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Panettone di farro al miele per tipi pigri (con video)

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Non era questo il post che avremmo dovuto pubblicare oggi. O quantomeno, avremmo probabilmente dovuto postare oggi questo se solo la settimana scorsa fossimo riuscite a mettere in ordine i nostri pensieri – cosa che comporta, inevitabilmente, la stabilit? qui sul blog – e se solo vi avessimo gi? proposto tutta una serie di cose che, per una volta, si sono limitate a finire soltanto nella nostra pancia che anche qui sul blog. Non che fossero cattive, tutt’anzi! Uno sformato vegano, caldo e confortante, perfetto per il pranzo di Natale di cui non ci convincevano le foto, una torta da compleanno da paura (perch?, qualora qualcuno non se ne fosse accorto, qualcun altro, qui, ha compiuto questi fatidici 18 anni), una serie di stuzzichini, croccanti e cremosi che siano, per l’aperitivo della vigilia o, ancora, una serie di pensierini?mangerecci da impacchettare e regalare. E ancora, non che questa ricetta qui non meriti un suo posto d’onore, ma volevamo marcare ancor di pi? il suo posto di rilievo. Questo panettone qui ? una di quelle ricette a fatica (quasi) zero che in casa si preparano da anni, dai tempi in cui?si scattavano foto con il cellulare e l’idea di aprire un blog di cucina non ci avrebbe neanche sfiorato la mente. Un panettone, insomma, per tipi pigri o per tipi perennemente sull’orlo. Siamo riuscite a partorire – perch? prendersi cura dell’impasto ? un po’ come prendersi cura di un bimbo – una ricetta semplice, relativamente veloce, con un solo impasto e alla portata di tutti. Che poi fosse impastato con la farina di?farro e dolcificato esclusivamente con il miele era un obiettivo che ci eravamo poste e che questo imponente lievitato ha saputo soddisfare pi? che bene. Non avendo pi? di un impasto e dei tempi di lievitazione relativamente brevi, questo non sar? esattamente uguale ad un panettone, ma ? quanto di pi? vicino possa esserci, ricordandolo nel sapore e nella morbidezza. E se poi ve ne dovesse avanzare qualche fetta – davvero?? – e dovesse risultare un po’ secco, non saremo certo noi a non strizzarvi l’occhio e a non suggerirvi?di riciclarlo sapientemente in un pain perdu per la colazione del 25. E poich? molto probabilmente non riusciremo a passare da queste parti prima di Natale (mancano appena 3 giorni alla vigilia!!) , ne approfittiamo ora per augurarvi i nostri pi? sinceri auguri, a chi ci segue da sempre e a chi ci segue da poco: merry christmas! (altro…)

Mezzelune natalizie di riso e avena (con video)

Dopo una settimana di pi? assoluto silenzio, torniamo (finalmente!) tra le pagine di questo blog fra uno starnuto e l’altro. Dicembre ? arrivato quasi all’improvviso, cogliendoci impreparate e, per la prima volta, senza un albero di natale pronto per il primo del mese.?Decise a rimboccarci le maniche, di certo non potevamo immaginare che nei giorni successivi ci avrebbe colte una fastidiosa influenza – di quelle pi? insidiose, con mal di testa, raffreddore e crampi allo stomaco – che ci avrebbe tenute a letto, prima l’una e poi l’altra, fino a sabato sera. Ieri mattina, per?, fra uno starnuto e un colpo di tosse?e?dopo una ciotola di porridge rigenerante – una coccola diventata decisamente usuale per le nostre colazioni invernali -, abbiamo addobbato l’albero e impastato i primi biscotti natalizi, che il grande giorno ? pi? che vicino?- e no, non stiamo ancora parlando del Natale, ma della pi? che prossima neo diciottenne – e mai ? successo che fossimo impreparate e che mancassero decorazioni e dolci biscotti dal profumo di vaniglia, cannella, arancia. Queste mezzelune qui sono nate quasi per caso, con lo scopo di imitare i Kipferl austriaci, biscotti alla vaniglia a forma di mezzaluna burrosissimi e bianchi?di zucchero a velo come fosse neve nel giorno pi? freddo dell’anno, ma in realt? con questi hanno poco a che vedere sebbene poi, al primo assaggio, il sapore ci abbia immediatamente fatto pensare a questi: infatti abbiamo utilizzato dell’olio di cocco, miele per dolcificare e un mix di farine che ce li ha fatti amare soprattutto per la fragranza?che hanno conferito. La solita lista di biscotti da preparare prima che arrivi il Natale?oggi diventa un po’ pi? lunga: questi dolcetti qui infatti meritano che gli si faccia necessariamente un po’ di spazio. (altro…)

