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Zuppa di zucca arrosto con “bacon” di mandorle // Roasted butternut squash soup with almond “bacon”

This post was created in partnership with Panasonic.

(English version follows) Dopo diverse settimane di nomadismo (ad inizio ottobre siamo volate a Londra e fino alla settimana scorsa ci trovavamo in giro per Italia per la promozione del nostro libro), non è poi così male tornare a casa. Continuiamo ad essere dell’opinione che, fosse per noi, potremmo continuare con questo ritmo per un bel po’ di tempo, che non c’è niente che ci elettrizza tanto quanto l’idea di salire su un aereo, ma amiamo l’idea di sapere ed esser certe che la nostra dimensione, quella che chiamiamo “casa”, è sempre lì ad attenderci.

Perciò, sebbene la nostra esperienza culinaria non avrebbe potuto essere delle migliori, fra porridge per tutti i gusti da 26grains e una “protein feast bowl” da Pride Kitchen a Londra (soprattutto, in quello splendido contesto di edifici di mille colori più uno e luci che è Neal’s Yard), e fra il cioccolato crudo di Grezzo a Roma e la melanzana con crumble di ceci da Botanica Lab a Bologna, tornare a metterci ai fornelli, anche semplicemente per preparare qualcosa di semplice ma estremamente confortante come una zuppa, non potrebbe essere più terapeutico. E siccome pur sempre del 31 Ottobre stiamo parlando, a base di cosa sarebbe potuta essere questa zuppa se non di zucca?

Si tratta di una ricetta semplice: della semplice zucca arrostita (abbiamo scelto di cuocerla al forno così da esaltare la sua naturale dolcezza) con cipolla e tante erbe e spezie come rosmarino, cardamomo e coriandolo. Ci è bastato poi renderla liscia e setosa frullandola con del brodo vegetale caldo, zenzero e curcuma freschi grazie al nostro hand-blender Panasonic e decorarla con yogurt di cocco, coriandolo fresco e “bacon di mandorle“.

Se siete abituati a scorrere fra ricette vegetariane e vegane (specialmente straniere), probabilmente conoscerete già il “bacon di cocco”: si tratta semplicemente di scaglie di cocco marinate in salsa di soia, sciroppo d’acero e fumo liquido e poi cotto in forno finché croccante. Eravamo partite noi stesse con l’idea di prepararlo da aggiungere come topping a questa zuppa, se non fosse stato per un piccolo inconveniente: niente cocco in scaglie nella nostra dispensa. Fruga e fruga ancora, abbiamo trovato, però, delle mandorle in scaglie: e quindi, “bacon” di mandorle sarebbe stato. Inoltre, niente fumo liquido per noi ma, piuttosto, sale e paprika affumicati. Con le dosi della ricetta, otterrete una buona quantità di questo mix croccante, salato e così delizioso che non riuscirete a fare a meno di mangiarlo semplicemente a manciate come snack o, ad esempio, sbriciolato sul vostro avocado toast mattutino.

ZUPPA DI ZUCCA ARROSTO CON BACON DI MANDORLE
vegan, senza glutine, senza grani, paleo
PORZIONI: 2

Ingredienti:
per la zuppa di zucca:
600g di zucca violina
550g di brodo vegetale
2 cipolle rosse
1 rametto di romarino
1 cucchiaino di zenzero fresco grattugiato
1 cucchiaino di curcuma fresca grattugiata
1/2 cucchiaino di cardamomo in polvere
1/2 cucchiaino di coriandolo in polvere
1/2 cucchiaino di paprika in polvere
1 cucchiaio di olio di cocco o di avocado
sale rosa dell’himalaya
2 cucchiai di olio di cocco, per guarnire
coriandolo fresco, per guarnire

per il bacon di mandorle:
160g di mandorle in scaglie
1 cucchiaio di tamari
1 cucchiaio di sciroppo d’acero
1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
1 cucchiaino di sale affumicato
1/2 cucchiaino di paprika affumicata
1/2 cucchiaino di aglio in polvere

Procedimento:
Inizia con il “bacon” di mandorle: in una ciotola, condisci le mandorle in scaglie con la tamari, l’olio, lo sciroppo d’acero, la paprika, l’aglio in polvere e il sale affumicato. Mescola bene finché tutto sarà ben condito.
Preriscalda il forno a 160°C. Metti le mandorle in una teglia foderata con carta forno e infornale per circa 12 minuti o finché croccanti, mescolandole ogni 3 minuti così che non si brucino.
Sforna e lascia raffreddare.
Sbuccia e taglia grossolanamente la zucca. Taglia a spicchi le cipolle. Preriscalda il forno a 200°C. Condisci la zucca e le cipolle con sale, rosmarino, cardamomo, coriandolo, paprika e olio di cocco o di avocado e arrostisci per circa 30 minuti. Nel frattempo, scalda il brodo finché sarà bollente.
Nel boccale del frullatore ad immersione metti le verdure arrosto, lo zenzero e la curcuma e copri con il brodo. Frulla fino ad ottenere una crema liscia.
Dividi la zuppa in due ciotole, guarniscile con un cucchiaio di yogurt di cocco per ciotola, una manciata di “bacon” di mandorle e del coriandolo fresco.

