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Zuppa di zucca arrosto con “bacon” di mandorle // Roasted butternut squash soup with almond “bacon”

This post was created in partnership with Panasonic.

(English version follows) Dopo diverse settimane di nomadismo (ad inizio ottobre siamo volate a Londra e fino alla settimana scorsa ci trovavamo in giro per Italia per la promozione del nostro libro), non è poi così male tornare a casa. Continuiamo ad essere dell’opinione che, fosse per noi, potremmo continuare con questo ritmo per un bel po’ di tempo, che non c’è niente che ci elettrizza tanto quanto l’idea di salire su un aereo, ma amiamo l’idea di sapere ed esser certe che la nostra dimensione, quella che chiamiamo “casa”, è sempre lì ad attenderci.

Perciò, sebbene la nostra esperienza culinaria non avrebbe potuto essere delle migliori, fra porridge per tutti i gusti da 26grains e una “protein feast bowl” da Pride Kitchen a Londra (soprattutto, in quello splendido contesto di edifici di mille colori più uno e luci che è Neal’s Yard), e fra il cioccolato crudo di Grezzo a Roma e la melanzana con crumble di ceci da Botanica Lab a Bologna, tornare a metterci ai fornelli, anche semplicemente per preparare qualcosa di semplice ma estremamente confortante come una zuppa, non potrebbe essere più terapeutico. E siccome pur sempre del 31 Ottobre stiamo parlando, a base di cosa sarebbe potuta essere questa zuppa se non di zucca?

Si tratta di una ricetta semplice: della semplice zucca arrostita (abbiamo scelto di cuocerla al forno così da esaltare la sua naturale dolcezza) con cipolla e tante erbe e spezie come rosmarino, cardamomo e coriandolo. Ci è bastato poi renderla liscia e setosa frullandola con del brodo vegetale caldo, zenzero e curcuma freschi grazie al nostro hand-blender Panasonic e decorarla con yogurt di cocco, coriandolo fresco e “bacon di mandorle“.

Se siete abituati a scorrere fra ricette vegetariane e vegane (specialmente straniere), probabilmente conoscerete già il “bacon di cocco”: si tratta semplicemente di scaglie di cocco marinate in salsa di soia, sciroppo d’acero e fumo liquido e poi cotto in forno finché croccante. Eravamo partite noi stesse con l’idea di prepararlo da aggiungere come topping a questa zuppa, se non fosse stato per un piccolo inconveniente: niente cocco in scaglie nella nostra dispensa. Fruga e fruga ancora, abbiamo trovato, però, delle mandorle in scaglie: e quindi, “bacon” di mandorle sarebbe stato. Inoltre, niente fumo liquido per noi ma, piuttosto, sale e paprika affumicati. Con le dosi della ricetta, otterrete una buona quantità di questo mix croccante, salato e così delizioso che non riuscirete a fare a meno di mangiarlo semplicemente a manciate come snack o, ad esempio, sbriciolato sul vostro avocado toast mattutino.

ZUPPA DI ZUCCA ARROSTO CON BACON DI MANDORLE
vegan, senza glutine, senza grani, paleo
PORZIONI: 2

Ingredienti:
per la zuppa di zucca:
600g di zucca violina
550g di brodo vegetale
2 cipolle rosse
1 rametto di romarino
1 cucchiaino di zenzero fresco grattugiato
1 cucchiaino di curcuma fresca grattugiata
1/2 cucchiaino di cardamomo in polvere
1/2 cucchiaino di coriandolo in polvere
1/2 cucchiaino di paprika in polvere
1 cucchiaio di olio di cocco o di avocado
sale rosa dell’himalaya
2 cucchiai di olio di cocco, per guarnire
coriandolo fresco, per guarnire

per il bacon di mandorle:
160g di mandorle in scaglie
1 cucchiaio di tamari
1 cucchiaio di sciroppo d’acero
1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
1 cucchiaino di sale affumicato
1/2 cucchiaino di paprika affumicata
1/2 cucchiaino di aglio in polvere

