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Panettone vegano al farro, olio d’oliva e sciroppo d’acero // Vegan spelt + maple + olive oil panettone

Questo è il nostro ultimo post prima di Natale (non prima del nuovo anno, perché vorremmo proporvi ancora una ricetta o due…), perciò era importante che fosse speciale e che non si trattasse di una ricetta qualsiasi.

Già dall’inizio dell’anno la più grande di noi aveva imposto una condizione “quest’anno dobbiamo fare il panettone. Non importa che renderlo vegano sia difficile, noi sperimenteremo e riusciremo a creare un buonissimo panettone vegano“. Adesso, i più fedeli alla tradizione o i più restii alle interpretazioni dei classici in chiave vegetale staranno già pensando che un prodotto che ha tutto fuorché gli ingredienti dell’originale non possa essere definito “panettone”. Ed in effetti, avete ragione e noi non vogliamo assolutamente sminuire la ricetta originale o chi fra le nostre bravissime amiche si è cimentata in questa preparazione. Ma questo è a tutti gli effetti un panettone, sia per il sapore che per il procedimento.

E poiché volevamo essere davvero sicure che anche chi è abituato a mangiare il panettone tradizionale la pensasse realmente così, lo abbiamo “testato” sulle più svariate persone, e la risposta è stata sempre quella: “il sapore è spettacolare, è proprio un panettone”. C’è anche chi ci ha detto che solitamente il panettone non lo digerisce, ma con questo non ha avuto problemi (e questo aggiunge un punto in più).

Prima di proporvelo qui su blog abbiamo fatto una serie di prove perché il risultato fosse perfetto, dolce al punto giusto e super soffice. La prima volta abbiamo usato dell’olio dal gusto troppo intenso e spiccato e, sebbene fosse davvero morbido, abbiamo voluto ritestarlo con un olio dal sapore più leggero e, nonostante il sapore fosse perfetto, abbiamo sbagliato nel momento della scarpatura, cosa che ha impedito al panettone di crescere adeguatamente una volta infornato e ha compromesso la sua morbidezza. La terza volta, invece, eravamo così impazienti di mangiarlo (sebbene lo avessimo prodotto già due volte) da tagliarlo ancora caldo e, chiaramente, renderlo impossibile da fotografare. La quarta volta siamo state brave: abbiamo scarpato (quasi) perfettamente – se non fosse che, per l’emozione, ci siamo dimenticate di mettere una noce di burro di cacao o olio di cocco e poi richiudere le orecchie… ma voi FATELO! – e il panettone è cresciuto a dismisura nel forno. Poi lo abbiamo lasciato riposare a testa in giù e aspettato almeno 10 ore prima di consumarlo. E questo sì, che è stato davvero il migliore fra tutti i tentativi.

Una nota da fare prima che vi cimentiate in questa preparazione, oltre a dirvi di rinfrescare tantissimo il lievito madre (prima di farlo, rinfrescatelo una volta al giorno per una settimana e poi tre volte il giorno in cui procederete al primo impasto) è che questa è una preparazione per chi ha un po’ di dimestichezza con i lievitati in generale. Che, sebbene pirlare sembri un gioco da ragazzi, in realtà bisogna un po’ prenderci la mano. Non vi demoralizzate, perciò, se ai primi tentativi non doveste riuscire: dovete immparare e, vi consigliamo, di guardare tanti tanti video per capire effettivamente come “maneggiare” il vostro panettone.

La ricetta alla quale ci siamo ispirate per realizzare il nostro panettone vegano (sebbene poi sia cambiato in toto) è stata questa qui della bravissima Alice Chiara che, come dicevamo, poi abbiamo adattato alle nostre esigenze e, perciò, ricreato, al fine di ottenere un prodotto che non fosse soltanto vegano, ma anche senza zuccheri raffinati, senza frumento e senza soia.

