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Brownies al tahini // Tahini brownies (Vegan, Grain free, Paleo friendly)

Lo sappiamo: dopo la pasqua siamo tutte in cerca di ricette leggere per smaltire gli eccessi e rimetterci in forma per l’estate. Ma, proprio parlando di smaltire gli eccessi, bisognerà trovare il modo di usare tutto quel cioccolato rimasto dalle uova di pasqua, no?! Anche perché, diciamocelo: condividere una teglia di brownies è decisamente più facile del condividere del cioccolato nella sua forma pura, quindi in questo modo potrete concedervi un brownie senza essere costrette a mangiare tutto quel cioccolato da sole…ci sembra un buon compromesso, no?

Anche questa ricetta, come i biscotti che avete tanto amato postati qualche settimana fa, sono a base del nostro amato tahini: combinato con latte di cocco, cioccolato e un tocco di eritritolo (per una versione low sugar. Altrimenti sentitevi liberi di usare dello zucchero di cocco), danno vita ad uno dei dessert più “decadenti” – nell’eccezione positiva del termine – che abbiamo mai creato. Sono dei brownies estremamente fondenti, si sciolgono in bocca e, serviti con una cucchiaiata di panna di cocco e qualche fragola, vi porteranno direttamente in paradiso.

Come abbiamo anche scritto nelle note (ma ripetiamo anche qui che non fa mai male), sappiamo che se state usando del cioccolato rimasto dalle uova di pasqua, è davvero poco probabile che voi abbiate trovato un uovo con cioccolato fondente al 100%. Piuttosto, magari vi sarete ritrovati con del cioccolato al 70%. In quel caso, se quello che volete ottenere è un risultato molto fondente e intenso, vi basterà diminuire di 30g la quantità di dolcificante (che sia zucchero di cocco o eritritolo) prevista. Se invece preferite un gusto più dolce (non c’è niente di male!), lasciate tutto come da ricetta e semplicemente sostituite il cioccolato scuro al 100% con del cioccolato al 70%. Vi lasciamo alla ricetta e buona infornata di brownies a tutti! (altro…)

Flatbread di mandorle con paté di finocchietto, asparagi e fave // Grain free almond flatbread with spring veggies (Paleo friendly; Vegan)

Questo post è stato creato in collaborazione con Bosco Ficuzza Bio

Lo diciamo da sempre e, se ci seguite sin dai primi albori del blog, potrete confermarlo: non c’è niente che ci piaccia tanto quanto il farmers’ market della nostra città tenuto dai produttori locali e biologici. Ogni sabato postiamo nelle nostre storie di instagram il giallo dei limoni siciliani, il rosso sgargiante delle prime fragole, il verde brillante degli spinaci. Sono poche le cose che ci rendono così contente come l’appuntamento fisso che abbiamo ogni fine settimana con il mercato.

Una delle aziende agricole (se non LA) delle quali ci fidiamo di più e ci riforniamo maggiormente, è sicuramente quella di Bosco Ficuzza. È da loro, infatti, che troviamo sempre le verdure più fresche e saporite, le meline più buone e gli asparagi migliori di tutti. Inoltre, fornendoci da loro da ormai più di 7 anni e avendo instaurato un reciproco rapporto di fiducia e stima, riusciamo sempre a recuperare le primizie di stagione: il ché (e se scrivete di cibo per lavoro lo sapete bene) è un grande vantaggio quando si tratta di preparare ricette a base di carciofi quando, di questi, non se ne vede ancora l’ombra e non si ha voglia di ripiegare su quelli che vengono da chissà da dove.

Quando, perciò, ci hanno detto di aver lanciato il loro nuovissimo sito con tanto di e-commerce (spediscono in tutta la Sicilia verdure fresche e biologiche e in tutta italia prodotti bio e di qualità come paté e olio d’oliva) e ci hanno chiesto se ci andasse di preparare qualcosa con i loro prodotti, la risposta non poteva che essere sì! Sapete bene quanto, da queste parti, ci preoccupiamo di seguire sempre la nostra etica e parlare solo di prodotti che compreremmo e che ci piacciono realmente: essendo loro affezionatissime clienti da ormai tanto tempo, crediamo che davvero i loro prodotti siano di altissima qualità e che non possiate assolutamente perderveli.

