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Insalata di patate novelle e fave allo za’atar // New potato, broad beans and za’atar salad

Non siamo solite festeggiare Pasqua e, di conseguenza, non ci capita di riunirci con i nostri parenti e partecipare ad uno di quei pranzi interminabili che solitamente si concludono (ammesso che, si concludano) con pance pesanti e la bellezza di tre kg acquistati in poche ore. Ancor meno, non mangiando carne, ci capita di fare qualcosa di realmente concreto per Pasquetta (vade retro arrostute). Abbiamo però il nostro piccolo modo di festeggiare: ci piace godere del tempo insieme, fare le cose con lentezza, svegliarci (relativamente) tardi e preparare una colazione speciale e cucinare qualcosa di sfizioso per il pranzo, senza però stressarci troppo.

La nostra idea di pranzo ideale è uno che preveda diversi piatti, tutti diversi fra loro, ma senza dover dare un necessario ordine di portata a questi. Ciò significa che difficilmente in queste occasioni prepariamo un vero e proprio primo o un secondo ma, piuttosto, ci divertiamo a creare una serie di pietanze delle quali ognuno può prendere la quantità che vuole, così da mangiare un po’ di tutto senza appesantirsi troppo e aspettare interminabili tempi tra una portata e l’altra. Possiamo definirlo una sorta di pranzo buffet, se proprio vogliamo dare un nome.

Nella nostra tavola, la primavera si traduce automaticamente nel nutrirci (o, quanto meno, nel volerci nutrire) principalmente di asparagi, in fragole fresche per colazione al mattino e zuppe dal sapore delicato e in insalate di patate novelle. Quest’ultima, perciò, non poteva proprio mancare per questa Pasqua. Inizialmente eravamo tentate di preparare nuovamente quella postata da queste parti l’anno scorso, ma poi ci siamo dette che, per quanto possiamo amare quell’insalata, volevamo qualcosa di diverso e, soprattutto, qualcosa da condividere su queste pagine, visto che è da troppo, per i nostri standard, che non ci capita di proporvi una delle nostre solite insalate ricche.

Siamo davvero contente del risultato finale: abbiamo bollito le patate novelle e unite a delle fave così fresche da essere tenerissime e a della cipolla rossa cotta caramellata leggermente in un po’ d’olio, così da bilanciare il retrogusto un po’ amaro delle fave. Per smorzare, invece, la dolcezza della cipolla, sono state fondamentali delle buone olive verdi e un condimento allo za’atar, ovvero un mix di timo secco, semi di sesamo e sommacco. Un po’ di prezzemolo e aneto, che con fave e patate stanno davvero troppo bene per non metterli, e questo è quanto! È un’insalata davvero semplice, si prepara in una 30ina di minuti (cuocete le patate e le fave mentre caramellate le cipolle!) ma è decisamente buonissima. Approvata anche da quel brontolone dell’uomo di casa! (altro…)

Insalata di kale viola, mirtilli e melanzane // Purple kale, blueberry and eggplant salad

