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Biscotti gelato con frozen yogurt alle fragole // Vegan strawberry froyo cookie sandwich

(Scroll down for english recipe) Sembrerebbe essere un anno fortunato sotto svariati fronti, ma un po’ meno sotto altri. Questi “altri” un po’ meno fortunati, riguardano principalmente lo stomaco di Marta che quest’anno non vuole avere pace. Dopo i fastidi di qualche mese fa, infatti, che sembravano essere stati spergiurati grazie ad un focus particolarmente attento (più del solito) a cosa mangiare e cosa no, questo weekend per la più piccola di noi è stato decisamente da dimenticare, a causa di una brutta intossicazione che, oltre ad una terribile nausea e al farle perdere una quantità incredibile di liquidi, ha fatto sì che l’unica cosa che riuscisse a mettere nello stomaco fosse riso basmati e zucchine al vapore – decisamente niente di troppo eccitante da condividere qui.

Per fortuna, però, avevamo in cantiere da un po’ questi meravigliosi biscotti gelato (di cui abbiamo preparato dosi così massicce da riempire eccessivamente il nostro freezer, dove adesso non c’è più spazio) e, una volta ripresa e tornata la voglia non soltanto di mangiare ma anche di pensare a qualcosa di più appetitoso di una zucchina al vapore, siamo qui adesso a condividere questa ricetta.

Anche se non è ancora arrivato il 21 giugno, visti i 40°C nella grande maggioranza delle città italiane, possiamo effettivamente affermare quanto l’estate sia già scoppiata. È la stagione del mare, delle vacanza dopo un anno di lavoro intenso, dei vestiti leggeri, delle insalate piatto unico, del “ma sì, ormai è tardi per la prova costume, ci penserò l’anno prossimo”, degli esami per molti, dell’uscita del nostro libro (!!!) e, imprescindibilmente, quella dei gelati. E siccome sappiamo quanto l’estate sappia essere calda qui in Sicilia, abbiamo pensato bene di prepararci e produrre gelati rinfrescanti come se non ci fosse un domani.

Quando si tratta di gelato, ci piace qualcosa che sia fresco e leggero ma che, allo stesso tempo, sia cremoso e ci lasci soddisfatte e appagate. Proprio per questo, il frozen yogurt per noi è sempre la risposta esatta. E poiché fuori, è sempre un po’ difficile trovare un gelato che rispecchi le nostre pretese ma che sia anche senza latticini, abbiamo ben pensato di prepararcelo noi stesse. È bastato frullare insieme fragole, yogurt di anacardi (ma abbiamo provato anche con lo yogurt di cocco e il risultato è stato ugualmente buono) e un goccio di sciroppo d’acero et voilà! ne è venuto fuori un perfetto frozen yogurt, vegan e tanto sano, da mangiare sempre. Poi, perché un frozen yogurt per i nostri standard era un po’ troppo semplice da proporre qui sul blog, abbiamo deciso di rendere il tutto un po’ più goloso e consistenze e infilarlo dentro un paio di biscotti ai fiocchi d’avena.

La cosa bella di questa ricetta è che racchiude due ricette in una: il gelato può essere mangiato in coppetta (o direttamente dentro la vaschetta con un cucchiaio) e i biscotti, a base di fiocchi d’avena, farina di grano saraceno, nibs di cacao e sciroppo d’acero sono poco zuccherini e perfetti per essere tranquillamente mangiati a colazione. Ecco, a dirla tutta, se avete un po’ di tempo per tirar fuori i gelati dal freezer preventivamente, potete tranquillamente mangiare uno di questi per colazione: d’altronde si tratta semplicemente di yogurt, frutta e fiocchi d’avena, no? ;-) (altro…)

Pancakes salati di piselli con tzatziki // Savory green pea pancakes with tzatziki

Siamo certe che molti dei nostri lettori siano come noi: appena vediamo una novità sui banchi dei supermercati biologici, dobbiamo subito metterci le mani sopra. Non importa se non abbiamo idea di cosa sia, come utilizzarlo o che sapore abbia, noi nel dubbio la mettiamo nel carrello. E questo è quello che è successo l’anno scorso quando, di fronte ad un pacco di farina di piselli verdi, abbiamo subito dovuto comprarla.