Procedimento:
Inizia con il “bacon” di mandorle: in una ciotola, condisci le mandorle in scaglie con la tamari, l’olio, lo sciroppo d’acero, la paprika, l’aglio in polvere e il sale affumicato. Mescola bene finché tutto sarà ben condito.
Preriscalda il forno a 160°C. Metti le mandorle in una teglia foderata con carta forno e infornale per circa 12 minuti o finché croccanti, mescolandole ogni 3 minuti così che non si brucino.
Sforna e lascia raffreddare.
Sbuccia e taglia grossolanamente la zucca. Taglia a spicchi le cipolle. Preriscalda il forno a 200°C. Condisci la zucca e le cipolle con sale, rosmarino, cardamomo, coriandolo, paprika e olio di cocco o di avocado e arrostisci per circa 30 minuti. Nel frattempo, scalda il brodo finché sarà bollente.
Nel boccale del frullatore ad immersione metti le verdure arrosto, lo zenzero e la curcuma e copri con il brodo. Frulla fino ad ottenere una crema liscia.
Dividi la zuppa in due ciotole, guarniscile con un cucchiaio di yogurt di cocco per ciotola, una manciata di “bacon” di mandorle e del coriandolo fresco.

ENGLISH

It’s autumn: leaves are falling from trees, weather gets colder and we finally can start turning on the oven in the kitchen and having warm meals. Also, pumpkin season is finally here and one of our favorite way to eat it is soup. Roasting the butternut squash in the oven with spices allow the veggies to caramelize and be sweeter and heartier. Also, this means way less effort but so much flavor. You just need to put the veggies in the oven and heat some stock and then blend it until nice and creamy! It’s really easy as 1 2 3. Here the soup is paired with some crunchy, salty nut “bacon” made with almonds instead of the usual coconut.With this recipe, you’ll get way more almond bacon than you need for the soup, but you won’t be disappointed: eat it, like us, in the morning on avocado toast or just put it in a bag for a quick snack while you’re out!

ROASTED BUTTERNUT SQUASH SOUP WITH ALMOND BACON
vegan, gluten free, grain free, paleo
SERVES: 2

Ingredients:
600g butternut squash, peeled and chopped
550g vegetable stock
2 red onions
1 stalk of rosemary
1 tsp fresh grated ginger
1 tsp fresh grated turmeric
1/2 tsp ground cardamom
1/2 tsp ground coriander
1/2 tsp paprika
1 tbsp avocado or coconut oil
pink himalayan salt
2 tbsp coconut yogurt, to garnish
fresh cilantro, to garnish

for the almond “bacon”:
160g almond flakes
1 tbsp tamari
1 tbsp maple syrup
1 tbsp extra virgin olive oil
1 tsp smoked sea salt
1/2 tsp smoked paprika
1/2 tsp garlic powder

Method:
Start with almond “bacon”: in a bowl, season almond flakes with tamari, olive oil, maple syrup, smoked salt and paprika and mix it well until all seasoned. Preheat oven to 160°C. Place almonds on a baking tray covered with parchment paper and bake them in the oven for about 12 minutes or until crunchy but not burned, stirring them every 3 minutes. Peel and roughly chop the butternut squash. Chop the onions. Preheat oven to 200°C. Season chopped butternut squash and onions with salt, rosemary, ground cardamom, ground coriander and paprika and roast it for about 30 minutes. In the meantime, heat the stock until very hot. In the jug of the hand blender, put the roasted veggies, fresh grated ginger and turmeric and the hot vegetable stock and blend until you get a smooth soup. Divide the soup into 2 bowls, garnish them with 1 tbsp coconut yogurt per bowl, one handful almond “bacon” and some fresh cilantro.

