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Pasticcio di cavolfiore (senza latticini) // Cauliflower Cheese (Vegan, Paleo)

This post was created in partnership with Panasonic

(English recipe below) Negli ultimi anni, una delle verdure che per tempo è stata più bistrattata e più evitata da tutti, ha completamente ribaltato la sua posizione diventando protagonista e “salvatrice” fra tutte. Di cosa stiamo parlando? Ma del nostro amato e irrinunciabile cavolfiore!

Tra la pizza, il riso, il cous cous, il purè senza patate e ancora negli smoothie per dare consistenza senza dover aggiungere troppe banane, il cavolfiore è veramente diventato una di quelle verdure che “mai più senza” nella cucina di chi ama mangiar sano o di chi semplicemente è un creativo in cucina e ama sperimentare. Per non parlare, poi, di quando abbiamo iniziato a scoprire di poterlo arrostire in forno con olio e spezie, renderlo molto più interessante e delizioso e di quanto questo abbia fatto salire i nostri consumi di cavolfiore alle stelle (con la conseguenza di un costante e non proprio meraviglioso odore sparso perennemente per la cucina…).

Nella ricetta che vi proponiamo oggi, però, il cavolfiore non fa da “sostituto” a nulla, ma è la reale stella del piatto. Si tratta di una sorta di sformato o casseruola, estremamente cremoso, ricco e carico di sapore. È fondamentalmente la versione sana e senza latticini del “cauliflower cheese” inglese, ovvero un pasticcio a base di cavolfiore, latte, panna e formaggio. Nella nostra versione, però, una sorta di besciamella a base di noci di macadamia ha sostituito latte e panna, mentre una copertura croccante di mandorle, erbe secche e lievito alimentare sostituisce egregiamente il formaggio. In più, abbiamo aggiunto dei porri e un pizzico di senape, per rendere tutto più gustoso e saporito.

Quello che, inoltre, ci ha permesso di preparare tutto estremamente velocemente e senza sporcare troppe pentole e piatti è stato il forno a microonde della Panasonic, grazie al quale abbiamo potuto combinare diversi tipi di cottura (abbiamo prima cotto al vapore il cavolfiore e poi infornato il pasticcio) e riuscire a goderci il nostro “cauliflower cheese” per cena senza fare le ore piccole!

Il risultato? Uno sformato/pasticcio/casseruola (o in qualunque modo lo vogliate chiamare!) semplicemente incredibile. Potete usarlo come contorno al posto delle patate – volendo ricorda un gratin di patate, senza le patate! – o, se come noi infilate qualsiasi cosa nella vostra insalata, aggiungerlo ad una ciotola di foglie verdi e verdure arrostite e lasciare che la sua salsa cremosa condisca il tutto. Promettiamo che anche il più restio nel mangiare cavolfiore lo adorerà! (altro…)

Crumble salato di verdure mediterranee // Vegan savory mediterranean crumble

Ciotola in gres Giovelab

Qualche giorno fa, ne parlavamo anche nel post precedente, abbiamo chiesto su instagram cosa vi sarebbe piaciuto vedere sul blog fra i vari post che avevamo in cantiere. Dopo la pizza di zucchine (che sembrerebbe essere stata davvero apprezzata, visto quanti di voi ci hanno detto di averla ri-fatta!), la medaglia d’argento era spettata a questo crumble di verdure mediterranee, che, fondamentalmente, è un modo un po’ alternativo per servire una ratatuille.

È vero, ormai l’estate è alle porte e un po’ ovunque il sole ha già scaldato le città, motivo per il quale noi stesse abbiamo sempre meno voglia accendere il forno (ma, nonostante ciò, noi continuiamo quotidianamente ad infornare il nostro pane di pasta madre, a preparare granola e ad arrostire verdure), ma avevamo una ciotola troppo bella per non poter prepararci dentro qualcosa.

