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dolci al cucchiaio

Cena di fine estate // End of summer dinner party

This post was made in partnership with Panasonic

È da decisamente troppo tempo che non ci facciamo vive qui sul blog: vuoi per una cosa, vuoi per un’altra, questo spazio è restato in pausa forzata decisamente per troppo tempo. Sono successe talmente tante cose in questi mesi che elencarle tutte è impossibile, ma ci siamo ritrovate con una serie di ricette e di post (sì, quel famoso post su Praga!) da ultimare senza mai riuscire a trovare effettivamente il tempo di farlo.

Tra la decisamente infinita carrellata di novità, di cui prima o poi vi parleremo, c’è l’uscita imminente del nostro libro. Proprio la settimana scorsa, infatti, ci sono arrivate a casa la bellezza di 100 copie rappresentanti il coronamento di un anno (tra consegna del manoscritto, impaginazione e pubblicazione) di lavoro. È incredibile quanto possa essere realmente soddisfacente il leggersi e vedersi su carta stampata (soprattutto quando ciò avviene per più di 250 pagine!). Rimaniamo sempre della convinzione che ci saremmo potute superare anche di più, ma una vota preso in mano il libro tutte le incertezze sono svanite e un grande senso di soddisfazione ha preso il loro posto. Non è importato più nulla, se non il fatto che siamo riuscite a raggiungere un traguardo che qualche anno fa avremmo creduto impossibile, siamo riuscite a realizzare uno dei sogni della nostra vita. E cosa potremmo chiedere più di questo in questo momento?

Accantoniamo un attimo il discorso libro, però, al quale dedicheremo un post apposito, completo di date per il tour promozionale e dettagli su ciò che troverete dentro, per presentarvi il post di oggi: è l’uno settembre, fine ufficiale del concetto di estate – quale modo migliore, perciò, per chiudere in bellezza l’estate se non con una cena estremamente colorata, magari da consumare in terrazzo con i propri amici più cari, raccontandosi di ciò che è successo durante l’estate e lasciandosi cullare dai primi accenni di vento?

Era da tanto che pensavamo ad un post simile e abbiamo pensato di realizzarlo veramente grazie alla collaborazione con Panasonic e al lancio del nuovissimo hand blender. Era da un anno infatti che il nostro vecchio frullatore ad immersione era definitivamente deceduto nel tentativo di preparare un gelato di banane con le banane congelate, ed era un anno che ne eravamo del tutto sprovviste. Se cucinate perennemente e senza mai fermarvi come noi, saprete bene quanto un frullatore ad immersione sia fondamentale in cucina: potete quindi immaginare quanto l’anno passato sia stato difficile. Così, quando abbiamo avuto per le mani il nostro nuovo hand blender, decisamente superiore a quello precedente e completo anche di frusta e box per triturare le verdure, usarlo per qualsiasi cosa ci venisse in mente era necessario: e così abbiamo fatto.

Per il menù, abbiamo pensato a cibo quanto più semplice e stesso tempo colorato e raffinato potesse venirci in mente: per iniziare non poteva mancare una “snack board” ovvero un tagliere con “formaggi” fermentati di frutta secca (a base di mandorle e noci di macadamia) e un delizioso hummus di melanzane affumicate (probabilmente, l’hummus più cremoso che abbiamo mai preparato!) da accompagnare con frutta, olive, verdura e crackers di semi. Siamo poi rimaste su qualcosa di molto leggero, reinventando i classici “spaghetti” di zucchine in una chiave decisamente più gourmet dei classici pomodorini con olio e sale: ci siamo ispirate ad uno dei piatti mangiati a Praga, cercando di ricreare tutti i sapori e le sfumature che avevamo trovato in quella pietanza (salsa al miso e pomodoro, funghi marinati, “parmigiano” di noci) e, dopo diversi tentativi, possiamo dire di avercela fatta. Quanto all’immancabile dessert, avendo finalmente delle fruste a disposizione, non potevamo finalmente montare l’aquafaba e scoprire cosa ne sarebbe venuto fuori? Siccome le meringhe sono decisamente troppo dolci per noi e, però, una mousse classica al cioccolato fondente sarebbe stata un po’ scontata, quello che abbiamo pensato è stato “e se, sì, facessimo una mousse ma al cioccolato bianco? E se il cioccolato bianco lo creassimo noi?!”: detto fatto; ne è uscita fuori una mousse deliziosa, decisamente bilanciata e estremamente soffice e spumosa.

