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Risotto integrale con funghi, miso e tahin // Mushroom, tahin + miso brown rice risotto

Se avete letto il nostro post precedente, probabilmente saprete dei momentanei malesseri della più piccola di noi. Dopo un paio di giorni (durante i quali era stata un po’ drammatica e aveva pensato al peggio), è arrivata la risposta: influenza. Di quelle terribili, che durano settimane e fatichi a scrollarti di dosso. Avevamo effettivamente sentito di come un’influenza legata allo stomaco fosse nell’aria, eppure è stata una delle ultime opzioni alle quali avevamo pensato. E così venerdì notte, dopo aver passato la serata a destreggiarci fra un episodio di Profiling e la finale di Masterchef, Marta ha misurato la temperatura e il termometro ha raggiunto la tacchetta dei 38.7 gradi. E sebbene fosse proprio una febbre da cavallo, entrambe abbiamo tirato un respiro di sollievo nel constatare che, alla fine, si trattava SOLO di influenza.

Le cose non si sono ancora del tutto risolte (la febbre ancora continua a non voler scendere sotto i 37.8 gradi), ma volevamo davvero condividere oggi sul blog questo risotto che è spesso protagonista dei nostri pranzi domenicali perché il nostro uomo di casa sembrerebbe non poterne fare a meno – e questa è una grande soddisfazione, vista l’infinita lista di cose che non mangia -.

C’è da fare una premessa: sebbene la più grande di noi e l’uomo di casa adorino la pasta, la più piccola di noi non la ritiene così fondamentale e ne potrebbe tranquillamente fare a meno. Non è una questione di carboidrati (perché al nostro pane fatto in casa non potrebbe mai rinunciare e mangia volentieri altri cereali in chicco), semplicemente il fatto che, dopo aver vissuto di pasta (principalmente al pomodoro) ogni giorno per più di 10 anni – in quanto l’unica cosa che il nostro uomo, sempre a casa durante la pausa pranzo e perciò l’unico che potesse preparare un pasto, sapesse cucinare -, le è un po’ venuta a noia.

Ogni sabato al mercato, però, troviamo dei bellissimi e freschissimi funghi basilisco (qui, lo ammettiamo, abbiamo usato dei pioppini principalmente perché sul piatto erano più carini…), e poiché quelli mettono d’accordo proprio tutti, dovevamo ingegnarci per assemblare un piatto che rendesse onore a questi: e possiamo dire di esserci proprio riuscite.

Okay, è vero, un risotto ai funghi non è un piatto chissà quanto geniale, ma l’aggiunta di tahin e miso completano ed esaltano il gusto dei funghi in modo tale da creare un piatto con diverse sfumature di sapori ed estremamente cremoso. Per il riso, abbiamo deciso di utilizzare del riso integrale: qualcuno di voi potrebbe storcere il naso, sottolineando con un risotto con il riso integrale non cuocia mai, ma qui viene proprio il bello: per ridurre notevolmente i tempi di cottura e rendere il riso molto più digeribile (lo ripetiamo sempre, ma sapete che legumi, noci e cereali, nella loro versione integrale, contengono acido fitico nella buccia e che, invece, bisognerebbe tenerli ammollo sempre per qualche ora così da eliminarlo?). Altro grande pregio, secondo noi, del riso integrale è che, oltre ad avere un impatto glicemico più basso di quello raffinato e ad avere più fibre, se lo dimenticate un minuto o due in più sui fornelli, difficilmente scuocerà tanto quanto il riso bianco: perciò insomma, piatto sano, con tempi di cottura non impossibili e decisamente poco probabile che scuocia, cosa potremmo dirvi di più per convincervi?! Forse che l’uomo di casa, addirittura, lo ritiene ancora più buono di un piatto di tagliatelle di farro con i funghi? (altro…)

Zuppa di funghi crudi con riso alla curcuma + Raw mushroom soup with turmeric rice

