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Pane di frutta secca e semi senza cereali // Grain free adventure bread (Vegan, Paleo, GF)

(English version below) Avendo limitato l’apporto di farine/cereali nella nostra dieta, sebbene siamo sempre all’opera per trovare validi sostituti che non ce ne facciano sentire troppo la mancanza, la mancanza del pane si fa sentire. Se come noi, infatti, siete avocado toast addicted, capirete bene quanto qualcosa di solido e consistente che regga la purea verde scintillante di un avocado (per noi, rigorosamente siciliano!) sia necessaria.

Esistono tantissimi pani senza farine sul web, molti sono a base di farina di mandorle ma contengono davvero tante uova (sebbene queste facciano nuovamente parte della nostra alimentazione, non vogliamo esagerare con l’apporto di queste), altri sono senza farine ma partono comunque da un cereale, altre ancora, come questa alla quale ci siamo ispirate, contengono sia frutta secca che cereali. Noi abbiamo riadattato la ricetta, adeguandola alle nostre esigenze ed eliminando i fiocchi d’avena, così da ottenere un pane adatto a tutti: sia a chi ha una dieta grain free, vegan o gluten free, sia a chi ama semplicemente i pani densi e nocciolati.

Ecco, parliamo proprio di quanto sia buono e “nutty” questo pane: grazie a mandorle, nocciole e noci pecan ha un sapore intenso e nocciolato che ricorda quello dei pani scuri nordici ricchi di semi e cereali integrai (solo che in questo caso è solo a base di frutta secca e semi). Grazie ai semi di canapa ha anche una buona dose di proteine e grazie anche a quelli di lino un buon apporto di omega 3. Altre cose spettacolare: chiaramente non contiene lievito, ha un apporto glicemico pressoché nullo ed essendo basato su frutta secca e semi non avrete bisogno di mangiarne chissà quanto per essere sazi.

Cosa tiene insieme questo fantastico pane se è senza amidi e senza uova? I magici semi di psillio! Grazie a quello che definiremmo un “potere magico”, creano una mucillagine capace di tenere insieme il tutto senza farlo risultare sbricioloso e difficile da tenere insieme. Siccome sappiamo quanto trovare i semi di psillio in Italia sia ancora difficile, abbiamo linkato nella ricetta quelli che usiamo noi (just saying: usate il codice NATURALBUONO5 per avere uno sconto del 5% su tutti i prodotti da applicare alla fine della vostra spesa!).

Vi assicuriamo che di questo pane non potrete fare più a meno! Dopo averlo tagliato in fette, conservatelo in frigorifero fino a 5 giorni o congelatelo e tostate quante fette desiderate in base a quando ne sentite voglia. Conditelo con avocado e, se vi piacciono, crauti e (se non siete vegan) un’ovetto – sempre biologico e da allevatori di cui vi fidate, please! – in camicia e diventerà la vostra colazione salata preferita: promesso. (altro…)

Panini di chufa senza cereali // Vegan + grain free tigernut buns

Era da un po’ che ci frullava per la testa l’idea di preparare un pane senza alcun tipo di cereale o pseudocereale. Abbiamo cercato un bel po’ online, ma la maggior parte delle ricette prevede una quantità esagerata di uova o davvero tanta farina di mandorle/frutta secca o, ancora, l’aggiunta di fiocchi d’avena (che sono un cereale) o di quinoa o grano saraceno che, pur non essendo tecnicamente dei grani (si tratta di semi, infatti) si comportano principalmente come se lo fossero.

Da quando la più piccola di noi ha avuto certi fastidiosi problemi di stomaco (ricordate quei dolori insopportabili sotto lo sterno appena sveglia di cui vi parlavamo?) e visti i forti attacchi di colite che, puntualmente, si fa viva ogni due/tre giorni, abbiamo cercato il più possibile di dare un po’ di respiro al suo stomaco, il ché ha significato due cose fondamentali: ridurre l’apporto di ceci che, a quanto pare, ultimamente non digerisce molto e ridurre quello di glutine e grani (senza però escludere pseudocereali come quinoa, grano saraceno e amaranto che invece sembrerebbe digerire senza particolari problemi) in favore di frutta secca, semi e avocado e legumi che riesce a digerire meglio come lenticchie, lupini e piselli. Ovviamente non la gestiamo come una cosa eccessivamente vincolante e “stretta” (quindi vi è tranquillamente spazio per le dovute eccezioni qui e lì) e, sebbene i fastidi non siano svaniti del tutto, dobbiamo dire che sicuramente al momento la situazione è davvero più gestibile.