Vi lasciamo dunque a questa infinita caterva di ricette, promettendovi che ci faremo sentire quanto prima da queste parti per parlarvi finalmente di Praga, dedicare l’importanza che si deve al nostro libro e molto altro. Buona fine estate! (altro…)

Biscotti gelato con frozen yogurt alle fragole // Vegan strawberry froyo cookie sandwich

(Scroll down for english recipe) Sembrerebbe essere un anno fortunato sotto svariati fronti, ma un po’ meno sotto altri. Questi “altri” un po’ meno fortunati, riguardano principalmente lo stomaco di Marta che quest’anno non vuole avere pace. Dopo i fastidi di qualche mese fa, infatti, che sembravano essere stati spergiurati grazie ad un focus particolarmente attento (più del solito) a cosa mangiare e cosa no, questo weekend per la più piccola di noi è stato decisamente da dimenticare, a causa di una brutta intossicazione che, oltre ad una terribile nausea e al farle perdere una quantità incredibile di liquidi, ha fatto sì che l’unica cosa che riuscisse a mettere nello stomaco fosse riso basmati e zucchine al vapore – decisamente niente di troppo eccitante da condividere qui.

Per fortuna, però, avevamo in cantiere da un po’ questi meravigliosi biscotti gelato (di cui abbiamo preparato dosi così massicce da riempire eccessivamente il nostro freezer, dove adesso non c’è più spazio) e, una volta ripresa e tornata la voglia non soltanto di mangiare ma anche di pensare a qualcosa di più appetitoso di una zucchina al vapore, siamo qui adesso a condividere questa ricetta.

Anche se non è ancora arrivato il 21 giugno, visti i 40°C nella grande maggioranza delle città italiane, possiamo effettivamente affermare quanto l’estate sia già scoppiata. È la stagione del mare, delle vacanza dopo un anno di lavoro intenso, dei vestiti leggeri, delle insalate piatto unico, del “ma sì, ormai è tardi per la prova costume, ci penserò l’anno prossimo”, degli esami per molti, dell’uscita del nostro libro (!!!) e, imprescindibilmente, quella dei gelati. E siccome sappiamo quanto l’estate sappia essere calda qui in Sicilia, abbiamo pensato bene di prepararci e produrre gelati rinfrescanti come se non ci fosse un domani.

Quando si tratta di gelato, ci piace qualcosa che sia fresco e leggero ma che, allo stesso tempo, sia cremoso e ci lasci soddisfatte e appagate. Proprio per questo, il frozen yogurt per noi è sempre la risposta esatta. E poiché fuori, è sempre un po’ difficile trovare un gelato che rispecchi le nostre pretese ma che sia anche senza latticini, abbiamo ben pensato di prepararcelo noi stesse. È bastato frullare insieme fragole, yogurt di anacardi (ma abbiamo provato anche con lo yogurt di cocco e il risultato è stato ugualmente buono) e un goccio di sciroppo d’acero et voilà! ne è venuto fuori un perfetto frozen yogurt, vegan e tanto sano, da mangiare sempre. Poi, perché un frozen yogurt per i nostri standard era un po’ troppo semplice da proporre qui sul blog, abbiamo deciso di rendere il tutto un po’ più goloso e consistenze e infilarlo dentro un paio di biscotti ai fiocchi d’avena.

La cosa bella di questa ricetta è che racchiude due ricette in una: il gelato può essere mangiato in coppetta (o direttamente dentro la vaschetta con un cucchiaio) e i biscotti, a base di fiocchi d’avena, farina di grano saraceno, nibs di cacao e sciroppo d’acero sono poco zuccherini e perfetti per essere tranquillamente mangiati a colazione. Ecco, a dirla tutta, se avete un po’ di tempo per tirar fuori i gelati dal freezer preventivamente, potete tranquillamente mangiare uno di questi per colazione: d’altronde si tratta semplicemente di yogurt, frutta e fiocchi d’avena, no? ;-) (altro…)

