Browsing Category

breakfast

Tortillas di barbabietole grain free // Almond beet wraps (Vegan, Paleo)

Questo post è stato creato in collaborazione con Panasonic

(English version below) Come probabilmente avrete visto su instagram, se c’è una cosa che al momento non riusciamo a fare quella è smettere di preparare qualcosa di nuovo ogni giorno. È vero: non sappiamo mai rinunciare alla nostra grande ciotola di insalata per pranzo (anche se quella che noi chiamiamo “insalata” è più una bowl piena di verdure arrostite, verdure fermentati, una proteina a scelta, il nostro immancabile avocado, un dressing al tahini e molto altro – decisamente non una noiosa “insalata di cartone”) ma in un modo o nell’altro, non c’è giorno che non ci troviamo a sperimentare qualcosa di nuovo o ad impastare con farine particolari.

In uno di quei giorni in cui la voglia di metterci all’opera era tanta e avevamo voglia di mangiare qualcosa di diverso, abbiamo pensato a dei tacos. Quelli che si trovano solitamente sono a base di farina di mais o di frumento, che non tolleriamo entrambi troppo bene, quindi avevamo bisogno di un’alternativa valida (ovvero, non delle semplici foglie di lattuga arrotolate), che si piegassero bene e sostenessero qualsiasi ripieno avessimo in mente.

La nostra solita soluzione quando abbiamo bisogno di qualcosa che non possiamo o semplicemente non ci ispira comprare per via degli ingredienti è ricreare quel qualcosa a casa! Perciò ci siamo fornite di una buona quantità di farina di mandorle, crusca di semi di psillio e farina di cocco per tentare di creare delle perfette, morbide e resistenti tortillas o wrap grain free. In più, siccome non ce la facciamo a non infilare verdure, colore e vitamine ovunque, abbiamo deciso di impastarle con del succo di barbabietola estratto grazie al nostro slow juicer Panasonic.

Le tortillas che ne sono venute fuori, dobbiamo ammetterlo, sono incredibili e life-changing. In base a quanto deciderete di cuocerle, saranno più o meno morbide e/o croccanti. Il sapore della barbabietola non è troppo presente e perfino il nostro uomo di casa, che si rifiuta categoricamente di mangiare qualsiasi cosa contenga rape, le ha apprezzate davvero tanto. Siccome con questa ricetta otterrete 8 piccole tortillas e magari non vorrete mangiarle tutte in una volta, potete semplicemente conservarle in frigo in un contenitore di vetro già stese e separate tra loro con un foglio di carta forno. (altro…)

Granola senza cereali // Grain free granola (Vegan, Paleo, Low Sugar)

(English recipe below) Una delle cose che non potrebbe mai mancare nella nostra dispensa è un buon vaso di granola. Perché, diciamocelo, la granola è un salva vita in tanti casi: è perfetta la mattina a colazione, da mettere nello yogurt o nel latte di mandorle, come topping per gelati e smoothie, da mangiare come snack o semplicemente quando si ha voglia di qualcosa di dolce e che sia allo stesso tempo sano.

C’è da dire, però, che evitiamo di comprare quelle già confezionate (anche quelle biologiche) perché spesso piene di zuccheri ed oli raffinati. Piuttosto, preferiamo prepararla a casa: ci sono pochi atti che ci confortano e rassicurano tanto quando una teglia di granola appena sfornata da sgranocchiare senza contegno con la consapevolezza che si tratti di un alimento sano e non processato.

La nostra ultima granola preferita e che continuiamo ad infornare praticamente ogni 3 giorni è questa granola senza cereali: al posto dei soliti fiocchi d’avena, infatti, in questa delizia troverete cocco in scaglie, mandorle e noci e di certo non ci sarà il rischio di una granola poco croccante! Inoltre, per mantenere un livello basso di zuccheri, abbiamo usato solo un po’ di farina di chufa e una quantità davvero misera di sciroppo di yacon, entrambi fonte di prebiotici e con un basso indice glicemico. A dirla tutta, la chufa non è neanche un dolcificante, ma un piccolo tubero ricco di fibre e ovviamente senza glutine, dal gusto naturalmente dolce. Lo sciroppo di yacon, invece, è uno dei dolcificanti naturali con il più basso indice glicemico che esistano: è anche questo fonte di fibre e i suoi zuccheri non vengono assorbiti dal nostro stomaco. Qualora non doveste avere farina di chufa e sciroppo di yacon, comunque, abbiamo incluso delle note su come sostituirli!

