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Burri di frutta secca al matcha, cacao e gingerbread // Flavored Nut Butters

This post was made in partnership with Panasonic

(English below) Quest’anno siamo state davvero latitanti qui sul blog – i motivi sono quelli di cui vi parliamo da mesi: i lancio e la totale dedizione al libro, l’università per Marta e l’ufficio per Mimma, la stesura di ricette per lavoro propriamente detto, una serie di altri lavoretti iniziati nel corso dell’anno e qualche motivo personale di cui, prima o poi, ci decideremo a parlare.

In questo lasso di tempo, abbiamo continuato a cucinare, a volte con più enfasi di prima, altre un po’ distrattamente. Abbiamo messo un po’ freno all’acquisto ossessivo-compulsivo di ricettari e speso una quantità di soldi più alta del previsto in piante e fiori. Ci siamo anche iscritte in palestra, sperando che questa avventura non termini alle prime due settimane come l’anno scorso ma, piuttosto, di essere costanti. E dobbiamo davvero dirlo: le nostre giornate, se prima costellate da talmente tanti attimi di serenità e quasi noia, sono diventate così piene che in qualche momento ci capita di rimpiangere quei momenti di nullafacenza.

Proprio per via del nostro essere sempre “in a hurry”, a volte di capita di avere davvero poco tempo per concederci un pasto ben pensato come vorremmo o anche semplicemente di preparare qualcosa di goloso per quando ne abbiamo bisogno. È da questo che è nata la necessità di ideare questi burri di frutta secca di vari gusti realizzati con il nostro food processor Panasonic: sono decisamente perfetti da usare come base per una bevanda calda senza dover impazzire per cercare mille ingredienti fra uno sportello e l’altro ma anche semplicemente da spalmare su una bella fetta di pane di farro o senza glutine per una colazione veloce ma decisamente non triste.

Abbiamo pensato a tre gusti. Il primo è un burro di macadamia al matcha e vaniglia: nelle mattine nelle quali la più piccola di noi ha lezione alle 8.00 e svegliarsi alle 6.00 è imperativo (e dovendo fare un po’ tutto di corsa, perché guai ad uscire più tardi delle 7.15 visto il rischio di trovarsi imbottigliati nel traffico o di perdere la metropolitana), difficilmente riesce a mettere qualcosa sotto i denti. Sebbene infatti la colazione rimanga il suo pasto preferito, mangiare di fretta e sotto stress per poi digerire male non è un’opzione – ed è qui che il burro di macadamia al matcha è la sua soluzione: frullato per qualche secondo con acqua calda (ma non bollente!), le permette di mettere un po’ di grassi e sana caffeina nello stomaco senza difficoltà così da riuscire a reggere le prime ore senza addormentarsi e poi mangiare qualcosa a metà mattina. Per un boost in più, abbiamo aggiunto un po’ di maca e ashwagandha.

Il secondo è un burro di noci pecan al gingerbread, quindi speziato con cannella, zenzero, chiodi di garofano e cardamomo: non c’è niente di meglio di spezie calde come queste ora che si avvicina il Natale. Anche questo si può tranquillamente frullare con dell’acqua calda e magari un goccio di caffè per una bevanda che possa coccolare in queste prime giornate di reale freddo, ma noi lo abbiamo anche adorato come topping per il porridge e lo abbiamo persino usato per condire pancakes e french toast!

Ultimo ma non ultimo, il preferito della più grande di noi: la crema spalmabile di anacardi con cacao e datteri: se la più piccola di noi al mattino presto ha lo stomaco chiuso, la più grande non riesce davvero ad uscire da casa senza aver messo i denti su qualcosa. Perciò, quando ci siamo dimenticate di preparare dello yogurt di anacardi o non abbiamo comprato il nostro yogurt di cocco preferito e c’è davvero poco tempo sia per preparare un porridge che persino per sbucciare un avocado, la versione sana e rivisitata di pane e crema al cioccolato (non c’è neanche bisogno di nominarla…) è l’opzione perfetta. Inoltre, si tratta di una crema dolcificata esclusivamente con 2 datteri: il resto della dolcezza viene dagli anacardi e dalla vaniglia, non c’è bisogno di aggiungere zuccheri! E ovviamente, non stiamo neanche a dirvi che salvezza sia quando alla fine di una giornata dura, sappiamo di avere un vasetto di questa in frigo… (altro…)

Cena di fine estate // End of summer dinner party

This post was made in partnership with Panasonic

È da decisamente troppo tempo che non ci facciamo vive qui sul blog: vuoi per una cosa, vuoi per un’altra, questo spazio è restato in pausa forzata decisamente per troppo tempo. Sono successe talmente tante cose in questi mesi che elencarle tutte è impossibile, ma ci siamo ritrovate con una serie di ricette e di post (sì, quel famoso post su Praga!) da ultimare senza mai riuscire a trovare effettivamente il tempo di farlo.

