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Zuppa di zucca arrosto con “bacon” di mandorle // Roasted butternut squash soup with almond “bacon”

This post was created in partnership with Panasonic.

(English version follows) Dopo diverse settimane di nomadismo (ad inizio ottobre siamo volate a Londra e fino alla settimana scorsa ci trovavamo in giro per Italia per la promozione del nostro libro), non è poi così male tornare a casa. Continuiamo ad essere dell’opinione che, fosse per noi, potremmo continuare con questo ritmo per un bel po’ di tempo, che non c’è niente che ci elettrizza tanto quanto l’idea di salire su un aereo, ma amiamo l’idea di sapere ed esser certe che la nostra dimensione, quella che chiamiamo “casa”, è sempre lì ad attenderci.

Perciò, sebbene la nostra esperienza culinaria non avrebbe potuto essere delle migliori, fra porridge per tutti i gusti da 26grains e una “protein feast bowl” da Pride Kitchen a Londra (soprattutto, in quello splendido contesto di edifici di mille colori più uno e luci che è Neal’s Yard), e fra il cioccolato crudo di Grezzo a Roma e la melanzana con crumble di ceci da Botanica Lab a Bologna, tornare a metterci ai fornelli, anche semplicemente per preparare qualcosa di semplice ma estremamente confortante come una zuppa, non potrebbe essere più terapeutico. E siccome pur sempre del 31 Ottobre stiamo parlando, a base di cosa sarebbe potuta essere questa zuppa se non di zucca?

Si tratta di una ricetta semplice: della semplice zucca arrostita (abbiamo scelto di cuocerla al forno così da esaltare la sua naturale dolcezza) con cipolla e tante erbe e spezie come rosmarino, cardamomo e coriandolo. Ci è bastato poi renderla liscia e setosa frullandola con del brodo vegetale caldo, zenzero e curcuma freschi grazie al nostro hand-blender Panasonic e decorarla con yogurt di cocco, coriandolo fresco e “bacon di mandorle“.

Se siete abituati a scorrere fra ricette vegetariane e vegane (specialmente straniere), probabilmente conoscerete già il “bacon di cocco”: si tratta semplicemente di scaglie di cocco marinate in salsa di soia, sciroppo d’acero e fumo liquido e poi cotto in forno finché croccante. Eravamo partite noi stesse con l’idea di prepararlo da aggiungere come topping a questa zuppa, se non fosse stato per un piccolo inconveniente: niente cocco in scaglie nella nostra dispensa. Fruga e fruga ancora, abbiamo trovato, però, delle mandorle in scaglie: e quindi, “bacon” di mandorle sarebbe stato. Inoltre, niente fumo liquido per noi ma, piuttosto, sale e paprika affumicati. Con le dosi della ricetta, otterrete una buona quantità di questo mix croccante, salato e così delizioso che non riuscirete a fare a meno di mangiarlo semplicemente a manciate come snack o, ad esempio, sbriciolato sul vostro avocado toast mattutino.

ZUPPA DI ZUCCA ARROSTO CON BACON DI MANDORLE
vegan, senza glutine, senza grani, paleo
PORZIONI: 2

Ingredienti:
per la zuppa di zucca:
600g di zucca violina
550g di brodo vegetale
2 cipolle rosse
1 rametto di romarino
1 cucchiaino di zenzero fresco grattugiato
1 cucchiaino di curcuma fresca grattugiata
1/2 cucchiaino di cardamomo in polvere
1/2 cucchiaino di coriandolo in polvere
1/2 cucchiaino di paprika in polvere
1 cucchiaio di olio di cocco o di avocado
sale rosa dell’himalaya
2 cucchiai di olio di cocco, per guarnire
coriandolo fresco, per guarnire

per il bacon di mandorle:
160g di mandorle in scaglie
1 cucchiaio di tamari
1 cucchiaio di sciroppo d’acero
1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
1 cucchiaino di sale affumicato
1/2 cucchiaino di paprika affumicata
1/2 cucchiaino di aglio in polvere