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(English post below) Lo sapete, siamo leggermente ossessionate dalle insalate – quelle nutrienti e sazianti! – e siamo sempre alla ricerca di nuove e deliziose. È la nostra prima scelta su tutto, che si tratti dello scegliere un piatto sulla carta di un ristorante o di qualcosa da preparare con un ingrediente particolare. Quando infatti siamo riuscite a recuperare del cavolo riccio viola al punto Naturasì dal quale ci riforniamo abitualmente (un grazie enorme va a Barbara per la soffiata!), sebbene fosse nel sapore praticamente identico a quello del kale classico, siamo rimaste talmente affascinate dal suo aspetto e dalle venature violacee delle sue foglie che dovevamo decisamente immortalarlo e presentarvelo in una nuova salsa – che questo sta diventando un po’ il blog del kale e delle insalate.. -. Ci siamo immediatamente ricordate dell’insalata pubblicata un paio di settimane fa da Luise e David di Green Kitchen Stories e del loro entusiasmo nel rendere quanto più viola possibile questa insalata. Purtroppo avevamo finito le nostre amate lenticchie nere beluga (della quale teniamo sempre una buona perché velocissime da cuocere), quindi abbiamo optato per delle lenticchie di puy che hanno egregiamente svolto il loro ruolo, mantenendo la loro forma ed essendo cotte al dente. Abbiamo anche sostituito le more con dei mirtilli perché era tutto ciò che avevamo per le mani e le biete con il nostro mix preferito di verdure a foglia verde. Paradossalmente abbiamo lasciato fuori anche il nostro amato avocado perché abbiamo ritenuto che l’insalata fosse già tanto buona da non aver bisogno d’altro. Punti forti che non potevano assolutamente essere cambiati, invece, sono state le cipolle e le melanzane – per noi, le splendide melanzane dell’orto dei nonni -, speziate e cotte al forno, le nocciole e, chiaramente, il cavolo riccio viola. Sebbene l’insalata sia già spettacolare di suo, vi consigliamo caldamente di servirla insieme ad una buona porzione di hummus cremoso (variante vegana alla feta suggerita sempre da Luise e David) e fidatevi: porterà il piatto a tutt’altro livello.  (altro…)

Insalata di zucca arrostita con za’atar e dressing ai datteri di Anna // Anna’s roasted squash + za’atar spices

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Se ci conoscete (e, soprattutto, se conoscete la più piccola di noi), saprete bene che abbiamo una piccola ossessione quando si tratta di libri di cucina. Nel giro delle ultime due o tre settimane, poi, causa “ho bisogno di ispirazione” questa si è vista crescere in modo esponenziale, costringendoci a lasciare un bel po’ di volumi fuori dai cinque grandi scaffali occupati interamente da ricettari. Tra questi, ‘a modern way to eat’ di Anna Jones è uno di quelli che ha il suo posto fisso ed ai quali siamo più affezionate. Già più di un anno fa abbiamo acquistato la versione inglese (così come abbiamo fatto, successivamente, per il suo secondo libro), della quale ci siamo follemente innamorate. È una cucina casalinga e, allo stesso tempo, raffinata e sfiziosa. Semplice ma mai banale, decisamente sorprendente. Dopo averlo sfogliato infinite volte, abbiamo iniziato ad incollare post-it un po’ ovunque, per segnare le ricette da provare assolutamente, dall’insalata di mais abbrustolito, kale e patate dolci alla zuppa di cardamomo e anice stellato con zucca invernale, dal rotolo alle arachidi della california ai rotolini ai fichi ed earl grey. La scelta per il post di oggi, alla fine, è ricaduta su questa insalata dal gusto agrodolce. Avevamo una bellissima zucca gialla quintale (ammettiamo di aver dovuto cercare su internet per scoprire il nome di questa zucca…ci sorprende sempre vedere quante infinite varietà di questo ortaggio possano esistere!) e, sebbene Anna suggerisse di usare una zucca violina, ci siamo dette che l’insalata sarebbe stata ugualmente straordinaria…e così è stato! Adoriamo come la dolcezza della zucca venga unita al sapore forte e amaro di radicchio e semi di finocchio, e bilanciata sapientemente dalla freschezza della menta e da una vinagrette agrodolce di aceto balsamico – noi abbiamo usato quello bianco – e datteri. Non sentitevi scoraggiati e non lesinate nel condire l’insalata per il fatto che zucca e datteri siano due elementi dolci e per la paura che possano risultare stucchevoli: vi promettiamo che non lo sarà, e parliamo da persone che non hanno decisamente una propensione a gusti molto dolci. Adesso, forse vi chiederete: perché pubblicare solo adesso una recensione tanto piena d’amore per un libro già uscito nel 2014? Semplice: perché adesso (precisamente, dal 20 ottobre), se non lo conoscevate o non siete pratici con l’inglese, lo potete acquistare tranquillamente in libreria, tradotto in italiano ed edito da Eifis. Vi assicuriamo che sarà uno di quei libri dei quali non potrete più fare a meno! (altro…)