Abbiamo, come probabilmente tutti coloro che hanno un food blog di cucina, una piccola ossessione per ciò che concerne piatti, scodelle, posate, tazze e via dicendo. Negli anni, abbiamo accumulato una quantità tale di questi da essere arrivate a doverli conservare nei posti più improbabili (es. la stanza della più piccola di noi) e non avere più spazio per lo stesso cibo. Allo stesso tempo, abbiamo sviluppato uno stile e un gusto decisamente più definiti rispetto a quando abbiamo iniziato. Forse per nostra fortuna, visto che potremmo tranquillamente spendere tutti i nostri soldi in props, in Italia eravamo ancora riuscite a trovare il particolare tipo di piatti che ci piaceva (ed è per questo che, di ritorno dalle nostre vacanze, ritorniamo sempre con valigie estremamente pesanti non per via di gadget e souvenir ma, principalmente, perché abbiamo acquistato quantità imbarazzanti di stoviglie). Tutto questo, però, prima di conoscere Giorgia e il suo progetto Giovelab.

Quando, dopo mesi di ricerche, siamo finalmente riuscite a trovare una realtà italiana totalmente in linea con il nostro stile (nessuno può immaginare quanto amiamo i piatti in grès), non abbiamo esitato un attimo a metterci in contatto con lei per farci raccontare un po’ del suo progetto. È così che abbiamo conosciuto Giorgia, che ci ha parlato della sua attività e di uno dei suoi ultimi lavori, ovvero una fantastica ciotola in grès che si presta ai più svariati usi: dal cuocerci una torta dentro al preparare delle verdure al forno, dal mangiarci dentro (perché è bellissima da portare a tavola, e poi così si sporca di meno!) all’usarla come insalatiera o porta frutta. Insomma: un unico essenziale pezzo, mille usi. Già soltanto da come ce ne ha parlato ne siamo state entusiaste, e dal primo momento in cui è entrata nella nostra cucina, abbiamo avuto la certezza che non ce ne saremmo più separate.

Visto che spesso ci arrivano messaggi che ci chiedono da dove arrivano i nostri piatti e se conosciamo qualche produttore qui in Italia che produca stoviglie simili, siamo finalmente felici di potervi consigliare a cuore aperto di dare un’occhiata (e dire addio al vostro portafogli) al suo e-shop, perché ne vale davvero la pena. Nella nostra wish list, da acquistare al più presto: i cucchiaini e il piatto dessert in grès.

Tornando al crumble, se siete abituati ai crumble di fiocchi d’avena, che tendenzialmente diventano super croccanti dentro il forno come se fossero granola, sappiate che la consistenza di questo sarà diversa. Il mix di farina di grano saraceno, lievito alimentare e semi di girasole, infatti, si scioglierà in bocca e amalgamerà bene alle verdure, pur mantenendo un pizzico di croccantezza grazie ai semi di girasole. È un piatto che qui in casa è piaciuto molto, un po’ perché per le solanacee sono l’unico gruppo di verdure che l’uomo di casa sembrerebbe apprezzare, un po’ perché ha un sapore classico, tipicamente mediterraneo e ricorda un po’ le verdure panate. (altro…)

Gratin di pastinaca e senape // Mustard parsnip gratin

Oggi una ricetta velocissima così da poterci dedicare al post decisamente meno veloce del nostro panettone vegano: un panettone a base esclusivamente di farina di farro, dolcificato naturalmente con lo sciroppo d’acero, senza prodotti industriali (vade retro margarina!) e senza alcun prodotto di origine animale? Vi assicuriamo che è possibile (e anche buonissimo!).

Ma veniamo a questo gratin. Come abbiamo detto più volte, la nostra routine settimanale non può essere tale senza la nostra usuale tappa del sabato mattina al mercato del contadino. Ci forniamo da produttori con certificazione biologica, abbiamo imparato a capire chi ha le carote più buone e, quando possiamo, mandiamo una mail il giorno precedente per farci mettere da parte le verdure delle quali abbiamo bisogno.

Così, quando abbiamo letto nell’elenco di una delle nostre produttrici più fidate che era disponibile la pastinaca (radice che, qui, è ancora poco diffusa), ci siamo affrettate subito a farcene mettere da parte una buona quantità, che non è mica da tutti i giorni trovare la pastinaca.