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Insalata di patate novelle e fave allo za’atar // New potato, broad beans and za’atar salad

Non siamo solite festeggiare Pasqua e, di conseguenza, non ci capita di riunirci con i nostri parenti e partecipare ad uno di quei pranzi interminabili che solitamente si concludono (ammesso che, si concludano) con pance pesanti e la bellezza di tre kg acquistati in poche ore. Ancor meno, non mangiando carne, ci capita di fare qualcosa di realmente concreto per Pasquetta (vade retro arrostute). Abbiamo però il nostro piccolo modo di festeggiare: ci piace godere del tempo insieme, fare le cose con lentezza, svegliarci (relativamente) tardi e preparare una colazione speciale e cucinare qualcosa di sfizioso per il pranzo, senza però stressarci troppo.

La nostra idea di pranzo ideale è uno che preveda diversi piatti, tutti diversi fra loro, ma senza dover dare un necessario ordine di portata a questi. Ciò significa che difficilmente in queste occasioni prepariamo un vero e proprio primo o un secondo ma, piuttosto, ci divertiamo a creare una serie di pietanze delle quali ognuno può prendere la quantità che vuole, così da mangiare un po’ di tutto senza appesantirsi troppo e aspettare interminabili tempi tra una portata e l’altra. Possiamo definirlo una sorta di pranzo buffet, se proprio vogliamo dare un nome.

Nella nostra tavola, la primavera si traduce automaticamente nel nutrirci (o, quanto meno, nel volerci nutrire) principalmente di asparagi, in fragole fresche per colazione al mattino e zuppe dal sapore delicato e in insalate di patate novelle. Quest’ultima, perciò, non poteva proprio mancare per questa Pasqua. Inizialmente eravamo tentate di preparare nuovamente quella postata da queste parti l’anno scorso, ma poi ci siamo dette che, per quanto possiamo amare quell’insalata, volevamo qualcosa di diverso e, soprattutto, qualcosa da condividere su queste pagine, visto che è da troppo, per i nostri standard, che non ci capita di proporvi una delle nostre solite insalate ricche.

Siamo davvero contente del risultato finale: abbiamo bollito le patate novelle e unite a delle fave così fresche da essere tenerissime e a della cipolla rossa cotta caramellata leggermente in un po’ d’olio, così da bilanciare il retrogusto un po’ amaro delle fave. Per smorzare, invece, la dolcezza della cipolla, sono state fondamentali delle buone olive verdi e un condimento allo za’atar, ovvero un mix di timo secco, semi di sesamo e sommacco. Un po’ di prezzemolo e aneto, che con fave e patate stanno davvero troppo bene per non metterli, e questo è quanto! È un’insalata davvero semplice, si prepara in una 30ina di minuti (cuocete le patate e le fave mentre caramellate le cipolle!) ma è decisamente buonissima. Approvata anche da quel brontolone dell’uomo di casa! (altro…)

Vellutata di finocchi e miso con lenticchie al limone // Miso fennel soup with lemony lentils

Vi è mai capitato di essere talmente ossessionati da una ricetta da prepararla e mangiarla almeno una volta al giorno? A noi sì, e anche piuttosto spesso. È successo, per esempio, nel caso di questa insalata o di questo hummus, e adesso tocca alla nostra nuova zuppa preferita.

In questi giorni di insolito e decisamente poco simpatico freddo (percepita 4 gradi, a Palermo, per una settimana è un evento davvero raro), tutto ciò di cui abbiamo sentito il bisogno è stato cibo caldo e confortante, perciò pasti come porridge fumanti, tea e infusi bollenti, cioccolate calde con mille superfood dentro, verdure arrosto e zuppe o vellutate che potessero alleviare un po’ il gelo esterno sono stati i benvenuti.

La vellutata di cui vi parliamo oggi è un’altra delle meraviglie preparate dalle sapienti mani di Susanna al corso tenuto a Milano quasi un mese fa. È cremosa, ricca grazie al latte di cocco e fa bene al pancino grazie a tutti i probiotici del miso (ecco, qualora stesse cercando ancora un paio di ricettine per riprendervi da tutto il pandoro mangiato a Natale e Capodanno, questa fra proprio al caso vostro).

