Insalata di kale viola, mirtilli e melanzane // Purple kale, blueberry and eggplant salad

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(English post below) Lo sapete, siamo leggermente ossessionate dalle insalate – quelle nutrienti e sazianti! – e siamo sempre alla ricerca di nuove e deliziose. È la nostra prima scelta su tutto, che si tratti dello scegliere un piatto sulla carta di un ristorante o di qualcosa da preparare con un ingrediente particolare. Quando infatti siamo riuscite a recuperare del cavolo riccio viola al punto Naturasì dal quale ci riforniamo abitualmente (un grazie enorme va a Barbara per la soffiata!), sebbene fosse nel sapore praticamente identico a quello del kale classico, siamo rimaste talmente affascinate dal suo aspetto e dalle venature violacee delle sue foglie che dovevamo decisamente immortalarlo e presentarvelo in una nuova salsa – che questo sta diventando un po’ il blog del kale e delle insalate.. -. Ci siamo immediatamente ricordate dell’insalata pubblicata un paio di settimane fa da Luise e David di Green Kitchen Stories e del loro entusiasmo nel rendere quanto più viola possibile questa insalata. Purtroppo avevamo finito le nostre amate lenticchie nere beluga (della quale teniamo sempre una buona perché velocissime da cuocere), quindi abbiamo optato per delle lenticchie di puy che hanno egregiamente svolto il loro ruolo, mantenendo la loro forma ed essendo cotte al dente. Abbiamo anche sostituito le more con dei mirtilli perché era tutto ciò che avevamo per le mani e le biete con il nostro mix preferito di verdure a foglia verde. Paradossalmente abbiamo lasciato fuori anche il nostro amato avocado perché abbiamo ritenuto che l’insalata fosse già tanto buona da non aver bisogno d’altro. Punti forti che non potevano assolutamente essere cambiati, invece, sono state le cipolle e le melanzane – per noi, le splendide melanzane dell’orto dei nonni -, speziate e cotte al forno, le nocciole e, chiaramente, il cavolo riccio viola. Sebbene l’insalata sia già spettacolare di suo, vi consigliamo caldamente di servirla insieme ad una buona porzione di hummus cremoso (variante vegana alla feta suggerita sempre da Luise e David) e fidatevi: porterà il piatto a tutt’altro livello.  (altro…)

Insalata di zucca arrostita con za’atar e dressing ai datteri di Anna // Anna’s roasted squash + za’atar spices

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Se ci conoscete (e, soprattutto, se conoscete la più piccola di noi), saprete bene che abbiamo una piccola ossessione quando si tratta di libri di cucina. Nel giro delle ultime due o tre settimane, poi, causa “ho bisogno di ispirazione” questa si è vista crescere in modo esponenziale, costringendoci a lasciare un bel po’ di volumi fuori dai cinque grandi scaffali occupati interamente da ricettari. Tra questi, ‘a modern way to eat’ di Anna Jones è uno di quelli che ha il suo posto fisso ed ai quali siamo più affezionate. Già più di un anno fa abbiamo acquistato la versione inglese (così come abbiamo fatto, successivamente, per il suo secondo libro), della quale ci siamo follemente innamorate. È una cucina casalinga e, allo stesso tempo, raffinata e sfiziosa. Semplice ma mai banale, decisamente sorprendente. Dopo averlo sfogliato infinite volte, abbiamo iniziato ad incollare post-it un po’ ovunque, per segnare le ricette da provare assolutamente, dall’insalata di mais abbrustolito, kale e patate dolci alla zuppa di cardamomo e anice stellato con zucca invernale, dal rotolo alle arachidi della california ai rotolini ai fichi ed earl grey. La scelta per il post di oggi, alla fine, è ricaduta su questa insalata dal gusto agrodolce. Avevamo una bellissima zucca gialla quintale (ammettiamo di aver dovuto cercare su internet per scoprire il nome di questa zucca…ci sorprende sempre vedere quante infinite varietà di questo ortaggio possano esistere!) e, sebbene Anna suggerisse di usare una zucca violina, ci siamo dette che l’insalata sarebbe stata ugualmente straordinaria…e così è stato! Adoriamo come la dolcezza della zucca venga unita al sapore forte e amaro di radicchio e semi di finocchio, e bilanciata sapientemente dalla freschezza della menta e da una vinagrette agrodolce di aceto balsamico – noi abbiamo usato quello bianco – e datteri. Non sentitevi scoraggiati e non lesinate nel condire l’insalata per il fatto che zucca e datteri siano due elementi dolci e per la paura che possano risultare stucchevoli: vi promettiamo che non lo sarà, e parliamo da persone che non hanno decisamente una propensione a gusti molto dolci. Adesso, forse vi chiederete: perché pubblicare solo adesso una recensione tanto piena d’amore per un libro già uscito nel 2014? Semplice: perché adesso (precisamente, dal 20 ottobre), se non lo conoscevate o non siete pratici con l’inglese, lo potete acquistare tranquillamente in libreria, tradotto in italiano ed edito da Eifis. Vi assicuriamo che sarà uno di quei libri dei quali non potrete più fare a meno! (altro…)