ENGLISH

It’s autumn: leaves are falling from trees, weather gets colder and we finally can start turning on the oven in the kitchen and having warm meals. Also, pumpkin season is finally here and one of our favorite way to eat it is soup. Roasting the butternut squash in the oven with spices allow the veggies to caramelize and be sweeter and heartier. Also, this means way less effort but so much flavor. You just need to put the veggies in the oven and heat some stock and then blend it until nice and creamy! It’s really easy as 1 2 3. Here the soup is paired with some crunchy, salty nut “bacon” made with almonds instead of the usual coconut.With this recipe, you’ll get way more almond bacon than you need for the soup, but you won’t be disappointed: eat it, like us, in the morning on avocado toast or just put it in a bag for a quick snack while you’re out!

ROASTED BUTTERNUT SQUASH SOUP WITH ALMOND BACON
vegan, gluten free, grain free, paleo
SERVES: 2

Ingredients:
600g butternut squash, peeled and chopped
550g vegetable stock
2 red onions
1 stalk of rosemary
1 tsp fresh grated ginger
1 tsp fresh grated turmeric
1/2 tsp ground cardamom
1/2 tsp ground coriander
1/2 tsp paprika
1 tbsp avocado or coconut oil
pink himalayan salt
2 tbsp coconut yogurt, to garnish
fresh cilantro, to garnish

for the almond “bacon”:
160g almond flakes
1 tbsp tamari
1 tbsp maple syrup
1 tbsp extra virgin olive oil
1 tsp smoked sea salt
1/2 tsp smoked paprika
1/2 tsp garlic powder

Method:
Start with almond “bacon”: in a bowl, season almond flakes with tamari, olive oil, maple syrup, smoked salt and paprika and mix it well until all seasoned. Preheat oven to 160°C. Place almonds on a baking tray covered with parchment paper and bake them in the oven for about 12 minutes or until crunchy but not burned, stirring them every 3 minutes. Peel and roughly chop the butternut squash. Chop the onions. Preheat oven to 200°C. Season chopped butternut squash and onions with salt, rosemary, ground cardamom, ground coriander and paprika and roast it for about 30 minutes. In the meantime, heat the stock until very hot. In the jug of the hand blender, put the roasted veggies, fresh grated ginger and turmeric and the hot vegetable stock and blend until you get a smooth soup. Divide the soup into 2 bowls, garnish them with 1 tbsp coconut yogurt per bowl, one handful almond “bacon” and some fresh cilantro.

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Insalata di quinoa, zucca e ceci arrosto // Roasted squash + chickpeas quinoa salad

Questo post è stato creato in collaborazione con Zucchi

Torniamo dopo quasi 2 mesi sulle pagine di questo blog con il pasto che meglio potrebbe descriverci: un’insalata. Sono stati dei mesi impegnativi (lo sappiamo che lo diciamo sempre), durante i quali sono successe così tante cose che per raccontarle qui non basterebbe un solo post. Fra le varie cose, la più piccola di noi ha finalmente deciso, quasi all’ultimo minuto, com’è solita fare, di iscriversi all’università, precisamente alla facoltà di Scienze della Comunicazione.

Capirete bene, quindi, che fra lavoro, libro (e le relative presentazioni!), ufficio per la mamma e università per la figlia, il tempo da dedicare al nostro piccolo spazio (che rimane, sempre e comunque, il nostro primo amore) si è ridotto consapevolmente. Ma non è per questo motivo che ce lo lasceremo sfuggire: d’altronde, abbiamo ancora un’insalata di zucchine e melanzane che aspetta da luglio di essere pubblicata – e dobbiamo davvero farlo prima che non ci sia più traccia di questi ortaggi per poterla preparare! – e il tanto promesso post su Praga con relativa ricetta inclusa. Oltre questi, degli splendidi waffles a base di farina di mandorle, una zuppa di zucca, dei flatbreads di verdure e molto altro.
Per fortuna, nella vita, esistono delle scadenze, motivo per il quale tutte queste ricette, promettiamo, non tarderanno più di tanto ad arrivare.

Approfittiamo di uno dei pochi momenti di tempo libero in questa settimana frenetica (che ci ha viste, per via delle presentazioni del libro, prima a Roma, poi a Bologna e adesso a Cervia) per aggiornare il blog e postare questa insalata che è stata uno dei piatti più frequenti che abbiamo preparato la scorsa settimana fra un servizio per un giornale ed un altro.

