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Zuppa di funghi crudi con riso alla curcuma + Raw mushroom soup with turmeric rice

(English recipe below) Ogni volta che torniamo da un viaggio, i mesi successivi ci portiamo dietro una sorta di nostalgia che inizia ad affievolirsi soltanto quando iniziamo ad organizzare la prossima partenza. Capita soltanto a noi? Più visitiamo nuove città (o ne riscopriamo altre dove eravamo già state), il bisogno di viaggiare diventa sempre più impellente, tanto da iniziare a sentirci quasi “soffocate” se non prendiamo un aereo almeno una volta ogni 3 – 4 mesi. Non deve essere sempre una vacanza “lunga” o una meta estera, ci accontentiamo anche di 24h in una città italiana, ma ne abbiamo bisogno.

Alla nostalgia della vacanza passata, si sommano i bei ricordi accumulati durante quel periodo, le lunghe passeggiate, gli aneddoti, le sventure (perché, nonostante tutto, c’è sempre qualcosa che non va) e i piatti mangiati.

Questa zuppa qui, in realtà, non l’ha mangiata nessuna di noi due, ma, invece, è stata la saggia scelta di un uomo di casa infreddolito e bisognoso di scaldarsi in una gelida Parigi. Perché sì, nonostante guanti pesanti e infiniti strati di maglioni e sciarpe, non avere freddo in quella città a gennaio è scientificamente impossibile. E siamo davvero curiose di capire quale segreto celino le parigine per uscire con le gambe scoperte anche con -5 gradi.

Ma tornando alla zuppa. Quando è arrivata fumante sul tavolo di PH7 EQUILIBRE la enorme scodella di zuppa per il nostro uomo di casa abbiamo subito allungato i nostri cucchiai per assaggiarla e riscaldarci un po’. Siamo rimaste davvero sorprese da quanto fosse buono e confortevole quel piatto e, subito, abbiamo chiesto quali fossero gli ingredienti, e lì ci è arrivata la risposta che aspettavamo: la chiave era la semplicità, il minimo sforzo per il massimo risultato.

Si tratta infatti di una semplicissima zuppa di funghi prataioli crudi, frullata con del brodo vegetale bollente (in questo caso, si tratta di un brodo molto basico infuso con alloro, timo e rosmarino) così che la zuppa risulti calda nonostante i funghi non vengano, tecnicamente, cotti. Per il resto, basta aggiungere un po’ di tamari per il gusto umami, del riso integrale cotto con un pizzico di curcuma per rendere il tutto più nutriente e sostanzioso e cospargere con dei germogli di porro per esaltare il sapore et voilà, avrete una zuppa estremamente facile, leggera, con pochissimi ingredienti e tanto confortante, che nonostante il sole inizi a farsi vedere, le temperature sono ancora bassine… (altro…)

Vellutata di finocchi e miso con lenticchie al limone // Miso fennel soup with lemony lentils

Vi è mai capitato di essere talmente ossessionati da una ricetta da prepararla e mangiarla almeno una volta al giorno? A noi sì, e anche piuttosto spesso. È successo, per esempio, nel caso di questa insalata o di questo hummus, e adesso tocca alla nostra nuova zuppa preferita.

In questi giorni di insolito e decisamente poco simpatico freddo (percepita 4 gradi, a Palermo, per una settimana è un evento davvero raro), tutto ciò di cui abbiamo sentito il bisogno è stato cibo caldo e confortante, perciò pasti come porridge fumanti, tea e infusi bollenti, cioccolate calde con mille superfood dentro, verdure arrosto e zuppe o vellutate che potessero alleviare un po’ il gelo esterno sono stati i benvenuti.

La vellutata di cui vi parliamo oggi è un’altra delle meraviglie preparate dalle sapienti mani di Susanna al corso tenuto a Milano quasi un mese fa. È cremosa, ricca grazie al latte di cocco e fa bene al pancino grazie a tutti i probiotici del miso (ecco, qualora stesse cercando ancora un paio di ricettine per riprendervi da tutto il pandoro mangiato a Natale e Capodanno, questa fra proprio al caso vostro).