Chips di cavolo riccio // Cheesy vegan kale chips

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(English version below) Non siamo esattamente il tipo di ragazze da patatina e decisamente meno da popcorn. Ma le chips di cavolo riccio cambiano decisamente le carte in tavola. La prima volta che le abbiamo assaggiate è stato un po’ meno di due anni fa, quando sembrava impossibile trovarle – non che adesso, qui in Italia, la situazione sia cambiata molto – e l’unico modo per potersene gustare un pacchetto era ordinarle da internet, e ne siamo completamente andate pazze. Una volta appurato che ci piacevano, troppo e in qualsiasi gusto – persino quelle dolci al cioccolato -, è diventata, come al solito, una sfida al cercare di riprodurle in casa per ottenere quella perfetta consistenza e il gusto ‘formaggioso’ senza dover spendere troppi soldi. L’anno scorso abbiamo fatto un paio di tentativi limitandoci a condire il cavolo riccio con sale, limone e olio extravergine d’oliva: abbiamo provato sia ad essiccarle, così da mantenerle crude, sia ad infornarle, ma in entrambi i casi, seppur deliziosi, persisteva il difetto più importante: la consistenza. Sebbene, infatti, appena uscite dal forno o dall’essiccatore le nostre chips di kale erano decisamente buone seppur al naturale, una volta raffreddatosi sono diventate decisamente mollicce. Quest’anno, cominciata nuovamente la stagione di cavolo nero e cavolo riccio e grazie ad un inaspettata tornata di cavolo riccio sulla quali, ultimamente, riusciamo a mettere su le mani, abbiamo deciso di riprovarci ed imitare in tutto e per tutto il condimento di quelle che ci avevano conquistato. Anacardi ammollati, frullati con un po’ d’acqua fino ad ottenere una salsina cremosa e origano, paprika affumicata e lievito alimentare in scaglie per insaporire e conferire quel sapore “formaggioso”. Possiamo assicurarvelo: sono talmente deliziose e croccanti (e affatto mollicce!) da poter finire l’intera tornata in una serata. Mangiare la propria porzione di verdure a foglia verde scuro non è mai stato tanto esaltante! (altro…)