(English recipe below) Ogni volta che torniamo da un viaggio, i mesi successivi ci portiamo dietro una sorta di nostalgia che inizia ad affievolirsi soltanto quando iniziamo ad organizzare la prossima partenza. Capita soltanto a noi? Più visitiamo nuove città (o ne riscopriamo altre dove eravamo già state), il bisogno di viaggiare diventa sempre più impellente, tanto da iniziare a sentirci quasi “soffocate” se non prendiamo un aereo almeno una volta ogni 3 – 4 mesi. Non deve essere sempre una vacanza “lunga” o una meta estera, ci accontentiamo anche di 24h in una città italiana, ma ne abbiamo bisogno.

Alla nostalgia della vacanza passata, si sommano i bei ricordi accumulati durante quel periodo, le lunghe passeggiate, gli aneddoti, le sventure (perché, nonostante tutto, c’è sempre qualcosa che non va) e i piatti mangiati.

Questa zuppa qui, in realtà, non l’ha mangiata nessuna di noi due, ma, invece, è stata la saggia scelta di un uomo di casa infreddolito e bisognoso di scaldarsi in una gelida Parigi. Perché sì, nonostante guanti pesanti e infiniti strati di maglioni e sciarpe, non avere freddo in quella città a gennaio è scientificamente impossibile. E siamo davvero curiose di capire quale segreto celino le parigine per uscire con le gambe scoperte anche con -5 gradi.

Ma tornando alla zuppa. Quando è arrivata fumante sul tavolo di PH7 EQUILIBRE la enorme scodella di zuppa per il nostro uomo di casa abbiamo subito allungato i nostri cucchiai per assaggiarla e riscaldarci un po’. Siamo rimaste davvero sorprese da quanto fosse buono e confortevole quel piatto e, subito, abbiamo chiesto quali fossero gli ingredienti, e lì ci è arrivata la risposta che aspettavamo: la chiave era la semplicità, il minimo sforzo per il massimo risultato.

Si tratta infatti di una semplicissima zuppa di funghi prataioli crudi, frullata con del brodo vegetale bollente (in questo caso, si tratta di un brodo molto basico infuso con alloro, timo e rosmarino) così che la zuppa risulti calda nonostante i funghi non vengano, tecnicamente, cotti. Per il resto, basta aggiungere un po’ di tamari per il gusto umami, del riso integrale cotto con un pizzico di curcuma per rendere il tutto più nutriente e sostanzioso e cospargere con dei germogli di porro per esaltare il sapore et voilà, avrete una zuppa estremamente facile, leggera, con pochissimi ingredienti e tanto confortante, che nonostante il sole inizi a farsi vedere, le temperature sono ancora bassine… (altro…)

Parigi + Zucca spaghetti ripiena // Paris + Laura’s stuffed spaghetti squash

(English version follows) Qualcuno potrebbe pensare che non valga la pena partire per quelli che, effettivamente, sono anche meno di 3 giorni, ma noi no. Da un paio di anni a questa parte, abbiamo preso la splendida abitudine di staccare la spina per un po’, quel che basta per rimanere vivi fino all’estate, e concederci delle piccole vacanze. Cerchiamo sempre di unire il fattore economico (quindi voli non troppo costosi e appartamenti affittati tramite airbnb) e quello del trovare una meta che ci faccia effettivamente battere il cuore. Questa volta è stato il turno di Parigi.