Crumble di nettarine e rosmarino // rosemary and nectarines crumble

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(English version below) Uno dei dolci che più amiamo in assoluto è sicuramente il crumble: estremamente versatile, veloce, facile e a prova di sbaglio. Che sia inverno, e che quindi si tratti di un confortante teglia con mele e cannella, o estate – e qui via libera a tutta la succosa frutta estiva -, il crumble è uno di quei dolci con i quali non si può sbagliare mai. Che basta “condire” un po’ di frutta da un lato e impastare briciole dall’altro in meno di cinque minuti, poi mettere tutto in una teglia e dimenticarselo in forno per una 40ina di minuti, mentre magari si guarda una puntata di Mr. Robot – la nostra ultima fissazione – o magari mentre si cena, così da avere un dessert in poco e niente quando si ha bisogno di una coccola dolce. Insomma, per noi il crumble rappresenta davvero il dolce perfetto, quello che ci ha salvate in più di un’occasione: durante il 18esimo compleanno della più piccola di noi, che dopo essersi resa conto che la “torta principale” non sarebbe mai bastata per soddisfare lo stomaco di tutti gli invitati, è stato proprio un crumble di mele a venirci incontro. E ancora durante numerose cene/pranzi, dopo esserci rese conto di non aver pensato ad un dolce e con poca fantasia, il crumble ha sempre rappresentato la nostra salvezza. Perché insomma, diciamocelo, chi non ha sempre, pur quando manca tutto, un paio di mele o altra frutta in frigo? E quale miglior modo per “salvare” della frutta troppo matura o poco saporita? Il crumble di oggi è quello che prepariamo da mesi ormai e che adattiamo a qualsiasi frutto ci capiti fra le mani: in questa versione con pesche e rosmarino, un abbinamento che abbiamo davvero adorato. Per quanto riguarda le briciole, invece, si tratta semplicemente di fiocchi d’avena, farina di mandorle, olio di cocco e sciroppo d’acero (insomma, ingredienti che si difficilmente mancano in dispensa…). Adesso, è vero che siamo in estate e meno si può accendere il forno, meglio si sta, ma per questo crumble vi consigliamo di fare un’eccezione!

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Chia pudding con fragole, pesche e maca

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Dobbiamo confessarlo: ultimamente nutriamo un amore spassionato per i semi di chia. Oltre ad essere estremamente versatili in qualsiasi ricetta preveda un uovo, costituiscono anche la base per fetta per un “pudding” dalla consistenza quasi gelatinosa. Adesso, ? vero: ? da anni che girano sul web ricette a base di pudding di semi di chia, ma la verit? ? che noi non siamo mai riuscite a farcelo piacere. E persino due?anni fa, quando il pudding di chia era una novit?, ma noi gi? lo conoscevamo perch?, durante il nostro viaggio in Belgio e le infinite tappe da Le Pain Quotidien, il nostro intermezzo quotidiano era proprio un pudding di chia e latte di cocco, dobbiamo confessare che era pi? una scusa per poterci portare a casa un paio di barattoli weck (in cui, appunto, era servito il pudding da portar via). Dopo anni, per?, sentiamo di aver fatto pace don questa colazione che abbiamo tanto disprezzato: infatti, la base di fragole e pesche (qui nettarine, ma stanno decisamente bene, se non addirittura meglio, quelle bianche), profumata da un tocco di vaniglia e dal sapore caramellato della maca – quel superfood di cui vi parlavamo qui – addolcisce perfettamente il chia pudding, che altrimenti sarebbe troppo blando e non troppo appetitoso. Fragole e pesche possono tranquillamente essere sostituite?da altre bacche e da un altro frutto dolce, ma mantenete sempre un frutto un po’ pi? acidulo (mirtilli, lamponi…) ed uno pi? dolce. Quanto al topping, noi ci siamo mantenute su qualcosa di piuttosto semplice, ma voi divertitevi come pi? vi pare: granola, burri di frutta secca, noci, more di gelso disidratate sono un’esempio, giusto per nominarne qualcuno.? (altro…)

Semifreddo raw alle ciliegie (vegan)