Daal di lenticchie rosse con mandorle salate // Red lentil + salted almonds daal

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(English version below) Dal nostro viaggio a Copenhagen siamo tornate con tanta voglia di esplorare tutta la penisola scandinava e circa 10kg in più…in valigia. La bilancia infatti non ci ha fatto alcun brutto scherzo (che fra tutto quel camminare, andare in bici e trasportare valige estremamente pesanti sarebbe stato piuttosto difficile), ma non possiamo negare di aver temuto che fossero proprio i nostri stessi bagagli a farcene uno ancor più brutto in aeroporto. Per fortuna, tutto è filato liscio e siamo riuscite a riportare a casa il nostro piccolo patrimonio. Tra piatti, ciotole, tazze, posate e un’incredibile varietà di tè (siamo soltanto noi a credere che si trovi molta più varietà e che spesso sia anche più buono il tè all’estero?), non potevamo non portarci dietro anche due splendidi ricettari, fra i quali quello di Grœd. Se avete letto il post sulla nostra vacanza danese, forse vi ricorderete di quanto abbiamo elogiato questo posto (d’altronde, eravamo partite già con la certezza che lo avremmo adorato), tanto da fare in modo che la nostra prima ed ultima colazione, per iniziare e finire con il piede giusto, fossero inevitabilmente a base di porridge. Grœd, infatti, è un locale che serve porridge e un’infinita varietà di cerali risottati, e il libro non potrebbe essere diverso. Tra le infinite e decisamente eccitanti e gustose alternative che ci si sono prospettate, una fra tutte, sin dal primo istante, è stata la prescelta. Adesso, è vero, quella del daal è una ricetta piuttosto semplice e conosciuta, ma c’è un motivo se noi abbiamo deciso di preparare proprio questa: è da quando lo abbiamo visto segnato nel loro menu a Copenhagen che lo abbiamo desiderato e, poiché la voglia di provare diversi locali era tanta e il daal non è esattamente una di quelle cose che desideri mangiare per colazione, abbiamo dovuto rimandare fino al nostro ritorno a casa. (altro…)

Quinoa con cavolo nero marinato e hummus di barbabietola // quinoa with marinated kale + beetroot hummus

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(English version below) La settimana scorsa ci siamo trovate a saltellare freneticamente per i corridoi del Naturasì senza poterci fermare. Il motivo? Il cavolo riccio, chiaro. Se abitate in Italia e siete dei foodblogger (o semplicemente salutisti o appassionati di cibo), sapete bene quanto sia quasi impossibile riuscire a trovarlo. Il suo cugino toscano, il cavolo nero, svolge egregiamente il suo ruolo senza farne sentire la mancanza (che sia quella nutrizionale o puramente legata al gusto), ma niente batte il fascino di qualcosa quasi impossibile da trovare. Quindi, dopo l’euforia iniziale e gli esatti 1,089 kg infilati compulsivamente dentro un sacchetto, un nuovo libro arrivato da poco nella buca della posta ci è venuto incontro. Partiamo dalla ricetta, che ci è stata decisamente d’aiuto in una sera in cui, tornate stanche ed affamate dopo la nostra lezione di pilates e con soltanto della quinoa cotta in precedenza, quel kilo di kale e pochi altri ingredienti, siamo riuscite ad assemblare un piatto delizioso e nutriente in meno di 15 minuti – che vediamo bene anche per una colazione salata. Ci è bastato, infatti, sostituire la quinoa ad il riso rosso previsto dalla ricetta, frullare velocemente dei ceci con delle barbabietolemassaggiare il kale per riuscire a quietare le nostre pance brontolanti. Quanto al libro, 26grains è il manoscritto della proprietaria dell’omonimo locale a Londra del quale, durante la nostra piccola tappa di 3 giorni e mezzo nella città, ci siamo talmente tanto innamorate da tornarci due mattine di seguito, ed è salito velocemente in cima alla lista dei nostri ricettari preferiti. Oltre alle foto splendide, pure ed essenziali, il libro è pieno di spunti ed ispirazione, piatti deliziosi che fanno l’occhiolino all’approccio fresco, “nudo” ed integrale della cucina danese. (altro…)

Porri al vapore con crema di anacardi al sommacco per TASTE&MORE N.22 // Steamed leeks with sumac cashew cream

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(English version below) Siamo davvero contente di poter condividere qui la nostra prima collaborazione con la rivista online Taste&More. Come prima ricetta, abbiamo pensato a qualcosa di semplice ma davvero buono che permettesse di esaltare dei porri cotti nel più facile e quasi scontato dei modi e che altrimenti risulterebbero un po’ tristi e privi di personalità con una crema leggermente acidula – grazie a senape e succo di limone – a base di anacardi. È una ricetta alla quale lavoravamo da un po’, e averla potuta ultimare per Taste&More è stato sinceramente appagante! In questo numero – fantastico e ben elaborato, come sempre -, oltre ai nostri porri, troverete un sacco di spunti per cucinare con le cipolle, millefoglie dolci e salate (tra cui la nostra con sfoglie di ceci e “ricotta” di mandorle!), torte golose e molto altro. Quindi che aspettate? Sfogliatelo subito! (altro…)