La ricetta, poi, è così semplice e davvero poco “impegnativa” (non dovrete stare nemmeno a soffriggere o mescolare, basta dimenticarvi le verdure in forno per una mezzoretta, poi una frullatina e via!) che conquisterà anche il più pigro in cucina. La dolcezza del finocchio arrosto e del latte di cocco – che, inoltre, conferisce cremosità senza bisogno di aggiungere ingredienti come panna o patate – si sposa perfettamente con il gusto agre e pungente del miso. Aggiungete poi un pezzetto di zenzero e, oltre ad avere una pietanza nutrizionalmente fantastica per la quale il vostro stomaco vi ringrazierà di certo, renderete tutto ancora più equilibrato.

Tornate da Milano, quindi, non abbiamo fatto altro che frullare in continuazione finocchi arrosto e, per renderla un pasto leggero ma completo, aggiunto un paio di cucchiai di lenticchie beluga al limone (e, volendo, anche una fetta di pane di farro integrale di pasta madre), ma sono totalmente opzionali. Al contrario, se lo avete per le mani, vi consigliamo caldamente di aggiungere qualche ciuffetto di aneto e, magari, per un po’ di croccantezza, un misto di semi come canapa e girasole (ma anche zucca e sesamo nero!). (altro…)

Insalata di riso rosso, quinoa, ceci e menta piperita

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Se siete abituati ed affezionati alla solita insalata di riso, magari con il riso scotto, barattoli di verdure sottaceto e sottolio e qualche pezzetto di w?rstel crudo giusto per completare il tutto, questa insalata non fa per voi. Che poi, chiss? perch?, l’insalata di riso sembra essere sempre l’unica idea plausibile rispetto a un qualsiasi pasto da portare durante le cene estive. “Tu che porti?” “Insalata di riso!” e fu cos? che si ritrovarono con dieci ciotole di insalata di riso e nient’altro… Insomma, fatto sta che la nostra non-insalata di riso nasce per un’esigenza specifica e particolare: proprio ieri, infatti, un po’ timide e impacciate, ci siamo ritrovate a presentare insieme a Sara?quel famoso libro?in uno spazio che sembrava calzargli a pennello, quale un negozietto di commercio equo&solidale?(anzi, IL primo negozietto di questo genere qui a Palermo, che nasce ben 22 anni fa). In primis, oltre all’emozione e all’imbarazzo da sconfiggere, era necessario trovare qualcosa da mettere sotto i denti che rispecchiasse sia l’anima del libro sia quella del locale dove ci trovavamo a presentarlo: per questo ci ? venuta incontro Stefania, alludendo ad una meravigliosa insalata di Ottolenghi preparata qualche anno fa che aveva poi re-interpretato aggiungendo della quinoa. Soltanto dallo scintillare dei suoi occhi nel descrivercela, abbiamo capito quanto si trattasse di un’insalata speciale. Abbiamo apportato piccole modifiche in base a ci? che avevamo a casa e ai prodotti che ci erano stati forniti: riso rosso thai piuttosto che basmati e una dose pi? abbondante di quinoa. La cipolla poi, piuttosto che infarinata e fritta, soffritta e quasi caramellata, senza bisogno per? di aggiungere zucchero e una manciata di anacardi che con sapori forti e intensi come cumino e curry si sposano sempre benissimo. Ci siamo poi permesse anche di ridurre un po’ la quantit? di uvetta, in quanto non volevamo che risultasse troppo dolce e aggiungere il tocco fresco, piccante e speziato del lime che amiamo molto. Ma ci? che ha fatto sinceramente la differenza ? stata una dose massiccia (per dire, noi abbiamo finito un’intera piantina…) di menta piperita, freschissima e pungente. Noi – giusto per assicurarci che andasse bene, eh… – che ne avevamo preparato una porzione decisamente pi? abbondante rispetto a quella che trovate qui sotto, ne abbiamo mangiato un piatto per pranzo, rimanendo piacevolmente colpite dal contrasto dolce – salato – piccante che in generale ci piace molto. Mai per? avremmo immaginato che questa insolita insalata di riso potesse avere un cos? grande risultato. Cos?, fra il racconto di un gruppo di foodblfoggers di tutta Italia riunite in un unico libro e la storia di un’amicizia (e qualche timida firma in un paio di libri), abbiamo visto pian piano scomparire le ciotoline messe in fila perch? ognuno potesse servirsi con commenti come “caspita, che buono!” o “ma questa ricetta c’? sul libro?”. Chiamiamola dunque un “fuori libro”, a grande richiesta, qui sotto la ricetta di quella che ? stata l’insalata di riso pi? “felice” da molto tempo. (altro…)