Procedimento:
Inizia con il “bacon” di mandorle: in una ciotola, condisci le mandorle in scaglie con la tamari, l’olio, lo sciroppo d’acero, la paprika, l’aglio in polvere e il sale affumicato. Mescola bene finché tutto sarà ben condito.
Preriscalda il forno a 160°C. Metti le mandorle in una teglia foderata con carta forno e infornale per circa 12 minuti o finché croccanti, mescolandole ogni 3 minuti così che non si brucino.
Sforna e lascia raffreddare.
Sbuccia e taglia grossolanamente la zucca. Taglia a spicchi le cipolle. Preriscalda il forno a 200°C. Condisci la zucca e le cipolle con sale, rosmarino, cardamomo, coriandolo, paprika e olio di cocco o di avocado e arrostisci per circa 30 minuti. Nel frattempo, scalda il brodo finché sarà bollente.
Nel boccale del frullatore ad immersione metti le verdure arrosto, lo zenzero e la curcuma e copri con il brodo. Frulla fino ad ottenere una crema liscia.
Dividi la zuppa in due ciotole, guarniscile con un cucchiaio di yogurt di cocco per ciotola, una manciata di “bacon” di mandorle e del coriandolo fresco.

ENGLISH

It’s autumn: leaves are falling from trees, weather gets colder and we finally can start turning on the oven in the kitchen and having warm meals. Also, pumpkin season is finally here and one of our favorite way to eat it is soup. Roasting the butternut squash in the oven with spices allow the veggies to caramelize and be sweeter and heartier. Also, this means way less effort but so much flavor. You just need to put the veggies in the oven and heat some stock and then blend it until nice and creamy! It’s really easy as 1 2 3. Here the soup is paired with some crunchy, salty nut “bacon” made with almonds instead of the usual coconut.With this recipe, you’ll get way more almond bacon than you need for the soup, but you won’t be disappointed: eat it, like us, in the morning on avocado toast or just put it in a bag for a quick snack while you’re out!

ROASTED BUTTERNUT SQUASH SOUP WITH ALMOND BACON
vegan, gluten free, grain free, paleo
SERVES: 2

Ingredients:
600g butternut squash, peeled and chopped
550g vegetable stock
2 red onions
1 stalk of rosemary
1 tsp fresh grated ginger
1 tsp fresh grated turmeric
1/2 tsp ground cardamom
1/2 tsp ground coriander
1/2 tsp paprika
1 tbsp avocado or coconut oil
pink himalayan salt
2 tbsp coconut yogurt, to garnish
fresh cilantro, to garnish

for the almond “bacon”:
160g almond flakes
1 tbsp tamari
1 tbsp maple syrup
1 tbsp extra virgin olive oil
1 tsp smoked sea salt
1/2 tsp smoked paprika
1/2 tsp garlic powder

Method:
Start with almond “bacon”: in a bowl, season almond flakes with tamari, olive oil, maple syrup, smoked salt and paprika and mix it well until all seasoned. Preheat oven to 160°C. Place almonds on a baking tray covered with parchment paper and bake them in the oven for about 12 minutes or until crunchy but not burned, stirring them every 3 minutes. Peel and roughly chop the butternut squash. Chop the onions. Preheat oven to 200°C. Season chopped butternut squash and onions with salt, rosemary, ground cardamom, ground coriander and paprika and roast it for about 30 minutes. In the meantime, heat the stock until very hot. In the jug of the hand blender, put the roasted veggies, fresh grated ginger and turmeric and the hot vegetable stock and blend until you get a smooth soup. Divide the soup into 2 bowls, garnish them with 1 tbsp coconut yogurt per bowl, one handful almond “bacon” and some fresh cilantro.

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Cena di fine estate // End of summer dinner party

This post was made in partnership with Panasonic

È da decisamente troppo tempo che non ci facciamo vive qui sul blog: vuoi per una cosa, vuoi per un’altra, questo spazio è restato in pausa forzata decisamente per troppo tempo. Sono successe talmente tante cose in questi mesi che elencarle tutte è impossibile, ma ci siamo ritrovate con una serie di ricette e di post (sì, quel famoso post su Praga!) da ultimare senza mai riuscire a trovare effettivamente il tempo di farlo.

