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Burri di frutta secca al matcha, cacao e gingerbread // Flavored Nut Butters

This post was made in partnership with Panasonic

(English below) Quest’anno siamo state davvero latitanti qui sul blog – i motivi sono quelli di cui vi parliamo da mesi: i lancio e la totale dedizione al libro, l’università per Marta e l’ufficio per Mimma, la stesura di ricette per lavoro propriamente detto, una serie di altri lavoretti iniziati nel corso dell’anno e qualche motivo personale di cui, prima o poi, ci decideremo a parlare.

In questo lasso di tempo, abbiamo continuato a cucinare, a volte con più enfasi di prima, altre un po’ distrattamente. Abbiamo messo un po’ freno all’acquisto ossessivo-compulsivo di ricettari e speso una quantità di soldi più alta del previsto in piante e fiori. Ci siamo anche iscritte in palestra, sperando che questa avventura non termini alle prime due settimane come l’anno scorso ma, piuttosto, di essere costanti. E dobbiamo davvero dirlo: le nostre giornate, se prima costellate da talmente tanti attimi di serenità e quasi noia, sono diventate così piene che in qualche momento ci capita di rimpiangere quei momenti di nullafacenza.

Proprio per via del nostro essere sempre “in a hurry”, a volte di capita di avere davvero poco tempo per concederci un pasto ben pensato come vorremmo o anche semplicemente di preparare qualcosa di goloso per quando ne abbiamo bisogno. È da questo che è nata la necessità di ideare questi burri di frutta secca di vari gusti realizzati con il nostro food processor Panasonic: sono decisamente perfetti da usare come base per una bevanda calda senza dover impazzire per cercare mille ingredienti fra uno sportello e l’altro ma anche semplicemente da spalmare su una bella fetta di pane di farro o senza glutine per una colazione veloce ma decisamente non triste.

Abbiamo pensato a tre gusti. Il primo è un burro di macadamia al matcha e vaniglia: nelle mattine nelle quali la più piccola di noi ha lezione alle 8.00 e svegliarsi alle 6.00 è imperativo (e dovendo fare un po’ tutto di corsa, perché guai ad uscire più tardi delle 7.15 visto il rischio di trovarsi imbottigliati nel traffico o di perdere la metropolitana), difficilmente riesce a mettere qualcosa sotto i denti. Sebbene infatti la colazione rimanga il suo pasto preferito, mangiare di fretta e sotto stress per poi digerire male non è un’opzione – ed è qui che il burro di macadamia al matcha è la sua soluzione: frullato per qualche secondo con acqua calda (ma non bollente!), le permette di mettere un po’ di grassi e sana caffeina nello stomaco senza difficoltà così da riuscire a reggere le prime ore senza addormentarsi e poi mangiare qualcosa a metà mattina. Per un boost in più, abbiamo aggiunto un po’ di maca e ashwagandha.

Il secondo è un burro di noci pecan al gingerbread, quindi speziato con cannella, zenzero, chiodi di garofano e cardamomo: non c’è niente di meglio di spezie calde come queste ora che si avvicina il Natale. Anche questo si può tranquillamente frullare con dell’acqua calda e magari un goccio di caffè per una bevanda che possa coccolare in queste prime giornate di reale freddo, ma noi lo abbiamo anche adorato come topping per il porridge e lo abbiamo persino usato per condire pancakes e french toast!

Ultimo ma non ultimo, il preferito della più grande di noi: la crema spalmabile di anacardi con cacao e datteri: se la più piccola di noi al mattino presto ha lo stomaco chiuso, la più grande non riesce davvero ad uscire da casa senza aver messo i denti su qualcosa. Perciò, quando ci siamo dimenticate di preparare dello yogurt di anacardi o non abbiamo comprato il nostro yogurt di cocco preferito e c’è davvero poco tempo sia per preparare un porridge che persino per sbucciare un avocado, la versione sana e rivisitata di pane e crema al cioccolato (non c’è neanche bisogno di nominarla…) è l’opzione perfetta. Inoltre, si tratta di una crema dolcificata esclusivamente con 2 datteri: il resto della dolcezza viene dagli anacardi e dalla vaniglia, non c’è bisogno di aggiungere zuccheri! E ovviamente, non stiamo neanche a dirvi che salvezza sia quando alla fine di una giornata dura, sappiamo di avere un vasetto di questa in frigo… (altro…)

Cena di fine estate // End of summer dinner party

This post was made in partnership with Panasonic

È da decisamente troppo tempo che non ci facciamo vive qui sul blog: vuoi per una cosa, vuoi per un’altra, questo spazio è restato in pausa forzata decisamente per troppo tempo. Sono successe talmente tante cose in questi mesi che elencarle tutte è impossibile, ma ci siamo ritrovate con una serie di ricette e di post (sì, quel famoso post su Praga!) da ultimare senza mai riuscire a trovare effettivamente il tempo di farlo.