Tra la decisamente infinita carrellata di novità, di cui prima o poi vi parleremo, c’è l’uscita imminente del nostro libro. Proprio la settimana scorsa, infatti, ci sono arrivate a casa la bellezza di 100 copie rappresentanti il coronamento di un anno (tra consegna del manoscritto, impaginazione e pubblicazione) di lavoro. È incredibile quanto possa essere realmente soddisfacente il leggersi e vedersi su carta stampata (soprattutto quando ciò avviene per più di 250 pagine!). Rimaniamo sempre della convinzione che ci saremmo potute superare anche di più, ma una vota preso in mano il libro tutte le incertezze sono svanite e un grande senso di soddisfazione ha preso il loro posto. Non è importato più nulla, se non il fatto che siamo riuscite a raggiungere un traguardo che qualche anno fa avremmo creduto impossibile, siamo riuscite a realizzare uno dei sogni della nostra vita. E cosa potremmo chiedere più di questo in questo momento?

Accantoniamo un attimo il discorso libro, però, al quale dedicheremo un post apposito, completo di date per il tour promozionale e dettagli su ciò che troverete dentro, per presentarvi il post di oggi: è l’uno settembre, fine ufficiale del concetto di estate – quale modo migliore, perciò, per chiudere in bellezza l’estate se non con una cena estremamente colorata, magari da consumare in terrazzo con i propri amici più cari, raccontandosi di ciò che è successo durante l’estate e lasciandosi cullare dai primi accenni di vento?

Era da tanto che pensavamo ad un post simile e abbiamo pensato di realizzarlo veramente grazie alla collaborazione con Panasonic e al lancio del nuovissimo hand blender. Era da un anno infatti che il nostro vecchio frullatore ad immersione era definitivamente deceduto nel tentativo di preparare un gelato di banane con le banane congelate, ed era un anno che ne eravamo del tutto sprovviste. Se cucinate perennemente e senza mai fermarvi come noi, saprete bene quanto un frullatore ad immersione sia fondamentale in cucina: potete quindi immaginare quanto l’anno passato sia stato difficile. Così, quando abbiamo avuto per le mani il nostro nuovo hand blender, decisamente superiore a quello precedente e completo anche di frusta e box per triturare le verdure, usarlo per qualsiasi cosa ci venisse in mente era necessario: e così abbiamo fatto.

Per il menù, abbiamo pensato a cibo quanto più semplice e stesso tempo colorato e raffinato potesse venirci in mente: per iniziare non poteva mancare una “snack board” ovvero un tagliere con “formaggi” fermentati di frutta secca (a base di mandorle e noci di macadamia) e un delizioso hummus di melanzane affumicate (probabilmente, l’hummus più cremoso che abbiamo mai preparato!) da accompagnare con frutta, olive, verdura e crackers di semi. Siamo poi rimaste su qualcosa di molto leggero, reinventando i classici “spaghetti” di zucchine in una chiave decisamente più gourmet dei classici pomodorini con olio e sale: ci siamo ispirate ad uno dei piatti mangiati a Praga, cercando di ricreare tutti i sapori e le sfumature che avevamo trovato in quella pietanza (salsa al miso e pomodoro, funghi marinati, “parmigiano” di noci) e, dopo diversi tentativi, possiamo dire di avercela fatta. Quanto all’immancabile dessert, avendo finalmente delle fruste a disposizione, non potevamo finalmente montare l’aquafaba e scoprire cosa ne sarebbe venuto fuori? Siccome le meringhe sono decisamente troppo dolci per noi e, però, una mousse classica al cioccolato fondente sarebbe stata un po’ scontata, quello che abbiamo pensato è stato “e se, sì, facessimo una mousse ma al cioccolato bianco? E se il cioccolato bianco lo creassimo noi?!”: detto fatto; ne è uscita fuori una mousse deliziosa, decisamente bilanciata e estremamente soffice e spumosa.

