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Granola senza cereali // Grain free granola (Vegan, Paleo, Low Sugar)

(English recipe below) Una delle cose che non potrebbe mai mancare nella nostra dispensa è un buon vaso di granola. Perché, diciamocelo, la granola è un salva vita in tanti casi: è perfetta la mattina a colazione, da mettere nello yogurt o nel latte di mandorle, come topping per gelati e smoothie, da mangiare come snack o semplicemente quando si ha voglia di qualcosa di dolce e che sia allo stesso tempo sano.

C’è da dire, però, che evitiamo di comprare quelle già confezionate (anche quelle biologiche) perché spesso piene di zuccheri ed oli raffinati. Piuttosto, preferiamo prepararla a casa: ci sono pochi atti che ci confortano e rassicurano tanto quando una teglia di granola appena sfornata da sgranocchiare senza contegno con la consapevolezza che si tratti di un alimento sano e non processato.

La nostra ultima granola preferita e che continuiamo ad infornare praticamente ogni 3 giorni è questa granola senza cereali: al posto dei soliti fiocchi d’avena, infatti, in questa delizia troverete cocco in scaglie, mandorle e noci e di certo non ci sarà il rischio di una granola poco croccante! Inoltre, per mantenere un livello basso di zuccheri, abbiamo usato solo un po’ di farina di chufa e una quantità davvero misera di sciroppo di yacon, entrambi fonte di prebiotici e con un basso indice glicemico. A dirla tutta, la chufa non è neanche un dolcificante, ma un piccolo tubero ricco di fibre e ovviamente senza glutine, dal gusto naturalmente dolce. Lo sciroppo di yacon, invece, è uno dei dolcificanti naturali con il più basso indice glicemico che esistano: è anche questo fonte di fibre e i suoi zuccheri non vengono assorbiti dal nostro stomaco. Qualora non doveste avere farina di chufa e sciroppo di yacon, comunque, abbiamo incluso delle note su come sostituirli!

Quindi insomma, si tratta di una granola super sana, con tanti grassi buoni dalla frutta secca, naturalmente  dolce e con un basso indice glicemico. Inutile dire che la prima volta che l’abbiamo preparata ha resistito in casa per più di 24 ore, giusto? (altro…)

Waffles di mandorle e mesquite // Mesquite + almond grain free waffles (Paleo, Vegan)

(English recipe below) Abbiamo in cantiere la ricetta di questi waffles da ormai almeno 6 mesi ma, fra un impegno, la necessità di postare prima altre ricette, la pigrizia e la latitanza che ci hanno accompagnato nei mesi precedenti e delle foto che ci scordavamo sempre di scattare, abbiamo procrastinato fino ad oggi prima di condividerla qui con voi sul blog.

Come abbiamo anticipato sul nostro profilo instagram all’inizio della settimana, negli ultimi mesi abbiamo stravolto la nostra dieta al fine di risolvere alcuni problemi di salute (tra cui i ricorrenti fastidi di me, Marta, se ricordate i post in cui lamentavo forti difficoltà digestive). Dopo aver fatto analisi approfondite e aver consultato medici, nutrizionisti ed esperti, quello che ne è venuto fuori è che una dieta ricca in cereali e legumi come quella vegana che stavamo entrambe adottando, non era esattamente l’ideale per noi e che, piuttosto, poteva essere uno dei fattori influenti di quei problemi. Ne parleremo meglio in un altro post, dove spiegheremo nel dettaglio quelli che sono stati i nostri problemi e come (e quanto difficile sia stato) dover cambiare la nostra dieta. Questo come preambolo per dire che una delle cose da cui abbiamo tratto più beneficio è stato il ridurre drasticamente il nostro consumo di cereali (non carboidrati, attenzione!) in favore di grassi buoni. Allo stesso tempo, sebbene la nostra dieta non sia più esclusivamente plant-based, cerchiamo di mantenere gran parte delle nostre ricette e almeno uno o due dei nostri pasti quotidiani vegan pur adattandole al nuovo stile alimentare.

Questi waffles sono nati ben prima di questo grande cambiamento, ma avere la certezza di una ricetta deliziosa e già testata che non ci facesse “mancare niente” è stato decisamente di conforto. Se poi siete lettori o lettrici frequenti di questo blog, saprete sicuramente quanto la colazione sia il nostro pasto preferito e quello a cui, molto probabilmente, teniamo in assoluto di più in tutta la giornata (non si dice “iniziare col piede giusto” mica per niente, no?!).

