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Chia fresca con estratto di frutta e verdura // Fresh juice chia fresca

This post was made in partnership with Panasonic

(English recipe below) Siamo tornate da due settimane dal nostro viaggio a Praga (e vi promettiamo che venerdì arriverà un post colmo di fotografie e consigli) eppure tutto ciò che abbiamo fatto, oltre che portare a termine un paio di lavori, è stato programmare altre vacanze. Succede soltanto a noi che, più ci capita di partire e prendere l’aereo, più sentiamo il bisogno di farlo sempre più frequentemente? Nel frattempo, mentre riordiniamo le idee e cerchiamo una nuova meta verso la quale approdare, il modo migliore per staccare la spina è chiudere tutto e trascorrere un po’ di tempo al mare.

Questi ultimi giorni, qui in Sicilia (ma abbiamo visto un po’ in tutta Italia) sono stati davvero roventi. Abbiamo dovuto necessariamente investire un po’ di soldi in un nuovo ventilatore (perché sì, praticamente i ventilatori in casa nostra hanno un tempo di vita di massimo due anni e, nonostante viviamo in Sicilia da tutta la vita, non abbiamo un condizionatore a casa) e nutrirci di cibo fresco e leggero.

Ed ecco che, in questa estate bollente, l’estrattore sembrerebbe essere la panacea per tutti i mali. Pensate a succhi freschi, ricchi di vitamine, magari perfetti anche da congelare e trasformare in ghiaccioli o semplicemente da tenere in frigo e bere all’occasione ogni qualvolta che ci si sente un po’ a terra! Quando perciò abbiamo ricevuto questo estrattore Panasonic, già sapevamo che la nostra estate avrebbe avuto tutt’altro sapore e sarebbe stata decisamente più facile da affrontare. Oltre ad essere davvero un bell’oggetto da tenere in cucina (perché, diciamocelo, anche l’occhio ha la sua parte!) e a girare davvero lentamente, altro bonus point è il fatto che non contiene lame, così che il succo non si ossidi velocemente.

Una piccola precisazione da fare sugli estrattori, è necessaria: quando preparate un estratto, ricordate sempre di non usare semplicemente frutta, ma di aggiungere sempre una buona parte di verdure. Questo perché un estratto di sola frutta tende ad avere un indice glicemico, in quanto viene privato delle fibre del frutto stesso che saziano più a lungo. Ecco perché, nel caso della nostra chia fresca (che, per chi non lo sapesse, altro non è che una “limonata” ai semi di chia), l’utilizzo di verdure come lattuga romana e cetriolo, frutta molto acquosa come anguria e ananas (così da perdere meno fibre possibili!) e, soprattutto, l’utilizzo di semi di chia che aggiungono fibre, sono fonte di proteine e acidi grassi omega-3 e che quindi saziano più facilmente e abbassano l’indice glicemico, rende questi estratti non solo rinfrescanti e ideali durante le afose giornate estive, ma estremamente salutari!

Tutto quello che ci basta, quindi, in questi giorni, è afferrare una di queste bottigliette, infilarla nella borsa del mare insieme ad un telo e una ciotola di fretta fresca, e guidare fino alla spiaggia per goderci un po’ di sana pace, farci accarezzare dalla brezza marina, rilassarci, perderci nel rumore delle onde e brindare alla giornata appena trascorsa. (altro…)

Vellutata di finocchi e miso con lenticchie al limone // Miso fennel soup with lemony lentils

Vi è mai capitato di essere talmente ossessionati da una ricetta da prepararla e mangiarla almeno una volta al giorno? A noi sì, e anche piuttosto spesso. È successo, per esempio, nel caso di questa insalata o di questo hummus, e adesso tocca alla nostra nuova zuppa preferita.

In questi giorni di insolito e decisamente poco simpatico freddo (percepita 4 gradi, a Palermo, per una settimana è un evento davvero raro), tutto ciò di cui abbiamo sentito il bisogno è stato cibo caldo e confortante, perciò pasti come porridge fumanti, tea e infusi bollenti, cioccolate calde con mille superfood dentro, verdure arrosto e zuppe o vellutate che potessero alleviare un po’ il gelo esterno sono stati i benvenuti.