Vi lasciamo dunque a questa infinita caterva di ricette, promettendovi che ci faremo sentire quanto prima da queste parti per parlarvi finalmente di Praga, dedicare l’importanza che si deve al nostro libro e molto altro. Buona fine estate! (altro…)

Croccante all’amarena // Vegan chocolate covered + sour cherries popsicles

Siamo da poco tornate dalla nostra piccola vacanza (che poi, fondamentalmente, si è trattato di un giorno intero al mare e una piccola tappa a Scicli, niente di lungo o che ci permettesse di staccare realmente la spina per qualche giorno) e la prima cosa che abbiamo fatto è stato metterci nuovamente all’opera. Niente di assurdo, siamo abituate a questi ritmi, se non fosse che il caldo ci ha colte all’improvviso e ci siamo ritrovate a cucinare e stare ai fornelli senza sosta ansimando e tirandoci su con un sorso di kombucha e l’altro. Decisamente non il massimo.

Siccome sembrerebbe essere la #popsiclesweek (ovvero la settimana dei ghiaccioli) dovevamo assolutamente condividere qui sul blog questi gelati che, insieme ai biscotti gelato che vi abbiamo proposto qualche settimana fa, occupano gran parte del freezer per salvarci in giornate come questa, in cui ci sono 40 gradi e, se fosse per noi, non ci alzeremmo neanche dal letto visti i bassi livelli di energie dovuti alle temperature.

L’inspirazione per questi ghiaccioli viene dal nuovo libro di Romina di “Sugarless”: rawlicious. Avevamo in mente di preparare dei gelati corposi coperti da un bel guscio di cioccolato da tanto tempo, e appena abbiamo visto i suoi, con quella bella frutta secca croccante all’esterno a coronare il tutto, abbiamo deciso di farli subito.

In realtà, sebbene le ricette di Romina siano una certezza e qualsiasi delle sue meraviglie abbiamo cucinato sia sempre stata strepitosa, in questo caso ci siamo semplicemente lasciate ispirare dalla sua ricetta per poi procedere a modo nostro, utilizzando le amarene fresche che abbiamo trovato al mercato piuttosto che quelle secche e un cremosissimo gelato a base di anacardi, latte di cocco e sciroppo d’acero che prepariamo da un po’ e che ci lascia sempre incredibilmente soddisfatte e che, poiché non lo avevamo ancora postato da queste parti, ci tenevamo davvero a condividere. Per la copertura, invece, abbiamo utilizzato del buon cioccolato fondente al 100% (se preferite un gusto un po’ più dolce, sceglietene uno all’85%) e un mix di zucchero di cocco e mandorle tritate grossolanamente. Inutile dirlo: stratosferici. (altro…)

Mini quiches di polenta con “ricotta” di macadamia e fiori di zucca // Polenta quiches with macadamia ricotta and squash blossoms

Scriviamo questo post un po’ in extremis, mentre siamo impegnate a non scordarci di mettere la crema solare in borsa e cerchiamo disperatamente il nostro iPod (nascosto chissà dove…), prima di metterci in macchina per la bellezza di 4 ore per trascorrere qualche giorno al mare. Giorni senza computer, senza dover rispondere alle mail, senza pensare a niente. Dopo gli ultimi mesi, così carichi di lavoro, stress ed impegni da tutti i fronti, era proprio quello di cui avevamo bisogno.

Per fortuna, nonostante ci riduciamo a fare sempre tutto all’ultimo, ieri abbiamo preparato un paio di cose (come queste barrette!) da mangiare da portarci dietro per sforzarci il meno possibile, passare poco tempo davanti ai fornelli e avere sempre cibo buono e sano a portata di mano. Oltre a snack per la prima colazione, abbiamo messo nella nostra borsa avocado (immancabili e indispensabili), un pane di semi senza glutine, i nostri pancakes di piselli, tante verdure e queste piccole quiches.