I nostri nuovi waffles to-go sono a base di farina di mandorle, un po’ di arrowroot, semi di lino e polvere di mesquite, ovvero baccelli della pianta di Mesquite polverizzati che hanno un naturale sapore dolce e che consentono di aggiungere dolcezza pur avendo un indice glicemico basso e mantenendo i waffles senza zuccheri aggiunti in quanto si tratta di un dolcificante integro (un po’ come i datteri, che conservano ancora polpa e fibre) e non estratto o raffinato. Qualora non doveste averla sotto mano, potete tranquillamente sostituirla, come vi consigliamo nelle note, con zucchero di cocco o di datteri. Sono profumati con un tocco di vaniglia (che non riusciamo mai ad escludere dai nostri dolci…è troppo buona!) e, per legare il tutto, abbiamo usato semplicemente un po’ di latte di mandorle e un goccio di olio di cocco. Sono perciò totalmente grain free, senza glutine e paleo pur restando vegan e senza zuccheri aggiunti: insomma, buoni, sani e adatti a tutti! (altro…)

Estratto di finocchio, sedano e zenzero // Fennel, celery and ginger juice

This post was made in partnership with Panasonic

L’anno nuovo inizia sempre con i migliori propositi: mangiare sano, andare in palestra, essere meno nervosi, leggere di più e oziare meno, fare possibilmente più cose che ci piacciono e meno che non. Personalmente, i nostri sono quelli di star bene su tutto e portare a termine almeno tante cose belle quanto quelle che abbiamo avuto l’opportunità di vivere l’anno scorso.

Dopo però l’indulgenza delle feste e in vista degli incombenti fritti di capodanno, qualcosa di detox e purificante era obbligatoria. Crediamo in generale che, adottando una dieta sana per il 98%, non ci sia bisogno di intraprendere diete (intese come percorso mirato alla perdita di peso) per la maggior parte dei casi, ma questo non significa che un periodo di leggerezza per lo stomaco, con lo scopo di ripristinare la propria digestione e, magari, sistemare piccoli problemi di salute, non possa essere necessario. Negli ultimi mesi abbiamo lavorato noi stesse sulla nostra dieta proprio per motivi simili (migliorare problemi di salute e la nostra digestione), stravolto la nostra alimentazione al fine di poter stare meglio e possiamo dire di star raggiungendo la meta che ci eravamo presupposte.

Ed è per questo che, in collaborazione con Panasonic, abbiamo pensato ad una ricetta che potesse andar bene un po’ per tutti gli “stili” alimentari, che fosse super sana e che potesse essere d’aiuto per disintossicare l’organismo (insieme ad una dieta sana e bilanciata, si intende!), preparata con lo slow juicer.

Si tratta di un estratto di sole verdure a base di finocchio, sedano e zenzero. Qualcuno potrà chiedersi: perché niente frutta? Perché non aggiungere un po’ di mela, pera o arancia? La verità è che crediamo che gli estratti siano efficaci e soprattutto sani se basati esclusivamente su verdura (possibilmente a basso indice glicemico e quindi evitando carote e barbabietole). Gli estratti con grandi quantità di frutta, infatti, hanno un alto indice glicemico e apportano gli stessi zuccheri che magari potrebbero fornire 3 o 4 mele, senza il vantaggio però delle fibre che aiutano a sentirsi sazi e a regolare il picco glicemico. Si tratta sempre di frutta e non di merendine confezionate, vero, ma un eccesso di zuccheri non è mai una cosa positiva, neanche quando si tratta di “zuccheri naturali”.

Perché però fosse bevibile e non avesse un sapore terribile, abbiamo combinato sedano e finocchio, due verdure dal gusto fresco e piacevole e grandi alleate di qualsiasi detox per le loro proprietà digestive e drenanti, insieme ad un pizzico di zenzero e limone perché è pur sempre periodo di influenze (e anche perché il loro sapore è semplicemente delizioso!). Ne è venuto fuori un estratto estremamente sano e buono che abbiamo davvero adorato. Provate a berlo tutte le mattine, prima di ogni altra cosa, per almeno una settimana (o magari due) e vedrete come la vostra pelle risulterà più chiara e la vostra digestione migliorata!