Con il loro paté di finocchietto, gli asparagi e le fave fresche (praticamente, il benvenuto alla primavera sotto forma di verdure!) abbiamo preparato quella che è una via di mezzo fra una pizza e una torta salata e che ci siamo limitate a definire “flatbread“. La base di farina di mandorle e poco arrowroot è croccantissima e grain free, perfetta per accogliere quell’infinità di verdure che abbiamo usato per condirla. Persino il nostro uomo di casa, che storce il naso quando sente parlare di mandorle nelle pietanze salate, non ha potuto esimersi dall’esclamare quanto fosse buona e che ne avrebbe volentieri mangiata ancora!

Flatbread di mandorle con paté di finocchietto, asparagi e fave

I nostri amici di Bosco Ficuzza azienda agricola biologica hanno lanciato da poco il loro nuovo sito, tramite il quale potrete acquistare verdure fresche e biologiche in tutta la sicilia e prodotti di qualità (sempre bio) come paté e olio d'oliva in tutta Italia! Curiosi di scoprire cosa abbiamo preparato con i loro prodotti? Date un'occhiata al video…la ricetta completa è qui sul nostro sito: https://bit.ly/2unqLXy

Pubblicato da Naturalmente buono su lunedì 26 marzo 2018

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Granola senza cereali // Grain free granola (Vegan, Paleo, Low Sugar)

(English recipe below) Una delle cose che non potrebbe mai mancare nella nostra dispensa è un buon vaso di granola. Perché, diciamocelo, la granola è un salva vita in tanti casi: è perfetta la mattina a colazione, da mettere nello yogurt o nel latte di mandorle, come topping per gelati e smoothie, da mangiare come snack o semplicemente quando si ha voglia di qualcosa di dolce e che sia allo stesso tempo sano.

C’è da dire, però, che evitiamo di comprare quelle già confezionate (anche quelle biologiche) perché spesso piene di zuccheri ed oli raffinati. Piuttosto, preferiamo prepararla a casa: ci sono pochi atti che ci confortano e rassicurano tanto quando una teglia di granola appena sfornata da sgranocchiare senza contegno con la consapevolezza che si tratti di un alimento sano e non processato.

La nostra ultima granola preferita e che continuiamo ad infornare praticamente ogni 3 giorni è questa granola senza cereali: al posto dei soliti fiocchi d’avena, infatti, in questa delizia troverete cocco in scaglie, mandorle e noci e di certo non ci sarà il rischio di una granola poco croccante! Inoltre, per mantenere un livello basso di zuccheri, abbiamo usato solo un po’ di farina di chufa e una quantità davvero misera di sciroppo di yacon, entrambi fonte di prebiotici e con un basso indice glicemico. A dirla tutta, la chufa non è neanche un dolcificante, ma un piccolo tubero ricco di fibre e ovviamente senza glutine, dal gusto naturalmente dolce. Lo sciroppo di yacon, invece, è uno dei dolcificanti naturali con il più basso indice glicemico che esistano: è anche questo fonte di fibre e i suoi zuccheri non vengono assorbiti dal nostro stomaco. Qualora non doveste avere farina di chufa e sciroppo di yacon, comunque, abbiamo incluso delle note su come sostituirli!

Quindi insomma, si tratta di una granola super sana, con tanti grassi buoni dalla frutta secca, naturalmente  dolce e con un basso indice glicemico. Inutile dire che la prima volta che l’abbiamo preparata ha resistito in casa per più di 24 ore, giusto? (altro…)

Superfood drinks con erbe adattogene // 3 Adaptogenic Tonics

(English recipes below) Se ci seguite sul nostro profilo instagram avrete probabilmente notato quanto, negli ultimi tempi, abbiamo perso la testa per gli adattogeni e le bevande calde e avvolgenti. È da un bel po’ di tempo, ormai, che alla nostra routine quotidiana si è aggiunta una tazza di matcha alla mattina e, se siamo a casa e possiamo perciò concederci le cose con calma e tranquillità, un’altra “pozione” – preferibilmente, nel pomeriggio, senza caffeina.