La ricetta, poi, è così semplice e davvero poco “impegnativa” (non dovrete stare nemmeno a soffriggere o mescolare, basta dimenticarvi le verdure in forno per una mezzoretta, poi una frullatina e via!) che conquisterà anche il più pigro in cucina. La dolcezza del finocchio arrosto e del latte di cocco – che, inoltre, conferisce cremosità senza bisogno di aggiungere ingredienti come panna o patate – si sposa perfettamente con il gusto agre e pungente del miso. Aggiungete poi un pezzetto di zenzero e, oltre ad avere una pietanza nutrizionalmente fantastica per la quale il vostro stomaco vi ringrazierà di certo, renderete tutto ancora più equilibrato.

Tornate da Milano, quindi, non abbiamo fatto altro che frullare in continuazione finocchi arrosto e, per renderla un pasto leggero ma completo, aggiunto un paio di cucchiai di lenticchie beluga al limone (e, volendo, anche una fetta di pane di farro integrale di pasta madre), ma sono totalmente opzionali. Al contrario, se lo avete per le mani, vi consigliamo caldamente di aggiungere qualche ciuffetto di aneto e, magari, per un po’ di croccantezza, un misto di semi come canapa e girasole (ma anche zucca e sesamo nero!). (altro…)

Daal di lenticchie rosse con mandorle salate // Red lentil + salted almonds daal

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(English version below) Dal nostro viaggio a Copenhagen siamo tornate con tanta voglia di esplorare tutta la penisola scandinava e circa 10kg in più…in valigia. La bilancia infatti non ci ha fatto alcun brutto scherzo (che fra tutto quel camminare, andare in bici e trasportare valige estremamente pesanti sarebbe stato piuttosto difficile), ma non possiamo negare di aver temuto che fossero proprio i nostri stessi bagagli a farcene uno ancor più brutto in aeroporto. Per fortuna, tutto è filato liscio e siamo riuscite a riportare a casa il nostro piccolo patrimonio. Tra piatti, ciotole, tazze, posate e un’incredibile varietà di tè (siamo soltanto noi a credere che si trovi molta più varietà e che spesso sia anche più buono il tè all’estero?), non potevamo non portarci dietro anche due splendidi ricettari, fra i quali quello di Grœd. Se avete letto il post sulla nostra vacanza danese, forse vi ricorderete di quanto abbiamo elogiato questo posto (d’altronde, eravamo partite già con la certezza che lo avremmo adorato), tanto da fare in modo che la nostra prima ed ultima colazione, per iniziare e finire con il piede giusto, fossero inevitabilmente a base di porridge. Grœd, infatti, è un locale che serve porridge e un’infinita varietà di cerali risottati, e il libro non potrebbe essere diverso. Tra le infinite e decisamente eccitanti e gustose alternative che ci si sono prospettate, una fra tutte, sin dal primo istante, è stata la prescelta. Adesso, è vero, quella del daal è una ricetta piuttosto semplice e conosciuta, ma c’è un motivo se noi abbiamo deciso di preparare proprio questa: è da quando lo abbiamo visto segnato nel loro menu a Copenhagen che lo abbiamo desiderato e, poiché la voglia di provare diversi locali era tanta e il daal non è esattamente una di quelle cose che desideri mangiare per colazione, abbiamo dovuto rimandare fino al nostro ritorno a casa. (altro…)