Granola con quinoa e sciroppo d’acero

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Ultimamente siamo un po’ con il fiato sul collo per quanto riguarda la gestione del nostro tempo. ? una rincorsa costante, peccato che questo riesca sempre a sfuggirci e ad essere pi? veloce di noi. Vedi ultimo anno scolastico, vedi ufficio opprimente, vedi corso di tedesco: il tempo da dedicare a noi e a questo spazio che tanto ci piace risulta essere sempre meno. Ci sono certe costanti invariabili alle quali non sappiamo rinunciare: mettere il grano saraceno ammollo per preparare la nostra crunola, rinfresco del lievito madre per poi sfornare il nostro nuovo pane quotidiano (di cui vi parleremo presto!), l’avocado e tanto coriandolo. E la colazione! Ah, sia benedetta la colazione! Quella ? una cosa che non manca mai. Un po’ perch? ? il nostro pasto preferito – ma non si potrebbe vivere di sole colazioni?! -, un po’ perch?, quantomeno,?in un’incessante rincorsa contro il tempo, sembra essere quell’unico momento di calma piatta, come il mare: pronto a scatenarsi. E mentre divaghiamo, pensando a quanto effettivamente questo momento sia importante e fondamentale nella nostra giornata, oggi vi proponiamo qui sul blog una di quelle ricette che in casa si fanno sempre, della quale abbiamo la ricetta appesa su un post-it sul frigorifero e ci sentiamo finalmente pronte a condividere qui: la nostra granola. Che lo sciroppo d’acero sia il nostro dolcificante preferito non ? pi? una novit?, questa granola (aka: cereali croccanti per la prima colazione) contengono anche un’altro dei nostri ingredienti preferiti: le noci pecan. Qualora non si trovassero, si possono sostituire con altra frutta secca (noi spesso cambiamo il mix di noci e semi in questa granola) ma se?doveste averle sotto mano, ricordatevi di questa ricetta. Dopo una serie di tentativi, ci siamo trovate pi? “a nostro agio” nel cuocere la granola non in forno quanto in padella: confessiamo infatti di avere un problema con la granola cotta in forno – non importa quale sia la ricetta seguita, si bruciacchia sempre. Ragion per cui questa ricetta prevede la cottura, per altro pi? veloce, in padella: se invece doveste volerla cuocere in forno, poich? sicuramente siete pi? abili di noi in questo, fate pure. Sgranocchiatela direttamente dal barattolo, mettetela nel vostro yogurt la mattina – o anche latte vegetale -, usatela come decorazione croccante per gelati e quant’altro, e abbandonate per sempre la granola commerciale. (altro…)

Torta di miglio, rabarbaro e pepe rosa

Oggi questo piccolo spazio compie due anni. Strano da pensare che sia passato tutto questo tempo, quando ci sembra ieri che ci sedevamo davanti il computer, pronte a pubblicare un pane di segale che ci avrebbe introdotte in questo mondo virtuale. Dire che il blog sia una parte di noi ? probabilmente riduttivo: ? il nostro impegno di ogni sera, ? l’attivit? che ci permette da fuggire da una realt? quotidiana che ci sta troppo stretta. E anche dopo una giornata faticosa, quando tutto ci? di cui avremmo bisogno sarebbe metterci a letto e goderci un po’ di riposo, sfogliare foto e battere sulla tastiera risulta essere decisamente pi? terapeutico. Ne abbiamo passate tante, e il blog ? un piccolo diario che racconta il nostro percorso. Un percorso che punta sempre a migliorarci, superarci senza mai smettere di essere noi stesse. ? l’amore per una cucina naturale, semplice, leggera, che fa bene a corpo e spirito. ?, ancora, l’amore fra una mamma e una figlia. E per la cucina, per la fotografia, per il puro diletto di esprimerci e raccontarci. Abbiamo ancora tanto da imparare, ma il bello ? proprio questo. E questa volta ci abbiamo anche messo la faccia (e le mani, e la cucina…e un giorno fra riprese e risate).
Quando abbiamo trovato il rabarbaro a Palermo, quasi non ci potevamo credere. ? un po’ l’ingrediente feticcio di cui si ? sempre alla costante ricerca, e ci chiediamo d’altronde chi, se non chi possiede un blog di cucina, conosca e si possa far venir in mente di comprare questo ortaggio. Ovviamente il pensiero ? volato subito ad una possibile torta per questo giorno, che la rendesse un po’ speciale. Le fragole, con il rabarbaro, erano poi d’obbligo. E ancora, meravigliosa la nota profumatissima e leggermente piccante del pepe rosa. Insomma, a noi ? piaciuta tanto, e volevamo qualcosa che fosse semplice e non troppo dolce, come i dolci che ci piace mangiare, ma che avesse un po’ quello sprint in pi? che solo il rabarbaro poteva darle.
Fra sorrisi imbarazzati e mani in pasta, questo ? il nostro modo di esprimere la nostra passione e il nostro amore per quella che ? diventata un’abitudine, un’attivit? quotidiana alla quale non potremmo pi? rinunciare. (altro…)