Tra la decisamente infinita carrellata di novità, di cui prima o poi vi parleremo, c’è l’uscita imminente del nostro libro. Proprio la settimana scorsa, infatti, ci sono arrivate a casa la bellezza di 100 copie rappresentanti il coronamento di un anno (tra consegna del manoscritto, impaginazione e pubblicazione) di lavoro. È incredibile quanto possa essere realmente soddisfacente il leggersi e vedersi su carta stampata (soprattutto quando ciò avviene per più di 250 pagine!). Rimaniamo sempre della convinzione che ci saremmo potute superare anche di più, ma una vota preso in mano il libro tutte le incertezze sono svanite e un grande senso di soddisfazione ha preso il loro posto. Non è importato più nulla, se non il fatto che siamo riuscite a raggiungere un traguardo che qualche anno fa avremmo creduto impossibile, siamo riuscite a realizzare uno dei sogni della nostra vita. E cosa potremmo chiedere più di questo in questo momento?

Accantoniamo un attimo il discorso libro, però, al quale dedicheremo un post apposito, completo di date per il tour promozionale e dettagli su ciò che troverete dentro, per presentarvi il post di oggi: è l’uno settembre, fine ufficiale del concetto di estate – quale modo migliore, perciò, per chiudere in bellezza l’estate se non con una cena estremamente colorata, magari da consumare in terrazzo con i propri amici più cari, raccontandosi di ciò che è successo durante l’estate e lasciandosi cullare dai primi accenni di vento?

Era da tanto che pensavamo ad un post simile e abbiamo pensato di realizzarlo veramente grazie alla collaborazione con Panasonic e al lancio del nuovissimo hand blender. Era da un anno infatti che il nostro vecchio frullatore ad immersione era definitivamente deceduto nel tentativo di preparare un gelato di banane con le banane congelate, ed era un anno che ne eravamo del tutto sprovviste. Se cucinate perennemente e senza mai fermarvi come noi, saprete bene quanto un frullatore ad immersione sia fondamentale in cucina: potete quindi immaginare quanto l’anno passato sia stato difficile. Così, quando abbiamo avuto per le mani il nostro nuovo hand blender, decisamente superiore a quello precedente e completo anche di frusta e box per triturare le verdure, usarlo per qualsiasi cosa ci venisse in mente era necessario: e così abbiamo fatto.

Per il menù, abbiamo pensato a cibo quanto più semplice e stesso tempo colorato e raffinato potesse venirci in mente: per iniziare non poteva mancare una “snack board” ovvero un tagliere con “formaggi” fermentati di frutta secca (a base di mandorle e noci di macadamia) e un delizioso hummus di melanzane affumicate (probabilmente, l’hummus più cremoso che abbiamo mai preparato!) da accompagnare con frutta, olive, verdura e crackers di semi. Siamo poi rimaste su qualcosa di molto leggero, reinventando i classici “spaghetti” di zucchine in una chiave decisamente più gourmet dei classici pomodorini con olio e sale: ci siamo ispirate ad uno dei piatti mangiati a Praga, cercando di ricreare tutti i sapori e le sfumature che avevamo trovato in quella pietanza (salsa al miso e pomodoro, funghi marinati, “parmigiano” di noci) e, dopo diversi tentativi, possiamo dire di avercela fatta. Quanto all’immancabile dessert, avendo finalmente delle fruste a disposizione, non potevamo finalmente montare l’aquafaba e scoprire cosa ne sarebbe venuto fuori? Siccome le meringhe sono decisamente troppo dolci per noi e, però, una mousse classica al cioccolato fondente sarebbe stata un po’ scontata, quello che abbiamo pensato è stato “e se, sì, facessimo una mousse ma al cioccolato bianco? E se il cioccolato bianco lo creassimo noi?!”: detto fatto; ne è uscita fuori una mousse deliziosa, decisamente bilanciata e estremamente soffice e spumosa.

Vi lasciamo dunque a questa infinita caterva di ricette, promettendovi che ci faremo sentire quanto prima da queste parti per parlarvi finalmente di Praga, dedicare l’importanza che si deve al nostro libro e molto altro. Buona fine estate! (altro…)

Quinoa con cavolo nero marinato e hummus di barbabietola // quinoa with marinated kale + beetroot hummus