Zuppa fredda di avocado, spinaci e latte di cocco

zuppa fredda avocado spinaci latte di cocco

(English version below) Zuppa? In estate? Certo, ma ovviamente fredda! Un po’ di tempo fa, durante il nostro periodo di latitanza dal blog, abbiamo deciso che, se non potevamo interagire qui sul blog, lo avremmo allora fatto nella nostra pagina Facebook. In questo modo, oltre a riportare alla luce alcune delle nostre ricette estive preferite (e, soprattutto, quell’incredibile crema di verdure grigliate della quale vi parlavamo l’estate scorsa), siamo riuscite ad aggiornarvi sui nostri movimenti in cucina. E proprio a proposito di questo, avevamo promesso una ricetta dalle infinite sfumature di verde facile e veloce, di quelle che anche quando sei sotto esami prepari in pochissimo tempo senza stressarti troppo o doverti accontentare di un pasto triste e senza sapore. Basta un frullatore (anche ad immersione) e giusto un paio di ingredienti come avocado, spinaci e latte di cocco – insomma, ci conoscete, sapete bene quanto ciascuno questi sia indispensabile nella nostra cucina… – e in poco e niente riesci a tirar fuori una zuppa fredda da urlo: avocado e latte di cocco la rendono incredibilmente e squisitamente cremosa, gli spinaci e il succo di lime contrastano e bilanciano la dolcezza data dal latte di cocco. Insomma, questo “gazpacho” (che gazpacho non si pu? definire, poich? manca tutto ci? che lo renderebbe tale) ci ha colpite talmente tanto che quasi avremmo voluto pubblicarlo subito, ma abbiamo dovuto pazientare, studiare, prenderci cura delle nostre erbe in balcone perch? ne esaltassero ancor pi? il sapore, per, finalmente, proporvelo oggi.

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Zuppa di piselli, menta e latte di cocco

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Il post di oggi non sarebbe dovuto essere questo: avremmo voluto (e dovuto) parlarvi e raccontarvi della nostra vacanza, delle nostre impressioni e delle nostre esperienze culinarie. A causa del nostro solito ritardo – o anche perfezionismo, dipende dai punti di vista.. -, per?, ci siamo trovate, ormai al limite delle nostre scadenze, con una ricetta da perfezionare e delle foto che non ci lasciavano soddisfatte. Ancora una volta quindi procrastiniamo questo post che noi stesse tanto attendiamo di scrivere e poter ultimare, ma non lasciamo vuote le pagine del blog. Da un paio di settimane, infatti, al nostro solito e amato mercato del sabato mattina, in una Sicilia in cui, questo inverno, le temperature abituali oscillano fra i 18 e i 20?C, abbiamo avuto il piacere di trovare i primi piselli freschi da pi? dei nostri produttori di fiducia. E, dopo un primo impiego nella prima e immancabile frittella?dell’anno, ci siamo lasciate ispirare dalla piantina di menta che brilla di un verde intenso?che sta sul davanzale della nostra cucina e da una delle mille (e una pi?) lattine di latte di cocco che ultimamente sembrerebbero essere un ingrediente fondamentale ed immancabile nella nostra cucina: perch? s?, non essendo mai state grandi estimatrici di panna o latte nelle zuppe, affidandoci sempre a del buon vecchio e caro brodo vegetale (o acqua) e magari una patata o due per dare consistenza, abbiamo trovato nel latte di cocco il degno sostituto di un ingrediente che non abbiamo mai amato. Cos? ne ? venuta fuori una zuppa dalla consistenza perfetta, vellutata, morbida al palato, con un’impercettibile ma delicata dolcezza perfettamente bilanciata dalle foglie di menta – e da un accenno di succo di limone! – che ci ha conquistate talmente tanto da portarci subito a segnare gli ingredienti per poi trascriverla qui. Qualora non doveste ancora trovare dei piselli freschi, usate tranquillamente quelli surgelati, ma non perdetevi questa zuppa! (altro…)