Ma, cosa sono gli adattogeni? Si tratta di erbe, o, come nel caso di chaga e reishi, di funghi medicinali, dal valore nutritivo estremamente concentrato e potente, in grado di aumentare e migliorare le condizioni psicofisiche. Il che significa che, se soffrite di sbilanciamenti ormonali, avete bisogno di qualcosa che migliori le vostre prestazioni, siete spesso sotto tono o, ancora, state affrontando un momento particolarmente stressante della vostra vita, potrebbe decisamente una buona idea e di grande aiuto iniziare ad introdurle.

Prima di iniziare, una premessa è importante: gli adattogeni sono diversi per tutti – il che significa che ciò che può essere estremamente utile per qualcuno, potrebbe essere poco tollerato da un altro. Altra grande nota da fare è che, come abbiamo scritto sopra, queste erbe o funghi sono estremamente potenti. Il che significa che non bisogna mai esagerare con le dosi consigliate solo perché si tratta di qualcosa di naturale e che, soprattutto, bisogna introdurle gradualmente (iniziate sempre con 1/4 di cucchiaino ed aumentate pian piano senza mai superare 1 o 2 cucchiaini al giorno, in base all’erba che state usando) perché il proprio corpo possa apprezzarne i benefici. Ancora, gli adattogeni funzionano quando usati con costanza: non aspettarvi che da un giorno all’altro possano immediatamente cambiare le carte in tavola. Ultimo, ma decisamente non ultimo: la qualità è tutto. È per questo che noi abbiamo deciso di usare i prodotti di Erbavoglio: sono biologici, di prima scelta e, soprattutto, le persone che ci sono dietro sono competenti ed estremamente preparate.

Le ricette di oggi, perciò, sono delle bevande confortanti per poter integrare queste potenti erbe nella propria routine quotidiana: il primo è un “tonico” speziato con cannella, zenzero, cardamomo e vaniglia e reso estremamente potente grazie all’he shou wu, una radice usata da sempre nella medicina cinese per contrastare i segni dell’invecchiamento e gli stati d’ansia e nervosismo, e al tribolo, erba adatta a regolare gli ormoni, sia per le donne che per gli uomini. Il secondo è il nostro “go-to” matcha latte reso ancora più verde grazie alla moringa, superfood ricchissimo di ferro e proteine, e reso più dolce grazie a cannella e vaniglia. Infine, una cioccolata ai funghi medicinali, con chaga e reishi, entrambi grandi alleati del sistema immunitario, e mesquite, una radice naturalmente dolce ed un basso indice glicemico. (altro…)

Pasticcio di cavolfiore (senza latticini) // Cauliflower Cheese (Vegan, Paleo)

This post was created in partnership with Panasonic

(English recipe below) Negli ultimi anni, una delle verdure che per tempo è stata più bistrattata e più evitata da tutti, ha completamente ribaltato la sua posizione diventando protagonista e “salvatrice” fra tutte. Di cosa stiamo parlando? Ma del nostro amato e irrinunciabile cavolfiore!

Tra la pizza, il riso, il cous cous, il purè senza patate e ancora negli smoothie per dare consistenza senza dover aggiungere troppe banane, il cavolfiore è veramente diventato una di quelle verdure che “mai più senza” nella cucina di chi ama mangiar sano o di chi semplicemente è un creativo in cucina e ama sperimentare. Per non parlare, poi, di quando abbiamo iniziato a scoprire di poterlo arrostire in forno con olio e spezie, renderlo molto più interessante e delizioso e di quanto questo abbia fatto salire i nostri consumi di cavolfiore alle stelle (con la conseguenza di un costante e non proprio meraviglioso odore sparso perennemente per la cucina…).