Se ci conoscete, sapete bene che il tipo di pietanze che proponiamo in questo spazio presta sempre molta attenzione al lato nutrizionale di ciascun piatto. Perciò, in un mese come Ottobre, quando dopo le vaschette intere di gelato mangiate durante l’estate si fanno sentire e il “devo iscrivermi in palestra” diventa quasi obbligatorio, non potevamo non proporre da queste parti un piatto che rispecchiasse questo mood ma che lo facesse pesare decisamente meno.

Quello che ha reso veramente speciale questa ricetta, ricca di proteine vegetali grazie a legumi e quinoa, è stato l’arrostire insieme zucca e ceci con spezie e l’olio extravergine d’oliva aromatizzato all’arancia di Zucchi: ha un gusto delicato, l’aroma dell’arancia non è invasivo ma presente ed avvolgente e non potrebbe legarsi meglio che con zucca, nocciole e spezie “calde” come cumino e coriandolo(altro…)

Mini quiches di polenta con “ricotta” di macadamia e fiori di zucca // Polenta quiches with macadamia ricotta and squash blossoms

Scriviamo questo post un po’ in extremis, mentre siamo impegnate a non scordarci di mettere la crema solare in borsa e cerchiamo disperatamente il nostro iPod (nascosto chissà dove…), prima di metterci in macchina per la bellezza di 4 ore per trascorrere qualche giorno al mare. Giorni senza computer, senza dover rispondere alle mail, senza pensare a niente. Dopo gli ultimi mesi, così carichi di lavoro, stress ed impegni da tutti i fronti, era proprio quello di cui avevamo bisogno.

Per fortuna, nonostante ci riduciamo a fare sempre tutto all’ultimo, ieri abbiamo preparato un paio di cose (come queste barrette!) da mangiare da portarci dietro per sforzarci il meno possibile, passare poco tempo davanti ai fornelli e avere sempre cibo buono e sano a portata di mano. Oltre a snack per la prima colazione, abbiamo messo nella nostra borsa avocado (immancabili e indispensabili), un pane di semi senza glutine, i nostri pancakes di piselli, tante verdure e queste piccole quiches.

Prepariamo la”ricotta” di noci macadamia e anacardi che farcisce queste tortine da ormai un paio di mesi e non potremmo esserne più soddisfatte: è ricca, cremosa, leggermente acidula grazie al succo di limone e perfetta da mettere ovunque. È diventata una di quelle cose che non manca mai nel nostro frigorifero: la spalmiamo sul pane con qualche fetta di pomodoro, basilico e un goccio di aceto balsamico e la usiamo in una finta e molto approssimata parmigiana di melanzane che, però, anche il nostro uomo di casa, super tradizionalista, ha apprezzato.

Poiché i fiori di zucca sono troppo belli (e buoni!) per lasciarseli sfuggire – e adesso sono proprio di stagione -, volevamo trovare un modo per utilizzarli in modo creativo. Uno degli abbinamenti più classici è, appunto, quello con la ricotta, e poiché noi avevamo in frigorifero ancora un po’ della nostra versione vegetale, perché non provare a metterli insieme? Per il resto, abbiamo aggiunto una base strepitosa che, fondamentalmente, consiste in una base di polenta pressata dentro degli stampi (noi abbiamo usato quelli Le Creuset) e poi messa al forno fino a renderla ferma e adatta a contenere un ripieno, e, una volta cotte, le abbiamo servite un leggero pesto di basilico che ha portato il piatto a tutt’altro livello (quindi, mi raccomando, non evitatelo se decidete di replicare questa ricetta!) (altro…)

Pizza di zucchine con crema di rucola e semi di zucca // Vegan grain free zucchini pizza crust

(English recipe follows) Torniamo finalmente a pubblicare dopo una settimana e mezzo di silenzio durante la quale ci siamo trovate a fare i conti con un blog che andava di testa sua e che apriva pubblicità decisamente poco gradevoli ogni volta che si tentava di accedere ad una pagina. Dopo l’ansia e il terrore iniziali (siamo molto drammatiche), abbiamo preso atto di ciò che stava succedendo e ci siamo affidate a qualcuno di decisamente più esperto di noi per risolvere il problema. Adesso dovrebbe funzionare tutto per bene, ma qualora si aprissero pagine fastidiose tentando di entrare sul sito, fatecelo sapere.