Quindi insomma, si tratta di una granola super sana, con tanti grassi buoni dalla frutta secca, naturalmente  dolce e con un basso indice glicemico. Inutile dire che la prima volta che l’abbiamo preparata ha resistito in casa per più di 24 ore, giusto? (altro…)

Superfood drinks con erbe adattogene // 3 Adaptogenic Tonics

(English recipes below) Se ci seguite sul nostro profilo instagram avrete probabilmente notato quanto, negli ultimi tempi, abbiamo perso la testa per gli adattogeni e le bevande calde e avvolgenti. È da un bel po’ di tempo, ormai, che alla nostra routine quotidiana si è aggiunta una tazza di matcha alla mattina e, se siamo a casa e possiamo perciò concederci le cose con calma e tranquillità, un’altra “pozione” – preferibilmente, nel pomeriggio, senza caffeina.

Ma, cosa sono gli adattogeni? Si tratta di erbe, o, come nel caso di chaga e reishi, di funghi medicinali, dal valore nutritivo estremamente concentrato e potente, in grado di aumentare e migliorare le condizioni psicofisiche. Il che significa che, se soffrite di sbilanciamenti ormonali, avete bisogno di qualcosa che migliori le vostre prestazioni, siete spesso sotto tono o, ancora, state affrontando un momento particolarmente stressante della vostra vita, potrebbe decisamente una buona idea e di grande aiuto iniziare ad introdurle.

Prima di iniziare, una premessa è importante: gli adattogeni sono diversi per tutti – il che significa che ciò che può essere estremamente utile per qualcuno, potrebbe essere poco tollerato da un altro. Altra grande nota da fare è che, come abbiamo scritto sopra, queste erbe o funghi sono estremamente potenti. Il che significa che non bisogna mai esagerare con le dosi consigliate solo perché si tratta di qualcosa di naturale e che, soprattutto, bisogna introdurle gradualmente (iniziate sempre con 1/4 di cucchiaino ed aumentate pian piano senza mai superare 1 o 2 cucchiaini al giorno, in base all’erba che state usando) perché il proprio corpo possa apprezzarne i benefici. Ancora, gli adattogeni funzionano quando usati con costanza: non aspettarvi che da un giorno all’altro possano immediatamente cambiare le carte in tavola. Ultimo, ma decisamente non ultimo: la qualità è tutto. È per questo che noi abbiamo deciso di usare i prodotti di Erbavoglio: sono biologici, di prima scelta e, soprattutto, le persone che ci sono dietro sono competenti ed estremamente preparate.

Le ricette di oggi, perciò, sono delle bevande confortanti per poter integrare queste potenti erbe nella propria routine quotidiana: il primo è un “tonico” speziato con cannella, zenzero, cardamomo e vaniglia e reso estremamente potente grazie all’he shou wu, una radice usata da sempre nella medicina cinese per contrastare i segni dell’invecchiamento e gli stati d’ansia e nervosismo, e al tribolo, erba adatta a regolare gli ormoni, sia per le donne che per gli uomini. Il secondo è il nostro “go-to” matcha latte reso ancora più verde grazie alla moringa, superfood ricchissimo di ferro e proteine, e reso più dolce grazie a cannella e vaniglia. Infine, una cioccolata ai funghi medicinali, con chaga e reishi, entrambi grandi alleati del sistema immunitario, e mesquite, una radice naturalmente dolce ed un basso indice glicemico. (altro…)

Waffles di mandorle e mesquite // Mesquite + almond grain free waffles (Paleo, Vegan)

(English recipe below) Abbiamo in cantiere la ricetta di questi waffles da ormai almeno 6 mesi ma, fra un impegno, la necessità di postare prima altre ricette, la pigrizia e la latitanza che ci hanno accompagnato nei mesi precedenti e delle foto che ci scordavamo sempre di scattare, abbiamo procrastinato fino ad oggi prima di condividerla qui con voi sul blog.