Tra la decisamente infinita carrellata di novità, di cui prima o poi vi parleremo, c’è l’uscita imminente del nostro libro. Proprio la settimana scorsa, infatti, ci sono arrivate a casa la bellezza di 100 copie rappresentanti il coronamento di un anno (tra consegna del manoscritto, impaginazione e pubblicazione) di lavoro. È incredibile quanto possa essere realmente soddisfacente il leggersi e vedersi su carta stampata (soprattutto quando ciò avviene per più di 250 pagine!). Rimaniamo sempre della convinzione che ci saremmo potute superare anche di più, ma una vota preso in mano il libro tutte le incertezze sono svanite e un grande senso di soddisfazione ha preso il loro posto. Non è importato più nulla, se non il fatto che siamo riuscite a raggiungere un traguardo che qualche anno fa avremmo creduto impossibile, siamo riuscite a realizzare uno dei sogni della nostra vita. E cosa potremmo chiedere più di questo in questo momento?

Accantoniamo un attimo il discorso libro, però, al quale dedicheremo un post apposito, completo di date per il tour promozionale e dettagli su ciò che troverete dentro, per presentarvi il post di oggi: è l’uno settembre, fine ufficiale del concetto di estate – quale modo migliore, perciò, per chiudere in bellezza l’estate se non con una cena estremamente colorata, magari da consumare in terrazzo con i propri amici più cari, raccontandosi di ciò che è successo durante l’estate e lasciandosi cullare dai primi accenni di vento?

Era da tanto che pensavamo ad un post simile e abbiamo pensato di realizzarlo veramente grazie alla collaborazione con Panasonic e al lancio del nuovissimo hand blender. Era da un anno infatti che il nostro vecchio frullatore ad immersione era definitivamente deceduto nel tentativo di preparare un gelato di banane con le banane congelate, ed era un anno che ne eravamo del tutto sprovviste. Se cucinate perennemente e senza mai fermarvi come noi, saprete bene quanto un frullatore ad immersione sia fondamentale in cucina: potete quindi immaginare quanto l’anno passato sia stato difficile. Così, quando abbiamo avuto per le mani il nostro nuovo hand blender, decisamente superiore a quello precedente e completo anche di frusta e box per triturare le verdure, usarlo per qualsiasi cosa ci venisse in mente era necessario: e così abbiamo fatto.

Per il menù, abbiamo pensato a cibo quanto più semplice e stesso tempo colorato e raffinato potesse venirci in mente: per iniziare non poteva mancare una “snack board” ovvero un tagliere con “formaggi” fermentati di frutta secca (a base di mandorle e noci di macadamia) e un delizioso hummus di melanzane affumicate (probabilmente, l’hummus più cremoso che abbiamo mai preparato!) da accompagnare con frutta, olive, verdura e crackers di semi. Siamo poi rimaste su qualcosa di molto leggero, reinventando i classici “spaghetti” di zucchine in una chiave decisamente più gourmet dei classici pomodorini con olio e sale: ci siamo ispirate ad uno dei piatti mangiati a Praga, cercando di ricreare tutti i sapori e le sfumature che avevamo trovato in quella pietanza (salsa al miso e pomodoro, funghi marinati, “parmigiano” di noci) e, dopo diversi tentativi, possiamo dire di avercela fatta. Quanto all’immancabile dessert, avendo finalmente delle fruste a disposizione, non potevamo finalmente montare l’aquafaba e scoprire cosa ne sarebbe venuto fuori? Siccome le meringhe sono decisamente troppo dolci per noi e, però, una mousse classica al cioccolato fondente sarebbe stata un po’ scontata, quello che abbiamo pensato è stato “e se, sì, facessimo una mousse ma al cioccolato bianco? E se il cioccolato bianco lo creassimo noi?!”: detto fatto; ne è uscita fuori una mousse deliziosa, decisamente bilanciata e estremamente soffice e spumosa.

Vi lasciamo dunque a questa infinita caterva di ricette, promettendovi che ci faremo sentire quanto prima da queste parti per parlarvi finalmente di Praga, dedicare l’importanza che si deve al nostro libro e molto altro. Buona fine estate! (altro…)

Gelato mousse al cioccolato // Chocolate mousse nice cream

(English recipe below) È da decisamente troppo tempo che non ci facciamo vive da queste parti. Fra le valigie, la nostra piccola fuga a Praga (alla quale presto dedicheremo un post pieno zeppo di fotografie – al momento ne abbiamo contate una sessantina – e di consigli su dove andare a mangiare) e l’inevitabile lavoro da portare a termine previa scadenza una volta tornata a casa, non siamo riuscite a tornare qui sul blog prontamente quanto avremmo voluto. Ma adesso siamo qui con la ricetta migliore e goduriosa con la quale potessimo tornare qui sul blog.