Quinoa con cavolo nero marinato e hummus di barbabietola // quinoa with marinated kale + beetroot hummus

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(English version below) La settimana scorsa ci siamo trovate a saltellare freneticamente per i corridoi del Naturasì senza poterci fermare. Il motivo? Il cavolo riccio, chiaro. Se abitate in Italia e siete dei foodblogger (o semplicemente salutisti o appassionati di cibo), sapete bene quanto sia quasi impossibile riuscire a trovarlo. Il suo cugino toscano, il cavolo nero, svolge egregiamente il suo ruolo senza farne sentire la mancanza (che sia quella nutrizionale o puramente legata al gusto), ma niente batte il fascino di qualcosa quasi impossibile da trovare. Quindi, dopo l’euforia iniziale e gli esatti 1,089 kg infilati compulsivamente dentro un sacchetto, un nuovo libro arrivato da poco nella buca della posta ci è venuto incontro. Partiamo dalla ricetta, che ci è stata decisamente d’aiuto in una sera in cui, tornate stanche ed affamate dopo la nostra lezione di pilates e con soltanto della quinoa cotta in precedenza, quel kilo di kale e pochi altri ingredienti, siamo riuscite ad assemblare un piatto delizioso e nutriente in meno di 15 minuti – che vediamo bene anche per una colazione salata. Ci è bastato, infatti, sostituire la quinoa ad il riso rosso previsto dalla ricetta, frullare velocemente dei ceci con delle barbabietolemassaggiare il kale per riuscire a quietare le nostre pance brontolanti. Quanto al libro, 26grains è il manoscritto della proprietaria dell’omonimo locale a Londra del quale, durante la nostra piccola tappa di 3 giorni e mezzo nella città, ci siamo talmente tanto innamorate da tornarci due mattine di seguito, ed è salito velocemente in cima alla lista dei nostri ricettari preferiti. Oltre alle foto splendide, pure ed essenziali, il libro è pieno di spunti ed ispirazione, piatti deliziosi che fanno l’occhiolino all’approccio fresco, “nudo” ed integrale della cucina danese. (altro…)

Insalata niçoise con lenticchie e dressing ai capperi

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Signori e signore, la stagione della Ni?oise ? iniziata! Perch?, ebbene s?, perch? bisogna sapere che nei mesi che vanno da maggio fino a?luglio, la nostra cucina ci riporta sempre l?: patatine novelle appena sbollentate, olive nere (uno dei rari casi in cui la pi? piccola di noi le tollera senza alcun fastidio) e un condimento che preveda immancabilmente la senape di Digione. In questi anni ci siamo sbizzarrite ad elaborarne varianti, e cos? abbiamo fatto anche quest’anno. Non avevamo ancora iniziato a pensare alla nostra amata ni?oise e a come avremmo dovuto ovviare ad uova e pesce che la splendida Laura ci ? venuta incontro con la sua versione primaverile (infatti pomodoro e cetriolo vengono sostituiti da asparagi e ravanelli)?e cruelty free che non ha nulla da invidiare all’originale. Ci? che ci ha, per?, fatto innamorare immediatamente di questa insalata ? stato il suo ovviare a derivati animali nel modo pi? semplice possibile, senza alcun surrogato irreperibile o dagli ingredienti di dubbia provenienza: ? bastato infatti un pugno di lenticchie a rendere questo piatto cos? buono e speciale: lei ha utilizzato delle lenticchie verdi francesi – le famose lenticchie di Puy! -, noi, in mancanza, ci siamo affidate a delle lenticchie piccole di Ustica, le nostre preferite. Ultimo ma non ultimo, un condimento?cremoso a base di?capperi, cipollotto e quella tanto importante e indispensabile senape di Digione della quale parlavamo poco pi? su, ? stato la morte migliore con cui “affogare” tutti gli ingredienti dell’insalata e talmente delizioso da farcene desiderare doppia razione. Insomma, se, come noi, siete profondi estimatori della ni?oise vi possiamo assicurare che, anche senza uova n? pesce, questa diventer? una ricetta d’abitudine nella vostra cucina! (altro…)