Curry di broccoli, zucca e funghi shiitake

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Quando pubblicheremo questo post saremo gi? oltre i confini italiani, molto probabilmente ci staremo riparando?le teste sotto un ombrello verde scuro e saremo alla ricerca di nuove emozioni, di sapori sorprendenti e di esperienze indimenticabili. Come ogni anno, non vogliamo anticipare ancora quale sar? la nostra met?, cos? da raccontarvene poi una volta tornate, con fotografie, racconti e ricette – di piatti memorabili o con ingredienti introvabili, chiss?! -. Qualora foste curiosi, per?, potrete sempre sbirciare il nostro profilo instagram che, certamente, si arricchir? notevolmente di delizie di ogni tipo. Nel frattempo, per?, poich? ultimamente siamo state un po’ latitanti, qui sul blog, e il post della settimana non vogliamo lasciarcelo scappare, oggi vi proponiamo questa ricettina dai sapori etnici?per la quale, ultimamente, abbiamo perso la testa. Partendo dal presupposto che quando trovi i funghi shiitake freschi al supermercato bio non ti puoi esimere dal comprarli seduta stante, perch? sarebbe un peccato fin troppo grave, questo curry ? stato il naturale sviluppo di una serie di esperimenti. Cos? ci siamo ritrovate ad non saper rinunciare all’affondare la forchetta in un piatto cremoso e confortante, dal marcato ma non invadente sapore di latte di cocco e curry, una quantit? tale di volte, nelle ultime due settimane, tale che sembrasse che non ci fosse altro cibo nella nostra dispensa. E come ogni ricetta che diventa stabile nella nostra cucina (non vi diciamo quante volte abbiamo gi? preparato i panini senza glutine della settimana scorsa, o la focaccia di ceci di due settimane?prima, per non parlare dell’insalata di avocado e patate dolci con la quale avevamo dato il benvenuto al 2016 – e potremmo andare avanti cos? per ore…), questa ricetta entra di diritto nel menu del nostro blog (pensare che l’ha promossa a pieno titolo anche l’uomo di casa!!). (altro…)

Zuppa di lenticchie rosse e latte di cocco

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Ah, il coriandolo! Fino a due o tre mesi fa quella per il coriandolo era una ricerca assidua e mai soddisfatta: nessun vivaio dal quale riuscirne a ricavare una piantina, nessun supermercato che lo vendesse in mazzetti. Soltanto, sporadicamente, in una piccola bottega di prodotti etnici, ma mai che fosse tanto bello e “vivo” quanto avremmo desiderato. Talmente innamorate dell’idea del coriandolo, abbiamo persino provato a portarcene una piantina (miseramente morta dopo appena due giorni di vita in una caldissima Palermo) dalla Germania. Perch? avessimo tutto questo interesse nel coriandolo, poi, ? un mistero: dopo averlo assaggiato per la prima volta nel guacamole, infatti, non ci aveva soddisfatte pi? di tanto e lo avevamo messo da parte. Poi il viaggio in Germania e la scoperta del coriandolo come ingrediente fondamentale, sensazionale, fresco, aromatico. Insomma, coriandolo doveva essere. Quando quindi circa tre settimane fa abbiamo iniziato a scovarlo, dopo aver pedissequamente implorato perch? arrivasse, tra i banchi di uno dei nostri supermercati di fiducia, il nostro mondo ha iniziato a girare attorno al coriandolo: non pi? qualcosa aromatizzato al coriandolo quanto coriandolo protagonista e aromatizzato a quello che sarebbe dovuto essere il nostro piatto principale. Oltre al classico e intramontabile accostamento con l’avocado (il nostro #avotoast non ? pi? lo stesso senza quell’abbondante manciata di coriandolo in cima), abbiamo subito pensato a quanto questo si sposi bene con piatti con tendenze indiane e orientali, a sapori intensi e forti come il curry e a come elevi il latte di cocco. E, come se il tempo volesse contraddirci e smentirci, poco dopo aver battuto alla tastiera di un estate che pareva non finire mai, le temperature fredde si sono insinuate in casa da quegli spifferi lasciati aperti perch? entrasse il sole. Siccome, come crediamo che ormai si sia intuito, qui di zuppe non ne abbiamo sinceramente mai abbastanza, una zuppa di lenticchie rosse e latte di cocco ci ? sembrata la pi? adatta perch?, ancora una volta, il coriandolo non mancasse nel nostro piatto. (altro…)