La vellutata di cui vi parliamo oggi è un’altra delle meraviglie preparate dalle sapienti mani di Susanna al corso tenuto a Milano quasi un mese fa. È cremosa, ricca grazie al latte di cocco e fa bene al pancino grazie a tutti i probiotici del miso (ecco, qualora stesse cercando ancora un paio di ricettine per riprendervi da tutto il pandoro mangiato a Natale e Capodanno, questa fra proprio al caso vostro).

La ricetta, poi, è così semplice e davvero poco “impegnativa” (non dovrete stare nemmeno a soffriggere o mescolare, basta dimenticarvi le verdure in forno per una mezzoretta, poi una frullatina e via!) che conquisterà anche il più pigro in cucina. La dolcezza del finocchio arrosto e del latte di cocco – che, inoltre, conferisce cremosità senza bisogno di aggiungere ingredienti come panna o patate – si sposa perfettamente con il gusto agre e pungente del miso. Aggiungete poi un pezzetto di zenzero e, oltre ad avere una pietanza nutrizionalmente fantastica per la quale il vostro stomaco vi ringrazierà di certo, renderete tutto ancora più equilibrato.

Tornate da Milano, quindi, non abbiamo fatto altro che frullare in continuazione finocchi arrosto e, per renderla un pasto leggero ma completo, aggiunto un paio di cucchiai di lenticchie beluga al limone (e, volendo, anche una fetta di pane di farro integrale di pasta madre), ma sono totalmente opzionali. Al contrario, se lo avete per le mani, vi consigliamo caldamente di aggiungere qualche ciuffetto di aneto e, magari, per un po’ di croccantezza, un misto di semi come canapa e girasole (ma anche zucca e sesamo nero!). (altro…)

Succo anti-infiammatorio alla curcuma // Anti-inflammatory turmeric juice

Era da ormai un mese che ci ripromettevamo di scrivere questo post, e finalmente ci siamo riuscite. Perché, visto che forse ancora non l’avevamo accennato qui sul blog, i primi di Dicembre, all’alba del compleanno della più piccola di noi, abbiamo trascorso poco più di 24 ore in quel di Milano. E poiché siamo quasi in procinto di prendere un nuovo aereo, era fondamentale che questo post venisse alla luce.

Dunque, cosa abbiamo fatto in queste 24 ore oltre a gelare di freddo (capiteci, due Palermitane che, abituate ad almeno 17 – 18 gradi a dicembre, catapultate in una città dove ne fanno massimo 6…)? C’è da dire, innanzitutto, che non era la nostra prima volta a Milano. Sarà stata forse la quinta o a sesta, perciò ci sentiamo di dire di conoscerla abbastanza bene e, a parte certe tappe obbligatorie perché affettive (Navigli, Duomo, Parco Sempione…), abbiamo deciso di vivere la città il più liberamente possibile. (altro…)

French toast al pan di zenzero // Vegan gingerbread french toast

Perché prima delle zuppe detox, le insalate leggere e i frullati verdi aspettiamo che passino capodanno e l’epifania, no? Le nostre vacanze natalizie sono sempre un po’ atipiche: a parte la sera della vigilia, che trascorriamo a casa della nonna materna/mamma della più grande di noi, Natale e Santo Stefano siamo solite passarli a casa, facendo un bel brunch con cibo dolce e salato e le leccornie trovate nelle calze e poi dimenticandoci della cena (fin quando, alle 18, inizia a brontolare lo stomaco e ci organizziamo con qualcosa di preparato all’ultimo momento). Decisamente non il tipico pranzo di Natale con 8 portate.

Quest’anno, per il nostro brunch, abbiamo puntato a cibo semplice ma d’effetto: pane integrale di farro fatto in casa, delle “rose” di avocado (tentativo fallito miseramente), hummus di barbabietola, paté di olive, crema spalmabile al ciccolato e zucchero di cocco, chia pudding (con frutti di bosco decisamente fuori stagione, ma una volta l’anno si può fare…no?), il nostro panettone, dei meravigliosi shortbreads all’olio di cocco che speriamo di condividere qui prima dell’epifania, giusto per darvi un’idea su come riempire la calza, tanto (troppo) cioccolato crudo trovato nelle calze e questo french toast qui.

