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Smoothie adattogeno di ciliegie, barbabietola e lamponi // Cherry, raspberry and beet adaptogenic smoothie

(English recipe follows) Era da un po’ che volevamo scrivere questo post: un post nel quale vi raccontassimo nel dettaglio del nostro libro, di quello che troverete al suo interno, quando potrete finalmente acquistarlo e molto altro. Quindi, iniziamo dalla cosa fondamentale: la data di uscita. Sappiamo di avervi dato, in questi mesi, delle date un po’ vaghe e non ben definite, dicendo una volta “giugno” e l’altra “luglio”, ma ora è ufficiale: il libro sarà preordinabile dal sito della casa editrice, Eifis, dal 28 Agosto (se volete già mettere le mani avanti e avere la vostra copia, cliccate qui) e in libreria dal 7 Settembre. Sappiamo che, rispetto ai tempi che avevamo indicato, risulta un po’ “in ritardo”, ma possiamo assicurarvi che, visto il successivo piccolo blog tour per promuovere il libro che sarebbe comunque avvenuto a Settembre, questa è stata la scelta migliore.

Per quanto riguarda il contenuto, all’interno del libro troverete 100 ricette vegane e senza soia, per sfatare il mito che chi decide di avere un’alimentazione a base vegetale si nutra soltanto di questa. 92 di queste sono interamente senza glutine (con una sezione dedicata ai dolci non soltanto senza uova e lattosio ma anche gluten free) e le restanti 8, invece, sono dedicate al nostro adorato lievito madre e realizzate, di conseguenza, con farina di farro. Troverete una divisione un po’ “stravagante” che speriamo non confondervi troppo e che possa farvi realmente entrare nella nostra dimensione e nella nostra cucina: il libro infatti non è suddiviso in pasti o stagioni ma, piuttosto, in ingredienti che amiamo, in sensazioni che ci comunica il cibo, in momenti della giornata o in “categorie” di cibo. In tutto, si tratta della bellezza di 12 capitoli.

Cosa troverete al suo interno? Beh, possiamo dirvi che siamo particolarmente soddisfatte dei nostri Croissant all’olio di cocco, dei Waffles di patate dolci e lenticchie rosse, del Paté di dulse e girasole e dei Cupcakes al cioccolato con ganache all’avocado. Troverete anche alcune delle ricette più apprezzate del nostro blog, come questa Crema spalmabile di verdure grigliate che potete preparare in questi mesi, mentre aspettate l’uscita del libro. Ah, il nome? Naturalmente Buono, che domande!

Quanto allo smoothie che vi proponiamo oggi, invece, ci riallacciamo a quel bisogno di nutrici di cose fresche e leggere di cui parliamo ultimamente nei nostri post: con il caldo estivo, sebbene la fame, per noi, non diminuisca, il bisogno di cibo fresco e il consumo ancora più aumentato del solito di frutta e verdura aumenta.
Perché adattogeno? Perché abbiamo utilizzato due superfoods, in questo caso maca e ashwagandha, noti per le loro proprietà adattogene, ovvero la capacità di permettere al corpo di adattarsi alle situazioni di stress o di sforzo psicofisico e di supportarlo. Personalmente, abbiamo notato come proprio questi due in particolare siano fondamentali per noi e per i nostri bisogni e fungano quasi da “calmanti”quando il nostro corpo ci manda segnali di stanchezza/stress. Per il resto, le ciliegie, di cui per ora, essendo di stagione, facciamo grandi scorpacciate, non potevano proprio mancare. Abbiamo aggiunto della barbabietola, sfruttando così della verdura dal naturale sapore dolce, e dei lamponi perché il tutto non virasse troppo ad una dolcezza stucchevole e aggiungessero un tocco di acidità tale da esaltare gli altri sapori. (altro…)

Croccante all’amarena // Vegan chocolate covered + sour cherries popsicles

Siamo da poco tornate dalla nostra piccola vacanza (che poi, fondamentalmente, si è trattato di un giorno intero al mare e una piccola tappa a Scicli, niente di lungo o che ci permettesse di staccare realmente la spina per qualche giorno) e la prima cosa che abbiamo fatto è stato metterci nuovamente all’opera. Niente di assurdo, siamo abituate a questi ritmi, se non fosse che il caldo ci ha colte all’improvviso e ci siamo ritrovate a cucinare e stare ai fornelli senza sosta ansimando e tirandoci su con un sorso di kombucha e l’altro. Decisamente non il massimo.

