe tranquillamente chiudere un occhio su questa?variazione. Quanto agli altri ingredienti, procuratevi del buon cocco rap?, dell’olio di cocco, un ottimo sciroppo d’acero o un buon miele, magari non pastorizzato, e della crema o burro di cocco. Se qualcuno si stesse chiedendo cosa sia quest’ultimo, si tratta di cocco disidratato frullato ad alta velocit? fino a diventare una crema – diciamo lo stesso procedimento che si applica per il burro di mandorle. Li trovate gi? pronti nei buoni supermercati biologici?e non lasciatevi confondere dal fatto che uno si chiami crema e l’altro burro: ? esattamente la?stessa cosa. Altrimenti, qualora aveste tempo, pazienza e un buon food processor, potete decidere di preparalo in casa direttamente voi. Per tornare, invece, alla ricetta compiuta,?queste palline, bon bon o qualsivoglia chiamarle hanno avuto talmente successo a casa (e fra quei pochi che hanno avuto l’onore di averne messa una da parte e assaggiarle) da essere spazzolate tutte in appena 24h. Perch? insomma, con la scusa che non solo sono buonissime, ma per giunta sane, vegane e senza?zuccheri raffinati, sarebbe proprio paradossale limitarsi, o no? (altro…)

Mezzelune natalizie di riso e avena (con video)

Dopo una settimana di pi? assoluto silenzio, torniamo (finalmente!) tra le pagine di questo blog fra uno starnuto e l’altro. Dicembre ? arrivato quasi all’improvviso, cogliendoci impreparate e, per la prima volta, senza un albero di natale pronto per il primo del mese.?Decise a rimboccarci le maniche, di certo non potevamo immaginare che nei giorni successivi ci avrebbe colte una fastidiosa influenza – di quelle pi? insidiose, con mal di testa, raffreddore e crampi allo stomaco – che ci avrebbe tenute a letto, prima l’una e poi l’altra, fino a sabato sera. Ieri mattina, per?, fra uno starnuto e un colpo di tosse?e?dopo una ciotola di porridge rigenerante – una coccola diventata decisamente usuale per le nostre colazioni invernali -, abbiamo addobbato l’albero e impastato i primi biscotti natalizi, che il grande giorno ? pi? che vicino?- e no, non stiamo ancora parlando del Natale, ma della pi? che prossima neo diciottenne – e mai ? successo che fossimo impreparate e che mancassero decorazioni e dolci biscotti dal profumo di vaniglia, cannella, arancia. Queste mezzelune qui sono nate quasi per caso, con lo scopo di imitare i Kipferl austriaci, biscotti alla vaniglia a forma di mezzaluna burrosissimi e bianchi?di zucchero a velo come fosse neve nel giorno pi? freddo dell’anno, ma in realt? con questi hanno poco a che vedere sebbene poi, al primo assaggio, il sapore ci abbia immediatamente fatto pensare a questi: infatti abbiamo utilizzato dell’olio di cocco, miele per dolcificare e un mix di farine che ce li ha fatti amare soprattutto per la fragranza?che hanno conferito. La solita lista di biscotti da preparare prima che arrivi il Natale?oggi diventa un po’ pi? lunga: questi dolcetti qui infatti meritano che gli si faccia necessariamente un po’ di spazio. (altro…)