semifreddo raw alle ciliegie e vaniglia

Dalla fine della stagione delle ciliegie dell’anno scorso, i successivi mesi, fino a qualche giorno fa, sono stati un quotidiano lamentarsi, da parte della pi? piccola di noi, e un continuo interrogarsi su quando avrebbe potuto farne nuovamente scorpacciate. Cos? da un paio di settimane a questa parte, con l’arrivo di Maggio e l’aumento delle temperature, la richiesta (e il bisogno!) di nutrirsi di ciliegie si ? fatta sempre pi? impellente. Non ci siamo lasciate tentare da quelle pallide e asprigne del supermercato, sapevamo bene ci? che volevamo e cercare di placare la mancanza?con qualcosa che non fosse all’altezza dei nostri desideri non sarebbe stata la soluzione. Cos?, lo scorso?sabato mattina, nel vedere delle ciliegie biologiche grandi, scure e perfette dai nostri produttori di fiducia ? stato un evento talmente grandioso da portare la pi? piccola di noi a saltellare nervosamente nel desiderio di impossessarsene il prima possibile. Il primo, il secondo, e tutti i seguenti assaggi non hanno decisamente deluso le aspettative, anzi! E dobbiamo dirlo: se non fosse stato che questa torta (per la quale abbiamo preso delle ciliegie in pi?, cos? da non farcele mancare) ? risultata estremamente buona e decadente, ci saremmo senza dubbio rammaricate nell’aver sottratto alle nostre pance – ma, soprattutto, al nostro spirito – quelle ciliegie in pi?. Abbiamo passato dunque la nostra domenica, inebriate dal dolce sapore delle ciliegie, piantando gerani sul nostro balcone e stratificando basi di datteri, noci e cioccolato, creme?di anacardi alla vaniglia ed altre, tintesi di rosa, alle ciliegie. La ricetta proviene da uno dei soliti acquisti ossessivi compulsivi su Amazon direttamente in lingua originale: Clean cakes, un libro splendido di dolci naturali, senza glutine, realizzati con ingredienti integrali e salutari e, la maggior parte, vegani o facilmente veganizzabili. Della ricetta originale abbiamo modificato ben poco, giusto delle noci al posto delle noci del Brasile, per mancanza di queste ultime a casa, e insignificanti elementi. La torta – che abbiamo pensato di chiamare semifreddo, per via della consistenza e della temperatura a cui viene servita – ha avuto talmente successo che, con?la scusa di “affinare i bordi” per fotografarla, siamo riusciti a mangiarne forse pi? di quanta non ne sia rimasta. Che aspettate dunque? Iniziate a mettere quegli anacardi ammollo e frullare le ciliegie…

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Pancakes di banana e avena

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Se due settimane fa la nostra cucina era un continuo “impolpettare”, quella appena appena passata ? trascorsa tra frittelle e crepes, di qualsiasi genere, dolci e salate, dalle pi? semplici alle pi? elaborate. Ne abbiamo mangiate talmente tante (e anche, sinceramente, davvero buone) da, per?, stancarcene al punto tale di aver deciso di metter da parte il capitolo per un po’ di tempo. E in questo continuo sperimentare, tra prove pi? e meno convincenti, la mattina di Pasquetta ne ? uscita fuori questa ricetta. Banane, fiocchi d’avena, farina e latte di mandorle, ingredienti sempre a portata di mano, per dei pancakes talmente semplici da essere buonissimi. Cos?, piuttosto che arrostire carne – che per due che non mangiano carne da cinque anni non risulta una prospettiva particolarmente allettante -, ci siamo dedicate allo scaldare olio di cocco su padelle ben calde e rigirare frittelle alla banana, sormontate da una buona dose di mirtilli e lamponi?(ecco, forse non propriamente di stagione, ma decisamente il nostro modo preferito di mangiarli…). Il risultato ? stato talmente apprezzato da far esclamare persino ad una consumatrice ossessivo-compulsiva di porridge con burro di mandorle che, ecco, questi potrebbero diventare una abituale variante per la colazione della domenica. Quanto al gusto, i pancakes risultano gi? piuttosto dolci grazie alla banana e all’aroma dato dalle mandorle usate in tutte le sue varianti (farina e latte), perci? potreste semplicemente desiderare di mangiarli cos?, “nature”, con dei frutti di bosco o fragole per aggiungere un po’ di freschezza, come la pi? piccola di noi. Qualora, invece, vi doveste sentire?un po’ pi? indulgenti, come la pi? grande di casa,?e avere a casa ancora un po’ di quello sciroppo d’acero arrivato direttamente dal Canada per grazia di amiche speciali, versate un goccino di sciroppo d’acero sui pancakes ancora caldi e godetevi una colazione deliziosamente dolce. (altro…)