Siccome sembrerebbe essere la #popsiclesweek (ovvero la settimana dei ghiaccioli) dovevamo assolutamente condividere qui sul blog questi gelati che, insieme ai biscotti gelato che vi abbiamo proposto qualche settimana fa, occupano gran parte del freezer per salvarci in giornate come questa, in cui ci sono 40 gradi e, se fosse per noi, non ci alzeremmo neanche dal letto visti i bassi livelli di energie dovuti alle temperature.

L’inspirazione per questi ghiaccioli viene dal nuovo libro di Romina di “Sugarless”: rawlicious. Avevamo in mente di preparare dei gelati corposi coperti da un bel guscio di cioccolato da tanto tempo, e appena abbiamo visto i suoi, con quella bella frutta secca croccante all’esterno a coronare il tutto, abbiamo deciso di farli subito.

In realtà, sebbene le ricette di Romina siano una certezza e qualsiasi delle sue meraviglie abbiamo cucinato sia sempre stata strepitosa, in questo caso ci siamo semplicemente lasciate ispirare dalla sua ricetta per poi procedere a modo nostro, utilizzando le amarene fresche che abbiamo trovato al mercato piuttosto che quelle secche e un cremosissimo gelato a base di anacardi, latte di cocco e sciroppo d’acero che prepariamo da un po’ e che ci lascia sempre incredibilmente soddisfatte e che, poiché non lo avevamo ancora postato da queste parti, ci tenevamo davvero a condividere. Per la copertura, invece, abbiamo utilizzato del buon cioccolato fondente al 100% (se preferite un gusto un po’ più dolce, sceglietene uno all’85%) e un mix di zucchero di cocco e mandorle tritate grossolanamente. Inutile dirlo: stratosferici. (altro…)

Mini quiches di polenta con “ricotta” di macadamia e fiori di zucca // Polenta quiches with macadamia ricotta and squash blossoms

Scriviamo questo post un po’ in extremis, mentre siamo impegnate a non scordarci di mettere la crema solare in borsa e cerchiamo disperatamente il nostro iPod (nascosto chissà dove…), prima di metterci in macchina per la bellezza di 4 ore per trascorrere qualche giorno al mare. Giorni senza computer, senza dover rispondere alle mail, senza pensare a niente. Dopo gli ultimi mesi, così carichi di lavoro, stress ed impegni da tutti i fronti, era proprio quello di cui avevamo bisogno.

Per fortuna, nonostante ci riduciamo a fare sempre tutto all’ultimo, ieri abbiamo preparato un paio di cose (come queste barrette!) da mangiare da portarci dietro per sforzarci il meno possibile, passare poco tempo davanti ai fornelli e avere sempre cibo buono e sano a portata di mano. Oltre a snack per la prima colazione, abbiamo messo nella nostra borsa avocado (immancabili e indispensabili), un pane di semi senza glutine, i nostri pancakes di piselli, tante verdure e queste piccole quiches.

Prepariamo la”ricotta” di noci macadamia e anacardi che farcisce queste tortine da ormai un paio di mesi e non potremmo esserne più soddisfatte: è ricca, cremosa, leggermente acidula grazie al succo di limone e perfetta da mettere ovunque. È diventata una di quelle cose che non manca mai nel nostro frigorifero: la spalmiamo sul pane con qualche fetta di pomodoro, basilico e un goccio di aceto balsamico e la usiamo in una finta e molto approssimata parmigiana di melanzane che, però, anche il nostro uomo di casa, super tradizionalista, ha apprezzato.

Poiché i fiori di zucca sono troppo belli (e buoni!) per lasciarseli sfuggire – e adesso sono proprio di stagione -, volevamo trovare un modo per utilizzarli in modo creativo. Uno degli abbinamenti più classici è, appunto, quello con la ricotta, e poiché noi avevamo in frigorifero ancora un po’ della nostra versione vegetale, perché non provare a metterli insieme? Per il resto, abbiamo aggiunto una base strepitosa che, fondamentalmente, consiste in una base di polenta pressata dentro degli stampi (noi abbiamo usato quelli Le Creuset) e poi messa al forno fino a renderla ferma e adatta a contenere un ripieno, e, una volta cotte, le abbiamo servite un leggero pesto di basilico che ha portato il piatto a tutt’altro livello (quindi, mi raccomando, non evitatelo se decidete di replicare questa ricetta!) (altro…)

Burger di lupini e zucchine con salsa di semi di canapa e aneto // Lupini beans + zucchini burgers with hemp dill sauce

This post was made in partnership with Panasonic.