Prepariamo la”ricotta” di noci macadamia e anacardi che farcisce queste tortine da ormai un paio di mesi e non potremmo esserne più soddisfatte: è ricca, cremosa, leggermente acidula grazie al succo di limone e perfetta da mettere ovunque. È diventata una di quelle cose che non manca mai nel nostro frigorifero: la spalmiamo sul pane con qualche fetta di pomodoro, basilico e un goccio di aceto balsamico e la usiamo in una finta e molto approssimata parmigiana di melanzane che, però, anche il nostro uomo di casa, super tradizionalista, ha apprezzato.

Poiché i fiori di zucca sono troppo belli (e buoni!) per lasciarseli sfuggire – e adesso sono proprio di stagione -, volevamo trovare un modo per utilizzarli in modo creativo. Uno degli abbinamenti più classici è, appunto, quello con la ricotta, e poiché noi avevamo in frigorifero ancora un po’ della nostra versione vegetale, perché non provare a metterli insieme? Per il resto, abbiamo aggiunto una base strepitosa che, fondamentalmente, consiste in una base di polenta pressata dentro degli stampi (noi abbiamo usato quelli Le Creuset) e poi messa al forno fino a renderla ferma e adatta a contenere un ripieno, e, una volta cotte, le abbiamo servite un leggero pesto di basilico che ha portato il piatto a tutt’altro livello (quindi, mi raccomando, non evitatelo se decidete di replicare questa ricetta!) (altro…)

Quiche di cannellini, asparagi e capperi // Asparagus + capers quiche in a nut pulp crust

Vorremmo iniziare ringraziandovi tutte per gli adorabili commenti che ci avete lasciato nel post precedente. Mettiamo tutte noi stesse in questo blog e vedere quanto questo venga riconosciuto e apprezzato è davvero gratificante. Ci sentiamo davvero fortunate ad avere dei lettori come voi e ci teniamo a rispondere a ciascuna delle vostre parole con il tempo che ciascuna di queste merita, perciò scusate se ci metteremo un po’.

Tornate a Palermo dopo il nostro weekend Milanese non abbiamo praticamente messo piede fuori casa perché messe al tappeto dall’influenza: la più piccola di noi si è praticamente ritrovata senza voce mentre la più grande non poteva assolutamente girare (per casa…) senza un fazzoletto in mano. Dopo essere state senza pensieri per 3 giorni ed essercela spassata, praticamente, ne abbiamo pianto le conseguenze. Dopo un inverno miracoloso, senza beccare nessuna influenza o un po’ di raffreddore, la primavera ci ha, come al solito, destabilizzate e ha messo alla prova la nostra salute.

Probabilmente avremmo potuto prevenire il tutto, coprendoci un po’ di più (soprattutto la più piccola) e non dimenticando mai la sciarpa a casa, ma ormai, per fortuna, siamo quasi guarite del tutto. Però ecco, se doveste vederci girare ancora con la sciarpa sappiate che non è dovuto al nostro essere eccessivamente freddolose ma semplicemente perché, una volta imparata la lezione, vorremmo davvero evitare di essere ripetenti.

Sembrerebbe, comunque, che il bel tempo e la primavera in generale siano finalmente “esplosi” un po’ in tutta Italia, ed è meraviglioso ammirare nei piccoli stand del nostro amato mercato del contadino del sabato mattina i primi asparagi, piselli e fave fare capolino ed essere circondate da alberi in fiore e da un arcobaleno di piante. Abbiamo un debole per le verdure primaverili e dobbiamo dire che, se solo fossero un po’ più economici, il nostro frigo sarebbe costituito in gran parte dagli asparagi. Ed è proprio una ricetta a base di questi che vogliamo proporvi oggi.

In vista di buffet pasquali, pic nic e pranzi al sacco finalmente all’aperto, così da poter godere dei primi tepori, volevamo avanzare la nostra proposta vegetale, e quale miglior modo di farlo se non con una quiche? Sono un piatto veloce, abbastanza saziante e facile da portare in giro. Solitamente vengono preparate con molto burro, panna e uova, ma la nostra versione prevede un cremosissimo ripieno a base di fagioli cannellini, burro di anacardi e timo. Quanto agli asparagi, dopo aver passato anni a cuocerli al vapore, dall’anno scorso abbiamo iniziato ad arrostirli o saltarli con un goccio d’olio in padella e oh! quanto vorremmo aver iniziato prima. Il gusto salato e intenso dei capperi si sposa davvero bene con gli asparagi e con il gusto leggermente dolce del ripieno: il risultato è una torta salata chiaramente diversa dalla sua versione tradizionale ma, a nostro avviso, decisamente buona. Per quanto riguarda la crosta abbiamo voluto utilizzare un po’ della polpa rimasta dalla preparazione del latte vegetale, mescolandola ad un po’ di farina di grano saraceno e olio d’oliva. Ne è venuto fuori un guscio gustoso, croccante e senza glutine, ma qualora non doveste avere la polpa di scarto dal latte di frutta secca potrete utilizzare la vostra base per quiche preferita: una brisée all’olio d’oliva funzionerà alla perfezione. (altro…)