Insalata di anguria, menta e feta

IMG_4302Metti una calda giornata estiva. Una di quelle bollenti, in cui il pensiero di accendere fornelli o qualsiasi fonte di calore “saltami addosso”. Metti anche che l’uomo di casa, prima di uscire, ti dica “io oggi non verr? a pranzo” e che allora la tua testa voli subito a quella mezza feta aperta che basta giusto per due (l’abbiamo detto, che ? la nostra ossessione estiva) e all’idea di preparare l’insalata che avevi adocchiato da un bel po’ di tempo un po’ ovunque. Dunque deciso, a pranzo insalata di anguria, feta e rucola, e magari scongeli anche quegli ultimi due bagel rimasti in freezer dall’ultima – che sar? stata circa la quinta volta? – volta che li hai infornati. Nessuno sforzo, massima resa, no? Cos? vaghi tutta la mattinata per la casa senza una meta precisa, trascinandoti il ventilatore in qualunque stanza tu vada. Insomma, si fa ora di pranzo e decidi allora di compiere uno spregiudicato atto di uccisione nei confronti dell’anguria, infilzando con decisione il suo pancione verde con un coltello affilato. La tagli, la pulisci e la tagli ancora a fettine. Emulsioni velocemente olio e succo di lime, condisci tutto, dividi in due piatti, sbricioli la feta e cospargi con un po’ di menta. Nel frattempo tosti velocemente anche quei due bagel che avevi tirato fuori qualche ora prima (che, visto il caldo, sono belli che scongelati). Ti decidi anche a scattare due foto, che se risulta vincente la pubblichi anche sul blog. E mentre maledici mentalmente la tenda che ha tirato gi? tua madre di mattina, che proietta una brutta ombra, squilla il telefono. Corri a rispondere, con la macchina fotografica fra le mani e un’insalata che aspetta di essere fotografata: “Marta, sono pap?, sto tornando a casa”…adesso, mi si vuole pure chiedere perch? io sia perennemente stressata?! (altro…)

Quiche provenzale con bris?e di miglio

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Ah, la Provenza! Al solo nominarla si fa largo fra i nostri ricordi una scena impressa nella nostra memoria: sedute ad un piccolo bistrot a Sainte Marie de La Mer, il vento fra i capelli e gli occhi proiettati verso il mare e un sostanzioso spuntino di met? pomeriggio a base di telline buone come non ne abbiamo mai mangiate – condita, rigorosamente, con consequenziale intossicazione, ma quella ? un’altra storia -. Poche ore prima, intrufolarci in un negozio di ceramiche giusto “per dare un’occhiata” e ritrovarci a casa del proprietario, tra qualche bicchiere di vino e molte chiacchiere, biascicando un arrangiato francese facilmente comprensibile per cuori genuini che non conoscono lingue, e trovare poi, qualche anno dopo, nella buca delle lettere, un genuino invito a tornare per godere ancora di un sorso di vino. E ancora innumerevoli insalate ni?oise e le infinite distese di lavanda tra le quali perdersi come api. Il mercato della mattina ad Aix en Provence era obbligatorio e improrogabile, tra girasoli e poivrons verts et rouges, per poi tornare a casa e fare tarde colazioni con albicocche incredibilmente mature ed arancioni, confetture fait maison, pane ai semi e, poich? ancora mangiavamo carne, del prosciutto artigianale. Poco importa che gli ultimi giorni di viaggio si siano rivelati un po’ indigesti (che da qualche anno a questa parte, durante le nostre vacanze, ce ne capita?sempre una…) per tornare in quella dimensione, tra i sapori burrosi della Francia e quelli freschi?del Mediterraneo, nessuno ha idea di cosa daremmo… (altro…)