(English recipe below) Ogni sabato, subito dopo la colazione, ci prepariamo per andare al mercato locale. Aspettiamo tutta la settimana questo momento: scandisce l’inizio del weekend ed è il nostro modo per lasciare alle spalle i pesanti giorni di lavoro e concentrarci su ciò che cucineremo lentamente e sul tempo che finalmente passeremo insieme. Ancora, adoriamo aggirarci fra uno stand e l’altro, ammirare i colori splendenti della frutta e della verdura (che, diciamocelo, in estate e, soprattutto qui in Sicilia, hanno tutt’altro aspetto). Conosciamo talmente bene i produttori locali e biologici dai quali ci riforniamo che ormai sappiamo bene quali sono i prodotti forti di ciascuno di loro. Crediamo sia questo il bello dell’acquistare al mercato locale: niente ha lo stesso sapore e, se qualcuno ha le carote più dolci e dalla consistenza migliore, qualcun altro ha i pomodori più succosi e saporite. È una cosa per la quale fremiamo talmente tanto da svegliarci prestissimo la mattina, sebbene poi ci troviamo sempre ad uscire ben più tardi dall’ora in cui ci siamo svegliate poiché i nostri ritmi sono ben diversi da quelli del nostro amato (ma decisamente ritardatario) uomo di casa.

Qualche settimana fa, parte del nostro bottino sono state delle zucchine verdissime e una manciata di pomodori di colori diversi (ma quanto sono belli i pomodori gialli?!) e, una volta tornate a casa, abbiamo pensato a quale fosse il miglior modo di cucinarli per esaltarli al massimo, decidendo, alla fine, di trasformare le zucchine in polpette e i pomodori in un fresco accompagnamento per bilanciare il tutto. È bastato davvero poco: abbiamo messo i nostri ingredienti dentro il nostro nuovo food processor Panasonic e frullato il tutto, poi dato forma ai nostri burger e li abbiamo cotti in forno mentre preparavamo una deliziosa salsina a base di semi di canapa e aneto.

Dobbiamo dirlo, e siamo completamente sincere: questo food processor è stato decisamente una svolta nella nostra cucina. Ne possedevamo già uno, ma era decisamente più grande, ingombrante e difficile da pulire. Il food processor Panasonic (e lo diciamo sinceramente, non perché si tratta di un post sponsorizzato) è decisamente l’ideale per la cucina di tutti i giorni: è abbastanza compatto e non vi toglierà chissà quanto spazio. Bonus point: si pulisce piuttosto facilmente, senza dover azionare la lavastoviglie solo per pulire tutti i suoi pezzi. Ma la cosa che ci ha sorpreso di più è la sua potenza: nonostante sembri piuttosto modesto, il suo motore è estremamente potente. Il test che, per noi, stabilisce quanto una macchina sia potente o meno è la sua capacità di trasformare in crema la frutta secca e questo è stato più veloce del nostro vecchio food processor. E poi insomma, dalle foto potete vedere che ha un design adorabile e che si sposa perfettamente con la nostra cucina, no?

Tornando alla ricetta, la cosa bella di questi burger è che hanno davvero tantissime proteine vegetali in quanto abbiamo usato come legume principale i lupini: è vero, dovrete perdere un po’ di tempo a sgusciarli, ma sapete che hanno molte più proteine di ceci, lenticchie e fagioli? Aggiungete, come abbiamo fatto noi, lievito alimentare, semi di lino e una salsa a base di semi di canapa ed avrete ottenuto, oltre che ad un pasto buono e sano, un vero e proprio concentrato di proteine.

Lupini + zucchini veggie burgers

C'è un nuovo post sul blog! trovate la ricetta completa per questi burger vegan di lupini pieni di proteine vegetali sul blog http://www.naturalmentebuono.com/2017/06/burger-lupini-zucchine-salsa-semi-canapa-aneto-lupini-beans-zucchini-burgers-with-hemp-dill-sauce.html #sponsored #ad #panasonic #experiencefresh MUSIC CREDITS: Ukulele by BENSOUND http://www.bensound.com/royalty-free-…Creative Commons — Attribution 3.0 Unported— CC BY 3.0 http://creativecommons.org/licenses/b…Music provided by Audio Library https://youtu.be/G7HoUVcL5-U

Publié par Naturalmente buono sur vendredi 16 juin 2017

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Biscotti gelato con frozen yogurt alle fragole // Vegan strawberry froyo cookie sandwich

(Scroll down for english recipe) Sembrerebbe essere un anno fortunato sotto svariati fronti, ma un po’ meno sotto altri. Questi “altri” un po’ meno fortunati, riguardano principalmente lo stomaco di Marta che quest’anno non vuole avere pace. Dopo i fastidi di qualche mese fa, infatti, che sembravano essere stati spergiurati grazie ad un focus particolarmente attento (più del solito) a cosa mangiare e cosa no, questo weekend per la più piccola di noi è stato decisamente da dimenticare, a causa di una brutta intossicazione che, oltre ad una terribile nausea e al farle perdere una quantità incredibile di liquidi, ha fatto sì che l’unica cosa che riuscisse a mettere nello stomaco fosse riso basmati e zucchine al vapore – decisamente niente di troppo eccitante da condividere qui.