Oltre a tagliarle semplicemente a bastoncini, condirle con un goccio di olio extravergine, un po’ di erbe e un pizzico di sale, arrostirle in forno e mangiarle come fossero “patatine”, questo è stato uno dei nostri modi preferiti di consumarle. Il nostro gratin di pastinaca si ispira ai classici gratin di patate colmi di panna e burro ma in versione vegan e usando appunto queste radici al posto delle classiche patate. Abbiamo usato anacardi e latte di mandorla per conferire cremosità e della senape all’antica e del lievito alimentare in scaglie per renderlo davvero saporito. È un contorno confortevole e nutriente e, se riuscite a recuperare un paio di pastinache, perché non servirlo per il pranzo di Natale? (altro…)

Amburgo e un’insalata di spinaci e avocado con dressing ai lamponi e balsamico

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Due anni fa abbiamo lasciato il nostro cuore in Germania, precisamente ad Amburgo. Chi ci segue da tempo forse ricorda vagamente quel viaggio e quelle prime timide foto che iniziavano a comparire sul blog. E quando ce ne siamo andate dopo quella prima vacanza, non abbiamo fatto altro che rimanere in uno stato mentale perennemente proiettato a quella citt?. L’abbiamo lasciata con il sogno di un paio di uova strapazzate per colazione e con la promessa di ritornare nel pi? breve tempo possibile. Ce ne siamo innamorate tanto da immaginare persino come sarebbe potuto essere un utopico – ma forse non poi cos? tanto – futuro l?. Con Amburgo nel cuore, quest’anno, siamo finalmente ritornate in un posto che ci sentiamo di poter chiamare quasi casa. Immerse cos? tanto in quella piccola vita fatta di abitudini quotidiane che ci eravamo costruite due anni prima, siamo tornate sui nostri passi, nello stesso quartiere – e se avessimo potuto, anche nella stessa casa – e con gli stessi “punti cardine” ai quali fare riferimento. Il supermercato dove rifornirci, la metropolitana pi? vicina, posti che necessitavano di essere visti di nuovo perch? gli occhi ci confermassero che non si trattasse pi? di uno stato mentale, quanto di uno stato fisico. (altro…)

Peperoni arrostiti con cannellini e acciughe

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Il caldo ci abbatte. Ci distrugge e ci mette decisamente sottotono. E mentre progettiamo vacanze estere in localit? gi? visitate ma entrate nel cuore,?dove le temperature non sfiorano certamente i 40?C, prima di poterci finalmente dichiarare in vacanza e appendere il cartello “chiuso per ferie” sulla porta di questo blog, cucinare ? sempre e comunque prioritario. Un po’ perch? dobbiamo pur sempre nutrirci, un po’ perch? dobbiamo “nutrire” anche questo spazio e un po’ perch?, effettivamente, senza le mani frenetiche a tagliare, agitare e mescolare non sappiamo stare. E siccome siamo anche un po’ masochiste, mentre la solita salsa di pomodoro ribolle sul fuoco fino a diventare della giusta consistenza per soddisfare i nostri piatti di pasta invernali (probabilmente lo avremo gi? detto, ma la salsa di pomodoro del supermercato ? una cosa che qui in casa non mette proprio piede…) e la cucina si inonda di calore, ci sembra cosa buona e giusta anche accendere la piastra per grigliare un paio di peperoni. Ma insomma, noi siamo quelle dei tagliolini la settimana scorsa, no? Questo ? niente in confronto! Dunque, insalatina veloce, un bel contorno o un piatto unico leggero con qualche bella fettozza di pane, ripescata da un libro di Martha Stewart: rispetto alla sua ricetta, ci siamo semplicemente permesse di aggiungere un po’ di mandorle tostate per bilanciare i sapori forti e pungenti come acciughe, aglio e parmigiano di questo piatto qui. Insomma, se poi lo si mangia, dopo il caldo e la fatica, sul solito balconcino, con appena un filo d’aria che ti sfiora le spalle, ha proprio un suo perch?… (altro…)