Ultimo ma non di ultima importanza, su instagram abbiamo indetto un giveaway perché anche uno di voi potesse beneficiare di un estrattore. Trovate alla fine del post il vincitore! (altro…)

Kombucha con zenzero, menta e melagrana // Fizzy pomegranate kombucha with ginger and mint

Ieri sono diventati 20, tondi tondi. 20 con 3 candeline su una torta di zucca e mandorle; 20 affogati in un caffè americano nero bollente e in una tazza di tè verde alla vaniglia; 20 impacchettati in un tubino color argento e nascosti da un cardigan della mamma; 20 in un’agendina a fiori, pietre dure, un’orchidea, un mazzo di fiori, risate ad oltranza con il proprio gatto, tanti libri per l’anima e un bracciale con le campanelle.

Abbiamo deciso di organizzare un brunch per l’occasione, perché le cose convenzionali non ci piacciono mai e l’idea di cucinare e mettere tante candele sulla tavola ci piaceva troppo per lasciarcela sfuggire. Ed è così che ci siamo addormentate alle 3 di notte per glassare l’ultima infornata di biscotti (cioccolato e arancia, ça va sans dire) e svegliate alle 7 (mettendo qualcosa nello stomaco soltanto alle 12) per infornare patate al forno e agghindare a festa la tavola.

Avremmo voluto fare almeno una foto a tutto il ben di dio che c’era in tavola, alla torta alla zucca decorata con tanti fiori, ma visto il nostro solito ritardo nel fare tutto (e vista anche la fame ad una certa), il tempo e il pensiero di prendere la macchina fotografica è sfuggito. Non poteva però sfuggire la bevanda che ha accompagnato tutto il cibo sulla tavola!

Si tratta di una spremuta di melagrana diluita con kombucha (se non sapete di cosa si tratti: è una bevanda fermentata, si trova nel reparto frigo dei supermercati biologici ben forniti!) e profumata con zenzero, menta e scorza di limone tratta dal nuovo libro di Manuel Marcuccio “Il mio Natale è Vegan” ovvero una piccola (ma non così piccola!) raccolta di ricette natalizie completamente vegetali per chi ha deciso di fare questa scelta, per i curiosi, per chi mangia tutto, per gli intolleranti e per chi ha un’amico vegetariano o vegano e non ha idea di cosa cucinare. Il libro è diviso in 5 menù, ciascuno composto da 6 proposte, diversi: all’interno di questi aspettatevi sempre una bevanda (perché che Natale è senza un bel drink) e un dessert!

Anche se qui sul blog non se ne vedono spesso, siamo grandi fanatiche delle bevande in occasione delle festività, troviamo che sia un aspetto da non tralasciare assolutamente, perché un pasto è veramente perfetto quando curato in ogni suo dettaglio. Quando abbiamo visto che il nuovo libro di Manuel ne prevedeva una diversa per ogni menù, quindi, eravamo già certe che le avremmo sperimentate. La prima che abbiamo avuto occasione di provare è stata questa kombucha con melagrana, menta e zenzero. L’ abbiamo appunto servita durante il brunch (poiché ci serviva una bevanda non alcolica ma che fosse frizzantina ed accattivante) per il compleanno di Marta e, poiché è stata apprezzata veramente tanto, abbiamo deciso di postarla qui oggi sul blog con le nostre piccole modifiche! (altro…)

Burri di frutta secca al matcha, cacao e gingerbread // Flavored Nut Butters

This post was made in partnership with Panasonic

(English below) Quest’anno siamo state davvero latitanti qui sul blog – i motivi sono quelli di cui vi parliamo da mesi: i lancio e la totale dedizione al libro, l’università per Marta e l’ufficio per Mimma, la stesura di ricette per lavoro propriamente detto, una serie di altri lavoretti iniziati nel corso dell’anno e qualche motivo personale di cui, prima o poi, ci decideremo a parlare.

In questo lasso di tempo, abbiamo continuato a cucinare, a volte con più enfasi di prima, altre un po’ distrattamente. Abbiamo messo un po’ freno all’acquisto ossessivo-compulsivo di ricettari e speso una quantità di soldi più alta del previsto in piante e fiori. Ci siamo anche iscritte in palestra, sperando che questa avventura non termini alle prime due settimane come l’anno scorso ma, piuttosto, di essere costanti. E dobbiamo davvero dirlo: le nostre giornate, se prima costellate da talmente tanti attimi di serenità e quasi noia, sono diventate così piene che in qualche momento ci capita di rimpiangere quei momenti di nullafacenza.