Per fortuna, però, avevamo in cantiere da un po’ questi meravigliosi biscotti gelato (di cui abbiamo preparato dosi così massicce da riempire eccessivamente il nostro freezer, dove adesso non c’è più spazio) e, una volta ripresa e tornata la voglia non soltanto di mangiare ma anche di pensare a qualcosa di più appetitoso di una zucchina al vapore, siamo qui adesso a condividere questa ricetta.

Anche se non è ancora arrivato il 21 giugno, visti i 40°C nella grande maggioranza delle città italiane, possiamo effettivamente affermare quanto l’estate sia già scoppiata. È la stagione del mare, delle vacanza dopo un anno di lavoro intenso, dei vestiti leggeri, delle insalate piatto unico, del “ma sì, ormai è tardi per la prova costume, ci penserò l’anno prossimo”, degli esami per molti, dell’uscita del nostro libro (!!!) e, imprescindibilmente, quella dei gelati. E siccome sappiamo quanto l’estate sappia essere calda qui in Sicilia, abbiamo pensato bene di prepararci e produrre gelati rinfrescanti come se non ci fosse un domani.

Quando si tratta di gelato, ci piace qualcosa che sia fresco e leggero ma che, allo stesso tempo, sia cremoso e ci lasci soddisfatte e appagate. Proprio per questo, il frozen yogurt per noi è sempre la risposta esatta. E poiché fuori, è sempre un po’ difficile trovare un gelato che rispecchi le nostre pretese ma che sia anche senza latticini, abbiamo ben pensato di prepararcelo noi stesse. È bastato frullare insieme fragole, yogurt di anacardi (ma abbiamo provato anche con lo yogurt di cocco e il risultato è stato ugualmente buono) e un goccio di sciroppo d’acero et voilà! ne è venuto fuori un perfetto frozen yogurt, vegan e tanto sano, da mangiare sempre. Poi, perché un frozen yogurt per i nostri standard era un po’ troppo semplice da proporre qui sul blog, abbiamo deciso di rendere il tutto un po’ più goloso e consistenze e infilarlo dentro un paio di biscotti ai fiocchi d’avena.

La cosa bella di questa ricetta è che racchiude due ricette in una: il gelato può essere mangiato in coppetta (o direttamente dentro la vaschetta con un cucchiaio) e i biscotti, a base di fiocchi d’avena, farina di grano saraceno, nibs di cacao e sciroppo d’acero sono poco zuccherini e perfetti per essere tranquillamente mangiati a colazione. Ecco, a dirla tutta, se avete un po’ di tempo per tirar fuori i gelati dal freezer preventivamente, potete tranquillamente mangiare uno di questi per colazione: d’altronde si tratta semplicemente di yogurt, frutta e fiocchi d’avena, no? ;-) (altro…)

Crumble salato di verdure mediterranee // Vegan savory mediterranean crumble

Ciotola in gres Giovelab

Qualche giorno fa, ne parlavamo anche nel post precedente, abbiamo chiesto su instagram cosa vi sarebbe piaciuto vedere sul blog fra i vari post che avevamo in cantiere. Dopo la pizza di zucchine (che sembrerebbe essere stata davvero apprezzata, visto quanti di voi ci hanno detto di averla ri-fatta!), la medaglia d’argento era spettata a questo crumble di verdure mediterranee, che, fondamentalmente, è un modo un po’ alternativo per servire una ratatuille.

È vero, ormai l’estate è alle porte e un po’ ovunque il sole ha già scaldato le città, motivo per il quale noi stesse abbiamo sempre meno voglia accendere il forno (ma, nonostante ciò, noi continuiamo quotidianamente ad infornare il nostro pane di pasta madre, a preparare granola e ad arrostire verdure), ma avevamo una ciotola troppo bella per non poter prepararci dentro qualcosa.

Abbiamo, come probabilmente tutti coloro che hanno un food blog di cucina, una piccola ossessione per ciò che concerne piatti, scodelle, posate, tazze e via dicendo. Negli anni, abbiamo accumulato una quantità tale di questi da essere arrivate a doverli conservare nei posti più improbabili (es. la stanza della più piccola di noi) e non avere più spazio per lo stesso cibo. Allo stesso tempo, abbiamo sviluppato uno stile e un gusto decisamente più definiti rispetto a quando abbiamo iniziato. Forse per nostra fortuna, visto che potremmo tranquillamente spendere tutti i nostri soldi in props, in Italia eravamo ancora riuscite a trovare il particolare tipo di piatti che ci piaceva (ed è per questo che, di ritorno dalle nostre vacanze, ritorniamo sempre con valigie estremamente pesanti non per via di gadget e souvenir ma, principalmente, perché abbiamo acquistato quantità imbarazzanti di stoviglie). Tutto questo, però, prima di conoscere Giorgia e il suo progetto Giovelab.