E visto che, comunque, cerchiamo di fare in modo che la cosa sia il meno “pesante” da sopportare e che non sia mai triste, volevamo a tutti i costi cercare di elaborare dei panini senza grani che potesse mangiare ogni giorno e ogni quando ne sentisse il bisogno senza che la sua digestione venisse eccessivamente disturbata.

Quanto alla farina “strana” che vedete menzionata nel titolo della ricetta, si tratta di farina di Chufa o zigolo dolce (o, ancora, tigernut), ovvero un piccolo tubero che, appunto, non è né un grano né appartiene alla famiglia delle noci, perciò perfetta per il nostro esperimento (non che abbiamo qualcosa contro la frutta secca, ma visto che ne mangiamo abbondantemente ogni giorno tra latte vegetale, “burri” di mandorle o nocciole e, ancora, come snack e a conclusione dei pasti, volevamo evitare di sovraccaricare anche questi). È ancora un po’ difficile da trovare in supermercati – anche se bio – ma potete tranquillamente acquistarla qui *non si tratta di una sponsorizzazione, semplicemente questa è quella che abbiamo usato noi e che vi consigliamo. Il resto degli ingredienti invece sono farina di cocco (non cocco rapé – si tratta davvero di una cosa diversa!), polvere di fibra di semi di psillio (se usate la cuticola non polverizzata probabilmente avrete bisogno di aggiungerne un cucchiaio in più, ma non abbiamo provato), semi di lino e un goccio d’olio.

Consiglio fondamentale: non provate a far diventare questo impasto un pane intero o da cuocere dentro una teglia: succederanno cose spiacevoli. Vi diciamo soltanto che ci abbiamo provato per la bellezza di due volte ed entrambe le volte, nostro malgrado, abbiamo dovuto buttare i nostri tentativi: poiché infatti si tratta di un impasto senza glutine e senza alcun cereale o addensante, ha bisogno di cuocere a lungo e di ricevere calore da tutti i lati. Sappiamo che sarebbe davvero bello farne un pane da affettare e non doversi limitare a dei panini piccoli piccoli, ma per questa ricetta è necessario accontentarsi di questo.

La consistenza è sofficissima (se desiderate che siano un po’ più “fermi” e sodi, aspettate 24 ore dopo la cottura prima di tagliarli e consumarli) e il sapore delizioso, leggermente dolce senza aver bisogno di alcun dolcificante grazie al retrogusto mandorlato della farina di Chufa. Potete tranquillamente, però, decidere di accompagnarli a qualcosa di salato, preferibilmente con un sapore forte e deciso: noi li abbiamo adorati con tahini e composta di mirtilli o con un paté di broccoli e senape. A dire il vero, abbiamo anche preparato dei mini burger e li abbiamo usati come piccoli burger buns.

Sappiamo che gli ingredienti sono un po’ meno di facile portata rispetto a quelli che proponiamo di solito, ma se siete curiosi di provare nuovi ingredienti e vi piace sperimentare, vi consigliamo caldamente di procurarvi tutto e provare questi panini senza cereali! (altro…)

Panettone vegano al farro, olio d’oliva e sciroppo d’acero // Vegan spelt + maple + olive oil panettone

Questo è il nostro ultimo post prima di Natale (non prima del nuovo anno, perché vorremmo proporvi ancora una ricetta o due…), perciò era importante che fosse speciale e che non si trattasse di una ricetta qualsiasi.