Yogurt fermentato di anacardi // Cultured vegan cashew yogurt

Una delle cose più difficili da sostituire quando non si mangiano più latticini è, secondo noi, lo yogurt. Ok, è vero: se siete amanti e grandi consumatori dei latticini in generale e perciò anche dei formaggi, vi mancheranno anche quelli. Ma, a nostro avviso, di quelli dopo un po’ diventa facile fare a meno, dello yogurt di meno: basti pensare a tutto quello che si può fare con questo – salsine fresche per accompagnare piatti salati, usarne un paio di cucchiai per servire un crumble, usarlo nei prodotti da forno e, semplicemente, mangiarlo la mattina con un po’ di granola e frutta fresca per una colazione sana, saziante e che fornisca una buona dose di probiotici, indispensabili per la flora batterica intestinale.

Qualcuno di voi potrà dire: beh, facile, c’è lo yogurt di soia! Adesso, se avete mai assaggiato lo yogurt di soia, saprete che non è affatto la stessa cosa: è più un budino dal gusto non definito. Inoltre, tralasciando il fatto che spesso sia addizionato da zuccheri e addensanti e che non sappia realmente di yogurt, sappiamo tutti che non possiamo mangiare tutta questa soia a cuor leggero: oltre ad avere un forte impatto ambientale, infatti, non fa bene neanche al nostro stomaco. Quindi che si fa?

Recentemente, abbiamo trovato al Naturasì dello yogurt di cocco: buono, piuttosto sano (contiene solo latte di cocco, fermenti e giusto l’1% di amido di tapioca) e dal sapore molto simile a quello dello yogurt. È la soluzione? Lo potrebbe anche essere, se non fosse per il fatto che, per quanto ci riguarda, il cocco a lungo andare ci sdegna e un vasetto da 125g costa la bellezza di 2,30. Non sappiamo voi, ma per noi è un po’ proibitivo comprare tutto questo yogurt di cocco (considerando che la più grande di noi, specie dopo essere stata in astinenza da yogurt per un anno, da quando ha trovato la sua alternativa vegetale preferita consuma questo ogni mattina a colazione).

Quindi, qual è la soluzione per ottenere un ottimo yogurt vegano e senza lattosio? Ma gli anacardi, ovviamente! È vero, gli anacardi non sono economicissimi, ma con 5 euro riuscirete a produrre circa 6 vasetti di yogurt: decisamente molto più abbordabile dello yogurt di cocco. Troviamo, inoltre, che il sapore sia molto più “neutro” e buono, che sia decisamente più cremoso senza l’aggiunta di alcun tipo di amido e che si avvicini in modo realmente impressionante a quello tradizionale. Guardando online, abbiamo trovato ricette che prevedevano poca acqua e spesso l’aggiunta di sciroppi/zuccheri/frutta e succo di limone per bilanciarne ed imitare il sapore dello yogurt, ma noi volevamo un prodotto più leggero e che potessimo utilizzare senza problemi sia nel salato che nel dolce: tutto quello di cui abbiamo avuto bisogno sono stati anacardi non tostati, dell’acqua non filtrata, dei probiotici piuttosto potenti (li abbiamo acquistati tramite amazon, qui in Italia se ne trovano difficilmente così potenti, ma non preoccupatevi: aggiungete abbastanza capsule sino ad arrivare alla quantità di batteri previsti dalla ricetta. All’inizio potrà risultare un po’ costoso utilizzare tutti quei probiotici, ma dalla seconda volta in poi vi basterà utilizzare un po’ dello yogurt preparato in precedenza!) e un pizzico di sale. That’s it. Ma non potete immaginare quanto sia buono, parola nostra!