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(English version below) La settimana scorsa ci siamo trovate a saltellare freneticamente per i corridoi del Naturasì senza poterci fermare. Il motivo? Il cavolo riccio, chiaro. Se abitate in Italia e siete dei foodblogger (o semplicemente salutisti o appassionati di cibo), sapete bene quanto sia quasi impossibile riuscire a trovarlo. Il suo cugino toscano, il cavolo nero, svolge egregiamente il suo ruolo senza farne sentire la mancanza (che sia quella nutrizionale o puramente legata al gusto), ma niente batte il fascino di qualcosa quasi impossibile da trovare. Quindi, dopo l’euforia iniziale e gli esatti 1,089 kg infilati compulsivamente dentro un sacchetto, un nuovo libro arrivato da poco nella buca della posta ci è venuto incontro. Partiamo dalla ricetta, che ci è stata decisamente d’aiuto in una sera in cui, tornate stanche ed affamate dopo la nostra lezione di pilates e con soltanto della quinoa cotta in precedenza, quel kilo di kale e pochi altri ingredienti, siamo riuscite ad assemblare un piatto delizioso e nutriente in meno di 15 minuti – che vediamo bene anche per una colazione salata. Ci è bastato, infatti, sostituire la quinoa ad il riso rosso previsto dalla ricetta, frullare velocemente dei ceci con delle barbabietolemassaggiare il kale per riuscire a quietare le nostre pance brontolanti. Quanto al libro, 26grains è il manoscritto della proprietaria dell’omonimo locale a Londra del quale, durante la nostra piccola tappa di 3 giorni e mezzo nella città, ci siamo talmente tanto innamorate da tornarci due mattine di seguito, ed è salito velocemente in cima alla lista dei nostri ricettari preferiti. Oltre alle foto splendide, pure ed essenziali, il libro è pieno di spunti ed ispirazione, piatti deliziosi che fanno l’occhiolino all’approccio fresco, “nudo” ed integrale della cucina danese. (altro…)

Dip di fagioli cannellini e carciofini sott’olio

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Dopo aver passato settimane a sperimentare burger vegetali, i nostri giorni sono diventati morbidi e cremosi e hanno assunto il sapore e la consistenza di dip?salati, da spalmare sul pane, come accompagnamento a verdure crude e direttamente mangiati con cucchiaino dalla ciotola alla bocca…e chi vuole intendere intenda! Contemporaneamente, queste ultime settimane ci hanno viste protagoniste dell’ardua impresa del pulire centinaia di carciofini – piccolissimi, spinosissimi, ma da un cuore cos? tenero… – da invasare e mettere sott’olio. Impresa ancor pi? ardua, per?, ? stata resistere a quei barattoli colmi di queste splendide verdure che, puntualmente, ci ammiccavano ogni qual volta aprivamo la dispensa. E se abbiamo superato brillantemente la prova della pulizia dei carciofi, non possiamo dire altrettanto per quanto riguarda il (non) soddisfare il brontolio delle nostre pance. Dobbiamo ammetterlo: dopo averne preparato almeno 6 barattoli da 1kg nel giro di due, massimo tre settimane, non abbiamo saputo aspettare pi? di due giorni prima di fiondarci dritte verso?dispensa e divorare i nostri carciofini sott’olio come se non avessimo toccato cibo da settimane. Missione “fare durare i carciofi sott’olio almeno fino a questa estate”: miseramente fallita. Per lo meno, per?, andandone cos? fiere ed essendone cos? ghiotte, volevamo proporre qui sul blog una ricetta con i nostri carciofini. Del pane caldo, appena sfornato, e il mood nel quale eravamo calate in pieno ci hanno ispirate: e cos? vai di fagioli cannellini per ottenere un dip cremoso e talmente buono da farci distogliere (per appena un attimo!!) l’attenzione dai carciofini sott’olio rimasti che, quantomeno, sarebbero rimasti fino al giorno successivo… (altro…)

Hummus di avocado

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Qualcuno ha detto hummus e avocado?? Ultimamente, l’hummus ? una di quelle cose che a tavola non manca mai: velocissimo da fare (bastano ceci cotti e pochi altri ingredienti) e successo garantito. Se poi bisogna far fronte ad un problema dettato dall’impossibilit? di mangiare pane senza un qualche condimento per la pi? piccola di noi, si potr? capire bene quanto questi sia un elemento fisso quanto necessario nel nostro frigo e nella nostra tavola. Alternativa all’hummus, ? puro e semplice avocado maturo come non mai, condito con un po’ di succo di limone, una grattata di sale rosa o fior di sale e un pizzico di peperoncino e poi spalmato generosamente su una bella fetta di pane. Se ci sono in casa, del coriandolo o dell’aneto tritato al coltello che lo rendono, se possibile, ancor pi? buono. Poi ci si chiede perch? i toast all’avocado vadano cos? di moda su instagram… ma di questo avremo modo di parlarne presto! Quando si ? trattato di unire classico hummus e un avocado maturo e cremoso – l’avocado ? uno degli ingredienti fissi nella nostra cucina, ne consumiamo met? a testa ogni giorno -, non ci abbiamo pensato due volte. ? una ricettina che si perde pi? tempo a dire che a fare: procuratevi del buon pane lievitato naturalmente (il nostro era il classico pane di farro che sforniamo in casa ogni due giorni) e avrete una colazione, uno spuntino, un’antipasto, un pranzo leggero o ci? che pi? vi aggrada in tempo zero. (altro…)