Come abbiamo anticipato sul nostro profilo instagram all’inizio della settimana, negli ultimi mesi abbiamo stravolto la nostra dieta al fine di risolvere alcuni problemi di salute (tra cui i ricorrenti fastidi di me, Marta, se ricordate i post in cui lamentavo forti difficoltà digestive). Dopo aver fatto analisi approfondite e aver consultato medici, nutrizionisti ed esperti, quello che ne è venuto fuori è che una dieta ricca in cereali e legumi come quella vegana che stavamo entrambe adottando, non era esattamente l’ideale per noi e che, piuttosto, poteva essere uno dei fattori influenti di quei problemi. Ne parleremo meglio in un altro post, dove spiegheremo nel dettaglio quelli che sono stati i nostri problemi e come (e quanto difficile sia stato) dover cambiare la nostra dieta. Questo come preambolo per dire che una delle cose da cui abbiamo tratto più beneficio è stato il ridurre drasticamente il nostro consumo di cereali (non carboidrati, attenzione!) in favore di grassi buoni. Allo stesso tempo, sebbene la nostra dieta non sia più esclusivamente plant-based, cerchiamo di mantenere gran parte delle nostre ricette e almeno uno o due dei nostri pasti quotidiani vegan pur adattandole al nuovo stile alimentare.

Questi waffles sono nati ben prima di questo grande cambiamento, ma avere la certezza di una ricetta deliziosa e già testata che non ci facesse “mancare niente” è stato decisamente di conforto. Se poi siete lettori o lettrici frequenti di questo blog, saprete sicuramente quanto la colazione sia il nostro pasto preferito e quello a cui, molto probabilmente, teniamo in assoluto di più in tutta la giornata (non si dice “iniziare col piede giusto” mica per niente, no?!).

I nostri nuovi waffles to-go sono a base di farina di mandorle, un po’ di arrowroot, semi di lino e polvere di mesquite, ovvero baccelli della pianta di Mesquite polverizzati che hanno un naturale sapore dolce e che consentono di aggiungere dolcezza pur avendo un indice glicemico basso e mantenendo i waffles senza zuccheri aggiunti in quanto si tratta di un dolcificante integro (un po’ come i datteri, che conservano ancora polpa e fibre) e non estratto o raffinato. Qualora non doveste averla sotto mano, potete tranquillamente sostituirla, come vi consigliamo nelle note, con zucchero di cocco o di datteri. Sono profumati con un tocco di vaniglia (che non riusciamo mai ad escludere dai nostri dolci…è troppo buona!) e, per legare il tutto, abbiamo usato semplicemente un po’ di latte di mandorle e un goccio di olio di cocco. Sono perciò totalmente grain free, senza glutine e paleo pur restando vegan e senza zuccheri aggiunti: insomma, buoni, sani e adatti a tutti! (altro…)

Estratto di finocchio, sedano e zenzero // Fennel, celery and ginger juice

This post was made in partnership with Panasonic

L’anno nuovo inizia sempre con i migliori propositi: mangiare sano, andare in palestra, essere meno nervosi, leggere di più e oziare meno, fare possibilmente più cose che ci piacciono e meno che non. Personalmente, i nostri sono quelli di star bene su tutto e portare a termine almeno tante cose belle quanto quelle che abbiamo avuto l’opportunità di vivere l’anno scorso.

Dopo però l’indulgenza delle feste e in vista degli incombenti fritti di capodanno, qualcosa di detox e purificante era obbligatoria. Crediamo in generale che, adottando una dieta sana per il 98%, non ci sia bisogno di intraprendere diete (intese come percorso mirato alla perdita di peso) per la maggior parte dei casi, ma questo non significa che un periodo di leggerezza per lo stomaco, con lo scopo di ripristinare la propria digestione e, magari, sistemare piccoli problemi di salute, non possa essere necessario. Negli ultimi mesi abbiamo lavorato noi stesse sulla nostra dieta proprio per motivi simili (migliorare problemi di salute e la nostra digestione), stravolto la nostra alimentazione al fine di poter stare meglio e possiamo dire di star raggiungendo la meta che ci eravamo presupposte.

Ed è per questo che, in collaborazione con Panasonic, abbiamo pensato ad una ricetta che potesse andar bene un po’ per tutti gli “stili” alimentari, che fosse super sana e che potesse essere d’aiuto per disintossicare l’organismo (insieme ad una dieta sana e bilanciata, si intende!), preparata con lo slow juicer.

