Browsing Category

torte

Torta di farro, ricotta e ribes

IMG_1255

Qualche settimana fa mi sono trovata a discutere con Laura a proposito di una certa propensione verso gli alberi di gelsi. E cos?, mentre lei allungava le sue braccia per cogliere gelsi e diventare prima?albero, poi ramo e foglia ed infine gelso, io avrei voluto poter allungare la mano con altrettanta facilit? per riempirmi le tasche di gelsi, mentre mi arrampicavo faticosamente per fotografare uno scorcio di natura in uno sfondo di palazzi grigi. Cos?, sognando quei piccoli frutti, la mia settimana ? stata un continuo e costante pensiero a questi, per poi farne scorta e inebriarmi del loro gusto dolcissimo, che a quanto pare, come dicono Laura e il suo amico siciliano, quelli siciliani sono ancora pi? dolci di quelli laziali. Perch? io mi stia trovando a sproloquiare di gelsi, per?, a proposito di una torta di ribes che di gelsi non ne ha traccia, ha un suo razionale poich? ed una sua profonda origine. Bisogna infatti sottolineare che la nostra, di torta, di gelsi non ne ha traccia, ma trova radici in una che, al contrario, ne ? squisitamente ricca. Quando Laura ha opportunamente pensato che la sua torta di ricotta e gelsi (che mi aveva gi? conquistato sul blog di Barbara) avrebbe potuto solleticarmi il palato infatti non sbagliava! E cos? ci siamo trovate a fare merenda attorno a quella torta non in due ma in tre, con una cara compagna di appuntamenti serali della domenica come Virginia. La torta di ricotta ? diventata dunque e subito una priorit? ed un’esigenza e per una coincidenza sicuramente non casuale, sia io che Virginia ci siamo ritrovate a sfornarla la stessa sera per poi farci entrambe colazione il giorno dopo entrambe e, stavolta, ? toccato a noi offrirne una fetta a Laura! (altro…)

Ciambella di orzo, mandorle e amarene

IMG_0085

Questa ?, molto sinceramente, una delle nostre migliori torte di sempre. Di quelle che se trovassimo le amarene fresche ogni giorno potremmo ripetere senza mai stancarcene. Ecco, le amarene: queste sono state un bellissimo e gradito?regalo di una collega della pi? grande di noi, che ci ha fatto avere le amarene dell’albero del suo giardino. Nobilitarle con un dolce di degno rispetto era d’obbligo. Volevamo qualcosa di diverso dalle solite amarene sciroppate o della classica confettura, ed in un non troppo caldo pomeriggio di fine primavera, durante il quale accendere il forno per sfornare un dolce era decisamente tollerabile (vista poi la merenda abbondante che ne ha seguito), ci siamo trovate ad abbozzare ricette per dar forma e consistenza ad una torta che potessimo non semplicemente immaginare. Abbiamo infilato il muso nel cassetto delle farine e deciso che, stavolta, sarebbe toccato a quella d’orzo essere protagonista. Per poi accompagnare le amarene, cos? acidule, serviva qualcosa che riuscisse a controbilanciarle senza risultare stucchevole, ed ? cos? che ci sono venute in soccorso le fidate mandorle: scelta pi? che azzeccata ? stata quella di usarne, per met? parte, di mandorle non pelate, che hanno reso la torta pi? rustica e aromatica. Ci chiediamo poi se sia stato merito del miele, o forse proprio di mandorle e amarene amalgamate tra loro, il profumo cos? intenso di questa torta. E, per elogiare ancora un dolce che ci ha conquistate, una menzione speciale?va alla sua sorprendente morbidezza: ci sentiamo infatti di affermare come si sciolga deliziosamente sotto la bocca. La scelta di uno stampo a ciambella, infine, era necessario per completare l’opera, che ogni torta che abbia la forma di una ciambella, sotto la campana dell’alzatina per i dolci da colazione, ci fa battere un po’ il cuore. Dopo tutto questo sproloquio, vi suggeriamo, vi invitiamo, vi imploriamo di rifarla, perch? questa possa conquistare anche voi! Se non dovessero esserci amarene nei paraggi, invitate ad unirsi un’altro frutto che condivida con queste una nota leggermente asprigna, magari dei lamponi, dei ribes, forse anche delle more e fra qualche tempo le susine, ma fatela! (altro…)

