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Frittelle di patate dolci con yogurt al tahini // Sweet potato latkes with tahini yogurt

Se dovessimo trovare una parola per fare un bilancio di quest’anno, questa sarebbe decisamente l’aggettivo “pieno”. È stato un 2017 ricco di avvenimenti, soddisfazioni, sogni nel cassetto realizzati e, in generale, cose belle. In primis la consegna e la pubblicazione del nostro libro di cucina edito da EIFIS editore, per il quale abbiamo lavorato, sudato e a volte anche pianto dall’agosto 2016. Vederlo stampato su carta, essendo consapevoli di tutto ciò che c’è stato dietro, ritrovarlo negli scaffali delle nostre librerie preferite, riscoprirlo tramite gli occhi delle nostre amiche più fidate: crediamo non ci sia soddisfazione più grande o traguardo più importante (o comunque, finora non ne abbiamo esperito alcuno) di questo dopo aver dedicato tutto il nostro cuore per più di 4 anni a questo blog. Ancora, c’è stata la nomina e la premiazione come miglior Healthy Food Blog ai Cucina Blog Awards 2017 de il Corriere della Sera (ecco, forse questo può essere messo pari merito alla pubblicazione del nostro libro grazie a tutte le emozioni e la riconoscenza che ci ha consentito di provare). E a questi due avvenimenti sono conseguiti il nostro piccolo blog tour per l’Italia (che proseguirà del 2018!) e la felicità di poter finalmente abbracciare non più soltanto virtualmente alcune tra le amiche più care e genuine che abbiamo conosciuto via web in questi anni. Il 2018 è stato l’anno di Parigi, Milano, Praga, Londra, Roma e Bologna. Ha sancito l’inizio del nostro iniziare a lavorare seriamente grazie al blog. È stato l’anno dei cambiamenti, delle cadute e delle risalite, dei 20 anni della più piccola di noi due. E perciò, nonostante siamo le prime a lamentarci sempre, non possiamo che essere grate per questo 2017 e augurarci che questo nuovo anno sia almeno tanto bello quanto quello passato.

Quanto alla ricetta, è un’idea veramente semplice qualora foste in cerca di un antipasto dell’ultimo minuto per stasera o per il pranzo di domani. Si tratta di delle frittelle (o latkes) a base di patate dolci grattugiate (noi, proprio perché si tratta di una ricetta da preparare in poco e nulla, abbiamo usato la lama per grattugiare del nostro food processor), cipollotto e paprika. Le abbiamo cotte nel forno a microonde della Panasonic che, negli ultimi mesi, ci ha spesso “salvato la vita”. Abbiamo usato un doppio metodo di cottura per far sì che fossero non solo ben cotte, ma anche croccanti e deliziose pur rimanendo leggere. Per accompagnarle e renderle ancora più sfiziose, una salsa a base di yogurt (abbiamo usato quello di cocco), succo di limone e tahini. E chiaramente tantissimi chicchi di melagrana, che a Capodanno non possono mai mancare e sono decisamente di buon auspicio.

Vi facciamo quindi i nostri più cari e sinceri auguri di buon anno, per un 2018 che sia brillante! (altro…)

Kombucha con zenzero, menta e melagrana // Fizzy pomegranate kombucha with ginger and mint

Ieri sono diventati 20, tondi tondi. 20 con 3 candeline su una torta di zucca e mandorle; 20 affogati in un caffè americano nero bollente e in una tazza di tè verde alla vaniglia; 20 impacchettati in un tubino color argento e nascosti da un cardigan della mamma; 20 in un’agendina a fiori, pietre dure, un’orchidea, un mazzo di fiori, risate ad oltranza con il proprio gatto, tanti libri per l’anima e un bracciale con le campanelle.

Abbiamo deciso di organizzare un brunch per l’occasione, perché le cose convenzionali non ci piacciono mai e l’idea di cucinare e mettere tante candele sulla tavola ci piaceva troppo per lasciarcela sfuggire. Ed è così che ci siamo addormentate alle 3 di notte per glassare l’ultima infornata di biscotti (cioccolato e arancia, ça va sans dire) e svegliate alle 7 (mettendo qualcosa nello stomaco soltanto alle 12) per infornare patate al forno e agghindare a festa la tavola.

Avremmo voluto fare almeno una foto a tutto il ben di dio che c’era in tavola, alla torta alla zucca decorata con tanti fiori, ma visto il nostro solito ritardo nel fare tutto (e vista anche la fame ad una certa), il tempo e il pensiero di prendere la macchina fotografica è sfuggito. Non poteva però sfuggire la bevanda che ha accompagnato tutto il cibo sulla tavola!