Si tratta di un estratto di sole verdure a base di finocchio, sedano e zenzero. Qualcuno potrà chiedersi: perché niente frutta? Perché non aggiungere un po’ di mela, pera o arancia? La verità è che crediamo che gli estratti siano efficaci e soprattutto sani se basati esclusivamente su verdura (possibilmente a basso indice glicemico e quindi evitando carote e barbabietole). Gli estratti con grandi quantità di frutta, infatti, hanno un alto indice glicemico e apportano gli stessi zuccheri che magari potrebbero fornire 3 o 4 mele, senza il vantaggio però delle fibre che aiutano a sentirsi sazi e a regolare il picco glicemico. Si tratta sempre di frutta e non di merendine confezionate, vero, ma un eccesso di zuccheri non è mai una cosa positiva, neanche quando si tratta di “zuccheri naturali”.

Perché però fosse bevibile e non avesse un sapore terribile, abbiamo combinato sedano e finocchio, due verdure dal gusto fresco e piacevole e grandi alleate di qualsiasi detox per le loro proprietà digestive e drenanti, insieme ad un pizzico di zenzero e limone perché è pur sempre periodo di influenze (e anche perché il loro sapore è semplicemente delizioso!). Ne è venuto fuori un estratto estremamente sano e buono che abbiamo davvero adorato. Provate a berlo tutte le mattine, prima di ogni altra cosa, per almeno una settimana (o magari due) e vedrete come la vostra pelle risulterà più chiara e la vostra digestione migliorata!

Ultimo ma non di ultima importanza, su instagram abbiamo indetto un giveaway perché anche uno di voi potesse beneficiare di un estrattore. Trovate alla fine del post il vincitore! (altro…)

Frittelle di patate dolci con yogurt al tahini // Sweet potato latkes with tahini yogurt

Se dovessimo trovare una parola per fare un bilancio di quest’anno, questa sarebbe decisamente l’aggettivo “pieno”. È stato un 2017 ricco di avvenimenti, soddisfazioni, sogni nel cassetto realizzati e, in generale, cose belle. In primis la consegna e la pubblicazione del nostro libro di cucina edito da EIFIS editore, per il quale abbiamo lavorato, sudato e a volte anche pianto dall’agosto 2016. Vederlo stampato su carta, essendo consapevoli di tutto ciò che c’è stato dietro, ritrovarlo negli scaffali delle nostre librerie preferite, riscoprirlo tramite gli occhi delle nostre amiche più fidate: crediamo non ci sia soddisfazione più grande o traguardo più importante (o comunque, finora non ne abbiamo esperito alcuno) di questo dopo aver dedicato tutto il nostro cuore per più di 4 anni a questo blog. Ancora, c’è stata la nomina e la premiazione come miglior Healthy Food Blog ai Cucina Blog Awards 2017 de il Corriere della Sera (ecco, forse questo può essere messo pari merito alla pubblicazione del nostro libro grazie a tutte le emozioni e la riconoscenza che ci ha consentito di provare). E a questi due avvenimenti sono conseguiti il nostro piccolo blog tour per l’Italia (che proseguirà del 2018!) e la felicità di poter finalmente abbracciare non più soltanto virtualmente alcune tra le amiche più care e genuine che abbiamo conosciuto via web in questi anni. Il 2018 è stato l’anno di Parigi, Milano, Praga, Londra, Roma e Bologna. Ha sancito l’inizio del nostro iniziare a lavorare seriamente grazie al blog. È stato l’anno dei cambiamenti, delle cadute e delle risalite, dei 20 anni della più piccola di noi due. E perciò, nonostante siamo le prime a lamentarci sempre, non possiamo che essere grate per questo 2017 e augurarci che questo nuovo anno sia almeno tanto bello quanto quello passato.

Quanto alla ricetta, è un’idea veramente semplice qualora foste in cerca di un antipasto dell’ultimo minuto per stasera o per il pranzo di domani. Si tratta di delle frittelle (o latkes) a base di patate dolci grattugiate (noi, proprio perché si tratta di una ricetta da preparare in poco e nulla, abbiamo usato la lama per grattugiare del nostro food processor), cipollotto e paprika. Le abbiamo cotte nel forno a microonde della Panasonic che, negli ultimi mesi, ci ha spesso “salvato la vita”. Abbiamo usato un doppio metodo di cottura per far sì che fossero non solo ben cotte, ma anche croccanti e deliziose pur rimanendo leggere. Per accompagnarle e renderle ancora più sfiziose, una salsa a base di yogurt (abbiamo usato quello di cocco), succo di limone e tahini. E chiaramente tantissimi chicchi di melagrana, che a Capodanno non possono mai mancare e sono decisamente di buon auspicio.