Cake d’avena al limone, miele e pistacchi

IMG_7830

Come si pu? ben immaginare, qui la festa della mamma ? quasi pari ad eventi come compleanni e simili. Che qui, questa mamma, si deve festeggiare e celebrare. Mi piace l’idea di coccolarla, il vedere quel sorriso un po’ commosso stampato sul suo viso ogni volta come se fosse la prima. E cos?, ? un po’ come se i ruoli si invertissero. Mi diverto a farla stare un po’ sulle spine, stuzzicandola e preannunciandole che s?, sar? un gran giorno! In realt? non abbiamo mai ben capito, se la festa della mamma sia l’8 maggio o la seconda domenica di maggio. Sono quelle date che un po’ ci confondono, come la pasqua. E siccome non volevo trovarmi sprovvista n? per l’uno n? per l’altro giorno, gioved? pomeriggio ho impastato i suoi biscotti preferiti, quelli di frolla, facendoglieli trovare per colazione e dicendole che era solo un assaggio della giornata che la avrebbe aspettata domenica. Le aspettative dunque erano alte. Sabato pomeriggio ho impastato una torta da colazione, semplice e profumata: volevo qualcosa che potesse accompagnare le sue mattine (ricordate mica che lei ? quella che senza dolcetto a colazione non sa stare?) e, soprattutto, volevo che fosse una torta inventata da me. Non so quali siano stati i principi astrali fondamentali e assoluti che mi abbiano convinta che “s?, di farina ne sarebbe bastata?cos?” e grazie a quali proporzioni io sia riuscita a bilanciare ingredienti liquidi e solidi, fatto sta che ho sperato in un miracolo, ho versato tutto nello stampo da plumcake e infornato fin quando la superficie affermava silenziosamente di averne abbastanza, di tutto quel caldo. Poi l’ho sfornata, messa in un vassoio e nascosta accuratamente nel mobile della mia stanza dove conservo tutte le caccavelle. Domenica mattina mi sono alzata presto, ho dato da mangiare ad un micio impaziente che pretendeva la sua pappa (senza il quale, per?, non mi sarei mai alzata), e ho iniziato a sistemare la lavastoviglie cercando di provocare un rumore il pi? silenzioso possibile. Poi la tovaglia, i papaveri, il t? caldo (rigorosamente verde e profumato alle rose, d’obbligo per la festa della mamma), le scodelle di yogurt, il barattolo dei fiocchi d’avena, un libro minuziosamente impacchettato e il vassoio con la torta. Nel frattempo, immaginavo?che la mamma fingesse di dormire per lasciarmi quanto pi? spazio possibile, e invece dormiva di un sonno profondo. Insomma, al fatidico e temuto momento dell’assaggio, la torta si ? presentata davvero buona, morbida e sofficissima, con un bel sentore di pistacchi. Il regalo, poi, ? stato decisamente apprezzato. Questo ? il ricordo di una torta parecchio buona, di una bella mattinata ed un augurio ad una mamma speciale. (altro…)