Abbiamo provato più volte ad usarla come avremmo fatto con la farina di ceci, ma il risultato è sempre stato piuttosto deludente: a differenza, infatti, di quella di ceci, non è altrettanto assorbente e tutto ciò che abbiamo provato a cucinare finiva spesso per essere troppo cotto o troppo secco e a spezzarsi facilmente.

Ieri sera, dopo aver quindi lasciato per quasi un anno quel pacchetto di farina di piselli mezzo usato nella nostra dispensa, in cerca di qualcosa da preparare per cena, lo abbiamo ritrovato lì in dispensa a farci l’occhiolino e dirci che era il caso di darle un altro tentativo, o presto avremmo dovuto vedercela con l’estate e le fastidiose farfalline che, ogni tot, decidono di costruire famiglia nei nostri pacchetti di farina.

L’idea iniziale era quella di prepararci delle crepes alternative a quelle di ceci che spesso prepariamo, ma l’impasto era decisamente troppo denso perché potesse diventare una bella crêpe sottile e morbida e, viste le esperienze precedenti, sapevamo che non avremmo potuto aggiungere altra acqua o sarebbe stato impossibile cuocerle in padella e che si sarebbero spezzate immediatamente non appena avremmo provato a girarle. Però ormai l’impasto era quello, avevamo usato la tanto temuta farina di piselli e non avevamo intenzione che ci passasse per la testa l’idea di gettare tutto dentro il cesto della spazzatura (odiamo davvero lo spreco di cibo). Quindi insomma, abbiamo provato a cuocere questo impasto piuttosto denso – sembra, piuttosto, quello di una torta – senza però farlo diventare crêpe ma lasciando che diventasse, piuttosto, una frittella: ed è così che è successa la magia.

Ci siamo innamorate talmente tanto di questi pancakes (come è possibile che non ci avessimo pensato prima?!) da cucinarli nuovamente oggi a pranzo, insaporendo ancor di più l’impasto “base” che prevedeva niente di più che farina di piselli, acqua, poco arrowroot e un goccio d’olio con dei cipollotti tagliati finemente – sono i nostri “eroi” in cucina e troviamo che tutto risulti migliore con un piccolo cipollotto dentro – e delle foglie di timo. Per il condimento, invece, abbiamo mantenuto lo stesso che avevamo preparato ieri sera e che era risultato vincente: un semplice tzatziki veg con il nostro yogurt di anacardi che, essendo molto fresco, cremoso e leggermente “tangy” è l’accompagnamento perfetto per un pancake a base di farina di legumi (che risultano sempre un po’ “pesanti”) e, soprattutto, nel caso di uno a base di farina di piselli per la sua naturale dolcezza. Asparagi grigliati – non possiamo farne proprio a meno per ora -, avocado e ravanelli hanno completato il tutto.

Insomma, se anche voi avete un pacchetto di farina di piselli comprato durante un raptus di “oh! una cosa nuova! devo averla!” lasciato a morire in dispensa, rispolveratelo e dategli un’altra chance e se, invece, non ce l’avete, corretelo a comprarlo perché questi pancakes vi salveranno davvero la cena (ma anche il pranzo veloce, il brunch o l’aperitivo) in quelle giornate durante le quali non avete idea di cosa cucinare e avete ben poco in frigorifero! (altro…)

Torta vegana di mele, grano saraceno e yogurt // Vegan buckwheat + yoghurt apple cake

Ultimamente, le cose sembrerebbero andare estremamente bene. A parte un paio di progetti portati a fine termine dei quali vi parleremo prestissimo, la notizia che ha fatto brillare il nostro weekend è stata quella di essere finaliste nella sezione “HEALTHY” ai Cucina Blog Awards indetti dal corriere. Quando abbiamo letto il nostro nome accanto a quelli di molti altri blogger che stimiamo così tanto e le cui foto ci fanno sempre sognare ad occhi aperti, non potevamo praticamente crederci. Essere arrivate a questo punto della gara è una soddisfazione veramente enorme per noi. E non potremmo non ringraziarvi: se abbiamo raggiunto questa meta è grazie a voi, a voi che ci avete seguite e spronate ad andare avanti in questi anni e a voi che ci avete nominate! Per questo, vi chiediamo un ultimo piccolo favore se vi piace quello che facciamo e credete in noi: collegatevi a questo link ed esprimete una preferenza per ciascuna categoria (è necessario esprimerla per ogni categoria per poter votare), selezionando “Naturalmente buono” nella categoria Healthy.