Io, Marta, non sono mai stata una fanatica del gelato al cioccolato, non che il cioccolato in sé non mi piaccia (anche se recentemente abbiamo scoperto una piccola intolleranza..), ma il gelato non è mai rientrato fra i miei gusti preferiti. Piuttosto quello al pistacchio, quello allo yogurt e quello alla cannella, ma quello al cioccolato no. Tutto questo, chiaramente, prima di provare a farlo da noi nella sua versione vegetale.

Forse è strano il fatto che, nelle loro versioni vegetali, certi classici per i quali non siamo mai andate matte come, appunto, il gelato al cioccolato, ma anche la maionese (sì, non siamo ragazze da maionese, a meno che non si tratti di quella di anacardi) o il latte, acquistino tutt’altra sfumatura e si facciano amare particolarmente. Sarà forse dovuto al fatto che, seppur corpose e per niente “light”, le alternative vegetali risultano, per quanto ci riguarda, risultano sempre incredibilmente più facili da digerire. Per fare un esempio (che decisamente attinge a fatti realmente accaduti), siamo stati – noi due e l’uomo di casa – capaci di divorare l’intera quantità di questo gelato, in porzioni esattamente identiche, in tre. E no, non al posto della cena, ma semplicemente come dessert.

Non crediate però che quello che vi stiamo proponendo oggi sia un gelato “skinny” o poco ricco, anzi, tutt’altro: è talmente denso, ricco e cremoso da sembrare una mousse e fare quasi fatica a sciogliersi senza, però, essere un mattone. Anzi. L’uomo di casa (che è estremamente pignolo, ma lo si ama lo stesso) ne è andato talmente matto che, quando lo abbiamo rifatto per la seconda volta, ha continuato a tirar fuori la vaschetta nei due giorni successivi per mangiarlo come dessert ad ogni fine pasto, fino a spazzolarlo via completamente). Quindi sappiate che se siete intolleranti al lattosio/vegan/cercate un’alternativa al solito gelato a base casearia, questo è esattamente ciò che fa per voi e che non vi farà rimpiangere neanche per un secondo quello classico.

Grazie al burro di frutta secca (in questo caso, vi consigliamo caldamente quello di mandorle o di nocciole per un gusto che ricordi un po’ il “bacio”), al latte di cocco (usate quello intero!) e, chiaramente, ad un buon cioccolato fondente – per la cronaca, non si tratta di alcuna sponsorizzazione, ma noi usiamo il cioccolato al 75% della Vivani: è dolcificato con zucchero di cocco e troviamo che sia estremamente di qualità -, il vostro gelato avrà una cremosità tale da non poter essere paragonato ad altro se non ad una mousse. Questo gelato è così ricco che ne basta davvero poco per esserne soddisfatti, ma siamo seri: chi è capace di limitarsi ad una piccola porzione di fronte ad un gelato al cioccolato? (altro…)

Croccante all’amarena // Vegan chocolate covered + sour cherries popsicles

Siamo da poco tornate dalla nostra piccola vacanza (che poi, fondamentalmente, si è trattato di un giorno intero al mare e una piccola tappa a Scicli, niente di lungo o che ci permettesse di staccare realmente la spina per qualche giorno) e la prima cosa che abbiamo fatto è stato metterci nuovamente all’opera. Niente di assurdo, siamo abituate a questi ritmi, se non fosse che il caldo ci ha colte all’improvviso e ci siamo ritrovate a cucinare e stare ai fornelli senza sosta ansimando e tirandoci su con un sorso di kombucha e l’altro. Decisamente non il massimo.

Siccome sembrerebbe essere la #popsiclesweek (ovvero la settimana dei ghiaccioli) dovevamo assolutamente condividere qui sul blog questi gelati che, insieme ai biscotti gelato che vi abbiamo proposto qualche settimana fa, occupano gran parte del freezer per salvarci in giornate come questa, in cui ci sono 40 gradi e, se fosse per noi, non ci alzeremmo neanche dal letto visti i bassi livelli di energie dovuti alle temperature.

