Quinoa con cavolo nero marinato e hummus di barbabietola // quinoa with marinated kale + beetroot hummus

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(English version below) La settimana scorsa ci siamo trovate a saltellare freneticamente per i corridoi del Naturasì senza poterci fermare. Il motivo? Il cavolo riccio, chiaro. Se abitate in Italia e siete dei foodblogger (o semplicemente salutisti o appassionati di cibo), sapete bene quanto sia quasi impossibile riuscire a trovarlo. Il suo cugino toscano, il cavolo nero, svolge egregiamente il suo ruolo senza farne sentire la mancanza (che sia quella nutrizionale o puramente legata al gusto), ma niente batte il fascino di qualcosa quasi impossibile da trovare. Quindi, dopo l’euforia iniziale e gli esatti 1,089 kg infilati compulsivamente dentro un sacchetto, un nuovo libro arrivato da poco nella buca della posta ci è venuto incontro. Partiamo dalla ricetta, che ci è stata decisamente d’aiuto in una sera in cui, tornate stanche ed affamate dopo la nostra lezione di pilates e con soltanto della quinoa cotta in precedenza, quel kilo di kale e pochi altri ingredienti, siamo riuscite ad assemblare un piatto delizioso e nutriente in meno di 15 minuti – che vediamo bene anche per una colazione salata. Ci è bastato, infatti, sostituire la quinoa ad il riso rosso previsto dalla ricetta, frullare velocemente dei ceci con delle barbabietolemassaggiare il kale per riuscire a quietare le nostre pance brontolanti. Quanto al libro, 26grains è il manoscritto della proprietaria dell’omonimo locale a Londra del quale, durante la nostra piccola tappa di 3 giorni e mezzo nella città, ci siamo talmente tanto innamorate da tornarci due mattine di seguito, ed è salito velocemente in cima alla lista dei nostri ricettari preferiti. Oltre alle foto splendide, pure ed essenziali, il libro è pieno di spunti ed ispirazione, piatti deliziosi che fanno l’occhiolino all’approccio fresco, “nudo” ed integrale della cucina danese. (altro…)

Porri al vapore con crema di anacardi al sommacco per TASTE&MORE N.22 // Steamed leeks with sumac cashew cream

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(English version below) Siamo davvero contente di poter condividere qui la nostra prima collaborazione con la rivista online Taste&More. Come prima ricetta, abbiamo pensato a qualcosa di semplice ma davvero buono che permettesse di esaltare dei porri cotti nel più facile e quasi scontato dei modi e che altrimenti risulterebbero un po’ tristi e privi di personalità con una crema leggermente acidula – grazie a senape e succo di limone – a base di anacardi. È una ricetta alla quale lavoravamo da un po’, e averla potuta ultimare per Taste&More è stato sinceramente appagante! In questo numero – fantastico e ben elaborato, come sempre -, oltre ai nostri porri, troverete un sacco di spunti per cucinare con le cipolle, millefoglie dolci e salate (tra cui la nostra con sfoglie di ceci e “ricotta” di mandorle!), torte golose e molto altro. Quindi che aspettate? Sfogliatelo subito! (altro…)

Vegan copenhagen + brownie biscotti gelato // flourless vegan brownie ice cream sandwich