Per il resto, anche tutto il resto sembrerebbe andare per il verso giusto. Unico piccolo grande neo, la digestione (o, per essere più precisi, la salute intestinale) di me, Marta, in questi giorni, non è esattamente delle migliori. Tendenzialmente, non becco mai un’influenza – davvero, questo inverno non ho preso una febbre e/o un raffreddore – e i miei unici “acciacchi” sono dovuti a qualche sporadico attacco di colite che, ormai ho imparato a gestire piuttosto bene. Ma qui si tratta di tutt’altra cosa: mi sveglio la mattina con un forte dolore sotto lo sterno e, l’unico pasto che, più o meno, riesco a tollerare è la colazione. Per il resto, qualsiasi cosa mangi (persino una foglia di finocchio, per dire) mi provoca un terribile bruciore allo stomaco che fatica ad andar via. E persino non mangiare non è un’opzione perché: 1) sono una di quelle persone che ha bisogno di almeno 3 pasti solidi durante il giorno altrimenti inizia davvero a sentirsi male, 2) non mangiare mi porta, inevitabilmente, alla fame. E se provo ad ignorarla, si presentano gli stessi sintomi che mi tormentano quando mangio qualcosa. Gli unici momenti durante i quali questo dolore si affievolisce (anche se non scompare mai) sono i momenti durante i quali non sono a casa. Ah, e l’unica cosa che allevia i miei problemi è il caffè, che avevo smesso di bere da 2 anni e che, adesso, sento il bisogno di bere 2 volte al giorno per riuscire a stare un po’ meglio. Buffo, eh? Onestamente, sono davvero preoccupata. Ho già programmato esami del sangue e per le intolleranze alimentari, ma non riesco ad essere veramente tranquilla. Sappiamo bene di non parlare spesso di queste cose qui sul blog, ma le cose non sono sempre limpide e, poiché questo è il nostro spazio, sentiamo il bisogno di essere delle persone vere tutto il tempo: è bello condividere foto di viaggi e di piatti colorati su instagram, ma la vita non è soltanto questo.

Dopo il piccolo sfogo, veniamo a questa torta qui che, per fortuna, abbiamo preparato qualche giorno prima che i problemi della più piccola di noi diventassero così invasivi e, in questo modo, anche lei è riuscita ad assaggiarla e stupirsi per quanto fosse buona. Probabilmente lo abbiamo già detto, ma non è una tipa da dolci e non è difficile che tutti i suoi pasti durante la giornata siano salati, con l’eccezione dello sporadico porridge con frutta fresca. Ma questa torta: è talmente buona che ne ha mangiate almeno tre fette e il nostro uomo di casa ha dovuto contenersi per non finire la teglia in una volta sola. Anche perché, diciamocelo, la maggior parte dei dolci vegani sono stratosferici e lussuriosi: torte crude al cioccolato e ai mirtilli (non abbiamo mai incontrato nessuno, neanche il tradizionalista più convinto, che non apprezzasse questo tipo di torte), mousse al cioccolato e avocado, brownies, energy balls… Però, ogni tanto, sentiamo il bisogno di qualcosa di più semplice e classico e, in questi casi, solo una cosa ci può soddisfare: una buona fetta di torta di mele. Abbiamo usato fiocchi d’avena senza glutine e farina di grano saraceno per renderla nutriente, integrale e ricca di fibre. Inoltre, dolcificandola con zucchero di datteri (datteri disidratati e macinati finemente, in modo tale da ricordare uno zucchero scuro) e purea di mele, questa torta contiene naturalmente zuccheri senza bisogno di dover ricorrere ad altri dolcificanti. Per il resto, abbiamo usato un po’ del nostro yoghurt di anacardi per renderla soffice e legare bene il tutto e perché, onestamente, sognavamo da un sacco una torta allo yogurt. Qualora non doveste aver fermentato anacardi, qualsiasi yogurt vegetale non dolcificato (preferibilmente quello di cocco) andrà bene. L’effetto “zucchero a velo”, invece, è dato da un po’ farina di cocco (e non cocco rapé) spolverata sopra. (altro…)