PS: Settimana prossima posteremo una torta strepitosa preparata con questo yogurt perciò, se non consumate latticini, non volete spendere chissà quanti soldi per lo yogurt di cocco o non volete usare dello yogurt di soia, vi consigliamo caldamente di iniziare a prepararlo! (altro…)

Parigi + Zucca spaghetti ripiena // Paris + Laura’s stuffed spaghetti squash

(English version follows) Qualcuno potrebbe pensare che non valga la pena partire per quelli che, effettivamente, sono anche meno di 3 giorni, ma noi no. Da un paio di anni a questa parte, abbiamo preso la splendida abitudine di staccare la spina per un po’, quel che basta per rimanere vivi fino all’estate, e concederci delle piccole vacanze. Cerchiamo sempre di unire il fattore economico (quindi voli non troppo costosi e appartamenti affittati tramite airbnb) e quello del trovare una meta che ci faccia effettivamente battere il cuore. Questa volta è stato il turno di Parigi.

Noi, a Parigi, eravamo già state un po’ di anni fa e, sebbene ci fossimo innamorate dell’approccio francese alla vita già da allora, non eravamo riuscite a godere appieno della città: vuoi perché il nostro primo appartamento era situato in una zona non esattamente favorevole ed era piuttosto sporchino, vuoi perché la più grande di noi aveva beccato un brutto virus intestinale e i primi giorni non avevamo toccato altro se non riso in bianco, la città non ci aveva affascinato e fatte profondamente innamorare. Ma stavolta, è stata tutt’altra storia. (altro…)

Gratin di pastinaca e senape // Mustard parsnip gratin

Oggi una ricetta velocissima così da poterci dedicare al post decisamente meno veloce del nostro panettone vegano: un panettone a base esclusivamente di farina di farro, dolcificato naturalmente con lo sciroppo d’acero, senza prodotti industriali (vade retro margarina!) e senza alcun prodotto di origine animale? Vi assicuriamo che è possibile (e anche buonissimo!).

Ma veniamo a questo gratin. Come abbiamo detto più volte, la nostra routine settimanale non può essere tale senza la nostra usuale tappa del sabato mattina al mercato del contadino. Ci forniamo da produttori con certificazione biologica, abbiamo imparato a capire chi ha le carote più buone e, quando possiamo, mandiamo una mail il giorno precedente per farci mettere da parte le verdure delle quali abbiamo bisogno.

Così, quando abbiamo letto nell’elenco di una delle nostre produttrici più fidate che era disponibile la pastinaca (radice che, qui, è ancora poco diffusa), ci siamo affrettate subito a farcene mettere da parte una buona quantità, che non è mica da tutti i giorni trovare la pastinaca.

Oltre a tagliarle semplicemente a bastoncini, condirle con un goccio di olio extravergine, un po’ di erbe e un pizzico di sale, arrostirle in forno e mangiarle come fossero “patatine”, questo è stato uno dei nostri modi preferiti di consumarle. Il nostro gratin di pastinaca si ispira ai classici gratin di patate colmi di panna e burro ma in versione vegan e usando appunto queste radici al posto delle classiche patate. Abbiamo usato anacardi e latte di mandorla per conferire cremosità e della senape all’antica e del lievito alimentare in scaglie per renderlo davvero saporito. È un contorno confortevole e nutriente e, se riuscite a recuperare un paio di pastinache, perché non servirlo per il pranzo di Natale? (altro…)

Hummus di barbabietola e miso + Paté di funghi // Miso beetroot hummus + mushrooms paté

(English version follows) Abbiamo davvero troppe ricette già pronte da postare prima di Natale e troppo poco tempo. Proprio per questo motivo ci vedete stranamente più attive del solito (magari poter essere sempre così) e pubblicare ogni due giorni per fare in modo che almeno un po’ di queste possano arrivare a destinazione in tempo.

Oggi una ricetta salata giusto per non postare esclusivamente cose dolci (anche se, siamo seri, il Natale è principalmente concentrato sui dolci!), considerando anche il grande post che, promettiamo, arriverà mercoledì (massimo venerdì!) qui sul blog.