Era da tanto che volevamo proporre un french toast vegano qui sul blog ed inizialmente l’idea era quella di proporvela con il nostro panettone (giusto per essere un po’ più indulgenti, che è Natale…). Poi abbiamo pensato che non tutti si sarebbero cimentati nell’esecuzione di un panettone vegano e che, dopo tutti i bagordi, rinunciare ad un’altra fetta del lievitato e proporvi qualcosa di relativamente più leggero sarebbe stato meglio. In ogni caso, però, era necessario che il nostro french toast (o pain perdu) conservasse un po’ dello spirito e dei profumi natalizi. E poiché quest’anno non siamo riuscite a proporvi in tempo una ricetta per gli omini di pan di zenzero (ma mai dire mai…), abbiamo fatto in modo che il mix di cannella, zenzero, noce moscata e chiodi di garofano finisse dritto della pastella nel french toast.

Ecco, proprio a proposito della pastella, volevamo qualcosa di nutriente e sano ed evitare amidi (che tutti abbiamo mangiato troppo raffinato in questi giorni…) per addensare. Come prima idea ci era venuto in mente il classico “uovo” di semi di lino/semi di chia ma poiché non sapevamo come avrebbe reso una pastella simile (senza alcun tipo di farina) una volta ‘fritto’ in olio di cocco, abbiamo cercato un’altra soluzione. A salvarci è stata sempre lei, la fantastica farina di ceci. Se con la farina di ceci ci si fa tranquillamente la “frittata”, perché allora non usarla per la nostra pastella che, tradizionalmente, dovrebbe essere a base di uova e latte (facilmente sostituito con latte di mandorla)? Non vi preoccupate del sapore: non sarà affatto invadente e le spezie e i dolcificanti naturali usati lo maschereranno e lo renderanno delizioso.

Abbiamo servito il nostro french toast delle mele speziate cotte velocemente sul momento e della panna di cocco. Le mele sono state fantastiche ma, per il nostro gusto, la panna di cocco è risultata un po’ eccessiva (ecco perché, anche se la vedrete in foto, non la vedrete menzionata nella ricetta). Piuttosto, aggiungete delle noci pecan tagliate grossolanamente e giusto ancora un tocco di sciroppo d’acero (e se lo avete o lo autoproducete, dello yogurt di cocco per contrastare un po’ la dolcezza): così, vi assicuriamo, il vostro french toast sarà davvero favoloso.
Ecco, magari non lo avete potuto preparare per Natale, ma avete ancora tempo per la colazione di capodanno, no? (altro…)

Tacos con fagioli neri, mais e avocado

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Una ricetta dolce la settimana scorsa ed una salata oggi, giusto per accontentare le entrambe le parti, che c’? chi pretende un entusiasmante e colorato piatto salato e chi ha bisogno di chiudere ogni pasto con un boccone dolce. Da settimane, ormai, non abbiamo fatto altro che desiderare un piatto fresco, nutriente ma leggero, ricco di verdure e giusto un po’ pungente al palato. Tutto ci?, nella nostra testa, si ? realizzato sotto la forma di sapori messicani, di qualcosa che ci portasse necessariamente con il pensiero al guacamole che tanto amiamo, con fagioli neri, dell’immancabile avocado e una pioggia di coriandolo fresco, che dopo l’iniziale scetticismo di questa estate abbiamo preso ad infilarlo un po’ ovunque. La nostra avventura con questo piatto ? iniziata in una delle pi? calde giornate di questa primavera, durante la quale la voglia di accendere i fornelli era pi? che nulla e tutto ci? che potessimo immaginare di mangiare si riduceva ad un’insalata ricca. Metti insieme un po’ di quel cavolo viola rimasto in frigo, dei pomodorini appena presi al mercato, del mais e altri ingredienti citati prima in pieno stile messicano per ottenere uno dei pasti pi? veloci e buoni che avessimo mai mangiato. Il tocco in pi?? Dello zenzero fresco grattugiato per rendere il tutto un po’ pi? piccante e legare per bene i sapori. Fatto sta che, questa insalata cos? “raffazzonata” all’ultimo momento ci ? piaciuta talmente tanto (soprattutto all’uomo di casa, che l’ha approvata a pieni voti facendo per? a meno del coriandolo, che lui appartiene a quella schiera di persone che il coriandolo proprio non lo tollerano) da farci decretare che,?per elevarla ancora di pi? e farla passare da semplice insalata a pasto da urlo, fosse necessario renderla “concreta” ed utilizzarla come ripieno di tortillas di mais. E poich? ormai lo sapete, non ci accontentiamo mai di ci? che troviamo al supermercato, ci siamo impuntate e abbiamo deciso di prepararle noi stesse, queste fantomatiche tortillas di mais. Procurateci la farina adatta (perch? si tratta di una farina di mais speciale), maldestramente abbiamo steso il nostro impasto tra due fogli di carta forno in mancanza dell’attrezzo apposito e abbiamo cotto le nostre tortillas. Ecco, se volete risparmiarvi questo lavoro un po’ stressante e renderlo un pasto realmente velocissimo, strizzate l’occhio a delle tortillas gi? pronte (o, perch? no, se non le doveste trovare anche a delle piadine) e utilizzate quelle o mangiatela semplicemente come un’insalata! Insomma, una volta avuto tutti gli elementi primi a disposizione, ? stato facile dare inizio alla nostra taco fiesta. Decisamente il cibo pi? festoso – e che rispetti la nostra filosofia dell’arcobaleno!! – e adatto per festeggiare la bellezza di tre anni dell’esistenza di questo spazio (che ha compiuto il suo compleanno proprio due giorni fa, il 24 aprile!!), non trovate?

