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Cena di fine estate // End of summer dinner party

This post was made in partnership with Panasonic

È da decisamente troppo tempo che non ci facciamo vive qui sul blog: vuoi per una cosa, vuoi per un’altra, questo spazio è restato in pausa forzata decisamente per troppo tempo. Sono successe talmente tante cose in questi mesi che elencarle tutte è impossibile, ma ci siamo ritrovate con una serie di ricette e di post (sì, quel famoso post su Praga!) da ultimare senza mai riuscire a trovare effettivamente il tempo di farlo.

Tra la decisamente infinita carrellata di novità, di cui prima o poi vi parleremo, c’è l’uscita imminente del nostro libro. Proprio la settimana scorsa, infatti, ci sono arrivate a casa la bellezza di 100 copie rappresentanti il coronamento di un anno (tra consegna del manoscritto, impaginazione e pubblicazione) di lavoro. È incredibile quanto possa essere realmente soddisfacente il leggersi e vedersi su carta stampata (soprattutto quando ciò avviene per più di 250 pagine!). Rimaniamo sempre della convinzione che ci saremmo potute superare anche di più, ma una vota preso in mano il libro tutte le incertezze sono svanite e un grande senso di soddisfazione ha preso il loro posto. Non è importato più nulla, se non il fatto che siamo riuscite a raggiungere un traguardo che qualche anno fa avremmo creduto impossibile, siamo riuscite a realizzare uno dei sogni della nostra vita. E cosa potremmo chiedere più di questo in questo momento?

Accantoniamo un attimo il discorso libro, però, al quale dedicheremo un post apposito, completo di date per il tour promozionale e dettagli su ciò che troverete dentro, per presentarvi il post di oggi: è l’uno settembre, fine ufficiale del concetto di estate – quale modo migliore, perciò, per chiudere in bellezza l’estate se non con una cena estremamente colorata, magari da consumare in terrazzo con i propri amici più cari, raccontandosi di ciò che è successo durante l’estate e lasciandosi cullare dai primi accenni di vento?

Era da tanto che pensavamo ad un post simile e abbiamo pensato di realizzarlo veramente grazie alla collaborazione con Panasonic e al lancio del nuovissimo hand blender. Era da un anno infatti che il nostro vecchio frullatore ad immersione era definitivamente deceduto nel tentativo di preparare un gelato di banane con le banane congelate, ed era un anno che ne eravamo del tutto sprovviste. Se cucinate perennemente e senza mai fermarvi come noi, saprete bene quanto un frullatore ad immersione sia fondamentale in cucina: potete quindi immaginare quanto l’anno passato sia stato difficile. Così, quando abbiamo avuto per le mani il nostro nuovo hand blender, decisamente superiore a quello precedente e completo anche di frusta e box per triturare le verdure, usarlo per qualsiasi cosa ci venisse in mente era necessario: e così abbiamo fatto.

Per il menù, abbiamo pensato a cibo quanto più semplice e stesso tempo colorato e raffinato potesse venirci in mente: per iniziare non poteva mancare una “snack board” ovvero un tagliere con “formaggi” fermentati di frutta secca (a base di mandorle e noci di macadamia) e un delizioso hummus di melanzane affumicate (probabilmente, l’hummus più cremoso che abbiamo mai preparato!) da accompagnare con frutta, olive, verdura e crackers di semi. Siamo poi rimaste su qualcosa di molto leggero, reinventando i classici “spaghetti” di zucchine in una chiave decisamente più gourmet dei classici pomodorini con olio e sale: ci siamo ispirate ad uno dei piatti mangiati a Praga, cercando di ricreare tutti i sapori e le sfumature che avevamo trovato in quella pietanza (salsa al miso e pomodoro, funghi marinati, “parmigiano” di noci) e, dopo diversi tentativi, possiamo dire di avercela fatta. Quanto all’immancabile dessert, avendo finalmente delle fruste a disposizione, non potevamo finalmente montare l’aquafaba e scoprire cosa ne sarebbe venuto fuori? Siccome le meringhe sono decisamente troppo dolci per noi e, però, una mousse classica al cioccolato fondente sarebbe stata un po’ scontata, quello che abbiamo pensato è stato “e se, sì, facessimo una mousse ma al cioccolato bianco? E se il cioccolato bianco lo creassimo noi?!”: detto fatto; ne è uscita fuori una mousse deliziosa, decisamente bilanciata e estremamente soffice e spumosa.