Tortine di grano saraceno, nocciole e sciroppo d’acero

IMG_7488-2

Poco pi? di una settimana fa, ci ? arrivato un pacco speciale e tanto atteso. Ma le cose si son fatte divertenti quando il suo gemello, apparentemente disperso, a distanza di poche ore dall’altro ha bussato alla nostra porta. Dopo esserci corteggiate tanto virtualmente, a Dicembre siamo riuscite ad incontrare Margherita a Firenze (e anche a scroccarle un passaggio in macchina) per davvero e, quando il tempo tiranno ha deciso che era il momento di salutarci, ci siamo lasciate con la promessa di uno sciroppo d’acero direttamente dal Canada. Cos?, circa tre?mesi fa la prima boccetta di sciroppo d’acero ? partita da Montreal per arrivare fino alle coste Siciliane. Dopo due mesi di attesa, per?, abbiamo abbandonato le speranze, supponendo che il pacco fosse rimasto in dogana o che qualcuno si fosse preparato dei pancakes per colazione. Fatto sta che la nostra bella amica (che non smetteremo probabilmente mai di ringraziare) non si ? arresa e ci ha fatto avere una nuova confezione di sciroppo d’acero facendo s? che la spedizione partisse dall’Italia. Quando ? arrivato non abbiamo potuto non esserne entusiaste e quasi timorose di aprire quel barattolo di oro liquido per paura di finirlo. Talvolta per? nella vita accadono situazioni bizzarre, quasi come se questa si divertisse a prenderci un po’ in giro e, quando poche ore dopo il portiere (quello che trattiene i nostri libri…se solo avesse saputo quale magnifico tesoro si celava dentro quei pacchetti!!!) ci ha fatto sapere che c’era ancora un pacco per noi, tutto avremmo potuto immaginare tranne che fosse il fratello naufrago dato per disperso. Si pu? forse immaginare quanto fossimo contente che il pacco non fosse andato perso e grate a Margherita? C’? da dire che, per noi, lo sciroppo d’acero ? una vera e propria droga. Della serie che ci potremmo fare il bagno dentro. Quindi un regalo simile, per noi, non poteva che essere prezioso come l’oro. E poi, lo sciroppo d’acero canadese, quello vero, ?, ?a va sans dire, tutt’altra cosa: altro che quello del supermercato, anche se bio. Come prima ricetta quindi non potevamo che affidarci a lei, che lo sciroppo d’acero lo conosce bene. Le modifiche che abbiamo apportato sono minime e fatte non perch? pretendessimo di migliorare la sua ricetta, ma pi? per mancanza di ingredienti e piccole distrazioni nel distinguere cranberries e amarene denocciolate distribuite in modo disordinato negli scaffali del market. Hanno riscosso un bel po’ di successo, sia in casa dove, avendone sfornato doppia dose, ci abbiamo fatto colazione e merenda per parecchi giorni di fila, sia fra amici e colleghi. Insomma, cara Margherita, un grazie ? riduttivo: per il doppio sciroppo d’acero, per le noci pecan che abbiamo voracemente sgranocchiato, per la dolcezza del gesto, per la ricetta magnifica, per quel passaggio in macchina tra le verdi strade toscane e per la mattinata passata insieme. (altro…)

Torta di miglio, rabarbaro e pepe rosa

Oggi questo piccolo spazio compie due anni. Strano da pensare che sia passato tutto questo tempo, quando ci sembra ieri che ci sedevamo davanti il computer, pronte a pubblicare un pane di segale che ci avrebbe introdotte in questo mondo virtuale. Dire che il blog sia una parte di noi ? probabilmente riduttivo: ? il nostro impegno di ogni sera, ? l’attivit? che ci permette da fuggire da una realt? quotidiana che ci sta troppo stretta. E anche dopo una giornata faticosa, quando tutto ci? di cui avremmo bisogno sarebbe metterci a letto e goderci un po’ di riposo, sfogliare foto e battere sulla tastiera risulta essere decisamente pi? terapeutico. Ne abbiamo passate tante, e il blog ? un piccolo diario che racconta il nostro percorso. Un percorso che punta sempre a migliorarci, superarci senza mai smettere di essere noi stesse. ? l’amore per una cucina naturale, semplice, leggera, che fa bene a corpo e spirito. ?, ancora, l’amore fra una mamma e una figlia. E per la cucina, per la fotografia, per il puro diletto di esprimerci e raccontarci. Abbiamo ancora tanto da imparare, ma il bello ? proprio questo. E questa volta ci abbiamo anche messo la faccia (e le mani, e la cucina…e un giorno fra riprese e risate).
Quando abbiamo trovato il rabarbaro a Palermo, quasi non ci potevamo credere. ? un po’ l’ingrediente feticcio di cui si ? sempre alla costante ricerca, e ci chiediamo d’altronde chi, se non chi possiede un blog di cucina, conosca e si possa far venir in mente di comprare questo ortaggio. Ovviamente il pensiero ? volato subito ad una possibile torta per questo giorno, che la rendesse un po’ speciale. Le fragole, con il rabarbaro, erano poi d’obbligo. E ancora, meravigliosa la nota profumatissima e leggermente piccante del pepe rosa. Insomma, a noi ? piaciuta tanto, e volevamo qualcosa che fosse semplice e non troppo dolce, come i dolci che ci piace mangiare, ma che avesse un po’ quello sprint in pi? che solo il rabarbaro poteva darle.
Fra sorrisi imbarazzati e mani in pasta, questo ? il nostro modo di esprimere la nostra passione e il nostro amore per quella che ? diventata un’abitudine, un’attivit? quotidiana alla quale non potremmo pi? rinunciare. (altro…)