Nonostante tutto, però, non abbiamo smesso un attimo di cucinare e abbiamo sfornato una serie di piatti che non si sono rivelati un disastro dopo l’altro ma che, in realtà, erano tutti davvero buoni e non vediamo l’ora di condividere qui sul blog. Così, nell’indecisione di cosa postare oggi, abbiamo fatto un piccolo sondaggio su instagram (avete risposto in tantissimi e la cosa non ha potuto che riempirci di gioia) su cosa avreste preferito vedere qui sul blog, e questa “pizza di zucchine” è risultata vincente.

Un paio di settimane fa, la più piccola di noi si era assolutamente convinta di voler provare a creare una “pizza” che avesse come ingrediente principale le zucchine (un po’ come quella di cavolfiore, ma con le zucchine) ma la più grande non ne era particolarmente convinta, perciò si era limitata ad assecondarla senza particolare interesse. Qualche sera dopo, completamente senza idee su cosa cucinare per la cena, la più piccola ha deciso che era arrivato il momento di provare a creare questa fantomatica pizza di zucchine. Le abbiamo quindi grattugiate, strizzate per bene e poi mescolate con farina di cocco, lievito alimentare in scaglie e semi di lino. L’impasto si presentava niente male, perciò l’abbiamo steso, cotto da un lato e poi dall’altro e, siccome in quel momento eravamo in cerca di qualcosa di molto veloce che risolvesse la nostra cena, ci siamo limitate a condirlo con uno dei nostri vasi di conserva di pomodoro preparata l’anno scorso, un po’ di verdure arrostite ed un “formaggio” di noci macadamia che avevamo in frigo del quale vi racconteremo presto: il risultato è stato sorprendente, e indovinate chi, dopo tanto scetticismo, se ne è innamorata perdutamente?

Siccome stiamo ancora sperimentando con un paio di ricette grain free, la prima lo è stata completamente, grazie all’utilizzo della farina di cocco (che, ricordiamo sempre, non è la stessa cosa del cocco rapé/cocco essiccato) e ci è piaciuta tantissimo. Volevamo però trovare una soluzione anche per chi non riesce a trovare la farina di cocco o per chi, come il nostro di casa, sente un po’ presente il gusto della farina di cocco e preferisce un sapore più tradizionale, neutro e rustico. Oggi stesso, perciò, abbiamo provato con la farina di grano saraceno (il che significa che, essendo questo uno pseudo-cereale, tecnicamente anche questa versione è senza veri e propri grani) e anche in queste vesti la pizza ci è piaciuta tantissimo.

Chiaramente, nulla vogliamo togliere alla sacra pizza, che adoriamo anche noi, ma questo è un modo carino e sano di nascondere verdura in una veste più appetitosa o da preparare quando si ha voglia di qualcosa che ricordi la pizza ma sia più leggero o, ancora, non si è pensato prima ad un impasto da lasciar lievitare.

Quanto al condimento, qui abbiamo deciso di fare qualcosa di meno tradizionale e proporvela con una crema di semi di zucca e rucola, ma fidatevi: con un po’ di passata di pomodoro, un paio di olive, due melanzanine grigliate, un goccio d’olio e una spolverata di origano sarà davvero meravigliosa. (altro…)

Pancakes salati di piselli con tzatziki // Savory green pea pancakes with tzatziki

Siamo certe che molti dei nostri lettori siano come noi: appena vediamo una novità sui banchi dei supermercati biologici, dobbiamo subito metterci le mani sopra. Non importa se non abbiamo idea di cosa sia, come utilizzarlo o che sapore abbia, noi nel dubbio la mettiamo nel carrello. E questo è quello che è successo l’anno scorso quando, di fronte ad un pacco di farina di piselli verdi, abbiamo subito dovuto comprarla.

Abbiamo provato più volte ad usarla come avremmo fatto con la farina di ceci, ma il risultato è sempre stato piuttosto deludente: a differenza, infatti, di quella di ceci, non è altrettanto assorbente e tutto ciò che abbiamo provato a cucinare finiva spesso per essere troppo cotto o troppo secco e a spezzarsi facilmente.

Ieri sera, dopo aver quindi lasciato per quasi un anno quel pacchetto di farina di piselli mezzo usato nella nostra dispensa, in cerca di qualcosa da preparare per cena, lo abbiamo ritrovato lì in dispensa a farci l’occhiolino e dirci che era il caso di darle un altro tentativo, o presto avremmo dovuto vedercela con l’estate e le fastidiose farfalline che, ogni tot, decidono di costruire famiglia nei nostri pacchetti di farina.