Proprio per via del nostro essere sempre “in a hurry”, a volte di capita di avere davvero poco tempo per concederci un pasto ben pensato come vorremmo o anche semplicemente di preparare qualcosa di goloso per quando ne abbiamo bisogno. È da questo che è nata la necessità di ideare questi burri di frutta secca di vari gusti realizzati con il nostro food processor Panasonic: sono decisamente perfetti da usare come base per una bevanda calda senza dover impazzire per cercare mille ingredienti fra uno sportello e l’altro ma anche semplicemente da spalmare su una bella fetta di pane di farro o senza glutine per una colazione veloce ma decisamente non triste.

Abbiamo pensato a tre gusti. Il primo è un burro di macadamia al matcha e vaniglia: nelle mattine nelle quali la più piccola di noi ha lezione alle 8.00 e svegliarsi alle 6.00 è imperativo (e dovendo fare un po’ tutto di corsa, perché guai ad uscire più tardi delle 7.15 visto il rischio di trovarsi imbottigliati nel traffico o di perdere la metropolitana), difficilmente riesce a mettere qualcosa sotto i denti. Sebbene infatti la colazione rimanga il suo pasto preferito, mangiare di fretta e sotto stress per poi digerire male non è un’opzione – ed è qui che il burro di macadamia al matcha è la sua soluzione: frullato per qualche secondo con acqua calda (ma non bollente!), le permette di mettere un po’ di grassi e sana caffeina nello stomaco senza difficoltà così da riuscire a reggere le prime ore senza addormentarsi e poi mangiare qualcosa a metà mattina. Per un boost in più, abbiamo aggiunto un po’ di maca e ashwagandha.

Il secondo è un burro di noci pecan al gingerbread, quindi speziato con cannella, zenzero, chiodi di garofano e cardamomo: non c’è niente di meglio di spezie calde come queste ora che si avvicina il Natale. Anche questo si può tranquillamente frullare con dell’acqua calda e magari un goccio di caffè per una bevanda che possa coccolare in queste prime giornate di reale freddo, ma noi lo abbiamo anche adorato come topping per il porridge e lo abbiamo persino usato per condire pancakes e french toast!

Ultimo ma non ultimo, il preferito della più grande di noi: la crema spalmabile di anacardi con cacao e datteri: se la più piccola di noi al mattino presto ha lo stomaco chiuso, la più grande non riesce davvero ad uscire da casa senza aver messo i denti su qualcosa. Perciò, quando ci siamo dimenticate di preparare dello yogurt di anacardi o non abbiamo comprato il nostro yogurt di cocco preferito e c’è davvero poco tempo sia per preparare un porridge che persino per sbucciare un avocado, la versione sana e rivisitata di pane e crema al cioccolato (non c’è neanche bisogno di nominarla…) è l’opzione perfetta. Inoltre, si tratta di una crema dolcificata esclusivamente con 2 datteri: il resto della dolcezza viene dagli anacardi e dalla vaniglia, non c’è bisogno di aggiungere zuccheri! E ovviamente, non stiamo neanche a dirvi che salvezza sia quando alla fine di una giornata dura, sappiamo di avere un vasetto di questa in frigo… (altro…)

Chia fresca con estratto di frutta e verdura // Fresh juice chia fresca

This post was made in partnership with Panasonic

(English recipe below) Siamo tornate da due settimane dal nostro viaggio a Praga (e vi promettiamo che venerdì arriverà un post colmo di fotografie e consigli) eppure tutto ciò che abbiamo fatto, oltre che portare a termine un paio di lavori, è stato programmare altre vacanze. Succede soltanto a noi che, più ci capita di partire e prendere l’aereo, più sentiamo il bisogno di farlo sempre più frequentemente? Nel frattempo, mentre riordiniamo le idee e cerchiamo una nuova meta verso la quale approdare, il modo migliore per staccare la spina è chiudere tutto e trascorrere un po’ di tempo al mare.

Questi ultimi giorni, qui in Sicilia (ma abbiamo visto un po’ in tutta Italia) sono stati davvero roventi. Abbiamo dovuto necessariamente investire un po’ di soldi in un nuovo ventilatore (perché sì, praticamente i ventilatori in casa nostra hanno un tempo di vita di massimo due anni e, nonostante viviamo in Sicilia da tutta la vita, non abbiamo un condizionatore a casa) e nutrirci di cibo fresco e leggero.