Insomma, il nostro panettone vegano è davvero un panettone (senza bisogno di utilizzare tofu tritato, alghe o avocado disidratato, just saying…), e non ce ne vogliano i più tradizionalisiti. Abbiamo deciso di usare la nostra amata farina di farro (la stessa con la quale nutriamo in nostro lievito madre) per renderlo più nutriente e digeribile, usato un dolcificante naturale e delizioso come lo sciroppo d’acero, al posto del burro un buon olio extravergine d’oliva delicato (importantissimo che non abbia un sapore troppo forte, o il vostro panettone saprà soltanto di olio) e un po’ di crema di cocco (ovvero la parte solida di una lattina di latte di cocco lasciata riposare in frigo tutta la notte) per emulsionare. E poiché la più piccola di noi non ha mai amato i canditi, a differenza dell’uvetta, abbiamo deciso di lasciarli fuori. Pochi ingredienti, massimo risultato.

Possiamo dirlo che, quest’anno, questo è stato il nostro “miracolo di Natale“? Noi non potremmo esserne più soddisfatte, lo consumiamo a colazione da un’infinità di giorni (specie la più grande di noi, che ne è estremamente golosa) e volevamo condividerlo assolutamente con voi. Vi auguriamo uno splendido e sereno Natale, magari accompagnato da una copiosa produzione di panettoni vegani! Marta & Mimma (altro…)

Hummus di barbabietola e miso + Paté di funghi // Miso beetroot hummus + mushrooms paté

(English version follows) Abbiamo davvero troppe ricette già pronte da postare prima di Natale e troppo poco tempo. Proprio per questo motivo ci vedete stranamente più attive del solito (magari poter essere sempre così) e pubblicare ogni due giorni per fare in modo che almeno un po’ di queste possano arrivare a destinazione in tempo.

Oggi una ricetta salata giusto per non postare esclusivamente cose dolci (anche se, siamo seri, il Natale è principalmente concentrato sui dolci!), considerando anche il grande post che, promettiamo, arriverà mercoledì (massimo venerdì!) qui sul blog.

Fra un panettone e l’altro (perché qui, a forza di sperimentare, consumiamo un panettone al giorno. E siamo soltanto tre persone) ci piace frullare verdure e legumi o frutta secca e preparare cremine spalmabili da mangiare con il nostro pane di farro a lievitazione naturale, con cracker di semi ma anche semplicemente con bastoncini di verdure crude come carote, sedano, ravanelli e perché no, anche delle foglie di indivia belga cruda. Metteteci un paio di olive di buona qualità e magari un paio di carciofini sott’olio fatti in casa (sono di stagione, quindi non avete alcuna scusa per non prepararli!) e l’aperitivo/antipasto è servito.

Proprio pensando a questo abbiamo pensato che un paio di dip per aprire il vostro pranzo di Natale fossero un’idea gustosa ma leggera (specie nel caso dell’hummus di barbabietola che, contenendo miso, ovvero una buona fonte di probiotici, aiuterà almeno un po’ il vostro stomaco ad affrontare più facilmente tutto ciò che verrà dopo – grazie Susanna!).

Venendo alle ricette, l’hummus di barbabietole e miso unisce la dolcezza delle barbabietole al gusto forte, salato e pungente del miso, rendendolo davvero equilibrato nel sapore. Per coloro che, invece, preferiscono qualcosa di più classico, abbiamo pensato ad un paté di funghi reso ricco da una manciata di anacardi, un goccio di vino bianco e un accenno di aceto balsamico. (altro…)

Lussekatter – panini dolci svedesi allo zafferano // Vegan swedish saffron buns

(English version below) In realtà oggi avremmo voluto postare quella favolosa torta di carote preparata giusto qualche giorno fa per il compleanno della neo diciannovenne di casa, poi ci siamo ricordate che è il 12 dicembre e che domani è Santa Lucia e noi avevamo una ricetta pronta per il blog da condividere prima che fosse troppo tardi.