Quando, dopo mesi di ricerche, siamo finalmente riuscite a trovare una realtà italiana totalmente in linea con il nostro stile (nessuno può immaginare quanto amiamo i piatti in grès), non abbiamo esitato un attimo a metterci in contatto con lei per farci raccontare un po’ del suo progetto. È così che abbiamo conosciuto Giorgia, che ci ha parlato della sua attività e di uno dei suoi ultimi lavori, ovvero una fantastica ciotola in grès che si presta ai più svariati usi: dal cuocerci una torta dentro al preparare delle verdure al forno, dal mangiarci dentro (perché è bellissima da portare a tavola, e poi così si sporca di meno!) all’usarla come insalatiera o porta frutta. Insomma: un unico essenziale pezzo, mille usi. Già soltanto da come ce ne ha parlato ne siamo state entusiaste, e dal primo momento in cui è entrata nella nostra cucina, abbiamo avuto la certezza che non ce ne saremmo più separate.

Visto che spesso ci arrivano messaggi che ci chiedono da dove arrivano i nostri piatti e se conosciamo qualche produttore qui in Italia che produca stoviglie simili, siamo finalmente felici di potervi consigliare a cuore aperto di dare un’occhiata (e dire addio al vostro portafogli) al suo e-shop, perché ne vale davvero la pena. Nella nostra wish list, da acquistare al più presto: i cucchiaini e il piatto dessert in grès.

Tornando al crumble, se siete abituati ai crumble di fiocchi d’avena, che tendenzialmente diventano super croccanti dentro il forno come se fossero granola, sappiate che la consistenza di questo sarà diversa. Il mix di farina di grano saraceno, lievito alimentare e semi di girasole, infatti, si scioglierà in bocca e amalgamerà bene alle verdure, pur mantenendo un pizzico di croccantezza grazie ai semi di girasole. È un piatto che qui in casa è piaciuto molto, un po’ perché per le solanacee sono l’unico gruppo di verdure che l’uomo di casa sembrerebbe apprezzare, un po’ perché ha un sapore classico, tipicamente mediterraneo e ricorda un po’ le verdure panate. (altro…)

Pizza di zucchine con crema di rucola e semi di zucca // Vegan grain free zucchini pizza crust

(English recipe follows) Torniamo finalmente a pubblicare dopo una settimana e mezzo di silenzio durante la quale ci siamo trovate a fare i conti con un blog che andava di testa sua e che apriva pubblicità decisamente poco gradevoli ogni volta che si tentava di accedere ad una pagina. Dopo l’ansia e il terrore iniziali (siamo molto drammatiche), abbiamo preso atto di ciò che stava succedendo e ci siamo affidate a qualcuno di decisamente più esperto di noi per risolvere il problema. Adesso dovrebbe funzionare tutto per bene, ma qualora si aprissero pagine fastidiose tentando di entrare sul sito, fatecelo sapere.

Nonostante tutto, però, non abbiamo smesso un attimo di cucinare e abbiamo sfornato una serie di piatti che non si sono rivelati un disastro dopo l’altro ma che, in realtà, erano tutti davvero buoni e non vediamo l’ora di condividere qui sul blog. Così, nell’indecisione di cosa postare oggi, abbiamo fatto un piccolo sondaggio su instagram (avete risposto in tantissimi e la cosa non ha potuto che riempirci di gioia) su cosa avreste preferito vedere qui sul blog, e questa “pizza di zucchine” è risultata vincente.

Un paio di settimane fa, la più piccola di noi si era assolutamente convinta di voler provare a creare una “pizza” che avesse come ingrediente principale le zucchine (un po’ come quella di cavolfiore, ma con le zucchine) ma la più grande non ne era particolarmente convinta, perciò si era limitata ad assecondarla senza particolare interesse. Qualche sera dopo, completamente senza idee su cosa cucinare per la cena, la più piccola ha deciso che era arrivato il momento di provare a creare questa fantomatica pizza di zucchine. Le abbiamo quindi grattugiate, strizzate per bene e poi mescolate con farina di cocco, lievito alimentare in scaglie e semi di lino. L’impasto si presentava niente male, perciò l’abbiamo steso, cotto da un lato e poi dall’altro e, siccome in quel momento eravamo in cerca di qualcosa di molto veloce che risolvesse la nostra cena, ci siamo limitate a condirlo con uno dei nostri vasi di conserva di pomodoro preparata l’anno scorso, un po’ di verdure arrostite ed un “formaggio” di noci macadamia che avevamo in frigo del quale vi racconteremo presto: il risultato è stato sorprendente, e indovinate chi, dopo tanto scetticismo, se ne è innamorata perdutamente?