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Casseruola di pane e fagioli cannellini al forno

casseruola di pane e fagioli al forno

Toh! Un post di venerd?, chi l’avrebbe mai detto? La verit? ? che il sole cocente di cui vi parlavamo qualche giorno fa sembrerebbe, in questi giorni, avere avuto il bisogno di prendersi una pausa anche lui e farci approfittare di questa variazione meteorologica per salutare definitivamente l’inverno con una delle ricette calde che nelle ultime settimane ci ha pi? confortate. Se c’? una cosa che proprio non ci piace fare, quella ? buttare del cibo che, se reinterpretato, potrebbe essere ancora buono. Cos?, quando a casa rimane un po’ di quell’amato pane integrale al farro con lievito madre, che impastiamo regolarmente senza mai cedere all’idea di comprarlo – che poi, neanche ci piace pi?.. -, e quando questo diventa raffermo al punto tale da non poter essere pi? consumato, cerchiamo sempre qualche idea sfiziosa per riciclarlo. Cos?, cercando fra la vastit? di libri di cucina che in poco pi? di un anno abbiamo collezionato, sfogliando il libro di Anna, ? saltata fuori questa ricetta. L’abbiamo un po’ reinterpretata, come sempre, a nostro gusto e piacimento: abbiamo sostituito il latte di cocco in favore di un goccino d’olio di cocco (che, inaspettatamente, funziona in questo caso, sebbene si tratti di pomodori e fagioli, anche meglio di quello d’oliva, conferendo un vago sentore di dolcezza), abbiamo aggiunto una manciata di foglie verdi, che quelle non bastano mai e poco altro. Quello che ne ? venuto fuori ? stato un pasto caldo estremamente confortante, di quelli che metti su in poco pi? di 30 minuti, sano e semplicissimo da fare. Avendo la “fortuna” di abitare in una Sicilia dove l’inverno non si ? praticamente fatto sentire, siamo riuscite a trovare i primi pomodorini biologici, maturi e succosi, ma qualora non doveste trovarli, potete benissimo saltarli. Quanto alle foglie verdi, noi abbiamo utilizzato l’ultimo cavolo nero sulle quali siamo riuscite a mettere le mani, ma nei mesi futuri e in generale, pu? essere sostituito con qualsiasi verdura dalle foglie verdi scure che abbiate a portata di mano: spinaci e bietole, per nominarne alcuni. Ultimo ma non ultimo, la ricetta sar? ugualmente un successo anche se al posto dei cannellini doveste usare dei borlotti o, qualora vi ritrovaste senza pomodori pelati, con della salsa di pomodoro diluita con un po’ d’acqua fino ad ottenere la consistenza dei pelati frullati (in questo caso, ovviamente, diminuire il sale in cottura). E chiss?, magari in una fresca giornata estiva, si potrebbero aggiungere anche delle melanzane… Buona sperimentazione! (altro…)