Noi, a Parigi, eravamo già state un po’ di anni fa e, sebbene ci fossimo innamorate dell’approccio francese alla vita già da allora, non eravamo riuscite a godere appieno della città: vuoi perché il nostro primo appartamento era situato in una zona non esattamente favorevole ed era piuttosto sporchino, vuoi perché la più grande di noi aveva beccato un brutto virus intestinale e i primi giorni non avevamo toccato altro se non riso in bianco, la città non ci aveva affascinato e fatte profondamente innamorare. Ma stavolta, è stata tutt’altra storia. (altro…)

Vellutata di finocchi e miso con lenticchie al limone // Miso fennel soup with lemony lentils

Vi è mai capitato di essere talmente ossessionati da una ricetta da prepararla e mangiarla almeno una volta al giorno? A noi sì, e anche piuttosto spesso. È successo, per esempio, nel caso di questa insalata o di questo hummus, e adesso tocca alla nostra nuova zuppa preferita.

In questi giorni di insolito e decisamente poco simpatico freddo (percepita 4 gradi, a Palermo, per una settimana è un evento davvero raro), tutto ciò di cui abbiamo sentito il bisogno è stato cibo caldo e confortante, perciò pasti come porridge fumanti, tea e infusi bollenti, cioccolate calde con mille superfood dentro, verdure arrosto e zuppe o vellutate che potessero alleviare un po’ il gelo esterno sono stati i benvenuti.

La vellutata di cui vi parliamo oggi è un’altra delle meraviglie preparate dalle sapienti mani di Susanna al corso tenuto a Milano quasi un mese fa. È cremosa, ricca grazie al latte di cocco e fa bene al pancino grazie a tutti i probiotici del miso (ecco, qualora stesse cercando ancora un paio di ricettine per riprendervi da tutto il pandoro mangiato a Natale e Capodanno, questa fra proprio al caso vostro).

La ricetta, poi, è così semplice e davvero poco “impegnativa” (non dovrete stare nemmeno a soffriggere o mescolare, basta dimenticarvi le verdure in forno per una mezzoretta, poi una frullatina e via!) che conquisterà anche il più pigro in cucina. La dolcezza del finocchio arrosto e del latte di cocco – che, inoltre, conferisce cremosità senza bisogno di aggiungere ingredienti come panna o patate – si sposa perfettamente con il gusto agre e pungente del miso. Aggiungete poi un pezzetto di zenzero e, oltre ad avere una pietanza nutrizionalmente fantastica per la quale il vostro stomaco vi ringrazierà di certo, renderete tutto ancora più equilibrato.

Tornate da Milano, quindi, non abbiamo fatto altro che frullare in continuazione finocchi arrosto e, per renderla un pasto leggero ma completo, aggiunto un paio di cucchiai di lenticchie beluga al limone (e, volendo, anche una fetta di pane di farro integrale di pasta madre), ma sono totalmente opzionali. Al contrario, se lo avete per le mani, vi consigliamo caldamente di aggiungere qualche ciuffetto di aneto e, magari, per un po’ di croccantezza, un misto di semi come canapa e girasole (ma anche zucca e sesamo nero!). (altro…)

Gratin di pastinaca e senape // Mustard parsnip gratin

Oggi una ricetta velocissima così da poterci dedicare al post decisamente meno veloce del nostro panettone vegano: un panettone a base esclusivamente di farina di farro, dolcificato naturalmente con lo sciroppo d’acero, senza prodotti industriali (vade retro margarina!) e senza alcun prodotto di origine animale? Vi assicuriamo che è possibile (e anche buonissimo!).

Ma veniamo a questo gratin. Come abbiamo detto più volte, la nostra routine settimanale non può essere tale senza la nostra usuale tappa del sabato mattina al mercato del contadino. Ci forniamo da produttori con certificazione biologica, abbiamo imparato a capire chi ha le carote più buone e, quando possiamo, mandiamo una mail il giorno precedente per farci mettere da parte le verdure delle quali abbiamo bisogno.

Così, quando abbiamo letto nell’elenco di una delle nostre produttrici più fidate che era disponibile la pastinaca (radice che, qui, è ancora poco diffusa), ci siamo affrettate subito a farcene mettere da parte una buona quantità, che non è mica da tutti i giorni trovare la pastinaca.