Yogurt fermentato di anacardi // Cultured vegan cashew yogurt

Una delle cose più difficili da sostituire quando non si mangiano più latticini è, secondo noi, lo yogurt. Ok, è vero: se siete amanti e grandi consumatori dei latticini in generale e perciò anche dei formaggi, vi mancheranno anche quelli. Ma, a nostro avviso, di quelli dopo un po’ diventa facile fare a meno, dello yogurt di meno: basti pensare a tutto quello che si può fare con questo – salsine fresche per accompagnare piatti salati, usarne un paio di cucchiai per servire un crumble, usarlo nei prodotti da forno e, semplicemente, mangiarlo la mattina con un po’ di granola e frutta fresca per una colazione sana, saziante e che fornisca una buona dose di probiotici, indispensabili per la flora batterica intestinale.

Qualcuno di voi potrà dire: beh, facile, c’è lo yogurt di soia! Adesso, se avete mai assaggiato lo yogurt di soia, saprete che non è affatto la stessa cosa: è più un budino dal gusto non definito. Inoltre, tralasciando il fatto che spesso sia addizionato da zuccheri e addensanti e che non sappia realmente di yogurt, sappiamo tutti che non possiamo mangiare tutta questa soia a cuor leggero: oltre ad avere un forte impatto ambientale, infatti, non fa bene neanche al nostro stomaco. Quindi che si fa?

Recentemente, abbiamo trovato al Naturasì dello yogurt di cocco: buono, piuttosto sano (contiene solo latte di cocco, fermenti e giusto l’1% di amido di tapioca) e dal sapore molto simile a quello dello yogurt. È la soluzione? Lo potrebbe anche essere, se non fosse per il fatto che, per quanto ci riguarda, il cocco a lungo andare ci sdegna e un vasetto da 125g costa la bellezza di 2,30. Non sappiamo voi, ma per noi è un po’ proibitivo comprare tutto questo yogurt di cocco (considerando che la più grande di noi, specie dopo essere stata in astinenza da yogurt per un anno, da quando ha trovato la sua alternativa vegetale preferita consuma questo ogni mattina a colazione).

Quindi, qual è la soluzione per ottenere un ottimo yogurt vegano e senza lattosio? Ma gli anacardi, ovviamente! È vero, gli anacardi non sono economicissimi, ma con 5 euro riuscirete a produrre circa 6 vasetti di yogurt: decisamente molto più abbordabile dello yogurt di cocco. Troviamo, inoltre, che il sapore sia molto più “neutro” e buono, che sia decisamente più cremoso senza l’aggiunta di alcun tipo di amido e che si avvicini in modo realmente impressionante a quello tradizionale. Guardando online, abbiamo trovato ricette che prevedevano poca acqua e spesso l’aggiunta di sciroppi/zuccheri/frutta e succo di limone per bilanciarne ed imitare il sapore dello yogurt, ma noi volevamo un prodotto più leggero e che potessimo utilizzare senza problemi sia nel salato che nel dolce: tutto quello di cui abbiamo avuto bisogno sono stati anacardi non tostati, dell’acqua non filtrata, dei probiotici piuttosto potenti (li abbiamo acquistati tramite amazon, qui in Italia se ne trovano difficilmente così potenti, ma non preoccupatevi: aggiungete abbastanza capsule sino ad arrivare alla quantità di batteri previsti dalla ricetta. All’inizio potrà risultare un po’ costoso utilizzare tutti quei probiotici, ma dalla seconda volta in poi vi basterà utilizzare un po’ dello yogurt preparato in precedenza!) e un pizzico di sale. That’s it. Ma non potete immaginare quanto sia buono, parola nostra!