Tacos con fagioli neri, mais e avocado

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Una ricetta dolce la settimana scorsa ed una salata oggi, giusto per accontentare le entrambe le parti, che c’? chi pretende un entusiasmante e colorato piatto salato e chi ha bisogno di chiudere ogni pasto con un boccone dolce. Da settimane, ormai, non abbiamo fatto altro che desiderare un piatto fresco, nutriente ma leggero, ricco di verdure e giusto un po’ pungente al palato. Tutto ci?, nella nostra testa, si ? realizzato sotto la forma di sapori messicani, di qualcosa che ci portasse necessariamente con il pensiero al guacamole che tanto amiamo, con fagioli neri, dell’immancabile avocado e una pioggia di coriandolo fresco, che dopo l’iniziale scetticismo di questa estate abbiamo preso ad infilarlo un po’ ovunque. La nostra avventura con questo piatto ? iniziata in una delle pi? calde giornate di questa primavera, durante la quale la voglia di accendere i fornelli era pi? che nulla e tutto ci? che potessimo immaginare di mangiare si riduceva ad un’insalata ricca. Metti insieme un po’ di quel cavolo viola rimasto in frigo, dei pomodorini appena presi al mercato, del mais e altri ingredienti citati prima in pieno stile messicano per ottenere uno dei pasti pi? veloci e buoni che avessimo mai mangiato. Il tocco in pi?? Dello zenzero fresco grattugiato per rendere il tutto un po’ pi? piccante e legare per bene i sapori. Fatto sta che, questa insalata cos? “raffazzonata” all’ultimo momento ci ? piaciuta talmente tanto (soprattutto all’uomo di casa, che l’ha approvata a pieni voti facendo per? a meno del coriandolo, che lui appartiene a quella schiera di persone che il coriandolo proprio non lo tollerano) da farci decretare che,?per elevarla ancora di pi? e farla passare da semplice insalata a pasto da urlo, fosse necessario renderla “concreta” ed utilizzarla come ripieno di tortillas di mais. E poich? ormai lo sapete, non ci accontentiamo mai di ci? che troviamo al supermercato, ci siamo impuntate e abbiamo deciso di prepararle noi stesse, queste fantomatiche tortillas di mais. Procurateci la farina adatta (perch? si tratta di una farina di mais speciale), maldestramente abbiamo steso il nostro impasto tra due fogli di carta forno in mancanza dell’attrezzo apposito e abbiamo cotto le nostre tortillas. Ecco, se volete risparmiarvi questo lavoro un po’ stressante e renderlo un pasto realmente velocissimo, strizzate l’occhio a delle tortillas gi? pronte (o, perch? no, se non le doveste trovare anche a delle piadine) e utilizzate quelle o mangiatela semplicemente come un’insalata! Insomma, una volta avuto tutti gli elementi primi a disposizione, ? stato facile dare inizio alla nostra taco fiesta. Decisamente il cibo pi? festoso – e che rispetti la nostra filosofia dell’arcobaleno!! – e adatto per festeggiare la bellezza di tre anni dell’esistenza di questo spazio (che ha compiuto il suo compleanno proprio due giorni fa, il 24 aprile!!), non trovate?

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Insalata primaverile di patate novelle, piselli, asparagi e aneto