Siccome stiamo ancora sperimentando con un paio di ricette grain free, la prima lo è stata completamente, grazie all’utilizzo della farina di cocco (che, ricordiamo sempre, non è la stessa cosa del cocco rapé/cocco essiccato) e ci è piaciuta tantissimo. Volevamo però trovare una soluzione anche per chi non riesce a trovare la farina di cocco o per chi, come il nostro di casa, sente un po’ presente il gusto della farina di cocco e preferisce un sapore più tradizionale, neutro e rustico. Oggi stesso, perciò, abbiamo provato con la farina di grano saraceno (il che significa che, essendo questo uno pseudo-cereale, tecnicamente anche questa versione è senza veri e propri grani) e anche in queste vesti la pizza ci è piaciuta tantissimo.

Chiaramente, nulla vogliamo togliere alla sacra pizza, che adoriamo anche noi, ma questo è un modo carino e sano di nascondere verdura in una veste più appetitosa o da preparare quando si ha voglia di qualcosa che ricordi la pizza ma sia più leggero o, ancora, non si è pensato prima ad un impasto da lasciar lievitare.

Quanto al condimento, qui abbiamo deciso di fare qualcosa di meno tradizionale e proporvela con una crema di semi di zucca e rucola, ma fidatevi: con un po’ di passata di pomodoro, un paio di olive, due melanzanine grigliate, un goccio d’olio e una spolverata di origano sarà davvero meravigliosa. (altro…)

Panini di chufa senza cereali // Vegan + grain free tigernut buns

Era da un po’ che ci frullava per la testa l’idea di preparare un pane senza alcun tipo di cereale o pseudocereale. Abbiamo cercato un bel po’ online, ma la maggior parte delle ricette prevede una quantità esagerata di uova o davvero tanta farina di mandorle/frutta secca o, ancora, l’aggiunta di fiocchi d’avena (che sono un cereale) o di quinoa o grano saraceno che, pur non essendo tecnicamente dei grani (si tratta di semi, infatti) si comportano principalmente come se lo fossero.

Da quando la più piccola di noi ha avuto certi fastidiosi problemi di stomaco (ricordate quei dolori insopportabili sotto lo sterno appena sveglia di cui vi parlavamo?) e visti i forti attacchi di colite che, puntualmente, si fa viva ogni due/tre giorni, abbiamo cercato il più possibile di dare un po’ di respiro al suo stomaco, il ché ha significato due cose fondamentali: ridurre l’apporto di ceci che, a quanto pare, ultimamente non digerisce molto e ridurre quello di glutine e grani (senza però escludere pseudocereali come quinoa, grano saraceno e amaranto che invece sembrerebbe digerire senza particolari problemi) in favore di frutta secca, semi e avocado e legumi che riesce a digerire meglio come lenticchie, lupini e piselli. Ovviamente non la gestiamo come una cosa eccessivamente vincolante e “stretta” (quindi vi è tranquillamente spazio per le dovute eccezioni qui e lì) e, sebbene i fastidi non siano svaniti del tutto, dobbiamo dire che sicuramente al momento la situazione è davvero più gestibile.

E visto che, comunque, cerchiamo di fare in modo che la cosa sia il meno “pesante” da sopportare e che non sia mai triste, volevamo a tutti i costi cercare di elaborare dei panini senza grani che potesse mangiare ogni giorno e ogni quando ne sentisse il bisogno senza che la sua digestione venisse eccessivamente disturbata.

Quanto alla farina “strana” che vedete menzionata nel titolo della ricetta, si tratta di farina di Chufa o zigolo dolce (o, ancora, tigernut), ovvero un piccolo tubero che, appunto, non è né un grano né appartiene alla famiglia delle noci, perciò perfetta per il nostro esperimento (non che abbiamo qualcosa contro la frutta secca, ma visto che ne mangiamo abbondantemente ogni giorno tra latte vegetale, “burri” di mandorle o nocciole e, ancora, come snack e a conclusione dei pasti, volevamo evitare di sovraccaricare anche questi). È ancora un po’ difficile da trovare in supermercati – anche se bio – ma potete tranquillamente acquistarla qui *non si tratta di una sponsorizzazione, semplicemente questa è quella che abbiamo usato noi e che vi consigliamo. Il resto degli ingredienti invece sono farina di cocco (non cocco rapé – si tratta davvero di una cosa diversa!), polvere di fibra di semi di psillio (se usate la cuticola non polverizzata probabilmente avrete bisogno di aggiungerne un cucchiaio in più, ma non abbiamo provato), semi di lino e un goccio d’olio.