Ed ecco che, in questa estate bollente, l’estrattore sembrerebbe essere la panacea per tutti i mali. Pensate a succhi freschi, ricchi di vitamine, magari perfetti anche da congelare e trasformare in ghiaccioli o semplicemente da tenere in frigo e bere all’occasione ogni qualvolta che ci si sente un po’ a terra! Quando perciò abbiamo ricevuto questo estrattore Panasonic, già sapevamo che la nostra estate avrebbe avuto tutt’altro sapore e sarebbe stata decisamente più facile da affrontare. Oltre ad essere davvero un bell’oggetto da tenere in cucina (perché, diciamocelo, anche l’occhio ha la sua parte!) e a girare davvero lentamente, altro bonus point è il fatto che non contiene lame, così che il succo non si ossidi velocemente.

Una piccola precisazione da fare sugli estrattori, è necessaria: quando preparate un estratto, ricordate sempre di non usare semplicemente frutta, ma di aggiungere sempre una buona parte di verdure. Questo perché un estratto di sola frutta tende ad avere un indice glicemico, in quanto viene privato delle fibre del frutto stesso che saziano più a lungo. Ecco perché, nel caso della nostra chia fresca (che, per chi non lo sapesse, altro non è che una “limonata” ai semi di chia), l’utilizzo di verdure come lattuga romana e cetriolo, frutta molto acquosa come anguria e ananas (così da perdere meno fibre possibili!) e, soprattutto, l’utilizzo di semi di chia che aggiungono fibre, sono fonte di proteine e acidi grassi omega-3 e che quindi saziano più facilmente e abbassano l’indice glicemico, rende questi estratti non solo rinfrescanti e ideali durante le afose giornate estive, ma estremamente salutari!

Tutto quello che ci basta, quindi, in questi giorni, è afferrare una di queste bottigliette, infilarla nella borsa del mare insieme ad un telo e una ciotola di fretta fresca, e guidare fino alla spiaggia per goderci un po’ di sana pace, farci accarezzare dalla brezza marina, rilassarci, perderci nel rumore delle onde e brindare alla giornata appena trascorsa. (altro…)

Panini di chufa senza cereali // Vegan + grain free tigernut buns

Era da un po’ che ci frullava per la testa l’idea di preparare un pane senza alcun tipo di cereale o pseudocereale. Abbiamo cercato un bel po’ online, ma la maggior parte delle ricette prevede una quantità esagerata di uova o davvero tanta farina di mandorle/frutta secca o, ancora, l’aggiunta di fiocchi d’avena (che sono un cereale) o di quinoa o grano saraceno che, pur non essendo tecnicamente dei grani (si tratta di semi, infatti) si comportano principalmente come se lo fossero.

Da quando la più piccola di noi ha avuto certi fastidiosi problemi di stomaco (ricordate quei dolori insopportabili sotto lo sterno appena sveglia di cui vi parlavamo?) e visti i forti attacchi di colite che, puntualmente, si fa viva ogni due/tre giorni, abbiamo cercato il più possibile di dare un po’ di respiro al suo stomaco, il ché ha significato due cose fondamentali: ridurre l’apporto di ceci che, a quanto pare, ultimamente non digerisce molto e ridurre quello di glutine e grani (senza però escludere pseudocereali come quinoa, grano saraceno e amaranto che invece sembrerebbe digerire senza particolari problemi) in favore di frutta secca, semi e avocado e legumi che riesce a digerire meglio come lenticchie, lupini e piselli. Ovviamente non la gestiamo come una cosa eccessivamente vincolante e “stretta” (quindi vi è tranquillamente spazio per le dovute eccezioni qui e lì) e, sebbene i fastidi non siano svaniti del tutto, dobbiamo dire che sicuramente al momento la situazione è davvero più gestibile.

E visto che, comunque, cerchiamo di fare in modo che la cosa sia il meno “pesante” da sopportare e che non sia mai triste, volevamo a tutti i costi cercare di elaborare dei panini senza grani che potesse mangiare ogni giorno e ogni quando ne sentisse il bisogno senza che la sua digestione venisse eccessivamente disturbata.

Quanto alla farina “strana” che vedete menzionata nel titolo della ricetta, si tratta di farina di Chufa o zigolo dolce (o, ancora, tigernut), ovvero un piccolo tubero che, appunto, non è né un grano né appartiene alla famiglia delle noci, perciò perfetta per il nostro esperimento (non che abbiamo qualcosa contro la frutta secca, ma visto che ne mangiamo abbondantemente ogni giorno tra latte vegetale, “burri” di mandorle o nocciole e, ancora, come snack e a conclusione dei pasti, volevamo evitare di sovraccaricare anche questi). È ancora un po’ difficile da trovare in supermercati – anche se bio – ma potete tranquillamente acquistarla qui *non si tratta di una sponsorizzazione, semplicemente questa è quella che abbiamo usato noi e che vi consigliamo. Il resto degli ingredienti invece sono farina di cocco (non cocco rapé – si tratta davvero di una cosa diversa!), polvere di fibra di semi di psillio (se usate la cuticola non polverizzata probabilmente avrete bisogno di aggiungerne un cucchiaio in più, ma non abbiamo provato), semi di lino e un goccio d’olio.