Si tratta di una spremuta di melagrana diluita con kombucha (se non sapete di cosa si tratti: è una bevanda fermentata, si trova nel reparto frigo dei supermercati biologici ben forniti!) e profumata con zenzero, menta e scorza di limone tratta dal nuovo libro di Manuel Marcuccio “Il mio Natale è Vegan” ovvero una piccola (ma non così piccola!) raccolta di ricette natalizie completamente vegetali per chi ha deciso di fare questa scelta, per i curiosi, per chi mangia tutto, per gli intolleranti e per chi ha un’amico vegetariano o vegano e non ha idea di cosa cucinare. Il libro è diviso in 5 menù, ciascuno composto da 6 proposte, diversi: all’interno di questi aspettatevi sempre una bevanda (perché che Natale è senza un bel drink) e un dessert!

Anche se qui sul blog non se ne vedono spesso, siamo grandi fanatiche delle bevande in occasione delle festività, troviamo che sia un aspetto da non tralasciare assolutamente, perché un pasto è veramente perfetto quando curato in ogni suo dettaglio. Quando abbiamo visto che il nuovo libro di Manuel ne prevedeva una diversa per ogni menù, quindi, eravamo già certe che le avremmo sperimentate. La prima che abbiamo avuto occasione di provare è stata questa kombucha con melagrana, menta e zenzero. L’ abbiamo appunto servita durante il brunch (poiché ci serviva una bevanda non alcolica ma che fosse frizzantina ed accattivante) per il compleanno di Marta e, poiché è stata apprezzata veramente tanto, abbiamo deciso di postarla qui oggi sul blog con le nostre piccole modifiche! (altro…)

Insalata di zucca arrostita con za’atar e dressing ai datteri di Anna // Anna’s roasted squash + za’atar spices

zucca-datteri-zaatar

Se ci conoscete (e, soprattutto, se conoscete la più piccola di noi), saprete bene che abbiamo una piccola ossessione quando si tratta di libri di cucina. Nel giro delle ultime due o tre settimane, poi, causa “ho bisogno di ispirazione” questa si è vista crescere in modo esponenziale, costringendoci a lasciare un bel po’ di volumi fuori dai cinque grandi scaffali occupati interamente da ricettari. Tra questi, ‘a modern way to eat’ di Anna Jones è uno di quelli che ha il suo posto fisso ed ai quali siamo più affezionate. Già più di un anno fa abbiamo acquistato la versione inglese (così come abbiamo fatto, successivamente, per il suo secondo libro), della quale ci siamo follemente innamorate. È una cucina casalinga e, allo stesso tempo, raffinata e sfiziosa. Semplice ma mai banale, decisamente sorprendente. Dopo averlo sfogliato infinite volte, abbiamo iniziato ad incollare post-it un po’ ovunque, per segnare le ricette da provare assolutamente, dall’insalata di mais abbrustolito, kale e patate dolci alla zuppa di cardamomo e anice stellato con zucca invernale, dal rotolo alle arachidi della california ai rotolini ai fichi ed earl grey. La scelta per il post di oggi, alla fine, è ricaduta su questa insalata dal gusto agrodolce. Avevamo una bellissima zucca gialla quintale (ammettiamo di aver dovuto cercare su internet per scoprire il nome di questa zucca…ci sorprende sempre vedere quante infinite varietà di questo ortaggio possano esistere!) e, sebbene Anna suggerisse di usare una zucca violina, ci siamo dette che l’insalata sarebbe stata ugualmente straordinaria…e così è stato! Adoriamo come la dolcezza della zucca venga unita al sapore forte e amaro di radicchio e semi di finocchio, e bilanciata sapientemente dalla freschezza della menta e da una vinagrette agrodolce di aceto balsamico – noi abbiamo usato quello bianco – e datteri. Non sentitevi scoraggiati e non lesinate nel condire l’insalata per il fatto che zucca e datteri siano due elementi dolci e per la paura che possano risultare stucchevoli: vi promettiamo che non lo sarà, e parliamo da persone che non hanno decisamente una propensione a gusti molto dolci. Adesso, forse vi chiederete: perché pubblicare solo adesso una recensione tanto piena d’amore per un libro già uscito nel 2014? Semplice: perché adesso (precisamente, dal 20 ottobre), se non lo conoscevate o non siete pratici con l’inglese, lo potete acquistare tranquillamente in libreria, tradotto in italiano ed edito da Eifis. Vi assicuriamo che sarà uno di quei libri dei quali non potrete più fare a meno! (altro…)

