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Parigi + Zucca spaghetti ripiena // Paris + Laura’s stuffed spaghetti squash

(English version follows) Qualcuno potrebbe pensare che non valga la pena partire per quelli che, effettivamente, sono anche meno di 3 giorni, ma noi no. Da un paio di anni a questa parte, abbiamo preso la splendida abitudine di staccare la spina per un po’, quel che basta per rimanere vivi fino all’estate, e concederci delle piccole vacanze. Cerchiamo sempre di unire il fattore economico (quindi voli non troppo costosi e appartamenti affittati tramite airbnb) e quello del trovare una meta che ci faccia effettivamente battere il cuore. Questa volta è stato il turno di Parigi.

Noi, a Parigi, eravamo già state un po’ di anni fa e, sebbene ci fossimo innamorate dell’approccio francese alla vita già da allora, non eravamo riuscite a godere appieno della città: vuoi perché il nostro primo appartamento era situato in una zona non esattamente favorevole ed era piuttosto sporchino, vuoi perché la più grande di noi aveva beccato un brutto virus intestinale e i primi giorni non avevamo toccato altro se non riso in bianco, la città non ci aveva affascinato e fatte profondamente innamorare. Ma stavolta, è stata tutt’altra storia. (altro…)

Succo anti-infiammatorio alla curcuma // Anti-inflammatory turmeric juice

Era da ormai un mese che ci ripromettevamo di scrivere questo post, e finalmente ci siamo riuscite. Perché, visto che forse ancora non l’avevamo accennato qui sul blog, i primi di Dicembre, all’alba del compleanno della più piccola di noi, abbiamo trascorso poco più di 24 ore in quel di Milano. E poiché siamo quasi in procinto di prendere un nuovo aereo, era fondamentale che questo post venisse alla luce.

Dunque, cosa abbiamo fatto in queste 24 ore oltre a gelare di freddo (capiteci, due Palermitane che, abituate ad almeno 17 – 18 gradi a dicembre, catapultate in una città dove ne fanno massimo 6…)? C’è da dire, innanzitutto, che non era la nostra prima volta a Milano. Sarà stata forse la quinta o a sesta, perciò ci sentiamo di dire di conoscerla abbastanza bene e, a parte certe tappe obbligatorie perché affettive (Navigli, Duomo, Parco Sempione…), abbiamo deciso di vivere la città il più liberamente possibile. (altro…)

Vegan copenhagen + brownie biscotti gelato // flourless vegan brownie ice cream sandwich

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(English version follows) Scrivere questo post non è stato affatto facile. Non perché non ci fossero molte cose da dire, ma esattamente il contrario: tanto amore a prima vista per la nostra meta di quest’anno, Copenhagen, tanti posti meravigliosi da visitare e locali deliziosi dove godersi un buon pasto vegano. Iniziamo dal principio: Copenhagen è una di quelle mete che sogniamo da anni (e post come quello di Francesca o Laura e Sara ci hanno fatto venir ancor più voglia di visitarla) e quest’anno, per una strana e magica coincidenza di voli, siamo riuscite a rendere concreto questo sogno. Siamo partite con aspettative altissime, e la città le ha soddisfatte pienamente. Copenhagen incarna perfettamente, senza dubbio, il modello della città nordica, ma senza cadere in un cliché, mantenendo la sua forte personalità, peculiarità e bellezza. Se dovessimo descrivere la città con un solo aggettivo, quello sarebbe sicuramente “verde”: Copenhagen ti sorprende con incredibili paesaggi naturali e tanto, tanto verdi ad ogni angolo, persino quando non te lo aspetti, e i suoi abitanti lo sanno bene – ovunque ci si può concedere un momento di relax stesi sul prato (persino all’orto botanico!!) o una pausa picnic nel perfetto rispetto della natura. Oltre a godere del verde e a portare meravigliosi bimbi biondissimi e dagli occhi azzurrissimi in giro, gli abitanti di Copenhagen si dilettano in un’altra attività, forse la più importante: andare in bici. A Copenhagen, infatti, tutti sembrano andare in bici – e, per fortuna, le piste ciclabili ci sono, sono ampie e non si confondono con i marciapiedi -. Le bici sono talmente fondamentali che, anche da turisti, è necessario affittarne una almeno per qualche ora per fare esperienza della vera vita della città. Abbiamo deciso anche noi di farlo e ve lo consigliamo calorosamente (se non siete abituati a portare la bicicletta, fatelo l’ultimo giorno della vostra permanenza così da, quantomeno, riservare i dolori a quando sarete seduti e annoiati in aereo). Ancora, possiamo dire di essere state piuttosto fortunate per quanto riguarda le temperature esterne: a parte due giorni di pioggia, tra l’altro, nemmeno troppo forti, abbiamo potuto ammirare il cielo azzurrissimo di Copenhagen e girare con abiti corti e leggeri concedendoci anche il lusso di aver caldo. (altro…)