Vi lasciamo dunque a questa infinita caterva di ricette, promettendovi che ci faremo sentire quanto prima da queste parti per parlarvi finalmente di Praga, dedicare l’importanza che si deve al nostro libro e molto altro. Buona fine estate! (altro…)

Burger di lupini e zucchine con salsa di semi di canapa e aneto // Lupini beans + zucchini burgers with hemp dill sauce

This post was made in partnership with Panasonic.

(English recipe below) Ogni sabato, subito dopo la colazione, ci prepariamo per andare al mercato locale. Aspettiamo tutta la settimana questo momento: scandisce l’inizio del weekend ed è il nostro modo per lasciare alle spalle i pesanti giorni di lavoro e concentrarci su ciò che cucineremo lentamente e sul tempo che finalmente passeremo insieme. Ancora, adoriamo aggirarci fra uno stand e l’altro, ammirare i colori splendenti della frutta e della verdura (che, diciamocelo, in estate e, soprattutto qui in Sicilia, hanno tutt’altro aspetto). Conosciamo talmente bene i produttori locali e biologici dai quali ci riforniamo che ormai sappiamo bene quali sono i prodotti forti di ciascuno di loro. Crediamo sia questo il bello dell’acquistare al mercato locale: niente ha lo stesso sapore e, se qualcuno ha le carote più dolci e dalla consistenza migliore, qualcun altro ha i pomodori più succosi e saporite. È una cosa per la quale fremiamo talmente tanto da svegliarci prestissimo la mattina, sebbene poi ci troviamo sempre ad uscire ben più tardi dall’ora in cui ci siamo svegliate poiché i nostri ritmi sono ben diversi da quelli del nostro amato (ma decisamente ritardatario) uomo di casa.

Qualche settimana fa, parte del nostro bottino sono state delle zucchine verdissime e una manciata di pomodori di colori diversi (ma quanto sono belli i pomodori gialli?!) e, una volta tornate a casa, abbiamo pensato a quale fosse il miglior modo di cucinarli per esaltarli al massimo, decidendo, alla fine, di trasformare le zucchine in polpette e i pomodori in un fresco accompagnamento per bilanciare il tutto. È bastato davvero poco: abbiamo messo i nostri ingredienti dentro il nostro nuovo food processor Panasonic e frullato il tutto, poi dato forma ai nostri burger e li abbiamo cotti in forno mentre preparavamo una deliziosa salsina a base di semi di canapa e aneto.

Dobbiamo dirlo, e siamo completamente sincere: questo food processor è stato decisamente una svolta nella nostra cucina. Ne possedevamo già uno, ma era decisamente più grande, ingombrante e difficile da pulire. Il food processor Panasonic (e lo diciamo sinceramente, non perché si tratta di un post sponsorizzato) è decisamente l’ideale per la cucina di tutti i giorni: è abbastanza compatto e non vi toglierà chissà quanto spazio. Bonus point: si pulisce piuttosto facilmente, senza dover azionare la lavastoviglie solo per pulire tutti i suoi pezzi. Ma la cosa che ci ha sorpreso di più è la sua potenza: nonostante sembri piuttosto modesto, il suo motore è estremamente potente. Il test che, per noi, stabilisce quanto una macchina sia potente o meno è la sua capacità di trasformare in crema la frutta secca e questo è stato più veloce del nostro vecchio food processor. E poi insomma, dalle foto potete vedere che ha un design adorabile e che si sposa perfettamente con la nostra cucina, no?