L’inspirazione per questi ghiaccioli viene dal nuovo libro di Romina di “Sugarless”: rawlicious. Avevamo in mente di preparare dei gelati corposi coperti da un bel guscio di cioccolato da tanto tempo, e appena abbiamo visto i suoi, con quella bella frutta secca croccante all’esterno a coronare il tutto, abbiamo deciso di farli subito.

In realtà, sebbene le ricette di Romina siano una certezza e qualsiasi delle sue meraviglie abbiamo cucinato sia sempre stata strepitosa, in questo caso ci siamo semplicemente lasciate ispirare dalla sua ricetta per poi procedere a modo nostro, utilizzando le amarene fresche che abbiamo trovato al mercato piuttosto che quelle secche e un cremosissimo gelato a base di anacardi, latte di cocco e sciroppo d’acero che prepariamo da un po’ e che ci lascia sempre incredibilmente soddisfatte e che, poiché non lo avevamo ancora postato da queste parti, ci tenevamo davvero a condividere. Per la copertura, invece, abbiamo utilizzato del buon cioccolato fondente al 100% (se preferite un gusto un po’ più dolce, sceglietene uno all’85%) e un mix di zucchero di cocco e mandorle tritate grossolanamente. Inutile dirlo: stratosferici. (altro…)

Biscotti gelato con frozen yogurt alle fragole // Vegan strawberry froyo cookie sandwich

(Scroll down for english recipe) Sembrerebbe essere un anno fortunato sotto svariati fronti, ma un po’ meno sotto altri. Questi “altri” un po’ meno fortunati, riguardano principalmente lo stomaco di Marta che quest’anno non vuole avere pace. Dopo i fastidi di qualche mese fa, infatti, che sembravano essere stati spergiurati grazie ad un focus particolarmente attento (più del solito) a cosa mangiare e cosa no, questo weekend per la più piccola di noi è stato decisamente da dimenticare, a causa di una brutta intossicazione che, oltre ad una terribile nausea e al farle perdere una quantità incredibile di liquidi, ha fatto sì che l’unica cosa che riuscisse a mettere nello stomaco fosse riso basmati e zucchine al vapore – decisamente niente di troppo eccitante da condividere qui.

Per fortuna, però, avevamo in cantiere da un po’ questi meravigliosi biscotti gelato (di cui abbiamo preparato dosi così massicce da riempire eccessivamente il nostro freezer, dove adesso non c’è più spazio) e, una volta ripresa e tornata la voglia non soltanto di mangiare ma anche di pensare a qualcosa di più appetitoso di una zucchina al vapore, siamo qui adesso a condividere questa ricetta.

Anche se non è ancora arrivato il 21 giugno, visti i 40°C nella grande maggioranza delle città italiane, possiamo effettivamente affermare quanto l’estate sia già scoppiata. È la stagione del mare, delle vacanza dopo un anno di lavoro intenso, dei vestiti leggeri, delle insalate piatto unico, del “ma sì, ormai è tardi per la prova costume, ci penserò l’anno prossimo”, degli esami per molti, dell’uscita del nostro libro (!!!) e, imprescindibilmente, quella dei gelati. E siccome sappiamo quanto l’estate sappia essere calda qui in Sicilia, abbiamo pensato bene di prepararci e produrre gelati rinfrescanti come se non ci fosse un domani.

Quando si tratta di gelato, ci piace qualcosa che sia fresco e leggero ma che, allo stesso tempo, sia cremoso e ci lasci soddisfatte e appagate. Proprio per questo, il frozen yogurt per noi è sempre la risposta esatta. E poiché fuori, è sempre un po’ difficile trovare un gelato che rispecchi le nostre pretese ma che sia anche senza latticini, abbiamo ben pensato di prepararcelo noi stesse. È bastato frullare insieme fragole, yogurt di anacardi (ma abbiamo provato anche con lo yogurt di cocco e il risultato è stato ugualmente buono) e un goccio di sciroppo d’acero et voilà! ne è venuto fuori un perfetto frozen yogurt, vegan e tanto sano, da mangiare sempre. Poi, perché un frozen yogurt per i nostri standard era un po’ troppo semplice da proporre qui sul blog, abbiamo deciso di rendere il tutto un po’ più goloso e consistenze e infilarlo dentro un paio di biscotti ai fiocchi d’avena.