Già dall’inizio dell’anno la più grande di noi aveva imposto una condizione “quest’anno dobbiamo fare il panettone. Non importa che renderlo vegano sia difficile, noi sperimenteremo e riusciremo a creare un buonissimo panettone vegano“. Adesso, i più fedeli alla tradizione o i più restii alle interpretazioni dei classici in chiave vegetale staranno già pensando che un prodotto che ha tutto fuorché gli ingredienti dell’originale non possa essere definito “panettone”. Ed in effetti, avete ragione e noi non vogliamo assolutamente sminuire la ricetta originale o chi fra le nostre bravissime amiche si è cimentata in questa preparazione. Ma questo è a tutti gli effetti un panettone, sia per il sapore che per il procedimento.

E poiché volevamo essere davvero sicure che anche chi è abituato a mangiare il panettone tradizionale la pensasse realmente così, lo abbiamo “testato” sulle più svariate persone, e la risposta è stata sempre quella: “il sapore è spettacolare, è proprio un panettone”. C’è anche chi ci ha detto che solitamente il panettone non lo digerisce, ma con questo non ha avuto problemi (e questo aggiunge un punto in più).

Prima di proporvelo qui su blog abbiamo fatto una serie di prove perché il risultato fosse perfetto, dolce al punto giusto e super soffice. La prima volta abbiamo usato dell’olio dal gusto troppo intenso e spiccato e, sebbene fosse davvero morbido, abbiamo voluto ritestarlo con un olio dal sapore più leggero e, nonostante il sapore fosse perfetto, abbiamo sbagliato nel momento della scarpatura, cosa che ha impedito al panettone di crescere adeguatamente una volta infornato e ha compromesso la sua morbidezza. La terza volta, invece, eravamo così impazienti di mangiarlo (sebbene lo avessimo prodotto già due volte) da tagliarlo ancora caldo e, chiaramente, renderlo impossibile da fotografare. La quarta volta siamo state brave: abbiamo scarpato (quasi) perfettamente – se non fosse che, per l’emozione, ci siamo dimenticate di mettere una noce di burro di cacao o olio di cocco e poi richiudere le orecchie… ma voi FATELO! – e il panettone è cresciuto a dismisura nel forno. Poi lo abbiamo lasciato riposare a testa in giù e aspettato almeno 10 ore prima di consumarlo. E questo sì, che è stato davvero il migliore fra tutti i tentativi.

Una nota da fare prima che vi cimentiate in questa preparazione, oltre a dirvi di rinfrescare tantissimo il lievito madre (prima di farlo, rinfrescatelo una volta al giorno per una settimana e poi tre volte il giorno in cui procederete al primo impasto) è che questa è una preparazione per chi ha un po’ di dimestichezza con i lievitati in generale. Che, sebbene pirlare sembri un gioco da ragazzi, in realtà bisogna un po’ prenderci la mano. Non vi demoralizzate, perciò, se ai primi tentativi non doveste riuscire: dovete immparare e, vi consigliamo, di guardare tanti tanti video per capire effettivamente come “maneggiare” il vostro panettone.

La ricetta alla quale ci siamo ispirate per realizzare il nostro panettone vegano (sebbene poi sia cambiato in toto) è stata questa qui della bravissima Alice Chiara che, come dicevamo, poi abbiamo adattato alle nostre esigenze e, perciò, ricreato, al fine di ottenere un prodotto che non fosse soltanto vegano, ma anche senza zuccheri raffinati, senza frumento e senza soia.

Insomma, il nostro panettone vegano è davvero un panettone (senza bisogno di utilizzare tofu tritato, alghe o avocado disidratato, just saying…), e non ce ne vogliano i più tradizionalisiti. Abbiamo deciso di usare la nostra amata farina di farro (la stessa con la quale nutriamo in nostro lievito madre) per renderlo più nutriente e digeribile, usato un dolcificante naturale e delizioso come lo sciroppo d’acero, al posto del burro un buon olio extravergine d’oliva delicato (importantissimo che non abbia un sapore troppo forte, o il vostro panettone saprà soltanto di olio) e un po’ di crema di cocco (ovvero la parte solida di una lattina di latte di cocco lasciata riposare in frigo tutta la notte) per emulsionare. E poiché la più piccola di noi non ha mai amato i canditi, a differenza dell’uvetta, abbiamo deciso di lasciarli fuori. Pochi ingredienti, massimo risultato.