Tornando alla ricetta, la cosa bella di questi burger è che hanno davvero tantissime proteine vegetali in quanto abbiamo usato come legume principale i lupini: è vero, dovrete perdere un po’ di tempo a sgusciarli, ma sapete che hanno molte più proteine di ceci, lenticchie e fagioli? Aggiungete, come abbiamo fatto noi, lievito alimentare, semi di lino e una salsa a base di semi di canapa ed avrete ottenuto, oltre che ad un pasto buono e sano, un vero e proprio concentrato di proteine.

Lupini + zucchini veggie burgers

C'è un nuovo post sul blog! trovate la ricetta completa per questi burger vegan di lupini pieni di proteine vegetali sul blog http://www.naturalmentebuono.com/2017/06/burger-lupini-zucchine-salsa-semi-canapa-aneto-lupini-beans-zucchini-burgers-with-hemp-dill-sauce.html #sponsored #ad #panasonic #experiencefresh MUSIC CREDITS: Ukulele by BENSOUND http://www.bensound.com/royalty-free-…Creative Commons — Attribution 3.0 Unported— CC BY 3.0 http://creativecommons.org/licenses/b…Music provided by Audio Library https://youtu.be/G7HoUVcL5-U

Publié par Naturalmente buono sur vendredi 16 juin 2017

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Quiche di cannellini, asparagi e capperi // Asparagus + capers quiche in a nut pulp crust

Vorremmo iniziare ringraziandovi tutte per gli adorabili commenti che ci avete lasciato nel post precedente. Mettiamo tutte noi stesse in questo blog e vedere quanto questo venga riconosciuto e apprezzato è davvero gratificante. Ci sentiamo davvero fortunate ad avere dei lettori come voi e ci teniamo a rispondere a ciascuna delle vostre parole con il tempo che ciascuna di queste merita, perciò scusate se ci metteremo un po’.

Tornate a Palermo dopo il nostro weekend Milanese non abbiamo praticamente messo piede fuori casa perché messe al tappeto dall’influenza: la più piccola di noi si è praticamente ritrovata senza voce mentre la più grande non poteva assolutamente girare (per casa…) senza un fazzoletto in mano. Dopo essere state senza pensieri per 3 giorni ed essercela spassata, praticamente, ne abbiamo pianto le conseguenze. Dopo un inverno miracoloso, senza beccare nessuna influenza o un po’ di raffreddore, la primavera ci ha, come al solito, destabilizzate e ha messo alla prova la nostra salute.

Probabilmente avremmo potuto prevenire il tutto, coprendoci un po’ di più (soprattutto la più piccola) e non dimenticando mai la sciarpa a casa, ma ormai, per fortuna, siamo quasi guarite del tutto. Però ecco, se doveste vederci girare ancora con la sciarpa sappiate che non è dovuto al nostro essere eccessivamente freddolose ma semplicemente perché, una volta imparata la lezione, vorremmo davvero evitare di essere ripetenti.

Sembrerebbe, comunque, che il bel tempo e la primavera in generale siano finalmente “esplosi” un po’ in tutta Italia, ed è meraviglioso ammirare nei piccoli stand del nostro amato mercato del contadino del sabato mattina i primi asparagi, piselli e fave fare capolino ed essere circondate da alberi in fiore e da un arcobaleno di piante. Abbiamo un debole per le verdure primaverili e dobbiamo dire che, se solo fossero un po’ più economici, il nostro frigo sarebbe costituito in gran parte dagli asparagi. Ed è proprio una ricetta a base di questi che vogliamo proporvi oggi.