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(English version follows) Scrivere questo post non è stato affatto facile. Non perché non ci fossero molte cose da dire, ma esattamente il contrario: tanto amore a prima vista per la nostra meta di quest’anno, Copenhagen, tanti posti meravigliosi da visitare e locali deliziosi dove godersi un buon pasto vegano. Iniziamo dal principio: Copenhagen è una di quelle mete che sogniamo da anni (e post come quello di Francesca o Laura e Sara ci hanno fatto venir ancor più voglia di visitarla) e quest’anno, per una strana e magica coincidenza di voli, siamo riuscite a rendere concreto questo sogno. Siamo partite con aspettative altissime, e la città le ha soddisfatte pienamente. Copenhagen incarna perfettamente, senza dubbio, il modello della città nordica, ma senza cadere in un cliché, mantenendo la sua forte personalità, peculiarità e bellezza. Se dovessimo descrivere la città con un solo aggettivo, quello sarebbe sicuramente “verde”: Copenhagen ti sorprende con incredibili paesaggi naturali e tanto, tanto verdi ad ogni angolo, persino quando non te lo aspetti, e i suoi abitanti lo sanno bene – ovunque ci si può concedere un momento di relax stesi sul prato (persino all’orto botanico!!) o una pausa picnic nel perfetto rispetto della natura. Oltre a godere del verde e a portare meravigliosi bimbi biondissimi e dagli occhi azzurrissimi in giro, gli abitanti di Copenhagen si dilettano in un’altra attività, forse la più importante: andare in bici. A Copenhagen, infatti, tutti sembrano andare in bici – e, per fortuna, le piste ciclabili ci sono, sono ampie e non si confondono con i marciapiedi -. Le bici sono talmente fondamentali che, anche da turisti, è necessario affittarne una almeno per qualche ora per fare esperienza della vera vita della città. Abbiamo deciso anche noi di farlo e ve lo consigliamo calorosamente (se non siete abituati a portare la bicicletta, fatelo l’ultimo giorno della vostra permanenza così da, quantomeno, riservare i dolori a quando sarete seduti e annoiati in aereo). Ancora, possiamo dire di essere state piuttosto fortunate per quanto riguarda le temperature esterne: a parte due giorni di pioggia, tra l’altro, nemmeno troppo forti, abbiamo potuto ammirare il cielo azzurrissimo di Copenhagen e girare con abiti corti e leggeri concedendoci anche il lusso di aver caldo. (altro…)

Crumble di nettarine e rosmarino // rosemary and nectarines crumble

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(English version below) Uno dei dolci che più amiamo in assoluto è sicuramente il crumble: estremamente versatile, veloce, facile e a prova di sbaglio. Che sia inverno, e che quindi si tratti di un confortante teglia con mele e cannella, o estate – e qui via libera a tutta la succosa frutta estiva -, il crumble è uno di quei dolci con i quali non si può sbagliare mai. Che basta “condire” un po’ di frutta da un lato e impastare briciole dall’altro in meno di cinque minuti, poi mettere tutto in una teglia e dimenticarselo in forno per una 40ina di minuti, mentre magari si guarda una puntata di Mr. Robot – la nostra ultima fissazione – o magari mentre si cena, così da avere un dessert in poco e niente quando si ha bisogno di una coccola dolce. Insomma, per noi il crumble rappresenta davvero il dolce perfetto, quello che ci ha salvate in più di un’occasione: durante il 18esimo compleanno della più piccola di noi, che dopo essersi resa conto che la “torta principale” non sarebbe mai bastata per soddisfare lo stomaco di tutti gli invitati, è stato proprio un crumble di mele a venirci incontro. E ancora durante numerose cene/pranzi, dopo esserci rese conto di non aver pensato ad un dolce e con poca fantasia, il crumble ha sempre rappresentato la nostra salvezza. Perché insomma, diciamocelo, chi non ha sempre, pur quando manca tutto, un paio di mele o altra frutta in frigo? E quale miglior modo per “salvare” della frutta troppo matura o poco saporita? Il crumble di oggi è quello che prepariamo da mesi ormai e che adattiamo a qualsiasi frutto ci capiti fra le mani: in questa versione con pesche e rosmarino, un abbinamento che abbiamo davvero adorato. Per quanto riguarda le briciole, invece, si tratta semplicemente di fiocchi d’avena, farina di mandorle, olio di cocco e sciroppo d’acero (insomma, ingredienti che si difficilmente mancano in dispensa…). Adesso, è vero che siamo in estate e meno si può accendere il forno, meglio si sta, ma per questo crumble vi consigliamo di fare un’eccezione!

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Chia pudding con fragole, pesche e maca