Nella ricetta che vi proponiamo oggi, però, il cavolfiore non fa da “sostituto” a nulla, ma è la reale stella del piatto. Si tratta di una sorta di sformato o casseruola, estremamente cremoso, ricco e carico di sapore. È fondamentalmente la versione sana e senza latticini del “cauliflower cheese” inglese, ovvero un pasticcio a base di cavolfiore, latte, panna e formaggio. Nella nostra versione, però, una sorta di besciamella a base di noci di macadamia ha sostituito latte e panna, mentre una copertura croccante di mandorle, erbe secche e lievito alimentare sostituisce egregiamente il formaggio. In più, abbiamo aggiunto dei porri e un pizzico di senape, per rendere tutto più gustoso e saporito.

Quello che, inoltre, ci ha permesso di preparare tutto estremamente velocemente e senza sporcare troppe pentole e piatti è stato il forno a microonde della Panasonic, grazie al quale abbiamo potuto combinare diversi tipi di cottura (abbiamo prima cotto al vapore il cavolfiore e poi infornato il pasticcio) e riuscire a goderci il nostro “cauliflower cheese” per cena senza fare le ore piccole!

Il risultato? Uno sformato/pasticcio/casseruola (o in qualunque modo lo vogliate chiamare!) semplicemente incredibile. Potete usarlo come contorno al posto delle patate – volendo ricorda un gratin di patate, senza le patate! – o, se come noi infilate qualsiasi cosa nella vostra insalata, aggiungerlo ad una ciotola di foglie verdi e verdure arrostite e lasciare che la sua salsa cremosa condisca il tutto. Promettiamo che anche il più restio nel mangiare cavolfiore lo adorerà! (altro…)

Cookies al tahini, cocco e cioccolato // Tahini + coconut chocolate chip cookies (Vegan, Paleo, Low Sugar)

Ormai 10 anni fa, quando ancora l’esistenza dell’hummus ci era sconosciuta e i burri di frutta secca non erano all’ordine del giorno, la più grande di noi spuntò a casa con un vasetto di una crema scura e molto densa. Aveva letto che faceva molto bene e aveva deciso di mangiarla a colazione la mattina, spalmata sul pane insieme alla marmellata al posto del burro. Sul barattolo di vetro stava scritto “tahini” ed il sapore era così intenso e amaro che la più piccola di noi neanche osava avvicinarcisi.

Dieci anni dopo e mille cose cambiate, se ci fosse un premio per questa categoria, la più piccola di noi vincerebbe sicuramente il primo posto nella classifica dei “più grandi consumatori di tahini”. Per chi non sapesse di cosa si tratta, è un burro di frutta secca a base di semi di sesamo ed è, seriamente, una delle cose dalle quali abbiamo più dipendenza. Dovrebbero venderlo con un’etichetta con su scritto “attenzione: crea dipendenza”.

Negli anni abbiamo imparato a conoscere bene questo ingrediente, a renderci conto che il tahini chiaro è infinitamente più buono di quello scuro (molto più versatile, meno amaro e si presta benissimo sia al dolce che al salato), ad essere schizzinose e ricercare sempre quelli più lisci e meno granulosi, ad amarlo così tanto da mangiarlo semplicemente con la verdura cruda (ma anche a cucchiaiate). Un’altra cosa della quale ci siamo rese conto è che, in versione dolce, la morte sua è con il cioccolato (e anche con le banane, diciamocelo).