Non si tratta di arancine o cuccìa come la tradizione siciliana vorrebbe, ma di focaccine svedesi profumate allo zafferano che si preparano proprio in occasione della festività. E poiché, appunto, si dovrebbero preparare proprio per Santa Lucia potete ancora uscire dal frigorifero il vostro lievito madre, rinfrescarlo, preparare l’impasto per questi panini, farlo lievitare tutta la notte e domani mattina svegliarvi un’oretta prima del solito, dargli la tipica forma arrotolata, farli lievitare ancora un pelino e poi dritti in forno e pronti in appena 20 minuti per la prima colazione.

Il nostro primo tentativo nel ricreare questi panini è stato davvero buono e il loro impasto è risultato estremamente soffice, ma decisamente poco facile da maneggiare e, poiché è necessario dare una specifica forma all’impasto, volevamo ottenere un composto un po’ più denso e meno idratato.

La nostre versione vegan dei Lussekatter – nome svedese di questi panini dolci che letteralmente significa “Gatto di Lucia” – è a base di farina di farro, naturalmente lievitata con il nostro lievito madre (anche questo di farro), dolcificata con un tocco di sciroppo d’acero e resa morbida da un po’ di olio di cocco (piuttosto che dal burro utilizzato nella versione tradizionale).  (altro…)

Croccante ai semi di sesamo // Sesame brittle

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(English version below) Abbiamo stilato una lista estremamente lunga di ricette che vorremmo proporre qui sul blog entro il Natale (o quanto meno Capodanno) per delle festività vegane, salutari ma decisamente golose. Visti però i nostri ritmi e i nostri tempi di pubblicazione – promettiamo, però, di essere definitivamente tornate o sulla strada per riprendere in mano questo spazio -, probabilmente saremo in grado di proporvi soltanto un quinto delle venti e passa idee che ci sono venute in mente. Possiamo però dire di star lavorando ad una versione  vegetale, non raffinata e totalmente di farro del panettone, perciò tenete i vostri lieviti madre ben rinfrescati e attivi. Fra lievitati dolci, caldi e confortevoli pasti salati e immancabili biscotti (che Natale sarebbe senza delle intense sessioni di infornate?), non possono mancare gli snack da impacchettare e regalare a parenti e amici. Perciò eccolo, il nostro croccante al sesamo.

Una delle cose delle quali siamo sempre state molto ghiotte e che costituivano principalmente le nostre “merendine industriali”, era proprio il croccante al sesamo e, sebbene l’idea di farlo in casa ci abbia sempre stuzzicato, non ci siamo mai messe all’opera – vedi voce: pigrizia. Quest’anno ci siamo finalmente decise a sperimentare e, dopo un paio di tentativi per capire come ottenere il miglior risultato, siamo finalmente arrivate a quella che, per noi, è la ricetta perfetta.

Gli ingredienti sono poco costosi e ridotti al minimo – sono quattro, per la precisione: semi di sesamo bianco e nero (ma se non trovate quest’ultimo, andate soltanto di semi di sesamo bianco, il risultato sarà identico), sciroppo di riso e un pizzico di sale, che eleva sempre tutti i sapori. Fine. Perché d’altronde, less is more. O no? (altro…)

Panettone di farro al miele per tipi pigri (con video)