Frozen yogurt al mango

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Un po’ pi? in linea con l’asfissiante caldo di questi giorni (non sappiamo voi, ma qui l’umidit? ? all’80%…), un gelatino fresco e velocissimo per chi, come noi, non ha il privilegio di poter godere di alcuno strumento per rinfrescarsi fuorch? un ventaglio e un vecchio ventilatore. Perch?, diciamocelo, chi ? che non ama il gelato? Per dire, noi non siamo grandi mangiatrici di dolci, a meno che non si parli di cake semplici per la prima colazione o torte rustiche e asprigne, ma il gelato ? il nostro punto debole. Quando la pi? piccola di noi era davvero piccina, non c’era verso che mangiasse alcun dolce o torta, nemmeno quelle fatte in casa, ma il gelato…oh, il gelato era tutt’altra storia. E lo ? ancora. Per quattordici anni, il gusto immancabile nella coppetta o brioche (ah, la brioche con il tuppo siciliana! Cose che voi umani…) che fosse ? stato il pistacchio. Rigorosamente di Bronte. Gli altri gusti poco importavano (ancora quello alla fragola aveva qualche chance), ma quello era essenziale. Poi qualcosa ? cambiato e si sono fatti volentieri spazio nuovi gusti come quello allo yogurt, vari gelati alla frutta e, se fatto bene, anche quello alla cannella – che, personalmente, gelati al biscotto et similia non ci attraggono per niente -. Dunque, gelato. Qualche settimana fa, guardando Jamie Oliver in tv, ci siamo innamorate del suo gelato super fast: yogurt, frutta congelata, miele o sciroppo d’acero per dolcificare. Frulli e hai bello che pronto il tuo frozen yogurt: roba da perderci la testa. Niente gelatiera, niente creme da preparare il giorno prima e, soprattutto, niente pesantezza: unica accortezza il congelare la frutta o, quantomeno, avere della frutta congelata nel freezer. Jamie lo proponeva in due versioni, mango e frutti di bosco, e poich? gi? un gelato con i frutti di bosco da queste parti, l’anno scorso, era gi? comparso, ci siamo fatte prendere da un’improvvisa voglia di mango. Piccola nota: Jamie lo serve appena frullato, ma nel nostro caso ? risultato un po’ troppo liquido e lo abbiamo dovuto tenere?un po’ in freezer perch? ottenesse la consistenza di un gelato. E ancora, se riuscite, lasciate qualche piccolissimo pezzo di mango intatto che, sotto il cucchiaino, ancora gelato, per noi ? una meraviglia. (altro…)

Crumble integrale di ciliegie e nettarine

Pianifichiamo le nostre vacanze, in ritardo sugli ultimi e fondamentali impegni da sbrigare per rendere certo il nostro viaggio che mira verso mete golose (e cioccolatose, meno male che l? c’? fresco) a poco pi? di una settimana di distanza. Accendiamo un po’ meno il forno, senza mai abbandonarlo, non diciamo mai no alla nostra abituale tazza di tea verde bollente a colazione nonostante il caldo si faccia sentire e siamo un po’ in ritardo con l’abbronzatura. Prepariamo uno sfizio per concludere in dolcezza i nostri pasti o per iniziare col piede giusto le nostre giornate.


Ingredienti
per il crumble:
90g di farina integrale Molino Rossetto
20g di farina di mandorle
40g di zucchero grezzo di canna
50g di burro freddo

per la frutta:
450g di ciliegie denocciolate
4 pesche nettarine, sode
2 cucchiai di zucchero grezzo di canna
1 cucchiaino scarso di zenzero in polvere
1 lime, il succo

creme fraiche o yogurt greco, per servire

Procedimento:
Snocciola le ciliegie e mettile in una ciotola con le nettarine tagliate a cubetti. Condiscile con lo zucchero e lo zenzero, poi irrora con il succo di lime e lasciale riposare mentre prepari il crumble. Preriscalda il forno a 200?C. In una ciotola unisci la farina integrale e la farina di mandorle, lo zucchero di canna e il burro freddo a tocchetti. Impasta con la punta delle dita fino ad ottenere delle briciole. Trasferisci la frutta in una pirofila di 22×16 cm, copri con il crumble e inforna per 30-35 minuti. Servi freddo o tiepido con un cucchiaino colmo di creme fraiche o con dello yogurt greco.

Tartelettes au citron meringu

Mettere in scena uno spettacolo ? proprio bello. Con un sacco di b e punti esclamativi. Anche se non sei la protagonista sai di avere un pubblico, un tuo ruolo nello spettacolo e cos? tanto trucco come mai prima – e in futuro! Perch? s?, prima di raccontare tutto, c’? questa piccola parentesi trucco per una che non si trucca mai: troppa matita nera intorno agli occhi che, oltre a farmi lacrimare a pi? non posso, non hanno voluto sapere di andarsene per due giorni lasciandomi sembrare un piccolo panda; per fortuna poco cerone, che sono abbastanza latticina di mio. Quanto alla tragedia, abbiamo rappresentato Ifigenia in Aulide. Per chi non conoscesse la storia, molto, molto brevemente, narra del sacrificio di Ifigenia da parte del padre, Agamennone, che per attirarla in Aulide e far s? che i venti tornino favorevoli, le prospetta un matrimonio con Achille meditando di sacrificarla. Ma la storia ? servita da sfondo ad un messaggio pi? importante: quello del femminicidio, delle donne strappate alla loro infanzia e di ogni forma di violenza che viene ad esse, a noi, applicato. E dopo aver danzato sul palco vestite candidamente di bianco, con sciarpe rosse come macchiate di sangue, con bambole e in una dimensione estranea a quella esterna e totalmente personale per ciascuna di noi, alla fine dello spettacolo abbiamo steso i nostri abiti come corpi al suono delle notizie mostruose dei telegiornali.