In vista di buffet pasquali, pic nic e pranzi al sacco finalmente all’aperto, così da poter godere dei primi tepori, volevamo avanzare la nostra proposta vegetale, e quale miglior modo di farlo se non con una quiche? Sono un piatto veloce, abbastanza saziante e facile da portare in giro. Solitamente vengono preparate con molto burro, panna e uova, ma la nostra versione prevede un cremosissimo ripieno a base di fagioli cannellini, burro di anacardi e timo. Quanto agli asparagi, dopo aver passato anni a cuocerli al vapore, dall’anno scorso abbiamo iniziato ad arrostirli o saltarli con un goccio d’olio in padella e oh! quanto vorremmo aver iniziato prima. Il gusto salato e intenso dei capperi si sposa davvero bene con gli asparagi e con il gusto leggermente dolce del ripieno: il risultato è una torta salata chiaramente diversa dalla sua versione tradizionale ma, a nostro avviso, decisamente buona. Per quanto riguarda la crosta abbiamo voluto utilizzare un po’ della polpa rimasta dalla preparazione del latte vegetale, mescolandola ad un po’ di farina di grano saraceno e olio d’oliva. Ne è venuto fuori un guscio gustoso, croccante e senza glutine, ma qualora non doveste avere la polpa di scarto dal latte di frutta secca potrete utilizzare la vostra base per quiche preferita: una brisée all’olio d’oliva funzionerà alla perfezione. (altro…)

Parigi + Zucca spaghetti ripiena // Paris + Laura’s stuffed spaghetti squash

(English version follows) Qualcuno potrebbe pensare che non valga la pena partire per quelli che, effettivamente, sono anche meno di 3 giorni, ma noi no. Da un paio di anni a questa parte, abbiamo preso la splendida abitudine di staccare la spina per un po’, quel che basta per rimanere vivi fino all’estate, e concederci delle piccole vacanze. Cerchiamo sempre di unire il fattore economico (quindi voli non troppo costosi e appartamenti affittati tramite airbnb) e quello del trovare una meta che ci faccia effettivamente battere il cuore. Questa volta è stato il turno di Parigi.

Noi, a Parigi, eravamo già state un po’ di anni fa e, sebbene ci fossimo innamorate dell’approccio francese alla vita già da allora, non eravamo riuscite a godere appieno della città: vuoi perché il nostro primo appartamento era situato in una zona non esattamente favorevole ed era piuttosto sporchino, vuoi perché la più grande di noi aveva beccato un brutto virus intestinale e i primi giorni non avevamo toccato altro se non riso in bianco, la città non ci aveva affascinato e fatte profondamente innamorare. Ma stavolta, è stata tutt’altra storia. (altro…)

Vellutata di finocchi e miso con lenticchie al limone // Miso fennel soup with lemony lentils

Vi è mai capitato di essere talmente ossessionati da una ricetta da prepararla e mangiarla almeno una volta al giorno? A noi sì, e anche piuttosto spesso. È successo, per esempio, nel caso di questa insalata o di questo hummus, e adesso tocca alla nostra nuova zuppa preferita.

In questi giorni di insolito e decisamente poco simpatico freddo (percepita 4 gradi, a Palermo, per una settimana è un evento davvero raro), tutto ciò di cui abbiamo sentito il bisogno è stato cibo caldo e confortante, perciò pasti come porridge fumanti, tea e infusi bollenti, cioccolate calde con mille superfood dentro, verdure arrosto e zuppe o vellutate che potessero alleviare un po’ il gelo esterno sono stati i benvenuti.

La vellutata di cui vi parliamo oggi è un’altra delle meraviglie preparate dalle sapienti mani di Susanna al corso tenuto a Milano quasi un mese fa. È cremosa, ricca grazie al latte di cocco e fa bene al pancino grazie a tutti i probiotici del miso (ecco, qualora stesse cercando ancora un paio di ricettine per riprendervi da tutto il pandoro mangiato a Natale e Capodanno, questa fra proprio al caso vostro).

La ricetta, poi, è così semplice e davvero poco “impegnativa” (non dovrete stare nemmeno a soffriggere o mescolare, basta dimenticarvi le verdure in forno per una mezzoretta, poi una frullatina e via!) che conquisterà anche il più pigro in cucina. La dolcezza del finocchio arrosto e del latte di cocco – che, inoltre, conferisce cremosità senza bisogno di aggiungere ingredienti come panna o patate – si sposa perfettamente con il gusto agre e pungente del miso. Aggiungete poi un pezzetto di zenzero e, oltre ad avere una pietanza nutrizionalmente fantastica per la quale il vostro stomaco vi ringrazierà di certo, renderete tutto ancora più equilibrato.