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Dobbiamo confessarlo: ultimamente nutriamo un amore spassionato per i semi di chia. Oltre ad essere estremamente versatili in qualsiasi ricetta preveda un uovo, costituiscono anche la base per fetta per un “pudding” dalla consistenza quasi gelatinosa. Adesso, ? vero: ? da anni che girano sul web ricette a base di pudding di semi di chia, ma la verit? ? che noi non siamo mai riuscite a farcelo piacere. E persino due?anni fa, quando il pudding di chia era una novit?, ma noi gi? lo conoscevamo perch?, durante il nostro viaggio in Belgio e le infinite tappe da Le Pain Quotidien, il nostro intermezzo quotidiano era proprio un pudding di chia e latte di cocco, dobbiamo confessare che era pi? una scusa per poterci portare a casa un paio di barattoli weck (in cui, appunto, era servito il pudding da portar via). Dopo anni, per?, sentiamo di aver fatto pace don questa colazione che abbiamo tanto disprezzato: infatti, la base di fragole e pesche (qui nettarine, ma stanno decisamente bene, se non addirittura meglio, quelle bianche), profumata da un tocco di vaniglia e dal sapore caramellato della maca – quel superfood di cui vi parlavamo qui – addolcisce perfettamente il chia pudding, che altrimenti sarebbe troppo blando e non troppo appetitoso. Fragole e pesche possono tranquillamente essere sostituite?da altre bacche e da un altro frutto dolce, ma mantenete sempre un frutto un po’ pi? acidulo (mirtilli, lamponi…) ed uno pi? dolce. Quanto al topping, noi ci siamo mantenute su qualcosa di piuttosto semplice, ma voi divertitevi come pi? vi pare: granola, burri di frutta secca, noci, more di gelso disidratate sono un’esempio, giusto per nominarne qualcuno.? (altro…)

Zuppa fredda di avocado, spinaci e latte di cocco

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(English version below) Zuppa? In estate? Certo, ma ovviamente fredda! Un po’ di tempo fa, durante il nostro periodo di latitanza dal blog, abbiamo deciso che, se non potevamo interagire qui sul blog, lo avremmo allora fatto nella nostra pagina Facebook. In questo modo, oltre a riportare alla luce alcune delle nostre ricette estive preferite (e, soprattutto, quell’incredibile crema di verdure grigliate della quale vi parlavamo l’estate scorsa), siamo riuscite ad aggiornarvi sui nostri movimenti in cucina. E proprio a proposito di questo, avevamo promesso una ricetta dalle infinite sfumature di verde facile e veloce, di quelle che anche quando sei sotto esami prepari in pochissimo tempo senza stressarti troppo o doverti accontentare di un pasto triste e senza sapore. Basta un frullatore (anche ad immersione) e giusto un paio di ingredienti come avocado, spinaci e latte di cocco – insomma, ci conoscete, sapete bene quanto ciascuno questi sia indispensabile nella nostra cucina… – e in poco e niente riesci a tirar fuori una zuppa fredda da urlo: avocado e latte di cocco la rendono incredibilmente e squisitamente cremosa, gli spinaci e il succo di lime contrastano e bilanciano la dolcezza data dal latte di cocco. Insomma, questo “gazpacho” (che gazpacho non si pu? definire, poich? manca tutto ci? che lo renderebbe tale) ci ha colpite talmente tanto che quasi avremmo voluto pubblicarlo subito, ma abbiamo dovuto pazientare, studiare, prenderci cura delle nostre erbe in balcone perch? ne esaltassero ancor pi? il sapore, per, finalmente, proporvelo oggi.

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Melanzane con tahini e i ceci di Valentina