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Non era questo il post che avremmo dovuto pubblicare oggi. O quantomeno, avremmo probabilmente dovuto postare oggi questo se solo la settimana scorsa fossimo riuscite a mettere in ordine i nostri pensieri – cosa che comporta, inevitabilmente, la stabilit? qui sul blog – e se solo vi avessimo gi? proposto tutta una serie di cose che, per una volta, si sono limitate a finire soltanto nella nostra pancia che anche qui sul blog. Non che fossero cattive, tutt’anzi! Uno sformato vegano, caldo e confortante, perfetto per il pranzo di Natale di cui non ci convincevano le foto, una torta da compleanno da paura (perch?, qualora qualcuno non se ne fosse accorto, qualcun altro, qui, ha compiuto questi fatidici 18 anni), una serie di stuzzichini, croccanti e cremosi che siano, per l’aperitivo della vigilia o, ancora, una serie di pensierini?mangerecci da impacchettare e regalare. E ancora, non che questa ricetta qui non meriti un suo posto d’onore, ma volevamo marcare ancor di pi? il suo posto di rilievo. Questo panettone qui ? una di quelle ricette a fatica (quasi) zero che in casa si preparano da anni, dai tempi in cui?si scattavano foto con il cellulare e l’idea di aprire un blog di cucina non ci avrebbe neanche sfiorato la mente. Un panettone, insomma, per tipi pigri o per tipi perennemente sull’orlo. Siamo riuscite a partorire – perch? prendersi cura dell’impasto ? un po’ come prendersi cura di un bimbo – una ricetta semplice, relativamente veloce, con un solo impasto e alla portata di tutti. Che poi fosse impastato con la farina di?farro e dolcificato esclusivamente con il miele era un obiettivo che ci eravamo poste e che questo imponente lievitato ha saputo soddisfare pi? che bene. Non avendo pi? di un impasto e dei tempi di lievitazione relativamente brevi, questo non sar? esattamente uguale ad un panettone, ma ? quanto di pi? vicino possa esserci, ricordandolo nel sapore e nella morbidezza. E se poi ve ne dovesse avanzare qualche fetta – davvero?? – e dovesse risultare un po’ secco, non saremo certo noi a non strizzarvi l’occhio e a non suggerirvi?di riciclarlo sapientemente in un pain perdu per la colazione del 25. E poich? molto probabilmente non riusciremo a passare da queste parti prima di Natale (mancano appena 3 giorni alla vigilia!!) , ne approfittiamo ora per augurarvi i nostri pi? sinceri auguri, a chi ci segue da sempre e a chi ci segue da poco: merry christmas! (altro…)

Mezzelune natalizie di riso e avena (con video)

Dopo una settimana di pi? assoluto silenzio, torniamo (finalmente!) tra le pagine di questo blog fra uno starnuto e l’altro. Dicembre ? arrivato quasi all’improvviso, cogliendoci impreparate e, per la prima volta, senza un albero di natale pronto per il primo del mese.?Decise a rimboccarci le maniche, di certo non potevamo immaginare che nei giorni successivi ci avrebbe colte una fastidiosa influenza – di quelle pi? insidiose, con mal di testa, raffreddore e crampi allo stomaco – che ci avrebbe tenute a letto, prima l’una e poi l’altra, fino a sabato sera. Ieri mattina, per?, fra uno starnuto e un colpo di tosse?e?dopo una ciotola di porridge rigenerante – una coccola diventata decisamente usuale per le nostre colazioni invernali -, abbiamo addobbato l’albero e impastato i primi biscotti natalizi, che il grande giorno ? pi? che vicino?- e no, non stiamo ancora parlando del Natale, ma della pi? che prossima neo diciottenne – e mai ? successo che fossimo impreparate e che mancassero decorazioni e dolci biscotti dal profumo di vaniglia, cannella, arancia. Queste mezzelune qui sono nate quasi per caso, con lo scopo di imitare i Kipferl austriaci, biscotti alla vaniglia a forma di mezzaluna burrosissimi e bianchi?di zucchero a velo come fosse neve nel giorno pi? freddo dell’anno, ma in realt? con questi hanno poco a che vedere sebbene poi, al primo assaggio, il sapore ci abbia immediatamente fatto pensare a questi: infatti abbiamo utilizzato dell’olio di cocco, miele per dolcificare e un mix di farine che ce li ha fatti amare soprattutto per la fragranza?che hanno conferito. La solita lista di biscotti da preparare prima che arrivi il Natale?oggi diventa un po’ pi? lunga: questi dolcetti qui infatti meritano che gli si faccia necessariamente un po’ di spazio. (altro…)