Oltre a tagliarle semplicemente a bastoncini, condirle con un goccio di olio extravergine, un po’ di erbe e un pizzico di sale, arrostirle in forno e mangiarle come fossero “patatine”, questo è stato uno dei nostri modi preferiti di consumarle. Il nostro gratin di pastinaca si ispira ai classici gratin di patate colmi di panna e burro ma in versione vegan e usando appunto queste radici al posto delle classiche patate. Abbiamo usato anacardi e latte di mandorla per conferire cremosità e della senape all’antica e del lievito alimentare in scaglie per renderlo davvero saporito. È un contorno confortevole e nutriente e, se riuscite a recuperare un paio di pastinache, perché non servirlo per il pranzo di Natale? (altro…)

Hummus di barbabietola e miso + Paté di funghi // Miso beetroot hummus + mushrooms paté

(English version follows) Abbiamo davvero troppe ricette già pronte da postare prima di Natale e troppo poco tempo. Proprio per questo motivo ci vedete stranamente più attive del solito (magari poter essere sempre così) e pubblicare ogni due giorni per fare in modo che almeno un po’ di queste possano arrivare a destinazione in tempo.

Oggi una ricetta salata giusto per non postare esclusivamente cose dolci (anche se, siamo seri, il Natale è principalmente concentrato sui dolci!), considerando anche il grande post che, promettiamo, arriverà mercoledì (massimo venerdì!) qui sul blog.

Fra un panettone e l’altro (perché qui, a forza di sperimentare, consumiamo un panettone al giorno. E siamo soltanto tre persone) ci piace frullare verdure e legumi o frutta secca e preparare cremine spalmabili da mangiare con il nostro pane di farro a lievitazione naturale, con cracker di semi ma anche semplicemente con bastoncini di verdure crude come carote, sedano, ravanelli e perché no, anche delle foglie di indivia belga cruda. Metteteci un paio di olive di buona qualità e magari un paio di carciofini sott’olio fatti in casa (sono di stagione, quindi non avete alcuna scusa per non prepararli!) e l’aperitivo/antipasto è servito.

Proprio pensando a questo abbiamo pensato che un paio di dip per aprire il vostro pranzo di Natale fossero un’idea gustosa ma leggera (specie nel caso dell’hummus di barbabietola che, contenendo miso, ovvero una buona fonte di probiotici, aiuterà almeno un po’ il vostro stomaco ad affrontare più facilmente tutto ciò che verrà dopo – grazie Susanna!).

Venendo alle ricette, l’hummus di barbabietole e miso unisce la dolcezza delle barbabietole al gusto forte, salato e pungente del miso, rendendolo davvero equilibrato nel sapore. Per coloro che, invece, preferiscono qualcosa di più classico, abbiamo pensato ad un paté di funghi reso ricco da una manciata di anacardi, un goccio di vino bianco e un accenno di aceto balsamico. (altro…)

Frittata vegana di ceci e funghi per Taste & More 23 // Vegan chickpea + mushroom frittata

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(English version below) Una delle cose che ci piace più preparare quando sappiamo di avere poco tempo per cucinare è questa “frittata” a base di farina di ceci: bisogna soltanto mescolare un paio di ingredienti in una ciotola, lasciar riposare il composto per un paio d’ore (giusto il tempo di rendere i ceci più digeribili) e poi dimenticarsela in forno per mezzoretta. È buonissima sia ancora tipica che mangiata fredda. È una ricetta piuttosto classica, molto simile a quella della farinata, ma a differenza di questa è più spessa e ‘cicciotta’ e ci piace giocare con i sapori e renderla ancora più gustosa con del lievito alimentare (se pensate che abbia a che fare con il tipico lievito da panificazione, siete sulla strada sbagliata! Si tratta di lievito disattivato, dal sapore intenso e “formaggioso” e dall’elevato contenuto di proteine) e, in questo caso, con una bella manciata di funghi saltati in padella con tante erbe. Per quanto riguarda i funghi, abbiamo deciso di utilizzare una delle nostre varietà preferite che ci lascia sempre molto soddisfatte: si tratta di quelli che qui vengono chiamati “funghi di ferla“, una varietà di pleurotus dalla consistenza meravigliosa ed estremamente carnosa. Questa e altre splendide frittate, tisane, antipasti natalizi e molto ancora vi aspettano sul nuovo numero di Taste & More. (altro…)