Siccome ultimamente il processo creativo in cucina è più alto che mai – e, di pari merito, la nostra dipendenza da tahini è alle stelle – abbiamo pensato che fosse arrivata l’ora di metterci all’opera per creare i biscotti al tahini più buoni di sempre e che fossero adatti alle nostre esigenze, ovvero deliziosi ma con un basso contenuto di zuccheri. Per ovviare a questo, abbiamo usato l’eritriotolo: un dolcificante dall’aspetto e dal sapore pressoché identico allo zucchero di barbabietola, se non per il fatto che ha un indice glicemico pari a zero e va benissimo anche per i diabetici o per chi sta cercando di ridurre il contenuto di zucchero nella propria alimentazione. Cosa super importante, poiché qui ci preoccupiamo sempre di promuovere un’alimentazione sana, l’eritritolo non è un dolcificante sintetico e malefico come l’aspartame ma, piuttosto, deriva dalla fermentazione del mais. Se vi viene difficile recuperarlo, potete usare tranquillamente dello zucchero di cocco. Per il resto, abbiamo usato burro di cocco (non olio!) per naturale dolcezza, un pizzico di vaniglia che ci sta sempre bene e poco arrowroot per tenere insieme il tutto. E ovviamente, cioccolato. Tanto, tantissimo cioccolato. Ne sono venuti fuori dei biscotti così buoni che nel giro di 5 giorni li abbiamo preparati (e divorati) la bellezza di 3 volte. Non fateveli sfuggire! (altro…)

Pane di frutta secca e semi senza cereali // Grain free adventure bread (Vegan, Paleo, GF)

(English version below) Avendo limitato l’apporto di farine/cereali nella nostra dieta, sebbene siamo sempre all’opera per trovare validi sostituti che non ce ne facciano sentire troppo la mancanza, la mancanza del pane si fa sentire. Se come noi, infatti, siete avocado toast addicted, capirete bene quanto qualcosa di solido e consistente che regga la purea verde scintillante di un avocado (per noi, rigorosamente siciliano!) sia necessaria.

Esistono tantissimi pani senza farine sul web, molti sono a base di farina di mandorle ma contengono davvero tante uova (sebbene queste facciano nuovamente parte della nostra alimentazione, non vogliamo esagerare con l’apporto di queste), altri sono senza farine ma partono comunque da un cereale, altre ancora, come questa alla quale ci siamo ispirate, contengono sia frutta secca che cereali. Noi abbiamo riadattato la ricetta, adeguandola alle nostre esigenze ed eliminando i fiocchi d’avena, così da ottenere un pane adatto a tutti: sia a chi ha una dieta grain free, vegan o gluten free, sia a chi ama semplicemente i pani densi e nocciolati.

Ecco, parliamo proprio di quanto sia buono e “nutty” questo pane: grazie a mandorle, nocciole e noci pecan ha un sapore intenso e nocciolato che ricorda quello dei pani scuri nordici ricchi di semi e cereali integrai (solo che in questo caso è solo a base di frutta secca e semi). Grazie ai semi di canapa ha anche una buona dose di proteine e grazie anche a quelli di lino un buon apporto di omega 3. Altre cose spettacolare: chiaramente non contiene lievito, ha un apporto glicemico pressoché nullo ed essendo basato su frutta secca e semi non avrete bisogno di mangiarne chissà quanto per essere sazi.

Cosa tiene insieme questo fantastico pane se è senza amidi e senza uova? I magici semi di psillio! Grazie a quello che definiremmo un “potere magico”, creano una mucillagine capace di tenere insieme il tutto senza farlo risultare sbricioloso e difficile da tenere insieme. Siccome sappiamo quanto trovare i semi di psillio in Italia sia ancora difficile, abbiamo linkato nella ricetta quelli che usiamo noi (just saying: usate il codice NATURALBUONO5 per avere uno sconto del 5% su tutti i prodotti da applicare alla fine della vostra spesa!).

Vi assicuriamo che di questo pane non potrete fare più a meno! Dopo averlo tagliato in fette, conservatelo in frigorifero fino a 5 giorni o congelatelo e tostate quante fette desiderate in base a quando ne sentite voglia. Conditelo con avocado e, se vi piacciono, crauti e (se non siete vegan) un’ovetto – sempre biologico e da allevatori di cui vi fidate, please! – in camicia e diventerà la vostra colazione salata preferita: promesso. (altro…)

Cioccolatini ripieni con nocciole e noci macadamia // Macadamia + hazelnut chocolate truffles (Vegan, Paleo, Low Sugar)

(English version below) San Valentino non è una di quelle “festività” particolarmente rilevanti a casa nostra. Non che abbiamo qualcosa in contrario, semplicemente la più piccola di noi che non ha mai avuto qualcuno con il quale condividerlo (sono una 20enne indipendente e, più o meno, contenta) e la più grande di noi, sebbene siano ormai quasi 21 anni che è sposata con il nostro uomo di casa, non è mai stata abituata a “festeggiarlo”.