Torta rovesciata di pere, grano saraceno e cardamomo

IMG_5989 copia

Un po’ della serie “non dire al contadino quanto sian buone le mandorle?con le pere”. Ma in realt?, che mandorle e pere insieme fossero splendide, lo avevamo scoperto l’anno scorso. Ed allo stesso modo, mandorle e grano saraceno ci avevano gi? conquistate. La genialit? ? stata unire tutto insieme in una sola torta (e aggiungere il cardamomo)! C’? poi da fare una piccola digressione, sulle pere: non ? facile che questi frutti cos? comuni entrino a casa nostra. Non perch? non si trovino o altro, ma perch? alla pi? piccola di noi non piacciono per niente. Eppure da piccola, a casa della nonna, non faceva altro che farsi imboccare, tra un gioco e un altro, di fette di pera. Sinceramente, non ricordo mi siano mai piaciute. Credo che il farsi imboccare continuamente di pere consistesse pi? in un fatto di pigrizia e comodit?: trovare la frutta gi? denocciolata e pronta per fare il trenino nella propria bocca ? sicuramente pi? esaltante e meno noioso (e lascia pi? spazio ai giochi) che dover sbucciarsi la frutta da s?. Fatta questa piccola parentesi – scrivendo male stava uscendo perentesi, guarda un po’… -, qualche settimana fa abbiamo comprato delle pere. E siccome non si consumano cos? facilmente, ci abbiamo fatto questa torta qui. (altro…)

Ciambella di mais all’arancia e olio extravergine d’oliva

IMG_5595

Da un po’ di tempo, forse addirittura qualche mese, qualcuno chiedeva di una torta all’arancia. Il problema qui ? che, prima di concepire una ricetta, di tempo ne passa. La prima fase consiste nell’indugiare se preparare o meno la torta, la seconda, pi? complicata, ? la scelta della torta. E queste fasi possono durare anche settimane! La terza, la pi? difficile ma sicuramente la pi? produttiva, ? quella durante la quale si parte da una ricetta per crearne una nuova, propria, cucita alle nostre esigenze. E cos? ? nata, una domenica mattina, questa torta. S? per smaltire le cassette da 10kg di arance che l’uomo di casa compra imperterrito (e adesso che sono quasi finite, chiss? come far?!), s? perch? questo qualcuno voleva una torta di arance da dicembre, forse anche prima. Quello che ne ? uscito fuori, mescolando farine e sapori diversi, ? questa ciambella: morbidissima – pu? una torta essere quasi troppo morbida? -, non troppo dolce, semplice e meravigliosa per la prima colazione. Il dolce, a nostro avviso, ? piuttosto bilanciato: non c’? troppo zucchero e prende dolcezza anche dalle arance, dall’olio e dalla farina di mandorle?e l’abbiamo gi? preparato due volte! Poi insomma, avevamo comprato il cos? tanto agognato e desiderato stampo a ciambella… dovevamo pur inaugurarlo! (altro…)