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Ritorniamo in punta di piedi, dopo più di un mese assenti da questo spazio. Che fine abbiamo fatto? Tra esami di maturità e tanto (troppo) lavoro, sebbene il blog fosse sempre e comunque il nostro primo pensiero, abbiamo dovuto mettere un po’ di ordine alle nostre priorità, specie se dettate non dalla nostra volontà ma da impegni improrogabili. Insomma, quando hai una tesina non ancora pronta su cui lavorare ed un’intero programma da ripassare in pochi giorni, ti rendi conto che è il caso di staccare letteralmente un attimo la spina e concentrarsi sui libri – che poi, è incredibile quante delle più geniali idee culinarie siano venute in mente proprio mentre non ci si sforzava per trovarle.. -. Tra Plutarco, lo Zibaldone di Leopardi e amminoacidi essenziali, però, abbiamo avuto una decisamente piacevole distrazione: il libro “Sweet Kabocha” di Valentina, autrice dell’omonimo blog. Se ci conoscete, sapete bene quale sia il nostro stile di cucina: a parte la recente scelta vegana (sebbene la nostra alimentazione abbia sempre proteso verso una dieta quanto più vegetale), avete ormai imparato quanto la nostra cucina sia il pi? possibile salutare, integrale, con alimenti il meno raffinati possibile. Ed è proprio per questo che il libro di Valentina ci ha fatto impazzire già prima di averlo fra le mani: non c’è ricetta che non rifaremmo o ingrediente che non utilizzeremmo. Se aggiungete il fatto che si tratta di ricette vegane, la maggior parte senza glutine e, soprattutto, tutte adatte ad essere servite dentro una ciotola (c’è qualcuno che mangia ancora dai piatti?!), potrete perfettamente capire quanto il libro sia necessariamente un must nella vostra libreria. “Sweet kabocha – la mia cucina integrale in 100 ciotole vegan” ? suddiviso in quattro capitoli: colazione, pranzo, cena e spuntino e possiamo assicurarvi quanto ciascuna di queste ricette sia straordinaria. Nel nostro periodo di latitanza dal blog, infatti, sebbene sommerse di studio e impegni di ufficio, non ci siamo certe dimenticate di mangiare – e necessariamente di cucinare – piatti (o meglio, ciotole) che ci permettessero di continuare a studiare/lavorare: abbiamo infatti già avuto l’occasione di provare il suo miglio con asparagi e limone – che ci è piaciuto da morire, e che se fossimo riuscite a ritagliarci un po’ di spazio avremmo postato qualche settimana fa, quando ancora era possibile trovare degli asparagi… -, il cous cous di cavolfiore con i ceci, la zuppa di cannellini e harissa, la polenta di mais fresco e l’insalata di zucchine marinate. Altre ricette che non vediamo l’ora di testare sono l’oatgurt, la panzanella indiana, la granola di lenticchie, i tartufi di ceci al cioccolato (!!!), il tempeh zucca e fichi e il fattoush con il pane pita di cocco. Queste melanzane qui, invece, non si trovano affatto nel suo libro. Ma i ceci che le hanno rese tanto speciali, invece, sì.

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Sorgotto con porri, asparagi e mele Pink Lady

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Qualche mese fa, siamo state contattate via mail per partecipare ad un concorso la quale unica e fondamentale regola era quella di presentare una ricetta che avesse per protagonista la mela Pink Lady. Prima che arrivasse il nostro pacco di mele grandi e di un rosa incredibilmente bello, sapevamo gi? che avremmo voluto tentare la via pi? difficile e preparare un piatto salato piuttosto che dolce. La prima cosa che abbiamo fatto, ? stata assaggiare le mele: croccanti e dolci – senza tralasciare quella punta asprigna che tanto esigiamo nella frutta -, si sono rivelate buonissime e dalla consistenza perfetta anche da sgranocchiare cos?, senza alcuna particolare veste, o semplicemente accompagnate da un po’ di burro di mandorle. Quando per? si ? trattato di “mettere su” la ricetta, la sfida ? stata quella di creare un piatto che fosse interessante, buono, non scontato, in cui la mela fosse l’elemento in pi? che, per?,?fosse in grado di reggere, equilibrare ed elevare tutti gli altri sapori. Cos?, durante una delle frequenti incursioni al supermercato biologico, abbiamo visto quel sorgo a cui tanto avevamo fatto la corte nei mesi precedenti e lo abbiamo infilato senza alcun ripensamento nel carrello della spesa. Il “risotto” con cereali alternativi non ? certo una novit?, ma il contrasto di consistenze e sapori ha reso il piatto vincente: abbiamo cotto il sorgo in un brodo fatto con gli scarti delle verdure utilizzati e lo abbiamo mantecato con del burro di nocciole preparato il mattino prima che ha legato i sapori e conferito cremosit?. In cima, ma non meno importanti, dei porri tagliati a rondelle ed arrostiti in forno insieme a dei cucunci (frutti del cappero), dei quali hanno preso l’aroma, fino a diventare leggermente dorati e croccanti; i cucunci dal sapore forte e salato e, appunto, la mela Pink Lady tagliata a bastoncini. Quello che, infine, ne ? uscito fuori, ? stato un piatto non pretenzioso, ma particolare e decisamente buono: l’obiettivo che ci eravamo prefissate, insomma!