Tornate da Milano, quindi, non abbiamo fatto altro che frullare in continuazione finocchi arrosto e, per renderla un pasto leggero ma completo, aggiunto un paio di cucchiai di lenticchie beluga al limone (e, volendo, anche una fetta di pane di farro integrale di pasta madre), ma sono totalmente opzionali. Al contrario, se lo avete per le mani, vi consigliamo caldamente di aggiungere qualche ciuffetto di aneto e, magari, per un po’ di croccantezza, un misto di semi come canapa e girasole (ma anche zucca e sesamo nero!). (altro…)

Hummus di barbabietola e miso + Paté di funghi // Miso beetroot hummus + mushrooms paté

(English version follows) Abbiamo davvero troppe ricette già pronte da postare prima di Natale e troppo poco tempo. Proprio per questo motivo ci vedete stranamente più attive del solito (magari poter essere sempre così) e pubblicare ogni due giorni per fare in modo che almeno un po’ di queste possano arrivare a destinazione in tempo.

Oggi una ricetta salata giusto per non postare esclusivamente cose dolci (anche se, siamo seri, il Natale è principalmente concentrato sui dolci!), considerando anche il grande post che, promettiamo, arriverà mercoledì (massimo venerdì!) qui sul blog.

Fra un panettone e l’altro (perché qui, a forza di sperimentare, consumiamo un panettone al giorno. E siamo soltanto tre persone) ci piace frullare verdure e legumi o frutta secca e preparare cremine spalmabili da mangiare con il nostro pane di farro a lievitazione naturale, con cracker di semi ma anche semplicemente con bastoncini di verdure crude come carote, sedano, ravanelli e perché no, anche delle foglie di indivia belga cruda. Metteteci un paio di olive di buona qualità e magari un paio di carciofini sott’olio fatti in casa (sono di stagione, quindi non avete alcuna scusa per non prepararli!) e l’aperitivo/antipasto è servito.

Proprio pensando a questo abbiamo pensato che un paio di dip per aprire il vostro pranzo di Natale fossero un’idea gustosa ma leggera (specie nel caso dell’hummus di barbabietola che, contenendo miso, ovvero una buona fonte di probiotici, aiuterà almeno un po’ il vostro stomaco ad affrontare più facilmente tutto ciò che verrà dopo – grazie Susanna!).

Venendo alle ricette, l’hummus di barbabietole e miso unisce la dolcezza delle barbabietole al gusto forte, salato e pungente del miso, rendendolo davvero equilibrato nel sapore. Per coloro che, invece, preferiscono qualcosa di più classico, abbiamo pensato ad un paté di funghi reso ricco da una manciata di anacardi, un goccio di vino bianco e un accenno di aceto balsamico. (altro…)

Frittata vegana di ceci e funghi per Taste & More 23 // Vegan chickpea + mushroom frittata

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(English version below) Una delle cose che ci piace più preparare quando sappiamo di avere poco tempo per cucinare è questa “frittata” a base di farina di ceci: bisogna soltanto mescolare un paio di ingredienti in una ciotola, lasciar riposare il composto per un paio d’ore (giusto il tempo di rendere i ceci più digeribili) e poi dimenticarsela in forno per mezzoretta. È buonissima sia ancora tipica che mangiata fredda. È una ricetta piuttosto classica, molto simile a quella della farinata, ma a differenza di questa è più spessa e ‘cicciotta’ e ci piace giocare con i sapori e renderla ancora più gustosa con del lievito alimentare (se pensate che abbia a che fare con il tipico lievito da panificazione, siete sulla strada sbagliata! Si tratta di lievito disattivato, dal sapore intenso e “formaggioso” e dall’elevato contenuto di proteine) e, in questo caso, con una bella manciata di funghi saltati in padella con tante erbe. Per quanto riguarda i funghi, abbiamo deciso di utilizzare una delle nostre varietà preferite che ci lascia sempre molto soddisfatte: si tratta di quelli che qui vengono chiamati “funghi di ferla“, una varietà di pleurotus dalla consistenza meravigliosa ed estremamente carnosa. Questa e altre splendide frittate, tisane, antipasti natalizi e molto ancora vi aspettano sul nuovo numero di Taste & More. (altro…)