Burger di ceci e cavolfiore in coppa di cavolo viola

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Qualora ci abbiate seguite in queste settimane, avrete probabilmente letto questo post?nel quale lamentavamo come, negli anni, avessimo avuto difficolt? nel trovare una ricetta di?burgers vegetali?che fosse adatta a noi e del nostro continuo procrastinare nell’inventare noi stesse una ricetta che potessimo farci andar bene. Detto fatto, una volta assemblato il primo burger, tutte le ricette che, negli anni, eravamo state troppo poco lecite nell’elaborare, sono sorte nella nostra testa come funghi. Cos?, dopo due settimane trascorse a “impolpettare” tutto ci? che ci passasse fra le mani, ? stato inevitabile che anche il blog “risentisse” della nostra attuale burger-mania. Quelli che vi proponiamo oggi li prepariamo gi? da un po’ di tempo e, cavolfiore dopo cavolfiore, ci siamo attrezzate per perfezionarli e renderli a prova di difetti. Dopo una serie di tentativi, infatti, siamo riuscite a raggiungere l’equilibrio perfetto fra ceci e cavolfiore: il cavolfiore, a dispetto di quanto si potrebbe pensare per via del suo gusto piuttosto intenso, non risulta affatto invadente, e svolge egregiamente la funzione “aggregante” che potrebbero svolgere delle patate o delle uova. Le spezie?poi sono state, probabilmente, la parte pi? importante da dosare affinch? questi burgers diventassero una delle idee salva-cena pi? quotate durante le nostre impegnate serate infrasettimanali. Quanto all’idea di infilare tutto dentro una foglia di cavolo viola?(o rosso?) e poi completare con avocado, germogli, coriandolo e ravanelli affettati, questa ? nata dall’esigenza di rispettare sempre quella famosa regola dell’arcobaleno di cui tanto vi abbiamo parlato, di sopperire alla mancanza di un panino e, diciamocelo, di rendere il tutto pi? bello, divertente e appetibile! (altro…)

Curry di broccoli, zucca e funghi shiitake

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Quando pubblicheremo questo post saremo gi? oltre i confini italiani, molto probabilmente ci staremo riparando?le teste sotto un ombrello verde scuro e saremo alla ricerca di nuove emozioni, di sapori sorprendenti e di esperienze indimenticabili. Come ogni anno, non vogliamo anticipare ancora quale sar? la nostra met?, cos? da raccontarvene poi una volta tornate, con fotografie, racconti e ricette – di piatti memorabili o con ingredienti introvabili, chiss?! -. Qualora foste curiosi, per?, potrete sempre sbirciare il nostro profilo instagram che, certamente, si arricchir? notevolmente di delizie di ogni tipo. Nel frattempo, per?, poich? ultimamente siamo state un po’ latitanti, qui sul blog, e il post della settimana non vogliamo lasciarcelo scappare, oggi vi proponiamo questa ricettina dai sapori etnici?per la quale, ultimamente, abbiamo perso la testa. Partendo dal presupposto che quando trovi i funghi shiitake freschi al supermercato bio non ti puoi esimere dal comprarli seduta stante, perch? sarebbe un peccato fin troppo grave, questo curry ? stato il naturale sviluppo di una serie di esperimenti. Cos? ci siamo ritrovate ad non saper rinunciare all’affondare la forchetta in un piatto cremoso e confortante, dal marcato ma non invadente sapore di latte di cocco e curry, una quantit? tale di volte, nelle ultime due settimane, tale che sembrasse che non ci fosse altro cibo nella nostra dispensa. E come ogni ricetta che diventa stabile nella nostra cucina (non vi diciamo quante volte abbiamo gi? preparato i panini senza glutine della settimana scorsa, o la focaccia di ceci di due settimane?prima, per non parlare dell’insalata di avocado e patate dolci con la quale avevamo dato il benvenuto al 2016 – e potremmo andare avanti cos? per ore…), questa ricetta entra di diritto nel menu del nostro blog (pensare che l’ha promossa a pieno titolo anche l’uomo di casa!!). (altro…)