L’idea iniziale era quella di prepararci delle crepes alternative a quelle di ceci che spesso prepariamo, ma l’impasto era decisamente troppo denso perché potesse diventare una bella crêpe sottile e morbida e, viste le esperienze precedenti, sapevamo che non avremmo potuto aggiungere altra acqua o sarebbe stato impossibile cuocerle in padella e che si sarebbero spezzate immediatamente non appena avremmo provato a girarle. Però ormai l’impasto era quello, avevamo usato la tanto temuta farina di piselli e non avevamo intenzione che ci passasse per la testa l’idea di gettare tutto dentro il cesto della spazzatura (odiamo davvero lo spreco di cibo). Quindi insomma, abbiamo provato a cuocere questo impasto piuttosto denso – sembra, piuttosto, quello di una torta – senza però farlo diventare crêpe ma lasciando che diventasse, piuttosto, una frittella: ed è così che è successa la magia.

Ci siamo innamorate talmente tanto di questi pancakes (come è possibile che non ci avessimo pensato prima?!) da cucinarli nuovamente oggi a pranzo, insaporendo ancor di più l’impasto “base” che prevedeva niente di più che farina di piselli, acqua, poco arrowroot e un goccio d’olio con dei cipollotti tagliati finemente – sono i nostri “eroi” in cucina e troviamo che tutto risulti migliore con un piccolo cipollotto dentro – e delle foglie di timo. Per il condimento, invece, abbiamo mantenuto lo stesso che avevamo preparato ieri sera e che era risultato vincente: un semplice tzatziki veg con il nostro yogurt di anacardi che, essendo molto fresco, cremoso e leggermente “tangy” è l’accompagnamento perfetto per un pancake a base di farina di legumi (che risultano sempre un po’ “pesanti”) e, soprattutto, nel caso di uno a base di farina di piselli per la sua naturale dolcezza. Asparagi grigliati – non possiamo farne proprio a meno per ora -, avocado e ravanelli hanno completato il tutto.

Insomma, se anche voi avete un pacchetto di farina di piselli comprato durante un raptus di “oh! una cosa nuova! devo averla!” lasciato a morire in dispensa, rispolveratelo e dategli un’altra chance e se, invece, non ce l’avete, corretelo a comprarlo perché questi pancakes vi salveranno davvero la cena (ma anche il pranzo veloce, il brunch o l’aperitivo) in quelle giornate durante le quali non avete idea di cosa cucinare e avete ben poco in frigorifero! (altro…)

Soba noodles con fragole, asparagi e fave // Soba noodles with straberries, broad beans and asparagus

(English recipe below) Per noi, questo rappresenta decisamente il periodo più bello dell’anno, sia a livello climatico, che “stagionale” (per quanto riguarda gli alimenti), che emotivo e spirituale. Per qualche strano ma meraviglioso motivo, infatti, la primavera ci fa lo stesso effetto degli animali andati in letargo durante i mesi invernali: ci svegliamo dal nostro torpore (soprattutto mentale) e ci mettiamo in moto, diventiamo più creative, produciamo senza mai finire e facciamo in modo – o, quantomeno, ci proviamo – che le cose belle non si limitino a succedere ma che accadano.

Il sole siciliano e lo svolazzare per la città con abiti leggeri e freschi, ficcando il muso di fronte ad ogni fioraio con il desiderio di far diventare la casa una serra o, ancora meglio, un orto botanico, non possono che rendere ancora più vivi questi sentimenti e farci sentire come le lenticchie che abbiamo messo a germogliare.

Per quanto riguarda, poi, la scelta di frutta e verdura, è proprio innegabile che questo sia il periodo migliore dell’anno: ci sono ancora gli ultimi cavolfiori e broccoli, che ci hanno fatto compagnia negli ultimi mesi e facciamo ancora fatica a lasciare, ma compaiono asparagi – i nostri preferiti in assoluto! – e adesso anche le prime zucchine, che rendono il momentaneo abbandono alle nostre amate crucifere (ci viene ancora un po’ difficile realizzare che per tre/quattro mesi non mangeremo cavolfiori arrostiti!) decisamente più sopportabile. Questo weekend, inoltre, abbiamo finalmente affondato i denti sulle prime albicocche, quelle biologiche, non ancora al pieno della loro bontà ma che, dopo mesi di mele e kiwi, ci hanno dato un primo e succoso assaggio di estate. E poi, fra qualche settimana, inizieranno le ciliegie, e nessuno può immaginare quanto, ogni anno, aspettiamo questo momento…

Insomma, dopo questa piccola ode ai nostri prodotti preferiti, non potevamo che celebrare la primavera anche nella nostra ricetta: era da un bel po’ di tempo, ad essere sincere, che pensavamo di “metterla in pratica” ma, in parte perché abbiamo dovuto aspettare che tutti gli ingredienti dei quali avevamo bisogno fossero di stagione per poterla realizzare, un po’ perché la pigrizia invernale ha fatto fatica a scollarsi di dosso, siamo riuscite a preparare soltanto adesso.