PS: Settimana prossima posteremo una torta strepitosa preparata con questo yogurt perciò, se non consumate latticini, non volete spendere chissà quanti soldi per lo yogurt di cocco o non volete usare dello yogurt di soia, vi consigliamo caldamente di iniziare a prepararlo! (altro…)

Frozen yogurt al mango

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Un po’ pi? in linea con l’asfissiante caldo di questi giorni (non sappiamo voi, ma qui l’umidit? ? all’80%…), un gelatino fresco e velocissimo per chi, come noi, non ha il privilegio di poter godere di alcuno strumento per rinfrescarsi fuorch? un ventaglio e un vecchio ventilatore. Perch?, diciamocelo, chi ? che non ama il gelato? Per dire, noi non siamo grandi mangiatrici di dolci, a meno che non si parli di cake semplici per la prima colazione o torte rustiche e asprigne, ma il gelato ? il nostro punto debole. Quando la pi? piccola di noi era davvero piccina, non c’era verso che mangiasse alcun dolce o torta, nemmeno quelle fatte in casa, ma il gelato…oh, il gelato era tutt’altra storia. E lo ? ancora. Per quattordici anni, il gusto immancabile nella coppetta o brioche (ah, la brioche con il tuppo siciliana! Cose che voi umani…) che fosse ? stato il pistacchio. Rigorosamente di Bronte. Gli altri gusti poco importavano (ancora quello alla fragola aveva qualche chance), ma quello era essenziale. Poi qualcosa ? cambiato e si sono fatti volentieri spazio nuovi gusti come quello allo yogurt, vari gelati alla frutta e, se fatto bene, anche quello alla cannella – che, personalmente, gelati al biscotto et similia non ci attraggono per niente -. Dunque, gelato. Qualche settimana fa, guardando Jamie Oliver in tv, ci siamo innamorate del suo gelato super fast: yogurt, frutta congelata, miele o sciroppo d’acero per dolcificare. Frulli e hai bello che pronto il tuo frozen yogurt: roba da perderci la testa. Niente gelatiera, niente creme da preparare il giorno prima e, soprattutto, niente pesantezza: unica accortezza il congelare la frutta o, quantomeno, avere della frutta congelata nel freezer. Jamie lo proponeva in due versioni, mango e frutti di bosco, e poich? gi? un gelato con i frutti di bosco da queste parti, l’anno scorso, era gi? comparso, ci siamo fatte prendere da un’improvvisa voglia di mango. Piccola nota: Jamie lo serve appena frullato, ma nel nostro caso ? risultato un po’ troppo liquido e lo abbiamo dovuto tenere?un po’ in freezer perch? ottenesse la consistenza di un gelato. E ancora, se riuscite, lasciate qualche piccolissimo pezzo di mango intatto che, sotto il cucchiaino, ancora gelato, per noi ? una meraviglia. (altro…)

Ciambella di orzo, mandorle e amarene

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Questa ?, molto sinceramente, una delle nostre migliori torte di sempre. Di quelle che se trovassimo le amarene fresche ogni giorno potremmo ripetere senza mai stancarcene. Ecco, le amarene: queste sono state un bellissimo e gradito?regalo di una collega della pi? grande di noi, che ci ha fatto avere le amarene dell’albero del suo giardino. Nobilitarle con un dolce di degno rispetto era d’obbligo. Volevamo qualcosa di diverso dalle solite amarene sciroppate o della classica confettura, ed in un non troppo caldo pomeriggio di fine primavera, durante il quale accendere il forno per sfornare un dolce era decisamente tollerabile (vista poi la merenda abbondante che ne ha seguito), ci siamo trovate ad abbozzare ricette per dar forma e consistenza ad una torta che potessimo non semplicemente immaginare. Abbiamo infilato il muso nel cassetto delle farine e deciso che, stavolta, sarebbe toccato a quella d’orzo essere protagonista. Per poi accompagnare le amarene, cos? acidule, serviva qualcosa che riuscisse a controbilanciarle senza risultare stucchevole, ed ? cos? che ci sono venute in soccorso le fidate mandorle: scelta pi? che azzeccata ? stata quella di usarne, per met? parte, di mandorle non pelate, che hanno reso la torta pi? rustica e aromatica. Ci chiediamo poi se sia stato merito del miele, o forse proprio di mandorle e amarene amalgamate tra loro, il profumo cos? intenso di questa torta. E, per elogiare ancora un dolce che ci ha conquistate, una menzione speciale?va alla sua sorprendente morbidezza: ci sentiamo infatti di affermare come si sciolga deliziosamente sotto la bocca. La scelta di uno stampo a ciambella, infine, era necessario per completare l’opera, che ogni torta che abbia la forma di una ciambella, sotto la campana dell’alzatina per i dolci da colazione, ci fa battere un po’ il cuore. Dopo tutto questo sproloquio, vi suggeriamo, vi invitiamo, vi imploriamo di rifarla, perch? questa possa conquistare anche voi! Se non dovessero esserci amarene nei paraggi, invitate ad unirsi un’altro frutto che condivida con queste una nota leggermente asprigna, magari dei lamponi, dei ribes, forse anche delle more e fra qualche tempo le susine, ma fatela! (altro…)