Consiglio fondamentale: non provate a far diventare questo impasto un pane intero o da cuocere dentro una teglia: succederanno cose spiacevoli. Vi diciamo soltanto che ci abbiamo provato per la bellezza di due volte ed entrambe le volte, nostro malgrado, abbiamo dovuto buttare i nostri tentativi: poiché infatti si tratta di un impasto senza glutine e senza alcun cereale o addensante, ha bisogno di cuocere a lungo e di ricevere calore da tutti i lati. Sappiamo che sarebbe davvero bello farne un pane da affettare e non doversi limitare a dei panini piccoli piccoli, ma per questa ricetta è necessario accontentarsi di questo.

La consistenza è sofficissima (se desiderate che siano un po’ più “fermi” e sodi, aspettate 24 ore dopo la cottura prima di tagliarli e consumarli) e il sapore delizioso, leggermente dolce senza aver bisogno di alcun dolcificante grazie al retrogusto mandorlato della farina di Chufa. Potete tranquillamente, però, decidere di accompagnarli a qualcosa di salato, preferibilmente con un sapore forte e deciso: noi li abbiamo adorati con tahini e composta di mirtilli o con un paté di broccoli e senape. A dire il vero, abbiamo anche preparato dei mini burger e li abbiamo usati come piccoli burger buns.

Sappiamo che gli ingredienti sono un po’ meno di facile portata rispetto a quelli che proponiamo di solito, ma se siete curiosi di provare nuovi ingredienti e vi piace sperimentare, vi consigliamo caldamente di procurarvi tutto e provare questi panini senza cereali! (altro…)

Pancakes salati di piselli con tzatziki // Savory green pea pancakes with tzatziki

Siamo certe che molti dei nostri lettori siano come noi: appena vediamo una novità sui banchi dei supermercati biologici, dobbiamo subito metterci le mani sopra. Non importa se non abbiamo idea di cosa sia, come utilizzarlo o che sapore abbia, noi nel dubbio la mettiamo nel carrello. E questo è quello che è successo l’anno scorso quando, di fronte ad un pacco di farina di piselli verdi, abbiamo subito dovuto comprarla.

Abbiamo provato più volte ad usarla come avremmo fatto con la farina di ceci, ma il risultato è sempre stato piuttosto deludente: a differenza, infatti, di quella di ceci, non è altrettanto assorbente e tutto ciò che abbiamo provato a cucinare finiva spesso per essere troppo cotto o troppo secco e a spezzarsi facilmente.

Ieri sera, dopo aver quindi lasciato per quasi un anno quel pacchetto di farina di piselli mezzo usato nella nostra dispensa, in cerca di qualcosa da preparare per cena, lo abbiamo ritrovato lì in dispensa a farci l’occhiolino e dirci che era il caso di darle un altro tentativo, o presto avremmo dovuto vedercela con l’estate e le fastidiose farfalline che, ogni tot, decidono di costruire famiglia nei nostri pacchetti di farina.

L’idea iniziale era quella di prepararci delle crepes alternative a quelle di ceci che spesso prepariamo, ma l’impasto era decisamente troppo denso perché potesse diventare una bella crêpe sottile e morbida e, viste le esperienze precedenti, sapevamo che non avremmo potuto aggiungere altra acqua o sarebbe stato impossibile cuocerle in padella e che si sarebbero spezzate immediatamente non appena avremmo provato a girarle. Però ormai l’impasto era quello, avevamo usato la tanto temuta farina di piselli e non avevamo intenzione che ci passasse per la testa l’idea di gettare tutto dentro il cesto della spazzatura (odiamo davvero lo spreco di cibo). Quindi insomma, abbiamo provato a cuocere questo impasto piuttosto denso – sembra, piuttosto, quello di una torta – senza però farlo diventare crêpe ma lasciando che diventasse, piuttosto, una frittella: ed è così che è successa la magia.