Insalata di kale viola, mirtilli e melanzane // Purple kale, blueberry and eggplant salad

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(English post below) Lo sapete, siamo leggermente ossessionate dalle insalate – quelle nutrienti e sazianti! – e siamo sempre alla ricerca di nuove e deliziose. È la nostra prima scelta su tutto, che si tratti dello scegliere un piatto sulla carta di un ristorante o di qualcosa da preparare con un ingrediente particolare. Quando infatti siamo riuscite a recuperare del cavolo riccio viola al punto Naturasì dal quale ci riforniamo abitualmente (un grazie enorme va a Barbara per la soffiata!), sebbene fosse nel sapore praticamente identico a quello del kale classico, siamo rimaste talmente affascinate dal suo aspetto e dalle venature violacee delle sue foglie che dovevamo decisamente immortalarlo e presentarvelo in una nuova salsa – che questo sta diventando un po’ il blog del kale e delle insalate.. -. Ci siamo immediatamente ricordate dell’insalata pubblicata un paio di settimane fa da Luise e David di Green Kitchen Stories e del loro entusiasmo nel rendere quanto più viola possibile questa insalata. Purtroppo avevamo finito le nostre amate lenticchie nere beluga (della quale teniamo sempre una buona perché velocissime da cuocere), quindi abbiamo optato per delle lenticchie di puy che hanno egregiamente svolto il loro ruolo, mantenendo la loro forma ed essendo cotte al dente. Abbiamo anche sostituito le more con dei mirtilli perché era tutto ciò che avevamo per le mani e le biete con il nostro mix preferito di verdure a foglia verde. Paradossalmente abbiamo lasciato fuori anche il nostro amato avocado perché abbiamo ritenuto che l’insalata fosse già tanto buona da non aver bisogno d’altro. Punti forti che non potevano assolutamente essere cambiati, invece, sono state le cipolle e le melanzane – per noi, le splendide melanzane dell’orto dei nonni -, speziate e cotte al forno, le nocciole e, chiaramente, il cavolo riccio viola. Sebbene l’insalata sia già spettacolare di suo, vi consigliamo caldamente di servirla insieme ad una buona porzione di hummus cremoso (variante vegana alla feta suggerita sempre da Luise e David) e fidatevi: porterà il piatto a tutt’altro livello.  (altro…)

Daal di lenticchie rosse con mandorle salate // Red lentil + salted almonds daal

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(English version below) Dal nostro viaggio a Copenhagen siamo tornate con tanta voglia di esplorare tutta la penisola scandinava e circa 10kg in più…in valigia. La bilancia infatti non ci ha fatto alcun brutto scherzo (che fra tutto quel camminare, andare in bici e trasportare valige estremamente pesanti sarebbe stato piuttosto difficile), ma non possiamo negare di aver temuto che fossero proprio i nostri stessi bagagli a farcene uno ancor più brutto in aeroporto. Per fortuna, tutto è filato liscio e siamo riuscite a riportare a casa il nostro piccolo patrimonio. Tra piatti, ciotole, tazze, posate e un’incredibile varietà di tè (siamo soltanto noi a credere che si trovi molta più varietà e che spesso sia anche più buono il tè all’estero?), non potevamo non portarci dietro anche due splendidi ricettari, fra i quali quello di Grœd. Se avete letto il post sulla nostra vacanza danese, forse vi ricorderete di quanto abbiamo elogiato questo posto (d’altronde, eravamo partite già con la certezza che lo avremmo adorato), tanto da fare in modo che la nostra prima ed ultima colazione, per iniziare e finire con il piede giusto, fossero inevitabilmente a base di porridge. Grœd, infatti, è un locale che serve porridge e un’infinita varietà di cerali risottati, e il libro non potrebbe essere diverso. Tra le infinite e decisamente eccitanti e gustose alternative che ci si sono prospettate, una fra tutte, sin dal primo istante, è stata la prescelta. Adesso, è vero, quella del daal è una ricetta piuttosto semplice e conosciuta, ma c’è un motivo se noi abbiamo deciso di preparare proprio questa: è da quando lo abbiamo visto segnato nel loro menu a Copenhagen che lo abbiamo desiderato e, poiché la voglia di provare diversi locali era tanta e il daal non è esattamente una di quelle cose che desideri mangiare per colazione, abbiamo dovuto rimandare fino al nostro ritorno a casa. (altro…)