Insalata di kale viola, mirtilli e melanzane // Purple kale, blueberry and eggplant salad

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(English post below) Lo sapete, siamo leggermente ossessionate dalle insalate – quelle nutrienti e sazianti! – e siamo sempre alla ricerca di nuove e deliziose. È la nostra prima scelta su tutto, che si tratti dello scegliere un piatto sulla carta di un ristorante o di qualcosa da preparare con un ingrediente particolare. Quando infatti siamo riuscite a recuperare del cavolo riccio viola al punto Naturasì dal quale ci riforniamo abitualmente (un grazie enorme va a Barbara per la soffiata!), sebbene fosse nel sapore praticamente identico a quello del kale classico, siamo rimaste talmente affascinate dal suo aspetto e dalle venature violacee delle sue foglie che dovevamo decisamente immortalarlo e presentarvelo in una nuova salsa – che questo sta diventando un po’ il blog del kale e delle insalate.. -. Ci siamo immediatamente ricordate dell’insalata pubblicata un paio di settimane fa da Luise e David di Green Kitchen Stories e del loro entusiasmo nel rendere quanto più viola possibile questa insalata. Purtroppo avevamo finito le nostre amate lenticchie nere beluga (della quale teniamo sempre una buona perché velocissime da cuocere), quindi abbiamo optato per delle lenticchie di puy che hanno egregiamente svolto il loro ruolo, mantenendo la loro forma ed essendo cotte al dente. Abbiamo anche sostituito le more con dei mirtilli perché era tutto ciò che avevamo per le mani e le biete con il nostro mix preferito di verdure a foglia verde. Paradossalmente abbiamo lasciato fuori anche il nostro amato avocado perché abbiamo ritenuto che l’insalata fosse già tanto buona da non aver bisogno d’altro. Punti forti che non potevano assolutamente essere cambiati, invece, sono state le cipolle e le melanzane – per noi, le splendide melanzane dell’orto dei nonni -, speziate e cotte al forno, le nocciole e, chiaramente, il cavolo riccio viola. Sebbene l’insalata sia già spettacolare di suo, vi consigliamo caldamente di servirla insieme ad una buona porzione di hummus cremoso (variante vegana alla feta suggerita sempre da Luise e David) e fidatevi: porterà il piatto a tutt’altro livello.  (altro…)

Insalata di zucca arrostita con za’atar e dressing ai datteri di Anna // Anna’s roasted squash + za’atar spices