Ci siamo innamorate talmente tanto di questi pancakes (come è possibile che non ci avessimo pensato prima?!) da cucinarli nuovamente oggi a pranzo, insaporendo ancor di più l’impasto “base” che prevedeva niente di più che farina di piselli, acqua, poco arrowroot e un goccio d’olio con dei cipollotti tagliati finemente – sono i nostri “eroi” in cucina e troviamo che tutto risulti migliore con un piccolo cipollotto dentro – e delle foglie di timo. Per il condimento, invece, abbiamo mantenuto lo stesso che avevamo preparato ieri sera e che era risultato vincente: un semplice tzatziki veg con il nostro yogurt di anacardi che, essendo molto fresco, cremoso e leggermente “tangy” è l’accompagnamento perfetto per un pancake a base di farina di legumi (che risultano sempre un po’ “pesanti”) e, soprattutto, nel caso di uno a base di farina di piselli per la sua naturale dolcezza. Asparagi grigliati – non possiamo farne proprio a meno per ora -, avocado e ravanelli hanno completato il tutto.

Insomma, se anche voi avete un pacchetto di farina di piselli comprato durante un raptus di “oh! una cosa nuova! devo averla!” lasciato a morire in dispensa, rispolveratelo e dategli un’altra chance e se, invece, non ce l’avete, corretelo a comprarlo perché questi pancakes vi salveranno davvero la cena (ma anche il pranzo veloce, il brunch o l’aperitivo) in quelle giornate durante le quali non avete idea di cosa cucinare e avete ben poco in frigorifero! (altro…)

Scones alle mandorle senza farina // Grain free almond scones

In questi anni, il nostro rapporto si è consolidato più di quanto avremmo mai immaginato e sperato. Abbiamo trasformato una caduta, un piccolo momento difficile, in qualcosa di prezioso e unico. C’è sempre stato un bel rapporto fra di noi, una sorta di cordone ombelicale invisibile mai spezzato. Quell’appartenersi l’un l’altra come se ci fosse ancora qualcosa di fisico ad unirci e, perciò, il trovare serenità soltanto quando eravamo vicine. È qualcosa che non sappiamo esprimere a parole, ma possiamo spiegarla attraverso piccoli gesti, come il riuscire a prendere sonno immediatamente e serenamente soltanto riscaldando il piede tra quelli dell’altra.

La cucina ci ha unito. Questo blog ci ha unito. Il confrontarci, l’avere gusti simili, il fare qualcosa insieme, trasformarlo in una passione e condividere questa, trascorrendo inevitabilmente la maggior parte del nostro tempo insieme. È per questo che per noi, ormai, la festa della mamma è una convenzione, semplicemente una scusa per stare di più insieme e per creare momenti da inserire nella nostra galleria sentimentale dei ricordi. Perché in realtà non abbiamo bisogno di un giorno specifico per dimostrarci o ricordarci quanto ci vogliamo bene, perché lo facciamo ogni giorno.

Delle due, la più grande di noi è sicuramente la più romantica. Quella che chiede pancakes a forma di coniglietto il giorno di pasqua e che usa emoticon con gli occhi a cuoricino per ogni cosa. Considerando anche che è quella che predilige i dolci in casa e che difficilmente riesce a sopravvivere la mattina senza qualcosa di dolce, gli stampi a cuore della nuova linea di Le Creuset che abbiamo avuto il piacere di poter testare si sono rivelati perfetti: a parte che, va beh, inutile dire che Le Creuset è una garanzia, gli stampi valgono davvero ogni singolo centesimo di ciò che spenderete e vi dureranno anni. Sono estremamente resistenti e facili da lavare, perfetti anche per la mamma che, dopo essere stata festeggiata con un dolcetto, poi si troverà inevitabilmente a fare i piatti.

Tornando un attimo a ciò che stavamo dicendo a proposito della festa della mamma, nonostante abbiamo scritto quanto per noi sia ogni giorno, ci piace comunque festeggiarla, preparare qualcosa di buono e sorprendere e farci sorprendere da un piccolo regalo inaspettato (sì, Mamma, ti ho comprato una cosina) o da un mazzo di fiori. Quando ho dovuto perciò pensare a qualcosa di diverso dal solito da cucinare che fosse buono e, allo stesso tempo, sano e perfetto per la prima colazione. Quello che ne sono venuti fuori sono degli scones deliziosi, dal sapore intenso di mandorle e senza farina e cereali (perciò anche senza glutine). Abbiamo aggiunto pochissimo sciroppo d’acero grazie al naturale retrogusto dolce della frutta secca e, proprio perché risultano già adeguatamente dolcificati da soli (per lo meno, per i nostri gusti), vi consigliamo di servirli con della composta di frutta non dolcificata o dal gusto acidulo (in alternativa ai mirtilli, una di lamponi sarebbe davvero perfetta). Altrimenti, aggiungete una manciata di frutti di bosco o cranberries (ma, volendo, anche del cioccolato fondente…) all’impasto e serviteli direttamente così senza farcirli.  (altro…)