Sappiamo però di non poter fare di tutta l’erba un fascio e che, nonostante noi ci limiteremo ad infornare un dolce, magari regalarci a vicenda un mazzo di fiori e guardare per l’ennesima volta Eternal Sunshine of the Spotless come da rito (oggi sono la bellezza di 14 anni dal San Valentino di Joel Barrish nella gelida spiaggia di Montauk), molti altri, invece, si regaleranno scatole di cioccolatini e passeranno una serata romantica insieme.

Qualche settimana fa noi abbia ricevuto il nostro “regalo di San Valentino”: una scatola piena di meraviglie (o almeno, il nostro genere di meraviglie) direttamente da Erbavoglio. Tra i mille adattogeni e funghi medicinali di cui vi parleremo presto – abbiamo proprio intenzione di fare un post sulla nostra esperienza con questi, ma ci vuole un po’ di tempo – abbiamo trovato anche una busta di noci macadamia e della stevia scura.

Ultimamente abbiamo una vera e propria passione per le noci macadamia: sono burrose, cremosissime e le infiliamo ovunque: le usiamo per fare lo yogurt, le mangiamo come snack, le frulliamo per farle diventare salse e, ovviamente, ci prepariamo un sacco di dolci. Perciò non potevamo non includerle nel nostro dolce di San Valentino.

E dolce di San Valentino è uguale ad una sola cosa, ovvero il cioccolato. Ci sono voluti pochi e semplici altri ingredienti (nocciole, cacao crudo, cocco e stevia scura – perfetta per mantenere bassissimo l’indice glicemico e concedersi anche un secondo cioccolatino a cuor leggero) per mettere insieme questi cioccolatini ripieni dal cuore cremoso e dall’esterno croccante. Perché se bisogna festeggiare, bisogna farlo con tutto l’amore possibile.  (altro…)

Waffles di mandorle e mesquite // Mesquite + almond grain free waffles (Paleo, Vegan)

(English recipe below) Abbiamo in cantiere la ricetta di questi waffles da ormai almeno 6 mesi ma, fra un impegno, la necessità di postare prima altre ricette, la pigrizia e la latitanza che ci hanno accompagnato nei mesi precedenti e delle foto che ci scordavamo sempre di scattare, abbiamo procrastinato fino ad oggi prima di condividerla qui con voi sul blog.

Come abbiamo anticipato sul nostro profilo instagram all’inizio della settimana, negli ultimi mesi abbiamo stravolto la nostra dieta al fine di risolvere alcuni problemi di salute (tra cui i ricorrenti fastidi di me, Marta, se ricordate i post in cui lamentavo forti difficoltà digestive). Dopo aver fatto analisi approfondite e aver consultato medici, nutrizionisti ed esperti, quello che ne è venuto fuori è che una dieta ricca in cereali e legumi come quella vegana che stavamo entrambe adottando, non era esattamente l’ideale per noi e che, piuttosto, poteva essere uno dei fattori influenti di quei problemi. Ne parleremo meglio in un altro post, dove spiegheremo nel dettaglio quelli che sono stati i nostri problemi e come (e quanto difficile sia stato) dover cambiare la nostra dieta. Questo come preambolo per dire che una delle cose da cui abbiamo tratto più beneficio è stato il ridurre drasticamente il nostro consumo di cereali (non carboidrati, attenzione!) in favore di grassi buoni. Allo stesso tempo, sebbene la nostra dieta non sia più esclusivamente plant-based, cerchiamo di mantenere gran parte delle nostre ricette e almeno uno o due dei nostri pasti quotidiani vegan pur adattandole al nuovo stile alimentare.