? stata un’esperienza importante per me, mi ha dato l’occasione di mettermi alla prova, superare le mie paure e stare l?, nuda, senza alcuna finzione, sulla scena. Un percorso senza dubbio lungo, con le sue difficolt? e le quattro ore di fila a provare, immobili, stanchi e senza voce, ma un albergo con piscina gratis e l’emozione imparagonabile hanno meritato senza ombra di dubbio la fatica e le ore di sonno perse – e il provare in una minuscola stanza fino alle due di notte prima della prima a bassa voce per non svegliare il neonato e neoteatrante figlio della nostra regista.

Queste tartelette sono cos? come noi donne: asprigne, forti come la farcitura al limone e dolci, morbide, burrose come il biscotto bretone che fa da base e la meringa che le sormonta. La ricetta ? di Rachel Khoo, dal suo libro “la Piccola Cucina Parigina” che varia alla classica lemon meringue pie con una base di biscotto bretone (meravigliosa!) e un curd al pompelmo. Visto che il pompelmo ci piace troppo per non mangiarlo natur abbiamo semplicemente variato il succo di pompelmo usando quello di limone, la galettes bretonnes sono rimaste quelle e il pepe nella meringa ? sparito e…niente, eccole qui le nostre tartelettes.

Ingredienti:
per la crema al limone:
100g di zucchero
90ml di succo di limone
1 uovo + 1 tuorlo
50g di burro a cubetti
1 cucchiaio colmo di amido di mais
1 pizzico di sale
la scorza grattugiata di 1 limone biologico
per le galettes bretonnes:
100g di farina 00 Molino Rossetto
75g di burro
60g di zucchero di canna
2 tuorli
5g di lievito per dolci
1 pizzico di sale
la scorza grattugiata di 1 limone biologico
per la meringa:
100g di zucchero
2 albumi (circa 60g)
40ml di acqua
1 pizzico di sale
Procedimento:
Prepara la crema al limone versando in un pentolino lo zucchero, il succo e la scorza di limone, il sale e l’uovo e il tuorlo leggermente sbattuti a fiamma bassa. Mescola e aggiungi l’amido di mais setacciato continuando a mescolare affinch? le uova non si separino. Quando la crema si sar? addensata e avr? raggiunto la consistenza della passata di pomodoro, toglila dal fuoco e aggiungi il burro, un cubetto alla volta, sbattendo con un frustino la crema e fallo incorporare. Trasferisci la crema in una ciotola, coprila con pellicola facendo s? che questa aderisca alla crema – evitando cos? che si formi una patina – e refrigerala per un’ora, meglio se tutta la notte.
Per la base amalgama il burro morbido con lo zucchero, il sale e la scorza di limone. Aggiungi i tuorli e sbatti ancora. Incorpora la farina con il lievito, aggiungili al composto e continua a battere fino ad ottenere un impasto omogeneo. Trasferiscilo in un sac-?-poche e spremilo in uno stampo per muffins ad un’altezza di 3-4 mm livellandoli con il dorso di un cucchiai bagnato d’acqua calda. Infornali in forno preriscaldato a 180?C per 8-10 minuti. Sforna e lasciali raffreddare bene.
Per la meringa metti lo zucchero in un pentolino con l’acqua su fuoco alto e cuoci per circa 10 minuti. Mentre aspetti che lo sciroppo sia pronto monta leggermente i bianchi con un pizzico di sale fino ad ottenere una leggera spuma. Quando lo sciroppo sar? pronto, monta gli albumi molto velocemente e versa lo sciroppo in un’unica colata sottile, continuando a montare finch? i bianchi saranno sodi e lucenti.
Componi il dolce spalmando la crema di limone sui biscotti seguita dalla meringa, poi lascia dorare la superficie della meringa sotto il grill molto caldo per pochi minuti, o usa una torcia per caramellare