È un piatto che, come la primavera, deve esser servito tiepido: decisamente non bollente, come sarebbe una zuppa a dicembre, né freddo come un’insalata in un’afosa giornata estiva. Semplicemente, tiepido. Per il resto, fave, asparagi e fragole sono uno dei nostri abbinamenti primaverili preferiti e, quando puntualmente portiamo a tavola un piatto che preveda tutti questi abbinamenti insieme, abbiamo la conferma di come la primavera sia arrivata al massimo del suo splendore. Per il resto, c’è bastato aggiungere a questi ingredienti dei soba noodles (se non li conoscete, si tratta di noodles di grano saraceno – assicuratevi che non siano spezzati con farina di frumento perché il piatto sia senza glutine) e una vinagrette a base di tamari e sesamo. Ecco, se solo uno dei piatti (arrivati, per giunta, dalla Danimarca il giorno prima) non fosse rovinosamente caduto dal davanzale della finestra su cui era poggiato per via di un maledetto colpo di vento, sicuramente li avremmo adorati ancora di più. (altro…)

Vellutata di zucchine, piselli e latte di cocco con crackers di avena e semi // Zucchini, pea and coconut soup with seedy oat crackers

Per qualche strana ragione, sebbene la più piccola di noi giri per la città in maniche corte e vestitini quasi fosse già arrivata l’estate e le giornate siano tutt’altro che fresche, ci stiamo ritrovando a mangiare molte più zuppe in queste ultime settimane di quanto non abbiamo fatto questo inverno.

Sarà che, inevitabilmente, per via della preparazione del libro ci siamo ritrovate a mangiare meno cibo caldo di quanto avessimo voluto e che, dopo una giornata passata a cucinare, persino mettere tutto in pentola e aspettare che cuocesse sembrava troppo faticoso e lungo da preparare per due stomaci vuoti impazienti come i nostri, o, ancora, che il nostro inverno non è stato quasi per niente rigido – tanto da non fare il cambio stagione, tranne che per un paio di maglioni -. Insomma, ritrovato un po’ più di tempo, abbiamo dovuto recuperare tutte le zuppe perse.

Questa ricetta è un po’ una via di mezzo tra il voler fare e l’essere troppo pigri per farlo: sia la zuppa che i crackers sono estremamente facili da fare, ma combinati insieme creeranno un piatto davvero buono, soddisfacente e che vi lascerà increduli per quanto la sua facilità nel realizzarla sia direttamente proporzionale alla sua bontà e, soprattutto, al relax dovuto all’aver passato davvero poco tempo ai fornelli (perché, diciamocelo, cucinare ci piace, ma quando abbiamo delle giornate piene l’unica cosa che vorremmo fare è stare sdraiate sul divano).

Per quanto riguarda la vellutata, tutto ciò che vi basterà fare è infilare piselli, zucchine, cipollotti in una pentola, aggiungere acqua e latte di cocco (se volete potete anche scaldare prima tutto con un po’ d’olio e poi unire acqua e latte di cocco), portare ad ebollizione e cuocere 5 minuti. Poi frullare con una generosa quantità di menta et voilà: la zuppa è pronta. Per i crackers di avena e semi ci vorrà un po’ più di tempo, ma semplicemente perché devono cuocere in forno: inoltre potete prepararli qualche giorno prima – ne otterrete una bella quantità – e tenerli in frigo (così da evitare che gli oli dei semi irrancidiscano) e, una volta preparata la zuppa, semplicemente sbriciolarli sopra. Volendo ancora, potete preparare anche la zuppa qualche giorno prima in grandi dosi e stiparla in frigo: potete a questo punto decidere di mangiarla fredda (è stratosferica) o di scaldarla un attimo. Più facile di così non si può! (altro…)

Tagliatelle con ragù bianco di tempeh e porri – Tempeh and leek ragù tagliatelle with hazelnut parm

Gli ultimi mesi sono stati decisamente pieni, oltre aver lavorato per mesi al nostro libro (che, a proposito, uscirà a breve e sarà edito da EIFIS editore) ed aver fatto un po’ su e giù tra Palermo e Milano per via di Cucina Blog Award ’17 organizzato dal Corriere della Sera (cosa che, se potessimo, ripeteremmo volentieri ogni mese visto il nostro grande amore per la splendida Milano), abbiamo dovuto fare conto anche con doveri lavorativi che non riguardassero il blog ed impegni personali, e questo ha inevitabilmente avuto delle piccole ripercussioni sul nostro pubblicare in maniera costante sul blog. Eppure, proprio per via del libro, non abbiamo mai smesso un attimo di cucinare e fotografare.

Dobbiamo anche ammettere che, avendo focalizzato tutte le nostre energie sul manoscritto, è arrivato anche quel momento tanto temuto in cui ci siamo ritrovate a corto di fantasia e in cui eravamo talmente stufe di cucinare e di mangiare tutto ciò che uscisse dalla nostra cucina – per quanto delizioso – , mettere in moto il processo creativo, ritestare una ricetta fino allo sfinimento perché fosse perfetta e, soprattutto, lavare i piatti, da voler vivere soltanto di toast all’avocado.