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Se ci conoscete (e, soprattutto, se conoscete la più piccola di noi), saprete bene che abbiamo una piccola ossessione quando si tratta di libri di cucina. Nel giro delle ultime due o tre settimane, poi, causa “ho bisogno di ispirazione” questa si è vista crescere in modo esponenziale, costringendoci a lasciare un bel po’ di volumi fuori dai cinque grandi scaffali occupati interamente da ricettari. Tra questi, ‘a modern way to eat’ di Anna Jones è uno di quelli che ha il suo posto fisso ed ai quali siamo più affezionate. Già più di un anno fa abbiamo acquistato la versione inglese (così come abbiamo fatto, successivamente, per il suo secondo libro), della quale ci siamo follemente innamorate. È una cucina casalinga e, allo stesso tempo, raffinata e sfiziosa. Semplice ma mai banale, decisamente sorprendente. Dopo averlo sfogliato infinite volte, abbiamo iniziato ad incollare post-it un po’ ovunque, per segnare le ricette da provare assolutamente, dall’insalata di mais abbrustolito, kale e patate dolci alla zuppa di cardamomo e anice stellato con zucca invernale, dal rotolo alle arachidi della california ai rotolini ai fichi ed earl grey. La scelta per il post di oggi, alla fine, è ricaduta su questa insalata dal gusto agrodolce. Avevamo una bellissima zucca gialla quintale (ammettiamo di aver dovuto cercare su internet per scoprire il nome di questa zucca…ci sorprende sempre vedere quante infinite varietà di questo ortaggio possano esistere!) e, sebbene Anna suggerisse di usare una zucca violina, ci siamo dette che l’insalata sarebbe stata ugualmente straordinaria…e così è stato! Adoriamo come la dolcezza della zucca venga unita al sapore forte e amaro di radicchio e semi di finocchio, e bilanciata sapientemente dalla freschezza della menta e da una vinagrette agrodolce di aceto balsamico – noi abbiamo usato quello bianco – e datteri. Non sentitevi scoraggiati e non lesinate nel condire l’insalata per il fatto che zucca e datteri siano due elementi dolci e per la paura che possano risultare stucchevoli: vi promettiamo che non lo sarà, e parliamo da persone che non hanno decisamente una propensione a gusti molto dolci. Adesso, forse vi chiederete: perché pubblicare solo adesso una recensione tanto piena d’amore per un libro già uscito nel 2014? Semplice: perché adesso (precisamente, dal 20 ottobre), se non lo conoscevate o non siete pratici con l’inglese, lo potete acquistare tranquillamente in libreria, tradotto in italiano ed edito da Eifis. Vi assicuriamo che sarà uno di quei libri dei quali non potrete più fare a meno! (altro…)

Chips di cavolo riccio // Cheesy vegan kale chips

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(English version below) Non siamo esattamente il tipo di ragazze da patatina e decisamente meno da popcorn. Ma le chips di cavolo riccio cambiano decisamente le carte in tavola. La prima volta che le abbiamo assaggiate è stato un po’ meno di due anni fa, quando sembrava impossibile trovarle – non che adesso, qui in Italia, la situazione sia cambiata molto – e l’unico modo per potersene gustare un pacchetto era ordinarle da internet, e ne siamo completamente andate pazze. Una volta appurato che ci piacevano, troppo e in qualsiasi gusto – persino quelle dolci al cioccolato -, è diventata, come al solito, una sfida al cercare di riprodurle in casa per ottenere quella perfetta consistenza e il gusto ‘formaggioso’ senza dover spendere troppi soldi. L’anno scorso abbiamo fatto un paio di tentativi limitandoci a condire il cavolo riccio con sale, limone e olio extravergine d’oliva: abbiamo provato sia ad essiccarle, così da mantenerle crude, sia ad infornarle, ma in entrambi i casi, seppur deliziosi, persisteva il difetto più importante: la consistenza. Sebbene, infatti, appena uscite dal forno o dall’essiccatore le nostre chips di kale erano decisamente buone seppur al naturale, una volta raffreddatosi sono diventate decisamente mollicce. Quest’anno, cominciata nuovamente la stagione di cavolo nero e cavolo riccio e grazie ad un inaspettata tornata di cavolo riccio sulla quali, ultimamente, riusciamo a mettere su le mani, abbiamo deciso di riprovarci ed imitare in tutto e per tutto il condimento di quelle che ci avevano conquistato. Anacardi ammollati, frullati con un po’ d’acqua fino ad ottenere una salsina cremosa e origano, paprika affumicata e lievito alimentare in scaglie per insaporire e conferire quel sapore “formaggioso”. Possiamo assicurarvelo: sono talmente deliziose e croccanti (e affatto mollicce!) da poter finire l’intera tornata in una serata. Mangiare la propria porzione di verdure a foglia verde scuro non è mai stato tanto esaltante! (altro…)