Consiglio fondamentale: non provate a far diventare questo impasto un pane intero o da cuocere dentro una teglia: succederanno cose spiacevoli. Vi diciamo soltanto che ci abbiamo provato per la bellezza di due volte ed entrambe le volte, nostro malgrado, abbiamo dovuto buttare i nostri tentativi: poiché infatti si tratta di un impasto senza glutine e senza alcun cereale o addensante, ha bisogno di cuocere a lungo e di ricevere calore da tutti i lati. Sappiamo che sarebbe davvero bello farne un pane da affettare e non doversi limitare a dei panini piccoli piccoli, ma per questa ricetta è necessario accontentarsi di questo.

La consistenza è sofficissima (se desiderate che siano un po’ più “fermi” e sodi, aspettate 24 ore dopo la cottura prima di tagliarli e consumarli) e il sapore delizioso, leggermente dolce senza aver bisogno di alcun dolcificante grazie al retrogusto mandorlato della farina di Chufa. Potete tranquillamente, però, decidere di accompagnarli a qualcosa di salato, preferibilmente con un sapore forte e deciso: noi li abbiamo adorati con tahini e composta di mirtilli o con un paté di broccoli e senape. A dire il vero, abbiamo anche preparato dei mini burger e li abbiamo usati come piccoli burger buns.

Sappiamo che gli ingredienti sono un po’ meno di facile portata rispetto a quelli che proponiamo di solito, ma se siete curiosi di provare nuovi ingredienti e vi piace sperimentare, vi consigliamo caldamente di procurarvi tutto e provare questi panini senza cereali! (altro…)

Tartufi vegan al cocco e cioccolato bianco // Vegan white chocolate + coconut truffles

(English recipe below) Senza neanche programmarlo, abbiamo trascorso tutta la settimana insieme in quanto la più grande di noi si è trovata a far fronte ad una brutta sciatica che, in questi giorni, l’ha tenuta bloccata a letto e incollata di fronte allo schermo dell’iPad e a Netflix, cosa che l’ha inevitabilmente portata a sognare (di notte – uno dei pochi momenti che non ha passato guardando serie tv -) di essere la compagna di Neal Caffrey e di andare a New York. A dirla tutta, mentre io, Marta, lavoro a questo post, lei continua a guardare indisturbata il suo White Collar (credo sia arrivata dalla seconda alla quarta stagione in appena 5 giorni). Mi pento ancora di averle insegnato come aprire Netflix sul suo tablet.

Ma veniamo a questi bon bon. Come probabilmente avrete capito dai post precedenti, una cosa che non può mancare mai a casa è qualcosa di dolce (e rigorosamente fatto in casa): non importa che sia una torta, dei biscotti o delle semplici barrette, ci deve essere. Un po’ perché se dovessimo avere un ospite inaspettato ci dispiacerebbe davvero non avere qualcosa da offrire, un po’ perché la più grande di noi sembra essere rassicurata dalla sicurezza che, in uno di quei momenti in cui ha soltanto bisogno di mettere sotto i denti un dolcetto, questo ci sia.

Abbiamo iniziato a preparare questi tartufini proprio per questo motivo: eravamo rimaste senza nulla e avevamo voglia di preparare qualcosa di facile e senza stress. La prima versione che abbiamo provato, ispirata da questa, era a base di cocco rapé, anacardi, burro di cacao e dolcificata con lo sciroppo d’acero. La seconda volta, invece, abbiamo voluto provare qualcosa di un po’ più “fancy” sostituendo lo sciroppo d’acero con lucuma e mesquite (noi abbiamo usato quelle GustoVivo, la qualità dei loro prodotti è decisamente superiore alla media di quelli che si trovano in giro) , delle “polverine magiche” che svolgono la funzione di dolcificanti senza però essere zuccheri aggiunti e avendo un basso indice glicemico. Se la prima volta, infatti, il sapore era più “autentico” e ricordava un po’ più quello di un cioccolato bianco vegan, la seconda abbiamo però ottenuto dei tartufi dal sapore più complesso e, secondo noi, più completo e con sfumature decisamente più interessanti, pur mantenendo, comunque, il richiamo al cioccolato bianco. Quanto alla mandorla pelata in mezzo, quella è totalmente facoltativa, ma se volete qualcosa che somigli tanto ai famosissimi  in commercio (credo abbiate intuito di quali stiamo parlando…), allora andate di mandorla!