Vi facciamo quindi i nostri più cari e sinceri auguri di buon anno, per un 2018 che sia brillante! (altro…)

Lussekatter – panini dolci svedesi allo zafferano // Vegan swedish saffron buns

(English version below) In realtà oggi avremmo voluto postare quella favolosa torta di carote preparata giusto qualche giorno fa per il compleanno della neo diciannovenne di casa, poi ci siamo ricordate che è il 12 dicembre e che domani è Santa Lucia e noi avevamo una ricetta pronta per il blog da condividere prima che fosse troppo tardi.

Non si tratta di arancine o cuccìa come la tradizione siciliana vorrebbe, ma di focaccine svedesi profumate allo zafferano che si preparano proprio in occasione della festività. E poiché, appunto, si dovrebbero preparare proprio per Santa Lucia potete ancora uscire dal frigorifero il vostro lievito madre, rinfrescarlo, preparare l’impasto per questi panini, farlo lievitare tutta la notte e domani mattina svegliarvi un’oretta prima del solito, dargli la tipica forma arrotolata, farli lievitare ancora un pelino e poi dritti in forno e pronti in appena 20 minuti per la prima colazione.

Il nostro primo tentativo nel ricreare questi panini è stato davvero buono e il loro impasto è risultato estremamente soffice, ma decisamente poco facile da maneggiare e, poiché è necessario dare una specifica forma all’impasto, volevamo ottenere un composto un po’ più denso e meno idratato.

La nostre versione vegan dei Lussekatter – nome svedese di questi panini dolci che letteralmente significa “Gatto di Lucia” – è a base di farina di farro, naturalmente lievitata con il nostro lievito madre (anche questo di farro), dolcificata con un tocco di sciroppo d’acero e resa morbida da un po’ di olio di cocco (piuttosto che dal burro utilizzato nella versione tradizionale).  (altro…)

Barrette all’amaranto soffiato e tahini // Puffed amaranth + tahini bars

barrette-amaranto-soffiato-5

Adesso, non sappiamo come funzioni da voi, ma qui conciliare qualcosa che corrisponda esattamente alle richiese di tutti i membri della casa (talvolta, gatto compreso) non è esattamente facile. Ciascuno ha le sue pretese e se, quantomeno, i nostri gusti sono piuttosto simili e siamo aperte ad una cucina non troppo tradizionale, con l’uomo di casa non funziona così ed ingegnarci a portare a tavola un piatto che possa soddisfarci tutti e che non comprenda l’infinita lista di cibi che non ha intenzione di sforzarsi a mangiare – che volete, i maschi… – spesso diventa complicato. No al cavolfiore, alle patate dolci, alla zucca, alle barbabietole (ed in generale, a tutta la verdura dolce), no al pepe su certi piatti (questa, poi…), no alle biete, no alla combo dolce/salato, generalmente no alla curcuma, al cocco, al curry…insomma, a volte diventa davvero difficile capire cosa si può cucinare e cosa no. Per fortuna, il problema non si pone quando si tratta di dolci. Quelli accontentano davvero tutti (persino la più piccola di noi, che di dolci ne mangia davvero pochi ma, quando lo fa, esige siano impeccabili), purché rispettino una serie di regole sulle quali tutti siamo concordi: decisamente non troppo dolci, non pesanti o troppo grassi, integrali ed equilibrati nei sapori. Eccoci dunque con queste barrette a base di datteri e tahin – ed una leggera glassa di cioccolato crudo perché non può esistere un dolce al tahin senza cioccolato. All’interno amaranto soffiato, quello della meravigliosa scatola di farine e cereali integrali inviatoci qualche settimana fa da Molino Rossetto, semi di zucca per il fattore crunch e una manciata di bacche di goji che non fanno mai male. Così, prima delle mille cose da fare e le nostre lezioni di yoga e pilates, afferriamo una di queste e siamo pronte per partire. (altro…)