Possiamo dirlo che, quest’anno, questo è stato il nostro “miracolo di Natale“? Noi non potremmo esserne più soddisfatte, lo consumiamo a colazione da un’infinità di giorni (specie la più grande di noi, che ne è estremamente golosa) e volevamo condividerlo assolutamente con voi. Vi auguriamo uno splendido e sereno Natale, magari accompagnato da una copiosa produzione di panettoni vegani! Marta & Mimma (altro…)

Lussekatter – panini dolci svedesi allo zafferano // Vegan swedish saffron buns

(English version below) In realtà oggi avremmo voluto postare quella favolosa torta di carote preparata giusto qualche giorno fa per il compleanno della neo diciannovenne di casa, poi ci siamo ricordate che è il 12 dicembre e che domani è Santa Lucia e noi avevamo una ricetta pronta per il blog da condividere prima che fosse troppo tardi.

Non si tratta di arancine o cuccìa come la tradizione siciliana vorrebbe, ma di focaccine svedesi profumate allo zafferano che si preparano proprio in occasione della festività. E poiché, appunto, si dovrebbero preparare proprio per Santa Lucia potete ancora uscire dal frigorifero il vostro lievito madre, rinfrescarlo, preparare l’impasto per questi panini, farlo lievitare tutta la notte e domani mattina svegliarvi un’oretta prima del solito, dargli la tipica forma arrotolata, farli lievitare ancora un pelino e poi dritti in forno e pronti in appena 20 minuti per la prima colazione.

Il nostro primo tentativo nel ricreare questi panini è stato davvero buono e il loro impasto è risultato estremamente soffice, ma decisamente poco facile da maneggiare e, poiché è necessario dare una specifica forma all’impasto, volevamo ottenere un composto un po’ più denso e meno idratato.

La nostre versione vegan dei Lussekatter – nome svedese di questi panini dolci che letteralmente significa “Gatto di Lucia” – è a base di farina di farro, naturalmente lievitata con il nostro lievito madre (anche questo di farro), dolcificata con un tocco di sciroppo d’acero e resa morbida da un po’ di olio di cocco (piuttosto che dal burro utilizzato nella versione tradizionale).  (altro…)

Casseruola di pane e fagioli cannellini al forno

casseruola di pane e fagioli al forno

Toh! Un post di venerd?, chi l’avrebbe mai detto? La verit? ? che il sole cocente di cui vi parlavamo qualche giorno fa sembrerebbe, in questi giorni, avere avuto il bisogno di prendersi una pausa anche lui e farci approfittare di questa variazione meteorologica per salutare definitivamente l’inverno con una delle ricette calde che nelle ultime settimane ci ha pi? confortate. Se c’? una cosa che proprio non ci piace fare, quella ? buttare del cibo che, se reinterpretato, potrebbe essere ancora buono. Cos?, quando a casa rimane un po’ di quell’amato pane integrale al farro con lievito madre, che impastiamo regolarmente senza mai cedere all’idea di comprarlo – che poi, neanche ci piace pi?.. -, e quando questo diventa raffermo al punto tale da non poter essere pi? consumato, cerchiamo sempre qualche idea sfiziosa per riciclarlo. Cos?, cercando fra la vastit? di libri di cucina che in poco pi? di un anno abbiamo collezionato, sfogliando il libro di Anna, ? saltata fuori questa ricetta. L’abbiamo un po’ reinterpretata, come sempre, a nostro gusto e piacimento: abbiamo sostituito il latte di cocco in favore di un goccino d’olio di cocco (che, inaspettatamente, funziona in questo caso, sebbene si tratti di pomodori e fagioli, anche meglio di quello d’oliva, conferendo un vago sentore di dolcezza), abbiamo aggiunto una manciata di foglie verdi, che quelle non bastano mai e poco altro. Quello che ne ? venuto fuori ? stato un pasto caldo estremamente confortante, di quelli che metti su in poco pi? di 30 minuti, sano e semplicissimo da fare. Avendo la “fortuna” di abitare in una Sicilia dove l’inverno non si ? praticamente fatto sentire, siamo riuscite a trovare i primi pomodorini biologici, maturi e succosi, ma qualora non doveste trovarli, potete benissimo saltarli. Quanto alle foglie verdi, noi abbiamo utilizzato l’ultimo cavolo nero sulle quali siamo riuscite a mettere le mani, ma nei mesi futuri e in generale, pu? essere sostituito con qualsiasi verdura dalle foglie verdi scure che abbiate a portata di mano: spinaci e bietole, per nominarne alcuni. Ultimo ma non ultimo, la ricetta sar? ugualmente un successo anche se al posto dei cannellini doveste usare dei borlotti o, qualora vi ritrovaste senza pomodori pelati, con della salsa di pomodoro diluita con un po’ d’acqua fino ad ottenere la consistenza dei pelati frullati (in questo caso, ovviamente, diminuire il sale in cottura). E chiss?, magari in una fresca giornata estiva, si potrebbero aggiungere anche delle melanzane… Buona sperimentazione! (altro…)