Londra e porridge di avena, arance sanguinelle e crumble di cacao

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Dopo aver a lungo rimandato, siamo riuscite a “partorire” il post sulla nostra ultima vacanza – come sempre con tanto di ricetta – nella Citt?, quella con la C maiuscola, che mai avremmo pensato potesse affascinarci tanto. Armate di calze di doppia lana e sciarpe fino a coprirci il volto – perch?, capite bene, per due (anzi tre!) che “l’inverno” ? rappresentato da 18?C costanti con qualche rara pioggia, 3 o 4?C rappresentavano il gelo pi? assoluto – abbiamo affrontato il viaggio per una Londra che di pi? non avremmo potuto amare. Che s?, il freddo c’? e la pioggia non ? affatto cos? rara, ma ? una citt? talmente bella da far superare facilmente questi piccoli ostacoli e rapire il cuore. Ci siamo innamorate del traffico composto esclusivamente da altissimi bus rossi e taxi vintage, della sua fittissima rete della metropolitana, del suo verde, del suo essere un centro straordinariamente grande senza, per?, soffocarti con la sua grandezza. Perch? di Londra ci ha conquistato questo, oltre all’impeccabile pulizia e all’architettura perfettamente coerente ovunque ti girassi, che, pur essendo una delle citt? pi? grandi al mondo, riesce sempre a non farti sentire fuori posto, a non escluderti, a non soccomberti con un’eccessiva grandezza tale da farti sentire piccolo e indifeso. Tre giorni (o meglio, due giorni e mezzo) per visitare una citt? come Londra sono decisamente troppo pochi, e appena tornate a casa abbiamo preso a sognare la prossima volta durante la quale la visiteremo nuovamente. Nel frattempo, vi lasciamo un paio di scatti, dei consigli gastronomici e, come sempre, una ricetta! (altro…)

Amburgo e un’insalata di spinaci e avocado con dressing ai lamponi e balsamico

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Due anni fa abbiamo lasciato il nostro cuore in Germania, precisamente ad Amburgo. Chi ci segue da tempo forse ricorda vagamente quel viaggio e quelle prime timide foto che iniziavano a comparire sul blog. E quando ce ne siamo andate dopo quella prima vacanza, non abbiamo fatto altro che rimanere in uno stato mentale perennemente proiettato a quella citt?. L’abbiamo lasciata con il sogno di un paio di uova strapazzate per colazione e con la promessa di ritornare nel pi? breve tempo possibile. Ce ne siamo innamorate tanto da immaginare persino come sarebbe potuto essere un utopico – ma forse non poi cos? tanto – futuro l?. Con Amburgo nel cuore, quest’anno, siamo finalmente ritornate in un posto che ci sentiamo di poter chiamare quasi casa. Immerse cos? tanto in quella piccola vita fatta di abitudini quotidiane che ci eravamo costruite due anni prima, siamo tornate sui nostri passi, nello stesso quartiere – e se avessimo potuto, anche nella stessa casa – e con gli stessi “punti cardine” ai quali fare riferimento. Il supermercato dove rifornirci, la metropolitana pi? vicina, posti che necessitavano di essere visti di nuovo perch? gli occhi ci confermassero che non si trattasse pi? di uno stato mentale, quanto di uno stato fisico. (altro…)

Marsiglia e vellutata di carote viola con haloumi

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Quest’anno, per la prima volta, siamo state all’estero durante il periodo invernale. La nostra scelta ? caduta su Marsiglia, citt? che ci ha sorpreso nel suo non avere le caratteristiche di una citt? francese. Un porto enorme e paesaggi che ci ricordavano vagamente la nostra, di citt?. Abbiamo camminato tanto, come siamo solite fare in ogni viaggio. E, come ormai ? diventato d’obbligo, una ricetta nel blog che conservi un po’ del nostro viaggio. Non ? una ricetta tipicamente francese, come non lo ? la citt? che abbiamo visitato. Abbiamo visto le carote viola e l’introvabilissimo haloumi e non abbiamo resistito ad infilarli in valigia, come tempo fa avevamo fatto con un ingrediente altrettanto prezioso…

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Marzamemi, Vendicari e spaghetti integrali con cozze, vongole e pomodorini di Pachino

Siamo tornate (ancora una volta) dalle nostre vacanze. Le ultime, purtroppo. Per la prima volta dopo anni ci siamo concesse una seconda vacanza, questa volta al mare, scegliendo di visitare la parte meridionale – e, a nostro avviso, la pi? bella – della Sicilia. Non ci dilungheremo pi? di tanto, lasciamo parlare l’incredibile bellezza di questi posti, del mare limpido e cristallino, della natura, del raccogliere i fichi dall’orto con le proprie mani e poi mangiarli voracemente, dei paesi semplici e genuini. Questa, al contrario di quanto abbiamo fatto per Bruxelles, non ? una guida golosa o allo shopping bens? ai posti e ai lidi che abbiamo visitato e dove sogniamo ancora un’ultima vasca…

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Bruxelles, Bruges e una galette di rabarbaro e fragole

“Bruxelles: dove la pioggia ? all’ordine del giorno”: cos? cita un magnete (che non abbiamo comprato) in un negozio di souvenirs e non potremmo essere pi? d’accordo. Ci siamo prese la nostra meritata e agognata pausa anche noi volando verso il Belgio, peccato per? per l’imprevisto meteorologico: siamo cos? fortunate che solo durante gli ultimi due giorni e mezzo della nostra permanenza il sole abbia deciso di fare capolino – e anche troppo.
Malgrado tutto ci siamo godute la citt?, abbiamo fatto tappa ai mercati di frutta e verdura e a quelli dell’antiquariato e abbiamo percorso almeno 10km al giorno. Abbiamo visitato il bellissimo museo d’arte contemporanea e ci siamo viziate con il cibo, senza mai rinunciare per? alla nostra filosofia di buono e sano. Abbiamo girato per l’affascinante piazza della Grand Place. Abbiamo visitato la meravigliosa Bruges (o Brugge), una citt? da favola, di quelle che potrebbero essere scenario di una fiaba. Non ci siamo lasciate sfuggire l’occasione di comprare l’introvabilissimo rabarbaro, abbiamo caricato qualche stelo nella nostra valigia e, arrivate a casa, abbiamo preparato una dolcissima galette.

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