La bellezza dei nostri tartufi, oltre al fatto che richiedono pochissimi ingredienti, è che la maggior parte della dolcezza deriva proprio dalla frutta secca, in quanto cocco e anacardi sono già piuttosto dolci senza bisogno di aggiungere altro. Quindi, oltre ad aver usato dolcificanti a basso indice glicemico, ne abbiamo utilizzato anche pochi: pochi zuccheri e decisamente tanto piacere. Questo teoricamente non dovrebbe significare che se ne possano 3 o 4 di fila, ma non vi neghiamo che noi lo abbiamo fatto, quindi basta chiudere un occhio e sembrerà di averne mangiato appena uno e mezzo (il che significa che, volendo, ci sarebbe spazio per ancora un altro…). (altro…)

Pancakes salati di piselli con tzatziki // Savory green pea pancakes with tzatziki

Siamo certe che molti dei nostri lettori siano come noi: appena vediamo una novità sui banchi dei supermercati biologici, dobbiamo subito metterci le mani sopra. Non importa se non abbiamo idea di cosa sia, come utilizzarlo o che sapore abbia, noi nel dubbio la mettiamo nel carrello. E questo è quello che è successo l’anno scorso quando, di fronte ad un pacco di farina di piselli verdi, abbiamo subito dovuto comprarla.

Abbiamo provato più volte ad usarla come avremmo fatto con la farina di ceci, ma il risultato è sempre stato piuttosto deludente: a differenza, infatti, di quella di ceci, non è altrettanto assorbente e tutto ciò che abbiamo provato a cucinare finiva spesso per essere troppo cotto o troppo secco e a spezzarsi facilmente.

Ieri sera, dopo aver quindi lasciato per quasi un anno quel pacchetto di farina di piselli mezzo usato nella nostra dispensa, in cerca di qualcosa da preparare per cena, lo abbiamo ritrovato lì in dispensa a farci l’occhiolino e dirci che era il caso di darle un altro tentativo, o presto avremmo dovuto vedercela con l’estate e le fastidiose farfalline che, ogni tot, decidono di costruire famiglia nei nostri pacchetti di farina.

L’idea iniziale era quella di prepararci delle crepes alternative a quelle di ceci che spesso prepariamo, ma l’impasto era decisamente troppo denso perché potesse diventare una bella crêpe sottile e morbida e, viste le esperienze precedenti, sapevamo che non avremmo potuto aggiungere altra acqua o sarebbe stato impossibile cuocerle in padella e che si sarebbero spezzate immediatamente non appena avremmo provato a girarle. Però ormai l’impasto era quello, avevamo usato la tanto temuta farina di piselli e non avevamo intenzione che ci passasse per la testa l’idea di gettare tutto dentro il cesto della spazzatura (odiamo davvero lo spreco di cibo). Quindi insomma, abbiamo provato a cuocere questo impasto piuttosto denso – sembra, piuttosto, quello di una torta – senza però farlo diventare crêpe ma lasciando che diventasse, piuttosto, una frittella: ed è così che è successa la magia.

Ci siamo innamorate talmente tanto di questi pancakes (come è possibile che non ci avessimo pensato prima?!) da cucinarli nuovamente oggi a pranzo, insaporendo ancor di più l’impasto “base” che prevedeva niente di più che farina di piselli, acqua, poco arrowroot e un goccio d’olio con dei cipollotti tagliati finemente – sono i nostri “eroi” in cucina e troviamo che tutto risulti migliore con un piccolo cipollotto dentro – e delle foglie di timo. Per il condimento, invece, abbiamo mantenuto lo stesso che avevamo preparato ieri sera e che era risultato vincente: un semplice tzatziki veg con il nostro yogurt di anacardi che, essendo molto fresco, cremoso e leggermente “tangy” è l’accompagnamento perfetto per un pancake a base di farina di legumi (che risultano sempre un po’ “pesanti”) e, soprattutto, nel caso di uno a base di farina di piselli per la sua naturale dolcezza. Asparagi grigliati – non possiamo farne proprio a meno per ora -, avocado e ravanelli hanno completato il tutto.

Insomma, se anche voi avete un pacchetto di farina di piselli comprato durante un raptus di “oh! una cosa nuova! devo averla!” lasciato a morire in dispensa, rispolveratelo e dategli un’altra chance e se, invece, non ce l’avete, corretelo a comprarlo perché questi pancakes vi salveranno davvero la cena (ma anche il pranzo veloce, il brunch o l’aperitivo) in quelle giornate durante le quali non avete idea di cosa cucinare e avete ben poco in frigorifero! (altro…)