Vegan copenhagen + brownie biscotti gelato // flourless vegan brownie ice cream sandwich

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(English version follows) Scrivere questo post non è stato affatto facile. Non perché non ci fossero molte cose da dire, ma esattamente il contrario: tanto amore a prima vista per la nostra meta di quest’anno, Copenhagen, tanti posti meravigliosi da visitare e locali deliziosi dove godersi un buon pasto vegano. Iniziamo dal principio: Copenhagen è una di quelle mete che sogniamo da anni (e post come quello di Francesca o Laura e Sara ci hanno fatto venir ancor più voglia di visitarla) e quest’anno, per una strana e magica coincidenza di voli, siamo riuscite a rendere concreto questo sogno. Siamo partite con aspettative altissime, e la città le ha soddisfatte pienamente. Copenhagen incarna perfettamente, senza dubbio, il modello della città nordica, ma senza cadere in un cliché, mantenendo la sua forte personalità, peculiarità e bellezza. Se dovessimo descrivere la città con un solo aggettivo, quello sarebbe sicuramente “verde”: Copenhagen ti sorprende con incredibili paesaggi naturali e tanto, tanto verdi ad ogni angolo, persino quando non te lo aspetti, e i suoi abitanti lo sanno bene – ovunque ci si può concedere un momento di relax stesi sul prato (persino all’orto botanico!!) o una pausa picnic nel perfetto rispetto della natura. Oltre a godere del verde e a portare meravigliosi bimbi biondissimi e dagli occhi azzurrissimi in giro, gli abitanti di Copenhagen si dilettano in un’altra attività, forse la più importante: andare in bici. A Copenhagen, infatti, tutti sembrano andare in bici – e, per fortuna, le piste ciclabili ci sono, sono ampie e non si confondono con i marciapiedi -. Le bici sono talmente fondamentali che, anche da turisti, è necessario affittarne una almeno per qualche ora per fare esperienza della vera vita della città. Abbiamo deciso anche noi di farlo e ve lo consigliamo calorosamente (se non siete abituati a portare la bicicletta, fatelo l’ultimo giorno della vostra permanenza così da, quantomeno, riservare i dolori a quando sarete seduti e annoiati in aereo). Ancora, possiamo dire di essere state piuttosto fortunate per quanto riguarda le temperature esterne: a parte due giorni di pioggia, tra l’altro, nemmeno troppo forti, abbiamo potuto ammirare il cielo azzurrissimo di Copenhagen e girare con abiti corti e leggeri concedendoci anche il lusso di aver caldo. (altro…)

Crumble di nettarine e rosmarino // rosemary and nectarines crumble

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(English version below) Uno dei dolci che più amiamo in assoluto è sicuramente il crumble: estremamente versatile, veloce, facile e a prova di sbaglio. Che sia inverno, e che quindi si tratti di un confortante teglia con mele e cannella, o estate – e qui via libera a tutta la succosa frutta estiva -, il crumble è uno di quei dolci con i quali non si può sbagliare mai. Che basta “condire” un po’ di frutta da un lato e impastare briciole dall’altro in meno di cinque minuti, poi mettere tutto in una teglia e dimenticarselo in forno per una 40ina di minuti, mentre magari si guarda una puntata di Mr. Robot – la nostra ultima fissazione – o magari mentre si cena, così da avere un dessert in poco e niente quando si ha bisogno di una coccola dolce. Insomma, per noi il crumble rappresenta davvero il dolce perfetto, quello che ci ha salvate in più di un’occasione: durante il 18esimo compleanno della più piccola di noi, che dopo essersi resa conto che la “torta principale” non sarebbe mai bastata per soddisfare lo stomaco di tutti gli invitati, è stato proprio un crumble di mele a venirci incontro. E ancora durante numerose cene/pranzi, dopo esserci rese conto di non aver pensato ad un dolce e con poca fantasia, il crumble ha sempre rappresentato la nostra salvezza. Perché insomma, diciamocelo, chi non ha sempre, pur quando manca tutto, un paio di mele o altra frutta in frigo? E quale miglior modo per “salvare” della frutta troppo matura o poco saporita? Il crumble di oggi è quello che prepariamo da mesi ormai e che adattiamo a qualsiasi frutto ci capiti fra le mani: in questa versione con pesche e rosmarino, un abbinamento che abbiamo davvero adorato. Per quanto riguarda le briciole, invece, si tratta semplicemente di fiocchi d’avena, farina di mandorle, olio di cocco e sciroppo d’acero (insomma, ingredienti che si difficilmente mancano in dispensa…). Adesso, è vero che siamo in estate e meno si può accendere il forno, meglio si sta, ma per questo crumble vi consigliamo di fare un’eccezione!