Panini di grano saraceno e teff alle verdure

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Abbiamo iniziato il 2016 con il motto “mangiare l’arcobaleno” e ci piace l’idea di continuare su questa strada, proponendo ricette che lo rendano straordinariamente semplice, quasi inconsapevole. L’idea di un pane senza glutine ci balenava in testa da un po’ ed, in effetti, da un paio di settimane ci siamo date da fare per trovare quella che fosse la ricetta perfetta, sperimentando con fiocchi di grano saraceno e ingredienti nuovi e intriganti come fibra di semi di psillio. Adesso, per chi avesse storto il naso al sol sentire questo nome: s?, avete capito bene, semi di psillio, gli stessi che vengono usati come aiuto per il transito intestinale, sono la parte fondamentale di questa ricetta. Questi semini miracolosi, infatti, sono quelli che reggono in piedi l’intera ricetta senza l’impiego di uova e/o lievito: sono un po’ come i semi di lino, ma ancora pi? efficienti. Qualora foste un po’ scettici, ricordate che i semi di psillio fanno benissimo al vostro intestino e consigliati in casi di sindrome del colon irritabile. Per chi si chiedesse dove trovare la fibra di semi di psillio (e non i semi, attenzione! Sono due cose diverse), la troverete?facilmente in farmacia e/o in erboristeria. Per tornare ai panini, abbiamo cercato a lungo una ricetta che ci convincesse, senza renderci effettivamente conto di averla avuto?a portata di mano da sempre, su?uno dei blog che sfogliamo con occhi sognanti pi? spesso. La cosa meravigliosa di questi piccoli buns ? che sono estremamente facili da fare, non richiedono tempi di lievitazione (n? alcun tipo di lievito) n? lunghi impasti o pieghe. Persino per delle cultrici e affezionate madri di una pasta madre di farro che ci da ogni giorno tante soddisfazioni come noi, questi risultano un’alternativa facile, veloce e da poter preparare senza alcun preavviso. Il sapore dei panini, ovviamente, ? diverso da quello di un comune pane, ma sono un simpatico modo di portare a tavola dei bocconcini colorati e preparati con farine senza glutine, il che li rende pi? facilmente digeribili.?La ricetta, gi? perfetta di per s?, ha subito davvero poche modifiche: farina di riso integrale piuttosto che bianca, la scelta delle verdure e, per sovvenire alla mancanza di parte della farina di grano saraceno, una parte di farina di teff (sostituibile, qualora non la trovaste, con altra farina di grano saraceno).?Quanto alle verdure, sbizzarritevi come pi? volete: noi, sulla scia della ricetta originale, abbiamo voluto prepararne alcuni?rossi, con la barbabietola, e altri arancioni, con zucca e curcuma, ma sono decisamente adattabili alla propria fantasia!? (altro…)

Panettone di farro al miele per tipi pigri (con video)