Muffin d’orzo e banana per colazione

IMG_5178

Dopo aver finito i vari pani che vi abbiamo proposto qui sul blog, avevamo bisogno di qualcos’altro che potesse arricchire le nostre colazioni. Solitamente ci accontentiamo di qualcosa di molto semplice, immancabili yogurt e frutta fresca di stagione, accompagnati da una buona manciata di fiocchi d’avena e frutta secca che ci consenta di arrivare almeno a met? mattina. Poi ogni tanto capitano dei biscotti fatti in casa o una fetta di una torta semplice, che in effetti non dispiacciono mai. Proprio per questo, e per una mamma che “ho bisogno di un dolcetto a colazione, altrimenti non reggo!” abbiamo rispolverato questa ricetta che stava sulla nostra to do list da tempo, cercando qualcosa di semplice, buono, salutare e non troppo raffinato. Ed in effetti, abbiamo trovato proprio quello che cercavamo: dei muffins ?dal sapore delicato, sofficissimi e perfetti per iniziare la giornata nel pi? semplice dei modi. Ovviamente non sono dei cupcakes burrosi e zuccherini, ma noi li abbiamo adorati proprio per questo. Che poi, tutto quello che sta in un pirottino ci piace sempre, ? gi? porzionato e ti fa ciao dagli stampi in attesa di essere posizionato accanto ad una tazza di tea e un vasetto di yogurt. La cosa bella di queste tortine ? che non c’? neanche un grammo di zucchero (saccarosio), ma viene tutto dallo sciroppo d’acero e dagli zuccheri gi? presenti nella frutta. La ricetta originale prevedeva dei mirtilli freschi ma, non essendo stagionali, abbiamo deciso di usare quelli secchi, ma non vediamo l’ora, quando sar? stagione, di provarli anche con quelli freschi e succosi.?Buona colazione, allora! (altro…)

Cake di mele, nocciole e avena

IMG_4330

? buffo come, sebbene i dolci di mele siano quelli che pi? ci piacciono (insieme a una piccola grande mania per i banana breads), sul blog compaiano davvero poche torte di mele. La torta di mele per eccellenza, per noi, deve essere rustica, semplice, leggera da poterne mangiare tanta quanta ne vogliamo. Insomma… che c’? di meglio di una fetta di torta di mele – che sia a colazione o a merenda – che sia incredibilmente “grezza”? Non a caso, una delle nostre preferite ? a base di olio e yogurt.
Cos?, quando il nuovo staff di ReCake ha proposto un cake di mele che rappresentava tutto ci? che noi cerchiamo in un dolce, non potevamo non partecipare. Vuoi o non vuoi, non riusciamo a non modificare una ricetta e adattarla ai nostri gusti, dunque abbiamo leggermente ridotto lo zucchero in quanto non amiamo i dolci troppo zuccherati e abbiamo deciso di sfruttare gli zuccheri naturali della frutta. Poi ancora farina di grano saraceno, che nelle torte rustiche non riusciamo mai a farci mancare. Viste le modifiche, partecipiamo fuori gara, senza per? pentirci della nostra scelta ed innamorandoci di un dolce che torner? presto sulla nostra tavola (vi basta sapere che, nel giro di 24 ore, l’abbiamo gi? preparata due volte ;-)) (altro…)

Tarte tatin con sfoglia al farro e sciroppo d’acero

La storia della nostra tarte tatin ? piuttosto buffa: innumerevoli le volte che l’abbiamo preparata, o perch? ci mancava la teglia adatta, o perch? non avevamo caramellato bene le mele. Dopo aver provato diversi tentativi l’anno scorso, senza una teglia che andasse bene, ci siamo nuovamente dedicate, nelle scorse due settimane, ad un’incessante e seriale produzione di tarte tatin, mirando ad elaborare la torta perfetta per noi. La ricetta vincente si ? rivelata uno strato di mele caramellato con sciroppo d’acero e coperto da uno strato di pasta sfoglia (che, ormai, sappiamo fare a memoria!).
Qualcuno avrebbe anche osato dire che questo sia il suo dolce di mele preferito, lo stesso qualcuno, dopo averla mangiata ininterrottamente per due settimane, lo avrebbe definito il suo dolce preferito, in assoluto.
Vi salutiamo per qualche giorno cos?, con uno dei dolci pi? francesi che ci siano mentre noi ci prendiamo una piccola pausa…indovinate proprio dove?

(altro…)