Guacamole con tortillas di mais

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Nella nostra lista di “ci? di cui ? perennemente in cerca la foodblogger” si trovano tanti di quegli ingredienti feticcio tanto rincorsi e desiderati da tutte: l’anno scorso era una perenne ricerca al rabarbaro che ci siamo addirittura portate da Bruxelles, per esempio. Poi, non sappiamo per quale grazia, da un giorno all’altro siamo riuscite a trovarlo nei banchi del reparto dell’orto-frutta e, come prassi vuole, l’interesse ? via via scemato fino a considerarlo un ingrediente non poi cos? particolare. Altri elementi della lista: le introvabili noci pecan (che Margherita ci ha addirittura spedito dal Canada, sapendo quanto ne andassimo matte, e che qualche giorno fa siamo riuscite a trovare qui in citt? insieme alle noci macadamia!), carote colorate ed haloumi (che ci siamo portate da Marsiglia), melassa di melograno, moltissimi frutti tropicali, camembert monoporzione e aneto. Tra questi, poi, meritano un posto d’onore due ingredienti per i quali non riusciamo a darci pace: coriandolo e crescione per insalata. Ora: il crescione resta ancora e occupa il primo posto di questa lista – della serie che quando vediamo Jamie Oliver in tv tirarlo fuori con cos? tanta naturalezza ci mangiamo le mani – ma al coriandolo siamo riuscite a sopperire. E fra un fruttivendolo che ha cercato di spacciarci per coriandolo ci? che coriandolo non era, ovvero una comunissima piantina di prezzemolo che abbiamo subito guardato con diffidenza, e vari giri?per tutta la citt? pur di trovarlo, siamo riuscite ad entrarne in possesso. E se tre anni fa era l’estate della crema spalmabile di verdure, quattro anni fa, invece, andavamo volentieri avanti – e ci saremmo anche potute nutrire esclusivamente di quello – di guacamole e tortillas (e magari, se capitava, del gelato fatto in casa): “scoperto” dalla pi? grande durante una di quelle occasioni in cui ciascuno doveva portare qualcosa per allestire la cena,?e fatto scoprire alla pi? piccola, era come se fosse la nostra canzone dell’estate 2011. Questa ? la versione 2.0, con il coriandolo come vuole la ricetta originale e l’indiscusso protagonista del guacamole, l’avocado, che sembra moltiplicarsi sempre di pi? nel nostro frigorifero estivo. (altro…)

Crema spalmabile di verdure grigliate // grilled veggies’ spread

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Se tre anni fa avessimo dovuto attribuire un particolare gusto alla nostra estate, questa probabilmente avrebbe avuto lo stesso sapore di questa crema di verdure grigliate. Se ne preparava in abbondanza, la si conservava in frigo e poi si allestivano aperitivi rinforzati madre e figlia che, inevitabilmente, si trasformavano in cene, a base di grissini, pane o altro carboidrato spalmati generosamente di questa crema qui. La prassi voleva anche che, in una sera, finisse l’intero vasetto e che in non ne fossimo mai sazie. La ricetta ? nata?ad imitazione di uno spalmino vegetale regalatoci dalla zia tedesca durante una consueta tappa in Germania: questo ci era piaciuto cos? tanto da far fatica a finirlo perch?, poi, non ne avremmo pi? potuto godere. E allora, armate di google traduttore da un lato e barattolino con?etichetta con gli ingredienti dall’altro, ci siamo adoperate perch? la nostra estate fosse rovente come la griglia accesa ma deliziosa e senza pensieri come la crema e le nostre cene improvvisate. Ovviamente abbiamo dovuto assaggiare e aggiustare in corso d’opera e, quale grande sofferenza, continuare ad agitare i grissini prima nella crema nascente poi in quella originale per cercare di avvicinarci quanto pi? possibile alla ricetta di partenza. Quando abbiamo raggiunto l’equilibrio che ci soddisfaceva, terminare l’altro vasetto, quello tedesco, non ? stata poi grande sofferenza, poich? quella da “salvare” era ormai diventata la nostra. A noi piace cos?, spalmata su?fette di pane come se non ci fosse un domani (che poi, quando si tratta del pane appena sfornato, ? una sofferenza atroce sottoporre la tartina all’interminabile atto della macchina fotografica) ma ci si possono anche condire gli spaghetti; se poi dovessero essere avanzate delle verdure grigliate, perch? non reinventarle cos?? (altro…)