Però, una volta consegnato tutto il materiale, non ci siamo date neanche un attimo di tregua in cucina: abbiamo cucinato tutte le papabili ricette che avevamo elaborato durante questi mesi con lo scopo di potervi proporre qui sul blog e immediatamente il bisogno di tornare a scrivere e condividere si è fatto sentire. Abbiamo in cantiere tantissimo di cui raccontarvi, perciò non stupitevi se in questi mesi saremo più attive che mai!

Proprio a proposito del nostro rinato estro creativo, era da tantissimo che avevamo voglia di preparare un ragù vegano di tempeh: se ci conoscete, già saprete che facciamo un uso decisamente parco di soia in cucina (e, non a caso, il nostro libro sarà completamente soy free!!) ma ogni tanto consumiamo volentieri le sue forme meno processate come tempeh e tofu. Ecco, questo ragù bianco (più fresco e adatto alle giornate di sole che finalmente sembrerebbero essere predominanti rispetto a quello rosso) nasce proprio con l’idea di creare un ragù di soia senza però far uso di proteine di soia destrutturizzate o altri prodotti altamente processati ma, piuttosto, attraverso la versione fermentata di questo legume, estremamente benefica per l’intestino e facile da digerire.

L’occasione ci si è presentata, finalmente, qualche giorno fa, quando abbiamo ricevuto un pacco di meraviglie da De Tacchi, una piccola azienda di Padova che ha una grande tradizione alle spalle e che vanta presidio Slow Food su alcuni dei suoi prodotti. Aperto il pacco, ci siamo subito innamorate di queste tagliatelle di mais maranello, di un giallo così intenso e dalla consistenza un po’ ruvida da volerci subito mettere all’opera.

Avendo una nonna celiaca e consumando davvero poco glutine (fatta eccezione per il nostro pane di farro a lievitazione naturale), abbiamo provato svariate paste a base di farine senza glutine senza mai, tranne che in alcuni casi, rimanerne pienamente soddisfatte. Queste tagliatelle invece, lo diciamo sinceramente, le abbiamo trovate veramente ottime e dalla consistenza perfetta, tanto da pensare di ordinare dallo shop tutti i vari formati di pasta che producono. Uniche piccole accortezze che però ci sentiamo in dovere di sottolineare sono quella di girare spesso la pasta, per evitare che si appiccichi, e di cuocerla un po’ meno di quanto indicato sulla confezione (vengono indicati 10/12 minuti ma per noi che amiamo la pasta al dente 8 + la mantecata in padella sono stati più che sufficienti).

Per il resto, abbiamo reso umido e cremoso il nostro ragù con i porri e profumato con semi di finocchio (quei pochi che siamo riuscite a salvare, considerando che abbiamo disgraziatamente rovesciato il barattolo dove li conservavamo per terra nell’atto di scattare una foto), timo secco e paprika affumicata. Immancabile, un “parmigiano” a base di nocciole tostate e lievito alimentare: se doveste replicare questa ricetta, vi invitiamo caldamente a servirla con questo, in quanto bilancia perfettamente tutti i sapori e la rende completa.  (altro…)

Toast con avocado e fragole arrostite al balsamico // Avo toast with balsamic roasted strawberries

Parliamo un po’ dell’ormai famosissimo “avo toast“. Il nostro amore per l’avocado, siamo certe di averlo scritto da qualche parte, risale a quando ancora pochi, qui in Italia, avessero idea che l’avocado potesse essere mangiato e non solo usato per maschere di bellezza e, più in generale, prima che l’avocado-mania scoppiasse su instagram. Non state subito così lungimiranti da limitarci a schiacciarlo, condirlo e mangiarlo su una fetta di pane, ma abbiamo passato un’estate a nutrirci quasi esclusivamente di guacamole senza mai sentire il bisogno di mangiare qualcosa di diverso.