Rag? vegetale di soia per ifood

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Quando quattro anni fa abbiamo deciso di escludere la carne dalla nostra alimentazione, urgeva e serviva qualcosa che potesse confortarci tanto quanto un piatto di pasta al forno fatta in casa potesse fare, senza per? farci stare male psicologicamente. Perch?, diciamocelo, cosa c’? di pi? confortante dell’odore di una pentola di rag? sul fuoco? Era necessario dunque elaborare un rag? che non prevedesse carne. Non sappiamo come la pi? grande di noi sia riuscita ad edificare una ricetta tanto solida e buona da non far rimpiangere alla piccola di casa (sebbene la scelta di intraprendere un’alimentazione vegetariana fosse proprio sua) un classico rag? di carne. Fatto sta che questo ? diventato il nostro rag? di casa, quello che ci fa stare bene e che ci conforta, quello di cui la pi? piccola di noi si vanta “che un rag? cos? ? imbattibile” e persino le stesse cavie alle quali abbiamo sottoposto “il nostro esperimento” hanno fatto fatica a capire che ci trattasse di un rag? senza carne. Ed ecco che sono entrate in gioco le famose “spezie del rag?”, altres? i semi di cumino, quelli di coriandolo e il caro pimento. Una punta di peperoncino, che non guasta mai, ed un accenno di noce moscata. Un buon concentrato di pomodoro e le immancabili foglie di basilico del nostro balcone (che insieme a delle fragole dolcissime ? una delle nostre maggiori fonti di soddisfazione): cos? si ? strutturato e ha trovato le sue fondamenta questo rag? di soia. E anche se non ? un piatto esattamente estivo ed in linea con quello di cui vorremmo nutrirci al momento (aka insalate fresche, nutrienti e sostanziose), oggi questa ricetta ? online su ifood e noi le siamo cos? sentimentalmente legate da sentire il bisogno di condividerla anche qui. (altro…)

Pizza in teglia di farro semi-integrale a lievitazione naturale

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La lievitazione ? una cosa seria. Mica una cosa da prendere sotto gamba, eh. Vuole i suoi tempi, il suo riposo. E noi lo sappiamo bene, che con la lievitazione non c’? da scherzare: pena, una mattonella gommosa e pesante. Se per? coccolata, rispettata come pretende, il risultato potrebbe essere cos? sorprendente da lasciare sbigottiti. Un’impasto con il lievito madre, poi, ? ancora pi? insidioso: non si pu? mica decidere di mettere in una ciotola farina, lievito, sale e acqua e avere una pizza pronta in meno di tre?ore – per quello, esiste la pizzeria fidata sotto casa o, come ultima spiaggia, una pizza surgelata in caso d’emergenza in freezer -. No, con il lievito madre non funziona cos?: o stai alle sue regole, o niente pizza con lievito madre. E cos? inizi, rinfreschi il lievito, impasti, fai riposare, fai le pieghe, metti in frigo a riposare per lunghe ore (giusto il tempo di riposare un po’ anche tu), porti a temperatura ambiente, fai le pieghe, fai riposare, stendi sulla teglia e ancora a riposo. Poi il momento fatidico: la inforni. E stai l? quella buona mezzora, con l’odore di pizza che ti annebbia i sensi e non desideri altro che una fetta rovente. E quando la sforni e la tagli, ti sembra ancora pi? buona. Che sia la fame, la soddisfazione, tutto quel riposo e l’emozionarti come una bimba nel vedere i buchi: perch? la pizza con il lievito madre, ha lievitato. Per la nostra prima pizza qui sul blog (e ancora, le ricette di sempre mai fotografate) un condimento che a casa ? ormai pi? classico e gradito che con la mozzarella: polpa di pomodoro e cipolle, come quella della nonna, della mamma, della figlia. (altro…)