Zuppa di lenticchie rosse e latte di cocco

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Ah, il coriandolo! Fino a due o tre mesi fa quella per il coriandolo era una ricerca assidua e mai soddisfatta: nessun vivaio dal quale riuscirne a ricavare una piantina, nessun supermercato che lo vendesse in mazzetti. Soltanto, sporadicamente, in una piccola bottega di prodotti etnici, ma mai che fosse tanto bello e “vivo” quanto avremmo desiderato. Talmente innamorate dell’idea del coriandolo, abbiamo persino provato a portarcene una piantina (miseramente morta dopo appena due giorni di vita in una caldissima Palermo) dalla Germania. Perch? avessimo tutto questo interesse nel coriandolo, poi, ? un mistero: dopo averlo assaggiato per la prima volta nel guacamole, infatti, non ci aveva soddisfatte pi? di tanto e lo avevamo messo da parte. Poi il viaggio in Germania e la scoperta del coriandolo come ingrediente fondamentale, sensazionale, fresco, aromatico. Insomma, coriandolo doveva essere. Quando quindi circa tre settimane fa abbiamo iniziato a scovarlo, dopo aver pedissequamente implorato perch? arrivasse, tra i banchi di uno dei nostri supermercati di fiducia, il nostro mondo ha iniziato a girare attorno al coriandolo: non pi? qualcosa aromatizzato al coriandolo quanto coriandolo protagonista e aromatizzato a quello che sarebbe dovuto essere il nostro piatto principale. Oltre al classico e intramontabile accostamento con l’avocado (il nostro #avotoast non ? pi? lo stesso senza quell’abbondante manciata di coriandolo in cima), abbiamo subito pensato a quanto questo si sposi bene con piatti con tendenze indiane e orientali, a sapori intensi e forti come il curry e a come elevi il latte di cocco. E, come se il tempo volesse contraddirci e smentirci, poco dopo aver battuto alla tastiera di un estate che pareva non finire mai, le temperature fredde si sono insinuate in casa da quegli spifferi lasciati aperti perch? entrasse il sole. Siccome, come crediamo che ormai si sia intuito, qui di zuppe non ne abbiamo sinceramente mai abbastanza, una zuppa di lenticchie rosse e latte di cocco ci ? sembrata la pi? adatta perch?, ancora una volta, il coriandolo non mancasse nel nostro piatto. (altro…)

Noodles di riso integrale con edamame e shiitake

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Qualche giorno fa ci ? presa un’incredibile voglia di noodles. Sar? che questo ? proprio il loro periodo, essendoci a disposizione verdure come zucchine, peperoni e carote che si sposano perfettamente con il gusto forte e piccante tipico di una ciotola di spaghettini di riso o di soia o quali siano. Avevamo poi trovato una settimana prima al solito mercato bio (rassegnatevi, non smetteremo mai di parlarne!) un paio di porri cos? belli, piccoli e sottili che era decisamente un peccato non prenderli e che ancora stazionavano in frigorifero. In un giorno non tanto bollente quanto questi ultimi, durante i quali ci siamo nutrite essenzialmente di chili di frutta e verdura, vista la voglia di accendere i fornelli, abbiamo soddisfatto la nostra voglia di noodles cambiando un po’ le carte in tavola. Adesso, a noi questo tipo di cucina orientale piace parecchio e, sebbene se il ristorante scelto non sia tra i migliori e quanto mangiato possa risultare pesante, ad un finto take away fatto in casa, specie quando si tratta di serate mamma e figlia, ci piace non saper rinunciare. Questo “amore sbocciato” per questo tipo di piatti nasce un paio di anni fa, quando la piccola andava per la prima volta in un ristorante cinese per poi raccontare alla mamma della scoperta degli spaghetti di soia. Da qui nasce la voglia di sperimentare, mettersi in gioco, preparare in casa, spendere meno, sapere ci? che ci metti dentro e poi ritenersi soddisfatte del risultato ottenuto. Non ? poi un caso che, riuscito cos? bene l’esperimento, una ciotola di noodles fosse uno dei piatti pi? frequenti che la pi? piccola offrisse ai suoi ospiti con orgoglio. E se una volta alla mamma era affidato pi? il compito e l’atto stesso di cucinare e alla pi? piccola quello di tagliare le verdure – perfettamente alla julienne, c’? da sottolineare! -, ? bello vedere come oggi e dalla nascita del blog spesso capiti anche che i ruoli si invertano. Ma dicevamo, nuova versione dei noodles. Se infatti li prepariamo semplicemente con delle verdure?spadellate?(e magari un ovetto del contadino aggiunto all’ultimo, che ci sta che ? una meraviglia…), avevamo voglia di includere sapori ancora pi? orientali, finendo per combinare fra loro in un solo piatto pi? di una cultura. Immancabili gli shiitake e tanto zenzero fresco, poi ancora gli edamame (che sono fondamentalmente fagioli di soia), olio di cocco e olio di sesamo, che sembrerebbe essere un must nei piatti orientali. E ancora un’altra volta, ? bello dirlo, sperimentare ha avuto i suoi effetti desiderati e ci? che ne ? venuto fuori ? un bel contrasto di sapori tra dolce, speziato e salato come ? tipico della cucina orientale! Quindi vi (e, soprattutto, ci) lasciamo la ricetta, che se siete amanti del genere non ? affatto male. (altro…)