Patates salatasi

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Ah, le patate! Parliamone: sono buone, nutrienti, economiche e si prestano a svariati usi. Che sia per sostituire le uova in qualche impasto o per venire in aiuto ad una vellutata senza bisogno di impiegare la panna. Sono un contorno meraviglioso e decisamente di supporto quando in casa manca il pane e si ha comunque bisogno di un carboidrato che “supporti” degnamente la cena. Inutile dire quanto siano deliziose in tutti i modi (per dire, noi troviamo decisamente confortante anche delle semplici patate bollite, purch? siano preparate e condite a dovere). A questo punto dell’anno, quando il caldo ? ingestibile e accendere il forno per infornare il pane, per quanto abitudine “dura a morire”, diventa meno frequente, noi ci troviamo a mangiare patate. Senza aver bisogno neppure di comprarle, che l’orto dei nonni ce ne fornisce abbastanza da sopravvivere per tutta l’estate. Queste sono spesso supplemento di insalate fresche e dai sapori siciliani, come quella di fagiolini, cipolle, pomodoro e tanto origano, o ancora a piatti pi? nutrienti e sostanziosi quali la tanto amata in casa insalata ni?oise. Altrimenti ancora, vengono impiegate in questa insalatina qui. Adesso, senza alcuna presunzione, ci sentiamo di poter affermare quanto tutti gli ingredienti siano complementari fra loro e collocati esattamente al loro posto: i cetriolini sapidi, la freschezza del pomodoro, l’acidit? del limone e il sapore avvolgente delle patate. C’? poi qualche parola ancora da spendere sulla cottura delle patate che non vengono n? bollite, n? fatte al forno, n? fritte, bens??soffritte, lentamente e accuratamente quanto basta da arricchirsi talmente tanto di sapore da entrare a pieno titolo fra i nostri metodi di cottura preferiti per queste – c’? da dire poi, che se solo questa insalata non fosse cos? buona, non sapremmo attendere quei pochi minuti che servono per farle raffreddare e saremmo capaci di poterle finire subito senza permettere loro di ricongiungersi con gli altri ingredienti -. ? un contorno molto estivo che prepariamo da diverse estati a questa parte (le solite “ricette che prepariamo sempre e non postiamo mai”), “catturato” senza permettergli pi? di scappare in tv in una trasmissione sulla cucina etnica?dove proponevano, appunto, questa insalata iraniana, buonissimo con del pesce grigliato o, ancora, con un ovetto all’occhio di bue col tuorlo ancora liquido, come piace fare a noi… (altro…)

Insalata di carote con cardamomo e zenzero

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Ai tempi in cui non avevamo un blog, questa era uno dei contorni pi? gettonati in casa. Quando, d’altronde, metti una figlia che, se non fosse che ha sembianze umane, potrebbe tranquillamente essere un coniglio, capite bene come una semplice insalata di carote potesse essere all’ordine del giorno. Poi, vuoi o non vuoi, ? passata in secondo piano per fare spazio a sapori nuovi e ancora inesplorati. Ma quando mandi l’uomo di casa da solo – perch? una ? a scuola e l’altra ? a letto con la febbre?- al solito mercato del sabato, senza che abbia alcun controllo, sei consapevole che non saprai mai cosa poterti aspettare. La perfetta equazione dell’andamento degli avvenimenti, poi, vuole anche che questi torni a casa con 4kg di carote, con un’ingenua noncuranza delle condizioni di salute della pi? grande di noi e con una mancata delicatezza nel sollevarla dal fatidico lavaggio delle verdure del sabato sera. In un modo o nell’altro, siamo riuscite a lavare le carote?e, piuttosto che far fare a tutte un bagno nel barattolo di tahin, come da prassi, abbiamo approfittato?di tale abbondanza di verdure per sfruttare questo cos? bistrattato uomo di casa e fargli grattugiare un paio di quelle carote. Le solite spezie, quelle che hanno sempre accompagnato questo contorno, sono venute da s?, cos? come l’immancabile miele e la nota fresca della menta! (altro…)