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Semifreddo raw alle ciliegie (vegan)

semifreddo raw alle ciliegie e vaniglia

Dalla fine della stagione delle ciliegie dell’anno scorso, i successivi mesi, fino a qualche giorno fa, sono stati un quotidiano lamentarsi, da parte della pi? piccola di noi, e un continuo interrogarsi su quando avrebbe potuto farne nuovamente scorpacciate. Cos? da un paio di settimane a questa parte, con l’arrivo di Maggio e l’aumento delle temperature, la richiesta (e il bisogno!) di nutrirsi di ciliegie si ? fatta sempre pi? impellente. Non ci siamo lasciate tentare da quelle pallide e asprigne del supermercato, sapevamo bene ci? che volevamo e cercare di placare la mancanza?con qualcosa che non fosse all’altezza dei nostri desideri non sarebbe stata la soluzione. Cos?, lo scorso?sabato mattina, nel vedere delle ciliegie biologiche grandi, scure e perfette dai nostri produttori di fiducia ? stato un evento talmente grandioso da portare la pi? piccola di noi a saltellare nervosamente nel desiderio di impossessarsene il prima possibile. Il primo, il secondo, e tutti i seguenti assaggi non hanno decisamente deluso le aspettative, anzi! E dobbiamo dirlo: se non fosse stato che questa torta (per la quale abbiamo preso delle ciliegie in pi?, cos? da non farcele mancare) ? risultata estremamente buona e decadente, ci saremmo senza dubbio rammaricate nell’aver sottratto alle nostre pance – ma, soprattutto, al nostro spirito – quelle ciliegie in pi?. Abbiamo passato dunque la nostra domenica, inebriate dal dolce sapore delle ciliegie, piantando gerani sul nostro balcone e stratificando basi di datteri, noci e cioccolato, creme?di anacardi alla vaniglia ed altre, tintesi di rosa, alle ciliegie. La ricetta proviene da uno dei soliti acquisti ossessivi compulsivi su Amazon direttamente in lingua originale: Clean cakes, un libro splendido di dolci naturali, senza glutine, realizzati con ingredienti integrali e salutari e, la maggior parte, vegani o facilmente veganizzabili. Della ricetta originale abbiamo modificato ben poco, giusto delle noci al posto delle noci del Brasile, per mancanza di queste ultime a casa, e insignificanti elementi. La torta – che abbiamo pensato di chiamare semifreddo, per via della consistenza e della temperatura a cui viene servita – ha avuto talmente successo che, con?la scusa di “affinare i bordi” per fotografarla, siamo riusciti a mangiarne forse pi? di quanta non ne sia rimasta. Che aspettate dunque? Iniziate a mettere quegli anacardi ammollo e frullare le ciliegie…

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Insalata niçoise con lenticchie e dressing ai capperi

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Signori e signore, la stagione della Ni?oise ? iniziata! Perch?, ebbene s?, perch? bisogna sapere che nei mesi che vanno da maggio fino a?luglio, la nostra cucina ci riporta sempre l?: patatine novelle appena sbollentate, olive nere (uno dei rari casi in cui la pi? piccola di noi le tollera senza alcun fastidio) e un condimento che preveda immancabilmente la senape di Digione. In questi anni ci siamo sbizzarrite ad elaborarne varianti, e cos? abbiamo fatto anche quest’anno. Non avevamo ancora iniziato a pensare alla nostra amata ni?oise e a come avremmo dovuto ovviare ad uova e pesce che la splendida Laura ci ? venuta incontro con la sua versione primaverile (infatti pomodoro e cetriolo vengono sostituiti da asparagi e ravanelli)?e cruelty free che non ha nulla da invidiare all’originale. Ci? che ci ha, per?, fatto innamorare immediatamente di questa insalata ? stato il suo ovviare a derivati animali nel modo pi? semplice possibile, senza alcun surrogato irreperibile o dagli ingredienti di dubbia provenienza: ? bastato infatti un pugno di lenticchie a rendere questo piatto cos? buono e speciale: lei ha utilizzato delle lenticchie verdi francesi – le famose lenticchie di Puy! -, noi, in mancanza, ci siamo affidate a delle lenticchie piccole di Ustica, le nostre preferite. Ultimo ma non ultimo, un condimento?cremoso a base di?capperi, cipollotto e quella tanto importante e indispensabile senape di Digione della quale parlavamo poco pi? su, ? stato la morte migliore con cui “affogare” tutti gli ingredienti dell’insalata e talmente delizioso da farcene desiderare doppia razione. Insomma, se, come noi, siete profondi estimatori della ni?oise vi possiamo assicurare che, anche senza uova n? pesce, questa diventer? una ricetta d’abitudine nella vostra cucina! (altro…)