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Chia pudding con fragole, pesche e maca

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Dobbiamo confessarlo: ultimamente nutriamo un amore spassionato per i semi di chia. Oltre ad essere estremamente versatili in qualsiasi ricetta preveda un uovo, costituiscono anche la base per fetta per un “pudding” dalla consistenza quasi gelatinosa. Adesso, ? vero: ? da anni che girano sul web ricette a base di pudding di semi di chia, ma la verit? ? che noi non siamo mai riuscite a farcelo piacere. E persino due?anni fa, quando il pudding di chia era una novit?, ma noi gi? lo conoscevamo perch?, durante il nostro viaggio in Belgio e le infinite tappe da Le Pain Quotidien, il nostro intermezzo quotidiano era proprio un pudding di chia e latte di cocco, dobbiamo confessare che era pi? una scusa per poterci portare a casa un paio di barattoli weck (in cui, appunto, era servito il pudding da portar via). Dopo anni, per?, sentiamo di aver fatto pace don questa colazione che abbiamo tanto disprezzato: infatti, la base di fragole e pesche (qui nettarine, ma stanno decisamente bene, se non addirittura meglio, quelle bianche), profumata da un tocco di vaniglia e dal sapore caramellato della maca – quel superfood di cui vi parlavamo qui – addolcisce perfettamente il chia pudding, che altrimenti sarebbe troppo blando e non troppo appetitoso. Fragole e pesche possono tranquillamente essere sostituite?da altre bacche e da un altro frutto dolce, ma mantenete sempre un frutto un po’ pi? acidulo (mirtilli, lamponi…) ed uno pi? dolce. Quanto al topping, noi ci siamo mantenute su qualcosa di piuttosto semplice, ma voi divertitevi come pi? vi pare: granola, burri di frutta secca, noci, more di gelso disidratate sono un’esempio, giusto per nominarne qualcuno.? (altro…)

Zuppa fredda di avocado, spinaci e latte di cocco

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(English version below) Zuppa? In estate? Certo, ma ovviamente fredda! Un po’ di tempo fa, durante il nostro periodo di latitanza dal blog, abbiamo deciso che, se non potevamo interagire qui sul blog, lo avremmo allora fatto nella nostra pagina Facebook. In questo modo, oltre a riportare alla luce alcune delle nostre ricette estive preferite (e, soprattutto, quell’incredibile crema di verdure grigliate della quale vi parlavamo l’estate scorsa), siamo riuscite ad aggiornarvi sui nostri movimenti in cucina. E proprio a proposito di questo, avevamo promesso una ricetta dalle infinite sfumature di verde facile e veloce, di quelle che anche quando sei sotto esami prepari in pochissimo tempo senza stressarti troppo o doverti accontentare di un pasto triste e senza sapore. Basta un frullatore (anche ad immersione) e giusto un paio di ingredienti come avocado, spinaci e latte di cocco – insomma, ci conoscete, sapete bene quanto ciascuno questi sia indispensabile nella nostra cucina… – e in poco e niente riesci a tirar fuori una zuppa fredda da urlo: avocado e latte di cocco la rendono incredibilmente e squisitamente cremosa, gli spinaci e il succo di lime contrastano e bilanciano la dolcezza data dal latte di cocco. Insomma, questo “gazpacho” (che gazpacho non si pu? definire, poich? manca tutto ci? che lo renderebbe tale) ci ha colpite talmente tanto che quasi avremmo voluto pubblicarlo subito, ma abbiamo dovuto pazientare, studiare, prenderci cura delle nostre erbe in balcone perch? ne esaltassero ancor pi? il sapore, per, finalmente, proporvelo oggi.

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