Torta salata di quinoa con biete, olive e capperi

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Anche se ci piacerebbe esserlo, non siamo tipe puntuali o estremamente organizzate. Ed ? per questo che alle 20.00 di ieri sera ci siamo trovate a sfornare in fretta e?furia questa torta salata per il giorno dopo, per il pic nic che non faremo e per una ricetta da proporvi in extremis. Ed ? anche per questo che, con gli occhi impastati di sonno, la pi? piccola di noi ha improvvisato qualche fotografia con un uomo di casa impaziente che non vedeva l’ora di buttarsi a capofitto sulla torta. Per? una conquista l’abbiamo fatta: siamo riuscite, mascherandola bene (oggi, sotto forma di farina!) a far mangiare la quinoa al pap?/marito che tanto la teme e che, per?, per questa potrebbe anche farci una piacevole abitudine. ? una torta molto semplice, con una pasta leggerissima e un ripieno di verdure, per?, molto saporito. D’altronde, ovunque ci siano capperi e olive ? un gran tripudio di sapori! ? una ricetta inventata dalla pi? grande di noi e l’abbiamo voluta lasciare cos?, senza arricchirla ulteriormente anche se, per una versione pi? ricca – e non vegana, a differenza di questa – si potrebbe pensare di aggiungere qualche acciuga quando si rosola la cipolla e/o formaggio. Insomma, noi oggi probabilmente stenderemo una grande tovaglia sul pavimento della camera da pranzo e improvviseremo la nostra gita fuori porta, tra un gatto che gironzoler? intorno miagolando e questa torta mancante di una fetta gi? mangiata da un uomo di casa goloso. (altro…)

Zuppa di cipolle

Qualche giorno fa -il 10, di preciso-, ? arrivato il tanto atteso giorno di compleanno anche per la pi? piccola delle due. Sedici anni. Sedici anni di sorrisi, paure, pianti, gioie e mille momenti da ricordare. Ed ? stato il trascorrere insieme questo giorno, senza separarci un attimo, a renderlo cos? speciale, cos? intimo. Una giornata profumata di apple pie. Di zuppa di cipolle e camembert. Di piccoli locali dall’aria francese, tea verde alla rosa e cheesecake. Di amore. Tanto, infinito, amore. Ed ? proprio in ricordo di questo giorno tanto agognato che proponiamo una di quelle pietanze che ne ? stata protagonista: la zuppa di cipolle. Calda, confortante, ricca seppur cos? povera, proprio come i momenti trascorsi insieme. Quindi grazie mamma. Grazie di aver sfornato la mia torta preferita alle undici di sera del giorno prima; grazie di avermi fatto conoscere la zuppa di cipolle, che regner? spesso e volentieri sovrana sulla nostra tavola; grazie di aver incrementato la mia collezione di tazze con i gatti. Grazie per questo compleanno, grazie di tutto.

Ingredienti per 4 persone:
800g di cipolle bionde
100g di gruviera grattugiato
8 fette di pane di segale
1 cucchiaio di farina
2 cucchiai di burro
1 cucchiaio d’olio
sale
pepe
timo fresco, per servire

Procedimento:
Tagliare le cipolle a rondelle sottili e farle appassire in un tegame con una noce di burro e un cucchiaio d’olio. Dopo circa 4 minuti di cottura a fuoco basso unire un cucchiaio di farina e mescolare bene fino a far asciugare ed intenerire le cipolle. Aggiustare di sale e pepe e unire il brodo vegetale fino a coprire le cipolle. Cuocere per circa 15 minuti o finch? le cipolle saranno cotte. A questo punto mettere il pane tostato sul fondo della scodella, coprire con la zuppa e distribuire il groviera grattugiato. Mettere in forno a gratinare e servire con ancora una grattata di pepe e qualche fogliolina di timo fresco.