Burger di patate, zucchine e farina di mais con tzatziki

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Questi burger qui volevano entrare da tempo a far parte dell’archivio di ricette del nostro blog, preparandoli da tre?estati e non avendo mai l’onore di essere fotografati. Quando il nonno ti porta dal suo orto, per?, patate e zucchine in quantit? industriali, ingegnarsi ? d’obbligo e ci sono venute subito in mente questi cari vecchi amici. La verit? ? che, in un modo o nell’altro, ci ? sempre capitato di prepararli in situazioni scomode e di emergenza, non riuscendo quindi mai a farli passare sotto i riflettori. Importante e solenne questione, poi, ? ruotata attorno al nome che dovessero prendere: frittelle non ci sembrava rendesse bene l’idea, delle polpette non avevano la tipica tonda paffuta e rotondeggiante e di certo non avevano un impasto a base di latte, farina e uova cos? da poterli definire pancakes. La via pi? facile si ? rivelata affidarsi al loro aspetto esteriore ed alla forma che pi? ci ricordavano, e tale ? stata la ragione che ci ha spinti a definirli burger! Per quanto riguarda il prepararli in occasioni scomode, anche qui la maledizione di queste frittelle (no, burger!!) qui non ci ha risparmiati, ma ormai sembra quasi esser da tradizione che questi si mangino, per fatalit? dei casi, proprio la sera prima che la pi? piccola di noi vada in scena, nonostante il nervosismo alle stelle e i crampi allo stomaco. E poich? finalmente sono riuscite a non farsi sfuggire alla macchina fotografica, qualora aveste nei vostri programmi uno spettacolo a cui prender parte, magari questa po’ essere la ricettina che fa per voi per placare?un po’ la tipica ansia da palcoscenico! (altro…)

Carote arrostite con yogurt e tahini

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Ultimamente, per la pi? piccola di noi, sembra non esserci piacere pi? grande dell?affondare una carota arancione e croccante in un mare di tahini. Chiamatela follia, chiamatela stranezza, mentre c?? chi puccia il dito nella crema di cioccolato e chi va matto per l?accostamento banana – burro d?arachidi, io intingo carote nella crema di sesamo. E ne vado decisamente matta. Per quanto possa sembrare un po? assurdo, momentaneamente non trovo conforto maggiore dell?abbracciarsi della dolcezza della carota con il gusto deciso del tahini. Aggiungerei anche che, quando inizio, ? davvero difficile fermarmi. Poich? sentivo l?esigenza di far partecipe anche il blog di questa grande scoperta, era necessaria una ricetta che fosse un pelino pi? sfiziosa del limitarsi ad una carota in mano ed il barattolo di tahini pronta ad accoglierla dall?altra. E l?occasione si ? presentata quando ci ? passata sotto gli occhi questa ricetta di Ottolenghi: carote arrostite con yogurt e tahini, non poteva prospettarsi niente di pi? appetibile! Se poi ci sono anche cumino e coriandolo, che con questo ortaggio?stanno come il basilico al pomodoro, sei a cavallo. ? una ricetta che fa fronte a tutte le esigenze del palato: dolce per le carote, arrostite con lo sciroppo d?acero, forte e intenso per le spezie, acido per yogurt e limone, e ancora una nota salata che spezza quella che potrebbe essere un?eccessiva dolcezza. Abbiamo fatto piccole modifiche, ridotto e sostituito il miele con dello sciroppo d?acero, quello Canadese, che abbiamo tanto elogiato qualche post fa, e aggiunto la nota sapida e affumicata del sale Maldon. Se volete spingervi un po? oltre un semplice ortaggio immerso nel tahini, questa ricetta ? decisamente perfetta! (altro…)