La cosa bella di questa ricetta è che racchiude due ricette in una: il gelato può essere mangiato in coppetta (o direttamente dentro la vaschetta con un cucchiaio) e i biscotti, a base di fiocchi d’avena, farina di grano saraceno, nibs di cacao e sciroppo d’acero sono poco zuccherini e perfetti per essere tranquillamente mangiati a colazione. Ecco, a dirla tutta, se avete un po’ di tempo per tirar fuori i gelati dal freezer preventivamente, potete tranquillamente mangiare uno di questi per colazione: d’altronde si tratta semplicemente di yogurt, frutta e fiocchi d’avena, no? ;-) (altro…)

Scones alle mandorle senza farina // Grain free almond scones

In questi anni, il nostro rapporto si è consolidato più di quanto avremmo mai immaginato e sperato. Abbiamo trasformato una caduta, un piccolo momento difficile, in qualcosa di prezioso e unico. C’è sempre stato un bel rapporto fra di noi, una sorta di cordone ombelicale invisibile mai spezzato. Quell’appartenersi l’un l’altra come se ci fosse ancora qualcosa di fisico ad unirci e, perciò, il trovare serenità soltanto quando eravamo vicine. È qualcosa che non sappiamo esprimere a parole, ma possiamo spiegarla attraverso piccoli gesti, come il riuscire a prendere sonno immediatamente e serenamente soltanto riscaldando il piede tra quelli dell’altra.

La cucina ci ha unito. Questo blog ci ha unito. Il confrontarci, l’avere gusti simili, il fare qualcosa insieme, trasformarlo in una passione e condividere questa, trascorrendo inevitabilmente la maggior parte del nostro tempo insieme. È per questo che per noi, ormai, la festa della mamma è una convenzione, semplicemente una scusa per stare di più insieme e per creare momenti da inserire nella nostra galleria sentimentale dei ricordi. Perché in realtà non abbiamo bisogno di un giorno specifico per dimostrarci o ricordarci quanto ci vogliamo bene, perché lo facciamo ogni giorno.

Delle due, la più grande di noi è sicuramente la più romantica. Quella che chiede pancakes a forma di coniglietto il giorno di pasqua e che usa emoticon con gli occhi a cuoricino per ogni cosa. Considerando anche che è quella che predilige i dolci in casa e che difficilmente riesce a sopravvivere la mattina senza qualcosa di dolce, gli stampi a cuore della nuova linea di Le Creuset che abbiamo avuto il piacere di poter testare si sono rivelati perfetti: a parte che, va beh, inutile dire che Le Creuset è una garanzia, gli stampi valgono davvero ogni singolo centesimo di ciò che spenderete e vi dureranno anni. Sono estremamente resistenti e facili da lavare, perfetti anche per la mamma che, dopo essere stata festeggiata con un dolcetto, poi si troverà inevitabilmente a fare i piatti.

Tornando un attimo a ciò che stavamo dicendo a proposito della festa della mamma, nonostante abbiamo scritto quanto per noi sia ogni giorno, ci piace comunque festeggiarla, preparare qualcosa di buono e sorprendere e farci sorprendere da un piccolo regalo inaspettato (sì, Mamma, ti ho comprato una cosina) o da un mazzo di fiori. Quando ho dovuto perciò pensare a qualcosa di diverso dal solito da cucinare che fosse buono e, allo stesso tempo, sano e perfetto per la prima colazione. Quello che ne sono venuti fuori sono degli scones deliziosi, dal sapore intenso di mandorle e senza farina e cereali (perciò anche senza glutine). Abbiamo aggiunto pochissimo sciroppo d’acero grazie al naturale retrogusto dolce della frutta secca e, proprio perché risultano già adeguatamente dolcificati da soli (per lo meno, per i nostri gusti), vi consigliamo di servirli con della composta di frutta non dolcificata o dal gusto acidulo (in alternativa ai mirtilli, una di lamponi sarebbe davvero perfetta). Altrimenti, aggiungete una manciata di frutti di bosco o cranberries (ma, volendo, anche del cioccolato fondente…) all’impasto e serviteli direttamente così senza farcirli.  (altro…)