Melanzane con tahini e i ceci di Valentina

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Ritorniamo in punta di piedi, dopo più di un mese assenti da questo spazio. Che fine abbiamo fatto? Tra esami di maturità e tanto (troppo) lavoro, sebbene il blog fosse sempre e comunque il nostro primo pensiero, abbiamo dovuto mettere un po’ di ordine alle nostre priorità, specie se dettate non dalla nostra volontà ma da impegni improrogabili. Insomma, quando hai una tesina non ancora pronta su cui lavorare ed un’intero programma da ripassare in pochi giorni, ti rendi conto che è il caso di staccare letteralmente un attimo la spina e concentrarsi sui libri – che poi, è incredibile quante delle più geniali idee culinarie siano venute in mente proprio mentre non ci si sforzava per trovarle.. -. Tra Plutarco, lo Zibaldone di Leopardi e amminoacidi essenziali, però, abbiamo avuto una decisamente piacevole distrazione: il libro “Sweet Kabocha” di Valentina, autrice dell’omonimo blog. Se ci conoscete, sapete bene quale sia il nostro stile di cucina: a parte la recente scelta vegana (sebbene la nostra alimentazione abbia sempre proteso verso una dieta quanto più vegetale), avete ormai imparato quanto la nostra cucina sia il pi? possibile salutare, integrale, con alimenti il meno raffinati possibile. Ed è proprio per questo che il libro di Valentina ci ha fatto impazzire già prima di averlo fra le mani: non c’è ricetta che non rifaremmo o ingrediente che non utilizzeremmo. Se aggiungete il fatto che si tratta di ricette vegane, la maggior parte senza glutine e, soprattutto, tutte adatte ad essere servite dentro una ciotola (c’è qualcuno che mangia ancora dai piatti?!), potrete perfettamente capire quanto il libro sia necessariamente un must nella vostra libreria. “Sweet kabocha – la mia cucina integrale in 100 ciotole vegan” ? suddiviso in quattro capitoli: colazione, pranzo, cena e spuntino e possiamo assicurarvi quanto ciascuna di queste ricette sia straordinaria. Nel nostro periodo di latitanza dal blog, infatti, sebbene sommerse di studio e impegni di ufficio, non ci siamo certe dimenticate di mangiare – e necessariamente di cucinare – piatti (o meglio, ciotole) che ci permettessero di continuare a studiare/lavorare: abbiamo infatti già avuto l’occasione di provare il suo miglio con asparagi e limone – che ci è piaciuto da morire, e che se fossimo riuscite a ritagliarci un po’ di spazio avremmo postato qualche settimana fa, quando ancora era possibile trovare degli asparagi… -, il cous cous di cavolfiore con i ceci, la zuppa di cannellini e harissa, la polenta di mais fresco e l’insalata di zucchine marinate. Altre ricette che non vediamo l’ora di testare sono l’oatgurt, la panzanella indiana, la granola di lenticchie, i tartufi di ceci al cioccolato (!!!), il tempeh zucca e fichi e il fattoush con il pane pita di cocco. Queste melanzane qui, invece, non si trovano affatto nel suo libro. Ma i ceci che le hanno rese tanto speciali, invece, sì.

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