Cake d’avena al limone, miele e pistacchi

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Come si pu? ben immaginare, qui la festa della mamma ? quasi pari ad eventi come compleanni e simili. Che qui, questa mamma, si deve festeggiare e celebrare. Mi piace l’idea di coccolarla, il vedere quel sorriso un po’ commosso stampato sul suo viso ogni volta come se fosse la prima. E cos?, ? un po’ come se i ruoli si invertissero. Mi diverto a farla stare un po’ sulle spine, stuzzicandola e preannunciandole che s?, sar? un gran giorno! In realt? non abbiamo mai ben capito, se la festa della mamma sia l’8 maggio o la seconda domenica di maggio. Sono quelle date che un po’ ci confondono, come la pasqua. E siccome non volevo trovarmi sprovvista n? per l’uno n? per l’altro giorno, gioved? pomeriggio ho impastato i suoi biscotti preferiti, quelli di frolla, facendoglieli trovare per colazione e dicendole che era solo un assaggio della giornata che la avrebbe aspettata domenica. Le aspettative dunque erano alte. Sabato pomeriggio ho impastato una torta da colazione, semplice e profumata: volevo qualcosa che potesse accompagnare le sue mattine (ricordate mica che lei ? quella che senza dolcetto a colazione non sa stare?) e, soprattutto, volevo che fosse una torta inventata da me. Non so quali siano stati i principi astrali fondamentali e assoluti che mi abbiano convinta che “s?, di farina ne sarebbe bastata?cos?” e grazie a quali proporzioni io sia riuscita a bilanciare ingredienti liquidi e solidi, fatto sta che ho sperato in un miracolo, ho versato tutto nello stampo da plumcake e infornato fin quando la superficie affermava silenziosamente di averne abbastanza, di tutto quel caldo. Poi l’ho sfornata, messa in un vassoio e nascosta accuratamente nel mobile della mia stanza dove conservo tutte le caccavelle. Domenica mattina mi sono alzata presto, ho dato da mangiare ad un micio impaziente che pretendeva la sua pappa (senza il quale, per?, non mi sarei mai alzata), e ho iniziato a sistemare la lavastoviglie cercando di provocare un rumore il pi? silenzioso possibile. Poi la tovaglia, i papaveri, il t? caldo (rigorosamente verde e profumato alle rose, d’obbligo per la festa della mamma), le scodelle di yogurt, il barattolo dei fiocchi d’avena, un libro minuziosamente impacchettato e il vassoio con la torta. Nel frattempo, immaginavo?che la mamma fingesse di dormire per lasciarmi quanto pi? spazio possibile, e invece dormiva di un sonno profondo. Insomma, al fatidico e temuto momento dell’assaggio, la torta si ? presentata davvero buona, morbida e sofficissima, con un bel sentore di pistacchi. Il regalo, poi, ? stato decisamente apprezzato. Questo ? il ricordo di una torta parecchio buona, di una bella mattinata ed un augurio ad una mamma speciale. (altro…)

Muffins integrali ai mirtilli

 

Oggi ci siamo dedicate ad una ricetta leggera di muffins, che abbiamo scoperto da Csaba della Zorza, che Bill Granger ha ideato per i suoi bimbi. Abbiamo usato i mirtilli al posto dei lamponi usati da Csaba e l’olio evo piuttosto che quello di semi: il risultato finale ? stato ugualmente ottimo.

Ingredienti per 12 muffins:

185 gr farina 0
150 gr farina integrale
1 bustina di lievito
1 cucchiaino di cannella
155 gr zucchero di canna grezzo
250ml di latticello (oppure 125ml di latte e 125ml di yogurt naturale amalgamati insieme)
125ml yogurt intero
2 uova
2 cucchiai di olio evo
400 gr di mirtilli
Unire insieme in una grande ciotola gli ingredienti secchi: le farine setacciate, lo zucchero, la cannella e la bustina di lievito.?In un altro recipiente unire gli ingredienti liquidi: le uova leggermente sbattute, il latticello, lo yogurt e l’olio.
Versare gli ingredienti liquidi nel recipiente con le farine e mescolare poco con un cucchiaio di legno. Aggiungere poi i mirtilli mescolando con cura e facendo attenzione a non romperli.
Travasare l’impasto nei pirottini di carta inseriti nell’apposita teglia ed infornare a 180? per 20/25 minuti o comunque finch? i dolcetti risultino dorati.