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Se ci frequentate da un po’ sicuramente lo avrete capito: ogni quattro o cinque post non resistiamo e ci sembra quasi obbligatorio postare un’insalata. Una di quelle ricche e sostanziose che, puntualmente, ci capita di definire “la nostra preferita” o “la migliore provata finora”. Qualche settimana?fa, la nostra attenzione era completamente rivolta ai cavolfiori e alla magia dell’arrostirli in forno, mentre al momento sembreremmo essere concentrate principalmente su piselli freschi, che si tratti di polpette, zuppe o, per l’appunto, insalate, ed asparagi grigliati. E come potrebbe non essere cos?, una volta arrivata la bella stagione? Ed ? proprio per questo che, entrate totalmente nella prospettiva della primavera, con la mente e con il corpo – sebbene gli ultimi due giorni ci abbiano fatto dubitare che la primavera fosse realmente arrivata -, abbiamo voluto portare?in tavola un’insalata che la celebrasse e che includesse quanti pi? ingredienti primaverili possibili. Ultimamente poi, girando sul web, ci siamo imbattute in numerose insalate che annoveravano fra i loro ingredienti principali patate novelle e asparagi, tra quelle che prevedevano?di arrostire le patate al forno e quelle che, invece, suggerivano di bollirle. O ancora, quelle di chi?si ? limitato a condire il tutto con una semplice emulsione a base di olio e limone e altre di chi, invece, si ? spinto pi? oltre con una vinagrette alla senape di digione. Ispirate da ciascuna di queste ricette, abbiamo cos? “costruito” e “messo su”, come si potrebbe fare con una casa, quella che per noi si ? rivelata essere la ricetta vincente. C’? da spendere qualche parola, intanto, sulla cottura delle patate: queste infatti vengono disposte, ben distanziate fra loro, in una teglia e arrostite in forno con giusto un pizzico di sale e davvero poco olio, cos? da renderle croccanti e leggere. Quanto al condimento, dopo averla provata davvero in (o con…) tutte le salse, abbiamo deciso di elaborarne uno piuttosto semplice ma ravvivato dal gusto intenso dei semi di senape. Immancabile, per legare bene tutti i sapori, ? stato dell’aneto tritato al coltello – ma qualora non doveste riuscire a trovarlo, sentitevi liberi di sostituirlo con dell’erba cipollina -. Se poi doveste avere la fortuna, come noi, di trovare al vostro mercato di fiducia un sacchetto di camomilla freschissima, lasciatevi inondare dal suo profumo mentre preparate o consumate questa?insalata, cos? da percepire e dare il benvenuto con tutti i sensi alla primavera. (altro…)

Insalata di cavolfiore arrosto, quinoa e uvetta

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Ultimamente arrostiamo cavolfiori. Che siano un semplice contorno?o?che siano parte di un’insalata, noi continuiamo ad arrostire senza cognizione di causa. Sar? che l’anno scorso avevamo provato ad arrostirne uno intero e non ne era uscito niente di buono, ma adesso che ci abbiamo preso la mano (e soprattutto il gusto) non siamo intenzionate a smettere con la nostra arrosto-mania. Cos?, per dare dignit? gastronomica ad un contorno che, in realt?, gi? pi? che degno era, abbiamo pensato che fosse necessario aggiungere altri ingredienti, contrasti di sapori, colori! Ed in una settimana durante la quale di quinoa ne abbiamo mangiata anche troppa, abbiamo ritenuto che poich? ormai la cosa era fatta, la quinoa dovesse entrare di diritto in questo piatto, che il suo sapore nocciolato si sarebbe sposato perfettamente con quello del cavolfiore. E che piatto poteva essere, se non un’insalata per noi che siamo insalata-dipendenti? Sono bastati una manciata di rucola,?un paio di cucchiai di uvetta e pinoli – che, come la pasta con i broccoli arriminati alla siciliana insegna, il cavolfiore vuole e necessita -, un accenno di cipollotto e del prezzemolo per rinfrescare il tutto. Fine. Essenziale. Adesso, se siete frequentatori di questo blog da un po’ di tempo, siete sicuramente consapevoli di quanto le insalate dentro le quali puoi infilare di tutto e di pi? siano le nostre preferite ed una delle sezioni pi? alte in questo blog. Ne sono passate tante, da queste parti, che abbiamo puntualmente eletto a nostre preferite, credendo che superassero di gran lunga tutte le altre. Ebbene, questa ? una di quelle. O meglio, questa ? quella che, fino ad ora, probabilmente, le supera decisamente tutte, persino per una che sostiene da sempre di non amare troppo l’uvetta con il salato… Eppure. (altro…)