Questi waffles sono nati ben prima di questo grande cambiamento, ma avere la certezza di una ricetta deliziosa e già testata che non ci facesse “mancare niente” è stato decisamente di conforto. Se poi siete lettori o lettrici frequenti di questo blog, saprete sicuramente quanto la colazione sia il nostro pasto preferito e quello a cui, molto probabilmente, teniamo in assoluto di più in tutta la giornata (non si dice “iniziare col piede giusto” mica per niente, no?!).

I nostri nuovi waffles to-go sono a base di farina di mandorle, un po’ di arrowroot, semi di lino e polvere di mesquite, ovvero baccelli della pianta di Mesquite polverizzati che hanno un naturale sapore dolce e che consentono di aggiungere dolcezza pur avendo un indice glicemico basso e mantenendo i waffles senza zuccheri aggiunti in quanto si tratta di un dolcificante integro (un po’ come i datteri, che conservano ancora polpa e fibre) e non estratto o raffinato. Qualora non doveste averla sotto mano, potete tranquillamente sostituirla, come vi consigliamo nelle note, con zucchero di cocco o di datteri. Sono profumati con un tocco di vaniglia (che non riusciamo mai ad escludere dai nostri dolci…è troppo buona!) e, per legare il tutto, abbiamo usato semplicemente un po’ di latte di mandorle e un goccio di olio di cocco. Sono perciò totalmente grain free, senza glutine e paleo pur restando vegan e senza zuccheri aggiunti: insomma, buoni, sani e adatti a tutti! (altro…)

Crackers di mandorle, sesamo e curcuma // Turmeric, almond and sesame crispread

(English recipe below) Se c’è una cosa che non deve mai mancare a casa nostra, si tratta sempre di qualcosa da sgranocchiare. Che sia mentre stiamo cucinando e i primi morsi della fame si fanno sentire, di uno snack durante il pomeriggio o qualcosa con cui accompagnare i nostri pasti. E se spesso mandorle e noci risolvono questo bisogno senza troppi problemi, ci sono le volte durante i quali siamo cerca di qualcosa di più sfizioso, di più salato, magari che accompagni quel dip che abbiamo appena preparato o che possa essere da sostituto del pane quando questo a casa manca.

Ormai avrete appreso che non siamo esattamente il tipo di persona che spesso soddisfa le proprie esigenze al supermercato (sebbene ormai, soprattutto nei negozi biologici, ci siano ormai proposte valide, buone e sane), ma, piuttosto, siamo quelle che sentono sempre il bisogno di mettere le mani in pasta e autoprodurre quanto più possibile.

In una mattina pigra, all’accorgerci della mancanza di qualsiasi sotto forma di snack o pane in casa, sono nati questi crackers che abbiamo adorato così tanto da finirli in una giornata. E sembrerebbe averli adorati anche la maggior parte di voi senza nemmeno averli assaggiati, visto il successo che hanno scatenato una volta postati su instagram. Così, visto che abbiamo promesso che avremmo postato a breve la ricetta, eccoci qui a condividerla con voi.

Si tratta di crackers che soddisfano tutte le esigenze: sono senza glutine, vegani e paleo e, soprattutto, deliziosi. Sono approvati anche dal nostro uomo di casa che spesso storce il naso di fronte a cose come curcuma e semi di chia. Sono a base di farina di mandorle, semi di sesamo e, appunto, semi di chia (perciò ricchi di grassi buoni e proteine vegetali!) e profumati con spezie come timo secco, curcuma, paprika e pepe nero. Sono estremamente croccanti, perfetti da sgranocchiare così perché già saporitissimi ma ancora più buoni se accompagnati con un “formaggio” di noci macadamia, un pizzico di peperoncino e dei germogli. Sono un po’ come le ciliegie: inizi con una e non finisci più! Con questa ricetta direte addio ai crackers sugli scaffali del supermercato, assicurato! (altro…)