Il toast all’avocado è una di quelle cose che mangi durante qualsiasi pasto e che ti lascia sempre soddisfatto. Niente in casa eccetto del pane e un avocado maturo? Nessuna voglia di cucinare? Bisogno di mangiare qualcosa di estremamente veloce ma che colmi quella voragine nello stomaco? La risposta è sempre la stessa. Così, quando qualcuno ci chiede “ma cosa ci trovate, nell’avocado? A me non dice nulla”, strabuzziamo sempre un po’ gli occhi e ci chiediamo come sia possibile che esistano persone alle quali, realmente, non piaccia l’avocado. Abbiamo evidenziato, però, due dei problemi principali: il primo è la scelta di un avocado decisamente poco maturo e, il secondo, il non condirlo. Quindi, un paio di regole (che a noi sono sempre sembrate scontate, ma forse non lo sono così tanto) per mandare giù l’avocado: intanto, deve essere non maturo. Non maturo al punto tale da schiacciare la buccia con un dito e perderci un dito dentro, ma, diciamo, che esternamente deve essere morbido come un’albicocca. In secondo luogo, poi (ma potrebbe essere anche primo luogo), è necessario condirlo con succo di limone e sale. E non due gocce di limone e un accenno di sale, ma una buona quantità di entrambi, altrimenti non avrà sapore. È come la pasta, d’altronde: mangereste mai un piatto di pasta senza salare l’acqua di cottura?

Troviamo poi che il toast all’avocado, nella sua purezza (quindi senza nient’altro se non, appunto, avocado e pane) si trovi a metà strada tra la colazione salata e quella dolce. Mettiamo le cose in chiaro: si tratta pur sempre di una pietanza salata, ma non è così “strong” come una full english breakfast o una tipica colazione tedesca. È una di quelle cose che, anche se sono le prime ore del mattino e siete abituati ad una tipica colazione dolce, non butterete giù con troppa fatica.

Questa versione che vi proponiamo oggi è proprio una declinazione decisamente adatta alla colazione dell’avocado toast: non è una versione dolce, ma è pensata per quelli che fanno davvero fatica a mandare giù qualcosa di totalmente salato appena svegli. Alla solita base di avocado schiacciato con sale e limone abbiamo aggiunto delle fragole condite con il meraviglioso aceto balsamico Guerzoni, un goccio di sciroppo d’acero e del succo di limone e poi arrostite in forno, così da ottenere una sorta di toast agrodolce, dove la dolcezza delle fragole si sposa perfettamente sale, limone e, chiaramente, avocado! (altro…)

Insalata di patate novelle e fave allo za’atar // New potato, broad beans and za’atar salad

Non siamo solite festeggiare Pasqua e, di conseguenza, non ci capita di riunirci con i nostri parenti e partecipare ad uno di quei pranzi interminabili che solitamente si concludono (ammesso che, si concludano) con pance pesanti e la bellezza di tre kg acquistati in poche ore. Ancor meno, non mangiando carne, ci capita di fare qualcosa di realmente concreto per Pasquetta (vade retro arrostute). Abbiamo però il nostro piccolo modo di festeggiare: ci piace godere del tempo insieme, fare le cose con lentezza, svegliarci (relativamente) tardi e preparare una colazione speciale e cucinare qualcosa di sfizioso per il pranzo, senza però stressarci troppo.

La nostra idea di pranzo ideale è uno che preveda diversi piatti, tutti diversi fra loro, ma senza dover dare un necessario ordine di portata a questi. Ciò significa che difficilmente in queste occasioni prepariamo un vero e proprio primo o un secondo ma, piuttosto, ci divertiamo a creare una serie di pietanze delle quali ognuno può prendere la quantità che vuole, così da mangiare un po’ di tutto senza appesantirsi troppo e aspettare interminabili tempi tra una portata e l’altra. Possiamo definirlo una sorta di pranzo buffet, se proprio vogliamo dare un nome.

Nella nostra tavola, la primavera si traduce automaticamente nel nutrirci (o, quanto meno, nel volerci nutrire) principalmente di asparagi, in fragole fresche per colazione al mattino e zuppe dal sapore delicato e in insalate di patate novelle. Quest’ultima, perciò, non poteva proprio mancare per questa Pasqua. Inizialmente eravamo tentate di preparare nuovamente quella postata da queste parti l’anno scorso, ma poi ci siamo dette che, per quanto possiamo amare quell’insalata, volevamo qualcosa di diverso e, soprattutto, qualcosa da condividere su queste pagine, visto che è da troppo, per i nostri standard, che non ci capita di proporvi una delle nostre solite insalate ricche.

Siamo davvero contente del risultato finale: abbiamo bollito le patate novelle e unite a delle fave così fresche da essere tenerissime e a della cipolla rossa cotta caramellata leggermente in un po’ d’olio, così da bilanciare il retrogusto un po’ amaro delle fave. Per smorzare, invece, la dolcezza della cipolla, sono state fondamentali delle buone olive verdi e un condimento allo za’atar, ovvero un mix di timo secco, semi di sesamo e sommacco. Un po’ di prezzemolo e aneto, che con fave e patate stanno davvero troppo bene per non metterli, e questo è quanto! È un’insalata davvero semplice, si prepara in una 30ina di minuti (cuocete le patate e le fave mentre caramellate le cipolle!) ma è decisamente buonissima. Approvata anche da quel brontolone dell’uomo di casa! (altro…)