Zuppa piccante di fagioli azuki, kale e quinoa

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Tempo fa parlavamo di tali “ingredienti feticci” dei quali la foodblogger ? sempre alla ricerca. Nella nostra lista si annoveravano crescione (al quale stiamo provvedendo) e coriandolo – che troviamo con difficolt? e abbiamo invano tentato di portarcene una piantina dalla Germania -. Pensandoci, per?, sono ben pi? i fatidici e introvabili ingredienti che desideriamo tanto, primo fra questi il kale. In italiano?cavolo riccio, il kale ? la fissazione degli ultimi anni dei paesi anglosassoni: dagli smoothie, alle chips e alle insalate, tutto gira intorno a questa verdura che sembrerebbe vantare incredibili propriet? nutrizionali e antiossidanti. Insomma, quando lo abbiamo visto l?, bello esposto sul banco orto-frutta del supermercato bio di fiducia, potete immaginare quanto contenere l’emozione sia stato difficile. Cos? ce ne siamo portate 3 bei mazzi a casa e abbiamo studiato su come poterlo impiegare: la scelta ? stata la pi? semplice e la pi? soddisfacente – una zuppa. Di quelle che non c’? neanche bisogno di avere la scusa del freddo per mangiarla perch? ? davvero buona. Se dovessimo descrivere il sapore del cavolo riccio, probabilmente lo assoceremmo alle foglie dei broccoli, d’altronde si tratta pur sempre della stessa famiglia. Dunque: zuppa. Buona, semplice, veloce, genuina. Con quinoa e fagioli azuki, per non farci mancare nulla. E una punta piccante, che non sta mai male. A voi!

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Zuppa di pomodoro con uova in camicia

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Va bene, va bene, sappiamo cosa state pensando: non c’? esattamente quello che potrebbe definirsi un clima adatto per mangiare una zuppa. E come darvi torto?? Qui, si dice, non essere ancora arrivato il gran caldo, ma, onestamente, non riusciamo ad immaginare caldo pi? asfissiante. Tutto ci? che vorremmo ? una bevanda rinfrescante, possibilmente con qualche cubetto di ghiaccio (e nel frattempo, per?, ogni mattina il bollitore fischia per?segnalare?che l’acqua del t? ? pronta), una casa per le vacanze (ma siamo vincolate all’appartamento in citt?, aka unica casa in nostro possesso) e piatti freddi (ma mangiamo zuppe). Per?, per questa zuppa c’? un perch? e, soprattutto, ha un perch?. Il perch? che c’? consiste nel bisogno impellente, impaziente ed esigente di un perfetto uovo in camicia: dopo essere riuscite le prime volte, qualcosa infatti ? andato storto e tutto ci? che usciva fuori dalla pentola era un uovo strapazzato e bollito. Non chiedete in cosa consista questo uovo dalla doppia cottura, poich? ? inimmaginabile persino?per noi che siamo state in grado di portare a termine simile obbrobrio. Dopo esserci stufate di perdere cos? le nostre preziose uova (toglieteci tutto, ma non le uova…), ci siamo momentaneamente arrese alla semplicit? di due uova al tegamino. Le cose per? non potevano rimanere tali e ci siamo costruite una vera e propria cultura sulle uova in camicia: piccole bolle e vortici non troppo vigorosi, queste le regole principali. Si pu? dunque immaginare la felicit?, l’esaltazione e la soddisfazione di aver riacquisito quel potere che temevamo di aver perso. Il secondo perch?, quello che questa zuppa ha, ? che non si tratta di una zuppa per riscaldarsi, quanto pi? da mangiare, come abbiamo fatto noi, sedute su un tavolino che ha trovato il suo posto in un minuscolo balcone, con tanto di candela accesa. Possibilmente di sera, per cena, al fresco di un’impercettibile ma significativa brezza estiva. E poi, se si tratta di pomodori e basilico,?deve necessariamente trattarsi di un piatto estivo! (altro…)

La ribollita

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L’abbiamo probabilmente gi? detto, ma crediamo nel potere e nella gioia del cibo semplice. Quello che nella suo essere naturale e genuino riesce a confortare e appagare. Sforniamo quasi ogni due giorni il nostro pane integrale, fatto con il lievito madre, a ora di pranzo ? spesso una costante un semplice piatto di pasta con la salsa imbottigliata durante l’estate, e gli unici biscotti che entrano in casa sono quelli preparati da noi. Metterci alla prova con la cucina toscana ? stata una magnifica scoperta: sapori semplici, genuini, contadini. Ci siamo ritrovate cos? tanto in questo ricco, se pur povero, modo di mangiare che, proprio la zuppa pi? tipica, la ribollita, ci ha conquistate talmente tanto da riapparire nelle nostre scodelle da minestra appena due giorni dopo, giusto il tempo di mettere ammollo i legumi e impastare una nuova pagnotta di pane. (altro…)