Insalata di quinoa, patate dolci, melagrana e avocado

superfood salad

Un nuovo post – il primo del 2016!! -, chi l’avrebbe mai detto? Torniamo finalmente sul blog, sperando di rimanerci a lungo, dopo una serie di vacanze movimentate, pur essendo rimaste a casa. Avremmo voluto dormire probabilmente un po’ di pi?, abbiamo cucinato parecchio e rinfrescato il lievito madre una quantit? tale di volte da renderlo, se possibile, quasi eccessivamente forte. Per quanto riguarda l’alimentazione, sinceramente, nessuno strappo alla regola che necessiti realmente di essere definito tale o che ci faccia sentire talmente appesantite da doverci depurare. Abbiamo mantenuto il pi? possibile il nostro stile alimentare: cibo fresco, genuino, nutriente e?processato il meno possibile. Per?, non si pu? negare, questi sono i giorni in cui, probabilmente, si mangia e si eccede pi? rispetto al resto dell’anno, quindi noi abbiamo ben pensato di proporvi un’insalatina fresca, colorata – diteci se tutti questi colori non vi fanno venire il buon umore! -, sana e nutriente per depurarci un po’ dalle tossine accumulate in questi giorni e sentirci pi? leggeri ed energetici. Questo piatto qui (che ? liberamente e spudoratamente adattato ad una ricetta di Jamie Oliver che ci aveva conquistate), a dirla tutta, lo prepariamo gi? da un po’ di tempo: dopo aver piantato e aver visto crescere con successo il crescione, abbiamo deciso di usarlo per questa insalata e andare avanti secondo questo circolo vizioso. Quale occasione migliore di questa per proporvelo? Senza glutine e vegano (a meno che, come nella versione originale, non decidiate di aggiungere giusto un tocco di feta sbriciolata), ? un pasto meraviglioso pre, post e anche durante abbuffata natalizia. Se poi ci seguite da tempo, lo sapete: qui l’insalata difficilmente si limita ad essere una ciotola di verdure miste – e giammai una di quelle triste e squallidi insalate di cartone sul banco frigo del super -, condita velocemente con una classica vinagrette a base di olio e limone. Per noi, quella dell’insalata, ? una cultura. E questa, cari signori, ? un’insalata con la I maiuscola: quinoa, patate dolci morbide e speziate, noci e semi croccanti, broccoletti verdi appena scottati, succosi, dolci e contemporaneamente acidi chicchi di melagrana e avocado burroso – ? un po’ l’insalata dei sogni, no? E visto che siamo in tema detox post feste, ? anche uno splendido modo per assumere una buona porzione di verdure, tutte di colori diversi, cos? da mangiare l’arcobaleno e fare scorta di tutte le sostanze nutritive delle quali il nostro corpo ha bisogno!? (altro…)

Waffle di farro all’harissa con uova e hummus

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Uova a colazione, ne vogliamo parlare? C’? chi le ama, c’? chi le odia. C’? chi ne fa uno stile di vita, chi trova che sia un’abitudine paradossale. Quanto a noi, ci piace definirci una via di mezzo. Come detto pi? volte, adoriamo le uova. ? uno di quegli ingredienti che a casa non mancano mai – purch? sempre codice 0?e biologiche -, sono versatili e risolvono facilmente un pranzo o una cena veloci e leggeri. Ma, parlavamo di colazioni. Diciamo che le uova a colazione non sono una di quelle cose che riusciamo a mangiare appena sveglie, quando il tempo che dista fra quando ci svegliamo e dobbiamo essere chi a scuola e chi a lavoro ? appena un’ora o poco pi? e il tempo dedicato alla colazione (che, per?, non pu? mancare mai – la colazione ? sacra) ? talmente misero da non permetterci di mangiarle. Rappresentano pi? un momento speciale, magari la domenica, quando la colazione, sebbene prioritaria, ha tempi pi? lenti cos? come il nostro risveglio. Ecco, diciamo che appena alzate, con ancora il segno del cuscino sulla faccia, la prima cosa che ricerchiamo accanto alla solita tazza di t? non sono le uova. Ma, dateci un po’ di tempo in pi? e certamente non rinunceremo a delle uova strapazzate, rigorosamente calde, su una fetta di pane di segale come quelle mangiate ad Amburgo. O ancora, magari, un ovetto alla coque, rigorosamente cotto 3 minuti e ?mezzo e non di pi?, cos? che l’albume sia rappreso ma il tuorlo ancora fluido, avvolgente. Quanto a questa ricetta, ? saltata fuori direttamente dal nuovo libro di Jamie Oliver “Everyday superfood” e adesso potremmo spendere ore a parlare di quanto ci piaccia Jamie, il suo rapporto e il suo approccio al cibo – ma lo avete visto in tv?! Solo da come si muove, da come gesticola, da come parla del cibo si capisce che ne ? sinceramente appassionato – e di quanto ci piaccia ancora di pi? questo libro, ma probabilmente questo diventerebbe ?un post fin troppo lungo. Dunque, waffles, harissa e uova: suonava strepitoso. Abbiamo apportato piccole modifiche, come l’aggiunta di un po’ di hummus che ultimamente a casa si consuma come se non ce ne fosse un domani e la classica e intramontabile farina di farro che infiliamo un po’ ovunque. Insomma, se vi piacciono le colazioni salate, questa ricetta fa per voi. E anche se non vi dovessero piacere, non avete scuse: questa ricetta si presta bene anche per brunch o magari pranzi o cene leggere… (altro…)