Daal di lenticchie rosse con mandorle salate // Red lentil + salted almonds daal

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(English version below) Dal nostro viaggio a Copenhagen siamo tornate con tanta voglia di esplorare tutta la penisola scandinava e circa 10kg in più…in valigia. La bilancia infatti non ci ha fatto alcun brutto scherzo (che fra tutto quel camminare, andare in bici e trasportare valige estremamente pesanti sarebbe stato piuttosto difficile), ma non possiamo negare di aver temuto che fossero proprio i nostri stessi bagagli a farcene uno ancor più brutto in aeroporto. Per fortuna, tutto è filato liscio e siamo riuscite a riportare a casa il nostro piccolo patrimonio. Tra piatti, ciotole, tazze, posate e un’incredibile varietà di tè (siamo soltanto noi a credere che si trovi molta più varietà e che spesso sia anche più buono il tè all’estero?), non potevamo non portarci dietro anche due splendidi ricettari, fra i quali quello di Grœd. Se avete letto il post sulla nostra vacanza danese, forse vi ricorderete di quanto abbiamo elogiato questo posto (d’altronde, eravamo partite già con la certezza che lo avremmo adorato), tanto da fare in modo che la nostra prima ed ultima colazione, per iniziare e finire con il piede giusto, fossero inevitabilmente a base di porridge. Grœd, infatti, è un locale che serve porridge e un’infinita varietà di cerali risottati, e il libro non potrebbe essere diverso. Tra le infinite e decisamente eccitanti e gustose alternative che ci si sono prospettate, una fra tutte, sin dal primo istante, è stata la prescelta. Adesso, è vero, quella del daal è una ricetta piuttosto semplice e conosciuta, ma c’è un motivo se noi abbiamo deciso di preparare proprio questa: è da quando lo abbiamo visto segnato nel loro menu a Copenhagen che lo abbiamo desiderato e, poiché la voglia di provare diversi locali era tanta e il daal non è esattamente una di quelle cose che desideri mangiare per colazione, abbiamo dovuto rimandare fino al nostro ritorno a casa. (altro…)

Vegan copenhagen + brownie biscotti gelato // flourless vegan brownie ice cream sandwich

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(English version follows) Scrivere questo post non è stato affatto facile. Non perché non ci fossero molte cose da dire, ma esattamente il contrario: tanto amore a prima vista per la nostra meta di quest’anno, Copenhagen, tanti posti meravigliosi da visitare e locali deliziosi dove godersi un buon pasto vegano. Iniziamo dal principio: Copenhagen è una di quelle mete che sogniamo da anni (e post come quello di Francesca o Laura e Sara ci hanno fatto venir ancor più voglia di visitarla) e quest’anno, per una strana e magica coincidenza di voli, siamo riuscite a rendere concreto questo sogno. Siamo partite con aspettative altissime, e la città le ha soddisfatte pienamente. Copenhagen incarna perfettamente, senza dubbio, il modello della città nordica, ma senza cadere in un cliché, mantenendo la sua forte personalità, peculiarità e bellezza. Se dovessimo descrivere la città con un solo aggettivo, quello sarebbe sicuramente “verde”: Copenhagen ti sorprende con incredibili paesaggi naturali e tanto, tanto verdi ad ogni angolo, persino quando non te lo aspetti, e i suoi abitanti lo sanno bene – ovunque ci si può concedere un momento di relax stesi sul prato (persino all’orto botanico!!) o una pausa picnic nel perfetto rispetto della natura. Oltre a godere del verde e a portare meravigliosi bimbi biondissimi e dagli occhi azzurrissimi in giro, gli abitanti di Copenhagen si dilettano in un’altra attività, forse la più importante: andare in bici. A Copenhagen, infatti, tutti sembrano andare in bici – e, per fortuna, le piste ciclabili ci sono, sono ampie e non si confondono con i marciapiedi -. Le bici sono talmente fondamentali che, anche da turisti, è necessario affittarne una almeno per qualche ora per fare esperienza della vera vita della città. Abbiamo deciso anche noi di farlo e ve lo consigliamo calorosamente (se non siete abituati a portare la bicicletta, fatelo l’ultimo giorno della vostra permanenza così da, quantomeno, riservare i dolori a quando sarete seduti e annoiati in aereo). Ancora, possiamo dire di essere state piuttosto fortunate per quanto riguarda le temperature esterne: a parte due giorni di pioggia, tra l’altro, nemmeno troppo forti, abbiamo potuto ammirare il cielo azzurrissimo di Copenhagen e girare con abiti corti e leggeri concedendoci anche il lusso di aver caldo. (altro…)