Insalata di quinoa, patate dolci, melagrana e avocado

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Un nuovo post – il primo del 2016!! -, chi l’avrebbe mai detto? Torniamo finalmente sul blog, sperando di rimanerci a lungo, dopo una serie di vacanze movimentate, pur essendo rimaste a casa. Avremmo voluto dormire probabilmente un po’ di pi?, abbiamo cucinato parecchio e rinfrescato il lievito madre una quantit? tale di volte da renderlo, se possibile, quasi eccessivamente forte. Per quanto riguarda l’alimentazione, sinceramente, nessuno strappo alla regola che necessiti realmente di essere definito tale o che ci faccia sentire talmente appesantite da doverci depurare. Abbiamo mantenuto il pi? possibile il nostro stile alimentare: cibo fresco, genuino, nutriente e?processato il meno possibile. Per?, non si pu? negare, questi sono i giorni in cui, probabilmente, si mangia e si eccede pi? rispetto al resto dell’anno, quindi noi abbiamo ben pensato di proporvi un’insalatina fresca, colorata – diteci se tutti questi colori non vi fanno venire il buon umore! -, sana e nutriente per depurarci un po’ dalle tossine accumulate in questi giorni e sentirci pi? leggeri ed energetici. Questo piatto qui (che ? liberamente e spudoratamente adattato ad una ricetta di Jamie Oliver che ci aveva conquistate), a dirla tutta, lo prepariamo gi? da un po’ di tempo: dopo aver piantato e aver visto crescere con successo il crescione, abbiamo deciso di usarlo per questa insalata e andare avanti secondo questo circolo vizioso. Quale occasione migliore di questa per proporvelo? Senza glutine e vegano (a meno che, come nella versione originale, non decidiate di aggiungere giusto un tocco di feta sbriciolata), ? un pasto meraviglioso pre, post e anche durante abbuffata natalizia. Se poi ci seguite da tempo, lo sapete: qui l’insalata difficilmente si limita ad essere una ciotola di verdure miste – e giammai una di quelle triste e squallidi insalate di cartone sul banco frigo del super -, condita velocemente con una classica vinagrette a base di olio e limone. Per noi, quella dell’insalata, ? una cultura. E questa, cari signori, ? un’insalata con la I maiuscola: quinoa, patate dolci morbide e speziate, noci e semi croccanti, broccoletti verdi appena scottati, succosi, dolci e contemporaneamente acidi chicchi di melagrana e avocado burroso – ? un po’ l’insalata dei sogni, no? E visto che siamo in tema detox post feste, ? anche uno splendido modo per assumere una buona porzione di verdure, tutte di colori diversi, cos? da mangiare l’arcobaleno e fare scorta di tutte le sostanze nutritive delle quali il nostro corpo ha bisogno!? (altro…)

Amburgo e un’insalata di spinaci e avocado con dressing ai lamponi e balsamico

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Due anni fa abbiamo lasciato il nostro cuore in Germania, precisamente ad Amburgo. Chi ci segue da tempo forse ricorda vagamente quel viaggio e quelle prime timide foto che iniziavano a comparire sul blog. E quando ce ne siamo andate dopo quella prima vacanza, non abbiamo fatto altro che rimanere in uno stato mentale perennemente proiettato a quella citt?. L’abbiamo lasciata con il sogno di un paio di uova strapazzate per colazione e con la promessa di ritornare nel pi? breve tempo possibile. Ce ne siamo innamorate tanto da immaginare persino come sarebbe potuto essere un utopico – ma forse non poi cos? tanto – futuro l?. Con Amburgo nel cuore, quest’anno, siamo finalmente ritornate in un posto che ci sentiamo di poter chiamare quasi casa. Immerse cos? tanto in quella piccola vita fatta di abitudini quotidiane che ci eravamo costruite due anni prima, siamo tornate sui nostri passi, nello stesso quartiere – e se avessimo potuto, anche nella stessa casa – e con gli stessi “punti cardine” ai quali fare riferimento. Il supermercato dove rifornirci, la metropolitana pi? vicina, posti che necessitavano di essere visti di nuovo perch? gli occhi ci confermassero che non si trattasse pi? di uno stato mentale, quanto di uno stato fisico. (altro…)