Spaghetti di zucchine con pomodorini ed olive taggiasche

spaghetti di zucchine con pomodorini ed olive taggiasche

I tanto osannati spaghetti di zucchine sono una di quelle ricette alle quali, ad occhi chiusi, non avremmo dato due lire. Sia chiaro, le verdure ci piacciono ed in ogni modo, ma non credevamo che della verdura tagliata a julienne potesse effettivamente essere tanto buona. A Torino per?, sotto la pioggia incessante e gli otto gradi che il giorno successivo si sarebbero trasformati in trenta, ci siamo riparate dall’acqua da Soul Kitchen. Filosofia vegana e raw (quindi crudo e lavorato con temperature non superiori ai 42?C), la scelta ? ricaduta proprio su un piatto di spaghetti di zucchine con accanto un formaggio di anacardi e crackers di semi: scontato dire quanto fossero buoni e scontato dire che non abbiamo potuto non ordinare anche un dessert, aka una torta stra-or-di-na-ri-a e probabilmente una delle migliori di sempre? Alla fine, questi spaghetti di zucchine che tanto avevamo snobbato, sono diventati la nostra ossessione del momento, che abbiamo cercato in men che non si dica lo strumento adatto per tagliare le verdure e abbiamo finito in due sere tutte le zucchine dell’orto del nonno. ? un piatto sinceramente geniale, si presta ad essere condito in mille svariati modi, con le zucchine cos? croccanti quasi fossero pasta al dente, con il condimento di pomodorini e olive e una pioggia di mandorle tritate che vorrebbe imitare il parmigiano. (altro…)

Carote arrostite con yogurt e tahini

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Ultimamente, per la pi? piccola di noi, sembra non esserci piacere pi? grande dell?affondare una carota arancione e croccante in un mare di tahini. Chiamatela follia, chiamatela stranezza, mentre c?? chi puccia il dito nella crema di cioccolato e chi va matto per l?accostamento banana – burro d?arachidi, io intingo carote nella crema di sesamo. E ne vado decisamente matta. Per quanto possa sembrare un po? assurdo, momentaneamente non trovo conforto maggiore dell?abbracciarsi della dolcezza della carota con il gusto deciso del tahini. Aggiungerei anche che, quando inizio, ? davvero difficile fermarmi. Poich? sentivo l?esigenza di far partecipe anche il blog di questa grande scoperta, era necessaria una ricetta che fosse un pelino pi? sfiziosa del limitarsi ad una carota in mano ed il barattolo di tahini pronta ad accoglierla dall?altra. E l?occasione si ? presentata quando ci ? passata sotto gli occhi questa ricetta di Ottolenghi: carote arrostite con yogurt e tahini, non poteva prospettarsi niente di pi? appetibile! Se poi ci sono anche cumino e coriandolo, che con questo ortaggio?stanno come il basilico al pomodoro, sei a cavallo. ? una ricetta che fa fronte a tutte le esigenze del palato: dolce per le carote, arrostite con lo sciroppo d?acero, forte e intenso per le spezie, acido per yogurt e limone, e ancora una nota salata che spezza quella che potrebbe essere un?eccessiva dolcezza. Abbiamo fatto piccole modifiche, ridotto e sostituito il miele con dello sciroppo d?acero, quello Canadese, che abbiamo tanto elogiato qualche post fa, e aggiunto la nota sapida e affumicata del sale Maldon. Se volete spingervi un po? oltre un semplice ortaggio immerso nel tahini, questa ricetta ? decisamente perfetta! (altro…)

“Frittella” di carciofi, fave e piselli

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Questa ricetta entra a pieno titolo fra quelle che, con il loro nome, non c’entrano nulla. Dal nome “frittella” si potrebbe pensare ad un fritto (magari in pastella, giusto per fare la rima) ma fritto non ?. Potrebbe allora evocare una preparazione a base di uova, ma uova non ce ne sono. E no, non ? decisamente un pancake salato a base di carciofi, fave e asparagi. La grande verit? che si cela dietro al mistero della “frittella” ? che non ? altro che uno stufato di carciofi, fave e piselli. Uno stufato buonissimo. Che probabilmente alla pi? piccola di noi, qualche anno fa, quando alle verdure cotte “no, grazie”, non sarebbe piaciuto e del quale, adesso, va letteralmente fuori di testa. ? ?una ricetta tipica del palermitano, che abbiamo scoperto solo all’ultimo essere preparata pi? frequentemente in agrodolce, con aceto e zucchero da aggiungere alla fine. Questa per? ? quella di sempre, tramandata dalla nonna, che sembra essere la nuova ossessione sulla nostra tavola, che ancora le fave e i piselli sono tenerissimi. ? stata un bell’accompagnamento alla torta salata di qualche giorno fa per la nostra pasquetta, che ? stata fondamentalmente un finto picnic al chiuso. Pu? essere un contorno, un antipasto ma anche, se preparato in porzioni pi? abbondanti e accompagnato da una bella fettozza di pane, un ottimo pranzo leggero e frugale. Provatela: possiamo assicurarvi che non smetterete pi? di prepararla. (altro…)