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Non era questo il post che avremmo dovuto pubblicare oggi. O quantomeno, avremmo probabilmente dovuto postare oggi questo se solo la settimana scorsa fossimo riuscite a mettere in ordine i nostri pensieri – cosa che comporta, inevitabilmente, la stabilit? qui sul blog – e se solo vi avessimo gi? proposto tutta una serie di cose che, per una volta, si sono limitate a finire soltanto nella nostra pancia che anche qui sul blog. Non che fossero cattive, tutt’anzi! Uno sformato vegano, caldo e confortante, perfetto per il pranzo di Natale di cui non ci convincevano le foto, una torta da compleanno da paura (perch?, qualora qualcuno non se ne fosse accorto, qualcun altro, qui, ha compiuto questi fatidici 18 anni), una serie di stuzzichini, croccanti e cremosi che siano, per l’aperitivo della vigilia o, ancora, una serie di pensierini?mangerecci da impacchettare e regalare. E ancora, non che questa ricetta qui non meriti un suo posto d’onore, ma volevamo marcare ancor di pi? il suo posto di rilievo. Questo panettone qui ? una di quelle ricette a fatica (quasi) zero che in casa si preparano da anni, dai tempi in cui?si scattavano foto con il cellulare e l’idea di aprire un blog di cucina non ci avrebbe neanche sfiorato la mente. Un panettone, insomma, per tipi pigri o per tipi perennemente sull’orlo. Siamo riuscite a partorire – perch? prendersi cura dell’impasto ? un po’ come prendersi cura di un bimbo – una ricetta semplice, relativamente veloce, con un solo impasto e alla portata di tutti. Che poi fosse impastato con la farina di?farro e dolcificato esclusivamente con il miele era un obiettivo che ci eravamo poste e che questo imponente lievitato ha saputo soddisfare pi? che bene. Non avendo pi? di un impasto e dei tempi di lievitazione relativamente brevi, questo non sar? esattamente uguale ad un panettone, ma ? quanto di pi? vicino possa esserci, ricordandolo nel sapore e nella morbidezza. E se poi ve ne dovesse avanzare qualche fetta – davvero?? – e dovesse risultare un po’ secco, non saremo certo noi a non strizzarvi l’occhio e a non suggerirvi?di riciclarlo sapientemente in un pain perdu per la colazione del 25. E poich? molto probabilmente non riusciremo a passare da queste parti prima di Natale (mancano appena 3 giorni alla vigilia!!) , ne approfittiamo ora per augurarvi i nostri pi? sinceri auguri, a chi ci segue da sempre e a chi ci segue da poco: merry christmas! (altro…)

Pane semi-integrale al farro con lievito madre

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Crediamo nel pane. Puro, semplice, incredibilmente buono. Farina, acqua, lievito madre e sale. Niente di pi?. Ma contemporaneamente amore, passione, genuinit?. Molto di pi?. Non c’? niente che ci renda pi? entusiaste dello scricchiolare della crosta del pane ancora caldo, del vederlo crescere e lievitare, dell’essere inondate dal suo profumo, del tagliarne una fetta e scoprire che s?, ? un pane con i buchi. Negli anni abbiamo lavorato molto e ci siamo migliorate al fine di sfornare un pane che fosse integrale, e perci? che conservasse il suo gusto rustico e il suo colore bruno, e che, contemporaneamente, fosse ben alveolato?e?leggerissimo. Se poi c’? un cereale per il quale nutriamo una passione smisurata, quello ? sicuramente il farro: ? un grano antichissimo e, sebbene non sia senza glutine, risulta molto pi? digeribile del frumento. Ma ci? che ci piace ancor di pi? ? il suo gusto cos? aromatico e nocciolato che abbiamo deciso di rendere protagonista del nostro pane. Quello che vi proponiamo oggi ? quello che da una serie di mesi ? diventato il nostro pane quotidiano, quello che due pagnotte durano meno di due giorni, che accompagna i nostri pasti, quello sul quale spalmiamo i nostri dip preferiti. Quello che ? anche cos?, caldo, appena sfornato, semplicemente condito con un po’ d’olio buono e sale, rappresenta per noi cibo “da ricchi”. (altro…)