Waffle di avena con banane e salsa al cioccolato e tahini // Oat waffles with bananas and chocolate tahini sauce

Questo post è sponsorizzato da VIVOO e MAAMA

Lo sapete, non ci piace fare le cose in modo tradizionale e così, mentre tutti a Pasqua, due settimane fa, si nutrivano di dolci tradizionali come colombe, uova di pasqua e pastiere (vegane e non), noi abbiamo soddisfatto la nostra voglia di dolce facendo colazione e preparando come dessert – perché insomma, se si possono mangiare dolci da pasticceria per colazione, perché non si può decidere di avere un pasto tipico da colazione come fine pasto?! – questi waffles qui.

Era da un po’ che ci ripromettevamo di condividere dei waffles qui sul blog che fossero vegani, senza glutine e il più integrali possibile, e dobbiamo proprio confessarlo: abbiamo distrutto la bellezza di due piastre a furia di impasti “sbagliati” che non facevano altro che rimanere attaccati alla piastra. Così, quando abbiamo provato con questo impasto, abbiamo incrociato le dita e sperato di non dover dire addio anche alla terza (ed ultima rimasta) di piastra. Quando sono riusciti alla perfezione, infatti, eravamo così incredule da doverli necessariamente testare (e mangiare, chiaramente…) un’altra innumerevole quantità di volte.

Per quanto riguarda il come servirli, volevamo qualcosa di leggermente diverso dal classico sciroppo d’acero e frutti di bosco che, per quanto rimanga pur sempre nel nostro cuore, è un po’ scontato. Eravamo alla ricerca di un modo goloso e adatto a tutte le stagioni per presentarli, è l’occasione ci si è presentata grazie ad un pacchetto inviatoci da Vivoo e Maama. Insomma, cosa mette più l’acquolina in bocca del servirlo con fettine di banana e una salsa al cioccolato e tahin (se non avete ancora provato ad abbinare tahin e cioccolato, vi prego, fatelo: non tornerete più indietro)?

Ci conoscete ormai, siamo davvero molto attente a ciò che mettiamo sulla nostra tavola sia dal punto di vista etico che da quello salutistico: cerchiamo di comprare sempre prodotti di alta qualità, dolcificati con zuccheri integrali e alternativi a quello di barbabietola o di canna e preoccupandoci sempre che non abbiano un impatto molto pesante sulla terra e quest’azienda soddisfa tutte le nostre richieste. Abbiamo iniziato ad essere consumatrici soddisfatte dei loro prodotti più di un anno fa, ben prima di questa collaborazione, quando il brand era stato appena lanciato e noi non eravamo riuscite a resistere allo splendido packaging e alla qualità del prodotto. Il loro cioccolato, infatti, è prodotto con fave di cacao criollo e si tratta di “cioccolato crudo” in quanto le fave non vengono tostate e il cacao mantiene naturalmente istamina, magnesio, vitamina C e molti altre proprietà e minerali. Cosa da non dimenticare, a proposito dell’etica, è che il loro cacao è equo-solidale e environment-friendly e  proviene da piccole piantagioni in Bali e in Perù. Bonus in più, il loro cioccolato di “polverine magiche” aka superfoods aka bacche o radici essiccate e ridotte in polvere, quindi molto concentrati e ricchi di proprietà benefiche (insomma, lo sapete che andiamo un po’ pazze per queste cose…).

Se volete capire un po’ di cosa stiamo parlando e, come noi, siete felici di spendere i vostri soldi in prodotti realmente di qualità, vi segnaliamo anche che fino a domani 30 marzo avrete la possibilità di acquistare alcune delle loro tavolette di cioccolato crudo in abbondanza (sono pacchetti che contengono la bellezza di 20 tavolette da 30g perché insomma, il cioccolato non è mai troppo) al 50% qui su amazon. Svuotate il portafoglio e passate un buon weekend, magari preparando waffles per colazione, che lunedì non si lavora e possiamo concederci il lusso della lentezza! (altro…)