Crumble di nettarine e rosmarino // rosemary and nectarines crumble

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(English version below) Uno dei dolci che più amiamo in assoluto è sicuramente il crumble: estremamente versatile, veloce, facile e a prova di sbaglio. Che sia inverno, e che quindi si tratti di un confortante teglia con mele e cannella, o estate – e qui via libera a tutta la succosa frutta estiva -, il crumble è uno di quei dolci con i quali non si può sbagliare mai. Che basta “condire” un po’ di frutta da un lato e impastare briciole dall’altro in meno di cinque minuti, poi mettere tutto in una teglia e dimenticarselo in forno per una 40ina di minuti, mentre magari si guarda una puntata di Mr. Robot – la nostra ultima fissazione – o magari mentre si cena, così da avere un dessert in poco e niente quando si ha bisogno di una coccola dolce. Insomma, per noi il crumble rappresenta davvero il dolce perfetto, quello che ci ha salvate in più di un’occasione: durante il 18esimo compleanno della più piccola di noi, che dopo essersi resa conto che la “torta principale” non sarebbe mai bastata per soddisfare lo stomaco di tutti gli invitati, è stato proprio un crumble di mele a venirci incontro. E ancora durante numerose cene/pranzi, dopo esserci rese conto di non aver pensato ad un dolce e con poca fantasia, il crumble ha sempre rappresentato la nostra salvezza. Perché insomma, diciamocelo, chi non ha sempre, pur quando manca tutto, un paio di mele o altra frutta in frigo? E quale miglior modo per “salvare” della frutta troppo matura o poco saporita? Il crumble di oggi è quello che prepariamo da mesi ormai e che adattiamo a qualsiasi frutto ci capiti fra le mani: in questa versione con pesche e rosmarino, un abbinamento che abbiamo davvero adorato. Per quanto riguarda le briciole, invece, si tratta semplicemente di fiocchi d’avena, farina di mandorle, olio di cocco e sciroppo d’acero (insomma, ingredienti che si difficilmente mancano in dispensa…). Adesso, è vero che siamo in estate e meno si può accendere il forno, meglio si sta, ma per questo crumble vi consigliamo di fare un’eccezione!

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Pancakes di banana e avena

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Se due settimane fa la nostra cucina era un continuo “impolpettare”, quella appena appena passata ? trascorsa tra frittelle e crepes, di qualsiasi genere, dolci e salate, dalle pi? semplici alle pi? elaborate. Ne abbiamo mangiate talmente tante (e anche, sinceramente, davvero buone) da, per?, stancarcene al punto tale di aver deciso di metter da parte il capitolo per un po’ di tempo. E in questo continuo sperimentare, tra prove pi? e meno convincenti, la mattina di Pasquetta ne ? uscita fuori questa ricetta. Banane, fiocchi d’avena, farina e latte di mandorle, ingredienti sempre a portata di mano, per dei pancakes talmente semplici da essere buonissimi. Cos?, piuttosto che arrostire carne – che per due che non mangiano carne da cinque anni non risulta una prospettiva particolarmente allettante -, ci siamo dedicate allo scaldare olio di cocco su padelle ben calde e rigirare frittelle alla banana, sormontate da una buona dose di mirtilli e lamponi?(ecco, forse non propriamente di stagione, ma decisamente il nostro modo preferito di mangiarli…). Il risultato ? stato talmente apprezzato da far esclamare persino ad una consumatrice ossessivo-compulsiva di porridge con burro di mandorle che, ecco, questi potrebbero diventare una abituale variante per la colazione della domenica. Quanto al gusto, i pancakes risultano gi? piuttosto dolci grazie alla banana e all’aroma dato dalle mandorle usate in tutte le sue varianti (farina e latte), perci? potreste semplicemente desiderare di mangiarli cos?, “nature”, con dei frutti di bosco o fragole per aggiungere un po’ di freschezza, come la pi? piccola di noi. Qualora, invece, vi doveste sentire?un po’ pi? indulgenti, come la pi? grande di casa,?e avere a casa ancora un po’ di quello sciroppo d’acero arrivato direttamente dal Canada per grazia di amiche speciali, versate un goccino di sciroppo d’acero sui pancakes ancora caldi e godetevi una colazione deliziosamente dolce. (altro…)