Bagels con lievito madre

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Per quanto sembri paradossale, con il caldo appiccicoso e la poca voglia di sentirne ancora di pi? accendendo il forno, noi d’estate panifichiamo molto pi? di quanto non riusciamo a fare in inverno. Ci sono da considerare due fattori fondamentali che ci inducono a questo: uno, senza dubbio, ? che con temperature pi? calde?non ci sia bisogno di aspettare enormi tempi di lievitazione per vedere il proprio impasto crescere. Il secondo ? che ci sono quelle settimane in cui la pi? grande di noi ? in ferie e la voglia di cucinare insieme ? decisamente pi? viva. Nella nostra infinita to do list, i bagels erano tra i primi posti da almeno due anni: dicevamo sempre di volerli fare ma, puntualmente, passavano in secondo piano o per il poco tempo, o?perch? la ricetta non era del tutto convincente, o per altre priorit? che finivano per scavalcarli. Nonostante il terribile ritardo sul tema “bagels” – che, insomma, volerli preparare?da due anni e non darsi mai dai fare non ? da tutti… -, siamo state piuttosto celeri a replicare quando ci ? passata sotto gli occhi la ricetta che la nostra cara amica Ileana?(che, in quanto a lievitati, non ne sbaglia una) ha postato qualche giorno fa sul suo blog: oltre ad essere tra i migliori mai visti, la ricetta era esattamente come l’avevamo desiderata durante quei due anni di nulla facenza. Li abbiamo impastati ieri mattina, aspettato i tempi di lievitazione, poi infornati e divorati. Morbidi, croccanti, dalla consistenza perfetta. La particolarit? di questi panini qui ? non solo la forma a ciambella, ma, soprattutto, l’iniziale bollitura prima di infilarli in forno: tra l’altro,?tuffandoli nell’acqua bollente, ricordano tanto le ciambelle che piuttosto che acqua vogliono olio e piuttosto che semi, granelli di zucchero. Quanto alla farcitura, ci si pu? sbizzarrire come meglio si crede: classico e intramontabile, con pomodoro a fette, dell’ottima mozzarella di bufala, un filo d’olio buono e una pioggia di basilico oppure ancora, ribaltando lo stile italiano di quello di prima a favore di uno decisamente americano, con salmone, erba cipollina e cream cheese! Noi abbiamo optato per le nostre varianti preferite, quelle?che adoriamo anche su una bella fetta di pane tostato: un non fotografato bagel con chevre, miele e mandorle tostate; hummus di ceci, melanzane grigliate e fette di pomodoro fresco (ma non ci sarebbero stati niente male neanche dei pomodori secchi sott’olio) e salmone affumicato e avocado, che nel nostro frigo, specie quello estivo, non manca mai. (altro…)

Pizza ai cinque cereali con verdure grigliate

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La fatalit? del destino vuole che, quando si prepara il piatto preferito della pi? grande di noi, questa venga colpita da una terribile influenza che le impedisca di gustarsi quanto avrebbe voluto questa pizza straripante delle prime verdure estive del mercato! Perch? s?, basta dire pizza e alla mamma brillano gli occhi e il suo stomaco inizia gi? a brontolare per la fame, ma la fortuna – quella latina, che pu? avere valenza positiva o negativa – in questo caso contraria, le si ? rivoltata contro: e di fronte ad una teglia cos? ricca, non ha potuto mangiarne tanta quanto ne avrebbe desiderata. Ma oh! se la pizza ha riscosso successo a casa, fra la pi? piccola di noi e l’uomo di casa, che ? il nostro critico pi? severo quando si tratta di pizza, che non si ? fatto scrupoli a divorare anche la porzione della mamma. E grazie ad una figlia premurosa, che sistema la cucina, porta vassoi con tisane calde a letto, prepara i “piatti da malata” per la mamma e si preoccupa che questa, prima di andare a dormire, non si dimentichi di prendere un cucchiaino di miele che le protegga la gola, la tipica nausea influenzale ? finalmente passata e la voglia (che si potrebbe quasi definire bisogno) di addentare una fetta di pizza con zucchine, melanzane, pomodori e ancora tante verdure che ci accompagneranno durante l’estate e che ci potranno permettere di ripetere questa pizza senza cognizione di causa, si ? fatta nuovamente viva nella pi? grande di noi.?In pi? abbiamo l’occasione di portare la ricetta, che era d’obbligo salvare per non dimenticare, stasera virtualmente a cena da Erika! (altro…)