Fra un panettone e l’altro (perché qui, a forza di sperimentare, consumiamo un panettone al giorno. E siamo soltanto tre persone) ci piace frullare verdure e legumi o frutta secca e preparare cremine spalmabili da mangiare con il nostro pane di farro a lievitazione naturale, con cracker di semi ma anche semplicemente con bastoncini di verdure crude come carote, sedano, ravanelli e perché no, anche delle foglie di indivia belga cruda. Metteteci un paio di olive di buona qualità e magari un paio di carciofini sott’olio fatti in casa (sono di stagione, quindi non avete alcuna scusa per non prepararli!) e l’aperitivo/antipasto è servito.

Proprio pensando a questo abbiamo pensato che un paio di dip per aprire il vostro pranzo di Natale fossero un’idea gustosa ma leggera (specie nel caso dell’hummus di barbabietola che, contenendo miso, ovvero una buona fonte di probiotici, aiuterà almeno un po’ il vostro stomaco ad affrontare più facilmente tutto ciò che verrà dopo – grazie Susanna!).

Venendo alle ricette, l’hummus di barbabietole e miso unisce la dolcezza delle barbabietole al gusto forte, salato e pungente del miso, rendendolo davvero equilibrato nel sapore. Per coloro che, invece, preferiscono qualcosa di più classico, abbiamo pensato ad un paté di funghi reso ricco da una manciata di anacardi, un goccio di vino bianco e un accenno di aceto balsamico. (altro…)

Torta di carote e noci vegan // Vegan walnut carrot cake (gluten free)

(English version below) Poteva non essere una torta di carote quella che avrebbe festeggiato la più piccola di noi due? E se l’anno scorso ci siamo dimenticate di fotografare quella splendida torta raw ai frutti di bosco che era sparita in poco e niente (ma la ricetta è stata scritta e presto vedrete anche quella!) quest’anno ci siamo attrezzate, abbiamo messo un paio di fette da parte da non offrire agli ospiti e siamo riuscite a presentarvi questo dolce delizioso.

Quello che c’è stato prima e dopo il grande giorno è decisamente da dimenticare, ma il durante è stato decisamente piacevole. Prima di festeggiare, infatti, dobbiamo ammettere che lo sconforto nel sapere che la maggior parte delle persone con le quali la più piccola di noi avrebbe voluto festeggiare non avrebbe partecipato è stato accompagnato da una serie di pianti e riflessioni del tipo “io non farò nulla, starò soltanto con il mio gatto” o “non voglio nemmeno una torta” o, ancora, “il mio sarà un compleanno come quello di Bridget Jones” (e inevitabilmente, chiaramente, a quest’ultimo pensiero si è unito l’ascoltare senza sosta All by myself – sì, qui si tende a drammatizzare tutto). Se poi vogliamo aggiungere che, causa influenza, la notte prima del compleanno ha visto proprio la festeggiata non chiudere occhio con nausea e tutto ciò che questa porta (non lo volete davvero descritto…). Il dopo, invece, è stato davvero poco esaltante visto che avremmo voluto festeggiare insieme ma la più grande di noi è stata stroncata da una brutta influenza e la serata si è ridotta ad ingerire una quantità industriale di curcuma e al guardare serie tv al computer mentre lei dormiva.

Il durante, però, non sarebbe potuto andare meglio: sono venute a casa appena 8 persone, ma decisamente le più importanti e quelle che hanno permesso che il compleanno riuscisse davvero bene. Abbiamo cucinato fino all’ultimo momento (sebbene si trattasse di un dopocena potevamo permetterci di non servire almeno degli stuzzichini?). E tra immancabile guacamole, crackers di semi e delle tartine con un patè straordinario, una volta scoccata la mezzanotte non sarebbe stato un compleanno se non fosse arrivata una torta.

Una torta degna di questo nome e decisamente importanti, di quelle che, effettivamente, non sono mai state realmente il nostro genere ma che, una volta l’anno (o meglio, una volta ogni 19 anni), è necessario preparare. Non volevamo una torta al cioccolato (che, anche se poi finisce sempre per apprezzarle, non sono davvero il genere di Marta, piuttosto quello di Mimma) e la torta panna – di cocco, of course – e fragoline decisamente fuori stagione non è mai stata troppo esaltante per la più piccola di noi fin dai primi anni di vita, perciò l’opzione vincente si è rivelata una torta di carote. (altro…)